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Docimologia due II, Esercizi di Docimologia - metodi e tecniche di valutazione

test di autovalutazione Docimologia II

Tipologia: Esercizi

2018/2019

Caricato il 12/06/2019

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Test di Docimologia II
1. A chi appartiene la frase seguente: “L’insegnante ha alla sua base inevitabilmente
delle idee sulla natura della mente del discente" J. Bruner
2. A differenza di ciò che sostiene Mario Pirani, la ricerca scientifica nell’ambito del
sapere docimologico ha messo in rilievo che Quanto più l’approccio finalizzato alla
valutazione dell’alunno è di tipo oggettivo, tanto meno esso verrà influenzato dalla
soggettività individuale dell’insegnante.
3. A quali di questi processi cognitivi è legata la comprensione Tradurre, interpretare,
estrapolare.
4. Affermare che la valutazione diventa “una prassi organica al fare didattico” significa
che La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari.
5. Applicare i criteri dell’impegno e della buona volontà significa
Premiare l’impegno
dimostrato nell’affrontare i compiti apprenditivi
6. Applicare il “criterio del confronto tra prestazioni del singolo alunno” vuol dire
Tener conto del progresso compiuto dall’allievo a partire dall’inizio del percorso didattico
7. CHE COS’E’ IL PIANO DALTON” UN PROGETTO GRAZIE AL QUALE SI
SPERIMENTO’ LA REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA ALL’INTERNO DELLA
STESSA CLASSE IN MANIERA DIVERSIFICATA
8. COL TERMINE PERSONALIZZAZIONE CI SI RIFERISCE AD UN
PERCORSO DIDATTICO IN GRADO DI ASSICURARE AD OGNI STUDENTE IL
RAGGIUNGIMENTO DELL’ECCELLENZA COGNITIVA
9. Come è denominata l’indagine internazionale condotta dall’OCSE, a partire
dall’anno 2000, sulle scuole PISA
10. Con il concetto di competenza si tende a Superare la suddivisione tra conoscenza
dichiarativa (sapere) e conoscenza procedurale (saper fare).
11. Con il termine individualizzazione si intende Una strategia di lavoro che rispetta le
caratteristiche individuali di ogni allievo.
12. Con la parola “moron” Goddard indicava Adulti che in base alle misurazioni effettuate
dimostravano di avere una età mentale che oscillava fra gli otto e i dodici anni
13. COSA SI INTENDE COL TERMINE “TALENTO” Il risultato esistente tra
predisposizione innata e ambiente di provenienza del singolo individuo
14. Cosa si intende con “criterio di padronanza” Uno standard che stabilisce se un
obiettivo possa essere considerato raggiunto o meno.
15. Cosa si intende per carattere molare della competenza Un insieme di elementi di
natura diversificata (cognitiva, affettiva ecc.).
16. Cosa si intende per carattere molecolare dell’obiettivo didattico La descrizione
circoscritta e ben precisa di abilità da conseguire.
17. Cosa si intende, sempre per quanto riguarda l’interrogazione, col termine “lettura”
Quel particolare momento finalizzato ad ordinare e correggere i dati ottenuti
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Test di Docimologia II

  1. A chi appartiene la frase seguente: “L’insegnante ha alla sua base inevitabilmente delle idee sulla natura della mente del discente"  J. Bruner
  2. A differenza di ciò che sostiene Mario Pirani, la ricerca scientifica nell’ambito del sapere docimologico ha messo in rilievo che  Quanto più l’approccio finalizzato alla valutazione dell’alunno è di tipo oggettivo, tanto meno esso verrà influenzato dalla soggettività individuale dell’insegnante.
  3. A quali di questi processi cognitivi è legata la comprensione  Tradurre, interpretare, estrapolare.
  4. Affermare che la valutazione diventa “una prassi organica al fare didattico” significa che  La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari.

