Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Domande e risposte esame Giornalismo (Pelati), Appunti di Giornalismo

Domande e risposte per l'esame di Giornalismo (Università Roma Tre), anche per esame scritto (2020/2021)

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 24/06/2021

ileeb
ileeb 🇮🇹

5

(1)

3 documenti

1 / 33

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
RISPOSTE ESAME GIORNALISMO
1. ART. 21 DELLA COSTITUZIONE LIBERTA’ DI STAMPA E DIRITTO DI CRONACA
L'articolo 21 della Costituzione italiana afferma il principio della libertà di manifestazione
del pensiero e della libertà di stampa. La professione giornalistica viene tutelata dalla
Costituzione italiana all’art. 21 che afferma che “tutti hanno diritto di manifestare
liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La
stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”, che il sequestro è
autorizzato solo per un atto motivato da parte di polizia giudiziaria e che sono vietate
pubblicazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a
prevenire e a reprimere le violazioni. Fatto contro i rischi del fascismo (censura, controllo
della comunicazione e della libertà di espressione, pensiero, parola e stampa.)
Il primo comma riguarda il principio della libertà di manifestazione del pensiero, nei commi
dal secondo al quinto si disciplina la libertà di stampa.
Dall’art. 21 deriva il DIRITTO DI CRONACA, o diritto d’informare, che consiste nel diritto a
pubblicare tutto ciò che è collegato a fatti e avvenimenti di interesse pubblico o che
accadono in pubblico. Le norme sul diritto di cronaca si applicano a chiunque descriva un
avvenimento (anche se non è iscritto all’albo dei giornalisti) o un evento di pubblico
interesse attraverso qualsiasi mezzo di diffusione.
Il diritto di cronaca si configura quando si manifestano tre requisiti: verità dei fatti,
interesse pubblico e continenza formale, ossia la corretta esposizione dei fatti.
L’art.21 non si riferisce al soggetto che esercita il diritto di cronaca ma al mezzo con cui
viene diffuso il pensiero, quindi non solo al giornalista ma anche a chiunque si diletti nella
scrittura giornalistica tramite blog, forum, volantini ecc.
La funzione della stampa è quella di informare la collettività. Insostituibile strumento di
informazione al servizio della collettività.
2. Quando si parla di giornalismo
Il giornalismo è l'insieme delle attività e delle tecniche (redazione, pubblicazione,
diffusione, ecc.) volte a reperire, diffondere e commentare notizie e informazioni tramite
ogni mezzo di pubblicazione. I mezzi d'informazione utilizzati dal giornalismo sono
molteplici: dai giornali ai mezzi di comunicazione di massa elettronici, quali la radio, la
televisione e la rete internet.
Ricerca della verità e della corretta esposizione.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21

Anteprima parziale del testo

Scarica Domande e risposte esame Giornalismo (Pelati) e più Appunti in PDF di Giornalismo solo su Docsity!

RISPOSTE ESAME GIORNALISMO

1. ART. 21 DELLA COSTITUZIONE – LIBERTA’ DI STAMPA E DIRITTO DI CRONACA

L'articolo 21 della Costituzione italiana afferma il principio della libertà di manifestazione del pensiero e della libertà di stampa. La professione giornalistica viene tutelata dalla Costituzione italiana all’art. 21 che afferma che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”, che il sequestro è autorizzato solo per un atto motivato da parte di polizia giudiziaria e che sono vietate pubblicazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. Fatto contro i rischi del fascismo (censura, controllo della comunicazione e della libertà di espressione, pensiero, parola e stampa.) Il primo comma riguarda il principio della libertà di manifestazione del pensiero, nei commi dal secondo al quinto si disciplina la libertà di stampa. Dall’art. 21 deriva il DIRITTO DI CRONACA, o diritto d’informare, che consiste nel diritto a pubblicare tutto ciò che è collegato a fatti e avvenimenti di interesse pubblico o che accadono in pubblico. Le norme sul diritto di cronaca si applicano a chiunque descriva un avvenimento (anche se non è iscritto all’albo dei giornalisti) o un evento di pubblico interesse attraverso qualsiasi mezzo di diffusione. Il diritto di cronaca si configura quando si manifestano tre requisiti: verità dei fatti, interesse pubblico e continenza formale, ossia la corretta esposizione dei fatti. L’art.21 non si riferisce al soggetto che esercita il diritto di cronaca ma al mezzo con cui viene diffuso il pensiero, quindi non solo al giornalista ma anche a chiunque si diletti nella scrittura giornalistica tramite blog, forum, volantini ecc. La funzione della stampa è quella di informare la collettività. Insostituibile strumento di informazione al servizio della collettività.

