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Domande e Risposte Filosofia morale, Prove d'esame di Filosofia morale

Documento contenente domande e relative risposte inerenti all'esame di Filosofia Morale tenuto dalla prof Rasini.

Tipologia: Prove d'esame

2022/2023

Caricato il 02/07/2025

Antonisio
Antonisio 🇮🇹

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DOMANDE
L’Antropologia filosofica contemporanea
1) Qual è la situazione sociale nella Germania tra gli anni'20 e'40? Quali scoperte scientifiche e tecnologiche
avvengono in quegli anni?
2) Per quale motivo Meccanicismo e Neovitalismo sono contrapposti?
3) Quali sono le specificità del vivente secondo il Neovitalismo?
4) Chi sono gli scienziati tedeschi del primo Novecento che hanno rivoluzionato la scienza? Quali furono le
loro scoperte?
5) Chi sono i rappresentanti dell'Antropologia filosofica contemporanea tedesca?
6) Quali sono alcuni elementi teorici che giustificano la loro appartenenza a un’unica corrente di pensiero?
7) In cosa consiste il concetto di indifferenza psicofisica?
8) Quando, come e perché fu riconsiderata la valutazione della corporeità? Quale fu il contributo di
Schopenhauer e di Nietzsche in merito?
Max Scheler
9) In quanti e quali periodi può essere divisa la vita spirituale e filosofica di Scheler? Cosa intendeva Scheler
con il panteismo?
10) Descrivi il testo scheleriano: "La posizione dell’uomo nel cosmo".
11) In quanti e quali modi poteva essere considerata la natura umana negli anni venti del Novecento? Che
opinioni ha Scheler di queste concezioni?
12) Per quale motivo l'uomo contiene una “insidiosa doppiezza"?
13) Quali sono le Energie e le Facoltà del mondo Biopsichico (vivente)? Descrivi la gerarchia dei viventi e
descrivi i gradi del vivente.
14) Qual è la differenza essenziale tra uomo e animale?
15) Cos'è lo Spirito (Geist) per Scheler?
16) Qual è il rapporto che il Geist tiene nei confronti dell'Uomo e dell'Animale?
17) In che modo l'Uomo viene migliorato dallo Spirito?
18) In che posizione si trova il Geist per Scheler? Come acquisisce il proprio potere lo Spirito? Quali sono le
teorie dello Spirito rifiutate da Scheler? Che relazione ha lo Spirito con la Natura?
19) Cos'è la Sublimazione? Come influisce questa sulla divinità? Cosa critica Scheler a Cartesio?
20) Cosa critica Scheler al Meccanicismo e al Vitalismo? Da cosa nasce il senso religioso?
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DOMANDE

L’Antropologia filosofica contemporanea

  1. Qual è la situazione sociale nella Germania tra gli anni'20 e'40? Quali scoperte scientifiche e tecnologiche avvengono in quegli anni?
  2. Per quale motivo Meccanicismo e Neovitalismo sono contrapposti?
  3. Quali sono le specificità del vivente secondo il Neovitalismo?
  4. Chi sono gli scienziati tedeschi del primo Novecento che hanno rivoluzionato la scienza? Quali furono le loro scoperte?
  5. Chi sono i rappresentanti dell'Antropologia filosofica contemporanea tedesca?
  6. Quali sono alcuni elementi teorici che giustificano la loro appartenenza a un’unica corrente di pensiero?
  7. In cosa consiste il concetto di indifferenza psicofisica?
  8. Quando, come e perché fu riconsiderata la valutazione della corporeità? Quale fu il contributo di Schopenhauer e di Nietzsche in merito? Max Scheler
  9. In quanti e quali periodi può essere divisa la vita spirituale e filosofica di Scheler? Cosa intendeva Scheler con il panteismo?
  10. Descrivi il testo scheleriano: "La posizione dell’uomo nel cosmo".
  11. In quanti e quali modi poteva essere considerata la natura umana negli anni venti del Novecento? Che opinioni ha Scheler di queste concezioni?
  12. Per quale motivo l'uomo contiene una “insidiosa doppiezza"?
  13. Quali sono le Energie e le Facoltà del mondo Biopsichico (vivente)? Descrivi la gerarchia dei viventi e descrivi i gradi del vivente.
  14. Qual è la differenza essenziale tra uomo e animale?
  15. Cos'è lo Spirito (Geist) per Scheler?
  16. Qual è il rapporto che il Geist tiene nei confronti dell'Uomo e dell'Animale?
  17. In che modo l'Uomo viene migliorato dallo Spirito?
  18. In che posizione si trova il Geist per Scheler? Come acquisisce il proprio potere lo Spirito? Quali sono le teorie dello Spirito rifiutate da Scheler? Che relazione ha lo Spirito con la Natura?
  19. Cos'è la Sublimazione? Come influisce questa sulla divinità? Cosa critica Scheler a Cartesio?
  20. Cosa critica Scheler al Meccanicismo e al Vitalismo? Da cosa nasce il senso religioso?

