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Microeconomia: concorrenza monopolistica, perfetta, funzioni di produzione e costi., Appunti di Economia Politica

Una spiegazione delle differenze tra concorrenza monopolistica e concorrenza perfetta, con un'analisi delle curve di domanda, di offerta e dei costi. Vengono inoltre illustrati i concetti di funzione di produzione a rendimenti marginali costanti, costo medio variabile e costo marginale. Infine, si discute del vincolo di bilancio e dell'elasticità della domanda.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 09/11/2021

angelo0100
angelo0100 🇮🇹

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Domande di micro:
1. Illustrare le differenze tra concorrenza monopolistica e concorrenza perfetta:
La prima differenza che possiamo fare tra le due forme d mercato è nella numerosità d’agenti, nella
concorrenza monopolistica il bene è differenziato anche se minimamente dalle altre imprese così da
poter influire sul prezzo, nella concorrenza perfetta invece il prezzo è dato. In entrambe le forme di
mercato non vi sono barriere in entrata.
La curva di domanda nella concorrenza monopolis9ca è decrescente dovuto proprio al rapporto con
i prezzi; mentre nella concorrenza perfetta la curva di domanda coincide con quella del prezzo ed è
una retta perpendicolare a quella delle ascisse. L’andamento dei CMg è uguale in entrambe le forme di
mercato.
2. Illustrare le differenze esistenti tra la concorrenza monopolistica e il monopolio:
Nella concorrenza monopolistica abbiamo una pluralità di agenti che vi operano, a differenza nel
monopolio vi è un’unica impresa. In entrambe le forme di mercato abbiamo coincidenza tra le curve
di industria e di impresa che ha un andamento decrescente da sinistra vs destra.
In entrambi i casi possiamo dire che la domanda ha un tratto elastico ed uno anelastico.
La curva di domanda della concorrenza monopolis9ca è meno elastica rispetto a quella del
monopolio perché la misura con cui influiscono sul prezzo è differente.
3. Illustrare la massimizzazione del profitto dell’impresa che opera in monopolio:
Nel monopolio, per descrivere la massimizzazione del profitto, dobbiamo tenere conto
dell’andamento dei costi e dei ricavi totali.
Graficamente i RT hanno un andamento prime crescente e poi decrescente dopo aver raggiunto il
suo punto di max. Mentre i CT hanno prima incremen9 decrescen9, poi decresce e infine cresce
rapidamente.
Per max il profitto l’imprenditore prenderà in considerazione il punto in cui le due curve hanno la
stessa pendenza, che coincide con il punto di max differenza tra le due curve.
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Scarica Microeconomia: concorrenza monopolistica, perfetta, funzioni di produzione e costi. e più Appunti in PDF di Economia Politica solo su Docsity!

Domande di micro:

