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Divina commedia - schema peccati e contrappasso Purgatorio, Schemi e mappe concettuali di Italiano

Tabella della legge del contrappasso nel Purgatorio, completa di luoghi, peccatori, pena, preghiera, contrappasso, personaggi.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 20/02/2023

emme.montuoro
emme.montuoro 🇮🇹

4.4

(9)

6 documenti

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LA LEGGE DEL CONTRAPPASSO NEL PURGATORIO
LUOGO PECCATO PENA PREGHIERA CONTRAPPASSO PERSONAGGI
Antipurgatorio
(Purg. III-IX)
Negligenti:
scomunicati,
pentiti in punto
di morte, morti
di morte
violenta,
principi
negligenti
I negligenti devono
attendere
nell'Antipurgatorio,
prima di iniziare la
purgazione vera e
propria.
Come tardi si
preoccuparono di
tornare a Dio, così
ora i negligenti
devono aspettare per
iniziare la
purificazione.
Antipurgatorio:
ai piedi della
montagna
Scomunicati Gli scomunicati
devono restare
nell'Antipurgatorio
un periodo pari a
trenta volte quello
vissuto nella
scomunica.
Gli scomunicati che
in vita furono ribelli
all'autorità della
chiesa, ora sono
docili e mansueti.
Manfredi
(Purg. III)
Antipurgatorio:
primo balzo
Pentiti in punto
di morte
I pentiti in punto di
morte devono
restare
nell'Antipurgatorio
un periodo pari a
quello vissuto sulla
terra.
Coloro che
ritardarono fino
all'ultimo momento
della vita per
pentirsi, devono ora
ritardare la
purificazione.
Belacqua
(Purg. IV)
Antipurgatorio:
secondo balzo
Morti di morte
violenta
I morti di morte
violenta, in
particolare, devono
restare
nell'Antipurgatorio
un periodo pari a
quello vissuto sulla
terra.
Essi avanzano
lentamente cantando
il Salmo 50 (51), il
"Miserere", uno dei
sette salmi
penitenziali, che
esprime nel modo più
profondo, compiuto e
poetico il senso del
peccato e del
pentimento e
l'invocazione
fiduciosa della
misericordia divina.
Come tardi si
preoccuparono di
tornare a Dio, così
ora i negligenti
devono aspettare per
iniziare la
purificazione.
Pia de’
Tolomei
(Purg. V);
Sordello
(Purg. VI-VII-
VIII-IX)
Antipurgatorio:
Valletta dei
principi
Principi che,
distolti dalle
cure del
governo, non si
sono curati
della propria
anima.
I principi negligenti
devono restare
nell'Antipurgatorio
un periodo pari a
quello vissuto sulla
terra, sempre tentati
dal serpente.
Essi cantano, seduti
sul prato della
valletta, “Salve
Regina”, preghiera
della liturgia dei
Vespri,
esplicitamente
penitenziale.
Come trascurarono il
loro rapporto con
Dio, i principi ora
devono attendere
fuori dal Purgatorio,
subendo la
tentazione.
Carlo I
d’Angiò;
Nino Visconti
(Purg. VIII);
Corrado
Malaspina
(Purg. VIII)
Cornice I
(Purg. X-XI-
XII)
Superbi Schiacciati sotto un
masso pesante, i
penitenti avanzano
più o meno curvi a
seconda del peso
che hanno sulle
Il Pater Noster: il
tema di fondo della
preghiera dei superbi
è l'umiltà, il
riconoscimento, cioè,
della pochezza
Come in vita questi
penitenti
camminarono a testa
alta, così ora devono
curvarsi sotto il peso
della loro pena ed
Omberto
Aldobrandes
chi;
Oderisi da
Gubbio;
Provenzan
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LA LEGGE DEL CONTRAPPASSO NEL PURGATORIO

