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dottrina platonica delle idee, Sintesi del corso di Filosofia

sintesi della dottrina platonica delle idee

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 06/11/2021

giulia-dabu
giulia-dabu 🇮🇹

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LA DOTTRINA PLATONICA DELLE IDEE
La genesi della teoria
La genesi della dottrina delle idee va ricercata nel tentativo di Platone di approfondire il concetto
di “scienza”: superando l’insegnamento di Socrate, per “scienza” Platone intende un sapere
concettuale che ha i caratteri dell’immutabilità e della perfezione. Non potendo identificare
l’oggetto proprio della scienza con le realtà mutevoli e imperfette dell’esperienza (che per Platone
costituiscono l’ambito dell’opinione), il filosofo perviene alla nozione di “idea” come entità
immutabile e perfetta, che ha un modo di essere completamente diverso rispetto a quello delle
cose. Nel loro complesso, per Platone le idee costituiscono quindi una zona dell’essere diversa da
quella in cui viviamo e che egli chiama “iperuranio”.
I tipi di idee e la loro gerarchia
Platone distingue due tipi fondamentali di idee: le idee-valori, che corrispondono ai supremi
principi etici, estetici e politici, e le idee matematiche, che corrispondono alle entità dell’aritmetica
e della geometria.
Egli elenca talvolta anche le idee di cose naturali e le idee di cose artificiali.
Le idee sono organizzate in modo gerarchico-piramidale, con le idee-valori in alto e l’idea del Bene
al vertice.
Il rapporto tra le idee e le cose
Nelle idee Platone tende a vedere sia la causa delle cose, cioè la loro ragion d’essere, sia il criterio
per conoscerle o pensarle.
Il rapporto tra le idee e le cose viene configurato da Platone in almeno tre modi diversi:
• le cose imitano le idee (mìmesi);
• le cose partecipano, seppure in misura limitata, dell’essenza delle idee (metèssi);
• le cose hanno in se stesse le idee (parusìa).
La conoscenza
Secondo Platone esistono due gradi di conoscenza.
• Il primo grado, la conoscenza sensibile o dóxa, si suddivide in congettura e credenza, che hanno
per oggetto, rispettivamente, le “ombre” delle cose sensibili e le cose stesse.
• Il secondo grado, la conoscenza razionale o epistéme, si suddivide in ragione matematica e
intelligenza filosofica, che hanno per oggetto, rispettivamente, le idee matematiche e le idee-valori.
Per spiegare come sia possibile per l’uomo raggiungere la conoscenza delle idee, Platone ricorre
alla dottrina-mito dell’anàmnesi, o della reminiscenza, secondo la quale l’anima, prima di calarsi
nel corpo, è vissuta, disincarnata, nel mondo delle idee, dove ha contemplato gli esemplari perfetti
delle cose. Una volta discesa nel nostro mondo, l’anima conserva il ricordo sopito delle idee e il
contatto con le cose sensibili le fornisce lo stimolo per richiamarle alla memoria: in questo senso,
per Platone, «conoscere è ricordare».
LA DOTTRINA PLATONICA DELL’AMORE
L’amore come desiderio di bellezza e di sapienza
Nel Simposio Platone descrive Éros, l’amore personificato, come una creatura intermedia tra la
Povertà e l’Abbondanza, che non possiede la bellezza, ma aspira a raggiungerla. E poiché della
bellezza esistono diversi gradi, anche l’amore sarà di grado sempre più elevato, man mano che
tenderà a un “oggetto” più alto, fino a culminare nell’amore per la bellezza in sé, che è amore per
la sapienza e che coincide pertanto con la filosofia.
© Pearson Italia S.p.A.
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LA DOTTRINA PLATONICA DELLE IDEE

La genesi della teoria La genesi della dottrina delle idee va ricercata nel tentativo di Platone di approfondire il concetto di “ scienza ”: superando l’insegnamento di Socrate, per “scienza” Platone intende un sapere concettuale che ha i caratteri dell’immutabilità e della perfezione. Non potendo identificare l’oggetto proprio della scienza con le realtà mutevoli e imperfette dell’esperienza (che per Platone costituiscono l’ambito dell’opinione), il filosofo perviene alla nozione di “ idea ” come entità immutabile e perfetta , che ha un modo di essere completamente diverso rispetto a quello delle cose. Nel loro complesso, per Platone le idee costituiscono quindi una zona dell’essere diversa da quella in cui viviamo e che egli chiama “ iperuranio ”. I tipi di idee e la loro gerarchia Platone distingue due tipi fondamentali di idee: le idee-valori , che corrispondono ai supremi principi etici, estetici e politici, e le idee matematiche , che corrispondono alle entità dell’aritmetica e della geometria. Egli elenca talvolta anche le idee di cose naturali e le idee di cose artificiali. Le idee sono organizzate in modo gerarchico-piramidale, con le idee-valori in alto e l’ idea del Bene al vertice. Il rapporto tra le idee e le cose Nelle idee Platone tende a vedere sia la causa delle cose , cioè la loro ragion d’essere, sia il criterio per conoscerle o pensarle. Il rapporto tra le idee e le cose viene configurato da Platone in almeno tre modi diversi:

  • le cose imitano le idee ( mìmesi );
  • le cose partecipano , seppure in misura limitata, dell’essenza delle idee ( metèssi );
  • le cose hanno in se stesse le idee ( parusìa ). La conoscenza Secondo Platone esistono due gradi di conoscenza.
  • Il primo grado, la conoscenza sensibile o dóxa , si suddivide in congettura e credenza , che hanno per oggetto, rispettivamente, le “ombre” delle cose sensibili e le cose stesse.
  • Il secondo grado, la conoscenza razionale o epistéme , si suddivide in ragione matematica e intelligenza filosofica , che hanno per oggetto, rispettivamente, le idee matematiche e le idee-valori. Per spiegare come sia possibile per l’uomo raggiungere la conoscenza delle idee, Platone ricorre alla dottrina-mito dell’ anàmnesi , o della reminiscenza , secondo la quale l’anima, prima di calarsi nel corpo, è vissuta, disincarnata, nel mondo delle idee, dove ha contemplato gli esemplari perfetti delle cose. Una volta discesa nel nostro mondo, l’anima conserva il ricordo sopito delle idee e il contatto con le cose sensibili le fornisce lo stimolo per richiamarle alla memoria: in questo senso, per Platone, « conoscere è ricordare ». LA DOTTRINA PLATONICA DELL’AMORE L’amore come desiderio di bellezza e di sapienza Nel Simposio Platone descrive Éros , l’ amore personificato , come una creatura intermedia tra la Povertà e l’Abbondanza, che non possiede la bellezza, ma aspira a raggiungerla. E poiché della bellezza esistono diversi gradi, anche l’amore sarà di grado sempre più elevato, man mano che tenderà a un “oggetto” più alto, fino a culminare nell’ amore per la bellezza in sé , che è amore per la sapienza e che coincide pertanto con la filosofia.

LA DOTTRINA PLATONICA DELL’ANIMA

L’immortalità dell’anima La dottrina della reminiscenza, riferendosi a una conoscenza prenatale delle idee, implica l’ammissione dell’ immortalità dell’anima. A questo argomento è dedicato il Fedone , dialogo in cui Platone espone anche la propria concezione della filosofia come preparazione alla morte. Ammettemdo l’immortalità dell’anima, Platone può inoltre spiegare, nel mito di Er esposto nella Repubblica , la natura del destino come frutto di una scelta effettuata dall’anima prima di incarnarsi nel corpo. La struttura dell’anima Nell’anima Platone distingue tre parti: una parte razionale , una irascibile e una concupiscibile , che nel celebre mito del carro alato sono rappresentate, rispettivamente, dall’auriga, dal cavallo bianco e dal cavallo nero. La parte razionale ha il compito di guidare e armonizzare le altre due parti, in quanto possiede la virtù della saggezza. La parte irascibile dispone invece della virtù del coraggio , mentre la temperanza è descritta come l’accordo dell’anima concupiscibile con quella irascibile al fine di lasciare il comando all’anima razionale. Nell’accordo e nell’equilibrio tra le parti dell’anima Platone indica la realizzazione della giustizia nell’individuo : un uomo, cioè, può dirsi giusto quando ciascuna delle parti in cui è divisa la sua anima adempie alla propria specifica funzione. LA TEORIA DELLO STATO Lo Stato ideale Il concetto di giustizia come accordo e armonia si ritrova anche a fondamento della descrizione platonica dello Stato ideale , che dovrà essere, essenzialmente, uno Stato giusto. E come nell’anima Platone distingue tre parti, altrettante ne individua all’interno della comunità umana, costituita dalla classe dei governanti (la cui virtù è la saggezza), la classe dei guerrieri (la cui virtù è il coraggio) e la classe dei lavoratori o produttori (la cui virtù è la temperanza, che essi tuttavia condividono anche con le altre classi). Uno Stato sarà giusto quando ogni cittadino si occuperà nel miglior modo possibile della funzione che gli spetta. Una particolare attenzione è dedicata da Platone al compito dei governanti : questi devono essere scelti tra i filosofi , ovvero tra quanti hanno saputo elevarsi ai gradi più alti della conoscenza e proprio per questo motivo sono capaci di renderne partecipi i loro simili. Affinché lo Stato possa funzionare bene, secondo Platone è necessario che venga eliminata la proprietà privata e, conseguentemente, che i cittadini delle classi superiori vivano in una condizione di comunanza di beni , in modo da potersi occupare della gestione della collettività senza esserne distolti da interessi individuali. LA DOTTRINA DELL’ARTE L’arte come «imitazione di un’imitazione» Nella Repubblica Platone si sofferma a descrivere l’educazione che deve essere impartita ai filosofi perché possano diventare i reggitori dello Stato. Dal loro percorso educativo deve essere esclusa l’ arte , che secondo il filosofo è soltanto l’« imitazione di un’imitazione », in quanto realizza immagini sensibili di cose e di eventi che, a loro volta, non sono altro che riproduzioni delle idee.