Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


domande e risposte dell'esame di maggioni, Prove d'esame di Economia

domande e risposte più frequenti degli esami di maggioni

Tipologia: Prove d'esame

2012/2013
In offerta
30 Punti
Discount

Offerta a tempo limitato


Caricato il 17/12/2013

ina_ve
ina_ve 🇮🇹

4

(4)

1 documento

1 / 5

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
1) ANALISI DEL MONOPOLIO
Il monopolio è una forma di mercato in cui due delle caratteristiche chiave della concorrenza
perfetta vengono esattamente ribaltate. La numerosità di imprese della concorrenza perfetta si
riduce infatti il monopolio ha un unico ed esclusivo venditore, in secondo luogo le barriere
all’entrata assenti in concorrenza in concorrenza perfetta ,sono presenti e cruciali per proteggere il
potere di mercato del monopolista impedendo l’entrata nel mercato di altri concorrenti. Il
monopolio può essere legale e naturale. L’equilibrio è dato dal punto in cui l’impresa uguaglia il
ricavo ottenuto dall’ultima unità prodotta con il costo necessario per la sua produzione. Per il
monopolitsta la curva della domanda individuale è anche la curva di domanda del mercato, il
monopolista è l’unica impresa che produce e vende un determinato bene. I ricavi totali del
monopolista non variano in modo proporzionale al variare della quantità venduta.
2) DOMANDA E OFFERTA DI LAVORO IN MERCATI PERFETTAMENTE
CONCORRENZIALI E DISTRIBUZIONI DEL REDDITO
Domanda di lavoro
La domanda di lavoro è di tipo derivato dato che dipende dalla domanda dei beni prodotti con il
contributo del lavoro. Nell’ambito dell’approccio neoclassico standard la domanda di lavoro è
influenzata da cinque elementi:
1) L’obbiettivo perseguito dall’impresa: ovvero la massimizzazione dei profitti.
2) La tecnologia di produzione dell’impresa
3) Le caratteristiche dei mercati dei fattori di produzione.
4) Le caratteristiche del mercato del prodotto dell’impresa
5) Le istituzioni
Al fine di massimizzare i profitti totali, l’impresa deve risolvere un problema a due dadi:
- Individuare tra le infinite combinazioni possibili degli input quella che consente di
minimizzare il costo totale di ogni dato livello di output.
Scegliere il livello di produzione che massimizza i profitti totali, dati il prezzo dell’output il saggio
di salario, il prezzo d’uso del capitale e la tecnologia. L’ipotesi di concorrenza perfetta sul mercato
del prodotto comporta due conseguenze rilevanti sul prezzo che viene praticato dall’impresa e sulla
quantità da essa prodotta. La curva di domanda del bene è inifinitamente elastica.
L’ipotesi di concorrenza perfetta sul mercato del lavoro comporta altresì che:
a) La domanda di lavoro della singola impresa è di dimensioni molto limitate rispetto al
mercato del lavoro cui l’imrpesa si riferisce.
b) La qualità dell’offerta di lavoro è omogenea
c) I lavoratori operano in modo isolato sul mercato del lavoro
d) I datori di lavoro e i lavoratori dispongono di informazioni perfette sul salario prevalente del
mercato.
La singola impresa non è in grado di influenzare il saggio di salario: l’impresa è un wage taker sul
mercato del lavoro. La singola impresa si trova a fronteggiare una curva di offerta di lavoro
infinitamente elastica in corrispondenza del livello di salario determinato sul mercato del lavoro.
Implicazioni sulla distribuzione del reddito.
La distribuzione avviene sulla base di un metodo comune alle diverse categorie di reddito. Si
afferma implicitamente il principio secondo cui tutti i redditi possono in qualche modo essere
assimilati a redditi da lavoro dipendente. I redditi da capitale invece costituiti dalla remunerazione
di risparmio dato a prestito. Deriverebbero dal sacrificio di posporre il consumo nel tempo. La
teoria neoclassica cerca di dimostrare come la quota di reddito percepita da ciascun invidividuo non
sia altro che la remunerazione del suo contributo alla produzione che commisura il contributo
produttivo di ogni agente economico solo alla sua produttività marginale fisica a presciendere dalla
sua funzione produttiva.
Oerta di lavoro nel breve periodo
La teoria di base si propone di derivare una relazione fra le ore di lavoro offerte da ciascun
pf3
pf4
pf5
Discount

In offerta

Anteprima parziale del testo

Scarica domande e risposte dell'esame di maggioni e più Prove d'esame in PDF di Economia solo su Docsity!

1) ANALISI DEL MONOPOLIO

Il monopolio è una forma di mercato in cui due delle caratteristiche chiave della concorrenza perfetta vengono esattamente ribaltate. La numerosità di imprese della concorrenza perfetta si riduce infatti il monopolio ha un unico ed esclusivo venditore, in secondo luogo le barriere all’entrata assenti in concorrenza in concorrenza perfetta ,sono presenti e cruciali per proteggere il potere di mercato del monopolista impedendo l’entrata nel mercato di altri concorrenti. Il monopolio può essere legale e naturale. L’equilibrio è dato dal punto in cui l’impresa uguaglia il ricavo ottenuto dall’ultima unità prodotta con il costo necessario per la sua produzione. Per il monopolitsta la curva della domanda individuale è anche la curva di domanda del mercato, il monopolista è l’unica impresa che produce e vende un determinato bene. I ricavi totali del monopolista non variano in modo proporzionale al variare della quantità venduta.

