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DOMANDE E RISPOSTE PER PREPARAZIONE ESAME DIRITTO PENALE - PEGASO- GIUGNO 2021
Tipologia: Esercizi
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La caratteristica del diritto penale è: Incidere su entrambi Elementi caratteristici del diritto penale sono: Il diritto penale guarda, accanto alla realizzazione del fatto nella sua storica oggettività, anche alla forma con cui l'aggressione è stata fatta ed anche al soggetto che ha posto in essere l’aggressione La legge c.d. di “depenalizazione”: È promulgata nel 1981 Le attenuanti generiche vengono introdotte: Con decreto luogotenenziale del 1944 L'illecito penale è differente rispetto all'illecito civile: L'illecito penale si differenzia dall'illecito civile perchê è un illecito con particolari modalità di esecuzione della condotta, lesivo di un bene giuridico La sanzione penale deve essere applicata: Dal giudice penale al termine di un processo di cognizione penale Utilizzo del diritto penale: Il diritto penale deve essere utilizzato solo ed esclusivamente quando il bene giuridico non può essere tutelato nelle forme che sono proprie e congeniali dell'illecito civile e dell'illecito amministrativo. I criteri guida per selezionare i fatti penalmente rilevanti, sono: I principi di offensività, di colpevolezza, di proporzione, di sussidiarietà Il principio di offensività consiste Nel fatto che il legislatore non può punire nessuno per quello che è o per quello che vuole, ma può punire solo fatti che ledono o pongono in pericolo l'integrità di un bene giuridico l principio di colpevolezza consiste: Che non ci può essere reato se l'offesa al bene giuridico non è personalmente rimproverabile al suo autore, in quanto rientrava nella sua sfera di controllo Il principi di proporzione consiste: Nell'esigenza che i vantaggi per la società, che derivano dalla minaccia e dall'applicazione di una pena per un'offesa colpevole ad un bene giuridico, siano messi a confronto con i costi immanenti alla previsione di quella pena Il principio di sussidiarietà consiste: La pena può essere utilizzata soltanto quando nessun altro strumento a disposizione dello Stato, sia esso sanzionatorio oppure no è in grado di assicurare al bene giuridico una tutela altrettanto efficace nei confronti di una determinata forma di aggressione Lo scopo che legittima l'inflizione della pena da parte del giudice è previsto: Dalla Costituzione all'articolo 27, 3 comma Una regola di rango costituzionale: il principio della presunzione di non colpevolezza fino alla condanna definitiva previsto dall'articolo 27, 2 comma della cost., impone: All'accusa l'onere di provare la sussistenza degli elementi costitutivi del reato Lo stravolgimento del rapporto di causalità consiste: In un rapporto tra due elementi del fatto di reato: l'azione (o l'omissione) e l'evento concreto che deve essere conseguenza dell'azione o omissione Il primo codice penale in vigore nel regno d'Italia fu approvato: Nel 1889 e rimase in vigore dal 1890 al 1931 e aveva le caratteristiche del diritto penale liberale Con il codice rocco del 1931 viene ripristinata la pena: Della pena di morte
Le teorie che caratterizzano la pena sono: Teoria della Retribuzione, Teoria della Prevenzione generale, Teoria della Prevenzione speciale La Teoria della Prevenzione Generale consiste: La Teoria della Prevenzione generale si occupa e ritiene di poter risolvere il problema del recupero, il problema valutativo della figura del reo, individuando una pena che possegga un carattere di deterrenza e che nella sua prospettiva generale metta in condizione gli altri cittadini di non sbagliare più La teoria della Retribuzione assume: Che la pena per il reato compiuto ha funzione retributiva Quali differenze ci sono tra la Teoria della Prevenzione e la Teoria Retributiva: Il punto di frattura tra la Teoria della Prevenzione e la Teoria Retributiva risiede nell'abbandono della funzione di recupero del reo Come mai si è avuta la prevalenza della Teoria della Prevenzione rispetto a quella della Retribuzione: Le due Teorie delle Prevenzione sono più plausibili rispetto alla Teoria Retributiva perché hanno la maggiora compatibilità costituzionale La caratteristica principale della pena, costituzionalmente sancita, è: Che la pena deve avere un messaggio, seppure nella sua durezza, che metta il cittadino che ha sbagliato in condizioni di potersi reinserire nel tessuto sociale Nel nostro ordinamento, la massima pena irrogabile consiste: Nell'ergastolo Da cosa deriva la crisi della certezza della pena: Da soli caratteri di natura sostanziale La riconsiderazione della pena deve passare: Da un lato dall'esigenza di difendere fino in fondo il messaggio