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Domande e risposte che il prof. Borgognone ha lasciato a lezione.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Nell’opera di Platone, La Repubblica , Socrate e Trasimaco discutono sul significato di giustizia. Secondo Trasimaco “ la giustizia è l’utile del più forte ”, secondo invece Socrate la giustizia è “ svolgere bene il proprio compito ” (tesi dell’efficacia della giustizia) e come sia una “ virtù superiore ” che comprende coraggio e sapienza.
Lo Stato e l’anima sono entrambi collegati. Secondo Repubblica lo Stato deve essere concepito in modo armonioso ed equilibrato. Questo equilibrio, sia nell’anima che nello Stato, è composto da tre virtù: coraggio, sapienza e temperanza. Nello Stato queste tre virtù sono legate rispettivamente alle classi degli ausiliari, guardiani e lavoratori.
Nel Politico le leggi vengono criticate in quanto non potranno mai rappresentare il meglio per tutti i cittadini, poiché gli essere umani sono tutti dissimili. Nelle Leggi invece viene ribadita la supremazia delle leggi (essendo di origine divina) e viene proposta la costituzione di un’istituzione con il compito di controllarne la coerenza e la correttezza.
Per Aristotele non esiste un’uomo senza politica. Infatti l’uomo è considerato come zoon politikon (animale politico) ed è portato ad aggregarsi per fini comunitari. La comunità è l’origine naturale della politica.
Nella famiglia esiste una gerarchia: il marito che dirige la moglie e il padre che comanda i figli. La polis invece si basa sul principio di eguaglianza e partecipazione (anche se presentava delle contraddizioni, infatti una minoranza composta solo da uomini partecipava).
La politèia è un termine che per Aristotele assume vari significati. Può significare “governo misto”, ovvero la fusione di elementi monarchici, oligarchici e democratici e “democrazia moderata/buona” ovvero dove gli uomini che partecipano possiedono più tempo per informarsi (principalmente i ricchi).
Bodin
Come Aristotele, Bodin mette all’origine della politica la famiglia. Infatti essa è a sua volta fonte d’origine dei vari generi di comunità, dai villaggi alle città.
Bodin teorizza come il potere non riconosce nulla al di sopra di sé ( superiorem non recognosces ) e come sia perpetuo, non delegato, indivisibile e sciolto da ogni vincolo di legge ( legibus solutus ). Senza questi elementi la sovranità non può essere definita tale.
Il potere sovrano presenta dei limiti: le leggi divine e naturali. Infatti tutto il mondo è soggetto a Dio e alla natura e le stesse famiglie pongono dei limiti al potere sovrano, in quanto in cambio della cessione del loro potere esse devono ricevere il rispetto dei loro diritti.
Sono democrazia, aristocrazia e monarchia. Secondo Bodin la forma migliore di stato è la monarchia, in quanto ci sono meno attori in cui la sovranità viene divisa (e quindi si disgrega) e inoltre essendoci una sola figura e non un organo collegiale non c’è il rischio che prevalgono i singoli interessi. Grozio
Esiste un diritto naturale intrinseco in ognuno di noi che ci dice cosa è giusto e cosa è sbagliato. Questo diritto secondo Grozio deve essere la base del diritto positivo, ovvero il diritto che punisce chi lo viola.
Il diritto che esiste per i rapporti tra stati viene definito diritto delle genti e si basa sui principi del diritto naturale. Infatti le comunità si devono impegnare al rispetto reciproco. Gli stati sono tenuti a intervenire militarmente contro uno stato che non rispetta il diritto ( bellum giustum ). Machiavelli
Per Hobbes la sovranità è indivisibile, assoluta e irreversibile. Colui che la detiene non ha limiti se non quello di tutelare la vita dei suoi sudditi. Essi sono tenuti a rispettare ogni ordine a patto che la loro vita non venga messa a rischio. Hobbes predilige la monarchia come forma di governo, in quanto l'interesse del sovrano converge con quello pubblico.
Per Hobbes la guerra è legittima contro chiunque può danneggiare lo Stato e non esiste la differenza in battaglia tra giusto e sbagliato. Non possono esistere patti durati a livello internazionale che impediscano la guerra. Montesquieu
Per Montesquieu non esistono leggi naturali uniformi e valide per tutti gli uomini, perché queste variano da comunità a comunità in cui gli uomini vivono. Ogni popolo ha la propria cultura pertanto le proprie leggi naturali non potranno essere uguali a quelle di altri.