2. Quando si parla di giornalismo Il giornalismo è l'insieme delle attività e delle tecniche (redazione, pubblicazione, diffusione, ecc.) volte a reperire, diffondere e commentare notizie e informazioni tramite ogni mezzo di pubblicazione. I mezzi d'informazione utilizzati dal giornalismo sono molteplici: dai giornali ai mezzi di comunicazione di massa elettronici, quali la radio, la televisione e la rete internet. Ricerca della verità e della corretta esposizione.

3. Chi è il giornalista Il giornalista è un professionista del settore dell'informazione; si occupa di scoprire, analizzare, descrivere e scegliere notizie per poi diffonderle. L'attività propria del giornalista è detta giornalismo. Il giornalista redige articoli, inchieste (o reportage) o editoriali per testate giornalistiche periodiche o agenzie di stampa, che vengono pubblicate sui mezzi di comunicazione di massa (carta stampata, radio, televisione, internet). Racconta i fatti e li trasforma in notizia. E’ un mediatore culturale. Caratteristiche che un giornalista deve avere: intuito, voglia di sapere capacità di raccontare e curiosità. 4. Il giornalista deve sapere: Storia, sociologia, filosofia, neuroscienze, geografia 5. Come si diventa giornalista Per accedere all’ordine dei giornalisti bisogna avere la professionalità, che si può ottenere: Giornalista professionista - Avendo frequentato una delle scuole di giornalismo riconosciute o Attraverso lo svolgimento di un praticantato di 18 mesi presso una redazione giornalistica; - E Lo svolgimento di un esame di Stato, l’esame di idoneità professionale, che consiste in una prova scritta e in una orale. Giornalista pubblicista Per iscriversi nell’elenco dei pubblicisti è necessario aver svolto un’attività giornalistica continuativa e regolarmente retribuita per almeno due anni. 6. Cosa prevede il praticantato? Il praticantato (tirocinio) ha una durata di 18 mesi, in una redazione dove vi sono assunti già altri professionisti (almeno tre, retribuiti secondo il contratto nazionale di lavoro giornalistico). Il giornalista praticante per esserlo deve ottenere un contratto di praticantato giornalistico di almeno 12 mesi, che gli consente l'iscrizione al "registro praticanti" dell'Ordine. L’Ordine, tuttavia, può riconoscere d'ufficio la "compiuta pratica" svolta, anche senza un regolare contratto. Trascorsi i 18 mesi, il praticante giornalista deve superare un esame di idoneità professionale, scritto e orale, davanti a una commissione nazionale dell'Ordine, presieduta da un magistrato. 7. Chi è il giornalista pubblicista

12. Testo unico dei doveri del giornalista Il Testo unico dei doveri del giornalista nasce dall’esigenza di armonizzare i precedenti documenti deontologici al fine di consentire una maggiore chiarezza. In vigore dal 3 febbraio 2016. Recepisce i contenuti dei seguenti documenti: Carta dei doveri del giornalista; Carte (Firenze, Roma, Milano, Perugia); Codice di deontologia relativo alle attività giornalistiche; Decalogo del giornalismo sportivo, ecc. 13. Codice deontologico e deontologia professionale Il codice deontologico relativo alle attività giornalistiche raccoglie i principi deontologici, le norme che regolano il comportamento del giornalista. Seguirli significa proteggere la propria reputazione professionale a garanzia della propria autorevolezza. Contiene: tutela del domicilio, rettifica, tutela del minore, tutela della dignità della persona, tutela del diritto alla non discriminazione, tutela della dignità delle persone malate, tutela della sfera sessuale della persona, ecc. In vigore dal 1998. Da febbraio 2016 fa parte del Testo unico dei doveri del giornalista. Deontologia professionale: Insieme delle regole morali che disciplinano l’esercizio della professione. 14. Carta di Treviso La carta di Treviso (1990) è un protocollo firmato dall’Ordine dei giornalisti, Federazione nazionale della stampa italiana e Telefono azzurro. Le norme al suo interno sono applicabili anche al giornalismo online e altre forme di comunicazione giornalistica. La carta di Treviso stabilisce il principio generale per cui la tutela del minore coinvolto in un fatto di cronaca è sopra qualsiasi esigenza. Il bambino non dev’essere identificato, reso identificabile, strumentalizzato ne spettacolarizzato. 15. Carta di Firenze La “Carta di Firenze (Della deontologia sulla precarietà nel lavoro giornalistico)”, fondata su numerosi principi costituzionali, legislativi e norme internazionali in materia, stabilisce delle norme di comportamento ispirate alla solidarietà tra colleghi - freelance, precari e contrattualizzati - ed ha come particolare oggetto la tutela dei diritti dei giornalisti non contrattualizzati come dipendenti. Si prefigge di ribadire l’autonomia di ogni giornalista, sia dipendente che freelancer. In vigore dal 1° gennaio 2012 16. Carta di Roma