  1. Illustrare le differenze tra concorrenza monopolistica e concorrenza perfetta: La prima differenza che possiamo fare tra le due forme d mercato è nella numerosità d’agenti, nella concorrenza monopolistica il bene è differenziato anche se minimamente dalle altre imprese così da poter influire sul prezzo, nella concorrenza perfetta invece il prezzo è dato. In entrambe le forme di mercato non vi sono barriere in entrata. La curva di domanda nella concorrenza monopolis9ca è decrescente dovuto proprio al rapporto con i prezzi; mentre nella concorrenza perfetta la curva di domanda coincide con quella del prezzo ed è una retta perpendicolare a quella delle ascisse. L’andamento dei CMg è uguale in entrambe le forme di mercato.
  2. Illustrare le differenze esistenti tra la concorrenza monopolistica e il monopolio: Nella concorrenza monopolistica abbiamo una pluralità di agenti che vi operano, a differenza nel monopolio vi è un’unica impresa. In entrambe le forme di mercato abbiamo coincidenza tra le curve di industria e di impresa che ha un andamento decrescente da sinistra vs destra. In entrambi i casi possiamo dire che la domanda ha un tratto elastico ed uno anelastico. La curva di domanda della concorrenza monopolis9ca è meno elastica rispetto a quella del monopolio perché la misura con cui influiscono sul prezzo è differente.
  3. Illustrare la massimizzazione del profitto dell’impresa che opera in monopolio: Nel monopolio, per descrivere la massimizzazione del profitto, dobbiamo tenere conto dell’andamento dei costi e dei ricavi totali. Graficamente i RT hanno un andamento prime crescente e poi decrescente dopo aver raggiunto il suo punto di max. Mentre i CT hanno prima incremen9 decrescen9, poi decresce e infine cresce rapidamente. Per max il profitto l’imprenditore prenderà in considerazione il punto in cui le due curve hanno la stessa pendenza, che coincide con il punto di max differenza tra le due curve.
  1. Illustrare la differenza che esiste tra utilità totale e utilità marginale: L’utlità totale è il grado di soddisfazione complessiva che deriva dal consumo di un certo bene. Per utlità marginale intendiamo la variazione dell’utilità totale al variare di un’unità aggiuntiva di un certo bene. Graficamente l’utilità totale cresce fino al raggiungimento del punto di benessere e poi inizia a decrescere. Mentre l’utilità marginale decresce al crescere delle unità aggiuntive del bene, fino ad arrivare al punto di saturazione che assume valore 0, fino ad assumere valori negativi.
  2. Che cosa sono gli oligopoli? I mercati oligopolistici è caratterizzato da poche imprese ma di grandi dimensioni, il prodotto può essere di omogeneo che differenziato, e infine possono esserci o meno barriere in entrata.
  3. Definite e disegnate una funzione di produzione a rendimenti marginali del lavoro costanti: All’aumentare del lavoro L il prodotto cresce in misura uguale all’incremento del lavoro; il prodotto marginale è costante.
  4. In un mercato concorrenziale che cosa succede se in corrispondenza di un dato prezzo la quantità di offerta di un bene è inferiore alla quantità domandata? L’eccesso di domanda positivo. Vi è un rialzo del prezzo, con il rialzo c’è una riduzione indiretta della domanda. Avviene un aumento dell’offerta. Si arriva a una nuova situazione di equilibrio.
  5. Che cosa sono i beni inferiori e i beni normali? I beni inferiori sono beni economici la cui domanda si riduce all'aumentare del reddito del consumatore. Un bene inferiore è generalmente caratterizzato da un prezzo molto basso e da una qualità molto inferiore rispetto ad altri beni sos9tui9. Al crescere del reddito il consumo dei beni inferiori si riduce in quanto l'effetto di reddito positivo consente al consumatore di modificare le

variazione del rapporto dei prezzi p2/p1 muta la pendenza del vincolo di bilancio e l’intercetta sull’asse delle ascisse e delle ordinate.

  1. Illustrare la massimizzazione del profitto dell’impresa che opera in concorrenza perfetta: La massimizzazione del profitto è l’obiettivo principale di un’impresa che opera in concorrenza perfetta. Graficamente la situazione di massimizzazione del prodotto si può rappresentare tenendo conto dell’andamento dei costi medi e marginali e del RMg. Vedremo che nel primo tratto di unità prodotte, il CMg è minore rispetto al RMg. L’impresa tiene conto dei CMg e dei RMg in quanto nello stabilire la giusta quantità da produrre tiene conto dell’ultima unità aggiuntiva, e quindi di quanto gli è constata rispetto al ricavo aggiuntivo. Se avremo i CMg inferiori ai RMg significa che se aumentiamo la produzione di un’unità aggiuntiva si potrebbe ricavare di più; per questo conviene aumentare la produzione. Al contrario se i CMg sono maggiori dei RMg significa che l’ultima unità di prodotto è costata di più di quanto si abbia ricavato, per questo converrebbe produrre meno. Ripetendo più volte questo processo si arriva ad un punto di equilibrio, in cui non conviene ne aumentare ne ridurre la produzione. In corrispondenza del punto di equilibrio avremo la giusta quantità da produrre per massimizzare il profitto.
  2. Discutere l’andamento delle funzioni del ricavo medio e marginale per un’impresa che opera in regime di monopolio: In un’impresa che opera in regime di monopolio, avremo il seguente andamento del ricavo medio e marginale. Il ricavo medio e il ricavo marginale hanno lo stesso punto di origine, ma la curva di RMg si annulla nel punto in cui questa interseca l’asse delle ascisse. In questo stesso punto avremo in corrispondenza il punto di massimo del RT. La re>a di RMe descrive anche l’andamento della domanda. a tal proposito possiamo osservare che nel tratto precedente al punto di massimo del RT abbiamo una domanda elastica, dove la variazione della quantità domanda è maggiore della variazione del prezzo; mentre nel tratto successivo al punto di massimo avremo una domanda anelastica, dove la variazione della quantità domandata è minore