Arnold Gehlen

  1. Qual è il metodo filosofico di Gehlen? Qual è l'intenzione della sua filosofia?
  2. Gehlen fu influenzato da Scheler? In che misura?
  3. Cosa contrappone Gehlen a Scheler?
  4. Che rapporto c'è tra l'Uomo e l'Animale secondo Gehlen? Come Gehlen descrive l'Animale?
  5. Che cos'è l'Uomo per Gehlen?
  6. Come giustifica le proprie posizioni filosofiche sull'Uomo?
  7. Qual è per Gehlen lo scopo dell'Agire umano?
  8. Quale vantaggi e svantaggi porta all'Uomo la sua totale apertura al mondo?
  9. Cos'è l'Esonero? Quali modalità ha l'uomo a sua disposizione per esonerarsi? A che scopo si esonera l'Uomo?
  10. Qual è per Gehlen lo scopo delle istituzioni?
  11. Che rapporto ha l'Uomo con la Tecnica?
  12. Qual è il ruolo della Tecnica?
  13. Cos'è la Ragione e che rapporto ha con la Tecnica, secondo Gehlen?
  14. Perché l'uomo tende a sostituire l'organico con l'inorganico?
  15. Che vantaggi e caratteristiche può vantare e apportare alle invenzione umane l'inorganico?
  16. Come si è trasformata la Tecnica nel corso dei secoli?
  17. Che rapporto vi è tra Tecnica e Magia? Cosa hanno a che vedere con Regolarità e automatismi?
  18. Che cos'è il Processo di oggettivazione? Perché l'Uomo deve compierlo? Cos'è il Circolo dell'Azione?
  19. Quali fenomeni culturali di nuova generazione legati allo sviluppo ultratecnologico Gehlen nota, criticandoli, nella società contemporanea?
  20. Cosa indica Gehlen con l'espressione "Nuovo soggettivismo"? RISPOSTE L’Antropologia filosofica contemporanea
  21. Gli anni '20 e '40 saranno ricordati in Germania e in tutto il mondo industrializzato come epoca di grandi crisi e trasformazioni oltre che in campo socio-politico anche in quello scientifico.
  • Helmut Plessner (1892-1985) fu autore de "I gradi dell'organico e dell'uomo" e accusato ingiustamente da Scheler di plagio
  • Arnold Gehlen fu autore de "L'uomo. La sua natura e il suo posto nel mondo" e criticò la metafisica di Scheler e usa un approccio più realistico, naturale, vivente (Attraverso un approccio empirista)
  1. Questi elementi peculiari sono:
  • Necessità di una indagine filosofica innovativa che sia coerente e unitario, che parta su basi e categorie nuove senza fare riferimento a filosofie antecedenti.
  • Attenzione ai risultati della scienza in quanto la scienza debba aiutare la filosofia e andarci d'accordo senza contrastarsi, sia la scienza che la filosofia devono però essere indipendenti tra loro.
  • Ricerca di un principio unitario per contrastare il dualismo che ha sempre contraddistinto il dualismo che ha da sempre contraddistinto la filosofia occidentale si vuole ora e definire quindi l'uomo un tutt'uno.
  • Confronto tra uomo e animale dove verrà messa una differenza tra uomo dove verrà messa una differenza sostanziale metodologica tra uomo e animale la scienza confuta con la figura di Konrad Lorenz e dei suoi studi etologici (che sottolinearono l'appartenenza dell'uomo al regno degli animali e quindi dei viventi) a ciò si aggiunse la ricerca della presenza dell'intelligenza animale per capire ciò Scheler si appella a Wolfgang Köhler per un esperimento a Tenerife su scimmie antropoide dove si scoprì la loro capacità di insight, apprendimento ideazione, invenzione (intelligenza animale).
  • Relazione tra uomo e mondo per definire la differenza tra uomo e animale diviene importante la distinzione di ambiente e mondo. Il biologo che viene richiamato è Jakob von Uexküll secondo cui ogni animale è un soggetto che vive in base al suo ambiente (mondo) al quale è adatto mentre l'uomo ha diversi mondi di possibilità di adattamento. Per von Uexküll, infatti, ogni animale è un soggetto adatto e specializzato al proprio ambiente. Non esiste un unico ambiente e l'uomo può vivere in multipli ambienti in quanto al contrario dell'animale è aperto al mondo (concezione che sarà criticata da Scheler e Gehlen) e si protegge dalla natura con la cultura. Gehlen sosterrà infatti che l'uomo è uomo da quando usa la tecnè senza di essa sarebbe anch'esso animale.
