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domande e risposte esame pedagogia, Schemi e mappe concettuali di Pedagogia

domande e risposte esame pedagogia

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2018/2019

Caricato il 05/05/2023

jlenia-lorenzon
jlenia-lorenzon 🇮🇹

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1. Lo spirito dello scienziato
Lo scienziato non è chi maneggia strumenti, ma è chi conosce la natura, chi ha passione per i suoi misteri.
Questo viene chiamato “spirito dello scienziato”, che va oltre al semplice meccanismo dello scienziato.
2. Attività di vita pratica
Le attività di vita pratica consistono in quelle attività quotidiane relative alla cura della persona o
dell’ambiente, che che prevedono lo svolgimento di esercizi corporei, movimenti, gesti. Sono esercizi dove
tutto il corpo si muove e perciò portano il bambino a perfezionarsi nei movimenti e a sviluppare armonia del
corpo.
3. Edizioni del libro
Le edizioni del libro sono state 5:
1. 1909: Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle case del bambino.
2. 1913: stesso titolo.
3. 1926: stesso titolo (cambiamenti nei capitoli)
4. 1935: stesso titolo.
5. 1950: La scoperta dlìel bambino.
4. Pedagogia Scientifica
La Montessori era prima di tutto un medico, uno scienziato. Questo approccio voleva trovare la cura per
promuovere il benessere e la salute del bambino/persona. La pedagogia scientifica si basa appunto sul
metodo scientifico e sulla osservazione e sperimentazione, nonché sulla formulazione di ipotesi.
5. Pedagogia Montessoriana
La pedagogia montessoriana mette al centro il bambino, la sua singolarità, le sue tappe di sviluppo, la sua
osservazione. Questa pedagogia si concentra sul metodo e sul fare, attraverso strumenti costruiti dalla
stessa Montessori. La Montessori aveva l’obiettivo della “scuola consapevole ed efficacie e del corretto
insegnamento”. La Montessori inoltre puntava non solo ad istruire, ma ad educare, e ad infondere nei
ragazzi l’amore verso l’apprendimento. Un altro aspetto importante è l’apprendimento individualizzato, in
base ai bisogni individuali e ai tempi di apprendimento di ciascun bambino.
6. Positivismo
È una corrente di pensiero nata all’inizio del 1900, prima in Francia, in seguito in Germania, Gran Bretagna e
Italia grazie al progresso e alla modernizzazione sociale e politica (scoperte). Vi sono due aspetti
fondamentali: primato al fatto e concezione evolutiva. Con il positivismo l’educazione inizia ad essere
percepita come grande possibilità di cambiamento e la scuola come promotrice del processo di
modernizzazione. Le due linee di sviluppo della pedagogia positivistica sono: LINEA DOGMATICA (è vero c
che è osservabile) e LINEA CRITICA (propone sperimentazioni, verifiche, ipotesi). Il lavoro della Montessori si
realizza sulla linea critica.
7. Docimologia
È una disciplina nata nei prima anni del 1900 per studiare, su basi scientifiche, i criteri e i metodi della
valutazione scolastica. Prima di questa disciplina il sistema di valutazione era basato su giudizi occasionali e
soggettivi, tradotti in numero.
8. Idea di sviluppo
Bronfenbrenner definisce lo sviluppo umano come quel processo in cui il soggetto è attivamente coinvolto,
in cui vi è una relazione tra il soggetto e i suoi ambienti di vita.
In particolare lo sviluppo è un processo attraverso il quale l’individuo che cresce acquisisce una concezione
dell’ambiente più estesa e diventa motivato a impegnarsi in attività che lo portano a scoprire le
