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DOMANDE APERTE PANIERE 2021, Panieri di Diritto dell'Unione Europea

Svolgimento Domande aperte (sono spuntate pochissime risposte chiuse) paniere per l'esame di diritto dell'unione europea della prof ranaldi e prof Dell'Acqua Davide Vicenzo Cesare

Tipologia: Panieri

2020/2021

In vendita dal 29/09/2021

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Set Domande: DIRITTO DELL'UNIONE EUROPEA SERVIZI GIURIDICI Docente: Ranaldi Valentina
Capitolo 1:Origine ed evoluzione dell'integrazione europea
• Ceca, Ced e Cpe
• Trattati Roma 1957
Maastricht 1992
• Amsterdam 1997
• Costituzione per Europa 2004
• Lisbona 2007
• Adesione e recesso nuovi Stati membri
• Allargamento Unione
Capitolo 2:Unione europea, organizzazioni internazionali e adattamento diritto italiano
• Soggettività organizzazioni
• Sovranazionalità Unione Europea
• Adattamento diritto Stato membro
• Attuazione Diritto Ue nel contesto statale e regionale italiano
Capitolo 3:Le istituzioni europee
• Competenze e politiche dell'Unione
• Consiglio Europeo
• Il Consiglio
• Il Parlamento europeo
• La Commissione europea
• I poteri della Commissione europea
• La Corte dei Conti
Capitolo 4:Sistema giudiziario dell'Unione europea
• Evoluzione sistema giudiziario
• Organizzazione del sistema giudiziario
• Competenze organi giurisdizionali
• Impugnazione e riesame
• Il ricorso per inadempimento
• Il ricorso di legittimità
• I vizi di legittimità dell'atto
• Il rinvio a titolo pregiudiziale
Capitolo 5:Le fonti del diritto dell'Unione europea
• Le fonti primarie
• Principi generali
• Il diritto derivato
• Il regolamento
• La Direttiva
• La Decisione
• Gli atti non vincolanti
• Gli accordi internazionali
Capitolo 6:Il mercato interno
• La libera circolazione
• Il campo di applicazione
• Le limitazioni
• Le norme in tema di concorrenza
Le disposizioni dei Trattati istitutivi
• La politica economica
• La politica monetaria
• L'Unione Bancaria
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Set Domande: DIRITTO DELL'UNIONE EUROPEASERVIZI GIURIDICI Docente: Ranaldi Valentina

Capitolo 1:Origine ed evoluzione dell'integrazione europea

• Ceca, Ced e Cpe

• Trattati Roma 1957

• Maastricht 1992

• Amsterdam 1997

• Costituzione per Europa 2004

• Lisbona 2007

• Adesione e recesso nuovi Stati membri

• Allargamento Unione

Capitolo 2:Unione europea, organizzazioni internazionali e adattamento diritto italiano