5. Applicare i criteri dell’impegno e della buona volontà significa  Premiare l’impegno

dimostrato nell’affrontare i compiti apprenditivi

  1. Applicare il “criterio del confronto tra prestazioni del singolo alunno” vuol dire  Tener conto del progresso compiuto dall’allievo a partire dall’inizio del percorso didattico
  2. CHE COS’E’ IL “PIANO DALTON”  UN PROGETTO GRAZIE AL QUALE SI SPERIMENTO’ LA REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA ALL’INTERNO DELLA STESSA CLASSE IN MANIERA DIVERSIFICATA
  3. COL TERMINE PERSONALIZZAZIONE CI SI RIFERISCE AD  UN PERCORSO DIDATTICO IN GRADO DI ASSICURARE AD OGNI STUDENTE IL RAGGIUNGIMENTO DELL’ECCELLENZA COGNITIVA
  4. Come è denominata l’indagine internazionale condotta dall’OCSE, a partire dall’anno 2000, sulle scuolePISA
  5. Con il concetto di competenza si tende a …  Superare la suddivisione tra conoscenza dichiarativa (sapere) e conoscenza procedurale (saper fare).
  6. Con il termine individualizzazione si intende  Una strategia di lavoro che rispetta le caratteristiche individuali di ogni allievo.
  7. Con la parola “moron” Goddard indicava  Adulti che in base alle misurazioni effettuate dimostravano di avere una età mentale che oscillava fra gli otto e i dodici anni
  8. COSA SI INTENDE COL TERMINE “TALENTO”  Il risultato esistente tra predisposizione innata e ambiente di provenienza del singolo individuo
  9. Cosa si intende con “criterio di padronanza”  Uno standard che stabilisce se un obiettivo possa essere considerato raggiunto o meno.
  10. Cosa si intende per carattere molare della competenza  Un insieme di elementi di natura diversificata (cognitiva, affettiva ecc.).
  11. Cosa si intende per carattere molecolare dell’obiettivo didattico  La descrizione circoscritta e ben precisa di abilità da conseguire.
  12. Cosa si intende, sempre per quanto riguarda l’interrogazione, col termine “lettura”  Quel particolare momento finalizzato ad ordinare e correggere i dati ottenuti
  1. Cosa significa: la valutazione è parte integrante del percorso formativo  Che è una parte necessaria al percorso didattico
  2. Da indagini ed esperimenti sugli strumenti tradizionali della valutazione emerge che  La valutazione espressa è influenzata da fattori esterni
  3. Da una lettura più attenta dell’indagine PISA risulta che  In Italia ci sono grosse differenze tra la scuola del Nord e quella del Sud.
  4. Dalla ricerca effettuata presso una scuola elementare della provincia di Ferrara emerge sostanzialmente che: (barrare la definizione FALSA)  Gli insegnanti sono in larga misura convinti che, di fronte a condizioni di apprendimento adeguate e personalizzate, tutti gli alunni siano in grado di realizzare i medesimi traguardi educativi
  5. È intento della docimologia  (1) Dare agli insegnanti strumenti idonei per svolgere al meglio la loro funzione valutativa
  6. È intento della docimologia(2) Dotare gli insegnanti di nuovi strumenti in grado di rilevare efficacemente le competenze degli allievi.
  7. È piuttosto diffusa la ‘concezione’/’pregiudizio’ che per insegnare sia necessario  Possedere una conoscenza adeguata della materia da insegnare.
  8. Gli articoli di M. Pirani sul sistema valutativo introdotto nella scuola contemporanea, evidenziano  Che le riforme e le competenze docimologiche determinano nuove forme di analfabetismo
  9. Gli articoli di Mario Pirani sono un esempio di  Come la didattica subisca da parte dei non addetti ai lavori incursioni ideologiche.
  10. Gli obiettivi didattici sono  Traguardi da raggiungere all’interno delle varie discipline.