caratteristiche di quell’ambiente (e accettarlo e ristrutturarlo).
9. Temi della creatività
I temi della creatività sono:
- IL RISCHIO
- I CONTESTI CULTURALI
- LO STIMOLO
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1. Lo spirito dello scienziato Lo scienziato non è chi maneggia strumenti, ma è chi conosce la natura, chi ha passione per i suoi misteri. Questo viene chiamato “spirito dello scienziato”, che va oltre al semplice meccanismo dello scienziato. 2. Attività di vita pratica Le attività di vita pratica consistono in quelle attività quotidiane relative alla cura della persona o dell’ambiente, che che prevedono lo svolgimento di esercizi corporei, movimenti, gesti. Sono esercizi dove tutto il corpo si muove e perciò portano il bambino a perfezionarsi nei movimenti e a sviluppare armonia del corpo. 3. Edizioni del libro Le edizioni del libro sono state 5: 1. 1909: Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle case del bambino. 2. 1913: stesso titolo. 3. 1926: stesso titolo (cambiamenti nei capitoli) 4. 1935: stesso titolo. 5. 1950: La scoperta dlìel bambino. 4. Pedagogia Scientifica La Montessori era prima di tutto un medico, uno scienziato. Questo approccio voleva trovare la cura per promuovere il benessere e la salute del bambino/persona. La pedagogia scientifica si basa appunto sul metodo scientifico e sulla osservazione e sperimentazione, nonché sulla formulazione di ipotesi. 5. Pedagogia Montessoriana La pedagogia montessoriana mette al centro il bambino, la sua singolarità, le sue tappe di sviluppo, la sua osservazione. Questa pedagogia si concentra sul metodo e sul fare, attraverso strumenti costruiti dalla stessa Montessori. La Montessori aveva l’obiettivo della “scuola consapevole ed efficacie e del corretto insegnamento”. La Montessori inoltre puntava non solo ad istruire, ma ad educare, e ad infondere nei ragazzi l’amore verso l’apprendimento. Un altro aspetto importante è l’apprendimento individualizzato, in base ai bisogni individuali e ai tempi di apprendimento di ciascun bambino. 6. Positivismo È una corrente di pensiero nata all’inizio del 1900, prima in Francia, in seguito in Germania, Gran Bretagna e Italia grazie al progresso e alla modernizzazione sociale e politica (scoperte). Vi sono due aspetti fondamentali: primato al fatto e concezione evolutiva. Con il positivismo l’educazione inizia ad essere percepita come grande possibilità di cambiamento e la scuola come promotrice del processo di modernizzazione. Le due linee di sviluppo della pedagogia positivistica sono: LINEA DOGMATICA (è vero ciò che è osservabile) e LINEA CRITICA (propone sperimentazioni, verifiche, ipotesi). Il lavoro della Montessori si realizza sulla linea critica. 7. Docimologia È una disciplina nata nei prima anni del 1900 per studiare, su basi scientifiche, i criteri e i metodi della valutazione scolastica. Prima di questa disciplina il sistema di valutazione era basato su giudizi occasionali e soggettivi, tradotti in numero. 8. Idea di sviluppo Bronfenbrenner definisce lo sviluppo umano come quel processo in cui il soggetto è attivamente coinvolto, in cui vi è una relazione tra il soggetto e i suoi ambienti di vita. In particolare lo sviluppo è un processo attraverso il quale l’individuo che cresce acquisisce una concezione dell’ambiente più estesa e diventa motivato a impegnarsi in attività che lo portano a scoprire le caratteristiche di quell’ambiente (e accettarlo e ristrutturarlo). 9. Temi della creatività I temi della creatività sono: - IL RISCHIO - I CONTESTI CULTURALI - LO STIMOLO

