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Una panoramica dettagliata della procedura penale in italia, con particolare attenzione alla sospensione condizionale della pena, agli atti preliminari e alle misure di sicurezza. Vengono esposti i requisiti per l'applicazione della sospensione condizionale, le modalità di documentazione degli atti preliminari e le misure di sicurezza che possono essere applicate. Inoltre, vengono elencati i reati che possono essere oggetto di procedimento penale, come il contrabbando, l'ingiuria, l'usura, la frode nell'esercizio del commercio e il stalking.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Processuale penale: 1 domanda a piacere.
ricevuta la richiesta di ammissione di una testimonianza o dell’esame di una persona ex Art 210, se questi hanno già reso dichiarazioni in sede di incidente probatorio o in dibattimento nel contraddittorio con la persona nei cui confronti le dichiarazioni stesse saranno utilizzate disporrà l’esame del teste o della persona indicata nell’Art 210 solo in due casi: se riguarda fatti o circostanze diverse da quelle oggetto delle precedenti dichiarazioni e se il giudice o talune delle parti lo ritengono necessario sulla base di specifiche esigenze. L’ordinanza con cui il giudice si pronuncia in ordine alle richieste di prova può essere modificata dallo stesso nel corso del dibattimento, in quanto può revocare le prove già messe che successivamente si sono rivelate superflue oppure a mettere prove inizialmente escluse, previo contraddittorio con le parti. L’Art 189 conferisce al giudice il potere di assumere su richiesta di parte una prova non disciplinata dalla legge a condizione che essa risulti idonea ad assicurare l’accertamento dei fatti e non pregiudichi la libertà morale della persona. Vi è una distinzione tra prove dirette e prove indirette, a seconda che abbiano o meno per oggetto il fatto da provare. Analoga distinzione operabile tra prove rappresentative e critiche, a seconda del fatto da provare sia prodotti innanzi al giudice ovvero quest’ultimo debba operare un ragionamento di tipo induttivo; infine è possibile distinguere tra prove costituende e prove precostituite.
giudice ordina al giornalista di indicare la fonte delle sue informazioni. Ai sensi dell’Art 326 CP, il segreto d’ufficio è protetto in modo più rigoroso di quello professionale, obbligando il pubblico ufficiale, il pubblico impiegato e l’incaricato di un pubblico servizio ad astenersi dal deporre, ad eccezione dei casi in cui hanno l’obbligo di riferire all’autorità giudiziaria. Per quanto concerne invece i documenti coperti da segreto di ufficio, la cui diffusione sei idonea a recare danno all’integrità della Repubblica, l’autorità giudiziaria ne informa il presidente del Consiglio dei Ministri, ai fini dell’eventuale conferma, sospendendo ogni iniziativa volta ad acquisire la notizia oggetto del segreto, ma se entro 30 giorni dalla notificazione della richiesta il presidente del Consiglio dei Ministri non dà conferma del segreto, l’autorità giudiziaria acquisisce la notizia e provvede per l’ulteriore corso del procedimento.l’Art 224 restringe l’area di operatività delle tipologie di segreto con riferimento a fatti, notizie o documenti inerenti alcune tipologie di reato e a condotte elusivi di una causa di giustificazione speciale posti in essere da soggetti appartenenti ai servizi di informazione per la sicurezza.
nel contraddittorio tra le parti. L’imputato viene sentito sempre per ultimo, si tratta di un trattamento di favore in quanto ho più tempo per preparare la difesa.
controesame. L’Art 507 consente inoltre al giudice l’esercizio di prerogative di iniziativa probatoria rimessa integralmente alle determinazioni dell’organo procedente, nel rispetto dei presupposti codificati dal disposto in questione. Relativamente all’esercizio di tali poteri, le parti non vantano alcun diritto, potendo solo sollecitare l’attivazione. I poteri di intervento possono essere esercitati una volta terminata l’acquisizione delle prove, ovvero solo all’esito di una istruttoria che si è svolta esclusivamente su impulso delle parti. il potere del giudice di assumere l’ufficio nuovi mezzi di prova può essere esercitato anche con riferimento a quelle prove che le parti avrebbero potuto richiedere e non hanno richiesto.alle parti deve essere comunque riconosciuto il diritto alla prova contraria, che può essere negato dal giudice, con adeguata motivazione, solo quando le prove richieste sono vietate dalla legge o manifestamente superflue o irrilevanti.
