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Risposte domande sulla seconda parte geografia ec. Gemmiti Roberta
Tipologia: Appunti
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Caricato il 13/06/2023
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Teorie dello sviluppo regionale da un certo periodo storico in poi i ricercatori le istituzioni ecc. si sono posti il problema delle differenze di sviluppo esistenti tra regioni e territori La dimensione regionale dello sviluppo si è posta come tema in tempi abbastanza recenti, quando come si è visto da un lato alcuni economisti hanno promosso l’importanza dello spazio nell’analisi economica (Teoria della localizzazione) e dall’altro si è resa evidente la limitatezza dell’approccio neoclassico di fronte alla crisi economica per cui sono emerse nuove visioni (J. M. Keynes). Due modi fondamentali di interpretare il processo di crescita economica: a) Un processo attraverso il quale ogni regione alla fine raggiungerà lo stesso livello di sviluppo (modelli di crescita lineare); b) Un processo che va avanti proprio attraverso l’introduzione progressiva di squilibri:
Principali esponenti sono Myrdal e Perroux che lavorando in paesi diversi arrivano ad interpretazioni molto simili attraverso metodi diversi. la rappresentazione che loro fanno dello spazio è come quella dello spazio socioeconomico. La loro idea è che l’interazione spazio-economia produce uno squilibrio, quindi è naturale che ci siano paesi ricchi e poveri se uno lascia agire liberamente. si devono correggere queste tendenze è una teoria meno ideologica più scientifica. Sempre parlando della corrente di dx: Lo schema degli stadi di sviluppo-Rostow. Ogni stadio ha sue proprie caratteristiche per cui per raggiungere lo stadio successivo ogni regione deve dotarsi delle condizioni specifiche necessarie al passaggio. Le forze di mercato non sono di per sè sufficienti. È necessario invece operare una serie di investimenti. guarda quali sono state nel percorso di sviluppo delle città le fasi principali, individua i caratteri che in ciascuna fase hanno consentito il passaggio alla fase successiva. quando non si riesce a passare alla fase successiva bisogna fare dei correttivi. Quando il passaggio alla fase in cui si iniziano a produrre surplus, è lo stato di transizione che unisce la società tradizionale alla fase del take off, in cui aumentano gli investimenti, si ha l’infrastrutturazione dello spazio la nascita delle istituzioni ecc. Il messaggio è: questi sono i passi che i paesi del nord capitalistico hanno svolto per arrivare ad oggi, la sua idea è che si deve intervenire con piccoli correttivi nella fase di transizione per passare alla fase successiva, è un percorso di crescita. abbiamo fiducia nei meccanismi di mercato, ma dove c’è una barriera che non permette di passare da uno stadio all’altro bisogna intervenire per aiutare questo passaggio vedi slide 16 pagina 7 per vedere quali sono le effettive fasi individuate da Rostow. 3) La teoria dello squilibrio regionale (Modello centro-periferia) Secondo gli esponenti del modello centro-periferia, in primo luogo F. Perroux e G. Myrdal, ci sono forze che conducono alla concentrazione della crescita economica solo in particolari luoghi (paesi, regioni, città). È attraverso questi meccanismi endogeni che va letta la progressiva agglomerazione in alcuni spazi. È un approccio allo sviluppo del tipo “seconda nature” perché non considera in alcun modo concetti come l’ambiente il territorio la natura… osserva l’agire di forze che si muovono in uno spazio socioeconomico. I concetti chiave sono l’agglomerazione e lo spazio. Il principio di causazione circolare cumulativa di Myrdal. Il concetto di Myrdal di "causalità cumulativa": "la possibilità che i cambiamenti in una data variabile nel sistema sociale 'non richiamino cambiamenti compensativi ma, invece, sostengano il cambiamento, che sposta il
operatori economici hanno nelle regioni e nei sistemi economici nei quali sono localizzati
Caratteristiche dell’industria motrice Polo di sviluppo è costituito da un’industria motrice = Magnete - polarizzazione
guarda al territorio, non astrae il concetto di regione e territorio, ma si guarda alla realtà del territorio e si cerca di coinvolgere i diretti interessati Alcune cause di un fallimento chiamato ‘cattedrali nel deserto’ (un grande sforzo per un miglioramento che però non ha portato a nulla)
disintegrazione verticale delle imprese, la rete delle relazioni tra imprese e le economie esterne come spiegazione dell’agglomerazione spaziale che caratterizza molte forme di produzione post- fordiste
Questo sistema promana dal Giappone e si caratterizza per essere diverso sia dal fordismo che dalla specializzazione flessibile. Si definisce anche personalizzazione di massa , perché ha la capacità di produrre grandi volumi di produzione attraverso la combinazione personalizzata di un insieme di componenti di base. Sfrutta il sistema ICT (information and comunication technology) applicandolo alla catena della fornitura e all’organizzazione dei lavoratori (a partire dall’industria auto) La (^) specializzazione fles siblie, , (^) può essere definita come la produzione di^ piccola serie di beni non^ standardizzati, realizzata con macchinari flessibili
Anche la produzione flessibile tende all’agglomerazione spaziale dei fornitori e della logistica a produzione flessi La specializzazione flessibile nel caso Italia I distretti della Terza Italia sono un esempio perfetto della specializzazione flessibile. E’ un nuovo quadro geografico della produzione manifatturiera, con una più evidente presenza di piccole (meno di 50 addetti) e medie imprese (tra 50 e 500 addetti), agglomerate in termini spaziali e specializzate in termini produttivi. Tre tipologie sulla base della complessità:
In Italia, I distretti industriali come fenomeno non solo economico DEFINIZIONE di distretto in Italia e l’apporto di Giacomo Becattini:
Il contratto di programma È un accordo stipulato tra il Ministero competente, grandi imprese, consorzi di medie e piccole imprese e rappresentanze di distretti industriali finalizzato alla realizzazione di interventi per: il rapido avvio di nuove iniziative, che presentino un alto grado di innovazione degli interventi; la creazione di occupazione aggiuntiva IL contratto d’area E’ uno strumento operativo concordato tra amministrazioni, anche locali, rappresentanze di lavoratori e datori di lavoro, nonché eventuali altri soggetti interessati, per la realizzazione delle azioni finalizzate ad accelerare lo sviluppo e la creazione di nuova occupazione in territori circoscritti, nell’ambito delle aree di crisi e delle aree di sviluppo industriale. Patto territoriale
Non sembra tuttavia esistere un unico modello esplicativo