  1. Il concetto di indifferenza psicofisica consiste nel superare il dualismo cartesiano ed evitare ricadute vitalistiche. Coniato da Scheler. Il principio che presiede all’esistenza del vivente (uomo) deve essere «psicofisicamente indifferente». Non avere quindi differenze a livello psicofisico. Scheler, Plessner, Gehlen sostengono tutti questo principio, ma denominandolo diversamente: M. Scheler: principio biopsichico (Secondo cui tutti i viventi sono entità biopsichiche che hanno corpo e psiche unite quindi hanno vita) H. Plessner: principio posizionale A. Gehlen: principio dell’azione (secondo cui attraverso l'osservazione delle sue azione possiamo confrontarlo con gli altri viventi e ricavare la sua essenza e cosa lo rende uomo, ovvero le sue categorie)
  1. A partire dalla fine del XIX secolo ci fu una rivalutazione della concezione corporale che fino a poco tempo veniva concepito negativamente (Cristianamente). Il corpo (consistenza materiale) venne quindi considerato via di comunicazione della psiche che lo usa per esprimersi attraverso i sensi (sensibilità che ci permettono di percepire il mondo e ciò che ci è esterno. Ogni vivente inoltre esprime (espressività) la propria interiorità attraverso la corporeità, infine la corporeità è caratterizzata da istintività in parte trattata da Scheler e Gehlen. Anche Schopenhauer e Nietzsche presero in esame quest'argomento. Secondo Schopenhauer il corpo nasconde la verità del mondo, ma che possiamo percepire sollevando il Velo di Maia ovvero notando ciò che sentiamo per esempio da affamati o arrabbiati. Secondo Nietzsche il corpo ha una importante funzione perché grazie ai propri impulsi che cerca di trattenere e sopprimere ne incanala il potere intellettualmente. Max Scheler
  2. La biografia scheleriana è segnata da tre periodi chiave: Periodo spiritualistico (1899-1912), Periodo cattolico (1912-1922) e periodo Panteista (1922-1928). Scheler indica il panteismo come quella corrente di pensiero spirituale secondo la quale l'esistenza di una divinità immanente e divide i concetti di anima e spirito. il Dio di Scheler è diffuso nel mondo e crea da dentro il mondo ed è impersonale. Inoltre secondo il panteista Scheler guardando il mondo con la giusta visione delle cose diviene possibile percepire l'essenze e i valori (sia giusti che sbagliati). I valori erano a suo parere assoluti e materiali in quanto riconoscibili.
  3. "La posizione dell’uomo nel cosmo" è il testo ricavato da una conferenza tenuta nel 1927 in cui sono delineati i tratti fondamentali della concezione antropologico-filosofica di Scheler,. Nella Prefazione Scheler dichiara di avere elaborato un’antropologia filosofica in cui l’uomo appare enigmatico a se stesso, questo perché si attraversa un periodo di profonda innovazione scientifica e filosofica che indaga l'uomo a comparti separati e che tende a prendere in esame temi senza unirli, mentre per Scheler per capire il creato bisogna partire dall'uomo e collegare gli altri temi. La ricerca sul tema deve partire da basi rinnovate e senza ricondurre la questione a qualche pensiero precedente, bensì tenendo conto dei dati messi a disposizione dalle diverse scienze particolari. Scheler sostiene che tutte le scienze devono collaborare tra loro e con la filosofia per conoscere l'uomo e il resto del creato. Secondo Scheler, inoltre, è necessario rimuovere le conoscenze precedenti e ripartire da capo.
  4. In quegli anni era possibile considerare la natura umana in tre distinti modi:
  • Tradizione religiosa giudaico-cristiana: L'Uomo è creato da Dio
  • Tradizione filosofica greca: L'Uomo è animale razionale dotato di Logos e di Quid
  • Tradizione scientifica (evoluzionismo monista di Wallace NON DARWINISMO): L'Uomo è l'apice della scala evolutiva dei viventi del pianeta Terra in base alla sua complessità

