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Domande statistica forense, Appunti di Statistica

Domanda per esame di statistica forense

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 12/09/2021

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Domande di Sta,s,ca Descri0va
1.Classificazione dei cara1eri: dire quali sono le 5pologie di
cara1eri e fornire degli esempi.
Il cara4ere è ogni aspe4o elementare ogge4o di rilevazione
sulle unità sta,s,che.Generalmente ne sono più di uno.
Possono essere:
1)QUALITATIVI SCONNESSI (es.sesso,religione) O
ORDINABILI(es.,tolo di studio, grado di soddisfazione)
2)QUANTITATIVI DISCRETI (dota, di un numero es.numero
membri famigliari) O CONTINUI (perché misura, in un
intervallo di tempo es. Peso,altezza)
2. Dare una definizione di distribuzione sta5s5ca disaggregata, e
di frequenza assolute, rela5ve e percentuali e cumulate e dire per
quali 5pi di cara1eri si possono calcolare le frequenze cumulate.
DISAGGREGATA= E’ l’insieme delle osservazioni rela,ve alle
unità del colle0vo
ASSOLUTA= il numero di volte con cui una modalità si presenta
nel colle0vo
RELATIVA= si o0ene rapportando le frequenze assolute al totale
delle unità
PERCENTUALE= mol,plicando per 100 quella rela,va
CUMULATA= rappresenta il numero di unità nel colle0vo nelle
quali il cara4ere X assume un valore non superiore a xi—> e si
può usare quella cumulata solo per i cara4eri ORDINABILI.
3. Dare la definizione di moda, mediana e media aritmetica
e dire per quali tipologie di caratteri possono essere
calcolati questi valori di sintesi.!
1)MODA= è la modalità prevalente del carattere ossia le
modalità che hanno la MASSIMA FREQUENZA, nelle
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Domande di Sta,s,ca Descri0va 1.Classificazione dei cara1eri: dire quali sono le 5pologie di cara1eri e fornire degli esempi. Il cara4ere è ogni aspe4o elementare ogge4o di rilevazione sulle unità sta,s,che.Generalmente ne sono più di uno. Possono essere: 1)QUALITATIVI SCONNESSI (es.sesso,religione) O ORDINABILI(es.,tolo di studio, grado di soddisfazione) 2)QUANTITATIVI DISCRETI (dota, di un numero es.numero membri famigliari) O CONTINUI (perché misura, in un intervallo di tempo es. Peso,altezza)

  1. Dare una definizione di distribuzione sta5s5ca disaggregata, e di frequenza assolute, rela5ve e percentuali e cumulate e dire per quali 5pi di cara1eri si possono calcolare le frequenze cumulate. DISAGGREGATA= E’ l’insieme delle osservazioni rela,ve alle unità del colle0vo ASSOLUTA= il numero di volte con cui una modalità si presenta nel colle0vo RELATIVA= si o0ene rapportando le frequenze assolute al totale delle unità PERCENTUALE= mol,plicando per 100 quella rela,va CUMULATA= rappresenta il numero di unità nel colle0vo nelle quali il cara4ere X assume un valore non superiore a xi—> e si può usare quella cumulata solo per i cara4eri ORDINABILI.
  2. Dare la definizione di moda, mediana e media aritmetica e dire per quali tipologie di caratteri possono essere calcolati questi valori di sintesi. 1)MODA= è la modalità prevalente del carattere ossia le modalità che hanno la MASSIMA FREQUENZA, nelle

distribuzioni in classe è dove la densità è più elevata—> UTILIZZABILE PER QUALSIASI CARATTERE 2)MEDIANA= modalità che suddivide ogni distribuzione ordinata in due distribuzioni aventi quantità che è il 50% della quantità della distribuzione totale—> UTILIZZABILE PER I CARATTERI QUALITATIVI ORDINABILI 3)MEDIA ARITMETICA= valore di sintesi che sostituito alle modalità lascia inalterata la loro somma—> SI USA PER I CARATTERI QUANTITATIVI

  1. Descrivere le proprietà della media aritme5ca. 1)LINEARITA’= Se ogni singolo termine della distribuzione viene so4oposto alla trasformazione “a+bx” dove “a” è costante e “b=0” la nuova media è legata a quella originaria dalla stessa trasformazione 2)ASSOCIATIVITA’= se un colle0vo sta,s,co viene suddiviso in so4oinsiemi disgiun, la media si o4errà mol,plicando le medie con la numerosità di quel so4oinsieme e dividendoli per il totale della numerosità.
  2. Fornire una definizione di variabilità e descrivere gli indici di variabilità per cara1eri qualita5vi e per cara1eri quan5ta5vi. La variabilità è l’a0tudine dei fenomeni naturali e sociali a manifestarsi in modi differen, -Gli INDICI SONO=
  1. ETEROGENEITÀ = misura la variabilità nelle distribuzioni con cara4eri qualita,vi e quan,ta,vi e può essere MINIMA quando tu4e le unità hanno stessa modalità ed è MASSIMA quando le modalità hanno tu0 stessa frequenza
  2. SCOSTAMENTO SEMPLICE MEDIO= è la media aritme,ca degli scar, della media presi in valor assoluto

da, , ad esempio per incrementare le STRATEGIE LAVORATIVE in un dato tempo Domande sulle variabili casuali e sull’inferenza

  1. Dare la definizione di variabile casuale= indica una quan,tà il cui valore dipende dall’esito di un esperimento casuale (cioè di cui non riusciamo a prevederne esa4amente l’esito). Si può chiamare anche variabile ALEATORIA o STOCASTICA. E’ una FUNZIONE che è data dall’insieme dei pun, dello spazio campionario. Possono essere DISCRETE (es. lancio di una moneta) o CONTINUE (es. probabilità del tempo di durata di una lampadina)
  2. Descrivere la distribuzione di Bernoulli.= E’ una variabile casuale discreta che possiamo associare ad una prova nella quale interessa se un evento A si verifica (c’è successo) o no (non c’è successo). Quando si ha “p” c’è successo e quando c’è “1-p” allora insuccesso.
  3. La distribuzione Binomiale.= E’ la distribuzione di probabilità della variabile casuale “numero di successi in prove INDIPENDENTI su un esperimento bernoulliano” in cui la probabilità del successo è uguale a “p”, è una binomiale di parametri p e n”—> dove n è sempre uguale ad 1
  4. La distribuzione di Poisson= E’ cos,tuito dal conteggio del numero di volte che si presenta un evento casuale in uno specifico intervallo di tempo, o in una data area o altro contesto. Si usa questa distribuzione quando la probabilità del verificarsi dell’evento casuale è molto piccola—> infa0 si chiama anche “legge degli even, rari”. La distribuzione di Poisson e quella Binomiale sono prossime quando la probabilità di successo è molto piccola e il numero delle prove è molto grande
  1. La distribuzione normale.= è con,nua , simmetrica, cresce quando ci si avvicina alla media e decresce quando ci si allontana e si tende ad infinito , ha come asintoto l’asse delle x. La media qui indica la posizione della curva e la varianza determina la concentrazione della curva a4orno alla re4a
  2. Fornire la definizione di popolazione in riferimento al campionamento da popolazione finita e da popolazione teorica.= 1)la POPOLAZIONE FINITA equivale ad un8 insieme di individui individuabili ed e,che4abili, ed è una popolazione che preesiste all’osservatore (es. ele4ori del paese) ad essa accos,amo un PARAMETRO da calcolare in base alle informazioni o4enute 2)La POPOLAZIONE TEORICA è generata da un esperimento di ,po ALEATORIO governato da una legge di PROBABILITÀ. Serve per valutare aspe0 non no, delle leggi di probabilità che si vogliono conoscere. Il PARAMETRO è l’aspe4o non noto della legge di probabilità (es. durata della vita di un gruppo di persone, o effe4o di un farmaco su determinate persone scelte a caso)
  3. Fornire la definizione di campione casuale e di universo dei campioni.= 1)Il campione casuale è l’estrazione di una popolazione distribuita secondo la sua legge di un determinato numero di individui o ogge0. La scelta del campione è casuale dunque, e non deve essere influenzata da chi fa l’indagine. 2)L’universo dei campioni è l’insieme dei campioni di prefissata numerosità che si possono estrarre da una data popolazione tramite un procedimento casuale

2)EFFICIENZA= quando si paragonano due o più s,matori si sceglierà quello più efficiente cioe più vicino al parametro e quando entrambi gli s,matori sono efficien, si sceglierà quello con varianza minore 3)PROPRIETÀ ASINTOTICHE= NON DISTORTO quando il valore tede a zero quando la dimensione del campione è molto grande (tende ad infinito) ,CONSISTENZA quando c’è certezza pra,ca che lo s,matore assuma valore molto prossimo al parametro quando la dimensione del campione è molto elevata.

  1. Descrivere gli step della verifica di ipotesi. GLI STEP SONO: 1)INDIVIDUARE IL PROBLEMA È FORMULARE LA DOMANDA CHE SI VUOLE VERIFICARE 2)FORMULARE L’IPOTESI NULLA E QUELLA ALTERNATIVA 3)SELEZIONARE IL CAMPIONE CASUALE 4)STATISTICA TEST cioè sta,s,ca di interesse-parametro ipo,zzato diviso l’errore standard della sta,s,ca di interesse
  2. Descrivere gli errori di decisione nella verifica di ipotesi e loro probabilità.= prima di compiere un tes, si sceglie un LIVELLO DI SIGNIFICATIVITÀ che determina i valori cri,ci che a4estano le regioni di rifiuto o acce4azione Domande sulle proposizioni e sulle probabilità
  3. Dare una definizione di proposizione, descrivere le operazioni sulle proposizioni e fornire un esempio per ogni operazione.
  1. Fornire la definizione assioma5ca di probabilità e le interpretazioni classica, frequen5sta e soggeSvista della probabilità e fornire un esempio di applicazione di ognuna delle diverse interpretazioni.
  2. Descrivere Il teorema di Bayes enunciando chiaramente cosa rappresentano le probabilità coinvolte e dire come tale teorema si può applicare in ambito forense e fornire un esempio.
  3. Dire che cosa si intende per fallacia dell’accusatore e fornire un esempio Le domande a riposta mul5pla riguarderanno:
  • esperimento casuale, evento casuale e spazio campionario:
  • Il principio delle probabilità totali (per even5 compa5bili ed incompa5bili):
  • Il principio delle probabilità composte (per even5 dipenden5 ed indipenden5):
  • Il principio delle probabilità condizionate: Domande sulle variabili casuali e sull’inferenza
    1. Dare la definizione di variabile casuale:
  1. Descrivere la distribuzione di Bernoulli:
  2. La distribuzione Binomiale:
  3. La distribuzione di Poisson:
  4. La distribuzione normale:
  5. Fornire la definizione di popolazione in riferimento al campionamento da popolazione finita e da popolazione teorica:
  6. Fornire la definizione di campione casuale e di universo dei campioni:
    1. Dare la definizione di sta5s5ca campionaria e fornire degli esempi: