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Domande esame Boldrini con risposte, Appunti di Storia del Giornalismo

Domande e risposte di alcune delle domande più frequenti all'esame del prof. Boldrini per il corso Storia della comunicazione e del giornalismo (9cfu)

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 04/07/2021

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giulia-taccori 🇮🇹

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- Cos’è la spirale del silenzio nello schema della Newmann? Perché se n’è parlato e qual è lo
schema? La spirale del silenzio è l’opera scritta dalla Newmann negli anni ’70, ’50 anni dopo il libro
di Lippmann, sostiene che anticipi di anni quello che gli studiosi di comunicazione sosterranno
successivamente (come il newsmaking e la teoria ipodermica), si chiede come mai sia stato così
tanto ignorato, dato che ha smascherato l’autoinganno razionalistico sul modo in cui gli uomini si
informano, giudicano e agiscono di conseguenza. Ovvero che l’uomo pensa che tutte le invenzioni
siano fantastiche perché fanno avanzare, ma in realtà sono vittime della mediazione. La newmann
parte da un’osservazione delle elezioni tedesche del 65 e poi del 70, si accorge che tutti i sondaggi
sulle elezioni sballassero. Chiedendosi come mai non ci fosse corrispondenza: molti intervistati
avevano mentito. Quindi con la teoria della spirale del silenzio afferma che le persone preferiranno
tacere piuttosto che affermare qualcosa che risulta di debole opinione in confronto al pensiero
dominante della massa. Quindi le idee più forti, socialmente vincenti, dominano e affievoliscono
quelle più deboli. Ed è proprio dalla paura dell’isolamento che nascono gran parte dei processi di
emarginazione o integrazione.
- Lippmann: chi forma gli stereotipi e come funzionano? Cos’è la mappa mentale o lo pseudo
ambiente? Lippmann afferma che ciò che l’individuo fa non si fonda sulla diretta conoscenza, ma si
fonda su immagini che gli vengono date e che riceve. Si fa un’idea delle cose attraverso le immagini
che gli vengono date, le immagini sono talmente potenti che scavalcano qualsiasi ragionamento e
inducono a comportarsi in un determinato modo sulla base delle cose mostrate e non sulla base di
ciò che è vissuto. Prima la gente conosceva ciò che accadeva nel proprio villaggio, al limite in quelli
circostanti, ma con la comunicazione di massa cambia questo movimento, perché non si ha più
un’osservazione diretta ma si ricevono informazioni. Le immagini si formano seguendo la teoria
degli stereotipi, ripresa dalla forma tecnica delle tipografie dell’800, ovvero che il giornalista prende
dei modelli prefabbricati, che possono semplificare e banalizzare i concetti, traducendo la lingua
specialistica dei pochi ai più. Quindi i messaggi che arrivano sono tutti stereotipati, ma non siamo
tutti marionette, perché gli stereotipi che ci vengono mandati, li riceviamo e li rielaboriamo
attraverso la nostra mappa mentale. Ognuno ha la propria mappa mentale, consolidata attraverso
lo studio, la famiglia e ambienti simili, che fa sì che la notizia arrivata venga rielaborata per arrivare
ad acquisire il suo spazio mentale.
- Teoria dell’agenda-setting e dell’agenda setting game? Qual è la vera novità? La teoria
dell’agenda setting afferma che l’individuo tenda a includere o a escludere un fatto/avvenimento in
base a quello che i media tendono a includere o a escludere. Per la prima è importante anche ciò
che non si dice. L’agenda setting game è lo scontro tra le tre sfere (politica, pubblica, mediatica) per
l’imposizione dei propri temi.
- Nascita dell’opinione pubblica, tre fasi di Habermas. Fase rivoluzionaria e crisi.
- Cos’è la penny press? Fenomeno della stampa americana del 19secolo: si abbassa il prezzo a un
penny, favorendo la stampa popolare perché la sua informazione non era più incentrata solo su
politica ed economia, ma anche sulla vita quotidiana dei cittadini; con tanta pubblicità. Primo
quotidiano a un penny: Sun.
- Innis (prime pagine di storia sociale dei media): uno studioso canadese che rielabora tutto il
pensiero della comunicazione partendo non dal ‘700 ma dall’antichità, mettendo in discussione dei
modelli che poi noi ritroviamo oggi, cioè parlando delle forme e dei supporti attraverso le quali i
primi elementi alfabetici avvengono, contrapponendo i materiali che venivano usati: lui li distingue
in due grandi sistemi, materiali durevoli e materiali effimeri. Il durevole e l’effimero come supporti
alla comunicazione è un dibattito attualissimo, Innis lo riporta indietro, affermando che fin
dall’antichità per comunicare si usavano due forme diverse, contrapponendo i materiali che
venivano considerati durevoli (pietra, tavolette in cotto, pergamena) a quelli che venivano
considerati invece effimeri (papiro) materiali durevoli permettevano una durata nel tempo e