La Carta di Roma è il protocollo deontologico che tutela richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti approvata nel giugno 2008 dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti e dalla Federazione nazionale della stampa. Invita i giornalisti ad usare termini giuridicamente appropriati al fine di restituire al lettore la massima aderenza alla realtà dei fatti.

17. Carta di Milano Protocollo deontologico per giornalisti che trattano notizie concernenti carceri, detenuti o ex detenuti. Approvato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti nel 2013. Rispetto e tutela della loro privacy. 18. Carta di Perugia 1995. Diritti del cittadino malato. Rispetto e tutela della dignità personale del malato. 19. Decalogo del giornalista sportivo (quando nasce e perché) Nasce il 30.03.2009 in piena conformità con la Carta dei Doveri, che contiene i fondamentali riferimenti deontologici della professione. Si è ritenuto di esplicitare in modo sintetico alcune norme dedicate espressamente al giornalismo sportivo. E’ stato istituito in seguito a un evento del 2007, il caso Raciti, in cui morì il poliziotto Filippo Raciti, intervenuto per sedare i disordini alla fine del derby Catania-Palermo. Esse concorrono anche a certificare diritti e doveri della categoria nel confronto che i giornalisti hanno quotidianamente con società e organizzazioni sportive e con le autorità. 20. Decalogo del giornalista sportivo 1 – Il giornalista sportivo riferisce correttamente, cioè senza alterazioni e omissioni che ne modifichino il vero significato, le informazioni di cui dispone; 2 - Il giornalista sportivo non realizza articoli o servizi che possano procurare profitti personali; rifiuta e non sollecita per sé o per altri trattamenti di favore; 3 - Il giornalista sportivo rifiuta rimborsi spese, viaggi vacanze o elargizioni varie da enti, società, dirigenti; non fa pubblicità, nemmeno nel caso in cui i proventi siano devoluti in beneficenza; 4 - Il giornalista sportivo tiene una condotta irreprensibile durante lo svolgimento di avvenimenti che segue professionalmente; 5 - Il giornalista sportivo rispetta la dignità delle persone, dei soggetti e degli enti interessati nei commenti legati ad avvenimenti agonistici; 6 - Il giornalista sportivo evita di favorire tutti gli atteggiamenti che possono provocare incidenti, atti di violenza, o violazioni di leggi e regolamenti da parte del pubblico o dei tifosi;

Rassegna stampa cartacea e online, giro dei social, giro delle mail.

25. Cos’è una rassegna stampa? Per rassegna stampa si intende l’attività di lettura comparata dei mezzi d'informazione. Inizialmente limitata alle notizie pubblicate su giornali e periodici, oggi si è estesa a tutti gli altri media (tv, radio, giornali online, social media, ecc.). Le notizie della rassegna stampa vanno a costituire un archivio. 26. Cosa sono i social e qual è quello più utilizzato dai giornalisti Reti sociali virtuali. Si tratta di siti Internet o app che consentono agli utenti di condividere contenuti testuali, immagini, video e audio e di interagire tra loro. Ogni utente è libero di scrivere ciò che vuole. I Social sono ormai essenziali e vengono visti come un'occasione di coinvolgimento del lettore. Il 30% del pubblico usa i social network per informarsi al posto dei media tradizionali, e questo fatto cancella la gerarchia di notizie e cancella il flusso d’informazione che da verticale ed univoco diventa orizzontale, partecipato. Twitter è il social più usato dai giornalisti e viene spesso usato dagli utenti per informarsi su temi di attualità. E’ inoltre un buon mezzo per raggiungere giornalisti, politici, personaggi dello star system con messaggi brevi e non invasivi. 27. Nascita del digitale 1958: durante la Guerra Fredda gli USA fondano ARPA, a causa della necessità di comunicare e per predisporre una serie di progetti di difesa e di risposta alla minaccia sovietica. Arpa ha sede a Washington all'interno del pentagono e questo le procurerà una caratterizzazione strettamente militare. Tra i vari progetti allo studio c'era quello di realizzare un sistema di comunicazione avanzato, tre grandi computer dell'epoca che fossero in grado di funzionare in caso di interruzione di un settore di collegamento o distruzione di uno dei centri di raccolta dati. 1969: nasce ARPANET, considerata la madre di internet. Inizialmente costituita da una rete di quattro università. Erano elaboratori grandi come intere stanze in cui risiedevano tutti i programmi e dati delle università e delle aziende. 1970/72: nasce il protocollo TCP, sistema di informazioni in pacchetti di lunghezza fissa che grazie al protocollo viaggiavano indipendentemente 1971: viene inviato il primo messaggio di posta elettronica e istituito l’uso della chiocciola @ 1989/1991: Tim Berners-Lee crea il protocollo di trasmissione http, il linguaggio HTML e il World Wide Web. 1994: nasce Yahoo 1998: nasce Google