rispetto alla variazione del prezzo. Esattamente dal centro di questa curva di domanda abbiamo un punto di stazionamento dove la domanda sarà appunto stazionaria e quindi la variazione della quan9tà sarà compensata in maniera uguale dalla variazione del prezzo.

  1. Che cos’è l’elasticità della domanda rispetto al prezzo e come si calcola: L’elasticità della domanda rappresenta la sensibilità di quest’ul9ma ad una variazione del prezzo o ad una qualsiasi altra variabile indipendente. L’elasticità della domanda rispetto al prezzo ci consente di misurare l’intensità con cui la domanda e l’offerta variano al variare del livello del prezzo. Ad un aumento del prezzo si presenta una contrazione della domanda, la quale conseguentemente fa variare anche la curva graficamente. L’inclinazione di quest’ultima misura il rapporto tra la variazione della quantità domandata e la variazione del prezzo. La curva della domanda può essere quindi più o meno reattiva alle variazioni del prezzo. Potrà esserci quindi una curva di domanda elastica quando la domanda risponde reattivamente alle variazioni del prezzo, viceversa, si avrà una domanda anelastica quando la domanda cioè quando la quantità domandata è poco influenzata dalle variazioni del prezzo, c’è poi la domanda rigida, vale a dire che non varia al variare del prezzo. Il consumatore in quest’ultimo caso acquista la stessa quantità di bene sia con un prezzo alto che con uno più moderato. Ed infine abbiamo la domanda perfettamente elastica. Quest’ul9ma ha un grado di sensibilità altissimo, infatti ad un minimo cambiamento del prezzo il consumatore cambia la sua idea di acquisto.
  2. Illustrare gli assiomi sulle preferenze del consumatore: Gli assiomi sulle preferenze del consumatore sono tre. Il primo è della non sazietà, che ci dice che dato al consumatore due panieri di beni di cui uno con una quantità maggiore, il consumatore sceglierà sempre il paniere di beni che ha una quantità maggiore. Il secondo è della transitività, ci dice che se il consumatore preferisce un determinato paniere ad un altro e quest’ultimo a un terzo paniere allora dovrà necessariamente preferire il primo paniere all’ultimo.

aumenta in misura crescente, quindi in questo caso il PMg è anch’esso crescente. L’ultimo caso ci fa notare che all’aumentare dell’impiego del fattore lavoro la quantità prodotta aumenta ma in misura via via più rido>a. In questo caso il PMg è decrescente.