• Soggettività organizzazioni

• Sovranazionalità Unione Europea

• Adattamento diritto Stato membro

• Attuazione Diritto Ue nel contesto statale e regionale italiano

Capitolo 3:Le istituzioni europee

• Competenze e politiche dell'Unione

• Consiglio Europeo

• Il Consiglio

• Il Parlamento europeo

• La Commissione europea

• I poteri della Commissione europea

• La Corte dei Conti

Capitolo 4:Sistema giudiziario dell'Unione europea

• Evoluzione sistema giudiziario

• Organizzazione del sistema giudiziario

• Competenze organi giurisdizionali

• Impugnazione e riesame

• Il ricorso per inadempimento

• Il ricorso di legittimità

• I vizi di legittimità dell'atto

• Il rinvio a titolo pregiudiziale

Capitolo 5:Le fonti del diritto dell'Unione europea

• Le fonti primarie

• Principi generali

• Il diritto derivato

• Il regolamento

• La Direttiva

• La Decisione

• Gli atti non vincolanti

• Gli accordi internazionali

Capitolo 6:Il mercato interno

• La libera circolazione

• Il campo di applicazione

• Le limitazioni

• Le norme in tema di concorrenza

• Le disposizioni dei Trattati istitutivi

• La politica economica

• La politica monetaria

• L'Unione Bancaria

Capitolo 7:L'azione esterna

• I principi generali

• La politica commerciale comune

• La Carta dei diritti fondamentali

• La politica estera e la difesa comune

• La politica di sicurezza e di difesa comune

Capitolo 8:Lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia

• Cooperazione giustizia e affari interni

• Trattato di Amsterdam

• Trattato di Lisbona

• Eurojust e la Procura europea

• Il mandato d'arresto europeo

Set Domande

Lezione 003

01. Con i Trattati di Roma: Fu sancita la nascita della Comunità Economica Europea (CEE) e della Comunità Europea dell'Energia Atomica (CEEA) Fu sancita la nascita della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) Fu sancita la nascita della Comunità europea per l'energia atomica (EURATOM) Fu sancita la nascita della Unione europea (UE) 02. Tra gli obiettivi principali da conseguire posti dal Trattato CEE non vi era: l'eliminazione delle restrizioni quantitative all'esportazione l'istituzione di una unione doganale la creazione di un esercito comune europeo la creazione di un mercato comune 03. Tra gli obiettivi dell'Atto unico europeo non vi è: il miglioramento della politica sociale l'introduzione nel Trattato istitutivo di norme in materia di tutela dell'ambiente e di ricerca scientifica e tecnologica il rafforzamento della cooperazione monetaria il passaggio dalla maggioranza qualificata all'unanimità per le decisioni del Consiglio 04. I Trattati di Roma: Furono firmati il 7 febbraio 1992 Furono firmati il 25 marzo del 1957 Furono firmati il 1° gennaio 1958 Furono firmati il 17 febbraio 1986 05. L'Atto Unico europeo Fu firmato il 1° gennaio 1958 Fu firmato il 7 febbraio 1992 Fu firmato il 17 febbraio 1986 Fu firmato il 25 marzo del 1957 06. L'Assemblea comune (l'attuale Parlamento europeo) e la Corte di giustizia vennero unificate per le tre Comunità da: Il Trattato di Parigi L'Atto Unico europeo I Trattati di Roma Il Trattato di Maastricht 07. Descrivere le principali innovazioni introdotte dall'Atto Unico Europeo

L’atto unico europeo è un atto dalla duplice anima, che nonostante trattasse perlopiù materie economiche, comportò anche

rilevanti modifiche a livello istituzionale. Si ebbe con esso, ad esempio, l’ufficializzazione del consiglio europeo, passando

le sue decisioni dal metodo dell’unanimità a quello della maggioranza qualificata per alcune matterie quali:

mercato interno- politica sociale- coesione economica e sociale e ricerca.

Affidò alla commissione competenze esecutive per gli atti del consiglio, venne creato un tribunale di primo grado e conferì

maggiori poteri al parlamento che deve esprimere parere conforme agli atti del consiglio in materia di adesione e per gli

accordi di associazione.

01. La cittadinanza europea fu istituita: dall'Atto Unico europeo dai Trattati di Roma dal Trattato di Parigi dal Trattato di Maastricht 02. Attualmente, tra le Istituzioni dell'Unione europea non vi è: la Corte di Giustizia dell'Unione europea la Corte europea dei diritti dell'uomo la Commissione europea il Consiglio 03. Con riguardo alla maggioranza richiesta per le deliberazioni in seno al Consiglio è vero che: gli Stati membri hanno, negli anni, scelto di adottare sempre più frequentemente il criterio della maggioranza qualificata gli Stati membri hanno, negli anni, scelto di utilizzare sempre più frequentemente il criterio dell'unanimità attualmente gli Stati membri decidono a maggioranza qualificata solo in casi residuali attualmente gli Stati membri decidono quasi sempre all'unanimità 04. Tra i cd. tre "pilastri" istituiti dal Trattato di Maastricht non vi è: la tutela dell'ambiente la giustizia e affari interni (GAI) la politica estera e di sicurezza comune (PESC) il pilastro rappresentato dalle Comunità europee 05. Con l'entrata in vigore del Trattato di Maastricht si ha la coesistenza di quattro Trattati. Tra questi non vi è: il Trattato istitutivo della CED il Trattato EURATOM il Trattato CECA il Trattato sull'Unione europea 06. Tra le principali innovazioni del Trattato di Maastricht non vi è: il riconoscimento di un valore giuridico vincolante alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea l'istituzione della cittadinanza europea l'introduzione della procedura di codecisione l'istituzione della figura del Mediatore europeo 07. Il processo di realizzazione dell'unione economica e monetaria (UEM) prevedeva che si portasse a compimento la politica monetaria in tre fasi successive, tra le quali non è prevista: la graduale introduzione dell'euro come moneta unica dal 1° gennaio 1999 la convergenza delle politiche economiche degli Stati membri la graduale introduzione dell'euro come moneta unica entro il 31 dicembre 1993 la libera circolazione dei capitali tra gli Stati membri

