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domande e risposte: Programmazione e controllo, Prove d'esame di Programmazione e controllo

domande e risposte: Programmazione e controllo, (LM-77)

Tipologia: Prove d'esame

2021/2022

Caricato il 04/11/2022

Silvestroant
Silvestroant 🇮🇹

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bg1
1
Programmazione e controllo
Test 1
1. Il magazzinaggio dei prodotti finiti rientra tra:
Logistica in uscita
2. Non rientrano tra le attività di supporto:
Servizi.
3. Le Funzioni aziendali sono parte integrante di:
Processo di trasformazione delle risorse in output.
4. Le barriere all’entrata e quindi i potenziali entranti influenzano:
Le funzioni strategiche.
5. La funzione amministrazione è:
Funzione integrativa
6. Non influenza le funzioni strategiche:
L’articolazione delle attività operative.
7. La strategia è:
L’insieme di modalità attraverso cui conseguire l’efficacia e l’efficienza organizzative.
8. La funzione ricerca e sviluppo è:
Funzione caratteristica.
9. Le attività che generano valore sono:
Attività primarie e attività di supporto.
10. La funzione sistemi informativi è:
Funzione integrativa.
Test 2
1. La copertura del rischio di tasso è oggetto di:
Funzione finanza.
2. La definizione del prezzo di vendita è oggetto di:
Funzione commerciale.
3. Il bilancio di esercizio è uno degli output di:
Funzione amministrazione.
4. Il procurement mix è uno degli output:
Funzione approvvigionamenti.
5. Il sistema informativo si pone l’obiettivo di:
Fornire le informazioni utili al processo decisionale.
6. La distribuzione è una leva di marketing che riguarda:
Entrambi prodotti e servizi.
7. La funzione organizzazione e gestione risorse umane è importante:
Perché l’impresa è passata da produttrice di beni a produttrice di conoscenza.
8. L’impiego redditizio della liquidità eccedente è oggetto di:
Funzione finanza.
9. Non rientra nell’ambito del marketing mix:
Il punto vendita.
10. Il posizionamento riguarda:
La percezione del prodotto/servizio nella mente del cliente.
Test 3
1. Una famiglia può essere considerata come:
Azienda.
2. L’evoluzione dei sistemi di pianificazione e controllo è fortemente influenzata da:
Evoluzione dei sistemi informativi.
3. Dopo la fase di plan è possibile riscontrare:
La fase di do.
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Programmazione e controllo

Test 1

  1. Il magazzinaggio dei prodotti finiti rientra tra: Logistica in uscita
  2. Non rientrano tra le attività di supporto: Servizi.
  3. Le Funzioni aziendali sono parte integrante di: Processo di trasformazione delle risorse in output.
  4. Le barriere all’entrata e quindi i potenziali entranti influenzano: Le funzioni strategiche.
  5. La funzione amministrazione è: Funzione integrativa
  6. Non influenza le funzioni strategiche: L’articolazione delle attività operative.
  7. La strategia è: L’insieme di modalità attraverso cui conseguire l’efficacia e l’efficienza organizzative.
  8. La funzione ricerca e sviluppo è: Funzione caratteristica.
  9. Le attività che generano valore sono: Attività primarie e attività di supporto.
  10. La funzione sistemi informativi è: Funzione integrativa.

Test 2

  1. La copertura del rischio di tasso è oggetto di: Funzione finanza.
  2. La definizione del prezzo di vendita è oggetto di: Funzione commerciale.
  3. Il bilancio di esercizio è uno degli output di: Funzione amministrazione.
  4. Il procurement mix è uno degli output: Funzione approvvigionamenti.
  5. Il sistema informativo si pone l’obiettivo di: Fornire le informazioni utili al processo decisionale.
  6. La distribuzione è una leva di marketing che riguarda: Entrambi prodotti e servizi.
  7. La funzione organizzazione e gestione risorse umane è importante: Perché l’impresa è passata da produttrice di beni a produttrice di conoscenza.
  8. L’impiego redditizio della liquidità eccedente è oggetto di: Funzione finanza.
  9. Non rientra nell’ambito del marketing mix: Il punto vendita.
  10. Il posizionamento riguarda: La percezione del prodotto/servizio nella mente del cliente.