2007: Steve Jobs inventa l’iPhone, con l’idea di trasportare il computer nel telefono

28. Quando inizia la rivoluzione digitale? La rivoluzione digitale è il passaggio dalla tecnologia meccanica ed elettronica analogica a quella elettronica digitale che, iniziato nei paesi industrializzati del mondo durante i tardi anni Cinquanta (1958 ARPA) con l'adozione e la proliferazione di computer e memorie digitali, è proseguito fino ai giorni nostri in varie fasi storiche, all'interno della cosiddetta terza e quarta rivoluzione industriale. Si fa riferimento a questo periodo di cambiamento e di sviluppo tecnologico anche con l'espressione rivoluzione informatica per indicare gli ampi cambiamenti socioeconomici apportati dalle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC, o in inglese ICT). Grazie allo sviluppo di dispositivi interattivi, World Wide Web, digitale terrestre e smartphone si è assistito alla proliferazione e alla moltiplicazione dei canali d'accesso all'informazione, che hanno cambiato le modalità in cui avviene l'atto comunicativo. 29. Cosa vuole dire digitale? Con digitale, in informatica ed elettronica, ci si riferisce a tutto ciò che viene rappresentato con numeri o che opera manipolando numeri, contrapposto all'analogico. 30. Caratteristiche sito Internet Accesso grafico alle informazioni contenute su internet, il linguaggio HTML Il protocollo di trasmissione http. 31. WWW (World Wide Web) Il www è un sistema di comunicazione efficiente tra i vari istituti di ricerca sparsi nel mondo ed è definita come la ragnatela grande come il mondo. è uno dei principali servizi di Internet, che permette di navigare e usufruire di un insieme molto vasto di contenuti amatoriali e professionali (multimediali e non) collegati tra loro attraverso legami (link). 32. Cosa è un browser E’ un software in grado di leggere un documento scritto in linguaggio HTML interpretandone i comandi e visaulizzandolo su uno schermo. Es. Google Chrome, FireFox, Mozilla, Internet Explorer 33. Motore di ricerca Un motore di ricerca è un sistema automatico che, su richiesta, analizza un insieme di dati (spesso da esso stesso raccolti) e restituisce un indice dei contenuti disponibili classificandoli in modo automatico in base a formule statistico-matematiche che ne indichino il grado di rilevanza data una determinata chiave di ricerca. Es. Google, Bing.

ipertesto, e cioè un testo che contiene al suo interno più tipi di contenuti. Il linguaggio HTML usa dei comandi fissi detti tag, identificati da una lettera o una parola tra < e >.

39. Formato immagine più usato nei siti web Sul web la maggioranza delle immagini è in formato JPEG (Joint Photographic Experts Group). 40. Copyright Designa una riserva del diritto d’autore, che viene esplicitamente dichiarata dall’editore o dall’autore stesso. 41. Copyright di un articolo di giornale Tutti gli articoli di giornale sono protetti da copyright per evitare di essere copiati e poter denunciare se viene fatto. 42. New Economy e Bolla Dot.com Nella seconda metà degli anni ‘90 l'euforia generale riguardo tutto ciò che avesse a che fare con Internet generò quel fenomeno che in Economia e Finanza passa alla storia come New Economy, che iniziò nel 1994 con la quotazione di Netscape, il primo browser commerciale dell'era Internet. Banche e aziende investirono milioni di dollari in imprese startup, molte delle quali fallirono a causa della bassa redditività. Erano infatti dei servizi ad alto valore tecnologico ma a basso valore economico. La bolla speculativa Dot.com (1997-2000) scoppiò il 10 marzo del 2000, quando l’indice Nasdaq toccò il suo punto massimo, a cui però seguì la recessione economica. Un anno dopo aveva perduto il 75% del suo valore, mandando in rovina persone e aziende. 43. Quali sono i primi siti italiani di giornalismo? Nel 1994 L’Unione Sarda fu il primo quotidiano in Europa ad approdare in rete, tuttavia si trattava solo della riproposizione della versione cartacea. A seguire furono La Stampa, la Gazzetta dello Sport e il Corriere della Sera nel 1995. Per avere il primo giornale fatto specificamente per Internet, con aggiornamenti di notizia ad hoc, bisogna attendere il 1996 con la nascita sul web di Punto informatico, fondato da Andrea De Andreis. 44. Come sono strutturate le redazioni? (Gerarchia delle redazioni) La redazione ha una struttura piramidale: al vertice c’è il direttore responsabile. Successivamente troviamo il vicedirettore, il caporedattore, i capiservizio, i redattori, la segreteria di redazione, grafici e art director, inviato, inviato speciale, corrispondente e infine i praticanti.