01. Il Trattato di Amsterdam fu firmato: dai ventotto Stati membri dell'Unione europea dai venticinque Stati membri dell'Unione europea dagli allora quindici Stati membri dell'Unione Europea dai sei Stati fondatori dell'Unione europea 02. Tra le principali novità introdotte dal Trattato di Nizza non vi è: l'accresciuta composizione del Parlamento europeo e la modifica della composizione della Commissione europea, che deve comprendere un componente per ciascuno Stato membro la codificazione dei valori fondanti dell'Unione la creazione di nuovi organi giudiziari e la modifica di alcune competenze degli organi giudiziari esistenti 03. Tra le novità introdotte dal Trattato di Amsterdam non c'è: la ridenominazione del terzo pilastro in "Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale" l'abolizione della struttura in "pilastri" dell'Unione europea la "comunitarizzazione" di alcune materie, passate dal terzo al primo pilastro l'integrazione degli accordi di Schengen nei trattati europei 04. Quali sono i principali elementi di innovazione introdotti dal Trattato di Amsterdam?

Il trattato di Amsterdam è un trattato di emendamento, reca solo aggiunte, modifiche o abrogazioni.

Esso semplificò il complessivo quadro normativo ed istituzionale accentuando la connotazione politico-sociale della

costruzione europea.

Ha comunque introdotto importanti elementi di innovazione:

  • la comunitarizzazione di alcune materie (giustizia e affari interni) passate dal terzo al primo pilastro:

alcune materie diventano dunque soggette ai meccanismi e alle regole del primo pilastro contenute nel trattato istitutivo

della comunità europea;

  • la conseguente ridenominazione del terzo pilastro in “cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale”;
  • l’integrazione degli accordi di SCHEGEN nei trattati europei, che erano accordi esterni in cui ci si poneva l’obiettivo

di

Abbattere i controlli alle frontiere interne al fine di facilitare la libera circolazione delle persone.

  • L’introduzione della cooperazione rafforzata che consente agli stati membri con alcuni requisiti di stipulare accordi

ulteriori con altri stati membri che escludono altri stati per mancanza di requisiti richiesti a parteciparvi.

Avviare dunque forme di integrazione più profonde in un determinato settore, con l’utilizzo di istituzioni, procedure e

meccanismi stabiliti dai trattati

  • La codificazione dei valori fondanti dell’unione (libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani)

01. Il Trattato "costituzionale" europeo: fu bocciato in occasione del Consiglio europeo di Laeken del dicembre 2001 fu bocciato dalla Convenzione sul futuro dell'Europa entrò in vigore nel 2005 fu abbandonato all'esito del risultato negativo dei referenda francese ed olandese del 2005 02. Il Trattato "costituzionale" europeo: l'iter per la sua adozione ed il suo contenuto

Per un periodo gli Stati hanno ragionato sull’adozione di un trattato costituzionale che avrebbe dovuto apportare modifiche

Decisive. In occasione del consiglio europeo di Laeken 2001, veniva assegnata alla convenzione sul futuro dell’ Europa

Il compito di delineare i tratti essenziali di una “costituzione” europea alla quale attribuire il compito di rimediare alle

Anomalie delle istituzioni europee e creare un sistema istituzionale e decisionale meno complicato, più elastico e adeguato al

funzionamento.

Il testo elaborato è stato poi radicalmente modificato ma non ha mai raggiunto le ratifiche necessarie.

Infine il referendum francese e olandese, con il loro esito negativo, portarono ad abbandonare il progetto procurando un

Periodo di riflessione.

Dopo due anni venne presa la decisione di abbandonare totalmente l’idea del trattato e si decise di provvedere con un trattato

di riforma non più costituzionale

01.La procedura semplificata di revisione dei Trattati istitutivi non si applica in caso di: modifiche alle politiche ed azioni dell'Unione che non implichino, però, l'ampliamento delle competenze attribuite all'Unione dai Trattati passaggio dalle procedure legislative speciali a quella legislativa ordinaria in cui il Parlamento europeo ha lo stesso potere giuridico del Consiglio modifiche alle politiche ed azioni dell'Unione che implichino l'ampliamento delle competenze attribuite all'Unione dai Trattati passaggio, in determinate materie o settori, dal voto all'unanimità a quello a maggioranza qualificata in Consiglio

01. Il recesso di uno Stato membro dall'Unione

Il recesso di uno stato membro è disciplinato dal trattato di Lisbona che ha inserito l’art 50 del tfue che prevede la possibilità

di uno stato di decidere di recedere conformemente alle proprie norme costituzionali.