  11. Gli atteggiamenti di seguito elencati possono manifestarsi in un alunno dopo il pronunciamento di un giudizio negativo sulla propria performance. Quale delle seguenti alternative non è coerente con quanto appena affermato  Si teme il giudizio della famiglia
  12. I presupposti teorici dai quali parte la tassonomia di Frabboni-Arrigo sono  Tre paradigmi dell’istruzione ( comportamentistico, piagetiano, gestaltico)
  13. Il dibattito in materia di valutazione e’, da diversi decenni, un dibattito vivace, ricco di spunti di riflessione e non ancora giunto a conclusione. qual e’ comunque il filo conduttore di tale dibattito  Coniugare l’esigenza di trasparenza, di affidabilità e leggibilità dei dati raccolti in ordine alla trasmissione culturale
  14. Il Mastery learning prevede…  parallelamente ad un itinerario rivolto in modo uniforme all’intera classe, momenti differenziati di apprendimento.
  15. IL METODO DI LAVORO DI ROBERT DOTTRENS E’ DEFINITO ANCHE  Il metodo delle schede
  16. Il POF viene elaborato da  Collegio Docenti
  17. Il problem-solving è presente nella tassonomia di …  R.M. Gagné
  18. In ambito docimologico per operare una valutazione oggettiva…  Occorre stabilire un criterio in base al quale rilevare le informazioni
  1. La scala metrica per la valutazione dell’intelligenza è di  A. BINET.
  2. La tassonomia di Bloom comprende  Sei tipologie di apprendimento
  3. La tassonomia di Bloom è ordinata secondo il principio della  Complessità crescente
  4. La tassonomia di Bloom ha permesso alla didattica di non dimenticare  L’importanza della stimolazione dei processi cognitivi superiori.
  5. La teoria delle intelligenze multiple di Gardner arriva a formulare un numero preciso di capacità mentali indipendenti tra loro. Quante  Sette
  6. La valutazione formativa nel Mastery Learning  è continua, con funzione di monitoraggio allo scopo di riprogrammare il percorso didattico
  7. La valutazione pur essendo compito di ogni singolo docente è anche un impegno collegiale nel senso che  Le modalità operative e i criteri vanno condivisi per arrivare ad un confronto reale e proficuo fra docenti che operano nella stessa scuola 58. Le diverse intelligenze secondo Gardner sono collocate in aree del cervello diverse. Lo studioso affermando ciò si è ispirato  Alla frenologia
  8. Le unità didattiche nel Mastery Learning sono  Insiemi di apprendimento relativamente compiuti, la cui funzione è di facilitare, graduandolo, l’itinerario didattico
  9. LUIGI CALONGHI pubblicò una ricerca nel 1983 su temi svolti da bambini di quinta elementare e corretti da 6 insegnanti. Emerse che  errori segnalati da alcuni insegnanti non lo furono da altri.
  10. MARIO GATTULLO nel 1970 coordinò una ricerca dalla quale emerse che  dei 10 temi presi in analisi nessuno ottenne la sufficienza dai 77 docenti coinvolti.
  11. Nel Mastery Learning la valutazione diagnostico-iniziale è  Un momento volto ad ottenere informazioni utili ad impostare efficacemente l’itinerario di apprendimento.
  12. Nel modello tridimensionale di Guilford quante combinazioni si possono produrre  120
  13. Nel pensiero di Piaget sull’intelligenza si parla di  Assimilazione e adattamento
  14. Nell’ambito della programmazione didattica “sapere, capire, cogliere” sono verbi adatti per  Gli obiettivi cognitivi generali
  15. Nell’indagine (Program for International Student Assesment) sulla scuola realizzata dall’OCSE risulta che  Un numero di studenti italiani, superiore alla media, ha scelto di non rispondere alle domande a risposta aperta