La redazione online non ha una vera e propria suddivisione dei ruoli, le persone lavorano seguendo dei turni.

45. Chi scrive il titolo dell’articolo di giornale In un quotidiano di livello nazionale ciascun caposervizio scrive i titoli del proprio settore, mentre il redattore capo e il direttore scrivono i titoli della prima pagina. I quotidiani locali prevedono la figura del redattore titolista. 46. Cosa serve per essere una testata giornalistica? È una entità giuridica editoriale, che si prende delle responsabilità in quanto registrata al tribunale civile. Ha un direttore responsabile ed è riconosciuta dall’ordine dei giornalisti. 47. Come si apre una testata giornalistica E’ possibile pensare di diventare redattore di una rivista o di una testata giornalistica cartacea oppure online. Bisogna scegliere il tipo di argomenti da trattare cercando di mostrarsi originali nei contenuti così da incuriosire e attrarre il più possibile i lettori. Iscrizione all'ordine dei Giornalisti o tesserino da pubblicista, investimento economico iniziale, registrazione in tribunale (poiché la testata giornalistica è un’entità giuridica editoriale. 48. Chi è l’editore? L’editore si occupa della produzione e divulgazione di opere letterarie, artistiche, scientifiche, di giornali, ecc. per mezzo della stampa apponendovi il proprio marchio. 49. Definizione di notizia secondo Giorgino Il termine notizia ha un valore semantico molto esteso, ma si può definire come la materia prima dell’informazione e quindi del giornalismo. E’ il racconto di un accadimento, portato a conoscenza del pubblico di massa perché non ha lasciato indifferente il giornalista. Più che uno specchio della realtà, le notizie sono una sua ricostruzione, un tentativo di inquadrare la vita quotidiana dentro le cornici culturali e interpretative del giornalismo in quanto organizzazione professionale, di darle una forma per portarla all'attenzione di una massa di persone che non avrebbe avuto e non avrebbe altra maniera di conoscerla. E’ una porzione di realtà catturata dalla lente del cronista per scelta, per caso, per necessità o per convinzione. Può essere un evento, un fatto bello o brutto, raccontato da un giornalista a un pubblico di massa, in un determinato contesto culturale. E’ qualcosa di nuovo, comunicato da un giornalista a mezzo stampa, TV, radio, pubblicazione online o altri mass media.

55. Criteri della notizia - criterio di rappresentazione: il giornalista, di fronte ad un avvenimento, deve chiedersi come i protagonisti di una vicenda entrino in rapporto con i modelli sociali e culturali dominanti. - criterio di contrapposizione: di fronte ad un avvenimento, il giornalista deve domandarsi se e quanto l’avvenimento contrasti con un’opinione convenzionale, uno stereotipo diffuso ecc. - criterio di notorietà: il giornalista deve chiedersi se un fatto normale può diventare notizia per il fatto che il protagonista è una persona famosa. A questi criteri si devono aggiungere due capacità: l'esperienza e l'istinto. 56. Notiziabilità, Big news values e Valori notizia intermedi La notiziabilità è la capacità, la potenzialità di un fatto di diventare notizia. Notizie più notiziabili: Le 5 S - sangue (molto seguito), sesso, sport (uno dei più seguiti), soldi, salute. La notiziabilità si articola su tre piani: ● Piano assiologico (si riferisce alle Big news values: singolarità, attualità interesse e rilevanza) ● Piano ideologico (valori notizia intermedi: (Ostagaard - semplificazione, identificazione e sensazionalismo. Galtung e Ruge – frequenza, soglia, non ambiguità, significatività, consonanza, novità, continuità, composizione. FATTORI NOTIZIA: riferimento a nazioni d’élite, persone d’élite, negatività delle conseguenze e personificazione) ● Piano empirico (criteri di selezione del materiale). 57. Big news values: - ATTUALITA’: capacità di un accadimento di essere al centro dell’attenzione e di rimanerci; - SINGOLARITA’: particolarità, originalità, capacità di suscitare stupore (es. fa più notizia un uomo che morde un cane piuttosto che un cane che morde un uomo); - INTERESSE: è un fatto soggettivo, ben diverso dall’importanza, che invece necessita una legittimazione molto più ampia, di una validazione sociale. - RILEVANZA: capacità delle news di suscitare interesse e al tempo stesso di ricevere una generale attribuzione d’importanza sulla base di parametri oggettivi. 57. Valori notizia intermedi: Valori notizia intermedi individuati da Ostgaard, Galtung e Ruge, fanno parte dei fattori ideologici della notizia: 1. La SEMPLIFICAZIONE: tendenza a far diventare notizia ciò che può essere effettivamente raccontato, reso accessibile ai più;