producevano allora una tendenza culturale che era il mantenimento del sapere, mentre quelli
effimeri permettevano una maggiore fragilità e quindi un maggiore superamento dei contenuti.
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  • Cos’è la spirale del silenzio nello schema della Newmann? Perché se n’è parlato e qual è lo schema? La spirale del silenzio è l’opera scritta dalla Newmann negli anni ’70, ’50 anni dopo il libro di Lippmann, sostiene che anticipi di anni quello che gli studiosi di comunicazione sosterranno successivamente (come il newsmaking e la teoria ipodermica), si chiede come mai sia stato così tanto ignorato, dato che ha smascherato l’autoinganno razionalistico sul modo in cui gli uomini si informano, giudicano e agiscono di conseguenza. Ovvero che l’uomo pensa che tutte le invenzioni siano fantastiche perché fanno avanzare, ma in realtà sono vittime della mediazione. La newmann parte da un’osservazione delle elezioni tedesche del 65 e poi del 70, si accorge che tutti i sondaggi sulle elezioni sballassero. Chiedendosi come mai non ci fosse corrispondenza: molti intervistati avevano mentito. Quindi con la teoria della spirale del silenzio afferma che le persone preferiranno tacere piuttosto che affermare qualcosa che risulta di debole opinione in confronto al pensiero dominante della massa. Quindi le idee più forti, socialmente vincenti, dominano e affievoliscono quelle più deboli. Ed è proprio dalla paura dell’isolamento che nascono gran parte dei processi di emarginazione o integrazione.
  • Lippmann: chi forma gli stereotipi e come funzionano? Cos’è la mappa mentale o lo pseudo ambiente? Lippmann afferma che ciò che l’individuo fa non si fonda sulla diretta conoscenza, ma si fonda su immagini che gli vengono date e che riceve. Si fa un’idea delle cose attraverso le immagini che gli vengono date, le immagini sono talmente potenti che scavalcano qualsiasi ragionamento e inducono a comportarsi in un determinato modo sulla base delle cose mostrate e non sulla base di ciò che è vissuto. Prima la gente conosceva ciò che accadeva nel proprio villaggio, al limite in quelli circostanti, ma con la comunicazione di massa cambia questo movimento, perché non si ha più un’osservazione diretta ma si ricevono informazioni. Le immagini si formano seguendo la teoria degli stereotipi, ripresa dalla forma tecnica delle tipografie dell’800, ovvero che il giornalista prende dei modelli prefabbricati, che possono semplificare e banalizzare i concetti, traducendo la lingua specialistica dei pochi ai più. Quindi i messaggi che arrivano sono tutti stereotipati, ma non siamo tutti marionette, perché gli stereotipi che ci vengono mandati, li riceviamo e li rielaboriamo attraverso la nostra mappa mentale. Ognuno ha la propria mappa mentale, consolidata attraverso lo studio, la famiglia e ambienti simili, che fa sì che la notizia arrivata venga rielaborata per arrivare ad acquisire il suo spazio mentale.
  • Teoria dell’agenda-setting e dell’agenda setting game? Qual è la vera novità? La teoria dell’agenda setting afferma che l’individuo tenda a includere o a escludere un fatto/avvenimento in base a quello che i media tendono a includere o a escludere. Per la prima è importante anche ciò che non si dice. L’agenda setting game è lo scontro tra le tre sfere (politica, pubblica, mediatica) per l’imposizione dei propri temi.
  • Nascita dell’opinione pubblica, tre fasi di Habermas. Fase rivoluzionaria e crisi.
  • Cos’è la penny press? Fenomeno della stampa americana del 19secolo: si abbassa il prezzo a un penny, favorendo la stampa popolare perché la sua informazione non era più incentrata solo su politica ed economia, ma anche sulla vita quotidiana dei cittadini; con tanta pubblicità. Primo quotidiano a un penny: Sun.
  • Innis (prime pagine di storia sociale dei media): uno studioso canadese che rielabora tutto il pensiero della comunicazione partendo non dal ‘700 ma dall’antichità, mettendo in discussione dei modelli che poi noi ritroviamo oggi, cioè parlando delle forme e dei supporti attraverso le quali i primi elementi alfabetici avvengono, contrapponendo i materiali che venivano usati: lui li distingue in due grandi sistemi, materiali durevoli e materiali effimeri. Il durevole e l’effimero come supporti alla comunicazione è un dibattito attualissimo, Innis lo riporta indietro, affermando che fin dall’antichità per comunicare si usavano due forme diverse, contrapponendo i materiali che venivano considerati durevoli (pietra, tavolette in cotto, pergamena) a quelli che venivano considerati invece effimeri (papiro) materiali durevoli permettevano una durata nel tempo e producevano allora una tendenza culturale che era il mantenimento del sapere, mentre quelli effimeri permettevano una maggiore fragilità e quindi un maggiore superamento dei contenuti.