  16. Nell’interrogazione entrano in gioco diversi fattori che influenzano la performance dell’alunno. Quale, tra quelli elencati qui di seguito, risulta estraneo  Il timore di essere sgridati dalla famiglia
  17. Nella “nuova tassonomia di Bloom” con il verbo “ricordare” ci si riferisce a  Riconoscere, Rievocare
  18. Nella costruzione degli obiettivi didattici per “operazionalizzazione” si intende  Un processo finalizzato a una maggiore specificazione semantica e operativa degli obiettivi.
  19. Nella costruzione di un obiettivo cognitivo specifico inserire un criterio significa  esplicitare con quanta abilità l’allievo deve essere in grado di realizzare quanto gli viene richiesto
  1. Nella seguente richiesta quale delle opzioni risulta essere una “condizione”  …senza aiuto del vocabolario
  2. Nella tassonomia di Frabboni-Arrigo i tre paradigmi dell’istruzione sorreggono i diversi piani apprenditivi in essa presenti. Quale tra queste corrispondenze è esatta  Gestaltico --- apprendimenti superiori divergenti
  3. Nella tassonomia di Gagné i livelli di apprendimento sono gerarchizzati. Quale di queste porzioni di scala mantiene la gerarchia proposta da Gagné  Apprendimento di segnali, apprendimento stimolo-risposta, apprendimento di concatenazioni motorie
  4. Nella tassonomia di Bloom “memorizzare le nozioni” fa parte del livello della …  Conoscenza
  5. Nella tassonomia di Bloom per livello di sintesi si intende  Ricomporre più elementi per dare vita ad un insieme di conoscenze organizzate.
  6. Nella teoria multifattoriale dell’intelligenza di Thurstone…  Si individuano 7 abilità primarie che interrelandosi producono il pensiero
  7. Parole chiave della legge sull’autonomia sono  Decentramento, articolazione, flessibilità
  8. Pensando alle competenze docimologiche, è auspicabile che gli insegnanti acquisiscano  Competenze relazionali
  9. Per “uguaglianza reale” nella scuola si intende  Che tutti possano beneficiare di elevate opportunità educative. 80. Per arrivare ad esprimere un giudizio o un voto e’ necessario in prima istanza  Raccogliere informazioni sugli apprendimenti degli allievi e utilizzare una strumentistica scientificamente rigorosa
  10. Per costruire obiettivi cognitivi specifici più funzionali  Occorre rendere sempre più chiaro ciò che viene richiesto all’alunno e utilizzare una terminologia osservativa per poter comunicare tra docenti senza ambiguità 82. Per formulare correttamente gli obiettivi cognitivi specifici occorre usare verbi come  Identificare, Elencare
  11. Per POF si intende  Il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche
  12. Per progettazione intendiamo  Tutte quelle azioni che la scuola ipotizza al fine di concretizzare gli obiettivi del sistema di istruzione.
  13. Per quanto attiene all’interrogazione cosa si intende con il termine “stimolazione”  Quella prassi che si utilizza per incitare gli allievi a manifestare le abilità culturali acquisite.
  14. Perché recentemente nella scuola italiana si parla tanto di competenza Per contrastare un fare didattico che privilegia rappresentazioni astratte o semplicemente verbali
  15. Qual è la definizione più congruente che possiamo dare di obiettivo cognitivo specifico  la padronanza di un contenuto disciplinare specifico secondo un altrettanto specifico livello cognitivo
  16. Qual è la relazione esistente tra intelligenza e apprendimento secondo Bloom  L’intelligenza è incrementabile grazie agli input dell’ambiente formativo.