del danno) e, se condanna l'imputato al risarcimento del danno, provvede alla sua liquidazione, quando questa non rientri nella competenza di un altro giudice (art. 538 c.p.p.). Quando però le prove acquisite non consentono al giudice di quantificare l'esatto ammontare del danno, questi pronuncia una condanna generica, rimettendo le parti davanti al giudice civile e condanna, su richiesta della parte civile, l'imputato e il responsabile civile, al pagamento di una provvisionale, nei limiti in cui ritiene raggiunta la prova (art. 539 c.p.p.). La condanna per la responsabilità civile si estende anche al responsabile civile citato o intervenuto in giudizio se è riconosciuta la sua responsabilità (art. 538 ult. co. c.p.p.). 2) esame della testimonianza= Conclusa la fase di ammissione delle richieste istruttorie, si apre l’istruttoria dibattimentale nella quale si procede ad assumere le prove nell’ordine indicato dall’Art 496: salvo che le parti si accordino diversamente, si inizia con l’assunzione delle prove richieste dal pm e si prosegue con l’assunzione di quelle richieste dalle parti private.i testimoni sono esaminati uno dopo l’altro nell’ordine prescelto dalle parti chili hanno citati. Prima che abbia inizio l’escussione del testimone, costui viene e dotto dal giudice circa l’obbligo di dire la verità.nel caso in cui vengano o mesi gli avvertimenti gli inviti indicati dall’Art 497 co. 2 si verifica una nullità relativa che deve essere eccepita dalla parte che vi assiste, prima che l’escussione del testimone all’inizio. Ulteriore regola è quella che nel corso dell’udienza nessuna delle persone citate prima di deporre può comunicare con alcuna delle parti o con i difensori o consulenti tecnici, assistere agli esami degli altri o vedere o udire o essere altrimenti informata di ciò che si fa nell’aula di udienza. Quanto alle modalità di svolgimento dell’escussione orale, essa avviene attraverso l’esame incrociato, il quale si articola in tre fasi, di cui la prima è necessaria e le altre eventuali: l’esame (condotto dalla parte che ha chiesto la citazione del testimone o da chi ha un interesse comune ad essa, ed è volta ad ottenere dichiarazioni idonee a supportare la tesi di chi sta formulando le domande); il controesame (che è una fase eventuale, in quanto è destinato a svolgersi solo qualora la parte che ha un interesse contrario intenda procedere, ed ha la funzione di screditare l’attendibilità del dichiarante o comunque di dimostrare la non veridicità dei fatti dallo stesso affermati nel corso dell’esame); il riesame che ha natura doppiamente eventuale, in quanto può essere svolto solo a seguito dell’eventuale controesame dalla parte che ha proceduto all’esame, e mira recuperare l’attendibilità della versione resa in sede di esame e incrinata dal controesame. Ai sensi dell’Art 499 l’esame testimoniale si svolge mediante domande su fatti specifici, nel corso dell’esame sono vietate le domande che possono nuocere alla sincerità delle risposte, nell’esame condotto dalla parte che ha chiesto la citazione del testimone e da quello che ha un interesse comune sono vietate le domande che tendono a suggerire le risposte, il presidente cura che l’esame del testimone sia condotto senza ledere il rispetto della persona e il testimone può essere autorizzato dal presidente a consultare, in aiuto della memoria, documenti da lui redatti; durante l’esame, il presidente, anche d’ufficio, interviene per assicurare la pertinenza delle domande, la genuinità delle risposte e la realtà dell’esame la correttezza delle contestazioni. Nel controesame però le domande che tendono a suggerire le risposte, non sono vietate in quanto possono rendersi necessarie al fine di verificare l’attendibilità del dichiarante. Nel caso in cui, nel corso dell’esame, il testimone renda dichiarazioni difformi da quelle effettuate in ordine alle medesime circostanze durante le indagini preliminari dinanzi al pm o alla PG, nel corso delle indagini svolte dall’difensore o al cospetto del giudice dell’udienza preliminare, la parte che sta procedendo all’escussione può contestare la rilevata difformità procedendo alla lettura dei verbali che documentano le pregresse dichiarazioni contenute nel fascicolo del pm. Lo stesso può avvenire anche in caso di testimone vittima di violenza o minaccia o destinatario della promessa di denaro o altra utilità affinché non deponga o deponga il falso.