Test 3

  1. Una famiglia può essere considerata come: Azienda.
  2. L’evoluzione dei sistemi di pianificazione e controllo è fortemente influenzata da: Evoluzione dei sistemi informativi.
  3. Dopo la fase di plan è possibile riscontrare: La fase di do.
  1. In economia di azienda, la pianificazione e il controllo sono: Un processo manageriale articolato in fasi.
  2. Tutte le aziende: In parte sono imprese.
  3. Il processo di pianificazione e controllo è caratterizzato da una logica: Circolare.
  4. L’azienda è: Uno strumento per fare impresa.
  5. Nel ciclo gestionale, la comunicazione viene subito dopo: L’organizzazione.
  6. Il bilancio di previsione è denominato: Budget.
  7. Un complesso di beni organizzati identifica: L’azienda.

Test 4

  1. Per outcome si intende: La ricaduta in termini sociali dell’attività aziendale.
  2. L’ampiezza della performance si riferisce: Al contenuto del concetto di performance.
  3. Le proxi sono utilizzate per: Misurare risultati intermedi.
  4. Il resource approach definisce le performance: In termini di capacità di una data organizzazione di assicurarsi risorse scarse e di valore.
  5. La performance deve essere intesa come: Un contributo.
  6. La gestione della performance non racchiude: Soltanto gli aspetti tecnici del sistema di performance.
  7. L’efficienza tecnica è da intendere come: Produttività.
  8. La profondità della performance può essere misurata a livello di: Varie dimensioni a seconda dell’oggetto di analisi.
  9. L’approccio basato sugli individui costituenti l’organizzazione non si basa su: Relazioni tra l’organizzazione ed il proprio ambiente di riferimento.
  10. Il process approach definisce le performance: In termini di comportamenti dei membri di cui si compone l’organizzazione.

Test 5

  1. Il know-how manageriale è: Strumento per valorizzare sia il know-out tecnico che quello gestionale.
  2. Il soggetto che realizza la performance è: Diverso a seconda del contributo che bisogna valutare.
  3. In base alla riforma giuridica si distinguono: Aziende individuali e aziende collettive.
  4. La performance è: Il contributo al soddisfacimento dei bisogni per cui l’organizzazione è stata costituita.
  5. Le operazioni di massa sono escluse da: Le aziende di Know-how.
  6. Il processo di trasformazione fisica è tipico: Delle aziende industriali.
  7. I lavoratori sono stakeholder tipici di: Tutte le aziende.
  8. L’ente pubblico è sicuramente: Un’azienda.
  9. L’investimento per addetto è generalmente basso:
  1. La misurazione: È una delle fasi del ciclo di pianificazione e controllo.
  2. Necessita di un suo sistema di misurazione: Ciascuna funzione aziendale.
  3. Il sistema di misurazione che ha come obiettivo la determinazione del reddito fiscale è: La contabilità fiscale.
  4. Il sistema di misurazione che ha come obiettivo quello di rilevare l’atteggiamento del personale all’interno dell’azienda: Il benessere organizzativo.
  5. Il monitoraggio è: Il controllo in itinere.
  6. La funzione principale della fase di controllo/monitoraggio è: L’analisi degli scostamenti.
  7. Se è stato commesso un errore nella pianificazione: Si riprogramma.
  8. L’analisi degli scostamenti: Serve a migliorare la gestione capitalizzando l’esperienza.
  9. Il controllo effettuato in fase di programmazione si chiama: Ex ante.
  10. Il controllo effettuato in fase di monitoraggio si chiama: In itinere

Test 9

  1. La formulazione della strategia complessiva di portafoglio attiene a: Pianificazione strategica.
  2. Le decisioni strategiche di tipo corporate riguardano: L’individuazione dei settori in cui operare.
  3. Un limite del processo di pianificazione strategica è: Determina un aumento dei costi.
  4. La matrice BCG è uno strumento che supporta: Le decisioni di portafoglio.
  5. Le decisioni strategiche di tipo business hanno per oggetto: La realizzazione del vantaggio competitivo.
  6. Le forze che operano in un settore e nei confronti delle quali occorre conseguire il vantaggio competitivo sono: Quelle dettate dai fornitori, dai clienti, dai concorrenti, dai potenziali entranti ed ai fornitori di prodotti sostitutivi.
  7. Il controllo del piano strategico: Si svolge prima dell’avvio della programmazione annuale.
  8. La verifica delle coerenze di sistema è una fase: Del processo di controllo del piano strategico.
  9. La determinazione dell’entità del fabbisogno finanziario complessivo: È prevista nel processo di pianificazione strategica.
  10. La programmazione operativa è: La fase finale del processo di pianificazione strategica.