  1. L’IDENTIFICAZIONE: esigenza di ricercare sintonia col pubblico, con le sue aspettative, paure, interessi, ecc.;
  2. Il SENSAZIONALISMO: ricerca di interlocuzione con la sfera emozionale degli esseri umani;
  3. La FREQUENZA: si fonda sulla tempestività e sulla novità del fatto notiziabile;
  4. La SOGLIA: un ostacolo che va superato e si riferisce al numero e tipologia di persone coinvolte nella vicenda;
  5. La NON AMBIGUITA’: consiste nel fatto che un evento di vita vissuta dal significato chiaro è certamente destinato più di altri ad essere notiziabile;
  6. La SIGNIFICATIVITA’: deve essere un avvenimento comprensibile oggettivamente e all’interno dei riferimenti culturali del pubblico;
  7. La CONSONANZA: più una notizia è consonante alle aspettative del pubblico più sarà un fatto notiziabile;
  8. La NOVITA’: è l'opposto della consonanza, anche se è possibile una convivenza fra i due piani;
  9. La CONTINUITA’: ci sono notizie che vengono scelte in base alla loro propensione naturale a proseguire nel tempo, anche se rischiano di perdere il fattore novità.
  10. La COMPOSIZIONE TEMATICA: esigenza di un bilanciamento di argomenti nella composizione del prodotto editoriale e della diversificazione tematica. 58. Criteri di selezione delle notizie:
  • Criterio relativo al LUOGO: Fattore spaziale – elemento dal quale il newsmaking non può prescindere. Prossimità geografica e prossimità culturale e sociale – più un evento è vicino, sia geograficamente che socio-culturalmente al pubblico, più quel fatto diventa notiziabile. “Luoghi di concentrazione del potere” (McQuail)
  • Criterio relativo al TEMPO: accorciare il più possibile le distanze cronologiche tra il momento in cui il fatto si verifica e il momento in cui esso viene reso noto. Le nuove tecnologie hanno agevolato moltissimo quest’operazione. Tempestività nel trasformare un fatto in notizia, nel diffondere un’informazione.
  • Criterio relativo alla PERSONA: è la persona ad essere considerata un evento notiziabile. Porre al centro dell’attenzione più che il fatto in sé, chi ne è l’artefice. Riscuote grande interesse da parte del pubblico. Personalizzazione: tendenza a estrapolare da un contesto notiziabile la storia di un soggetto che può portare, per importanza e interesse, il peso della rappresentazione dell’intera vicenda che si vuole rappresentare. Molto ricorrente in politica. Es. Attacco alle Torri Gemelle - > ridotto allo scontro personale tra Bush e Bin Laden; Questione sicurezza e immigrazione - > Salvini vs. Alfano
  • Criteri SOSTANTIVI e relativi al PRODOTTO: classificazione elaborata da Mauro Wolf. Criteri sostantivi: ripropongono la contrapposizione tra il valore

Giornalisti come mediatori tra la realtà e chi in essa vive. Trasformazione della mediazione culturale in media-azione, cioè in azione mediatica. Azioni: osservazione della realtà, lettura, interpretazione e narrazione della realtà.

