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risposte alle domande dell'esame di geografia umana.
Tipologia: Prove d'esame
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1. Parlare delle incisioni rupestri e altri sistemi di rappresentazione del mondo nella preistoria Le incisioni rupestri nascono verso la fine del paleolitico, costituiscono i primi documenti che ci informano della Necessità degli esseri umani di: Delimitare lo spazio e di Rappresentare il loro spazio di vita. Sono immagini di animali e uomini in movimento che servivano, probabilmente, come rito propiziatorio per la caccia. le rappresentazioni sono molto realistiche, e, nonostante la forte stilizzazione, ancora oggi si possono riconoscere gli animali dipinti.
conosciuto per misurare la longitudide Ripartizione del mondo consciuto in tre parti: •Europa •Asia (grazie alle conquiste di Alessandro Magno) •Libia Si nota un forte incremento delle aree ecumeniche
9. Che cosa è lo gnomone? Lo gnomone è un banale bastone piantato verticalmente in un terreno perfettamente pianeggiante, Studiando l'ombra che si genera si possono seguire i movimenti del Sole. Durante il giorno, il momento in cui l'ombra è più corta corrisponde a mezzogiorno. Lo gnomone permette di seguire anche il cambio delle stagioni: il giorno in cui a mezzogiorno l'ombra è più corta è il solstizio d'estate; sei mesi dopo, l'ombra a mezzogiorno è la più lunga ed è il solstizio d'inverno. Infine si può stabilire in ogni momento l'altezza del Sole, ossia l'angolo ί che i suoi raggi formano con la linea dell'orizzonte, confrontando semplicemente la lunghezza del bastone AH con la sua ombra BH. 10. Parlare delle rappresentazioni del mondo di Ipparco da Nicea Ipparco critica il metodo di Eratostene: in realtà lo perfeziona. Utilizza il metodo asronomico per fare il punto (la latitudine) e la differenza d’ora per la longitudine (grazie allo studio delle eclissi di luna) Definisce il reticolato geografico della Terra a partire da linee disegnate ad eguale distanza fra di loro. Definisce i fondamenti dei sistemi moderni per il calcolo delle coordinate geografiche (ancora le stesse oggi) Definisce, o in ogni caso ne è stato il primo redattore, le tavole trigonometriche 11. Parlare delle rappresentazioni del mondo di Posidonio Da una ricostruzione eseguita da Petrus Bertius nel 1630, del mondo così come era concepito dal filosofo greco Posidonio, si può notare che la Terra aveva una forma lenticolare. 12. Parlare delle rappresentazioni del mondo di Strabone Questa illustrazione ci dà una ricostruzione moderna del mondo visto dal filosofo greco Strabone, vissuto a cavallo dell'inizio della nostra Era. Egli aveva scritto il suo famoso trattato Geographia, basandosi sui resoconti dei viaggi compiuti da tanti esploratori, suoi predecessori e contemporanei. 13. Parlare delle rappresentazioni del mondo di Tolomeo Il mappamondo di Tolomeo utilizza, migliorandole nel contempo, il principio di Ipparco da Nicea. Comprende la difficoltà di rappresentare una superficie sferica su di una superficie piana, Anche se Ipparco aveva già inventato il principio della proiezione geografica, disegna con precisione la prima proiezione tronco-conica. **14. Il principio del mappamondo di Tolomeo guarda domanda 13
metà destra dell'ultimo vennero incollate su una pergamena. Le pagine misurano ca. 65x cm per un totale di 65x300 cm
27. Vinland Map: le scoperte dei Vichinghi Essa rappresenta tutta l'ecumene nel XV secolo: oltre ad includere Europa, Asia e Africa, rappresenta anche Islanda, Groenlandia e più ad ovest, una terra denominata Vinilanda Insula ("isola di Vinland"), con un'iscrizione che parla della sua scoperta da parte dei Vichinghi nell'XI secolo Nel 1957 il trattato e la mappa furono offerti al British Museum che dopo averli esaminati rinunciò ad acquistarli perché la loro provenienza non era documentata e la rilegatura era recente, il che faceva sospettare che i due documenti non fossero originariamente uniti insieme. Inoltre la Relazione Tartara era sconosciuta e non vi era certezza della sua autenticità; i dubbi su di essa vennero fugati solo nel 2004 quando ne venne scoperta un'altra copia a Lucerna, in Svizzera
rotta). Essa è diventata la proiezione cartografica più usata per le carte nautiche per la sua proprietà di rappresentare linee di costante angolo di rotta (linee lossodromiche) con segmenti rettilinei.
