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dal libro Marketing Driven Management, Lambin, Tesser, Galvagno
Tipologia: Prove d'esame
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1)Differenza orientamento alla vendita-al marketing Appunti: orientamento alla vendita F 0E 8l’obiettivo è imporre un prodotto sul mercato e per fare ciò si ricorre alla pressione;condizioni di mercato: offerta è superiore alla domanda e il consumatore è consapevole. L' orientamento alle vendite è un approccio al marketing che consiste nel mettere l'obiettivo della vendita al centro della strategia d'impresa. Orientamento alle vendite : a partire dagli anni '50 e '60 del Novecento si cerca di vendere ciò che si produce. È una prospettiva di tipo inside-out , praticata soprattutto nel breve termine, e con prodotti/servizi a bassa visibilità ( unsought goods ), oppure in casi di sovrapproduzione, o ancora quando un mercato è saturo (e quindi va conquistato con la forza vendita). Anche in questo caso il rischio è di capire poco cosa desidera il consumatore finale.
Orientamento al mkt F 0E 8 parte dalle esigenze del consumatore per soddisfarle; conseguenze: il consumatore riacquisterà il prodotto in futuro e ne parlerà bene (immagine positiva del prodotto). Questo orientamento prevale nel medio-lungo termine. Si produce ciò che il cliente desidera o per soddisfare un bisogno del consumatore. Orientamento al marketing : consiste nella comprensione dei bisogni del cliente, per produrre i beni e quindi soddisfarli. È una prospettiva di tipo outside- in , o anche pull (capire il mercato) anziché push (spingere sul mercato). Nasce a partire dagli ultimi anni del Novecento ed è sempre in continuo sviluppo fino ai giorni nostri.
2) concetto di marketing e discussione Pagina 3: marketing= soddisfare i bisogni del cliente in modo redditizio; letteralmente significa “il processo con cui si mette nel mercato”.
Il concetto tradizionale di marketing si fonda su 3 pilastri:
favorisce anche l’interesse dell’impresa.
P16:lo sviluppo del concetto di marketing ha innescato un circolo virtuoso di sviluppo economico:
Concetto di mkt F 0E 8analisi dei bisogni dei consumatori, guida le decisioni di investimento e produzione sulla base di queste esigenze, sviluppa prodotti adeguati alle diversità di gusti, stimola l’innovazione e l’imprenditorialità. Il marketing è l'insieme delle azioni poste in essere dalle imprese per raggiungere un determinato obiettivo aziendale sul mercato. Esistono diverse definizioni di marketing. Alcune sono più orientate alla produzione d'impresa (product oriented) altre sono più orientate al soddisfacimento dei bisogni (customer oriented). il marketing consiste nella pianificazione delle decisioni d'impresa sulle diverse leve a disposizione (es. distribuzione, prezzi, pubblicità, ricerca, organizzazione, vendita, ecc) allo scopo di conseguire un obiettivo finale (profitto, quota di mercato, vendite, fatturato, ecc).
3) soddisfazione e fedeltà (matrice della soddisfazione)
clienti e creare con questi un rapporto mutualmente redditizio;condivisione dei vantaggi tra acquirente e venditore; presta attenzione ai vantaggi non economici. il marketing relazionale non analizza ampi segmenti di consumatori, ma tende a interessarsi a target molto precisi, cercando di creare un filo diretto tra l'azienda e ogni singolo consumatore attraverso molteplici canali: dalla comunicazione web a quella telefonica (call center), la relazione tende ad essere bilaterale e permette alle aziende di conoscere in maniera approfondita i propri interlocutori. Vendita relazionale=importanza delle motivazioni d’acquisto del cliente, ricerca di una relazione duratura mutualmente soddisfacente tra venditore e cliente. Per ottimizzare il Marketing Relazionale è necessario creare con la clientela una relazione di tipo personalizzato attraverso:
5) fattori sociali, ambientali, culturali influenzanti il consumo Appunti: il consumatore nelle scelte di acquisto e consumo, è influenzato da fattori macroeconomici ( fattori politici, economici, sociali, legislativi, tecnologici), da fattori influenzanti e dal marketing mix. fattori sociali:riguardano le relazioni tra le persone; analisi dei gruppi sociali di riferimento: primari(persone con cui si hanno relazioni personali ed individuali come la famiglia e gli amici) e secondari(persone a cui ci si ispira ma con cui non si hanno relazioni dirette). L’individuo riceve una doppia spinta all’acquisto e al consumo: spinta a conformarsi (agli acquisti degli altri membri del gruppo per soddisfare un desiderio di
appartenenza e di identificazione) e spinta a differenziarsi dagli altri gruppi (ogni gruppo cerca la propria identità).