62. Agenda setting L’agenda setting è una teoria elaborata negli Stati Uniti dai ricercatori McCombs e Shaw dopo aver attivato un sistema di osservazione stabile delle campagne elettorali per le presidenziali. Si tratta di intrecciare tre tipi di agenda: l’agenda della politica, l’agenda dei media e l’agenda del pubblico. Questa teoria ipotizza la possibile influenza dei mass media sul pubblico in base alla scelta delle notizie considerate notizia bili e allo spazio a loro concesso. Ciò significa che i mass media hanno l’abilità di trasferire un argomento da una agenda privata a quella pubblica d’interesse generale più elevato. I media decidono gli argomenti a cui dedicare spazio (anche in base a una serie di pressioni a cui sono sottoposti dalle elite politche) e maggiore è l’importanza che i media dedicano alla questione, maggiore è il riconoscimento pubblico che l’argomento presentato riceve. 63. Le fonti Fonte nel gergo giornalistico significa origine di un’informazione. O è la fonte stessa a comunicare questa informazione al giornalista (es. agenzie di stampa e uffici stampa) o è il giornalista a cercarla. Una fonte può essere UFFICIALE: fonte che per il ruolo ricoperto, la competenza a comunicare, il livello di responsabilità che si associa al suo operare quotidiano, riceve piena legittimazione a essere interlocutore privilegiato del giornalismo, a volte interlocutore unico. (es. ufficio stampa del Quirinale, di Palazzo Chigi, di un ministero); UFFICIOSA: fonte che ha titolo a rappresentare la sorgente dell’informazione su una determinata vicenda non sul piano formale, ma solo su quello sostanziale (es. collaboratore di giustizia che viene ascoltato dal cronista giudiziario in relazione a una determinata vicenda); SPECIALIZZATA: fonte interna al sistema dell’informazione (es. agenzia di stampa); ATTIVA o PASSIVA (Wolf): in riferimento al diverso uso che se ne fa e al tipo di rapporto che si crea con il giornalista; CREDIBILE o NON CREDIBILE: La credibilità sta nell’affidabilità della fonte, nella sua autorevolezza, nella sua capacità di essere creduta da chi riceve l’informazione; DI PRIMO o DI SECONDO LIVELLO (Papuzzi): le prime hanno una competenza specifica su un fatto, le seconde necessitano di una verifica ulteriore (es. testimone di un omicidio) PRIMARIA o SECONDARIA: a seconda delle possibilità che il giornalista abbia di partecipare o meno alla formazione degli eventi

Altri tipi di fonti: consenzienti, non consenzienti, ansiose di apparire nello scenario mediale. (Gans) Le fonti sono molte: agenzie di stampa, giornali stranieri, fonti dirette e personali, comunicati scritti di polizia, vigili, ecc. L'obbligo di verifica delle fonti esiste per tutti come riporta la carta dei doveri. Importante anche la citazione delle fonti che è un pilastro della notizia ed un dovere verso il lettore.

64. Quando citare la fonte Nel caso in cui le fonti chiedono di rimanere anonime, il giornalista deve rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie e avrà cura di informare il lettore di tale circostanza. (art. 2 legge 69/1963) In qualsiasi altro caso il giornalista deve rispettare il principio della trasparenza delle fonti di informazione, indicandole ai lettori. L'obbligo alla citazione della fonte vale anche quando si usano materiali di agenzie o di altri mezzi di informazione. 65. Teorema delle 7 C (le fonti devono seguire questo teorema) Credibilità Contesti Continuità Contenuti Canali Chiarezza Capacità 66. Cosa sono le agenzie di stampa? Le agenzie di stampa sono organizzazioni specializzate nel fornire un servizio d'informazione a vari tipi di media: giornali, riviste, emittenti televisive e radiofoniche e giornali online. Le agenzie di stampa possono essere delle aziende che vendono i loro servizi (es. Adnkronos, AgenParl, AGI, askanews, Bloomberg, DIRE, Italpress, LaPresse, Redattore sociale, Reuters) oppure delle cooperative costituite da diversi organi d'informazione allo scopo di condividere le informazioni (es. Associated Press, ANSA). Le agenzie di stampa producono notizie sotto forma di lanci che non superano le 24 righe e possono essere aggiornate se ci sono sviluppi. Solitamente sono le fonti più affidabili. 67. Che cos’è l’ANSA, che tipo di fonte è, chi ci lavora L’ANSA è un’agenzia di stampa, fonte specializzata, credibile, primaria e ufficiale, ci lavorano gli addetti stampa.

d’ufficio dal Consiglio regionale o interregionale, o anche su richiesta del procuratore generale competente ai sensi dell’art. 44