Lo stato deve notificare la propria volontà al cons. europeo e stipula un accordo con l’unione per definire le modalità del

recesso.

Dopo l’accordo cessano gli effetti dei trattati, se non c’è accordo, gli effetti cessano dopo 2 anni.

Uno stato può anche decidere di ri-aderire all’unione.

Alcuni punti di domanda sulla disciplina sono sorti però con il caso Scozzese del 2014:

la scozia ha indetto un referendum per proclamare la sua indipendenza dall’inglilterra, nel farlo chiese non di essere

approvata all’interno dell’unione, ma di subentrare in continuità attraverso la procedura di revisione dei trattati.

Il caso non si presentò a causa dell’esito negativo del referendum ma la dubbia questione portò ad affermare l’impossibilità

di tale subentro; i nuovi stati devono chiedere l’approvazione.

01. La Turchia: è un Paese potenziale candidato è un Paese candidato non ha mai presentato domanda di adesione all'Unione europea è uno Stato membro dell'Unione europea 02. Gli Stati potenziali candidati sono: La Bosnia-Erzegovina e il Kosovo La Serbia e il Kosovo La Bosnia-Erzegovina e la Serbia Il Kosovo e il Montenegro 03. Tra gli Stati candidati non vi è: La Serbia L'ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia (FYROM) La Croazia Il Montenegro 04. L'allargamento dell'Unione: descrivere l'attuale situazione con riguardo agli Stati candidati e potenziali candidati all'Unione europea

Sulla base dei criteri di ammissione nell’unione applicabili agli stati terzi, ogni anno la commissione presenta al PE,

Al consiglio, al comitato delle regioni e al comitato economico e sociale, una comunicazione sull’allargamento, corredata

dai progress reports individuali per ciascuno degli stati candidati e potenziali candidati, che fa dunque da report sul loro

processo di avvicinamento e/o adesione all’unione.

Ad oggi vi sono 5 stati ufficialmente candidati (albania, turchia, ex repubblica Jugoslava di macedonia, montenegro e serbia)

E 2 stati Potenzialmente candidati (Kosovo e bosnia-erzegovina)

01. La nozione di sovranazionalità dell'Unione europea: è accettabile in quanto la struttura socio-giuridica dell'Unione è autonoma ed originaria si basa sull'idea che le determinazioni dell'ente siano manifestazioni di una base sociale dell'Unione autonoma ed originaria trova riscontro nella realtà, giuridica e politica, dell'integrazione europea appare convincente ed accettabile 02. Il rapporto tra Stato membro ed Unione europea si delinea in termini di: limitazioni di sovranità trasferimenti di sovranità deleghe o trasferimenti di competenze rinunce a parti di sovranità 03. Descrivere gli elementi di criticità della nozione di sovranazionalità dell'Unione europea

Gli elementi di criticità sono molteplici:

  • La sovranazionalità dell’ue si spiega in termini di delega (revocabile) di competenze degli stati membri, senza

cessioni di sovranità statale.

  • I propri poteri e capacità ad attuare le proprie determinazioni è:

non autonoma : in quanto è dovuta alla volontà politica degli stati

non originaria: in quanto il sistema normativo, il trattato, va descritto con le caratteristiche del diritto internazionale e

non sovranazionale

  • il primato di Regolamenti, decisioni e direttive è dovuto alle volontà politiche degli stati riportata nel tfue.

Dunque il rapporto tra stato membro e organizzazione si delinea in termini di deleghe o trasferimenti di competenze,

giuridicamente ed istituzionalmente definite.

In conclusione lo stato non vede limitata la propria sovranità, ma una limitazione di competenza.

