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domande e risposte più frequenti degli esami di maggioni
Tipologia: Prove d'esame
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Il monopolio è una forma di mercato in cui due delle caratteristiche chiave della concorrenza perfetta vengono esattamente ribaltate. La numerosità di imprese della concorrenza perfetta si riduce infatti il monopolio ha un unico ed esclusivo venditore, in secondo luogo le barriere all’entrata assenti in concorrenza in concorrenza perfetta ,sono presenti e cruciali per proteggere il potere di mercato del monopolista impedendo l’entrata nel mercato di altri concorrenti. Il monopolio può essere legale e naturale. L’equilibrio è dato dal punto in cui l’impresa uguaglia il ricavo ottenuto dall’ultima unità prodotta con il costo necessario per la sua produzione. Per il monopolitsta la curva della domanda individuale è anche la curva di domanda del mercato, il monopolista è l’unica impresa che produce e vende un determinato bene. I ricavi totali del monopolista non variano in modo proporzionale al variare della quantità venduta.
Domanda di lavoro La domanda di lavoro è di tipo derivato dato che dipende dalla domanda dei beni prodotti con il contributo del lavoro. Nell’ambito dell’approccio neoclassico standard la domanda di lavoro è influenzata da cinque elementi:
individuo sul mercato e il saggio di salario reale. Nel breve periodo il modello si basa sull’ipotesi di omogeneità delle forze di lavoro e di costanza nella dotazoine di capitale umano. Nel lungo periodo invece il capitale umano è variabile. Investire in capitale umano da parte degli individui significa impegnarsi in attività che vengono intraprese al fine di ottenere benefici pecuniari e non nel corso del ciclo di vita. Quindi nel lungo periodo:
Il concetto di surplus ci serve a quantificare il beneficio che consumatori e produttori ottengono, rispettivamente, dall’acquisto e dalla vendita di una data quantità di un bene ad un dato prezzo di un mercato. Il surplus del consumatore si definisce semplicemente come la differenza fra il prezzo che il consumatore sarebbe disposto a pagare per ottenere un certo bene e quello che realmente paga. Tale definizione presuppone che il consumatore possa avere una disponibilità a pagare per le quantità del bene che acquista superiore al loro prezzo effettivo. Il surplus del produttore è costituito proprio dalla differenza fra due fattori: il prezzo pagato al venditore e il costo da lui sostenuto. L’equilibrio concorrenziale garantisce la migliore allocazione possibilie delle risorse di un mercato, non solo in termini di efficienza ma anche in termini di benessere. L’equilibrio di concorrenza perfetta massimizza il benessere della società: con ciò intendendo la collettività dei consumatori e dei produttori. Assumendo che il benessere totale della società sia una misura affidabile del suo benessere l’equilibrio di concorrenza perfetta garantisce il massimo benessere possibile. Il criterio di efficienza paretiana sostiene che il benessere di una società è massimo quando non è possibile incrementare il beneficio di un agente senza con questo ridurre il beneficio di un altro agente. L’equilibrio concorrenziale è un ottimo paretiano. L’imposizione di un prezzo massimo determina sempre un peggioramento del benessere per la società nel suo complesso, nonostante a seconda delle elasticità di domanda e offerta possa in alcuni casi determinare dei benefici per i consumatori. È possibile che l’inefficienza generata dal controllo sui prezzi sia giustificata dalla scelta di attribuire molto valore al surplus dei consumatori o meglio di quella parte dei consumatori hce otterranno unità del bene. La dimensione effettiva della perdita secca dipende dal rapporto fra le elasticità di domanda e offerta. A volte il governo interviene per ristabilire i prezzi, la decisione di scegliere un livello minimo del prezzo, superiore a quello di equilibrio, rispecchia la volontà
Per accisa si intende una imposta sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo. Il termine deriva dal tedesco accijns, che a sua volta deriva dal latino accensare, che significa "tassare". È un tributo indiretto che colpisce singole produzioni e singoli consumi. In Italia le accise più importanti sono quelle relative ai prodotti energetici (precedentemente limitati solo agli
benzina e del gasolio, oppure al chilo come ad esempio sugli oli combustibili e del GPL. Nel caso degli spiriti, l'aliquota fiscale è rapportata al litro anidro, cioè all'unità di volume al netto dell'acqua. Ad esempio, una bottiglia da un litro di grappa a 40° contiene 1x40:100= 0,4 litri anidri, mentre il litro totale di prodotto viene detto litro idrato. Nel caso dei gas, come ad esempio il metano, l'aliquota è rapportata al metro cubo. Sull'energia elettrica il rapporto è effettuato sui chilowattora. L'accisa concorre a formare il valore dei prodotti, ciò vuol dire che l'IVA sui prodotti soggetti ad accisa grava anche sulla stessa accisa. L'armonizzazione delle accise è stato un elemento indispensabile alla corretta instaurazione del mercato unico europeo. D'altra parte, il gettito legato alle accise è fondamentale per la fiscalità interna dei singoli Stati membri, in quanto costituisce una parte cospicua delle entrate nel bilancio di ogni Paese. Pertanto, da una parte è stato necessario disciplinare il settore con norme europee applicabili su tutto il territorio dell'Unione, dall'altra è stato lasciato ampio spazio alla sussidiarietà di ogni Stato membro, dal momento che le accise concorrono tradizionalmente alla formulazione di scelte politiche, non solamente in campo tributario, ma anche nei settori industriali, energetico, sanitario, sociale, dei trasporti e dell'agricoltura. Il grande impatto di questo tipo di fiscalità si rileva considerando che essa colpisce prodotti tipici dell'agricoltura e degli usi alimentari di ogni Paese e prodotti cosiddetti energetici, impiegati nella produzione di beni e servizi di larghissimo consumo quali l'energia elettrica, il gas o i trasporti. Date le caratteristiche territoriali molto diverse che contraddistinguono i Paesi membri, non è stato possibile giungere ad un'armonizzazione completa, ossia colpire gli stessi prodotti con le stesse aliquote in tutto il territorio dell'Unione Europea, però si è proceduto ad armonizzare le strutture dei tributi nell'ambito di un regime generale valido in ogni Stato membro.
Nei mercati concorrenziali il prezzo è uguale al ricavo medio che è uguale al ricavo marginale; nei mercati monopolistici, invece, il prezzo è uguale al ricavo medio, ma è maggiore del ricavo marginale.