la comprensione immediata di stati di cose, il pensiero produttivo e anticipativo, l'introduzione di novitò comportamentali (quindi soluzioni "creative" di problemi mai affrontati in precedenza). L'intelligenza pratica è connessa alla capacità di scelta, ma non a quella di preferire un valore a un altro. Oltre ad elaborari questi gradi e le differenze presenti tra loro, Scheler sostiene che ogni grado inferiore sia posseduto e quindi sia presente in quello superiore.

  1. Scheler è convinto che tra l'uomo e l'animale ci sia una differenza di essenza (differenza quantitativa). Non è l’intelligenza in sé (che appartiene anche all’animale); è invece “un carattere posto molto al di sopra di ciò che viene generalmente inteso con i termini di ‘intelligenza’ e ‘capacità di scelta’”; è un NUOVO PRINCIPIO, che si trova al di fuori della vita: lo SPIRITO (Geist) che non è psiche. Inoltre il Geist permette all'uomo di avere tratti unici e distintivi ovvero le emozioni e i sentimenti come: l'amore, il pentimento, la bontà e il rispetto. Solo l'Uomo può essere considerato persona perché dotato di Spirito. L'Uomo grazie al Geist è in grado quindi di compiere il bene, ma anche di scegliere il male, in breve il Geist concede all'Uomo il libero arbitrio.
  2. Lo Spirito è ciò che libera l'Uomo, se questi lo permette di liberarsi dal giogo dell'organicità abbandonando i suoi piaceri (sesso, cibo, alcool) e dedicandosi alla contemplazione dello spirito che diventa anche cultura. È quindi per questo motivo che il Geist è un principio nuovo e “opposto” alla vita (ma non in lotta con essa) (lo Spirito ha bisogno di risucchia la 'energia vitale della Natura (Vita), trasformandole in proprie energie, in proprie forze). Lo Spirito rende l’uomo “APERTO AL MONDO” (mentre l’animale rimane chiuso nel proprio ambiente), offrendogli una “liberazione” dalla schiavitù animale (in questo senso è una specie di “scintilla divina”). L’uomo è in grado di comportarsi come ILLIMITATAMENTE aperto al mondo grazie al Geist. Il Geist, inoltre permette all'Uomo di svincolarsi dal mondo naturale per costruire i propri mondi culturali. Lo Spirito proprio per essere all'apice del creato è il più vulnerabile e impotente (come accade nel Cristianesimo con Gesù).
  3. L’uomo, grazie allo Spirito, ha con la realtà un rapporto rovesciato rispetto a quello degli animali. Rapporto dell’animale con l’ambiente:
  • Il suo comportamento parte sempre da uno stato psicofisiologico (quindi da uno stato organico);
  • L’animale induce cambiamenti nell’ambiente reagendo alle pulsioni;
  • Tali modificazioni inducono un cambiamento dello stato organico. Comportamento dell’uomo (in quanto ente spirituale):
  • È innescato da motivazioni non legate allo stato biologico, ma alla spiritualità;
  • Si ha una libera azione di inibizione o disinibizione della pulsione in quanto il Geist riequilibria l'uomo, mentre l'eros secondo Scheler trasforma le pulsioni in creatività e costruttività (arte) ed inoltre secondo Scheler l'Uomo ha bisogno di relazionarsi con l'altro spinto da pulsioni interne (teoria delle menti);