36. La scuola francese di cartografia (in generale) Con la decadenza della scuola olandese e italiana, in Europa si affermò quella francese: • Il primo e più conosciuto fu Nicolas Sanson (nuove proiezioni, nuovi atlanti). Utilizzò perfezionandolo il metodo trigonometrico per la misura indiretta delle distanze e di ricerca delle posizioni: nascita del rilevamento geodeticotopografico •Picard: eseguì a fine ‘600 la prima misurazione esatta del grado di meridiano •Famiglia Cassini, costituita da generazioni di matematici e topografi. Nel ‘600 rilevarono l’intera Francia e costruirono la Carta di Francia in 182 fogli: la prima carta topografica moderna 37. La scuola francese di cartografia: la famiglia Cassini La famiglia Cassini è costituita da generazioni di matematici e topografi. Nel ‘600 rilevarono l’intera Francia e costruirono la Carta di Francia in 182 fogli: la prima carta topografica moderna 38. La scuola francese di cartografia: Nicolas Sanson Utilizzò perfezionandolo il metodo trigonometrico per la misura indiretta delle distanze e di ricerca delle posizioni: nascita del rilevamento geodeticotopografico 39. La scuola francese di cartografia: Delisle Delisle eliminò ciò che restava della tradizione tolemaica, come l’eccessiva lunghezza del Mediterraneo. Scomparvero con lui allegorie e rappresentazioni figurate i contorni incerti e le aree inesplorate furono lasciate in bianco 40. La scuola francese di cartografia: Bourguignon D’Anville Perfezionò la riforma di Delisle, Ebbe così fine la cartografia empirica e si affermò la cartografia scientifica: •base geodetica (determinazione astronomica della posizione dei punti fondamentali), •triangolazione, •proiezioni geografiche. 41. La prima carta topografica di Francia La prima carta topografica scientifica (costruita con l’uso dei principi geometrici) È quella di Cassini pubblicata nel 1746. La carta rappresenta il territorio francese in 18 fogli. 42. Definizione di carta geografica La carta geografica è una rappresentazione in piano, ridotta, simbolica e approssimata di una parte o di tutta la superficie terrestre. La carta geografica è quindi un disegno composto di punti, linee e segni speciali convenzionali che debbono trovarsi: oIn rapporti di giacitura simili a quelli che hanno nella realtà gli oggetti con essi rappresentati Per trovare i rapporti di giacitura la cartografia si serve di particolari linee di riferimento (meridiani e paralleli) per mezzo delle quali si può costruire la carta con precisione 43. Perché una carta geografica è “ridotta”? Perchè Non è né possibile né utile mantenere sulla carta le distanze e le superfici reali •E’ necessario allora che vengano ridotte mantenendo un rapporto stabilito fra le lunghezze sul disegno e quelle corrispondenti sul terreno Questo rapporto prende il nome di scala geografica 44. Perché una carta geografica è “approssimata”? Perchè Non essendo possibile riportare la superficie della sfera sul piano, ogni rappresentazione della superficie sferica deve essere necessariamente più o meno deformata, anche se si usano particolari accorgimenti per limitarne le deformazioni: Le proiezioni geografiche
51. La classificazione delle carte geografiche: le carte topografiche le carte topografiche da “topos” = luogo esse rappresentano con molta precisione piccoli tratti della superficie terrestre di cui si raffigurano rilievo, idrografia, centri abitati, strade, singole costruzioni, vegetazione, ecc. 52. La classificazione delle carte geografiche: le carte corografiche carte corografiche da “chora” = regione Esse servono a rappresentare con molti particolari una regione abbastanza ampia della superficie terrestre 53. La classificazione delle carte geografiche: le carte geografiche propriamente dette carte geografiche sono carte generali in cui viene raffigurata una porzione più estesa del globo 54. La classificazione delle carte geografiche: i mappamondi le carte geografiche che rappresentano l’intera superficie terrestre nei suoi tratti generali sono i cosiddetti MAPPAMONDI (= carte del mondo) che si distinguono in: •planisferi: se la figura della Terra è contenuta in un solo disegno •planiglobi: se la figura della Terra è rappresentata in due emisferi separati 55. Le carte geografiche rilevate e derivate Le carte geografiche possono essere: •rilevate, se costruite e disegnate con misure ed osservazioni eseguite sul terreno come sono le piante, le mappe e le carte topografiche (a grande scala)
