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RIASSUNTO DEL CORSO DI DIRITTO INTERNAZIONALE
Tipologia: Dispense
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Il Diritto Internazionale dell’economia Nella seconda metà del 1600, il settore dell’economia non era molto sviluppato: era un settore studiato solo dagli economisti e non riusciva a trovare un posto ben definito nel diritto internazionale. Dal punto di vista giuridico, l’economia era una materia molto specifica e tecnica per essere disciplinata dal diritto. Quando l’economia iniziò ad assumere un carattere globale e dinamico, si creò un interesse sempre maggiore verso la disciplina particolare dell’economia. Allo scopo di disciplinare la materia economica (che presentava caratteri diversi rispetto a tutti gli altri rapporti internazionali), venne creato un settore specifico del diritto internazionale, ovvero il diritto internazionale dell’economia. Il diritto internazionale dell’economia si differenzia dal diritto internazionale in generale, poiché il primo presenta un sistema dinamico e aperto, in continua evoluzione dato che disciplina una materia mutevole; il secondo, invece, presenta un sistema statico e chiuso, e si occupa di sovranità e preservazione di interessi nazionali. Il diritto internazionale ha carattere pubblicistico, in quanto ha come soggetti principali gli Stati e non gli individui. Secondo la dottrina prevalente, in Italia rappresentata da Picone, anche il diritto internazionale dell’economia ha carattere pubblicistico è necessario che sia i soggetti sia le fonti siano soggetti e fonti del diritto internazionale; in caso contrario ci troveremmo di fronte ad un diritto di natura privatistica. Il diritto internazionale dell’economia si occupa di vari settori, in particolare del commercio, della moneta e della promozione dello sviluppo. I soggetti del diritto internazionale dell’economia sono i soggetti tradizionali del diritto internazionale, ovvero gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, ma ciononostante lo Stato ha sempre un ruolo preponderante ed è fondamentale il carattere dell’effettività, ovvero il peso che ricopre lo Stato stesso. Possiamo, quindi, definire diritto internazionale dell’economia qualsiasi norma che disciplina i rapporti di natura economica, purchè abbia carattere pubblicistico. Gli investimenti internazionali Per gli investimenti internazionali non esiste una disciplina completa a causa della forte differenza tra Paesi sviluppati e PVS. Alcuni PVS erano contrari a tale disciplina poiché sostenevano che avrebbe favorito solo gli interessi dei Paesi sviluppati: l’investimento avrebbe creato da un lato la presenza stabile dell’investitore sul mercato del Paese ospite; dall’altro, un controllo di risorse e di attività produttive da parte di soggetti stranieri. Gli investimenti internazionali sono fondamentali per la situazione economica di uno Stato, ma non sono materia del diritto internazionale dell’economia perché la maggior parte degli investimenti avviene tra privati e Stati (natura privatistica).
Sappiamo che, secondo la dottrina prevalente, il diritto internazionale dell’economia è un diritto che regola rapporti pubblicistici; secondo la dottrina anglosassone, invece, gli investimenti internazionali sono materia del diritto internazionale dell’economia, poiché tutto ciò che si svolge intorno alla materia economica, è diritto internazionale dell’economia. Le fonti del diritto internazionale dell’economia Dalle Organizzazioni Internazionali economiche derivano le fonti non giuridicamente vincolanti, che costituiscono le fonti del diritto internazionale dell’economia. Esse hanno lo scopo non di regolare, bensì di gestire la materia dell’economia, ovvero una materia dinamica che necessita di risoluzioni veloci e specifiche (i trattati e le consuetudini non sarebbero efficaci perché necessitano di tempi più lunghi per entrare in vigore). Quindi il diritto internazionale dell’economia si basa su fonti previste da accordi: esse presentano un carattere non vincolante, comunque in grado di condizionare l’attività ed il comportamento degli Stati. Le fonti succitate sono norme di soft law, cioè diritto non vincolante. Alcuni ritengono che le norme di soft law non rientrano tra le norme di diritto, altri, invece, ne riconoscono la giuridicità e la non vincolatività (non obbligatorietà).
Le caratteristiche funzionali e strutturali del WTO La Comunità Internazionale con l’accordo del WTO non ha registrato un sostanziale salto di qualità, che sarebbe avvenuto dotando tale istituzione di un’autonoma funzione regolatoria e gestionale del settore commerciale. Il WTO non può adottare regole e normative perché ciò è riservato agli Stati attraverso accordi. Inoltre, non è dotato della facoltà di intervenire concretamente, come fanno il FM e la BM. Le norme ed i principi di base del WTO sono:
I Paesi in via di sviluppo mirano ad accentuare il ruolo dell’ONU nella promozione dello sviluppo dato che il sistema di voto è democratico (1 Paese conta 1 voto), quindi avendo la maggioranza possono avere una maggiore influenza. I Paesi occidentali (industrializzati), invece, mirano ad accentuare il ruolo della BM nella promozione dello sviluppo dato che il sistema del voto ponderato basato sul “peso” che hanno nella scena economica mondiale, garantisce loro la maggioranza e di conseguenza una maggiore influenza. L’ONU con le convenzioni degli anni 70 vorrebbe promuovere l’uguaglianza sociale ed economica, il diritto allo sfruttamento delle proprie risorse, e più in generale il diritto allo sviluppo, ma i Paesi occidentali si sono sempre dichiarati ostili a questa posizione. Tuttavia con gli anni, questa opposizione si è attenuata e gli interessi dei due gruppi di Paesi stanno convergendo: il problema dello sviluppo dei PVS crea dei problemi ancor maggiori per i Paesi occidentali, come l’immigrazione, il terrorismo, i fenomeni integralisti, ecc. Per questo motivo è a vantaggio di tutti i Paesi cooperare per contrastare sul nascere lo sviluppo di tali fenomeni. Fenomeno del Land Grabbing Il Land Grabbing è un discusso fenomeno economico e geopolitico di acquisizione di terreni agricoli su scala globale, venuto alla ribalta nel primo decennio del XXI secolo. La questione che tale fenomeno solleva riguarda gli effetti di tali pratiche di acquisizione nei PVS, che si realizzano mediante affitto, o acquisto, di grandi estensioni agrarie da parte di imprese transnazionali, governi stranieri, o singoli soggetti privati. Il fenomeno del Land Grabbing non è negativo in se: da un lato, le acquisizioni possono garantire un’iniezione di preziose risorse per investimenti, in realtà economiche in cui queste ultime scarseggiano; d’altro canto, esiste il rischio concreto che le popolazioni locali possano perdere potere di controllo e di accesso sulle terre cedute e sulle risorse naturali collegate alla terra e ai suoli, come, ad esempio, l’acqua. Risulta, quindi, cruciale assicurare che le acquisizioni siano realizzate in modo da minimizzare i rischi e massimizzare le opportunità di crescita e sviluppo economico. Sistemi per la promozione dello sviluppo a livello mondiale:
Durante la crisi ci fu un’eccessiva fluttuazione dei cambi, ovvero domanda e offerta di moneta erano estremamente variabili, e lo Stato riscontrò delle difficoltà nel coprire la domanda di moneta nazionale. Esistono tre ipotesi di cambi:
Il Direttore generale è nominato dal Consiglio ed ha il compito di eseguire le decisioni di quest’ultimo. Il capitale della BIS è suddiviso in quote, che sono state, per oltre i ¾, sottoscritte dalle Banche Centrali, che sono le sole ad avere il diritto di voto (principio “un’azione, un voto”). Fra i membri della BIS vi sono anche istituzioni finanziarie private, ma queste non hanno diritto di voto.