  • Si determina una modificazione avvertita come valida in sé e oggettiva. Infine secondo Scheler l'uomo è dotato di empatia grazie allo spirito e per questo può capire cosa prova l'altro e agire di conseguenza (nel bene e nel male), ma anche di simpatia con cui l'Uomo interviene moralmente a risollevare l'altro oltre ovviamente risolvere praticamente i problemi.
  1. Grazie al possesso dello Spirito, l’uomo ha ottenuto le categorie di “sostanza”, “spazio” e “tempo” e il senso del “vuoto”.
    • In quanto “persona”, l’uomo si slancia oltre se stesso e il mondo.
    • Lo Spirito è pura attualità, non può essere oggettivato ed è semplice esecuzione dei suoi atti.
    • L’atto fondamentale dello Spirito è l’ideazione.
    • L’uomo è detto da Scheler “l’ASCETA della vita”, perché può discostarsi da tutto ciò che lo mantiene legato alla dimensione organica, e “dire di no alla vita” (l’animale non può invece discostarsene).
  2. Lo Spirito è per sua natura privo di potere, infatti per Scheler più un'entità si trova in alto nella scala del creato più è debole e impotente ma è più capace di chi si trova in basso. Scheler sosteneva questo perché a suo parere più una creatura era in bassa nella scala più era a livello vitale che per lui equivale a brutale. La Vita, infatti, secondo Scheler è potenza, forza, energia, bassezza, bestialità, forza bruta e si basa sul qui e ora. Il Geist, invece, è inizialmente privo di qualsiasi potere (che otterrà successivamente risucchiandolo dalla Natura) e si manifesta nella sua purezza nella ascesi (sublimazione), in quanto l'asceta si emancipa dalla vita o se ne serve per azioni spirituali proprio per questo secondo Scheler l'asceta è colui che concretizza lo spirito nel suo corpo. Grazie allo spirito l'uomo è in grado di astrarre e realizzare, di concepire mondi esterni a quello reale e grazie allo spirito può proiettarsi nel futuro ed essere autocosciente e non solo cosciente come gli animale per cui conta solo l'hic et nunc. Vi sono due teorie sullo Spirito che Scheler rifiuta:
  • quella “negativa”, secondo cui la spiritualità umana deriverebbe dal “no” ascetico (come nella teoria buddista che vede lo spirito come una conseguenza e non una causa dell'ascetismo);
  • quella “classica”, secondo la quale l’uomo è parte di un cosmo regolato dal Logos = Spirito che è dotato di energia e che si basa sulla potenza. Per Scheler la relazione dello Spirito con la Natura è ambivalente in quanto le energie stanno “in basso”, nel mondo organico, che infatti è pienamente autonomo; la spiritualità sta in alto, ma per realizzarsi ha bisogno
  1. Arnold Gehlen si contrappone essenzialmente al dualismo cartesiano, che distingue una res cogitans e una rex estensa; anche Scheler ha cercato di ricongiungere anima e corpo nel principio biopsichico, ma poi ha introdotto lo spirito, come secondo principio, ricadendo in una forma di dualismo, secondo Gehlen infatti, Scheler sbaglia producendo il dualismo spirito/corpo dopo che ha allontanato il dualismo cartesiano. Ma soprattutto Scheler si affida al metodo metafisico: lo spirito infatti è un principio empiricamente non