60. I simboli cartografici planimetrici I simboli cartografici planimetrici Si possono suddividere in 5 gruppi: 1- Segni convenzionali relativi all’IDROGRAFIA (coste, laghi, lagune, stagni, saline, fiumi, torrenti, canali, letti asciutti,a acquedotti, impianti idroelettrici, ecc.) 2- Segni convenzionali relativi alle VIE DI COMUNICAZIONE (strade rotabili, mulattiere, ferrovie, tranvie, teleferiche, ecc.) che comprendono anche i simboli dei passaggi dei corsi d’acqua o le accidentalità del terreno (ponti di qualsiasi tipo, viadotti, guadi, ecc.) 3- Segni convenzionali riguardanti i FABBRICATI e le opere stabili in genere (case, chiese, cimiteri, fontane, mulini, opifici, ecc.) 4- Segni convenzionali per i TIPI DI VEGETAZIONE (boschi di vario tipo, macchie, campi, piantagioni, prati, risaie, giardini, vigneti, oliveti, ecc.) 4- Segni convenzionali per i TIPI DI VEGETAZIONE (boschi di vario tipo, macchie, campi, piantagioni, prati, risaie, giardini, vigneti, oliveti, ecc.) 61. I simboli cartografici: l’altimetria La rappresentazione del rilievo sulle carte è cominciata in maniera sistematica solo nell’800, data la difficoltà a misurare e rappresentare i dislivelli. Ancora nel XVII secolo le montagne si indicavano con disegni di gobbe allineate, definite tecnicamente MUCCHI DI TALPA che non davano neppure l’idea della loro effettiva distribuzione, RILIEVO A BRUCO O MILLEPIEDI Perché le catene montuose venivano indicate da due serie opposte e parallele di trattini a spina di pesce in modo da lasciare una striscia bianca centrale (rappresentante la linea di cresta), cioè l’asse della catena Con tale tipo di rappresentazione si poteva dare solo un’idea della direzione delle catene montuose. Ancora oggi si usa, in particolare negli atlanti scolastici, un sistema simile: IL TRATTO FORTE In cui le catene montuose sono indicate con grosse linee ed alcune quote significative. 62. I simboli cartografici: l’altimetria e le isoipse Le isoipse sono linee che congiungono i punti posti ad eguale altitudine sul livello del mare Si può immaginare che queste curve risultino dalle intersezioni col rilievo di piani paralleli al livello del mare ed equidistanti tra di loro. Le isoipse sono tanto più vicine tra loro quanto maggiore è l’inclinazione del pendio Inoltre le isoipse sono sempre perpendicolari alla linea di massima pendenza Quando il rilievo ha pareti verticali (dirupi, precipizi, coste a ripa) non si può rappresentare con le isoipse perché queste si sovrapporrebbero. Si usano quindi il TRATTEGGIO o lo SFUMO 63. I simboli cartografici: le tecniche di restituzione del rilievo Le isoipse non fanno risaltare a colpo d’occhio le caratteristiche del rilievo. Insieme ad esse si usa, in molte carte topografiche e geografiche, il TRATTEGGIO o lo SFUMO Nelle carte geografiche, per non confondere il disegno, si usano solo poche curve di livello Per mettere in evidenza le differenze di livello e dare maggiore risalto alla rappresentazione si distinguono con colori o tratti diversi le varie ZONE ALTIMETRICHE Per esempio la zona tra 0 e 200 m si può indicare con il verde, quella tra i 200 e i 500 con il giallo chiaro, quella tra 500 e 1000 m con l’avana e così via sino ad arrivare al marrone ed al rosso (o nero) per le zone più elevate Le variazione cromatiche variano a seconda degli autori e si possono sostituire con nero, grigio, tratteggi e punteggiati Anche per la rappresentazione del fondo del mare e dei laghi si usano insieme alle isobate le tinte isometriche che sono in questo caso gradazioni di azzurro, tanto più intenso quanto maggiore è la profondità 64. I simboli cartografici: le scritture Le scritture rappresentano il naturale completamento della carta topografica, perché consentono di associare una nomenclatura specifica ai diversi fenomeni raffigurati: 1. esse
definita "la più piccola arena in cui la vita è vissuta". Le mappe di comunità A diventare luogo deputato di precise attenzioni è allora solo quel territorio che ha un significato particolare proprio per noi, quello di cui abbiamo personale conoscenza, nei riguardi del quale ci sentiamo fedeli, protettivi e attenti, quello di cui abbiamo misura e che, in qualche modo, esercita su di noi la capacità di modellarci. Un esempio è la Mappa elettronica interattiva della Vallesanta realizzata dal Servizio Cred della Comunità Montana del Casentino con il contributo del Parco Nazionale delle Foreste Casenetinesi e dell'Associazione Ecomuseo della Vallesanta.
69. Cartografia immaginaria. Si può cartografare l’immaginario? Da sempre la letteratura ha squadernato mappe di nuovi mondi, paesaggi immaginari o reali anche se mai visti, srotolato davanti a noi tappeti su cui erano intessute le vie del mondo. La risposta parrebbe semplice. Certo che si può fare. Ne danno prova antiche carte e pergamene, mosaici e affreschi, portolani allegati a racconti fantastici e d’avventura.