Test 10

  1. Il sistema di pianificazione, programmazione e controllo è: Un sistema operativo
  2. L'analisi della situazione di partenza è una fase del: Processo di pianificazione
  3. Il budget è l'output di: Processo di programmazione
  4. In un sistema di controllo, il controllo può essere: Direzionale
  5. L'analisi degli scostamenti è una fase del:

Controllo

  1. Dal punto di vista temporale, il controllo può essere: Concomitante
  2. Il reporting è: Un insieme di documenti
  3. Le decisioni di tipo strategico sono formalizzate nel: Processo di pianificazione
  4. Le decisioni di tipo operativo sono formalizzate nel: Processo di programmazione
  5. Il feedforward attiene a: Meccanismo di controllo

Test 11

(Non ci sono le domande e le risposte)

Test 12

(Non ci sono le domande e le risposte)

Test 13

  1. I libri contabili assumono rilevanza ai fini di: Metodi di rilevazione della contabilità̀ generale
  2. In contabilità̀ generale, la registrazione dei fatti aziendali: È per natura
  3. Nella contabilità̀ fiscale, i principi contabili: Possono essere diversi da quelli civilistici
  4. Il bilancio di esercizio è costituito da: Stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa
  5. Il reddito fiscale è determinato da: Contagiatà fiscale
  6. L'utilizzo delle risorse è rilevante ai fini di: Contabilità generale
  7. L'obiettivo della contabilità̀ generale è: Produrre il bilancio di esercizio
  8. La contabilità̀ generale è: Obbligatoria per legge
  9. Nelle aziende pubbliche si tiene conto della: Competenza finanziaria
  10. Alla base del principio di redazione del bilancio c'è: Principio di prudenza

Test 14

  1. L'ABC è un modello utile quando: Ci sono alti costi generali di produzione
  2. La distinta base è uno strumento di: Contabilità industriale
  3. La capacità inutilizzata viene considerata: Nell'ABC
  4. La conoscenza del costo del prodotto/servizio può supportare: La valutazione delle rimanenze
  5. Il rateo, ai fini della conoscenza del costo di prodotto/servizio: Non è rilevante
  6. Il lotto minimo di produzione attiene: Alle quantità
  7. La contabilità̀ industriale è rilevante ai fini di:
  1. Il benessere organizzativo si riferisce a: Alla combinazione tra benessere fisico, psicologico e sociale dei lavoratori
  2. In Italia, il tema del benessere organizzativo viene posto in primo piano: A metà degli anni '
  3. La struttura degli ambiti di misurazione del benessere organizzativo: È sia fissa che variabile
  4. Non rientra tra gli obiettivi dell'analisi del benessere organizzativo: La determinazione del margine di contribuzione
  5. L'applicazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro: È oggetto di rilevazione in tema di benessere organizzativo
  6. Tra gli strumenti dell'analisi del clima organizzativo non vanno considerati: Analisi di tipo desk
  7. Le dimensioni rilevate dall'analisi del clima organizzativo sono: Sia interpersonali che individuali
  8. Non è un indicatore del benessere organizzativo: L'incremento del margine di contribuzione
  9. L’evoluzione nel tempo del benessere organizzativo si articola in un numero di fasi pari a: 3

TEST 18

  1. Nel processo di redazione del bilancio sociale, non è una fase prevista: L'analisi del mercato
  2. Gli stakeholder sono: Portatori di interessi
  3. Nel modello GBS, le sezioni obbligatorie per la redazione del bilancio sociale sono: 3
  4. La "filigrana": Un sistema di misurazione della contabilità sociale
  5. L'accessibilità̀ totale è: Un obbligo per le aziende pubbliche
  6. Nel modello GBS: È previsto un collegamento col bilancio civilistico
  7. Nell'ambito della responsabilità̀ sociale d'impresa non è oggetto di misurazione: L'"income" per gli azionisti
  8. La contabilità̀ sociale si rivolge a: Soggetti esterni all'azienda
  9. I modelli con enfasi sul documento: Si concentrano su principi e procedure necessari per la rendicontazione sociale
  10. La rendicontazione sociale si pone: Nell'ambito dell'accountability esterna