  1. Che cosa sono le curve di isocosto? Le curve di isocosto rappresentano tutte le combinazioni di due fattori produttivi (K,L)in corrispondenza delle quali vi è un identico livello di spesa. Graficamente la curva di isocosto ha un andamento decrescente, dovuto dal fatto che all’aumentare di un fattore produttivo si riduce la quantità dell’altro. Le curve di isocosto possono essere modificate per diversi fattori. Se aumenta il costo totale ma i prezzi di entrambi i beni restano invariate, la curva di isocosto traslerà parallelamente alla precedente senza modificare la pendenza. Nel caso in cui i prezzi dei beni subiscono delle variazioni, la curva di isocosto subirà una variazione della pendenza a seconda se aumenta o diminuisce il prezzo di un solo bene o di entrambi.
  2. Che cos’è il saggio marginale di sostituzione? Il SMS misura quante unità di un bene il consumatore è disposto a cedere pur di ottenere una quantità maggiore di un altro bene. Il SMS misura la pendenza delle curve d’indifferenza; man mano che ci spostiamo lungo il SMS avremo un’unità aggiuntiva di un bene e un’unità in meno dell’altro. Ciò accade per poter bilanciare il paniere.
  3. Come si costruisce la funzione di offerta della singola impresa che opera in concorrenza? La funzione d’offerta della singola impresa che opera in concorrenza perfetta, è data dall’andamento che assume la propria funzione di CMg. Il tratto crescente di questa funzione costituisce la funzione d’offerta; all’aumentare del prezzo ci muoveremo lungo il tratto crescente del CMg.
  4. Illustrare la massimizzazione del profitto dell’impresa che opera in concorrenza monopolistica nel lungo periodo:

Nel breve periodo l’impresa di concorrenza monopolistica ha ottenuto degli extraprofitti così che nel lungo periodo ha invogliato altre imprese ad entrarne a far parte. Con l’entrata di queste nuove imprese, quelle che già operavano nel mercato e avevano ottenuto degli extraprofitti vedranno il ridursi della propria domanda. Il CTMe e i CMg sono invariati, mentre man mano che la domanda si riduce, anche l’area di precedente extraprofitto si assotiglia fino ad annullarsi. Arriveremo al punto in cui i CTMe sono tangenti alla domanda; in questo caso avremo l’uguaglianza tra area del RT e CT.