Vengono ipotizzate tre forme di governo: repubblicana, la cui natura consiste nella sovranità del popolo (principio della virtù) o una parte di esso (principio della moderazione); monarchica, la cui natura consiste nella sovranità di un principe (principio dell'onore) e dispotica, la cui natura si basa sulla sovranità di un uomo che governa arbitrariamente e senza leggi (principio della paura).
Per Montesquieu la libertà è intesa come l'esistenza delle leggi e la loro applicazione, pertanto la costituzione ricopre un ruolo fondamentale. L'ordinamento inglese si poggia su una costituzione e la divisione dei tre poteri. Ciò non accade in Francia che non presenta una separazione dei poteri bilanciata e controllata come quella inglese. Locke
Per Locke lo stato di natura è una condizione di perfetta uguaglianza e libertà in cui vigono esclusivamente le leggi di natura. Gli uomini fanno uso della ragione e l'uso della forza è giustificato solo per difendersi. Nello stato di guerra ciò non avviene e la forza viene usata da coloro che non ne hanno diritto.
Per Locke la società ha origine da un patto che conferisce la sovranità ad una persona che si occupa tutelare i diritti degli uomini (tuttavia è tenuto a rispettare la legge). Questo
patto necessita di un continuo sostegno da parte dei cittadini in quanto loro continuano a mantenere la sovranità.
I poteri dello stato secondo Locke sono: legislativo, esecutivo e federativo. Il potere legislativo è il più importante dei tre in quanto rappresentante della sovranità e a lui devono rispondere gli altri poteri. Il potere esecutivo rende operante la legge. Il potere federativo invece si occupa della guerra, della pace e di stringere alleanze.
Se il popolo richiede al sovrano di "dimettersi" esso può appellarsi al cielo, ovvero Dio, e dare inizio ad una guerra civile e instaurare un nuovo sovrano. La società pertanto acquisisce il diritto di resistenza e non di ribellione in quanto vuole far rispettare il contratto tra sovrano e popolo. Stati Uniti (1)
Secondo Franklin il modello ideale repubblicano è quello americano, incentrato sul lavoro e sull'ideale del "buon cittadino". Infatti a differenza dell'Europa, caratterizzata da conflitti, ideologie sbagliate e immobilità sociale, l'America era una terra di opportunità con politiche egualitarie e non discriminatorie, fondata sul lavoro.
Per Hamilton l'America doveva divenire una repubblica di grande dimensioni senza divisioni interne. Infatti l'America non doveva seguire il destino dell'Europa, caratterizzata da molti centri di potere, divisa e in costante conflitto.
Per Jefferson in America stava crescendo una disparità sociale dove i benestanti si stavano arricchendo sempre di più a discapito dei poveri, acquisendo maggiore influenza (come l'aristocrazia europea). Per questo motivo nella Dichiarazione d'Indipendenza viene ribadito il concetto dello Stato come garante che deve salvaguardare le singole persone.
I federalisti erano coloro che erano a favore della formazione di un governo federale (Washington, Franklin, Hamilton, Madison) mentre gli anti-federalisti erano i sostenitori dello status quo (Henry, Adams). I primi sostenevano l'idea di un'America unita sul piano internazionale mentre i secondi volevano l'indipendenza di ogni stato.
Marx
Secondo Marx lo Stato sono gli individui che lo compongono, ovvero il popolo. Lo Stato moderno per Marx è influenzato negativamente dalla borghesia, detentrice del potere e della ricchezza, che si arricchisce sfruttando i proletari. Per Marx pertanto è necessario sconfiggere il dominio della classe borghese e portare al potere il proletariato.
Secondo la sinistra hegeliana la classe operaia non è in grado di comprendere i reali problemi della società e subordina la società civile allo Stato. Marx va contro tutto ciò, affermando che la classe del proletariato debba diventare consapevole della propria condizione materiale ed emanciparsi.
Per Marx la borghesia ha svolto un ruolo fondamentale nel porre fine alla condizioni di vita feudali e patriarcali, tuttavia cambiando solo di facciata lo sfruttamento del proletariato. Tuttavia storicamente la borghesia nelle sua battaglie per il potere è sempre stata affiancata al proletariato, pertanto schierandosi contro va contro se stessa.