70.Cosa sono le città primate e perché sono così importanti nei Paesi in via di sviluppo? In alcuni Paesi, soprattutto quelli caratterizzati da economie complesse e una lunga storia urbana, la gerarchia relativa alle dimensioni delle città è sintetizzata dalla legge rango-dimensione. Secondo questa regola, la città che occupa il posto n per grandezza all’interno di un sistema nazionale di città, avrà dimensioni pari a 1/n di quelle delle città più grandi. In altri termini, il secondo insediamento in ordine di grandezza sarà equivalente alla metà di quello più grande, quello al decimo posto avrà dimensioni pari a 1/10 rispetto alla città collocata al primo posto. La possibilità di ordinare le città secondo il rango-dimensione è meno applicabile a paesi caratterizzati da economie poco sviluppate, o a quelli nei quali il sistema di città è dominato da una città, ovvero una città le cui dimensioni sono molto più del doppio di quelle della città al secondo posto nella graduatoria; è il caso per esempio della Francia, in cui Parigi rappresenta un esempio di città primate dominante. 71.Che cosa si intende con il termine cultura? (come si trasmette una cultura, incidenza sull’individuo dell’acquisizione di aspetti culturali) la cultura rappresenta il complesso di modelli comportamentali, conoscenze, adattamenti e sistemi sociali peculiari, nel quale si sintetizza il modo di vivere acquisito da un gruppo di individui. essa è un’intricata rete di comportamenti e modi di pensare che si modificano nel tempo, infatti, si trasforma costantemente attraverso l’interazione con culture differenti, l’acquisizione di nuovi gusti, idee e norme comportamentali o la dismissione di vecchi. infine La cultura viene trasmessa alle generazioni successive tramite imitazione e istruzione, quindi, la cultura non è biologica ma viene appresa. 72.In che modo le isoglosse e la geografia linguistica contribuiscono alla studio della geografia umana? La geografia linguistica è una corrente della linguistica che si occupa di studiare l’estensione nello spazio di fenomeni linguistiche la loro distribuzione geografica. Un’area geografica caratterizzata dalla presenza di uno stesso fenomeno linguistico è chiamata isoglossa: con questo termine si definisce la linea immaginaria che delimita questa area.
73.Le differenze tra determinismo ambientale e possibilismo. I geografi hanno da tempo respinto come limitate dal punto di vista concettuale e non valide dal punto di vista empirico le idee del determinismo ambientale, ossia della teoria nata nel XIX secolo, secondo la quale l'ambiente fisico da solo plasma gli esseri umani, le loro azioni e il loro pensiero. I soli fattori ambientali, infatti, non possono giustificare le varianti culturali che si producono nel mondo. I livelli di tecnologia, i differenti sistemi organizzativi e i valori culturali ed etici propri delle singole società non hanno relazioni scontate con le circostanze ambientali. Secondo la teoria del possibilismo geografico, invece, - scuola di pensiero opposta al determinismo nata negli anni a cavallo tra il XIX e XX secolo - sono gli individui, non gli ambienti in sé, a rappresentare le forze dinamiche dello sviluppo culturale. La natura non esprime dunque solamente dei vincoli, ma offre varie possibilità di occupazione del territorio e di utilizzazione delle risorse fisiche.
74.Quali sono le componenti o sottosistemi del sistema tripartito della cultura Leslie White è l’antropologo che definì la cultura una struttura tripartita composta da sottosistemi ai quali egli attribuì i nomi di ideologico, tecnologico e sociologico. Il sottosistema ideologico è composto da idee, credenze e conoscenze di una cultura e dalle modalità secondo le quali esse trovano espressione in discorsi o in altre forme di comunicazione. Le mitologie e le teologie, la leggenda, la letteratura, la filosofia e la saggezza popolare fanno parte di questa categoria. Il sottosistema tecnologico è composto dagli oggetti materiali (e dalle tecniche per l'utilizzo degli stessi) grazie ai quali gli individui sono in grado di vivere. Gli oggetti sono gli utensili e gli altri strumenti che consentono di nutrirsi, vestirsi, ripararsi, difendersi, muoversi e svagarsi. Il sottosistema sociologico di una cultura è la somma dei modelli attesi e accettati di relazioni interpersonali, che sfociano nelle associazioni economiche, politiche, militari, religiose, di parentela e altre. Tali prodotti sociali definiscono l'organizzazione sociale di una cultura: regolano il modo in cui il singolo si colloca rispetto al gruppo, sia che quest'ultimo sia rappresentato dalla famiglia, dalla chiesa o dallo Stato. 75.Cosa si intende per controurbanizzazione? La controurbanizzazione è un fenomeno che ha avuto origine in Italia negli anni 80, consiste nello spopolamento delle città da parte di masse di popolazione che si insedia nei comuni limitrofi alla città. Le cause di questo evento sono varie, da una parte la ricerca di migliori qualità di vita anche se nei comuni limitrofi alla città i servizi sono molto scarsi. Chi ha fatto questa scelta si trova costretto a trascorrere molto del suo tempo negli spostamenti. 76.Cosa si intende per domesticazione di piante a animali (quando è avvenuta, che effetto produsse sugli esseri umani) La popolazione di cacciatori- raccoglitori crebbe notevolmente, gli individui si ritrovarono così a sperimentare l’addomesticazione degli animali e delle piante. In alcuni casi attribuirono anche significati religiosi al rapporto tra esseri umani ed animali. Le donne in particolare procedendo con la coltivazione delle piante le studiarono anche da un punto di vista medico.