2) DOMANDA E OFFERTA DI LAVORO IN MERCATI PERFETTAMENTE

CONCORRENZIALI E DISTRIBUZIONI DEL REDDITO

Domanda di lavoro La domanda di lavoro è di tipo derivato dato che dipende dalla domanda dei beni prodotti con il contributo del lavoro. Nell’ambito dell’approccio neoclassico standard la domanda di lavoro è influenzata da cinque elementi:

  1. L’obbiettivo perseguito dall’impresa: ovvero la massimizzazione dei profitti.
  2. La tecnologia di produzione dell’impresa
  3. Le caratteristiche dei mercati dei fattori di produzione.
  4. Le caratteristiche del mercato del prodotto dell’impresa
  5. Le istituzioni Al fine di massimizzare i profitti totali, l’impresa deve risolvere un problema a due dadi:
  • Individuare tra le infinite combinazioni possibili degli input quella che consente di minimizzare il costo totale di ogni dato livello di output. Scegliere il livello di produzione che massimizza i profitti totali, dati il prezzo dell’output il saggio di salario, il prezzo d’uso del capitale e la tecnologia. L’ipotesi di concorrenza perfetta sul mercato del prodotto comporta due conseguenze rilevanti sul prezzo che viene praticato dall’impresa e sulla quantità da essa prodotta. La curva di domanda del bene è inifinitamente elastica. L’ipotesi di concorrenza perfetta sul mercato del lavoro comporta altresì che: a) La domanda di lavoro della singola impresa è di dimensioni molto limitate rispetto al mercato del lavoro cui l’imrpesa si riferisce. b) La qualità dell’offerta di lavoro è omogenea c) I lavoratori operano in modo isolato sul mercato del lavoro d) I datori di lavoro e i lavoratori dispongono di informazioni perfette sul salario prevalente del mercato. La singola impresa non è in grado di influenzare il saggio di salario: l’impresa è un wage taker sul mercato del lavoro. La singola impresa si trova a fronteggiare una curva di offerta di lavoro infinitamente elastica in corrispondenza del livello di salario determinato sul mercato del lavoro. Implicazioni sulla distribuzione del reddito. La distribuzione avviene sulla base di un metodo comune alle diverse categorie di reddito. Si afferma implicitamente il principio secondo cui tutti i redditi possono in qualche modo essere assimilati a redditi da lavoro dipendente. I redditi da capitale invece costituiti dalla remunerazione di risparmio dato a prestito. Deriverebbero dal sacrificio di posporre il consumo nel tempo. La teoria neoclassica cerca di dimostrare come la quota di reddito percepita da ciascun invidividuo non sia altro che la remunerazione del suo contributo alla produzione che commisura il contributo produttivo di ogni agente economico solo alla sua produttività marginale fisica a presciendere dalla sua funzione produttiva. Offerta di lavoro nel breve periodo La teoria di base si propone di derivare una relazione fra le ore di lavoro offerte da ciascun

individuo sul mercato e il saggio di salario reale. Nel breve periodo il modello si basa sull’ipotesi di omogeneità delle forze di lavoro e di costanza nella dotazoine di capitale umano. Nel lungo periodo invece il capitale umano è variabile. Investire in capitale umano da parte degli individui significa impegnarsi in attività che vengono intraprese al fine di ottenere benefici pecuniari e non nel corso del ciclo di vita. Quindi nel lungo periodo:

  • Il saggio di salario viene a dipendere dall’ammontare di investimento in capitale umano realizzato dagli individui mentre nel breve periodo esso è dato
  • L’ammontare di capitale umano disponibile varia mentre nel breve periodo esso è dato
  • La variazione dell’ammontare di capitale umano disponibile è una fonte cruciale di flessibilità per il sistema economico. Istruzione formazione professionale esperienza abilità innata, migrazione, salute e forza fisica influenzano lo stock di capitale umano dell’individuo nonchè la qualità e produttività dei servizi di lavoro che egli offre.

3) SURPLUS DEL PRODUTTORE E SURPLUS DEL CONSUMATORE:

EFFICIENZA

DEL MERCATO.