fattori ambientali:fattori politici ed economici (?) fattori culturali:la cultura (insieme di valori che identificano un gruppo e che vengono acquisiti con la socializzazione fin dall’infanzia)influenza gli acquisti del consumatore senza che questo se ne renda conto e per questo è il fattore più importante.
6) processo d’acquisto b2b e b2c Il processo di acquisto è il percorso che conduce un consumatore all'acquisto di un bene o di un servizio: insieme di attività che precedono, accompagnano e seguono le decisioni d’acquisto e durante le quali l’individuo interviene attivamente per compiere delle scelte certe. Pagina 103: il processo d’acquisto e consumo nei mercati B2C F 0E 8 consumatore individuale. Si parla di processo d’acquisto B2C quando il marketing si rivolge ai consumatori. L’interlocutore dell’azienda produttrice del bene o servizio è il consumatore finale, non una azienda. La comunicazione commerciale deve proporsi di fornire informazioni e di influenzare l’atteggiamento e il comportamento d’acquisto dei potenziali clienti. La comunicazione avviene attraverso: promozioni, vendite personali, relazioni pubbliche, direct marketing, sponsorizzazioni, web marketing.
È caratterizzato da 5 fasi: individuazione del problema, ricerca di informazioni, valutazione delle possibili alternative, decisione d’acquisto, comportamento dopo l’acquisto. L’acquirente è un soggetto attivo. Questo comportamento d’acquisto segue il principio della razionalità limitata (gli individui hanno capacità cognitive limitate). Le scelte sono oggetto di riflessione preliminare e si effettuano sulla base di previsioni di dati futuri. I consumatori possono adottare 3 diversi approcci risolutori:
prodotto della concorrenza, qui invece un prodotto della concorrenza richiede gli stessi lunghi processi decisionali di acquisto che possono comportare anche mesi prima di essere implementate.
Il marketing nel B2B è definibile come un insieme di gestione di relazioni, un management rivolto a creare sviluppare e mantenere un network di relazioni che assicurino la vita e la crescita di una impresa che operi nel business to business.
La comunicazione nel B2B è di tipo razionale e informativa più che emozionale. La comunicazione in questo tipo di imprese prepara il campo alla forza di vendita, creando o rafforzando l’immagine positiva per l’impresa e ottenendo un clima di fiducia presso il target in grado di influenzare la decisione di acquisto. Ufficio vendite e ufficio marketing devono relazionarsi per lavorare sinergicamente al raggiungimento della vendita. In questo tipo di rapporto tra venditore e acquirente il valore della marca del prodotto è molto meno importante che per i prodotti di massa, mentre la reputazione aziendale è fondamentale a garanzia per questo tipo di business (sicurezza, garanzia, affidabilità e credibilità).
7)motivazione del cliente finale Pagina 84: la motivazione spinge a mettere in atto un comportamento finalizzato a un preciso obiettivo; la motivazione ha la funzione di attivare e orientare i comportamenti fornendo l’impulso ad agire e definendo la direzione di tali comportamenti. Esistono due approcci che spiegano l’origine della motivazione e quindi del comportamento individuale:
fondamentale è l’apprendimento. La motivazione è una spinta che viene subita dall’individuo.