80.Le differenze tra determinismo ambientale e possibilismo. I geografi hanno da tempo respinto come limitate dal punto di vista concettuale e non valide dal punto di vista empirico le idee del determinismo ambientale, ossia della teoria nata nel XIX secolo, secondo la quale l'ambiente fisico da solo plasma gli esseri umani, le loro azioni e il loro pensiero. Il determinismo ambientale I soli fattori ambientali non possono giustificare le varianti culturali che si producono nel mondo. I livelli di tecnologia, i differenti sistemi organizzativi e i valori culturali ed etici propri delle singole società non hanno relazioni scontate con le circostanze ambientali. L'ambiente pone determinati limiti all'utilizzo del territorio da parte dell'uomo, ma questi limiti non devono essere considerati assoluti, bensì legati alle tecnologie disponibili, alle considerazioni sui costi necessari per modificare l'ambiente, alle differenti aspirazioni nazionali e ai legami con il resto del mondo: non si tratta dunque di circostanze insite nel territorio. Il possibilismo geografico Secondo la teoria del possibilismo geografico - scuola di pensiero opposta al determinismo nata negli anni a cavallo tra il XIX e XX secolo - sono gli individui, non gli ambienti in sé, a rappresentare le forze dinamiche dello sviluppo culturale. La natura non esprime dunque solamente dei vincoli, ma offre varie possibilità di occupazione del territorio e di utilizzazione delle risorse fisiche 81.Quali sono le componenti o sottosistemi del sistema tripartito della cultura vedi domanda 74 82.Quali sono le caratteristiche distintive e i problemi delle industrie primarie non agricole? Le industrie primarie non agricole si basano su materie prime (es caccia, pesca, sevicoltura), queste risorse possono essere rinnovabili attraverso processi naturali o non rinnovabili. Il problema principale avviene quando si sfruttano eccessivamente queste risorse, perchè si finisce così con l’esaurirle. 83.Cosa si intende per interazione spaziale? (le tre condizioni che governano tutte le forme di interazione spaziale) Con interazione spaziale si indica il movimento di popoli, idee e beni all’interno delle aree geografiche. le tre condizioni che governano le forme di interazione spaziale sono: ● la complementarietà che implica un’offerta locale di un prodotto, per il quale altrove esiste una domanda effettiva ● la trasferibilità che esprime i costi del trasporto dalla fonte dell’offerta al luogo della domanda ● un’opportunità interposta fa ridurre i flussi di beni tra due punti, presentando fonti più vicine o convenienti.
