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DIVISIONE LIVELLO MICRO, MESO, MACRO, Schemi e mappe concettuali di Scienze Sociali

DISITNZIONE DI VARI LIVELLI MICRO, MESO E MACRO. SPIEGAZIONE CONCETTI UTILI PER L'ESAME.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2025/2026

Caricato il 08/02/2026

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samuele-guiducci-1 🇮🇹

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Ecco un esempio concreto, dalla "A alla Z", basato sul tema del contrasto alla povertà (come
l'Assegno di Inclusione - ADI) per illustrare la Multiscalar Hybrid Network Governance.
1. Livello Macro: Dalla norma europea alla legge italiana
Tutto parte spesso da una raccomandazione dell'Unione Europea che invita gli Stati a garantire
regimi di reddito minimo adeguati. Lo Stato Italiano recepisce lo stimolo approvando una legge
nazionale (es. l'attuale ADI) che stabilisce i criteri generali, gli importi e i requisiti di accesso. La
Regione Toscana emana poi il Piano Sociale Regionale (PSR), che fornisce le linee guida per
adattare la legge nazionale al territorio regionale.
2. Livello Meso: Il Piano di Zona a Sesto Fiorentino
Il Comune di Sesto Fiorentino non agisce da solo, ma all'interno di un Ambito Territoriale con
altri comuni vicini.
Chi fa il Piano di Zona? L'Assemblea dei Sindaci approva politicamente il piano tramite
un "Accordo di Programma", ma è l'Ufficio di Piano (composto da tecnici e assistenti
sociali) che lo scrive materialmente, definendo lo "script" o copione dei servizi locali.
Dove si incontrano? Nei Tavoli Tecnici, dove il Comune, l'ASL e gli enti del Terzo
Settore (cooperative, associazioni) programmano insieme come gestire i nuovi casi di
povertà.
3. Livello Micro: L'attuazione "di strada"
Qui entri in gioco tu come professionista (assistente sociale o psicologo). Quando un cittadino di
Sesto Fiorentino chiede l'ADI, tu agisci come Street-Level Bureaucrat.
Discrezionalità: Anche se la legge è nazionale, sei tu che devi valutare e certificare lo "stato
di svantaggio" dell'utente, decidendo di fatto se quella persona entrerà o meno nel
programma di cura.
4. Oltre l'implementazione: Influenzare i decisori (Policy Practice)
Se durante il lavoro ti accorgi che i criteri dell'ADI escludono troppe famiglie bisognose a Sesto,
non limitarti ad applicare la norma, ma attiva la Policy Practice.
PP Interna Tecnica: Raccogli dati statistici sui "non accolti" e presenti una relazione
tecnica al tuo dirigente o all'Ufficio di Piano per chiedere di integrare il sussidio nazionale
con fondi comunali.
PP Esterna Diretta: Contatti direttamente l'Assessore alle Politiche Sociali di Sesto
Fiorentino per spiegargli le criticità emerse e proporre una modifica al regolamento locale.
PP Esterna Indiretta: Collabori con un'associazione del Terzo Settore o organizzi un
evento pubblico per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema della casa, facendo
pressione affinché il Sindaco stanzi nuove risorse.
Ti è chiaro questo percorso o vuoi approfondire come la Differentiated Influence Hypothesis
spiega perché alcuni colleghi fanno più "PP tecnica" e altri più "PP informale"?
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Ecco un esempio concreto, dalla "A alla Z", basato sul tema del contrasto alla povertà (come l'Assegno di Inclusione - ADI) per illustrare la Multiscalar Hybrid Network Governance.

1. Livello Macro: Dalla norma europea alla legge italiana

Tutto parte spesso da una raccomandazione dell' Unione Europea che invita gli Stati a garantire regimi di reddito minimo adeguati. Lo Stato Italiano recepisce lo stimolo approvando una legge nazionale (es. l'attuale ADI) che stabilisce i criteri generali, gli importi e i requisiti di accesso. La Regione Toscana emana poi il Piano Sociale Regionale (PSR) , che fornisce le linee guida per adattare la legge nazionale al territorio regionale.

2. Livello Meso: Il Piano di Zona a Sesto Fiorentino

Il Comune di Sesto Fiorentino non agisce da solo, ma all'interno di un Ambito Territoriale con altri comuni vicini.

- Chi fa il Piano di Zona? L' Assemblea dei Sindaci approva politicamente il piano tramite un "Accordo di Programma", ma è l' Ufficio di Piano (composto da tecnici e assistenti sociali) che lo scrive materialmente, definendo lo "script" o copione dei servizi locali. - Dove si incontrano? Nei Tavoli Tecnici , dove il Comune, l' ASL e gli enti del Terzo Settore (cooperative, associazioni) programmano insieme come gestire i nuovi casi di povertà.

3. Livello Micro: L'attuazione "di strada"

Qui entri in gioco tu come professionista (assistente sociale o psicologo). Quando un cittadino di Sesto Fiorentino chiede l'ADI, tu agisci come Street-Level Bureaucrat.

- Discrezionalità: Anche se la legge è nazionale, sei tu che devi valutare e certificare lo "stato di svantaggio" dell'utente, decidendo di fatto se quella persona entrerà o meno nel programma di cura.

4. Oltre l'implementazione: Influenzare i decisori (Policy Practice)

Se durante il lavoro ti accorgi che i criteri dell'ADI escludono troppe famiglie bisognose a Sesto, non limitarti ad applicare la norma, ma attiva la Policy Practice.