105. QUALE, TRA QUESTI AUTORI, HA DIMOSTRATO CHE L’ATTENZIONE

AI COMPORTAMENTI COGNITIVI D’INGRESSO INCIDE

SIGNIFICATIVAMENTE SUL PROFITTO  Bloom

  1. QUALE, TRA QUESTI STUDIOSI, RITIENE CHE IL COMPITO DELLA SCUOLA SIA “AIUTARE OGNI STUDENTE A SVILUPPARE UNA PROPRIA FORMA DI TALENTO”  BALDACCI
  2. Quale, tra questi, non si può definire propriamente uno studioso di docimologia  M. Pirani
  3. Quali di questi comportamenti è nella direzione di gestire al meglio problemi che derivano dallo stato ansiogeno dell’allievo  Sostituire al criterio migliore-peggiore il criterio corretto-non corretto
  4. Quali sono gli “oggetti” della valutazione  Certificare le competenze e descrivere in positivo gli apprendimenti via via realizzati dagli allievi.
  5. Quali sono i “criteri” sui quali poggia una seria ed attenta azione valutativa  Progressi dell’allievo, standard di riferimento, soglie assolute.
  6. Quali sono le caratteristiche della misurazione che, nell’interrogazione, corrono il rischio di essere disattese La stimolazione, la registrazione, la lettura.
  7. QUALI SONO LE CONDIZIONI PER LA REALIZZAZIONE DI UNA DIDATTICA PERSONALIZZATA  Pluralità di percorsi, un buon livello di consapevolezza delle proprie inclinazioni da parte degli alunni, un contesto scolastico adeguato
  8. Quali sono le tre dimensioni complementari nel modello della struttura dell’intelligenza di Guilford  Operazioni, prodotti, contenuti
  9. Quali sono secondo Guilford le cinque operazioni che rappresentano le modalità fondamentali di funzionamento dell’intelletto  Conoscenza, memoria, produzione divergente, produzione convergente, valutazione
  10. QUALI, TRA QUESTE, PUO’ ESSERE CONSIDERATA UNA PROCEDURA DA UTILIZZARE PER RENDERE CONCRETA LA PERSONALIZZAZIONE DEI PERCORSI FORMATIVI  Il progetto didattico
  11. QUALI, TRA QUESTI AUTORI, PUO’ ESSERE CONSIDERATO UN PIONIERE DELL’INSEGNAMENTO INDIVIDUALIZZATO  Robert Dottrens
  12. Quali, tra questi, fu il primo studioso a parlare di “intelligenze multiple”  GADNER 118. Quando si consolida nel docente l’idea che un allievo abbia un rendimento pressoché simile si parla di  Stereotipia
  13. Quando si parla di obiettivi educativi si entra nell’ambito di…  Linee di azione, orientamenti che riguardano la crescita globale della persona.ps
  14. Secondo Benedetto Vertecchi la scuola ha il compito di  Istruire
  15. Secondo il pensiero di Burt  L’intelligenza è ereditaria e misurabile
  16. SECONDO IL PENSIERO DI F. FRABBONI IN QUALE AMBITO SPECIFICO IL CREDITO DIDATTICO TROVA IL PROPRIO SPAZIO NATURALE  Nell’ambiente

123. SECONDO IL PENSIERO DI HELEN PARKHURST, PER EVITARE CHE

NEL GRUPPO-CLASSE SI CREINO CONDIZIONI DI DISEGUAGLIANZA E’

NECESSARIO  Favorire la realizzazione di gruppi di lavoro differenziati per livelli culturali attraverso laboratori specializzati

  1. Secondo il pensiero di Spearman  L’intelligenza ha una struttura gerarchica di tipo bifattoriale, composta cioè dal fattore g (intelligenza generale) e da altri fattori, i fattori s, di tipo ausiliare.
  2. Secondo la docimologia ricorrere a valutazioni oggettive  Significa aumentare la possibilità di valutare in maniera efficace e consentire una maggior interazione tra il docente e l’alunno
  3. Secondo la docimologia una efficace strategia didattica dipende da:  La capacità di reperire informazioni sistematiche sui processi di insegnamento-apprendimento
  4. Secondo M. Pirani il “voto” è  Giudizio insindacabile dato dall’insegnante in quanto garante della trasmissione dei contenuti didattici.
  5. Si definisce “criterio assoluto” quel criterio in base al quale  Il docente stabilisce una soglia al di sotto della quale le prestazioni non sono accettabili.
  6. Si definisce criterio “basato sul confronto” tra ciascuna prestazione quel criterio in base al quale Ogni allievo viene valutato in riferimento al rendimento medio del gruppo
  7. Sono aspetti basilari della individualizzazione  La dilatazione del tempo di apprendimento e la differenziazione della proposta formativa a seconda dei bisogni individuali.
  8. Una tassonomia didattica serve per classificare  I variegati comportamenti cognitivi.
  9. Utilizzando il Mastery learnig diventa fondamentale  La Tassonomia di Bloom
  10. WASHBURNE SUDDIVIDE IL LAVORO DIDATTICO SOSTANZIALMENTE IN DUE PARTI, QUALI  Programma minimo comune + programma di sviluppo