84.Che cosa si intende per agricoltura commerciale? Quando prevalgono le condizioni di libero mercato, la coltura (o l'insieme di colture e allevamento) prodotta da singoli agricoltori a fini commerciali è il risultato di una valutazione delle possibilità di profitto. I coltivatori devono preventivare i prezzi, valutare i rischi connessi alle condizioni del terreno e del clima. Bisogna poi considerare i costi di produzione (combustibile, fertilizzante, macchinari, lavoro). 85.Quali sono le ragioni che spingono alla migrazione? Le condizioni negative del luogo di origine che incoraggiano la decisione di migrare prendono il nome di fattori di spinta. Fra essi si possono annoverare la disoccupazione, la
mancanza di opportunità professionali, il sovraffollamento o lo sgombro dei quartieri degradati, oltre alla povertà, alla guerra e alla fame. 86.Come si classificano le attività economiche Le attività economiche si distinguono in: ➢ attività primarie sono quelle attività che raccolgono o estraggono qualcosa dalla terra o dal mare. Si collocano all’inizio del ciclo produttivo, nel quale gli esseri umani sono in più stretto contatto con le risorse e le potenzialità dell’ambiente. Tali attività implicano la produzione di generi alimentari di base e di materie prime: esempi tipici sono la caccia e la raccolta, la pastorizia, l’agricoltura, la pastorizia, l’agricoltura, la pesca, la selvicoltura, l’estrazione mineraria e le cave. ➢ attività secondarie sono quelle che aggiungono valore ai materiali, modificandone la forma o combinandoli, per creare prodotti più utili, e dunque di maggiore valore. esempi di tale attività sono la fusione del rame, la siderurgia e la produzione di automobili ➢ attività terziarie consistono in quelle occupazioni e specializzazioni lavorative che forniscono servizi ai settori primario e secondario e beni e servizi alla comunità in genere e all’individuo. ➢ settore quaternario indica una quarta classe di attività economiche interamente composta dai servizi resi da professionisti impegnati nel campo dell’istruzione, del governo, della gestione, dei processi informativi e della ricerca. 87.Cos’è un bacino migratorio? Definizione e riflessione su un flusso migratorio storico Un bacino migratorio indica il luogo in cui si sono registrate o si registrano ancora un gran numero di immigrazioni. Le persone infatti, sono spinte da diversi fattori (economici, familiari, politici, religiosi) ad emigrare in cerca di condizioni di vita migliori; per questo motivo, scelgono la meta che a loro può sembrare più adatta ai loro scopi. Gli italiani ad esempio, dal XIX secolo fino ad oggi, scelgono come “bacino migratorio”, quindi come meta di emigrazione preferita, la Svizzera. Questa sembra la meta migliore per soddisfare i propri bisogni economici e lavorativi. O ancora, gli stessi italiani preferiscono emigrare all’interno del proprio Paese, soprattutto dal Sud al Nord, in cerca di migliori condizioni lavorative e salari più alti. 88.Tipologia di movimenti migratori e cause di tali movimenti. La migrazione è lo spostamento massiccio di popolazione da una zona all’altra del pianeta. Tale spostamento può avere cause diverse; nella maggior parte dei casi le popolazioni si spostano nel tentativo di migliorare la loro condizione di vita, ma può anche accadere che fuggano a persecuzioni politiche, religiose o razziali. I movimenti migratori si suddividono in due tipi, a seconda che siano in “entrata” o “in uscita” da una nazione; si parla di migrazione interna quando avviene uno spostamento di popolazione all’interno della stessa nazione, mentre si parla di migrazione esterna quando lo spostamento avviene all’esterno della propria nazione. I movimenti migratori vengono suddivisi, poi, anche in base al modo in cui sono avvenuti: ➢ Migrazione volontaria, quando le persone scelgono liberamente di spostarsi; ➢ Migrazione forzata, quando lo spostamento viene loro imposto.
senso ordinario (crescente verso destra) e una volta nel senso opposto (crescente verso sinistra), in modo da distinguere i due sessi.Dalla forma di una piramide delle età si può dedurre la storia demografica di quasi un secolo di una popolazione e l'andamento demografico a cui sta tendendo: ➢ forma piramidale: popolazione in crescita; ➢ piramide tendente a un rettangolo: crescita nulla; ➢ piramide tendente a un trapezio: decremento. 93.Le caratteristiche del sistema economico di sussistenza In un'economia di sussistenza i beni e i servizi vengono creati a uso dei produttori e dei loro nuclei familiari. Dunque lo scambio di merci è modesto, e il bisogno di mercato limitato. 94.Le caratteristiche del sistema economico di mercato Nelle economie di mercato, divenute prevalenti quasi ovunque nel mondo, i produttori o i loro agenti, commercializzano merci e servizi; almeno in teoria, la legge della domanda e dell'offerta determina prezzi e quantità e la concorrenza commerciale costituisce l'elemento chiave per regolare le decisioni produttive e la distribuzione. 95.Le caratteristiche del sistema economico di pianificato. Nella forma estrema delle economie pianificate, associate alle società di tipo comunista, i produttori e i loro controllori disponevano delle merci e dei servizi attraverso agenzie governative che ne controllavano la quantità offerta, le caratteristiche e il prezzo, i modelli localizzativi di produzione e distribuzione. Con poche eccezioni, le economie pianificate non esistono più; esse sono state modificate o smantellate a favore di strutture che sono di libero mercato, o sono state soltanto in parte mantenute con un grado minore di controllo economico, associato alla supervisione o proprietà governativa di particolari settori. 