Principali teorie della motivazione di tipo comportamentista:
8)componenti dell’atteggiamento Appunti: l’obiettivo del marketing è ottenere un atteggiamento positivo verso il prodotto. L’atteggiamento è formato da 3 componenti fondamentali:
L'atteggiamento come valutazione in relazione ad un oggetto è stato associata a tre componenti psicologiche:
correttamente i reclami dei clienti insoddisfatti trovando soluzioni appropriate ai loro problemi, infine ricompensare i clienti che dimostrano fedeltà. È importante saper gestire i reclami poiché sono fonti di informazioni essenziali e perché il cliente insoddisfatto accetta il problema purchè l’impresa apporti una soluzione adeguata. Dal momento che non tutti i clienti insoddisfatti comunicano con un reclamo, l0impresa deve avere un atteggiamento proattivo, misurando regolarmente il grado di soddisfazione di diversi gruppi di clienti e identificando le cause dell’insoddisfazione.
10)dilemma standardizzazione- adattamento del marketing internazionale Pagina 42:le imprese che adottano un marketing internazionale devono decidere quale strategia utilizzare nell’approccio con i mercati esteri:
La necessità di adottare un approccio globale di marketing dipende dalle caratteristiche del contesto del mercato in cui l’impresa opera. L’ambiente internazionale va analizzato tenendo conto di forze locali (espresse dai clienti locali, bisogno di reattività e adattamento locale) e forze globali (incentivi all’integrazione e alla standardizzazione globali).
Driver della globalizzazione: (pagina 44)
Vantaggi: possibilità di generare economie di scala (riduzione dei costi F 0E 0 vantaggio competitivo); velocità di penetrazione nel mercato (le imprese globalizzate sono molto centralizzate); opportunità di creare un’unica marca e un’unica identità di marca a livello globale (stesso prodotto negli stessi segmenti di clienti in tutto il mondo). svantaggi: effetto negativo della centralizzazione (velocizza il lancio di nuovi prodotti ma rallenta le altre decisioni di marketing); scarsa sensibilità alle condizioni dei mercati locali e quindi minore reattività (meno contatti con i mercati locali dovuti alla centralizzazione); pericolo di sviluppare prodotti non in linea con le esigenze dei consumatori; gestione del rischio (un portafoglio a maggioranza di marche globali è vulnerabile).
11) concetto di sistema informativo di marketing e fonti Pagina 127: sistema informativo di marketing= insieme di attività, tecnologie, procedure organizzative, di modelli, di metodologie e di persone volto alla raccolta, al trattamento, alla conservazione, alla distribuzione e all’interpretazione dei dati riguardanti i fenomeni di mercato –->orientamento all’informazione. Il ruolo del sistema informativo di marketing è di analizzare rigorosamente le necessità di informazioni esistenti, strutturare un sistema informativo che le soddisfi, centralizzare le informazioni disponibili e predisporne la diffusione all’interno dell’organizzazione.
Fonti: sistema di contabilità interna F 0E 0raccolta di dati interni per scopi diversi dalla ricerca (dati secondari interni); queste informazioni devono avere i seguenti requisiti: tempestività(le informazioni devono essere a disposizione quando servono), flessibilità, inclusività(coprire tutte le esigenze informative), accuratezza(precisione), comodità (facilmente accessibili)
approfondire le risposte date. Si ricorre a questa ricerca quando l’impresa deve affrontare problemi mal definiti. Attraverso le ricerche qualitative, il ricercatore formula ipotesi e congetture, può individuare connessioni di pensiero, ma non ottiene alcuna rappresentatività statistica. Si analizzano le componenti emotivo-simboliche dei consumatori che soggiacciono ai loro processi di scelta mediante tecniche di tipo cognitivo, proiettivo e creativo, accompagnate da una molteplicità di strumenti (focus group, osservazioni, colloqui individuali, desk research). Le funzioni che essa assolve sono di tipo: propedeutico alla ricerca quantitativa, per focalizzare tematiche da inserire nella fase estensiva del questionario esplorativo per ottenere informazioni di carattere emotivo/affettivo nei confronti di prodotti/marche creativo per coadiuvare le imprese nella scelta dei nomi di marche o prodotti diagnostiche se destinate ad approfondire particolari tematiche di mercato
13) come si fa una ricerca di mercato Pagina 133, slide Prima di tutto vanno analizzati gli aspetti ambientali non controllabili( previsioni economiche, politiche, trend sociali), poi gli aspetti ambientali influenzabili (consumatori, concorrenti, fornitori) e infine le variabili controllabili (prodotto, comunicazione, forza vendita, prezzo).