LUOGO PECCATO PENA PREGHIERA CONTRAPPASSO PERSONAGGI

Antipurgatorio (Purg. III-IX) Negligenti: scomunicati, pentiti in punto di morte, morti di morte violenta, principi negligenti I negligenti devono attendere nell'Antipurgatorio, prima di iniziare la purgazione vera e propria. Come tardi si preoccuparono di tornare a Dio, così ora i negligenti devono aspettare per iniziare la purificazione. Antipurgatorio: ai piedi della montagna Scomunicati Gli scomunicati devono restare nell'Antipurgatorio un periodo pari a trenta volte quello vissuto nella scomunica. Gli scomunicati che in vita furono ribelli all'autorità della chiesa, ora sono docili e mansueti. Manfredi (Purg. III) Antipurgatorio: primo balzo Pentiti in punto di morte I pentiti in punto di morte devono restare nell'Antipurgatorio un periodo pari a quello vissuto sulla terra. Coloro che ritardarono fino all'ultimo momento della vita per pentirsi, devono ora ritardare la purificazione. Belacqua (Purg. IV) Antipurgatorio: secondo balzo Morti di morte violenta I morti di morte violenta, in particolare, devono restare nell'Antipurgatorio un periodo pari a quello vissuto sulla terra. Essi avanzano lentamente cantando il Salmo 50 (51), il " Miserere ", uno dei sette salmi penitenziali, che esprime nel modo più profondo, compiuto e poetico il senso del peccato e del pentimento e l'invocazione fiduciosa della misericordia divina. Come tardi si preoccuparono di tornare a Dio, così ora i negligenti devono aspettare per iniziare la purificazione. Pia de’ Tolomei (Purg. V); Sordello (Purg. VI-VII- VIII-IX) Antipurgatorio: Valletta dei principi Principi che, distolti dalle cure del governo, non si sono curati della propria anima. I principi negligenti devono restare nell'Antipurgatorio un periodo pari a quello vissuto sulla terra, sempre tentati dal serpente. Essi cantano, seduti sul prato della valletta, “ Salve Regina ”, preghiera della liturgia dei Vespri, esplicitamente penitenziale. Come trascurarono il loro rapporto con Dio, i principi ora devono attendere fuori dal Purgatorio, subendo la tentazione. Carlo I d’Angiò ; Nino Visconti (Purg. VIII); Corrado Malaspina (Purg. VIII) Cornice I (Purg. X-XI- XII) Superbi Schiacciati sotto un masso pesante, i penitenti avanzano più o meno curvi a seconda del peso che hanno sulle Il Pater Noster : il tema di fondo della preghiera dei superbi è l'umiltà, il riconoscimento, cioè, della pochezza Come in vita questi penitenti camminarono a testa alta, così ora devono curvarsi sotto il peso della loro pena ed Omberto Aldobrandes chi; Oderisi da Gubbio; Provenzan

spalle, in relazione alla gravità del peccato, battendosi il petto. Anche i più pazienti sembrano al limite della sopportazione. umana nei confronti della potenza divina. La parafrasi della preghiera evangelica insiste continuamente sulla vanità della gloria terrena e della ricerca di essa. umiliarsi. Salvani Cornice II (Purg. XII- XIII-XIV) Invidiosi I penitenti sono seduti lungo la cornice di pietra grigia uniforme, appoggiandosi l'uno all'altro, avvolti in mantelli color della pietra, che si confondono con la stessa parete della cornice. Le loro palpebre sono chiuse e cucite con fil di ferro. I penitenti cantano le Litanie dei Santi. All'individualismo dell'invidioso è contrapposta, come esempio e penitenza insieme, la coralità della preghiera a tutti i santi, l'accordo costante fra la Chiesa trionfante al suo interno (i beati) e tra questa e la Chiesa militante (i fedeli viventi). Come in vita hanno "mal-visto" (invidere), così ora hanno gli occhi cuciti; come in vita si distinsero per il livore della loro indole, ora sono vestiti di lividi mantelli e soggiornano in una cornice la cui nota dominante è lo squallore; come in vita mancarono nella carità, così ora si sostengono a vicenda. Sapia Salvani; Guido del Duca; Rinieri da Calboli Cornice III (Purg. XV- XVI-XVII) Iracondi I penitenti sono avvolti dal buio del fumo, tanto che Dante nel passaggio dalla II alla III Cornice, non li vede ma li sente cantare. Sarà Virgilio a spiegare che sono le anime degli iracondi che purgano il loro peccato: "e d'iracundia van solvendo il nodo" (Pg. XVI,24). Cantano l' Agnus Dei , una delle preghiere della liturgia della messa che ha origine evangelica (Giovanni 1,29). Agli iracondi, che furono sempre in cerca di scontri e vendette, ben si adatta l'invocazione a Gesù, Agnello di Dio, simbolo di pace, riconciliazione, mansuetudine. Come in vita furono accecati dall'ira tanto da non riuscire e distinguere il bene dal male, ora un denso fumo li priva della luce della grazia. Marco Lombardo Cornice IV (Purg. XVIII- XIX) Accidiosi Le anime degli accidiosi, correndo per la cornice, si incitano l'un l'altra alla sollecitudine e gli esempi gridati rinnovano il desiderio di purificazione. Solo gli accidiosi, fra tutte le anime del Purgatorio, non cantano e non pregano. Come in vita furono lenti al ben operare, così ora sono costretti a correre stimolati da esempi di quella virtù che non praticarono. Abate di S. Zeno Cornice V (Purg. XIX- Avari e Prodighi I purganti piangenti sono distesi a terra Pregano il versetto 25 del Salmo 119 (118) Come in vita ebbero lo sguardo rivolto Adriano V, papa;