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dna codificante, non codificante, genoma mammifero
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Un gene può essere definito come un segmento di DNA che codifica per un prodotto funzionale, quindi una proteina o un RNA funzionale (es. tRNA, rRNA). In caso di polipeptide, la trascrizione del DNA in RNA messaggero, sarà seguita dalla traduzione del messaggero ( dopo opportune, se necessarie, modificazioni post traduzionali). Questi geni, negli eucarioti, hanno una struttura a mosaico nella quale a segmenti codificati (esoni) ne sono interposti di non codificanti (introni). Gli introni sono presenti nella maggior parte dei geni eucariotici superiori, ma non sono universali (ad esempio i geni per gli istoni). Essi sono assenti negli eucarioti semplici e nei procarioti, seppur con rare eccezioni. Di un gene vengono trascritti sia gli esoni che gli introni, in una lunga molecola di mRNA, dalla quale, mediante splicing, verranno rimosse le sequenze introniche. I geni sono separati fra loro da sequenze non codificanti spaziatrici, sulle quali sono localizzate sequenze regolatorie (enhancers, promoters, silencers) che legano, durante la trascrizione, proteine nucleari dette fattori di trascrizione. La quantità di DNA non codificante, negli eucarioti superiori, è nettamente superiore a quella di DNA codificante, e questo concetto, più della grandezza del genoma, è sintomo di complessità di una specie vivente. Alle sequenze non codificanti vanno ad aggiungersi, nell’mRNA, le 5’UTR e 3’UTR( regioni non tradotte al 3’ e al 5’)
Nell’uomo gli introni costituiscono circa il 20% del genoma. Una porzione ancora più grande del genoma è occupato da sequenze non codificanti altamente ripetute (circa il 50%) Alcune di queste, denominate DNA satellite, consistono in brevi sequenze (1- nucleotidi) ripetute in tandem migliaia di volte nel genoma degli eucarioti superiori, costituendone quindi circa il 10% del genoma. Il DNA satellite non viene trascritto, ma ha un ruolo fondamentale nella struttura del cromosoma. 3 classi :
Altre sequenze di DNA ripetuto sono sparse nel genoma e ne costituiscono circa il 50% del DNA.Queste ulteriori sequenze sono divise in due classi principali le LINE e le SINE.
SINE: (short interspersed elements), lunghezza di 100-300 bp, vengono trascritte in RNA ma non codificano per alcuna proteina.
LINE: (long interspersed elements) , lunghezza pari a 4000-6000 bp (4-6 kb), vengono trascritte e alcune di esse codificano per proteine.
Sia le SINE che le LINE sono elementi trasponibili, ossia si muovono in diversi siti del genoma, in particolare sono retrotrasposoni, ossia la loro trasposizione è mediata dalla trascrizione inversa.
Il loro trascritto in RNA viene quindi ricopiato dalla trascrittasi inversa in una molecola di DNA che si integrerà successivamente in un nuovo sito del genoma.
Un’ultima classe di DNA non codificante è costituita da elementi trasponibili a DNA, semplicemente chiamati trasposoni.
Alcune di queste sequenze sembrano regolare l’espressione genica, ma la maggior parte di esse non sembra regolare e controllare in alcun modo la vita della cellula.
Molti geni sono presenti in copie multiple, alcuni di questi sono necessari in grandi quantità poiché necessaria una grande quantità di loro prodotti (es. RNA ribosomiali, istoni), in altri casi questi geni appartengono ad una stessa famiglia genica , ossia gruppo di proteine correlate, aventi stessa origine che si specializzano in maniera tessuto-specifica e/o tempo-specifica. Si crede che le famiglie geniche abbiano origine in seguito alla duplicazione di un originale gene progenitore, le cui copie hanno poi accumulato, nel tempo, diverse mutazioni che hanno consentito una specializzazione.
Non tutte le mutazioni sono vantaggiose per un gene, alcune di esse, infatti, fanno perdere al gene la capacità di esprimere un prodotto funzionale. Gli pseudogeni sono infatti copie non funzionanti di geni, presenti nel genoma come ricordo evolutivo, incrementandone le dimensioni senza portare un contributo genetico funzionale e tangibile.