Per Marx la rivoluzione è il cambiamento della classe al potere, che da borghese deve diventare proletaria, rappresentante della maggioranza. Da questo passaggio il proletariato assumerà il controllo dei mezzi di produzione e instaurerà una dittatura, detta del proletariato. Tuttavia questa è solo una transizione in quanto l’obiettivo finale e superare ogni forma di Stato.
Per Marx l'alienazione è la situazione storica dell'operaio che è alienato al prodotto del suo lavoro, poiché produce beni che non gli appartengono. E' uno strumento per la classe borghese e il suo lavoro non è libero e creativo come quello dell'artigiano ma costrittivo e determinato da altri. Weber
Il potere per ottenere obbedienza deve avere una qualche forma di legittimità, che può essere: tradizionale, ovvero basata su tradizioni da sempre rispettate; carismatica, ovvero basata sulle qualità e il carisma di colui che va al potere; razionale-legale, ovvero basata sulla legittimazione degli ordinamenti istituti.
Per Weber uno Stato per essere definito tale deve avere un territorio ben definito, un popolo a cui rivolgersi che legittima l'apparato statale al monopolio della forza.
Nell'800 poche persone potevano votare, prevalentemente coloro che avevano un alto reddito. Le formazione partitiche del tempo sono definite partiti di notabilato, che si rivolgono prevalentemente a una classe ricca e ristretta. Dagli anni '20 con l'estensione del suffragio nascono i partiti di massa, con l'obiettivo di mobilitare la popolazione. Tocqueville
Secondo Tocqueville la democrazia è un processo storico che non può essere fermato, in quanto ogni popolo tenderà a voler partecipare alla vita politica. In America ciò avviene per ragioni storiche, in quanto esente da un passato feudale e dalle aristocrazie europee. La democrazia americana garantisce un'uguaglianza formale e mobilità sociale.
Per Tocqueville la tirannide della maggioranza è il pericolo peggiore della democrazia. Le idee della maggioranza, anche se non giuste, prevalgono sulla minoranza. Tutto ciò porta all'omologazione e al non rispetto delle minoranze. Tocqueville infatti critica in generale qualsiasi forma di onnipotenza, che sia monarchica, aristocratica o democratica.
Tocqueville per dispotismo democratico intende quando nella democrazia i cittadini delegano il proprio potere fino a disinteressarsene al governo per curarsi solo della propria sfera privata. Il governo pertanto non si curerà più limiti che dovrebbe avere. Stati Uniti (2)
Dopo la guerra civile, molti studiosi americani si recarono in Europa per apprendere le scienze sociali, ormai paragonate a quelle naturali. Sotto l'influenza degli europei, la scienza politica diventa la "scienza dello Stato", caratterizzata da un approccio statista e non individualista.
Sotto l'influenza del darwinismo sociale britannico nella sociologia statunitense prese vita l'idea di come l'evoluzione umana avvenga per natura nella comunità. Per Sumner lo Stato non doveva intervenire nello sviluppo della società, mentre Ward al contrario presentò il progetto di una sociocrazia, ovvero l'intervento statale nell'evoluzione della società.
Con il New Deal gli intelettuali hanno assunto un ruolo preponderante nella pianificazione del sistema economico. Agli americani veniva chiesto di lasciare al governo di intervenire maggiormente nell'economia e di estendere il controllo sociale. Secondo Chase ci sono due modi di pensare la società: una retta da stregoni, che non risolvono i problemi ma fanno solo incantesimi che ingannano; l'altra da chirurghi, che li risolvono.
Il comportamentismo studia le modalità con cui è possibile plasmare il comportamento dell'uomo al fine di creare un cittadino democratico. Meriam e Lasswell hanno studiato gli strumenti per riplasmare l'uomo, tuttavia Lasswell si è soffermato maggiormente sulla propaganda e come essa può essere utilizzata per finalità democratiche. Wolin
Politica significa vedere. Visione invece può assumere due significati: descrivere qualcosa in modo oggettivo (ciò che fa le scienza politica, vedere in modo oggettivo) oppure fa riferimento ad un elemento immaginario che conduce fuori dal fenomeno.