TEST 19

  1. In italiano "Management Accounting" si traduce come: Contabilità̀ Direzionale
  2. Per accumulazione, nell'ambito della contabilità direzionale, si intende: La registrazione e classificazione delle transazioni attraverso approcci ordinati e coerenti
  3. I destinatari della contabilità̀ direzionale sono: Interni
  4. Lo scopo della contabilità̀ direzionale è produrre: Informazioni per le decisioni
  5. La contabilità̀ direzionale: Non è soggetta a vincoli
  6. Le informazioni della contabilità̀ direzionale sono: Disaggregate
  7. La balanced scorecard è: Un sistema di misurazione e gestione delle performance
  8. La "scheda di valutazione bilanciata" è definita così perché:

Mette in equilibrio le misure di performance finanziarie e quelle non finanziarie non ché le misure di risultato e misure che indirizzano le performance future

  1. Le prospettive della balanced scorecard sono: 4
  2. L'organizzazione identifica ciò che l'organizzazione deve fare per migliorare le sue abilità nello svolgimento di processi interni eccellenti che generino valore per gli azionisti e i clienti attraverso la prospettiva: Apprendimento e sviluppo

TEST 20

  1. A differenza della BSC nell'OPA gli ambiti di misurazione sono: Aperti
  2. L'OPA utilizza come strumento: L'agenda del miglioramento
  3. Gli investimenti in information technology nella PA trovano un limite: Nelle limitate capacità di gestione di progetti complessi
  4. Il modello dell'OPA è frutto di una riflessione congiunta tra CSS e: KPMG
  5. Il concorso EPSA (European Public Sector Award) premia: I progetti più innovativi nelle pubbliche amministrazioni europee
  6. L'OPA usa come sistema di misurazione multidimensionale: La Balanced Scorecard
  7. L'OPA usa come approccio circolare di miglioramento continuo: Il ciclo di Deming
  8. Nel modello dell'OPA le 6 aree di analisi rappresentano: Le principali determinanti della creazione del valore
  9. Il processo di gestione dell'OPA prevede il coinvolgimento: Di tutti i potenziali attori esterni e interni
  10. Il soggetto che coordina tutte le fasi del processo di misurazione si chiama: Responsabile del Processo di Misurazione

Test 21

  1. La formazione nel modello dell'OPA è basata: Sull'autoformazione e sulla formazione sul campo
  2. Nell'OPA il controllo è inteso come strumento: Per promuove la meritocrazia
  3. I programmi europei 2014-2020, oltre a rappresentare una opportunità finanziaria, rappresentano una opportunità Manageriale
  4. Nel modello OPA il partenariato rappresenta una leva per: L'innovazione
  5. Non è un obiettivo del modello OPA: Riduzione del personale
  6. Non è un obiettivo del modello OPA: Abolizione di enti inutili
  7. IL sistema di misurazione dell'OPA è: Condiviso
  8. Nel modello dell'OPA le aree di analisi sono scomposte in: Sottodimensioni
  9. L'area che analizza la cooperazione istituzionale è: Cooperazione e partnership
  10. Il report che fornisce un'informativa sintetica per l'intera organizzazione si chiama: Report di sintesi dell'Amministrazione

TEST 22

  1. Il controllo è: Una fase del processo di pianificazione e controllo ma anche una funzione aziendale
  1. Il Bilancio Sociale nella Pubblica Amministrazione: È oggetto di linee guida e raccomandazioni ma non obbligatorio
  2. Per famiglia professionale si intende: Gruppo di persone che si creano una identità professionale sul tema dei controlli aziendali
  3. Fondamentale per la diffusione della cultura dei controlli è: La cooperazione di tutte e quattro le tipologie di attori
  4. La categoria degli "inermi" appartiene a lla tipologia di attori: Famiglia professionale
  5. Nell'ambito delle famiglie professionali svolgono la funzione di apripista: Gli innovatori culturali