01. Cosa si intende per adattamento di un sistema giuridico ad un altro? quel procedimento volto alla revisione dei Trattati istitutivi l'immissione e l'applicazione delle norme di un sistema all'interno di un altro ed il coordinamento tra le due categorie di norme appartenenti ad ordinamenti diversi quel procedimento volto ad adattare il sistema giuridico di un Paese candidato al diritto dell'Unione europea in vista dell'adesione all'Unione stessa l'adattamento degli orientamenti giurisprudenziali del giudice italiano a quelli dei giudici degli altri Stati membri 02. Secondo l'approccio sovranazionalista con riguardo all'adattamento del diritto interno al diritto dell'Unione: il primato del diritto dell'Unione e la sua diretta applicabilità ed efficacia nell'ordinamento dello Stato membro dipendono dalla potestà sovranazionale dell'ente-organizzazione sugli Stati membri il primato del diritto dell'Unione e la sua diretta applicabilità ed efficacia nell'ordinamento dello Stato membro dipendono da un meccanismo di adattamento tra sistemi giuridici diversi l'adattamento riguarda l'esercizio concorrente di potestà tra enti diversi: l'organizzazione e gli Stati membri sovrani non vi è prevalenza dell'ente sovranazionale e del suo diritto sullo Stato membro 03. Nell'ordinamento italiano: l'adattamento ai trattati di integrazione europea è sempre avvenuto con il procedimento speciale dell'ordine di esecuzione l'adattamento ai regolamenti dell'Unione europea avviene con il procedimento speciale dell'ordine di esecuzione se il trattato importi modificazioni di legge, l'ordine di esecuzione deve essere contenuto in un decreto amministrativo l'ordine di esecuzione non può essere contenuto in una legge ordinaria 04. Attraverso quali meccanismi l'ordinamento italiano si adatta al diritto dell'Unione europea?

Per adattamento di un sistema giuridico ad un altro si intende l’immissione e l’applicazione delle norme giuridiche dell’uno

all’interno dell’altro ed il correlato e necessario coordinamento tra le due categorie di norme.

Nello stato italiano l’adattamento è sempre avvenuto mediante il procedimento speciale dell’ordine di esecuzione,

emanando un atto (in genere legislativo) che rinvia alle norme contenute nel trattato di integrazione.

Pertanto, una volta efficace il trattato risulta direttamente applicabile.

Le norme acquisiscono il rango delle norme con le quali vengono introdotte.

Anche a livello cost. vi è una copertura all’adattamento:

art 11 cost (il diritto dee rispettare solo i principi fondamentali della cost.)

art 117 per i trattati che assumono il rango di norma interposta.

Altre forme di integrazione sono poi la disapplicazione della norma nazionale a favore della europea da parte del

Giudice ordinario al momento della sentenza;

interpretazione conforme, cioè l’interpretazione della norma nazionale a favore di quanto disposto dall’ue.

01. Il principio di sussidiarietà si applica: nei settori che non sono di competenza esclusiva dell'Unione nei settori di competenza concorrente tra Stato e Regioni nei settori di competenza esclusiva dell'Unione nei settori di competenza esclusiva statale 02. Non costituiscono risorse proprie dell'Unione, ai sensi della Decisione 2014/335/UE/Euratom, le entrate provenienti: da prelievi, premi, importi supplementari o compensativi, importi o elementi aggiuntivi, dazi della tariffa doganale comune (TARIC) e altri dazi sugli scambi con paesi terzi dalle multe pagate dagli Stati all'Unione nell'ambito delle procedure di infrazione dall'applicazione di un'aliquota uniforme da fissare secondo la procedura di bilancio, tenuto conto del totale di tutte le altre entrate, alla somma degli RNL di tutti gli Stati membri dall'applicazione di un'aliquota uniforme, valida per tutti gli Stati membri, agli imponibili IVA armonizzati 03. Al principio di leale cooperazione si riferisce: l'art. 3, par. 3, TUE l'art. 4, par. 3, TUE l'art. 4, par. 4, TUE l'art. 3, par. 4, TUE

04. Il principio di attribuzione: definizione e riferimenti normativi

L’esercizio delle competenze e la delimitazione delle stesse è regolato dal principio di attribuzione.

L’unione agisce esclusivamente nei limiti delle competenze che le sono attribuite dagli stati membri nei trattati e solo per

realizzare gli obiettivi da questi stabiliti. Qualsiasi altra competenza appartiene agli stati.

Pertanto da tale principio deriva anche l’obbligo di motivazione per gli atti adottati dall’unione indicando altresì la norma

del TUE/TFUE che attribuisce la competenza.