e la copertura costituzionale della pena; dall'altra parte però è necessario operare un recupero in termini di certezza della pena che passa attraverso un recupero anche della dignità del soggetto destinato al carcere, quindi un recupero che passa attraverso un adeguamento degli istituti di pena a quei caratteri di umanità che la sanzione deve possedere Il principio di legalità in materia penale viene introdotto: Per la prima volta nel periodo illuministico, è successivamente inserito nelle codificazioni ottocentesche, per essere poi riaffermato con l'entrata in vigore del codice penale del 1930 ed infine recepito dalla Costituzione Repubblicana del 1948 Il fondamento pubblico della riserva di legge in materia penale, cioè l'esigenza che le scelte politico-criminali siano riservate all'unico potere dello Stato rappresentativo della volontà popolare impone di interpretare la formula ''legge'' nell'art.25 II Cost. come legge formale: Escludendo i decreti legislativi e i decreti-legge dalle fonti del diritto penale Secondo quanto stabilito dall'art.117 II lett.l Cost. la legge regionale: Non può essere fonte di norme incriminatrici, in quanto ''lo Stato ha legislazione esclusiva ''in materia di ''ordinamento penale'' Diritto dell'Unione Europea e diritto penale: Nessuno dei trattati istitutivi della Comunità europea attribuisce in forma espressa a istituzioni comunitarie la potestà di creare norme incriminatrici e l'Unione Europea non può, inoltre,
Se l'abolizione del reato è conseguenza della modifica, intervenuta successivamente alla commissione del fatto, che non riguarda la norma incriminatrice bensì una norma giuridica o extragiuridica in vario modo da essa richiamata: Solo se la norma richiamata integri la norma incriminatrice si potrà parlare propriamente di successione di norme integratrici della norma penale e, dunque, sarà applicabile la disciplina dell'art. 2, comma 2, c.p. In virtù di quanto stabilito dall'art. 2, commi 3-4, c.p.: Se vi è stata condanna a pena detentiva e la legge posteriore prevede esclusivamente la pena pecuniaria, la pena detentiva inflitta si converte immediatamente nella corrispondente pena pecuniaria Ai sensi dell'art. 2, comma 5, c.p., il principio di retroattività della legge penale più favorevole: Non opera per le leggi eccezionali e per le leggi temporanee, in quanto si tratta rispettivamente di leggi emanate per fronteggiare situazioni oggettive di carattere straordinario e di leggi che contengono la predeterminazione espressa del periodo di tempo in cui avrà vigore La C. Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 5, c.p., nella parte in cui, vigente il codice penale del 1930, rendeva applicabile ai decreti-legge decaduti o non convertiti o convertiti con emendamenti l'intera disciplina della successione di leggi penali favorevoli al reo. In particolare: Se si tratta di fatti pregressi, ove il fatto fosse preveduto come reato dalla legge del tempo, l'abolizione del reato o la disciplina più favorevole prevista dal decreto-legge non convertito, non avrà nessun effetto, per cui l'agente sarà punibile in base alla legge in vigore al tempo del fatto Tempus commissi delicti: Nei reati commissivi e nei reati omissivi, il tempo del commesso reato viene individuato rispettivamente nel momento dell'azione o dell'ultima azione prevista dalla norma incriminatrice e nel momento in cui andava compiuta l'azione doverosa L'articolo 6 del Codice Penale testualmente recita: Chiunque commette un reato nel territorio dello Stato è punito secondo la legge italiana? Per territorio dello Stato si intende: Il territorio della Repubblica e ogni altro luogo soggetto alla sovranità dello stato Per principio dell'ubiquità si intende: Il fatto che il reato si considera commesso nel territorio italiano quando l'azione od omissione che lo costituisce è ivi avvenuta in tutto o in parte, ovvero se ivi si è verificato l'evento che è la conseguenza dell'azione o omissione L'art. 7 del c.p. prevede l'applicabilità della legge penale italiana: Ad alcune tipologie di reato commessi in toto in territorio estero sia dal cittadino italiano che straniero Indicare quale tra le sottoelencate risposte rientra tra le norme codicistiche che sono diverse da quelle relative ai reati commessi all'estero punibili incondizionatamente secondo la legge italiana: La disposizione normativa contenuta nel 2° comma dell?art.8 del c.p. Per estradizione attiva s'intende il caso in cui: Ogni singolo Stato può richiedere l'estradizione Indicare cosa prevedono gli artt. 9 e 10 del c.p.: I reati commessi all'estero punibili condizionatamente secondo la legge italiana Indicare quale articolo del C.P. prevede i reati comuni commessi dallo straniero: L'art.
Secondo la legislazione vigente: Si ha delitto ogniqualvolta la legge commini l'ergastolo, la reclusione o la multa; e contravvenzione, invece, ogniqualvolta la legge commini l'arresto o l'ammenda L'illecito amministrativo Affianca, nell'ordinamento giuridico statale, l'illecito penale, reprimendo offese a beni giuridici selezionate in base ai principi di proporzione e di sussidiarietà Nel nostro ordinamento la responsabilità di reato delle persone giuridiche, introdotte dal dlgs. 8 giugno 2001 n.231: Riguarda delitti contro la P.A., quali la corruzione e la concussione La responsabilità amministrativa da reato viene attribuita: Agli enti forniti di personalità giuridica, alle società ed alle associazioni anche prive di personalità giuridica con esclusione dello Stato, degli enti pubblici territoriali, degli altri enti pubblici non economici e degli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale Criteri di attribuzione della responsabilità di reato dell'ente sono: Quello in virtù del quale il reato sia stato commesso nel suo interesse o a suo vantaggio è quello della colpa di organizzazione, cioè la mancata adozione o inefficiente attenzione di un modello di organizzazione e di gestione idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi, ovvero il mancato affidamento del compito di vigilare sul funzionamento e sull'osservanza dei modelli a un organismo autonomo dell'ente L'onere della prova: Grava sull'ente sia nell'ipotesi di reati commessi da ''soggetti in posizione apicale'' sia nell'ipotesi di reati commessi da ''soggetti sottoposti all'altrui direzione o vigilanza'' Il ''dolo'' dell'ente: Si configura quando il reato sia espressione di una politica d'impresa finalizzata alla commissione del reato Nella sanzione pecuniaria commisurata secondo lo schema delle quote, il numero e l'importo: Sono determinati dal giudice in base alla gravità del fatto, al grado della responsabilità dell'ente e all'attività svolta per eliminare o attenuare le conseguenze del fatto o per prevenire la reiterazione e in base alle condizioni economiche e patrimoniali dell'ente La scelta delle sanzioni interdittive temporanee va operata da parte del giudice quando ricorrono le seguenti condizioni: Reiterazione degli illeciti e profitto di rilevante entità tratto dall'ente se il reato è commesso da soggetti apicali, gravi carenze organizzative se il reato è commesso da soggetti sottoposti all'altrui direzione Sul piano del diritto sostanziale, la disciplina dell'illecito amministrativo: È stata introdotta per dar vita ad una mutazione di principi penalistici coerente con la funzione di tutela preventiva di beni giuridici assolta dalle sanzioni amministrative pecuniarie e interdittive Le sanzioni interdittive definitive consistono in: Interdizione definitiva dallesercizio dell'attività, divieto di contrattare con la P.A. o divieto di pubblicizzare beni o servizi
In base all'art. 59 co. 1 c.p., le circostanze che attenuano o escludono la pena: Sono valutate a favore del reo anche se da lui non conosciute o da lui per errore ritenute inesistenti Le circostanze previste dall'art. 119 c.p. si distinguono in: Circostanze soggettive e circostanze oggettive Le circostanze oggettive qualora riguardino uno solo dei concorrenti: Giovano a tutti coloro che hanno concorso nel reato Il cd. eccesso colposo è previsto dall'art.: 55 c.p. Le singole cause di giustificazione si applicano: Sia ai reati dolosi che ai reati colposi L'art. 50 del c.p. stabilisce che: Non è punibile chi lede o pone in pericolo un diritto, col consenso della persona che può validamente disporne Ai fini del consenso, è necessario: Che il soggetto abbia una sufficiente maturità di giudizio al fine di valutare sia il significato che la portata della lesione di beni a cui presta il suo assenso Si ha consenso presunto quando colui che agisce sa che: Non vi è il consenso, ma compie ugualmente l'azione perché essa appare vantaggiosa per l'avente diritto Non si ha attualità del pericolo: Nel caso in cui si verifichi un ricorso tempestivo agli organi di pubblica tutela L'attacco subito da un soggetto si considera ingiusto quando: Il pericolo di lesione corrisponde all'esercizio di un diritto o di una facoltà legittima L'uso legittimo delle armi è una esimente propria: Dei pubblici ufficiali 'uso legittimo delle armi, come causa di giustificazione, si estende anche ai privati quando si tratti di persona legalmente: Richiesta dal pubblico ufficiale a prestargli assistenza l principio di colpevolezza: È costituito da un insieme di requisiti dai quali dipende la possibilità di muovere all'agente un rimprovero per aver commesso il fatto antigiuridico Il momento rappresentativo del dolo: La conoscenza effettiva di tutti gli elementi rilevanti del fatto concreto che esige il momento rappresentativo del dolo L'errore sul fatto, cioè la mancata rappresentazione della presenza di almeno uno degli elementi del fatto, è la conseguenza: Di un'errata interpretazione di norme giuridiche o sociali Quando si configura il dolo intenzionale e cioè quando il soggetto agisce allo scopo di realizzare il fatto: Non è necessario che la realizzazione del fatto rappresenti lo scopo ultimo perseguito Il dolo diretto si configura quando l'agente non persegue la realizzazione del fatto ma si rappresenta come certa o probabile al limite della certezza: L'esistenza di presupposti della condotta e il verificarsi dell'evento come conseguenza dell'azione Nel caso di dolo eventuale il soggetto, pur di non rinunciare all’azione e ai vantaggi conseguenti:: Decide di agire “costi quel che costi” Per l'esistenza del dolo: È necessario e sufficiente che l'agente voglia consapevolmente realizzare un fatto concreto che corrisponda alla previsione della norma che lo descrive,ossia,un fatto tipico La colpa generica è quella che il codice penale designa come: Colpa per negligenza o imprudenza o imperizia Il caso fortuito esclude: La colpevolezza