in una rinuncia implicita (parziale o totale) all’impugnazione.in relazione al giudizio abbreviato, l’Art 443 individua una serie di limitazioni riferibili ora all’imputato, ora al pubblico ministero. L’imputato non può proporre appello contro le sentenze di proscioglimento, ad eccezione delle sentenze di assoluzione per difetto di imputabilità, derivanti da vizio totale di mente. Il pm invece, non può appellare le sentenze di condanna ad eccezione di quelle che abbiano modificato il titolo del reato, non sussistendo alcuna limitazione relativamente alle sentenze di proscioglimento. Con riferimento al procedimento di applicazione della pena su richiesta delle parti, il legislatore ha optato per la radicale in appellabilità della sentenza, ad eccezione delle ipotesi in cui il pm abbia opposto il proprio dissenso alla definizione del rito con tali forme. Per quanto concerne l’ufficio del pm legittimati a proporre appello, l’Art 593 bis individua nel procuratore della Repubblica presso il tribunale il titolare del potere di appello contro le sentenze del giudice per le indagini preliminari, della corte d’assise e del tribunale. Un potere residuale è riconosciuto al procuratore generale presso la corte di appello, il quale può appellare soltanto nei casi di avocazione ovvero qualora il procuratore della Repubblica abbia prestato acquiescenza al provvedimento. Il potere di proporre appello spetta anche al difensore dell’imputato, al responsabile civile e alla persona civilmente obbligata, alla parte civile al querelante. Poi vi é l’istituto dell’appello incidentale dove la parte che non ha proposto appello può comunque proporre appello incidentale. Con la riforma del processo penale 2017, e in conseguenza dell'emanazione del decreto legislativo attuativo n. 11/2018, è stata modificata la disciplina di tale forma di impugnazione, che adesso non è più proponibile dal pubblico ministero ed è quindi riservata all'imputato. In particolare, l'appello incidentale si atteggia come una rimessione in termini che consente all'imputato che non abbia proposto impugnazione principale di proporre appello incidentale entro quindici giorni da quello in cui ha ricevuto la notificazione prevista dall'articolo
Ai sensi dell’art 597 L'appello viene definito come strumento di impugnazione parzialmente devolutivo , in quanto attribuisce alla cognizione del giudice di secondo grado solo i punti della decisione ai quali si riferiscono i motivi proposti dall'appellante, ove per “punto della decisione” va inteso il punto riferito alla singola decisione del giudice. Ad ogni modo, il giudice dell'appello ha il potere-dovere di decidere anche in ordine ai punti della sentenza non specificamente impugnati, qualora tali punti siano comunque collegati da un rapporto di pregiudizialità, di interdipendenza e/o di connessione essenziale con quelli effettivamente impugnati. La norma in esame opera innanzitutto una radicale distinzione tra appello dell'imputato ed appello del pubblico ministero.