96.Differenza tra concetto di spazio e di territorio Spazio terrestre ► distesa di terre (e di acque) più o meno vasta ≠ Territorio ► porzione di spazio appropriata da un gruppo umano (o animale) Un territorio per appartenere a qualcuno deve essere delimitato, Da qui discendono le FRONTIERE Ma per riconoscere un territorio E fare in modo che gli altri lo riconoscano, Abbiamo bisogno di RAPPRESENTARLO Da qui discende l’insieme delle rappresentazioni spaziali e territoriali Ciò che oggi chiamiamo le CARTE GEOGRAFICHE 97.Come si definisce la geografia umana geografia umana , è la scienza dedicata all'analisi della distribuzione, della localizzazione e dell'organizzazione spaziale dei fatti umani. La geografia umana è incentrata su di una concezione universalista di cultura - cultura intesa in senso antropologico o cultura popolare, che scaturisce da un intero popolo – ricerca nei fenomeni uno strato di invarianza. Ci sono caratteri comuni a tutta l'umanità come tale, per cui in tutti i luoghi e presso tutte le società si ripetono norme e comportamenti regolari, anche se ricoperti da differenze che però non sono sostanziali. Si rivaluta in questo caso un vecchio principio della metodologia geografica, il principio di comparazione. Solo comparando tra loro regioni e popoli diversi si troveranno regole e leggi universali, esplicazione di fenomeni comuni a tutta l'umanità. 98.Come si definisce la geografia culturale La geografia culturale è una sottodisciplina della geografia che studia le manifestazioni geografiche della cultura, ovvero si occupa dello studio dei simboli che sono attribuiti a luoghi e a spazi. il suo punto d'approccio di tutte le analisi geografiche è la ricerca della diversità. Esiste una molteplicità di culture che differenziano le diverse regioni tra loro, non come fatto
casuale ma in base al diverso sviluppo storico delle situazioni economico-sociali, anche perché cultura e società sono due facce della stessa medaglia. L'unica regolarità, l'unico elemento universale, è proprio il ripetersi di questa diversità culturale, tanto che la cultura stessa può essere definita come l'espressione delle diversità (e quindi delle società diverse) 99.La differenza tra geografia umana e geografia culturale C'è una distinzione sottile tra le due branche della geografia, ed è IN CAMPO METODOLOGICO: •La GEOGRAFIA UMANA a quello universalista. La geografia umana è incentrata su di una concezione universalista di cultura - cultura intesa in senso antropologico o cultura popolare, che scaturisce da un intero popolo – ricerca nei fenomeni uno strato di invarianza. Ci sono caratteri comuni a tutta l'umanità come tale, per cui in tutti i luoghi e presso tutte le società si ripetono norme e comportamenti regolari, anche se ricoperti da differenze che però non sono sostanziali. Si rivaluta in questo caso un vecchio principio della metodologia geografica, il principio di comparazione. Solo comparando tra loro regioni e popoli diversi si troveranno regole e leggi universali, esplicazione di fenomeni comuni a tutta l'umanità. •La GEOGRAFIA CULTURALE si ispira al concetto relativista di cultura. Nel caso della geografia culturale, il punto d'approccio di tutte le analisi geografiche è invece la ricerca della diversità. Esiste una molteplicità di culture che differenziano le diverse regioni tra loro, non come fatto casuale ma in base al diverso sviluppo storico delle situazioni economico-sociali, anche perché cultura e società sono due facce della stessa medaglia. L'unica regolarità, l'unico elemento universale, è proprio il ripetersi di questa diversità culturale, tanto che la cultura stessa può essere definita come l'espressione delle diversità (e quindi delle società diverse)
100. Le radici e il significato della cultura Per uno studioso di scienze sociali la cultura rappresenta il complesso di modelli comportamentali, conoscenze, adattamenti e sistemi sociali peculiari, nel quale si sintetizza il modo di vivere acquisito da un gruppo di individui. Le prove visibili e invisibili della cultura - i modelli di costruzione e di coltivazione, la lingua, l'organizzazione politica - rientrano tutte nella diversità spaziale studiata dagli esperti di geografia. 101. Le componenti della cultura All'interno di una società la cultura si trasmette alle generazioni successive tramite imitazione, istruzione ed esempio. In parole povere, la cultura viene appresa, non è biologica: non ha dunque nulla a che vedere con l'istinto o con questioni di carattere genetico. La cultura è un'intricata rete di comportamenti e modi di pensare che si modificano nel tempo. Per questo motivo, la cultura è un processo, non un corpus inalterabile di tratti culturali; essa si trasforma costantemente attraverso l'interazione con culture differenti, l'acquisizione di nuovi gusti, idee e norme comportamentali o la dismissione di vecchi. Le componenti della cultura sono: valori, norme, concetti e simboli: ➢ E’ un valore (o ha un valore) qualunque cosa materiale o no, che sia ritenuto importante e si desidera ottenere o che si ha paura di perdere se è già nostra. Oppure, i valori indicano gli ideali a cui gli esseri umani aspirano e a cui si riferiscono quando devono formulare dei giudizi. ➢ Le norme rispetto ai valori sono più specifiche e imperative, in quanto enunciate sotto forma di un obbligo o di un'imposizione. La loro efficacia sociale dipende dalla presenza di una sanzione, e devono essere rinforzate da forme di controllo esterne del comportamento. Il grado di interiorizzazione delle norme è quindi variabile e
In origine, le rivoluzioni sociali e tecnologiche che cominciarono nel periodo neolitico e lo caratterizzarono erano circoscritte. Le nuove tecnologie, i nuovi modi di vivere e le nuove strutture sociali si diffusero dalle culle di origine e furono adottate in modo selettivo anche da individui che non avevano preso parte alla loro creazione. Il termine focolaio culturale viene utilizzato per descrivere tali centri di innovazione e di invenzione, dai quali importanti tratti ed elementi culturali si spostarono per esercitare la loro influenza sulle regioni circostanti, facendosi portatori di particolari paesaggi culturali.