- L’AMBIGUITA’ E LA COMPLESSITA’

- GLI SPAZI DELLA CREATIVITA’

- L’IMMAGINAZIONE, IL GIOCO, IL FLUSSO E L’INTUIZIONE

- LA RESILIENZA, LA RIFLESSIONE

  • I PROCESSI E I RISULTATI (preparazione, incubazione, illuminazione, valutazione). 10. Integrazione culturale È un modello didattico ufficiale da adottare per la gestione delle differenze culturali e l’integrazione dei bambini migranti nelle scuole. Questo approccio ha lo scopo di: mediare tra culture e facilitare le relazioni, promuovere il dialogo e lo scambio, la democrazia e la pacifica convivenza, nonché valorizzare tutte le culture, riconoscendone le differenze. Si tratta però di una dimensione più fantastica, che pratica. 11. Tipi di curricolo Il curricolo è il punto di riferimento delle scuole materne e al suo interno ritroviamo le indicazioni delle conoscenze che gli alunni devono acquisire per far parte in maniera attiva della società. Esistono quattro tipi di curricolo, in base alla classificazione (forte o debole) e al framing (forte o debole). CURRICOLO SEGMENTATO (C+F+), CURRICOLO CENTRATO SULL’ALLIEVO (C-F-), CURRICOLO MANAGERIALE (C-F+), CURRICOLO MULTIDIMENSIONALE (C+F-). 12. Apprendimento L’apprendimeno è un processo in cui il principiante osserva e cerca di capire i modelli mentali della persona più esperta. All’interno dell’apprendimento si viene a creare una relazione di supporto tra le parti (scaffolding), in cui il più esperto funge da guida e mette in atto strategie articolate affinché il bambino acquisisca le competenze. Dunque l’apprendimento è determinato dall’osservazione e dal gesto guidato. Lave e Wenger sostengono che l’apprendimento sia un processo di progressiva partecipazione alle pratiche socialmente significative di una società. Hedegaard sostiene che l’apprendimento sia una relazione di sviluppo tra i soggetti in crescita e i modelli culturali. 13. Mondi vitali I mondi vitali sono cerchie di relazioni fondamentali per il processo di apprendimento del bambino, all’interno delle quali il bambino è sempre più attivo e partecipativo. 14. Tre condizioni del modello pedagogico Le condizioni del m.p. sono:
  • Condizioni pedagogiche (età, istituzione educativa)
  • Condizioni d’esercizio (interne o esterne)
  • Condizioni rilevanti (ciò che educatore ed educando fanno concretamente per portare a termine il progetto educativo). 15. Pedagogia Steineriana La pedagogia steineriana deve essere definita direttamente alle necessità dell’evoluzione infantile. Questa concezione steineriana dei bisogni del bambino si basa sulla tripartizione dell’uomo in: corpo, anima e spirito. Questa concezione implica l’esigenza di educare gli allievi in questi tre ambiti. 16. Idea di rispetto L’idea di rispetto fa riferimento ad un progetto educativo ideato da tre donne che vuole eliminare le disuguaglianze tra genere maschile e femminile attraverso il gioco. Gli obiettivi sono eliminare la discriminazione e gli stereotipi di genere, favorire la libertà di espressione e l’uguaglianza. Gli obiettivi specifici sono la parità tra i sessi, la non violenza e il rispetto reciproco. 17. Educazione parentale L’educazione parentale è quell’educazione impartita dalla famiglia, che si sostituisce alla scuola. Il bambino ogni anno deve fare un esame a scuola per verificare la sua preparazione. Questo è più frequente in USA, in Italia si registrano solo all’intorno ai 300 bambini. Questo ha come vantaggio la libertà di orario e il non avere l’ansia delle verifiche e interrogazioni, che ostacola l’apprendimento. Numerosi però sono gli svantaggi: non socializzazione con il gruppo dei pari e l’esaminazione annuale.

miglioramento dello stesso. Il tempo di valutazione è un processo ciclico di diversa durata e i risultati vengono interpretati come bisogni formativi, a cui si dovrà dare risposta con i feedback, per adeguare l’insegnamento.

27. Pedagogia montessoriana sperimentale. La pedagogia montessoriana è considerata sperimentale perché si basa sull’osservazione, sulla formulazione di ipotesi. È scientifica perché si basa su psicologia sperimentale e antropologia pedagogica. Sguardo della Montessori: sguardo da scienziata, osservazione del bambino. 28. Quali sono le competenze che Kanizsa e Tramma individuano come bagaglio dell’educatore? Le competenze riferite all’educatore sono: - Competenze cognitive (corpus teorico – SAPERE) - Competenze metodologiche (capacità di azione, di trovare strategie, di problem solving – SAPER FARE) - Competenze personali (attitudine, comportamento che orienta l’individuo nelle sue azioni – SAPER ESSERE). 29. Quali sono i due approcci metodologici principali relativi al lavoro di strada secondo Kanitzsa e Tramma? - PERCORSI DI USCITA DALLA STRADA - RIABILITAZIONE - ATTIVITA’ DI RIDUZIONE DEL DANNO 30. Quali sono i tipi di risorse che intervengono e interagiscono nel progetto educativo secondo K e T? Le risorse possono essere: umane, finanziarie o materiali, esterne o interne, dirette o indirette, formali o informali. 31. Come vengono intesi i B.E.S. secondo K e T? I bisogni educativi speciali fanno riferimento a situazioni segnate dalla presenza di deficit o traumi. Sono speciali per il modo in cui incidono sui processi educativi spontanei (in famiglia o a scuola). 32. Quali sono gli obiettivi del lavoro educativo con le persone senza dimora, secondo K e T? - Avvicinamento ai servizi - Conoscenza del percorso di vita - Miglioramento della QDV - Aumento dell’autonomia - Reinserimento nella società. 33. Cos’è il progetto storico personale? Il P.S.P. è un percorso di realizzazione della persona nel tempo e nello spazio. È un progetto creato ad hoc per la persona, in base alle sue caratteristiche (età, storia di vita, disposizioni), che costituiscono la sua unicità. Viene definito storico perché si dispiega nel tempo.