osservabile, mentre Gehlen intende seguire il metodo empiristico, nella determinazione delle categorie dell’uomo. Di Scheler critica lo schema graduale, cioè il tentativo di ricomporre il sistema dei viventi percorrendo una scala di continuità che conduce dall’infimo dei viventi sino all’uomo. In poche parole Gehlen critica di Scheler il mettere nello stesso schema graduale uomo e esseri infimi dandogli implicitamente qualcosa in comune, inoltre ne critica l'arrivo di un concetto metafisico (Geist) che non è scientifico né credibile. Il problema per Gehlen è quindi lo schema graduale in sé.
  2. Secondo Gehlen l’uomo NON si colloca sulla stessa linea evolutiva dell’animale, perché SIN DALL’INIZIO appartiene a un PIANO DIVERSO, quello di un PROGETTO PARTICOLARE, AUTONOMO della natura Gehlen sostiene infatti che l'Uomo è un progetto a parte della Natura che ha concepito due distinte linee evolutive quella umana e quella animale, l'uomo (ovvero l'essere che agisce) e l'animale sono diversificati dalla legge dell'azione. L’animale, sostiene Gehlen, è specializzato, definito nei suoi rapporti con l’ambiente, anche grazie all’importante ruolo dell’istinto; è adattato all’ambiente, chiuso in esso, in quanto vi trova ciò che gli serve per sopravvivere; segue una linea si cambiamenti che può essere descritta dalle teorie evoluzionistiche, ma che non si riscontra nell’uomo (Gehlen è antidarwiniano, ma sembra attribuire a Darwin idee scorrette). Gli animali reagiscono all'ambiente (fame, pericolo, ecc..) nel qui e ora e non fanno progetti gli uomini invece agiscono, progettano e si proiettano nel futuro risolvendo i problemi in anticipo e rispettando le leggi morali che egli stesso s'impone. In conclusione l'animale a differenza dell'uomo è definito, quindi è specializzato è adattato all'ambiente mentre l'uomo adatta a sé l'ambiente. L'ambiente umano è artificioso, non esisterebbe, ne diventa dipendente (le istituzioni). Secondo Gehlen, l'evoluzionismo è valido solo per gli animali.
  3. Secondo Gehlen l’uomo è un essere BIOLOGICAMENTE CARENTE, privo di specializzazioni e di istinti (che gli animali hanno) ed è costretto ad AGIRE per sopravvivere (è l’essere agente) in quanto L’AZIONE è la vera caratteristica dell’uomo mentre la ragione ne è conseguenza, non presupposto. Per Gehlen, quindi, l'uomo si comporta come si comporta proprio perché carente biologicamente per questo motivo l'uomo trasforma la natura, perché non potrebbe stare nella natura così com'è, ha quindi la possibilità di modificare grazie alla fiamma della ragione e della tecnica, l'intelligenza umana scaturisce, secondo Gehlen, dall'azione e agisce per innatezza e per trasformare il mondo. L'uomo non ha quindi, un suo ambiente come gli animali deve dunque costruirselo da solo anche a costo di modificare e danneggiare la natura. L'ambiente umano è l'istituzione oltre che la società, comunità, città. L'uomo ha bisogno di darsi un immagine di sé stesso su cui poggiare le proprie convinzioni, concezioni, rapporti con l'interno e l'esterno. Per Gehlen gli animali non danno particolari contributi al cambio di