Per colpa specifica s'intende: Colpa per inosservanza di leggi, regolamenti,ordini o disciplina Il principio di affidamento prevede che: Ciascuno degli agenti può confidare che il comportamento dell'altro sia conforme alle regole diligenza,prudenza e perizia Il nesso tra colpa ed evento: È caratterizzato dalla circostanza che l'evento concreto deve essere realizzato dal pericolo che la norma cautelare violata mirata a prevenire Il grado della colpa, cioè il divario tra la condotta concreta e il modello di condotta che l'agente doveva rispettare: Rileva ai fini della commisurazione della pena Secondo la C. Costituzionale (sent.1085�) la responsabilità oggettiva: Contrasta con il principio costituzionale di personalità della responsabilità penale in quanto ha evidenziato che in particolare,dal primo comma dell'art.27 Cost.risulta indispensabile il collegamento,almeno nella forma della colpa,in soggetto agente e fatto Nei delitti aggravati dall'evento, per i quali cioè la legge prevede un aggravamento della pena al verificarsi di una conseguenza naturalistica del reato, la maggior pena potrà essere applicata: Solo ed esclusivamente se, alla luce di tutte le circostanze concrete, l'evento era uno sviluppo prevedibile (ed evitabile), con la diligenza esigibile ad un uomo ragionevole del fatto concreto volontariamente realizzato dalla gente l legislatore: Ha qualificato come preterintenzionale anche la figura dell'aborto Interpretando l'art 609 sexies c.p. in conformità alla Costituzione la responsabilità dell'agent Potrà essere affermata solo quando l'ignoranza dell'età dello offeso, o l'errore in supposizione di un età superiore agli anni 14, sia dovuta a colpa della gente L'art. 117 c.p., interpretato secondo costituzione, impone di ritenere l'estraneo responsabile di concorso nel reato proprio: Solo se l'ignoranza o l'errore sulla qualifica soggettiva del concorrente sia dovuta a colpa n caso di aberratio ictus che, ai sensi dell'articolo 82 1ºc.p., si verifica nell'ipotesi in cui “per errore nell'uso dei mezzi di esecuzione del reato o per un'altra causa è cagionata offesa a persona diversa di quella alla quale l'offesa era diretta”: Il colpevole risponde come se avesse commesso il reato in danno della persona che voleva offendere Nell'ipotesi in cui l'agente ha commesso il fatto in presenza di scusanti,cioè di circostanze anomali che, nella valutazione legislativa, hanno influito in modo irresistibile sulla sua volontà o sulle sue capacità psicofisiche il giudice: Non può colmare eventuali lacune in via analogia 'omissione è: Un comportamento negativo Relativamente all'omissione, i reati possono essere distinti in: Reati omissivi propri e reati commissivi mediante omissione I reati omissivi propri sono quelli per la cui sussistenza: È necessaria e sufficiente la semplice condotta negativa del reo Secondo la teoria mista, accanto alla posizione di garanzia, gli elementi tipici del reato omissivo improprio sono: Presupposto del fatto, astensione dell'azione, evento di tipo naturalistico non impedito, nesso di causalità tra il comportamento omissivo e l'evento naturalistico verificatosi
I criteri di identificazione delle circostanze sono individuati: Dall'espressa qualificazione di un elemento come circostanza del reato operata dal legislatore nella rubrica o nel testo di una data disposizione,dal riferimento alla disciplina del giudizio di bilanciamento delle circostanze,operato al fine di apportarvi una deroga e dalla presenza nel testo della legge di formule quali “la pena è aumentata” o “la pena è diminuita” Le circostanze aggravanti e attenuanti: Sono rispettivamente quelle che comportano un inasprimento e una mitigazione della pena commisurata dal giudice per il reato semplice Le circostanze comuni e speciali sono: Quelle rispettivamente comportano un aumento o una diminuzione fino ad un terzo della pena commisurata dal giudice per il reato semplice e quelle per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa rispetto a quella prevista per il reato semplice;quelle per le quali la legge prevede una cornice di pena diversa da quella prevista per il reato semplice e infine quelle che importano un avvenimento o una diminuzione della pena superiore ad un terzo Le circostanze definite e indefinite sono: Rispettivamente quelle i cui elementi costitutivi sono compiutamente descritti dalla legge e quelle la cui individuazione è rimessa alla discrezionalità del giudice Secondo quanto previsto dall'art.70 i c.p. circostanze oggettive e soggettive sono: Rispettivamente quelle che concernano la natura,la specie,i mezzi,l'oggetto,il tempo,il luogo e ogni altra modalità dell'azione,la gravità del danno o del pericolo, ovvero le condizioni o le qualità personali dell'offeso e quelle che concernano l'intensità del dolo o il grado della colpa o le condizioni e le qualità del colpevole o i rapporti fra il colpevole e l'offeso,ovvero che sono inerenti alla persona del colpevole Rilevanza oggettiva delle circostanze attenuanti (art.59 I c.p.), regime di imputazione soggettiva alle circostanze aggravanti (art.59 II c.p.); irrilevanza del putativo (art. 59 III c.p.) secondo l'art.59 I-II-III c. p.: Regime di imputazione “soggettiva” delle circostanze aggravanti significa che le circostanze aggravanti sono valutate a carico dell'agente soltanto se da lui conosciute o ignorate per colpa o ritenute inesistenti per errore determinato da colpa; rilevanza oggettiva delle circostanze attenuanti significa che le circostanze che attenuano la pena sono valutate a favore dell'agente anche se da lui non conosciute o da lui per errore ritenute inesistenti , irrilevanza del putativo significa che se l'agente ritiene per errore che esistano circostanze aggravanti o attenuanti, queste non sono valutate contro o a favore di lui Secondo l'art.63 c.p, se nel caso concreto è presente una sola circostanza aggravante o attenuante, quando la legge dispone la pena sia aumentata o diminuita entro limiti determinanti: L'aumento o la diminuzione si opera sulla quantità di essa , che il giudice applicherebbe al colpevole , qualora non concorresse la circostanza che la fa aumentare o diminuire
Secondo l'art.63 II c.p. se concorrono più circostanze tutte aggravanti o tutte attenuanti e per ciascuna di esse è previsto un aumento o, rispettivamente , una diminuzione di pena fino ad un terzo L'aumento o la diminuzione di pena si opera sulla quantità di essa risultante dall'aumento o dalla diminuzione precedente Nel concorso eterogeneo di circostanze che si verifica quando un reato sia corredato, in concreto da due o più circostanze una o alcune delle quali aggravanti e l'altra o le altre attenuanti il giudice procede ad un bilanciamento delle circostanze concorrenti in virtù del quale: Se il giudice ritiene prevalenti le attenuanti sulle aggravanti applica soltanto le relative diminuzioni di pena,non tenendo conto delle aggravanti;se il giudice ritiene prevalenti le aggravanti non tiene conto delle attenuanti e opera solo gli aumenti di pena per le aggravanti;se il giudice ritiene equivalenti le aggravanti e le attenuanti applicherà la pena che avrebbe inflitto se non fosse stata presente alcuna circostanza Il concorso apparente di norme significa: Quando con una sola azione od omissione vengono integrati più figure legali di reato e si applica una sola norma incriminatrice I presupposti del concorso di reati sono: Esistenza di una medesima situazione di fatto e convergenza di una pluralità di norme I criteri individuati per identificare i casi di concorso apparente di norme sono: Specialità, sussidiarietà e consunzione (o assorbimento) Al concorso formale dei reati si applica la disciplina: Del c.d. cumulo giuridico delle pene, si applica la pena prevista per il reato più grave, aumentata fino al triplo Le ipotesi del concorso apparente di norme: Sono ipotesi di antefatto non punibile previste espressamente o tacitamente, ovvero ipotesi di postfatto non punibile previste espressamente o tacitamente Al concorso materiale dei reati si applica la disciplina: Del c.d. cumulo materiale delle pene, si applicano tutte le pene , tra loro sommate, previste per i singoli reati, entro i limiti massimi previsti dall’art. 78 La ratio del concorso apparente di norme consiste: Nell’ escludere che al colpevole venga applicato il regime del concorso di reati in modo ingiustificato Il concorso di reati è disciplinato: Dall’ art. 71 e ss. c.p. Se i reati in concorso materiale tra loro, sono esecutivi di un medesimo disegno criminoso: Si applica il cumulo giuridico delle pene La teoria della retribuzione della pena ha come base: La punizione, perchè ogni reato deve essere punito La teoria della retribuzione: Ha le caratteristiche della “legge del taglione” La teoria della prevenzione generale: E' applicata per la prevenzione dei reati La teoria della prevenzione speciale: Ha carattere soggettivo, per un pieno recupero del reo La teoria della prevenzione generale: Può possedere una caratteristica positiva e negativa Il sistema del doppio binario consiste: Nella previsione di applicazione di sanzioni quali pene e misure di sicurezza L'art. 27 Cost. prevede: Che la pena deve tendere alla rieducazione e deve basarsi sul principio dell’umanità La pena è caratterizzata: Dalla giusta severità, dalla prontezza e anche dalla certezza
Le pena della reclusione e dell'arresto,secondo il disposto degli artt. 23 e 25 c.p. hanno limiti minimi e massimi diversi: La reclusione si estende da 15 giorni a 24 anni, l'arresto si estende da 5 giorni a 3 anni La nozione di gravità del reato, in base all'art. 133 del c.p., si desume: Dalla natura, dalla specie, dai mezzi, dall'alloggio, dall'oggetto, dal tempo, dal luogo e da ogni altra modalità d'azione, dalla gravità del danno o del pericolo cagionato alla persona offesa dal reato, dall'intensità del dolo o dal grado della colpa La capacità a delinquere del reo si può desumere: Dai motivi a delinquere e dal carattere del reo, dai precedenti penali e giudiziari e in genere dalla condotta e dalla vita del reo antecedente al reato, dalla condotta contemporanea o susseguente al reato, dalle condizioni di vita individuale, familiare e sociale del reo Per precedenti penali s'intendono: Le condanne riportate dal soggetto in epoca anterio ai fatti n quale articolo della Carta Costituzionale è presente il principio secondo cui le pene devono tendere alla rieducazione del condannato: Art. 27 cost Secondo quanto disposto dall'art. 133 bis del c.p., nella quantificazione della pena pecuniaria il giudice deve tener conto: Dei criteri indicati nell'art. 133 c.p. e delle condizioni economiche del reo L'art 102, co. 1, della legge 689/81, stabilisce che le pene della multa o dell'ammenda non eseguite per insolvibilità del condannato: Si convertono nella libertà controllata ragguagliando una determinata somma pecuniaria ad un giorno di libertà controllata Secondo quanto stabilito dall'art. 102 della legge 689/81, i giorni di libertà controllata convertibili per ragguagliare una determinata somma pecuniaria corrispondono ad un massimo di: Sei mesi per l'ammenda e di un anno per la multa Si ha estinzione della pena quando: Non si verifica l'effettiva realizzazione della pena stessa Le pene accessorie sono: Sono inflitte dal giudice con una sentenza di condanna Per quanto riguarda le contravvenzioni, le pene principali sono: L'arresto e l'ammenda L'applicazione delle misure di sicurezza è subordinata, ex art. 202 c.p.: Al presupposto ''oggettivo'', ovvero la commissione di un fatto previsto dalla legge come reato, e al presupposto ''soggettivo'', ovvero la pericolosità del soggetto Le misure di sicurezza possono essere applicate solo: Alle persone socialmente pericolose, le quali abbiano commesso un fatto preveduto dalla legge come reato l giudice può comunque applicare le misure di sicurezza, anche: Nel caso di reato impossibile o nel caso di accordo criminoso non eseguito o istigazione a commettere un delitto, se l'istigazione non viene accolta Attualmente, la dottrina e la giurisprudenza, ritengono che però ''pericolosità sociale'' si intende: Il risultato di un giudizio prognostico effettuato dal Giudice circa la probabilità di ricaduta nel delitto La misura di sicurezza può avere una durata: Limitata nel tempo con un riesame della pericolosità Le misure di sicurezza ''personali'' si suddividono: In patrimoniali e personali
Le misure di sicurezza detentive, ovvero: L'assegnazione ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro, il ricovero in una casa di cura e di custodia, il ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario, il ricovero in un riformatorio giudiziario Le misure di sicurezza non detentive, ovvero: La libertà vigilata, il divieto di soggiorno in uno o più comuni, o in una o più province, il divieto di frequentare osterie o pubblici spacci di bevande alcooliche, l'espulsione dello straniero dallo Stato Le misure di sicurezza vengono eseguite: Dopo che la pena è stata scontata se sono applicate congiuntamente alla pena detentiva, mentre dopo che la sentenza è passata in giudicato se sono applicate congiuntamente a pena non detentiva Per ''confisca'' si intende: L'espropriazione ad opera dello Stato delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato ovvero ne rappresentano il prodotto od il profitto La persona giuridica: E’ una “fictio iuris” , cioè una creazione normativa utilizzata per creare un centro d’imputazione soggettivo di diritti e di doveri Secondo una concezione giusnaturalistica: La persona giuridica non è autonoma e, dunque, non è separata dalle persone fisiche che la costituiscono. Tale opinione è rafforzata anche da quanto disposto dall’art. 27 Cost. secondo il quale “la responsabilità penale è personale” Il legislatore ascrive all’ente la responsabilità da reato: In forza di due criteri: da una parte l’immedesimazione organica tra il rappresentante dell’ente e l’ente stesso, dall’altro il mancato uso della diligenza nel controllare l’operato del dipendente La responsabilità dell’ente: E’ riferita principalmente ai soggetti in posizione apicale Sul responsabile delle misure antinfortunistiche grava la responsabilità: Penale, per violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, e per eventuali illeciti colposi Nelle imprese di grosse e medie dimensioni è diffusa la previsione della qualifica di: Responsabile delle misure antinfortunistiche L'inosservanza degli obblighi antinfortunistici sono sanzionati: Penalmente ed attribuiti al datore di lavoro sia esso persona giuridica o persona fisica All'art. 6 D.Lgs. 231/2001 il legislatore ha previsto: Una scusante per l'ente, con l'inversione dell'onere della prova a carico di questo, cioè la dimostrazione di aver messo in atto tutti gli strumenti atti a prevenire il reato La responsabilità amministrativa degli enti per i reati societari: Non acquisisce una autonoma rilevanza e vi sono alcune deroghe La ratio della disciplina legislativa è: La previsione di corresponsabilità della società nell'interesse della quale è commesso il reato, ha lo scopo di far predisporre gli strumenti per la prevenzione dei reati Il D. Lgs 231/2001: Introduce la responsabilità amministrativa della persona giuridica, derivante da reato, responsabilità da accertare nel processo penale
La pena pecuniaria: Incide sul patrimonio dell'imputato e, quindi, non tocca solo la sfera strettamente personale ma, inevitabilmente anche i rapporti relazionali che egli ha La pena pecuniaria: Ha un'efficacia afflittiva inversamente proporzionale alla floridità patrimoniale del condannato Le leggi attinenti la '€œsicurezza sul lavoro Assolvono il compito di fare adottare agli imprenditori determinati sistemi di sicurezza Colui che viene sottoposto a procedimento penale: Può subire l'esclusione da incarichi e dalla partecipazione a concorsi Nella prassi giurisprudenziale: Il giudice, nell'irrogare la pena, incentra il proprio interesse sull'applicazione della pena detentiva, mentre la pena pecuniaria rimane sanzione marginale Per i reati previsti dal Decreto 231: E' disposta l'applicazione della pena pecuniaria, con un sistema applicativo in quote, con una rilevante oscillazione tra i minimi ed i massimi edittali I criteri di riferimento del Giudice nell'irrogare la sanzione sono: La gravità del fatto; il grado di responsabilità dell'ente; l'attività svolta dallo stesso per eliminare od attenuare le conseguenze del reato e per prevenire ulteriori illeciti Le misure cautelari interdittive Producono effetti permanenti e, dunque, acquistano, a tutti gli effetti, il requisito della definitività Le condizioni richiesta dalla norma per l'applicazione delle misure sono: La sussistenza di gravi indizi di responsabilità dell'ente e le esigenze cautelari relative al concreto pericolo di reiterazione dell'illecito, da parte dell'ente stesso Soggettivo attivo del reato di peculato è: Il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio La caratteristica del reato di peculato d'uso previsto dal secondo comma dell'art. 314 c.p. è: L'uso momentaneo della cosa Il reato della malversazione a danno dello Stato è disciplinato dall'articolo: 316 c.p. Per costrizione s'intende: La prospettazione alla vittima in modo univoco anche se non esplicito di un male ingiusto I reati di corruzione e di concussione sono accomunati: Dalla qualità del soggetto attivo, dall'abuso delle funzioni e dall'illiceità del profitto La fattispecie della corruzione può essere distinta in: Corruzione propria e corruzione impropria L'interesse tutelato con la norma relativa alla fattispecie della corruzione per un atto d'ufficio è: Il buon andamento, la correttezza e limparzialità della P.A. Soggetti attivi del reato di abuso d'ufficio sono: Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio Indicare quale reato configura l'utilizzo di autovetture e personale di servizio per scopi estranei ai compiti d'istituto: Abuso d'ufficio Per atto d'ufficio s'intende: Non solo la nozione di atto amministrativo ma anche tutti i comportamenti assunti anche in assenza di un formale atto amministrativo, posti in
essere nello svolgimento dei compiti istituzionali della funzione o del servizio pubblico Il bene giuridico tutelato ex art. 371 bis consiste: Nella genuinità dell'indagine preliminare che non deve subire pregiudizi nel suo farsi, nel suo divenire, nel suo concreto svolgersi ad opera di soggetti a conoscenza del reale accadimento oggetto di investigazione da parte del pubblico ministero Nel reato di ''false dichiarazioni al difensore'' il soggetto attivo è: La persona che, non essendosi previamente avvalsa della ''facoltà di non rispondere o di non rendere la dichiarazione'', viene ascoltata dal difensore secondo le specifiche modalità previste dal codice di rito La condotta tipica nel reato di ''falsa testimonianza'' può assumere le forme: Dell'affermazione del falso, negazione del vero, reticenza Nel reato di ''falsa testimonianza'' l'elemento soggettivo: È costituito dal dolo generico, essendo indifferente lo specifico fine avuto di mira dal falso testimone l reato di ''falsa perizia o interpretazione'' ha la caratteristica di: Essere un reato proprio, in quanto può essere realizzato soltanto da chi riveste la specifica funzione di ''perito'' o di ''interprete' L'art. 376 c.p. dispone che: Con riferimento non solo alla falsa testimonianza, ma anche alla falsa perizia o interpretazione ed alle informazioni al pubblico ministero, nonché alle false dichiarazioni al difensore, il colpevole non è punibile, se nel procedimento penale in cui ha prestato il suo ufficio, ritratta il falso e manifesta il vero La ritrattazione presenta un duplice carattere: Smentita di una precedente deposizione e manifestazione del vero Il codice penale prevede l'ipotesi di favoreggiamento: Personale e reale Il nucleo centrale della figura del reato di ''favoreggiamento'' consiste: Nell'aiutare taluno che può essere sospettato della commissione di un precedente reato L'oggetto del reato nel ''favoreggiamento reale'' consiste: Nell'aiutare taluno ad assicurare il prodotto o il profitto o il prezzo di un reato Il titolo II del libro secondo del codice penale è dedicato: Ai delitti contro la pubblica amministrazione Secondo la dottrina tradizionale l'aspetto soggettivo della pubblica amministrazione preso in considerazione dal libro II del codice penale è: Quel complesso di enti, tra cui lo Stato, che provvedono alle funzioni pubbliche Secondo l'interpretazione recente, i due beni giuridici costantemente tutelati nel libro II del codice penale sono: Buon andamento ed imparzialità Secondo la dottrina, il sindacato di legittimità devoluto al giudice penale: Non rientra nello schema della disapplicazione dell'atto amministrativo, in quanto non vengono in rilievo gli effetti tipici di tale atto, ma solo la sua valenza La verifica dell'illegittimità di una concessione edilizia: Attiene al compito istituzionale del giudice penale Il giudice penale: Ha il potere-dovere di esaminare incidentalmente l'atto amministrativo e di disapplicarlo, se illegittimo
Presupposto della condotta di appropriazione è: La detenzione materiale, per ragioni d'ufficio o di servizio, della cosa o del denaro e la sua disponibilità giuridica Ai fini della configurabilità del delitto di peculato, il possesso: Può far capo congiuntamente a più pubblici ufficiali qualora le norme interne dell'ente pubblico prevedano che l'atto dispositivo sia posto in essere con il concorso di più organi V'è la ragione d'ufficio quando: La cosa o il bene rientrano tra le attività funzionalmente devolute all'ufficio, per legge, in base a un atto amministrativo non illecito, e per prassi o per una tolleranza non vietata L'altruità della cosa o del denaro sta a denotare: La destinazione della cosa o del denaro a finalità pubbliche Il bene immobile di proprietà pubblica affidato alla gestione del pubblico ufficiale: Non può mai costituire oggetto di peculato da parte di costui, non rientrando nella previsione incriminatrice Per cosa mobile deve intendersi: Ogni entità oggettiva materiale, fungibile o infungibile, non qualificabile come persona idonea ad essere trasportata da un luogo ad un altro secondo la sua funzione sociale Il peculato di energie lavorative è: L'utilizzo arbitrario, da parte del pubblico funzionario ed a scopi privati, dei propri dipendenti in forza del loro vincolo di subordinazione gerarchica ed in assenza di costrizione o induzione Il peculato d'uso: Punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni la condotta di chi, per finalità private e personali, ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l'uso momentaneo, è stata immediatamente restituita L'art. 316 punisce: Il comportamento del pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, il quale, nell'esercizio delle funzioni o del servizio, giovandosi dell'errore altrui, riceve o ritiene indebitamente, per sè o per un terzo, denaro o altra utilità La L. 86/1990 ha: Eliminato la pena pecuniaria Il soggetto attivo nel reato previsto dall'art. 316 c.p.: E' tanto il pubblico ufficiale quanto l'incaricato di pubblico servizio, più i soggetti introdotti dalla L.300/ Per compiere il reato l'agente deve ricevere o ritenere l'indebito: Nell'esercizio delle sue funzioni o del servizio Il soggetto passivo è: Il privato e/o la Pubblica Amministrazione Presupposto della condotta del reato ex art. 361: E' il possesso del denaro o dell'utilità da parte dell'agente Il possesso nell'art. 361 c.p.: Deriva dall'errore altrui Il reato previsto ex 316 c.p.: E' a fattispecie alternative L'oggetto materiale del reato è: Il denaro o altra utilità La condotta delittuosa deve: Essere indebita La norma incriminatrice tutela: Il buon andamento dello Stato e/o di ogni altro ente pubblico e/o della Comunità Europea Il delitto ex 316bis può essere commesso: Da chiunque purchè estraneo alla P.A.
Soggetto passivo del reato è: Lo Stato o altro Ente pubblico o la Comunità Europea che ha erogato il finanziamento Presupposto della condotta esecutiva è costituito: Dall'avvenuto conseguimento di contributo, sovvenzioni o finanziamenti erogati dalla P.A. o dalla C.E., per realizzazione di opere o attività di pubblico interesse Il reato è: A dolo generico, ma con configurabilità di un dolo eventuale Il momento consumativo del reato: Non nel momento in cui il finanziamento è erogato, ma quando tale finanziamento è destinato ad altre finalità L'art. 316ter prevede: Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato L'art. 316ter mira: Ad evitare la dispersione del denaro pubblico Il soggetto attivo ex art. 316ter è: Chiunque estraneo alla P.A. Il soggetto danneggiato ex art. 316ter è: La Pubblica Amministrazione e/o il privato cittadino estromesso dal finanziamento L'art 317 punisce: Il pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità Nella formulazione precedente l'art. 317 prevedeva: La condotta incriminata in due forme: la costrizione e la induzione ed era realizzabile sia dal pubblico ufficiale che dall'incaricato di un pubblico servizio Con la modifica apportata con la L. 190/2012: Si è rimossa la persona incaricata di un pubblico servizio dal novero dei soggetti attivi e ha eliminato la condotta di induzione La condotta di induzione è: Confluita in un'autonoma figura di reato L'oggetto giuridico sono: I valori costituzionali dell'imparzialità e del buon andamento della P.A. Il soggetto attivo del reato previsto dall'art. 317 cp: Solo il pubblico ufficiale I soggetti passivi nell'art. 317 sono: La Pubblica Amministrazione per l'attività criminosa del suo funzionario e, nello stesso tempo, il soggetto è vittima che dà o promette Gli elementi oggettivi sono: La condotta del soggetto attivo, un evento psichico intermedio, un evento finale incarnato da due condotte del soggetto passivo, un nesso di causalità Il reato ex art. 317 cp: Prevede che la costrizione deve essere realizzata dal pubblico ufficiale con abuso della qualità o dei poteri corrispondenti alle attribuzioni connesse al suo ruolo L'abuso della qualità : Consiste nella strumentalizzazione da parte del pubblico ufficiale della propria qualifica soggettiva al fine immediato di costringere taluno alla dazione o alla promessa di prestazioni non dovute La corruzione: Consiste in un incontro delle volontà tra un soggetto qualificato (intraneus) e un soggetto privato (extraneus) in forza del quale il secondo compra€• il favore del primo