La rigidità del principio è comunque alleggerita dalla giurisprudenza della corte di giustizia che tende ad interpretare le

competenze in modo espansivo e secondo la teoria dei poteri impliciti.

La delimitazione della competenza è comunque divisa in tre categorie: esclusiva-concorrente-di sostegno.

05. Definire i principi di sussidiarietà e proporzionalità e descriverne funzionamento, limiti di applicazione e conseguenze della loro violazione

A delimitare le sfere di competenza provvede il principio di sussidarierà in base al quale nei settori che non sono di

competenza esclusiva dello stato, l’ue interviene solo se e in quanto l’azione prevista dagli stati risulta essere

insufficiente al raggiungimento degli obiettivi.

Ai trattati vengono sempre allegati protocolli e dichiarazioni relativi al principio di sussidiarietà, sia per chiarire i limiti

di applicazione ma anche per controllare il rispetto del principio da parte delle istituzioni.

La violazione del principio è un vizio rilevabile dalla corte di giustizia in sede di ricorso di legittimità e violazione dei

trattati che può esser presentato sia da un stato, sia dalle regioni.

Si lega alla sussidiarietà anche il principio di proporzionalità: l’intervento deve limitarsi a quanto necessario ai fini degli

obiettivi

01. Il Consiglio europeo ha ricevuto la qualifica di "Istituzione" dell'Unione europea: con il Trattato di Amsterdam con il Trattato di Lisbona con il Trattato di Maastricht con l'Atto Unico Europeo 02. Il Consiglio europeo si compone: dei capi di Stato o di governo degli Stati membri, del suo presidente e del presidente della Commissione di un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale, abilitato a impegnare il governo dello Stato membro che rappresenta ma non ad esercitare il diritto di voto di un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale, abilitato a impegnare il governo dello Stato membro che rappresenta e ad esercitare il diritto di voto di un delegato per ogni Stato membro a cui è richiesta la massima indipendenza dal governo nazionale che lo ha indicato 03. Tra i compiti attribuiti dal TUE al Presidente del Consiglio europeo non vi è quello di: adoperarsi per facilitare la coesione ed il consenso all'interno del Consiglio europeo animare i lavori del Consiglio europeo garantendone la preparazione e la continuità procedere al controllo sul bilancio annuale dell'Unione europea assicurare la rappresentanza esterna dell'Unione in ambito PESC/PSDC, fatte salve le attribuzioni dell'Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza 04. Il Consiglio europeo è stato formalmente inserito nella struttura dell'Unione: con il Trattato di Lisbona con il Trattato di Nizza con il Trattato di Maastricht con il Trattato di Amsterdam 05. Descrivere composizione, funzioni, competenze e modalità d'azione del Consiglio europeo

Il consiglio europeo disciplinato dall’art. 15 TUE, è l’istituzione posta al vertice della intera struttura di integrazione

europea.

E’ composto dai capi di stato e dai capi di governo (scelti dallo stato), il suo presidente ed il presidente della commissione.

In italia vi partecipa il presidente del consiglio dei ministri.

Il consiglio si occupa di molteplici materi, decide e indica le linee guida programmatiche e generali che verranno tradotte

in norme giuridiche dagli organi dell’unione.

Nelle riunioni in sessione ordinaria si dettano orientamenti generali nei diversi settori e discutono le principali questioni

di politica ed economia.

Nelle riunioni straordinarie si riuniscono per questioni urgenti e gravi imprevisti oppure possono riunirsi in sessioni speciali

Per questioni specifiche e indifferibili, come le nomine ai vertici delle istituzioni europee e il bilancio.

Il lavoro del consiglio è proceduralizzato ma non regolato da norme rigide. Talvolta possono avere riunioni dal

carattere informale.

Il consiglio si pronuncia per consenso e non per voto, salvo casi previsti dai trattati.

In ogni caso non votano il presidente della commissione e neppure quello del consiglio.

Non adottano atti legislativi ma documenti dal tenore discorsivo. Essi possono talvolta produrre effetti e sono

impugnabili dinanzi alla corte di giustizia.