  1. Illustrare e disegnare le curve prezzo-consumo e reddito consumo: Prendendo in considerazione il singolo consumatore è possibile dimostrare che quando vi sono delle variazioni dei prezzi di uno dei due beni determinano variazioni nella quantità acquistata di entrambi i beni in relazione al fatto che: se aumenta la quan9tà domandata del bene il cui prezzo di è ridotto, analogamente andrà a diminuire la domanda del bene il cui prezzo è aumentato. Se ipo9zziamo quindi che vi sia una variazione del prezzo del bene 1 e resta invariato quello del bene 2 e il reddito, si avranno tante soluzioni di equilibrio. Se facciamo passare attraverso questi punti una linea, otterremo la linea prezzo-consumo. Questa descrive le combinazioni dei due beni che massimizzano l’utilità quando varia il prezzo di uno dei due beni. Dato il prezzo dei beni, il consumatore dovrà tener conto nelle proprie scelte del reddito di cui dispone, quindi ad un eventuale aumento del reddito corrisponde un allentamento del vincolo di bilancio, ovvero un aumento del potere di acquisto. Se si considerano quindi diversi livelli di reddito si ottengono diverse soluzioni di equilibrio man mano più distante dall’origine degli assi. Se si fa passare una linea attraverso questo punto otteniamo la linea reddito-consumo. In ognuno dei punti della linea RC il consumatore massimizza la sua soddisfazione.
  2. Nell’ambito della teoria dell’impresa, che cosa si intende per breve e lungo periodo? Il breve periodo è una espressione utilizzata in ambito economico per indicare un periodo temporale da pochi mesi ad un anno. Nel breve periodo l'impresa non può modificare la propria capacità produttiva, può soltanto agire sulla quantità della produzione aumentando l'intensità dell'impiego dei fattori produttivi (lavoro, materie prime) a parità di capacità produttiva. Per ampliare gli impianti
  1. Definire la massimizzazione dell’utilità del consumatore. Quali sono le condizioni affinché questa si verifichi? Illustrare graficamente: Il consumatore razionale sceglierà la combinazione di beni che gli apporta il maggior grado di soddisfacimento, quindi il paniere di beni che si trova sulla curva di indifferenza più distante dall’origine degli assi. Ma nel compiere la sua scelta il consumatore deve tener conto del suo reddito e quindi del vincolo di bilancio. Quindi il consumatore razionale sceglierà il paniere di beni che gli dal maggior grado di soddisfacimento, ma che rientra nel suo vincolo. Ricordiamo che tutti i beni che si trovano al di sopra del vincolo non sono accessibili al consumatore, quelli al di sotto sono accessibili, ma dato il suo reddito potrebbe anche fare scelte migliori. Quindi tutti i beni che si trovano sulla re>a di bilancio sono la scelta o[male del consumatore. Possiamo dire quindi che mettendo a grafico la retta di bilancio e le curve di indifferenza, avremo la massimizzazione dell’utilità del consumatore nella situazione in cui la curva di indifferenza è tangente alla retta di bilancio.
  2. Discutere l’andamento della funzione del ricavo totale di un’impresa che opera in regime di monopolio: Il RT in un’impresa monopolista ha un andamento a parabola concava. Parte da 0 in quanto a quanità zero non abbiamo RT, poi inizia a crescere fino ad arrivare ad un punto di massimo. Questo tratto del RT è crescente perché corrisponde al tratto elastico della domanda dove, abbiamo una produzione fiorente e anche dei RT o[mali. Dopo il punto di massimo i RT iniziano a decrescere, questo perché ad un prezzo pari a 0 i RT non ci sono. Nel tratto esattamente successivo al punto di max dei RT abbiamo una curva di domanda anelastica. Nel punto di massimo dei RT abbiamo una domanda stazionaria dove, la variazione del prezzo e della quantità si equilibrano.
  3. Disegnare e commentare l’andamento del costo fisso e del costo medio fisso: Il costo fisso è la componente del costo totale che non varia al variare della quantità di produzione. Graficamente è una retta parallela all’asse delle ascisse perché i CF non variano al variare della produzione. Il costo medio fisso misura quanto influisce mediamente il CF sulla produzione. Graficamente si presentano come una funzione matematica decrescente rispetto alla produzione.
  1. Discutere l’andamento delle funzioni del ricavo medio e marginale per un’impresa che opera in concorrenza perfetta: Il RMg si ottiene dalla variazione del RT/variazione della Q. Al variare della Q il RMg è costante. Il RMe è il ricavo ottenuto di una singola unità, ed è dato dal rapporto tra RT e Q. In un’impresa di concorrenza perfetta il RMe, il RMg e il prezzo si eguagliano tra di loro. Ciò accade in quanto nella concorrenza perfetta il prezzo è una variabile indipendentemente dalle quan9tà di produzione/vendita del bene. In altri termini, in concorrenza perfetta l'impresa è price taker. Graficamente, il RMg ha un andamento parallelo all’asse delle ascisse, nonché stesso andamento del prezzo e del RMe.
  2. Spiegare la differenza concettuale tra il costo marginale e il costo variabile: Il costo variabile è la componente del CT che varia al variare della produzione. Questo ha un andamento crescente da sinistra vs destra, e parte dall’origine degli assi. Il CMg è la variazione del CT che deriva dalla produzione di un’unità aggiuntiva di prodotto. Graficamente ha un andamento prima decrescente, raggiunge un punto di minimo e poi inizia a crescere rapidamente.
  3. Per quale motivo ad un’impresa che si trova in perdita conviene comunque produrre se il prezzo di mercato è maggiore del costo medio variabile? Supponiamo che abbiamo una condizione di equilibrio, osserviamo che con una riduzione del prezzo questo cambia. Nel punto di equilibrio che si è formato in seguito alla variazione del prezzo, avremo i CTMe maggiori dei RT, quindi ci troviamo nella situazione in cui l’impresa realizza un’area di perdita. In questa situazione l’impresa presa in esame non le conviene cessare la produzione perché andrebbe ad avere perdite maggiori. Essendo un equilibrio di breve periodo, l’impresa potrà continuare a produrre e apportare necessarie modifiche con una successiva variazione del prezzo. 32.. Illustrare il caso di una funzione di domanda infinitamente elastica al prezzo: La reattività è massima. Qualsiasi piccola variazione di p provoca una grossa risposta della Q domandata. La domanda è una retta orizzontale. In questo caso la domanda è perfettamente o infinitamente elastica.