quelle inammissibili o manifestamente irrilevanti. Per quanto concerne invece la rinnovazione disposta d'ufficio , essa è consentita a patto che il giudice stesso la ritenga assolutamente necessaria. Ai sensi del comma 3 bis , qualora vi sia appello del pubblico ministero avverso una sentenza di proscioglimento per motivi attinenti alla valutazione della prova dichiarativa, il giudice è obbligato a disporre la rinnovazione. Trattasi di un'ipotesi di rinnovazione obbligatoria, il cui presupposto è appunto il semplice appello da parte del pubblico ministero che ritenga che il giudice di prime cure abbia errato nel valutare la prova dichiarativa (testimonianza oppure dichiarazione dello stesso imputato). L’art 599 co. 3 dispone che nel caso di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, il giudice assume le prove in camera di consiglio con la necessaria partecipazione del pm e dei difensori e se questi non sono presenti quando è disposta la rinnovazione, il giudice fissa una nuova udienza e dispone che copia del provvedimento sia comunicata al pm e notificato ai difensori. Le decisioni del giudice d’appello=
stata disposta la sospensione della pena o della misura di sicurezza, dispone che ne riprenda l'esecuzione. In ogni caso, la dichiarazione di inammissibilità della richiesta o la sentenza di rigetto non precludono all'istante il diritto di presentare una nuova richiesta basata su elementi differenti (art. 641 c.p.p.). Se invece vi è stata sentenza di accoglimento, il soggetto interessato ha la facoltà sia di richiedere che la stessa sia affissa, per estratto, nel comune in cui era stata pronunciata la sentenza di condanna e in quello dell'ultima residenza del condannato, sia che l'estratto della sentenza sia pubblicato su un giornale da lui stesso indicato (art.642 c.p.p.). Le spese per le pubblicazioni vanno a carico della cassa delle ammende. L'art. 643 c.p.p. prevede inoltre, per colui che è stato prosciolto a seguito della domanda di revisione, il diritto ad una " riparazione commisurata alla durata della eventuale espiazione della pena " nonché alle conseguenze personali e familiari che ne sono derivate. Il tutto se non ha determinato l'errore giudiziario per dolo o colpa grave. Tale diritto alla riparazione nel caso in cui il condannato muoia, si estende al coniuge, ai discendenti, agli ascendenti, ai fratelli, alle sorelle e agli affini (art. 644 c.p.p.). La domanda di riparazione deve essere proposta, personalmente o per mezzo di un procuratore speciale, entro due anni dal passaggio in giudicato della sentenza di revisione a pena di inammissibilità e va presentata per iscritto, insieme ai documenti ritenuti utili, presso la cancelleria della Corte di Appello che ha pronunciato la sentenza (art. 645 c.p.p.). La Corte di Appello deciderà sulla domanda di riparazione in camera di consiglio (art. 646 c.p.p.). Recentemente la giurisprudenza di legittimità ha rilevato che ai fini dell'ammissibilità di un'eventuale richiesta di revisione, una valutazione di carattere tecnico- scientifica che sia diversa ed abbia ad oggetto elementi fattuali già noti possa costituire "prova nuova", ai sensi dell'art. 630, comma primo, lett. c), cod. proc. pen., laddove si dovesse ritenere che la stessa risulti fondata su nuove metodologie, più raffinate ed evolute idonee a cogliere dati obiettivi del tutto nuovi ed inediti, sulla cui base vengano dispiegate differenti valutazioni di carattere tecnico.
specifica) o dal momento in cui risulta (se si tratta di notizia generica). Con l'iscrizione si aprono le indagini preliminari e iniziano a decorrere i relativi termini. Deve precisarsi, a questo proposito, che nel caso in cui nel corso delle indagini preliminari il fatto illecito muti la propria qualificazione giuridica o risulti diversamente circostanziato, il pubblico ministero non procede a una nuova iscrizione ma si limita ad aggiornare le precedenti. Attualmente, presso le Procure della Repubblica, sono tenuti diversi registri delle notizie di reato, ovverosia: il registro delle notizie di reato a carico di persone note (modello 21);Il registro delle notizie di reato a carico di persone ignote (modello 44); il registro delle notizie di reato per i reati attribuiti alla competenza del giudice di pace (modello 21 bis); il registro delle notizie anonime di reato (modello 46). Ad essi si affianca il registro degli atti che non costituiscono una notizia reato (modello 45). Le iscrizioni delle notizie di reato sull'apposito registro sono comunicate, su richiesta:
Da ultimo, a scapito dell'imputato, si prevede la sanatoria di eventuali nullità, a meno che non siano assolute e la non rilevabilità della inutilizzabilità, salvi i casi in cui si determini una violazione di divieti probatori. Viene altresì preclusa, sempre per finalità di snellimento del processo, qualsiasi questione sulla competenza per territorio del giudice. la domanda di abbreviato deve essere proposta al giudice: