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domande esame crocette, Prove d'esame di Modelli e tecniche di progettazione, organizzazione e ricerca educativa

domande esame a crocette progettazione educativa con la prof. Pescarmona

Tipologia: Prove d'esame

2019/2020

Caricato il 04/09/2023

elisabetta-santella
elisabetta-santella 🇮🇹

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FIL0090
Domande scritto progettazione educativa e strumenti avviamento alla professione
(FIL0090) Isabella Pescarmona (domande a crocette dell’appello del 1/2/22)
1. Quali di questi elementi NON sono le aree di competenza evidenziate nelle indicazioni Nazionali del
2012?
a) Immagini, suoni, colori
b) Il corpo in movimento
c) Il se e l’altro
d) Le parole e i linguaggi
2. Nelle nostre società complesse, il nido d’infanzia può diventare un luogo di mediazione culturale,
perché:
a) Il dialogo diventa la modalità privilegiata per mettere in relazione la pluralità delle differenze
b) Le cure e l’assistenza dei bambini piccoli rende il nido un luogo naturale d’incontro
c) Esistono degli universali uguali per tutti nella cura e nell’educazione dei più piccoli
d) Le famiglie straniere possono imparare lo stile educativo giust(…) bambini
3. I servizi per la prima infanzia possono trasformarsi in un potenziale contesto di “educazione degli
adulti immigrati. Quale di queste motivazioni NON è corretta?
a) Le educatrici veicolano le pratiche e le modalità più corrette per educare i figli delle famiglie
immigrate
b) I figli sono uno dei fattori determinanti per l’integrazione dell’adulto vincolandoli ad assumere
ruoli e comportamenti diversi
c) I servizi li sollecitano a modificare la rappresentanza simbolica del loro essere immigrati
d) I servizi chiedono ai genitori di non assolvere compiti e ruoli spesso sconosciuto nelle culture
scolastiche dei loro paesi di provenienza
4. Gli studi sull’infanzia e sull’adolescenza di Margaret Mead condotti nelle isole Samoa (Mead, 1928)
ebbero un effetto rivoluzionario perché:
a) Crearono le condizioni sperimentali per studiare l’allattamento, la cura e l’educazione dei
bambini
b) Avanzarono l’idea che potessero esistere una molteplicità di credenze e teorie sullo sviluppo
infantile all’interno della popolazione umana
c) Misero in evidenza l’esistenza di un’educazione parentale e scolastica con valore universale
d) Dipinsero nuove “vignette” culturali per tipizzare gli altri
5. In riferimento al testo “di cultura in culture”, l’attività denominata “l’albero vanitoso” è un esempio
di:
a) Programmazione curriculare
b) Progettazione per sfondo integratore
c) Progettazione per obiettivi
d) Progettazione per campi di esperienza
6. In riferimento al testo di L. Milani, la “non-intrisuvità” è:
a) Un atteggiamento
b) Una capacità specifica
c) Un’intenzione
d) Una competenza
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Domande scritto progettazione educativa e strumenti avviamento alla professione

(FIL0090) – Isabella Pescarmona (domande a crocette dell’appello del 1/2/22)

  1. Quali di questi elementi NON sono le aree di competenza evidenziate nelle indicazioni Nazionali del 2012? a) Immagini, suoni, colori b) Il corpo in movimento c) Il se e l’altro d) Le parole e i linguaggi
  2. Nelle nostre società complesse, il nido d’infanzia può diventare un luogo di mediazione culturale, perché: a) Il dialogo diventa la modalità privilegiata per mettere in relazione la pluralità delle differenze b) Le cure e l’assistenza dei bambini piccoli rende il nido un luogo naturale d’incontro c) Esistono degli universali uguali per tutti nella cura e nell’educazione dei più piccoli d) Le famiglie straniere possono imparare lo stile educativo giust(…) bambini
  3. I servizi per la prima infanzia possono trasformarsi in un potenziale contesto di “educazione degli adulti immigrati. Quale di queste motivazioni NON è corretta? a) Le educatrici veicolano le pratiche e le modalità più corrette per educare i figli delle famiglie immigrate b) I figli sono uno dei fattori determinanti per l’integrazione dell’adulto vincolandoli ad assumere ruoli e comportamenti diversi c) I servizi li sollecitano a modificare la rappresentanza simbolica del loro essere immigrati d) I servizi chiedono ai genitori di non assolvere compiti e ruoli spesso sconosciuto nelle culture scolastiche dei loro paesi di provenienza
  4. Gli studi sull’infanzia e sull’adolescenza di Margaret Mead condotti nelle isole Samoa (Mead, 1928) ebbero un effetto rivoluzionario perché: a) Crearono le condizioni sperimentali per studiare l’allattamento, la cura e l’educazione dei bambini b) Avanzarono l’idea che potessero esistere una molteplicità di credenze e teorie sullo sviluppo infantile all’interno della popolazione umana c) Misero in evidenza l’esistenza di un’educazione parentale e scolastica con valore universale d) Dipinsero nuove “vignette” culturali per tipizzare gli altri
  5. In riferimento al testo “di cultura in culture”, l’attività denominata “l’albero vanitoso” è un esempio di: a) Programmazione curriculare b) Progettazione per sfondo integratore c) Progettazione per obiettivi d) Progettazione per campi di esperienza
  6. In riferimento al testo di L. Milani, la “non-intrisuvità” è: a) Un atteggiamento b) Una capacità specifica c) Un’intenzione d) Una competenza
  1. In riferimento al testo “di cultura in culture”, l’attività denominata “piatti dal mondo”: a) Il cibo è l’unico linguaggio per conoscere le differenze culturali b) È un modo per far conoscere i piatti tipici c) È un approccio per facilitare la conoscenza e le relazioni tra i genitori d) È un laboratorio rivolto ai bambini per valorizzare le loro origini
  2. Secondo quanto descritto nel testo di E. Restiglian, dal modello psico-pedagogico della Gestalt (..): a) La Progettazione in azione b) La progettazione per obiettivi c) La progettazione per sfondi integratori d) La progettazione per laboratori
  3. In riferimento alla ricerca nel nido multiculturale presentata nel testo di “crescere al plurale”, il percorso di ambientamento e strutturazione delle routine al nido è presentato come: a) Un processo di inserimento stabilito dalle educatrici b) Un processo per favorire l’attaccamento alla figura di riferimento c) Un processo di apprendistato culturale d) Un processo per promuovere l’empatia
  4. In riferimento al testo di L. Milani, è riconducibile al modello di progettazione della “problematicità cognitiva”: a) La programmazione per concetti b) La programmazione per obiettivi c) La programmazione per ricerca-azione d) La programmazione cooperativa
  5. In riferimento al testo “di cultura in culture”, gli stereotipi e pregiudizi si basano su un processo di categorizzazione che è: a) Un processo critico di selezione e organizzazione dell’informazione b) Un processo di inferenza che si basa su tratti di personalità propri di ogni persona c) Una risposta emotiva all’incontro con l’altro d) Un processo di astrazione condiviso socialmente
  6. Secondo quanto descritto nel testo di E. Restiglian, quale di queste caratteristiche NON è propria della carta dei servizi? a) Tipo di progettazione interna b) Modalità di valutazione del bambino c) Promuovere una cultura dell’infanzia d) Coinvolgimento e corresponsabilità
  7. In riferimento alla ricerca nel nido multiculturale presentata nel testo “crescere al plurale”, con “cultura dei pari” s’intende: a) Un insieme stabile di attività, regole, valori e attività prodotto e condiviso da bambini, famiglie e educatrici b) Un insieme stabile di attività, regole, valori e attività prodotto e condiviso da bambini e educatrici nelle loro interazioni reciproche c) Un insieme stabile di attività, routine, valori e interessi prodotto e condiviso dai bambini nelle loro interazioni reciproche d) Un insieme stabile di attività, routine, valori e interessi prodotto e condiviso dai bambini e dalle loro famiglie nelle loro interazioni a casa

c) La promozione della curiosità e della creatività d) L’osservazione del contesto e la partenza dalla quotidianità

  1. In riferimento al testo della Milani, la progettualità è definita come: a) Una serie logica di atti che sistematizzano il processo educativo b) La capacità di tradurre i fini in qualcosa di raggiungibile c) Lo strumento di orientamento dell’equipe di lavoro d) La scelta di modelli di riferimento
  2. Secondo quanto descritto da E. Restiglian, l’angolo del movimento è proprio della sezione dei: a) Divezzi (12-36 mesi) b) Lattanti (6-12 mesi) c) Entrambi d) Nessuno di questi
  3. In riferimento al testo di Milani, quale fra queste NON è un carattere della competenza? a) Educabilità b) Contestualità c) Dinamicità d) Trasferibilità
  4. Secondo quanto descritto nel testo di Restiglian, dal modello psico-pedagogico della scuola sistemica di Palo Alto deriva: a) La programmazione per sfondi integratori b) La progettazione in azioni c) La programmazione per obiettivi d) La progettazione per laboratori
  5. Quale formazione devono avere le educatrici che lavorano con bambini e adulti con background migratorio? a) Una formazione che renda disponibili soluzioni pronte per l’uso da attuare nei diversi contesti b) Una formazione sulla cultura degli altri c) Una formazione che insegni a considerare tutti i bambini uguali senza considerare le differenze culturali e sociali d) Una formazione alla relazione e alla riflessione sui propri modi culturali abituali
  6. Secondo quanto descritto nel testo di E. Restiglian, dal modello psico-pedagogico del comportamentismo deriva: a) La progettazione per sfondi integratori b) La progettazione per laboratori c) La progettazione in azione d) La progettazione per obiettivi
  7. In riferimento al testo “Di cultura in culture”, il principio di “esposizione alla pluralità” consiste nel: a) Ricercare le similarità nei bisogni, negli interessi, nei diritti dei bambini b) Impiegare materiali e linguaggi plurali per qualificare le esperienze educative c) Predisporre routines e attività di appoggio per rendere familiari situazioni, tempi e modi. d) Far conoscere ai bambini le diverse culture di provenienza dei compagni stranieri
  8. Secondo quanto descritto nel testo di E. Restiglian, le “procedure di reclamo” si trovano nel: a) Piano dell’offerta formativa b) Progetto educativo

c) Verifica della progettazione educativa d) Carta dei servizi

  1. Secondo quanto descritto nel testo di E. Restiglian, nella formulazione di un obiettivo comportamentale, quale fra questi è un ERRORE che può essere commesso: a) Inclusione del risultato dell’apprendimento b) Descrizione del contenuto dell’attività c) Esporre sotto forma di verbo d) Esporre la prestazione dell’alunno
  2. Le competenze trasversali sono definite: a) Generative b) Psicologiche c) Educabili d) Innate
  3. L’agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 (Nazioni Unite, 2015) evidenzia che la principale finalità dei sistemi educativi è: a) Fornire un’educazione di qualità, equa e assimilativa, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti b) Fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento per tutti c) Fornire un’educazione di qualità, equa e universale, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per i bambini con background migratorio e per le loro famiglie d) Fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per i bambini con background migratorio
  4. In riferimento al testo di L. Milani, la capacità di gestire lo spazio nella relazione fa parte dei: a) Codici cinesici b) Codici prossemici c) Codici linguistici d) Codici prosodici
  5. Quali di questi elementi NON sono le aree di competenza evidenziate nelle indicazioni Nazionali del 2012? a) Messaggi, forme e media b) La conoscenza del mondo c) Il sé e l’altro d) Il corpo in movimento
  6. L’assetto legislativo che regola i servizi per l’infanzia per realizzare un “sistema educativo” integrato 0 - 6 fa riferimento alla legge: a) Legge 107 del 2015 b) Legge 285 del 1997 c) Decreto-legge 65 del 2003 d) Legge 1044 del 1971
  7. In riferimento al testo di L. Milani, saper osservare è: a) Competenza di base b) Competenza trasversale c) Competenza pedagogia d) Competenza specifica
  1. In riferimento al testo di L. Milani, sono definite come “attitudini educabili”: a) Le competenze di base b) Le competenze trasversali c) Le competenze specifiche d) Le competenze personali
  2. In riferimento al testo “di cultura in culture”, l’approccio narrativo si basa su: a) Istituzione di routines di attenzione all’altro e all’ambiente da gestire in piccolo gruppo b) La strategia dell’ascolto reciproco c) La partecipazione delle famiglie d) L’impiego di più linguaggi espressivi (musica, teatro, gestualità..)
  3. Secondo quanto descritto nel testo di E. Restiglian, “l’elaborazione di nuclei progettuali” è propria del: a) Progettare per laboratori b) Progettare per campi di esperienza c) Progettare per obiettivi d) Progettare per sfondi integratori
  4. Secondo quanto descritto da E. Restiglian, l’angolo dell’affettività è proprio della sezione dei: a) Nessuno di questi b) Lattanti (6-12 mesi) c) Divezzi (12-36 mesi) d) Entrambi
  5. Secondo quanto descritto da E. Restiglian, l’angolo del senso-percettivo è proprio della sezione dei: a) Lattanti (6-12 mesi) b) Divezzi (12-36 mesi) c) Nessuno di questi d) Entrambi
  6. Secondo quanto descritto nel testo di E. Restiglian, dal modello psico-pedagogico del socio- costruttivismo deriva: a) La progettazione per laboratori b) La progettazione per obiettivi c) La progettazione in azione d) La progettazione per sfondi integratori
  7. In riferimento al testo di L. Milani, è riconducibile al modello di progettazione “lineare- sequenziale”: a) La programmazione per obiettivi b) La programmazione per sfondi integratori c) La programmazione per concetti d) La programmazione ricerca-azione
  8. In riferimento al testo di L. Milani, “tollerare le frustrazioni” è: a) Una competenza specifica b) Una competenza trasversale c) Un’attitudine personale d) Una competenza di base