natura, vive e basta. Per completarsi l'uomo deve definirsi, concepirsi, mentre l'animale nasce e resta specializzato. L'uomo segue imperativi e comportamenti diversi in base alla concezione di sé, per Gehlen l'Uomo che ricerca se stesso adempie ad un dovere morale oltre la teoria.

  1. Per sostenere la sua posizione, Gehlen cerca di agganciarsi alle teorie, sostenute da alcuni contemporanei, dei primitivismi organici (caratteristiche organiche e prenatali, si mantengono caratteristiche fetali) e della neotenia (una caratteristica che prevede la presenza di caratteristiche del neonato nel corpo adulto) e successivamente considera l’uomo come “originariamente” sprovvisto dei mezzi di sussistenza necessari e pertanto costretto a sviluppare una speciale abilità: attraverso il mito di Prometeo, le teorie della compensazione (Teoria elaborata da Herder secondo cui L'uomo nasce svantaggiato, ma ottiene una compensazione a quella mancanza). A questa posizione si oppone Paul Arlberg che sosteneva la teoria evolutiva e che l'uomo fosse diverso dagli altri animali attraverso l'uso della tecnica (armi e abiti).
  2. Dal momento che Gehlen definisce l'uomo, come fece Nietzsche, non definito significa che l'uomo ha bisogno definirsi deve cioè costruire se stesso e il proprio futuro PROGETTANDO (come Prometeo). Per fare ciò l’uomo dunque AGISCE per creare artificialmente quello che l’animale ha sin dalla nascita. AGIRE significa, dunque, arginare il profluvio di stimoli che lo assalgono, selezionare quelli ai quali può e vuole rispondere e procurarsi i mezzi per farlo; significa trasformare le “condizioni naturali” e produrre un suo “ambiente” (anzi, degli “ambienti”) che gli consentano di vivere, significa sostanzialmente produrre CULTURA e trasformare situazioni di vita naturali in artificiali (lavorando sull’esterno e su se stesso). Tramite l'agire, infatti, è possibile spiegare l'intero comportamento umano e riprendo Herder, Gehlen parla di carenza umana e ambiente animale, parla poi di origini e del linguaggio (parlato) in quanto la parola insieme un mondo.
  3. l’uomo è APERTO al MONDO (non chiuso in un ambiente come lo è l’animale), Grazie alla dimensione culturale, l’uomo ottiene “ambienti” propri, dotati delle caratteristiche che gli offrono molteplici vantaggi:
  • Libertà
  • L’apertura al mondo gli offre infinite (illimitate) possibilità di scelta, ma al contempo rappresenta un enorme rischio: il rischio di fallire, di indebolirsi, di non avere certezze. L'uomo deve quindi scegliere cosa fare (con il rischio di sbagliare) che diventa abitudine (una volta che compia un'azione più volte). Grazie alle abitudini regole e norme si normalizzano, si esonera e guadagna la certezza della cosa giusta. L'animale invece compie sempre la scelta giusta grazie all'istinto.
  • L’assenza di certezze (che fa parte “costitutivamente” della natura umana, è infatti parte integrante dell’idea di carenza organica) Piuttosto che di “formazione” (una idea portante del Romanticismo tedesco), Gehlen parla di bisogno di “disciplinamento” (impositivo) e di un sistema di guida forte e autoritario.
  1. Il concetto di ESONERO (Entlastung) è un concetto essenziale nel pensiero di Gehlen; è un “effetto collaterale” e indispensabile in ogni piano dell’agire umano, che dà impulso al cambiamento e al progresso sono da considerarsi modalità di Esonero:

La Tecnica opera attraverso l'agire tecnico ovvero tutto ciò che trasforma elementi naturali in elementi non naturali (dalla pietra che diventa arma tagliente, al suono vocale che diventa parola), quindi la Tecnica mette la natura al servizio dell’uomo (soggiogazione). La Tecnica è paragonata da Gehlen al FUOCO (Prometeo) ed è ambigua (bene e male).

  1. Per “ragione” si dovrebbe intendere un portato o un “derivato” dell’essere tecnico mentre la Tecnica è “specchio dell’uomo” e insita nella sua essenza. Naturalmente, le capacità mentali dell’uomo vanno messe in relazione alle “imperfezioni degli organi” (carenza biologica) di questo essere [differenza rispetto all’animale]. Di conseguenza la tecnica non è il frutto della ragione: è innata (dimostrazione: le grandi invenzioni non sono ispirate dalla Natura), secondo Gehlen infatti, l'Uomo inventa oggetti non presenti in natura quindi a suo parere la Ragione umana non trae spunto in alcun modo, inoltre la tecnica non è “non razionale”, ma piuttosto “prerazionale” come la magia che per Gehlen è una forma primitiva di Tecnica e ne condivide la funzione, infine, la produzione tecnica ha a che fare con “risonanze” irrazionali ovvero il ritmo, infatti Gehlen dimostra che le macchine e le invenzioni umane sono ritmiche e ripetitive (anche a livello sonoro) perché anche l'uomo è ritmico e ripetitivo.
  2. La storia dell’umanità dimostra una tendenza originaria alla sostituzione progressiva dell’organico con l’inorganico. I materiali organici vengono sempre più sostituiti con materiali sintetici; le forze originate da organi e organismi sono sempre più rimpiazzate da forze inorganiche. Direzione: verso l’emancipazione totale dall’organico, il che significa allontanamento da elementi “naturali” e utilizzo (generazione) di elementi artificiali e meccanici. [tecnica = grande uomo; tecnicizzazione = allontanamento da natura; l’uomo si realizza nel processo di artificializzazione]
  3. I motivi che favoriscono questa progressiva sostituzione sono: L’inorganico è più efficiente e duraturo L’inorganico è in genere più facilmente reperibile (sintetico) L’inorganico è più velocemente riproducibile L’inorganico è più prevedibile e facilmente conoscibile (quantità) La tendenza della tecnica è la stessa dell’uomo, il quale dunque, a sua volta, procede verso una emancipazione dall’organico (verso l’artificialità più estrema).
  1. Nel corso dei secoli, la tecnica ha subito una evidente trasformazione qualitativa: Si sono dati mutamenti strutturali di certe aree culturali, che hanno previsto una velocizzazione dello sviluppo tecnologico e condotto a risultati prodigiosi: In epoca moderna si è infatti verificata una collaborazione virtuosa tra scienza naturale, tecnica e industria (capitali). Questa combinazione funzionale costituisce anche una congiuntura epocale che porta con sé una modificazione della coscienza e delle strutture della razionalità.
  2. L’idea della magia come tecnica arcaica sostiene l’argomento della irrazionalità e innatezza della tecnica (non appresa e prerazionale, diffusa ovunque); connessa al bisogno di ampliare il potere sulla natura. La Tecnica “naturale” e la Tecnica "soprannaturale” condividono dunque l’intervento sulle condizioni reali al fine di produrre vantaggi all’uomo. Le arti magiche (come anche le produzioni tecniche), infatti, aspirano a garantire la regolarità dei processi naturali e rivelano il bisogno di stabilità tipica dell’uomo (un ente carente e costretto a fare programmi), da ciò possiamo quindi notare che il bisogno di regolarità ha a che fare anche con il fascino per l’automatismo e con il fenomeno della risonanza (prerazionali)
  3. L’uomo, per conoscersi, deve passare da fuori di se stesso, deve oggettivarsi, per farlo cerca di riconoscersi in ciò che lo circonda e in particolare nella ritmicità (lui stesso è ritmicità) oltre a cercare di produrre e riprodurre se stesso (la macchina). Il “circolo dell’azione”, ovvero quel concatenamento di eventi grazie al quale ogni azione ha un effetto sul mondo che produce un feedback, un ritorno, una reazione, di conseguenza questo "circolo dell'azione" è altamente esonerante in quanto esemplifica il processo come agire dell’uomo: è il movimento plastico attraverso il quale è in grado altresì di avvertire un esito ed eventualmente correggere l’azione e infine automatizzarla. Possiamo quindi notare che il circuito regolatore della Tecnica ha la stessa forma (è quindi molto simile) del circuito dell’azione umana.
  4. Questi fenomeni sono:
  • Astrattezza (Diffusione di schemi astratti, intellettualizzazione, matematizzazione)
  • Specializzazione (Suddivisione del sapere in settori, emergere di specialisti)
  • Diffusione di una mentalità empirica (Uso prevalente di osservazione e sperimentazione)
  • Controtendenza al primitivismo (Basso livello proposte culturali, diffusione dell’opinione, elementarizzazione del sapere, ma anche ricerca di forti eccitazioni; massificazione; scomparsa della raffinatezza)