Il concetto di surplus ci serve a quantificare il beneficio che consumatori e produttori ottengono, rispettivamente, dall’acquisto e dalla vendita di una data quantità di un bene ad un dato prezzo di un mercato. Il surplus del consumatore si definisce semplicemente come la differenza fra il prezzo che il consumatore sarebbe disposto a pagare per ottenere un certo bene e quello che realmente paga. Tale definizione presuppone che il consumatore possa avere una disponibilità a pagare per le quantità del bene che acquista superiore al loro prezzo effettivo. Il surplus del produttore è costituito proprio dalla differenza fra due fattori: il prezzo pagato al venditore e il costo da lui sostenuto. L’equilibrio concorrenziale garantisce la migliore allocazione possibilie delle risorse di un mercato, non solo in termini di efficienza ma anche in termini di benessere. L’equilibrio di concorrenza perfetta massimizza il benessere della società: con ciò intendendo la collettività dei consumatori e dei produttori. Assumendo che il benessere totale della società sia una misura affidabile del suo benessere l’equilibrio di concorrenza perfetta garantisce il massimo benessere possibile. Il criterio di efficienza paretiana sostiene che il benessere di una società è massimo quando non è possibile incrementare il beneficio di un agente senza con questo ridurre il beneficio di un altro agente. L’equilibrio concorrenziale è un ottimo paretiano. L’imposizione di un prezzo massimo determina sempre un peggioramento del benessere per la società nel suo complesso, nonostante a seconda delle elasticità di domanda e offerta possa in alcuni casi determinare dei benefici per i consumatori. È possibile che l’inefficienza generata dal controllo sui prezzi sia giustificata dalla scelta di attribuire molto valore al surplus dei consumatori o meglio di quella parte dei consumatori hce otterranno unità del bene. La dimensione effettiva della perdita secca dipende dal rapporto fra le elasticità di domanda e offerta. A volte il governo interviene per ristabilire i prezzi, la decisione di scegliere un livello minimo del prezzo, superiore a quello di equilibrio, rispecchia la volontà

4) ACCISE

Per accisa si intende una imposta sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo. Il termine deriva dal tedesco accijns, che a sua volta deriva dal latino accensare, che significa "tassare". È un tributo indiretto che colpisce singole produzioni e singoli consumi. In Italia le accise più importanti sono quelle relative ai prodotti energetici (precedentemente limitati solo agli

benzina e del gasolio, oppure al chilo come ad esempio sugli oli combustibili e del GPL. Nel caso degli spiriti, l'aliquota fiscale è rapportata al litro anidro, cioè all'unità di volume al netto dell'acqua. Ad esempio, una bottiglia da un litro di grappa a 40° contiene 1x40:100= 0,4 litri anidri, mentre il litro totale di prodotto viene detto litro idrato. Nel caso dei gas, come ad esempio il metano, l'aliquota è rapportata al metro cubo. Sull'energia elettrica il rapporto è effettuato sui chilowattora. L'accisa concorre a formare il valore dei prodotti, ciò vuol dire che l'IVA sui prodotti soggetti ad accisa grava anche sulla stessa accisa. L'armonizzazione delle accise è stato un elemento indispensabile alla corretta instaurazione del mercato unico europeo. D'altra parte, il gettito legato alle accise è fondamentale per la fiscalità interna dei singoli Stati membri, in quanto costituisce una parte cospicua delle entrate nel bilancio di ogni Paese. Pertanto, da una parte è stato necessario disciplinare il settore con norme europee applicabili su tutto il territorio dell'Unione, dall'altra è stato lasciato ampio spazio alla sussidiarietà di ogni Stato membro, dal momento che le accise concorrono tradizionalmente alla formulazione di scelte politiche, non solamente in campo tributario, ma anche nei settori industriali, energetico, sanitario, sociale, dei trasporti e dell'agricoltura. Il grande impatto di questo tipo di fiscalità si rileva considerando che essa colpisce prodotti tipici dell'agricoltura e degli usi alimentari di ogni Paese e prodotti cosiddetti energetici, impiegati nella produzione di beni e servizi di larghissimo consumo quali l'energia elettrica, il gas o i trasporti. Date le caratteristiche territoriali molto diverse che contraddistinguono i Paesi membri, non è stato possibile giungere ad un'armonizzazione completa, ossia colpire gli stessi prodotti con le stesse aliquote in tutto il territorio dell'Unione Europea, però si è proceduto ad armonizzare le strutture dei tributi nell'ambito di un regime generale valido in ogni Stato membro.

5) DIFFERENZA TRA MONOPOLIO E CONCORRENZA PERFETTA

Nei mercati concorrenziali il prezzo è uguale al ricavo medio che è uguale al ricavo marginale; nei mercati monopolistici, invece, il prezzo è uguale al ricavo medio, ma è maggiore del ricavo marginale.

  • Nei mercati concorrenziali il prezzo è uguale al costo marginale, mentre nei mercati monopolistici il prezzo è maggiore del costo marginale.
  • La quantità di equilibro in monopolio è inferiore alla quantità di equilibrio in concorrenza perfetta. Il prezzo di equilibrio in monopolio è maggiore al prezzo di equilibrio in concorrenza perfetta. In monopolio si genera una perdita secca di benessere sociale, in concorrenza invece il benessere sociale è massimizzato.
  • La discriminazione di prezzo applicata dal monopolista non è possibile sia realizzata in concorrenza perfetta, in quanto per poter praticare prezzi differenziati è necessario godere di un potere di mercato.
  • La curva di domanda per una singola impresa in concorrenza perfetta è rappresentata come una linea retta parallela all’asse delle ascisse (rappresenta un piccolo frammento di mercato), mentre per il monopolista la curva di domanda è quella di mercato e quindi è inclinata con pendenza negativa.