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DOMANDE DI CHIARIMENTO STORIA DELLA FILOSOFIA
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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U.D. 1. Dall’Ottocento al Novecento
2.3. Vorrei chiederle un chiarimento sul perché la memoria, secondo Bergson, potrebbe sanare il problema del dualismo cartesiano: come fa qualcosa di immateriale come l'anima ad interagire con qualcosa di materiale, limitato e destinato a perire come il corpo? Questo si spiega perchè la memoria custodisce in sè sia la percezione esteriore, ossia le sensazioni fisiche derivanti dalle nostre esperienze, sia la nostra percezione interiore?
3. Nietzsche 3.1. Vorrei chiederle come la critica di Nietzsche alla morale (ma anche alla logica e alla razionalità) possa conciliarsi con il mantenimento poi effettivo della civiltà, necessaria per l’affermazione del sé e della propria volontà di potenza. Se devo ad esempio pensare a ciò che garantisce un certo equilibrio all’interno della società la prima cosa a cui penso sono le leggi che, seguendo il pensiero di Nietzsche, dovrebbero essere considerate perverse in quanto tentano di soffocare lo spirito dionisiaco (le leggi da una parte sono infatti frutto della razionalità umana e contengono al loro interno implicazioni morali). Quindi in una società dove l’uomo è libero di esprimere se stesso perché non deve più sottostare alla morale (e di conseguenza il comportamento non è giudicabile), non si avrebbe più un freno agli atti irrazionali. Anche entrando nell’ottica della sopravvivenza dei più forti, rimarrebbe una certa quota di rischio su un’eventuale estinzione della specie (in macro) o della società (nel micro). Ipotizzando ad esempio di essere una persona particolarmente sadica e perversa che trae piacere ed ha il desiderio di uccidere bambini, libera dalla morale dovrei abbracciare questa mia parte irrazionale e sterminare tutti i bambini condannando così il futuro della mia città. Oltre alla risposta a questo quesito, avrebbe inoltre senso per l’autore porsi in generale questa domanda? O in un’ottica di tempo circolare in cui l’uomo è portato ad accettare la finitezza della vita non ha senso porsi la domanda di come la civiltà si possa mantenere perché comunque destinata anche lei a raggiungere la sua fine così com’è nata? Mi chiedevo anche se Nietzsche non tradisse in parte il suo stesso pensiero. Con la critica alla logica, pone l’irrazionalità a fondamento del mondo andando a ribaltare l’idea che sia invece la razionalità a permettere di raggiungere la conoscenza della realtà. In questo modo, tuttavia, non si passa da uno squilibrio verso lo spirito apollineo ad uno squilibrio verso lo spirito dionisiaco? Le teorizzazioni dell’autore non vanno quindi a sopprimere a loro volta una parte della realtà altrettanto importante? Non dovrebbe infatti essere mantenuta una coesistenza equilibrata tra i due spiriti? Approfitto infine di questa mail per chiedere se sarebbe possibile affermare che secondo la concezione di Nietzsche è la morale stessa a limitare la libertà dell’uomo in quanto cerca di estirpare lo spirito dionisiaco e quindi di negare una parte della realtà umana.