- PP Interna Tecnica: Raccogli dati statistici sui "non accolti" e presenti una relazione tecnica al tuo dirigente o all'Ufficio di Piano per chiedere di integrare il sussidio nazionale con fondi comunali. - PP Esterna Diretta: Contatti direttamente l'Assessore alle Politiche Sociali di Sesto Fiorentino per spiegargli le criticità emerse e proporre una modifica al regolamento locale. - PP Esterna Indiretta: Collabori con un'associazione del Terzo Settore o organizzi un evento pubblico per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema della casa, facendo pressione affinché il Sindaco stanzi nuove risorse. Ti è chiaro questo percorso o vuoi approfondire come la Differentiated Influence Hypothesis spiega perché alcuni colleghi fanno più "PP tecnica" e altri più "PP informale"?

Prima dell'introduzione dell'Assegno di Inclusione (2024) e del Reddito di Cittadinanza (2019), l'Italia ha attraversato una fase di sperimentazioni e misure parziali, essendo stata per lungo tempo l'unico paese europeo privo di una misura nazionale strutturale contro la povertà. Ecco i passaggi principali che hanno preceduto le attuali misure:

- Reddito di Inclusione (REI) - 2017 : È stata la prima vera misura nazionale strutturale e universalistica (seppur selettiva) di contrasto alla povertà assoluta. Prevedeva una parte economica e una attiva di servizi per l'inclusione. - Sostegno per l'Inclusione Attiva (SIA) - 2016 : Ha preceduto il REI e si focalizzava sull'erogazione di un sussidio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate con minorenni, figli disabili o donne in stato di gravidanza. - Carta Acquisti (Social Card) - 2008 : Un beneficio di 40 euro mensili utilizzabile per la spesa alimentare e bollette, riservato a over 65 e famiglie con bambini sotto i 3 anni con redditi molto bassi. - Reddito Minimo di Inserimento (RMI) - 1998 : Una delle prime sperimentazioni locali e temporanee volte a testare strumenti di reddito minimo in alcuni comuni italiani. In sintesi, prima del 2017 il sistema italiano era molto frammentato e basato su misure categoriali (anziani, disabili, famiglie numerose) o su interventi locali dei singoli Comuni, il che creava forti disomogeneità territoriali. Ti interessa approfondire come funzionava la "condizionalità" in queste vecchie misure rispetto ad oggi? ————- L'accesso all' Assegno di Inclusione (ADI) , introdotto nel 2024 per sostituire il Reddito di Cittadinanza, è definito da requisiti che segnano un ritorno alla "categorialità" della misura. I requisiti principali sono: - Composizione del nucleo: Il beneficio è limitato a famiglie che abbiano almeno un componente minorenne , disabile , over 60 , oppure in condizione di svantaggio inserito in programmi di cura e assistenza certificati dalla pubblica amministrazione. - Requisiti economici: Il nucleo deve avere un ISEE inferiore a 9.360€. Il reddito familiare deve essere inferiore a una soglia di 6.000€ annui (moltiplicata per la scala di equivalenza), che sale a 7.560€ se il nucleo è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni o con disabilità grave. - Patrimonio: Il patrimonio immobiliare (diverso dalla casa di abitazione entro un valore ai fini IMU di 150.000€) deve essere inferiore a 30.000€. - Residenza: È richiesta la residenza in Italia per almeno 5 anni , di cui gli ultimi 2 in modo continuativo. - Obblighi di attivazione: I beneficiari devono iscriversi al Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL) e sottoscrivere un patto di attivazione digitale. Ti è chiaro come questo cambio di rotta influenzi il lavoro dei professionisti che devono certificare lo "svantaggio", o preferisci approfondire le differenze con il precedente Reddito di Cittadinanza? ———-

La distinzione storica fondamentale tra i modelli di welfare parte dalla contrapposizione tra l'approccio di Bismarck e quello di Beveridge. Il modello bismarckiano, nato in Germania nel 1881, ha una natura occupazionale: la protezione sociale è rivolta ai lavoratori, è basata su assicurazioni obbligatorie e viene finanziata dai contributi versati da lavoratori e datori di lavoro. Al contrario, il modello beveridgiano, proposto nel Regno Unito nel 1942, mira all'universalismo e all'abolizione della miseria attraverso prestazioni garantite a tutti i cittadini come diritto soggettivo, indipendentemente dai contributi e finanziate dalla fiscalità generale. A partire da queste basi, Gosta Esping-Andersen ha classificato nel 1990 tre regimi di welfare basati sui concetti di demercificazione (capacità di un individuo di mantenere un tenore di vita dignitoso senza dipendere dal mercato) e destratificazione (misura in cui lo Stato riduce le differenze di classe):

- Regime Liberale (es. USA, Regno Unito): ha bassi livelli di demercificazione e destratificazione. Lo Stato interviene in modo residuale e selettivo, basandosi sul test dei mezzi e lasciando che il mercato sia la fonte primaria di benessere. - Regime Conservatore-Corporativo (es. Germania, Francia): presenta livelli medi di demercificazione. Le tutele sono legate alla posizione lavorativa e ai contributi, mantenendo le differenze di classe sociale e affidando un ruolo centrale alla famiglia. - Regime Socialdemocratico (es. Paesi Scandinavi): assicura i massimi gradi di demercificazione e destratificazione attraverso programmi universalistici che hanno come riferimento il cittadino e non il lavoratore. Infine, studosi come Maurizio Ferrera hanno individuato un quarto modello, il Regime Mediterraneo o Sud-europeo (Italia, Spagna, Grecia). Questo modello si distingue per un forte familismo , ovvero una bassa capacità di liberare le famiglie dagli obblighi di cura, e per una dualizzazione del sistema che protegge molto i lavoratori "insider" (settore pubblico e grandi imprese) lasciando scoperti gli "outsider" (lavoratori precari o di piccole imprese). Ti è chiaro come questi regimi influenzano ancora oggi il modo in cui vengono gestiti i servizi, ad esempio nel tuo ambito professionale di psicologo?