Queste sono due delle costanti tutt’ora presenti: la comunicazione ha a che fare con due questioni, quella dello spazio e quella del tempo. Altra questione: gran parte degli studiosi determinano che quando nasce un nuovo mezzo, esso è definito da Innis un “monopolio culturale”. Di volta in volta, ogni mezzo tende a determinare un impatto così rilevante da essere definito “monopolio culturale”, cioè un medium determina il fatto che la cultura, la pratica sociale, il vivere delle persone, nella fase in cui quel medium è dominante

  • Qual è il grande editore che dopo Gutenberg si afferma a Venezia? Manunzio,
  • Importanza di Briggs e Burke per la pittura del medioevo: iconotesto, importanza dell’intreccio tra scrittura, lettura e testo; perché serviva a spiegare ciò che accadeva, chi governava, come si governava, aveva uno scopo didattico e informativo. Teoria della convergenza
  • Cultura e periodo del broadcasting. Ruolo BBC nel broadcasting. Quando tutto il meccanismo nasce e nasce la radio, essa produce una circolarità, c’è un passaggio senza più supporto cartaceo, c’è l’etere, ovvero onde che vanno nell’aria, vengono captate e creano un meccanismo circolare che è la svolta della comunicazione di massa, ovvero il Broadcasting. Letteralmente significa tradotto in italiano semina larga, che definisce la trasmissione circolare via etere di contenuti di interesse generale, musica e parole non indirizzate a un destinatario particolare ma a tutti gli apparecchi dislocati di ricezione. Il messaggio tramite l’etere non è più indirizzato ad una persona specifica, ma a tutti gli apparecchi dislocati nell’area di ricezione. È all’inizio uno strumento massivamente unidirezionale, muove cioè da chi produce musica e suono a chi riceve musica e suono. Più tardi potrà poi cambiare, attraverso un altro mezzo che è la telefonia diventando da unidirezionale a bidirezionale, sarà data la possibilità a chi riceve il messaggio di interloquire con chi lo emette. La radio è stata il primo grande medium che ha impregnato la fase successiva del Broadcasting: con essa nascono vere e proprie istituzioni, come la BBC. Se Germania, Spagna o in Italia si arriva ad addomesticare la radio, in Inghilterra la BBC assume un ruolo importantissimo rispetto anche a tutte le altre trasmissioni: punta sull’informazione, fa pochi programmi e collegati alla modalità di intrattenimento delle forze militari; rimane privata, senza statalizzarsi. Diventerà un istituzione, dominerà anche la tv, ma in essa dovrà riadattarsi.
  • Prime radio americane seguono più Broadway o Hollywood? Broadway.
  • Roosevelt e la radio: la utilizza per svago e per entrare nelle case dei cittadini, oltre che farli entrare in casa sua.
  • Nascita e caratteristiche della tv in Italia : 195 4
  • Cosa erano i giornali in livrea? Giornali asserviti al potere, che quindi subiscono ordini su ciò che va scritto. Esempio Renaudau
  • Che ruolo ha l’invenzione del telegrafo? Permette una maggior circolazione di notizie, accorcia le distanze in fatto di luogo e tempo. Permette la nascita di un nuovo soggetto: l’agenzia di stampa.
  • Prime gazzette libere dove nascono? Nascono a Venezia, chiamate così perché si acquistavano con la moneta coniata dalla zecca veneziana.
  • Nascita del primo ordine dei giornalisti: 1926 quando viene istituito il primo albo dei giornalisti. L’ordine diventa una sorta di certificazione di buona condotta, era un ordine che serviva più nel rapporto tra pratica professionale e autorità competenti. Nel ’46 si affronta il tema della libertà di stampa (articolo 13), ma verrà approvato solo nel 1963 e con la legge 69 diventa l’ordine che abbiamo oggi.
  • Differenza evoluzione com politica e istituzionale tra Grecia e Roma: in Grecia è orale, a Roma nascono le statue politiche, dall’oralità alla visibilità
  • Cosa convince i luterani che la scrittura ha un suo ruolo? Importanza tesi: stampa, ma la scrittura diventa importante perché il possedere un libro di lutero o dei suoi seguaci produce appartenenza sociale.
  • Nascita del torchio e carattere mobile, dalla Germania a?
  • Caratteristiche e nascita della Rai. La EIAR si trasforma in RAI nell’immediato dopoguerra. Diventa di dominio pubblico e inizia le sue trasmissioni in maniera dirompente. E quando arriverà la