fasi:
14) cos’è un test di mercato Direttamente volti ad un'analisi quantitativa delle potenzialità di mercato di un nuovo prodotto (o variante di prodotto esistente) sono i Simulated Test of Market o Simulated Market Test (STM o SMT), test di simulazione di mercato. In questa famiglia (di analisi descrittive ) si identificano indagini quantitative che, sulla base di un concept - product test o di una simulazione in ambiente controllato, stimano le potenzialità di un prodotto o servizio sul mercato. Spesso, le variabili utilizzate come input, per stimare il potenziale di mercato di un prodotto o servizio non è semplicemente il prodotto o il servizio in sé, ma l'intero piano marketing. L'analisi mediante STM è nata per ridurre i rischi, i costi ed i difetti del metodo delle aree test , cercando di mantenere però risultati apprezzabili. Presso talune
-qualità: legata a fattori fisico- strutturali, funzionali, di servizio, psicologici. La certificazione di qualità impone dei costi all’azienda
17)ruolo della confezione(perché è importante) Appunti: funzione di proteggere il prodotto Il packaging (confezionamento) implica lo sviluppo di un contenitore e di una veste grafica per un prodotto. La confezione è una parte importantissima per il prodotto, in quanto può renderlo più facile da usare, più facile da identificare, più bello. Il package è in grado di influenzare gli atteggiamenti dei clienti e quindi le loro decisioni di acquisto, al pari del nome di una marca. Funzioni: sicurezza, praticità, promozione Un package appropriato può aiutare un prodotto ad essere più riconoscibile sul mercato, un package innovativo può migliorare l’immagine che il consumatore ha di quel prodotto o rendere più sicuro l’uso di quel prodotto, un package in confezione multipla può rendere più conveniente un prodotto, un package con una forma particolare può facilitarne il trasporto.
18) funzione della marca Appunti, pagina 336 La marca può essere composta da vari tipi di simboli (logo, marchio, numeri,..). Formata da componenti vocali, grafiche, simboliche e legali. La marca riflette ciò che pensa, crede, sente per un prodotto o per un’impresa il consumatore. Tutto questo è alimentato dalla comunicazione che ha il compito di informare e attrarre il consumatore esaltando la differenziazione del prodotto di una marca rispetto alle altre (competizione oltre che sui prodotti anche sulle marche). La marca è intesa come portatrice di differenziazione.
aggiunge valore al prodotto/linea/impresa, orientamento rivolto ad attrarre il cliente, memorizzazione (=farsi ricordare); garanzia (a chi rivolgersi in caso di problemi); personalizzazione, ludica. funzioni:
19) dimensioni dell’assortimento/gamma Appunti: IL PRODUCT MIX O PORTAFOGLIO PRODOTTI È L’INSIEME DEI PRODOTTI OFFERTI IN VENDITA DA UNA SPECIFICA IMPRESA.
20)servizi accessori e loro rilevanza Pagina 113:per servizi supplementari rispetto al servizio di base si intendono le modalità di produzione del servizio di base e tutto ciò che di norma accompagna tale servizio; sono dei servizi offerti in più che rappresentano un elemento di distinzione per la marca. Questi servizi supplementari danno vita agli attributi che generano
merci nelle quantità da loro preferite; i produttori beneficiano di economie di scala ed evitano di scaglionare la produzione in base a ordini di singoli clienti.
23) intermediari
Pagina 363:
24)fattori che determinano le strutture dei canali distributivi
Pagina 369: la scelta di una struttura del canale distributivo da parte dell’impresa produttrice è determinata da una serie di vincoli: abitudini di acquisto, caratteristiche del prodotto, numero di clienti potenziali,.. Se il mercato è grande è più probabile che servano degli intermediari e viceversa. I modelli di comportamento d’acquisto incidono sulla struttura del canale distributivo
valore unitario; in questo caso i costi di distribuzione sono condivisi con altri prodotti venduti dagli intermediari.