Simulazione 19.03.2023
COMPRENSIONE DEL TESTO E CONOSCENZE ACQUISITE DURANTE GLI STUDI
1. “Il discorso scientifico è a volte più complesso, ambiguo, allusivo, di quanto gli stessi scienziati
pensino. Nel discorso scientifico le metafore possono avere un ruolo creativo per far intuire e
immaginare cose non dette o, addirittura, non completamente comprese. Ma possono anche portar
fuori strada il destinatario – e qui ci riferiamo al discorso scientifico-didattico – che le interpreta in
modo non previsto dal proponente. Le due forme più semplici, ma importanti per un discorso
scientifico-didattico, sono la catacresi, il cui uso permette di ovviare a una lacuna del vocabolario, e
le metafore esegetiche e pedagogiche. Alla prima categoria appartengono espressioni come “il letto
del fiume” o come “l’atlante”, cioè la prima vertebra che regge il capo e che prende il nome da
Atlante, il gigante che regge il mondo; alla seconda espressione come la “catena” dei trasportatori
di elettroni nella catena mitocondriale interna, che evoca l’immagine di una catena umana che si
passa secchi d’acqua per spegnere un incendio. Nella costruzione delle idee scientifiche ha maggior
importanza una terza forma di metafora, quella “costitutiva di teorie”. Queste metafore, oltre ad
avere un ruolo genetico fondamentale nella formulazione di un nuovo programma di ricerca,
invitano a ricercare nuovi caratteri degli argomenti primari e secondari, nuovi rapporti,
tecnicamente rilevanti, di somiglianza e di analogia. Howard Gruber chiama questo tipo di metafore
“immagini di vasta portata” e mette in rilievo il ruolo della metafora dell’albero nello sviluppo delle
idee di Charles Darwin; noi possiamo però anche ricordare la metafora dello stato bene ordinato a
cui ricorre Linneo per descrivere l’ordinamento della natura, o quella del bricoleur che Francois
Jacob utilizza per dare un’idea della casualità, della mancanza di progetto nel processo
dell’evoluzione. Per tornare alle metafore esegetiche e pedagogiche, il loro scopo è quello di
trasmettere informazioni dal dominio di origine (noto) al dominio target (ignoto). Le metafore
possono quindi fungere da modello per ragionare sul dominio target, anche se di esso abbiamo una
conoscenza largamente incompleta. Tuttavia, ogni volta che nell’insegnamento si ricorre a un
modello metaforico è bene ricordare che una metafora, un modello non sono la realtà, ma uno
strumento cognitivo che ci permette di descrivere, di comprendere, di fare previsioni su alcuni
aspetti della realtà considerata. Da: Bruno Bertolini, Tra metafore e termini scientifici, in Iter,
Treccani, n. 5, 1999 Tra le definizioni delle espressioni qui
riportate individua quella errata, facendo riferimento al significato che assumono nel testo di Bruno
Bertolini nel quale sono sottolineate:
A. Esegetico: esplicativo, interpretativo
B. Ovviare: porre rimedio
C. Genetico: che genera, produttivo
D. Catacresi: uso di una parola al di là del suo significato proprio
E. Casualità: principio interpretativo della realtà secondo rapporti di causa-effetto
2. La critica ritiene che alcune opere letterarie possano essere lette come proiezioni di nevrosi o in
senso psicanalitico. Tale è il caso di "Una vita" o "Senilità”, opera di un autore che ha scritto anche:
A. La coscienza di Zeno
B. Gli indifferenti
C. Il fu Mattia Pascal
D. II castello
E. Un coeur simple