**108. La struttura del sistema culturale vedi domanda 74
un sistema detto dell’open field, cioè “campo aperto”: gli appezzamenti di terra di proprietà dei singoli contadini di un villaggio venivano coltivati in comune e il raccolto poi redistribuito in proporzione ai diversi proprietari.
115. Il modello agrario dei campi chiusi: il Bocage Si definisce bocage una regione in cui campi e prati sono delimitati da terrapieni sormontati da siepi o da filari di alberi che segnano i confini di lotti di terreno di forme e dimensioni diverse, e in cui gli insediamenti abitativi sono in genere sparpagliati in fattorie e piccole frazioni. 116. La centuriatio romana La centuriazione (centuriatio) era il sistema con cui i romani organizzavano il territorio agricolo. Si caratterizzava per la regolare disposizione, secondo un reticolo ortogonale, di strade, canali e appezzamenti agricoli destinati all'assegnazione a nuovi coloni. 117. Il concetto di "genere di vita" (Lebensform) Il concetto di vita è stato proposto da Friedrich Ratzel che poi verrà sviluppata dalla geografia francofana. il concetto è applicato a una classificazione dei modi di vita dei diversi popoli della terra. 118. La popolazione urbana mondiale: processo di inurbamento dal 1800. L'inurbamento è quel processo consistente nella migrazione di grandi masse di popolazioni dalle campagne alle città. Da un punto di vista sociale, essa è riconducibile all'assunzione di uno stile di vita urbano da parte di masse contadine. Il fenomeno dell'inurbamento ha la sua forma più radicale a partire dall'industrializzazione dell'Occidente del 1800. Tanti furono i fattori che portarono all’inurbamento: in primo luogo, la Rivoluzione Agricola porta la produttività dei campi a crescere a dismisura e causa fenomeni di disoccupazione di massa presso la popolazione contadina, che migra verso i centri urbani alla ricerca di nuove fonti di reddito e migliori condizioni sociali e sanitarie. Poi, con la Rivoluzione Industriale, cambiano anche il sistema dei trasporti e le tecniche di conservazione del cibo. 119. La popolazione urbana mondiale: la megacittà, definizione e esempi. Vengono definite "megacittà" le aggregazioni urbane che superano i 10 milioni di abitanti. Sul loro territorio si concentrano le funzioni più alte della gestione, della produzione e dell’amministrazione planetaria, i centri del potere politico, il controllo dei media e la capacità simbolica di creare e diffondere i messaggi dominanti. Secondo la classificazione delle Nazioni Unite del 1992, le megacittà principali sono: Tokyo, San Paolo, New York, Città del Messico, Shanghai, Mumbai, Los Angeles, Buenos Aires, Seoul, Pechino, Rio de Janeiro, Calcutta e Osaka. 120. La popolazione urbana mondiale: la fusione di metropoli Quando complessi metropolitani separati, qualunque sia la loro dimensione, si espandono lungo le strutture di trasporto da cui sono collegati, è possibile che alla fine si incontrino e si uniscano in corrispondenza dei rispettivi margini esterni, creando regioni metropolitane o conurbazioni. Nelle aree dov'è emerso questo modello sempre più diffuso, il paesaggio urbano non può più essere descritto come un'area dai confini ben definibili e chiaramente distinguibili dai territori agricoli interposti alle altre unità urbane. Occorre piuttosto riconoscere la presenza di vaste regioni di urbanizzazione continua, formate da più centri che si sono uniti in corrispondenza dei rispettivi margini.