Set Domande:

Lezione 017

01. Il Parlamento europeo si compone: di 751 deputati, eletti direttamente dal mandato 2014 - 2019 di 751 deputati ripartiti tra gli Stati membri in parti uguali di 751 deputati nominati dai Parlamenti nazionali degli Stati membri dal 1979 in poi di 751 deputati ripartiti tra gli Stati membri in funzione del peso del singolo Stato 02. I deputati del Parlamento europeo: possono organizzarsi in gruppi sulla base del criterio delle nazionalità possono organizzarsi in gruppi politici ed ogni gruppo è composto da deputati eletti in almeno un quarto degli Stati membri possono organizzarsi in gruppi politici su base nazionale possono organizzarsi in gruppi politici ed ogni gruppo è composto da deputati eletti in almeno un terzo degli Stati membri 03. Con riguardo all'iniziativa legislativa dei cittadini dell'Unione è vero che: i cittadini dell'Unione, in numero di almeno un milione, che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri, possono prendere l'iniziativa d'invitare il Parlamento europeo a presentare una proposta legislativa i cittadini dell'Unione, in numero di almeno due milioni, che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri, possono prendere l'iniziativa d'invitare la Commissione europea a presentare una proposta legislativa i cittadini dell'Unione, in numero di almeno due milioni, che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri, possono prendere l'iniziativa d'invitare il Consiglio a presentare una proposta legislativa i cittadini dell'Unione, in numero di almeno un milione, che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri, possono prendere l'iniziativa d'invitare la Commissione europea a presentare una proposta legislativa 04. Descrivere i poteri di controllo del Parlamento europeo

I poteri di controllo del PE sono negli anni cresciuti e si articolano a secondo dell’oggetto del controllo.

Il PE controlla:

- Le altre istituzioni: si manifesta con strumenti politici quali i pareri consultivi e le interrogazioni scritte e orali,

oltre che il dialogo, il negoziato ed il confronto politico/giuridico. La commissione ad esempio ha l’obbligo di

rispondere sempre alle interrogazioni del E e di presentare una relazione generale annuale. Il PE può a sua volta

presentare una mozione di censura a cui si risponde collettivamente.

- Bilancio: post modifiche del trattato di Lisbona, il PE esprime parere sul bilancio. Se è in disaccordo, si istituisce

una commissione di conciliazione.

- Complessiva struttura burocratica/amministrativa: il Pe sul funzionamento delle istituzioni può esercitare un diritto

di inchiesta e petizione, ove delle commissioni sono incaricate di verificare le denunce di infrazione o cattiva

amministrazione. Salve sono le ipotesi sotto procedimento giudiziario.

01. La Commissione europea si compone: di un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale, abilitato a impegnare il governo dello Stato membro che rappresenta e ad esercitare il diritto di voto dei capi di Stato o di governo degli Stati membri, del suo presidente e del presidente della Commissione di un delegato per ogni Stato membro a cui è richiesta la massima indipendenza dal governo nazionale che lo ha indicato di un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale, abilitato a impegnare il governo dello Stato membro che rappresenta ma non ad esercitare il diritto di voto 02. Tra i compiti della Commissione europea non vi è quello di: avviare il processo di programmazione annuale e pluriennale dell'Unione per giungere ad accordi interistituzionali gestire l'euro, mantenere i prezzi stabili e guidare la politica economica e monetaria dell'Unione europea assicurare la rappresentanza esterna dell'Unione, fatta eccezione per la politica estera e di sicurezza comune e per gli altri casi previsti dai trattati dare esecuzione al bilancio e gestire i programmi 03. Con riguardo all'elezione del Presidente della Commissione europea è vero che: il Consiglio, deliberando a maggioranza dei membri che lo compongono, propone al Parlamento europeo un candidato alla carica di Presidente della Commissione il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, propone al Parlamento europeo un candidato alla carica di Presidente della Commissione il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza qualificata, propone al Parlamento europeo un candidato alla carica di Presidente della Commissione il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza dei membri che lo compongono, propone al Parlamento europeo un candidato alla carica di Presidente della Commissione 04. Descrivere i compiti della Commissione europea

Ai sensi dell’art 17 TUE , la commissione è l’organo esecutivo dell’ue e svolge numerose ed importanti funzioni sia

nel TFUE che nel TUE.

Essa promuove l’integrazione fenerale dell’unione, vigila sui trattati e sulle misure adottate in virtù dei trattati.

Da esecuzione al bilancio e gestisce i programmi. Avvia il processo di programmazione annuale e pluriennale per

giungere ad accordi interistituzionali.

Il suo presidente, che deve approvare il parlamento, è garanzia popolare.