74. Obbligo di rettifica – Art. 8 Legge N. 47/ L’obbligo di rettifica (e il corrispettivo diritto di chiedere la rettifica) consiste nella pubblicazione di una dichiarazione scritta da chi si ritiene danneggiato da notizie erronee pubblicate da una testata giornalistica o da un’agenzia di stampa. I soggetti che si ritengono offesi possono chiedere la rettifica sia di notizie errate e false sia di notizie ritenute lesive alla propria dignità, anche se veritiere. E’ sancito dall’articolo 8 della legge sulla stampa n. 47 del 1948. Secondo la Cassazione l’adempimento dell’obbligo di rettifica può portare non solo a limitare, ma anche a togliere il contenuto della domanda di risarcimento danni per diffamazione a mezzo stampa. Sul web si rettifica subito, su giornale cartaceo il giorno dopo con scuse. 75. Differenza tra ingiuria e diffamazione; Diffamazione a mezzo stampa Ingiuria e diffamazione vanno ad intaccare l’onore e il rispetto di una persona, seppur in modo diverso. Ingiuria: quando l’offesa viene rivolta direttamente alla “vittima”. E’ stata recentemente depenalizzata, ed è possibile chiedere soltanto un risarcimento danni in sede civile. Diffamazione: offesa alla reputazione di una persona che non è presente in quel momento, devono esserci almeno altre due persone presenti (anche non contemporaneamente). E’ un reato penale, e si rischia il pagamento di un ammenda e la reclusione. Diffamazione A MEZZO STAMPA: specie aggravata di diffamazione. Conseguenze: si rischia una multa, reclusione fino a sei anni e sospensione o radiazione dall’Albo. Per i reati commessi col mezzo stampa sono civilmente responsabili l’autore, il proprietario della pubblicazione e l’editore. 76. Reato di aggiotaggio L'aggiotaggio, derivante dal termine aggio, ovvero cambio di valore, è un reato punito sia dal Codice penale che dal Codice civile. L'aggiotaggio comune si configura quando un soggetto, per trarre un vantaggio indebito, provoca l'alterazione del prezzo delle merci o valori ammessi nel pubblico mercato, attraverso artifizi o tramite la diffusione di notizie false, tendenziose o esagerate. Mettere in giro notizie o informazioni false allo scopo di ottenere un rialzo o un ribasso dei prezzi di un determinato titolo in borsa. E’ un reato che rischia di commettere un giornalista economico. 77. Art. 15 Legge 47/

Pubblicazione a contenuto impressionante o raccapricciante. Le disposizioni dell’art. 528 del Codice penale si applicano anche nel caso di stampati che descrivano o illustrino, con particolari impressionanti o raccapriccianti, avvenimenti realmente verificatisi o anche immaginari, in modo da poter turbare il comune sentimento della morale o l’ordine familiare o da poter provocare il diffondersi di suicidi o delitti.

78. Censura/Autorizzazioni Articolo 21 - Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. 79. Si può rivelare il nome di una vittima di violenza sessuale? NO. E’ vietato pubblicare l’identità delle vittime di violenza sessuale, gli atti giudiziari coperti dal segreto istruttorio, i nome di persone malate di Hiv, i nomi delle donne che interrompono la gravidanza, le generalità di minori coinvolti in procedimenti giudiziari e il nome delle donne che hanno dato in adozione i propri figli dopo il parto chiedendo di non essere nominate. 80. Un giornalista è tenuto ad aiutare i colleghi? Sì. Un giornalista è tenuto a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione tra giornalisti e editori e la fiducia tra la stampa e i lettori. (art. 2 legge 69/1963) 81. Neogiornalismo televisivo e All news Le cose iniziano a cambiare nei primi anni 80 con l’avvento delle prime emittenti commerciali che rompono i precedenti equilibri di palinsesto. Si moltiplica l’offerta e si passa da una tv pedagogica a una tv che deve vendere il proprio prodotto attraverso la pubblicità, ecc. Non è più il pubblico a doversi adattare al mezzo televisivo, ma il contrario. Nasce il neogiornalismo televisivo, che si fonda sull’infotainment, ibridazione delle parole informazione e intrattenimento, dinamismo. Il pubblico non è più passivo ma attivo, diventa produttore e consumatore insieme, e si assiste al modello delle all news. 82. Caratteristiche All news (collegato a Neogiornalismo) All news – Modello che si basa sulla circolarità delle informazioni, la logica del loop, del flusso, esigenza di assicurare al pubblico un flusso ininterrotto di informazioni. Sta assumendo un ruolo sempre più importante. Volontà di scardinare quasi radicalmente il meccanismo collaudato, maggiore flessibilità nell’applicazione dei