TEST 25

  1. La classificazione delle tipologie di revisione non può essere fatta in base a: Del settore di attività economica a cui appartiene l'impresa
  2. L'attività di auditing è: È un'attività professionale
  3. La codifica delle procedure di controllo e la relativa standardizzazione è: È un presupposto necessario di qualsiasi processo di revisione
  4. Non è un paradigma che ha segnato l'evoluzione della funzione revisione aziendale: Da interna a meramente esterna
  5. L'attività di revisione in genere è svolta a campione per: Problemi di costi, di efficacia e di efficienza
  6. Gli standard di comportamento sono previsti: Sia dalla prassi che dalla norma
  7. Nella qualifica professionale rileva: L'indipendenza sia formale che sostanziale
  8. È un esempio di revisione volontaria: La revisione sociale
  9. La revisione contabile può focalizzarsi: Su tutti gli elementi indicati
  10. La reingegnerizzione dei processi rientra nell'ambito della revisione: Organizzativa

TEST 26

  1. L'internal auditing è un'attività che può non essere: Una funzione aziendale
  2. La metaformosi dell'internal auditing nel tempo può essere spiegata come: Passaggio da ispettore-arbitro giudicante a consulente costruttivo
  3. L'internal auditing è un'attività indipendente svolta: Solo da soggetti interni
  4. L'internal auditing presidia l'attendibilità dei dati per il monitoraggio gestend La matrice controllo/rischio
  5. Le aree di competenza che devono essere sviluppate in ambito di internal auditing sono: 3
  6. L'internal auditing nella PA è poco sviluppato per: Prevalenza di orientamento alla norma e non alle esigenze
  7. L'internal auditor deve possedere: Anche un orientamento al problem solving
  8. Tra le funzioni di internal auditingla più importante è: Controllare l'attendibilità dei dati della fase misurazione
  9. La funzione di internal auditing si è affermata per il prevalere: Di un orientamento alla logica di mercato
  10. Nelle PMI Italiane l'internal auditing è: Confinato a semplici controlli operativi

TEST 27

  1. Il rischio è la combinazione di: Minacce ed opportunità
  2. Il rischio può essere definito come:

Un evento futuro e incerto che può influenzare il raggiungimento degli obiettivi

  1. Le risposte organizzative al rischio tendono a lavorare su: Probabilità e impatto congiuntamente
  2. Il processo di individuazione di gestione dei rischi viene definito: Risk Management 5.I diversi standard di gestione del rischio risentono principalmente: Delle situazioni dei singoli paesi dove nascono
  3. La fase della gestione del rischio finalizzata a definire la rilevanza dei rischi per l'organizzazione si chiama: Valutazione del rischio
  4. La fase che prevede un'attività di selezione e implementazione di misure volte a modificare il rischio si chiama: Trattamento del rischio
  5. La fase del reporting e dell'accountability è sostanzialmente una fase di: Intelligence
  6. Lo strumento per il rating organizzativo è: La matrice probabilità e impatto
  7. Non è uno dei quattro tipi di rischio principali: Solidità̀

TEST 28

  1. Risk management, internal auditing ed intelligence vengono definite: Ancelle del processo di programmazione e controllo
  2. I rischi che possono condizionare il raggiungimento degli obiettivi strategici sono definiti: Rischi strategici
  3. L'intelligence trasforma i dati: In conoscenza condivisa
  4. L'attività̀ di auditing che garantisce la funzionalità delle varie aree operative viene definita: Operational auditing
  5. L'analisi del rischio nasce: Nel comparto assicurativo
  6. Il risk management e l'intelligence nascono dalla considerazione che: I rischi possono essere gestiti
  7. La sicurezza di saper gestire i rischi aumenta: La propensione al rischio
  8. I rischi a bassa probabilità che hanno impatti devastanti quando si verificano si chiamano: Cigni neri
  9. L'effetto domino è: Una contaminazione dei rischi tra comparti apparentemente distanti
  10. I rischi: Non si eliminano ma si trasferiscono

TEST 29

  1. L'analisi di contesto è fondamentale per: Orientare tutto il processo
  2. L'output della fase di identificazione è: Il Catalogo dei rischi
  3. È possibile valutare i rischi e stabilire la priorità tra di essi solo se essi sono posti in relazione: Agli obiettivi
  4. Nel catalogo dei rischi vengono elencati: Tutti i rischi
  5. Il primo passo per costruire un catalogo dei rischi è: Mappatura degli eventi
  6. La valutazione del rischio è un'attività di: Ponderazione del rischio
  7. Lo strumento per la valutazione del rischio è: La matrice impatto/probabilità
  8. I rischi più̀ importanti da gestire sono nell'area: Rossa
  9. Scopo del risk management è quello di: