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Efficienza economica e equilibrio di mercato: produzione, costi e risorse naturali, Appunti di Economia

Concetti come efficienza economica, equilibrio di mercato, produttività, costi economici e contabili, economie e diseconomie di scala, costi sommersi e costi esterni, applicando esempi e formule. Viene inoltre introdotto il concetto di gestione sostenibile e il suo relativo impatto sui costi.

Tipologia: Appunti

2019/2020

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ECONOMIA E MANAGEMENT PER INGEGNERI
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Scarica Efficienza economica e equilibrio di mercato: produzione, costi e risorse naturali e più Appunti in PDF di Economia solo su Docsity!

ECONOMIA E MANAGEMENT PER INGEGNERI

Capitolo 1: Il sistema economico

1.1 Il pensiero economico

Il termine “Economia” possiede un duplice significato:

  1. l’economia è una scienza che studia il funzionamento del sistema economico;
  2. l’economia è un sistema che produce, scambia e consuma beni (prodotti tangibili) e servizi (prodotti intangibili). L’evoluzione dell’economia intesa come scienza è stata caratterizzata da filoni di pensiero:
  • Classico (anno di nascita:1776==>inizio rivoluzione industriale in Inghilterra);
  • Neoclassici (anno di nascita:1858==>moti rivoluzionari in Europa);
  • Keynesiani (anno di nascita:1936);
  • Monetaristi (anno di nascita:2007==>crisi finanziaria). Le date di cesura tra un filone e l’altro corrispondono a fatti storicamente classificabili come crisi- socio economiche. L’insorgenza della crisi dimostra l’inadeguatezza della spiegazione del funzionamento del sistema socio economico e l’inefficacia delle misure messe in campo per ovviare alle difficoltà emergenti. Pensiero classico
  • A.Smith==>economia come scienza a se stante;
  • D.Ricardo==>rendita differenziale della terra;
  • T.Malthus==>la popolazione cresce di più dei mezzi di sussistenza. Il pensiero economico classico propone una visione evolutiva del sistema economico che conferisce un ruolo centrale alle risorse naturali. Pensiero neoclassico
  • A.Marshall==>funzione di domanda del prodotto;
  • L.Walras==>equazione generale del sistema economico;
  • W.Pareto==>introduce il concetto di ottimo nelle scelte collettive; Gli economisti neoclassici introducono la concezione scientifica micro-economica fondata sulle figure del consumatore, che esprime la domanda di mercato, e dell’impresa che esprime l’offerta di mercato. Pensiero Keynesiano
  • J.Keynes==>lo stato deve spendere di più di quanto incassa per attivare la domanda di mercato. Pensiero monetarista
  • M.Frideman==>aumento dei prezzi==>agire sulle quantità di moneta. Economia dell’ambiente
  • A.Pigou==>proponeva l’applicazione di tasse da parte dello Stato per correggere le esternalità negative;
  • H.Hotelling==>affrontava il problema economico dell’utilizzazione delle risorse naturali esauribili;
  • R.Coase==>sosteneva che l’attribuzione dei diritti di proprietà sulle risorse naturali conduce a una condizione di utilizzazione socialmente ottima. Economia per ingegneri

Una combinazione tecnicamente efficiente è caratterizzata da efficienza economica se il costo opportunità marginale è uguale al rapporto inverso dei prezzi degli output, applicando al rapporto segno negativo==> L’efficienza intertemporale si ha quando il beneficio marginale della risorsa allocata è uguale per tutti i periodi considerati e la dotazione di risorsa risulta completamente utilizzata==> L’efficienza paretina si basa sul fatto che l’allocazione della risorsa A è migliore dell’allocazione della risorsa B se e solo se almeno un individuo preferisce A a B e nessuno preferisce B. L’efficacia L’efficacia misura la capacità di raggiungere un risultato L’equità L’equità ha tre diverse specificazioni economiche:

  1. l'equità orizzontale: in cui soggetti con uguale capacità contributiva devono essere trattati allo stesso modo;
  2. l’equità verticale: in cui soggetti con diverse capacità contributive devono essere trattati in modo diverso. In particolare chi ha maggiore capacità contributiva deve pagare di più’, ma non viene definito quanto;
  3. l'equità intergenerazionale: in cui le generazioni future devono avere pari opportunità delle generazioni passate. Il prodotto interno lordo (PIL) Il PIL misura la ricchezza prodotta dal sistema economico in un certo intervallo di tempo (solitamente un anno). Il PIL può essere calcolato come somma di 4 variabili macroeconomiche: PIL=C+I+G+(X-M) ==> (C=consumi;I=investimenti;G=spesa pubblica;X=esportazioni;M=importazioni) Il PIL ha un punto di forza ovvero misura in termini monetari la ricchezza prodotta avvalendosi dei dati continuamente aggiornati dalla contabilità nazionale. Il PIL ha un punto di debolezza ovvero misura solo i flussi monetari che transitano per il mercato in quanto soggetto di scambio. Dal 2014 sono però computati nei paesi UE anche valori di attività illegali. Il PIL però non computa ancora attività extra-mercato che contribuiscono ad accrescere il benessere di una società e i danni causati dall’inquinamento, dalla riduzione della biodiversità. Altre misure del benessere e della qualità di vita sono:
  • BEN==>Benessere Economico Netto
  • PIV==>Prodotto Interno Verde

1.3 Rappresentazioni del sistema macro-economico

Il circuito economico Il sistema economico è concepito come un circuito che mette in relazione le imprese e i consumatori. Il circuito economico si articola in flussi di scambi di merci, moneta ed informazioni. Il circuito economico che lega le imprese ai consumatori è detto “reintegrativo” quando è in grado di mantenere invariati indefinitamente i flussi degli scambi. Affinché ciò si verifichi il reddito dei consumatori deve uguagliare quello delle imprese (S=I). Il circuito economico nella realtà non è osservato in uno stato stazionario perché le decisioni di investimento e di risparmio si evolvono nel tempo. Se S>I il livello del reddito decresce, nel caso opposto aumenta.

Introducendo nel circuito economico il settore pubblico (lo Stato) il sistema economico è reintegrativo quando il surplus del settore privato è uguale alle immissioni nette dello Stato nel sistema economico. Il bilancio dello stato è in pareggio quando le entrate sono in pari alle uscite; se ha invece un deficit di bilancio quando le uscite sono superiori alle entrate in caso contrario si ha un bilancio surplus. La rappresentazione del sistema economico può essere ampliata introducendo il settore finanziario e il mercato estero. Versione elementare del circuito economico Il circuito economico con lo Stato Il circuito economico integrato con il sistema finanziario e l’estero

Caso 1:Variazione della quantità domandata Se il prezzo aumenta passando da a ,la quantità domandata si riduce a a. Caso 2:Variazione della domandata L’aumento della domanda comporta una traslazione della funzione verso destra, la riduzione della domanda una traslazione verso sinistra

2.3 La funzione di offerta

La quantità offerta di un prodotto sul mercato è la somma delle quantità offerte dalle singole imprese produttrici. La quantità offerta (variabile dipendente) è spiegata da una serie di variabili (indipendenti)==> Fissando tutti i prezzi, tranne quello del prodotto offerto, la tecnologia di produzione e i costi unitari si ha che==> Funzione di offerta Caso 3:Variazione della quantità offerta Se il prezzo passa da a ,la quantità offerta passa da a . Caso 4:Variazione dell’offerta La traslazione della funzione verso destra, comporta un aumento dell’offerta, quella verso sinistra una riduzione

2.4 Equilibrio di mercato

Si ha equilibrio di mercato quando la quantità domandata è uguale alla quantità offerta==> L’equilibrio di mercato si forma nel punto in cui le funzioni di domanda e di offerta si intersecano. In questo punto si ha un unico prezzo sia dal lato della domanda che dell’offerta: è il prezzo di equilibrio==> L’equilibrio di mercato è specificato dalla coppia Q,P. La convergenza del prezzo verso il livello di equilibrio è spiegabile sulla base della meccanica del mercato. In presenza di un’offerta che eccede la domanda le imprese abbasseranno i prezzi per non la sciare una quantità del prodotto invenduta. In presenza di un eccesso di domanda le imprese aumenteranno i prezzi in risposta alle richieste inevase dei consumatori. l’acquisto del prodotto comporta una spesa a carico dei consumatori e un ricavo per le imprese che lo producono. La somma di denaro denominata spesa effettiva dei consumatori è calcolata moltiplicando la quantità acquistata per il prezzo corrispondente==>

Nel punto di equilibrio la spesa effettiva dei consumatori coincide con il ricavo delle imprese produttrici. Denominiamo eccesso di domanda la differenza tra la quantità domandata e la quantità offerta==> Se:

2.5 Due casi speciali

Il mercato latente o potenziale Le funzioni di domanda e offerta potrebbero non incontrarsi in alcun punto. In questo caso speciale non si forma un mercato reale e la spesa effettiva dei consumatori è nulla. Nonostante le funzioni di domanda e di offerta siano non osservabili, risultano comunque latenti e scrutabili. In questo senso il mercato ha solo natura potenziale. Per rendere effettivo il mercato potenziale devono intervenire dei cambiamenti dal lato della domanda o dell’offerta con traslazioni o rotazioni delle funzioni. Le modificazioni capaci di rendere effettivi i mercati potenziali sono costituite, dal lato dell’offerta, da cambiamenti della tecnologia di produzione e/o da modifiche nei costi unitari dei fattori; dal lato della domanda, da modificazioni del reddito e/o delle preferenze dei consumatori. Le risorse senza prezzo Nei processi di produzione e nel consumo vengono impiegate risorse naturali che non hanno un prezzo di mercato. Quando il prezzo di mercato è nullo, la quantità di domanda si attesta al livello massimo possibile; di conseguenza tende facilmente a formarsi un eccesso di domanda.

2.6 Elasticità della domanda

La variazione del prezzo impatta la quantità domandata in modo differente da prodotto a prodotto. L’elasticità della domanda misura la reattività della quantità domandata alla variazione del prezzo. L’elasticità e specificabile sia nei confronti del prezzo che del reddito. L'elasticità della domanda assume la denominazione di:

Definiamo elasticità della domanda nei confronti del reddito la variazione della quantità domandata causata dalla variazione del reddito. Formalmente==> La classificazione dei beni in funzione del valore assunto dall’elasticità della domanda nei confronti del reddito è la seguente:

Se l’aumento del reddito provoca una diminuzione della quantità domandata allora il bene è inferiore, se la quantità domandata aumenta o resta invariata si tratta di un bene normale. I beni normali a loro volta includono due ulteriori classi:

2.7 Elasticità dell’offerta

L’elasticità diretta dell’offerta al prezzo assume la seguente specificazione formale==> L’elasticità assume un valore positivo o al limite nullo. Se:

L’elasticità diretta all’offerta è generalmente inferiore nel breve periodo, cioè in presenza di fattori fissi che non nel medio e nel lungo periodo, dove è modificabile la dotazione di fattori fissi.

2.8 Equilibrio di mercato dopo l’applicazione di una tassa

  • spesa effettiva==>
  • gettito della tassa==>
  • prezzo netto d’offerta==> (nella funzione di offerta si deve sostituire al prezzo di mercato il prezzo netto)
  • prezzo netto delle imprese==>
  • percentuale della tassa a carico del consumatore==> Imposta sul valore aggiuntivo (IVA) Y=X+IVA ==> IVA=X*A==> X=Y/(1+A)

2.9 La catena del valore

Finora abbiamo assunto che le imprese e i consumatori si incontrino direttamente sul mercato. Nella realtà raramente consumatori e produttori si scambiano direttamente il prodotto tra loro.

Esiste, di regola, una catena di intermediari che trasferisce sequenzialmente il prodotto dalle imprese produttrici ai consumatori.

2.10 Il prezzo edonico

Il livello del prezzo può essere spiegato sulla base degli attributi o caratteristiche del prodotto rilevanti per l’acquirente. Il prezzo edonico specifica quanto il singolo attributo o caratteristica del prodotto incide sul prezzo pagato dal consumatore. Per stimare il prezzo edonico di ogni attributo si ricorre a una metodologia denominata procedimento edonimetrico. I prezzi del prodotto vengono analizzati con procedimenti statistico-econometrici per stabilire quanto incida sul prezzo ogni singolo attributo rilevante per l’acquirente.

  • monopolistici. La distinzione tra le categorie sopra elencate è tracciata sulla base di due caratteristiche del bene:
  • la rivalità nel consumo o nell’utilizzazione produttiva;
  • l'escludibilità dal consumo o dall’utilizzazione produttiva dei soggetti, persone o imprese. Il bene è rivale quando l’utilizzazione da parte di un individuo, consumatore o impresa comporta l’impossibilità per un altro individuo di utilizzarlo allo stesso tempo. Si ha escludibilità dal consumo o dalla produzione quando il consumatore o l’impresa sono titolari di un diritto sulla base del quale possono impedire ad altri soggetti di utilizzarlo. Il bene è denominato:
  • privato puro, se caratterizzato da rivalità e da escludibilità dal consumo o dall’utilizzazione nella produzione;
  • pubblico puro, quando è caratterizzato da assenza sia di rivalità che di escludibilità;
  • monopolistico, se è caratterizzato da escludibilità ma non da rivalità;
  • comune o collettivo, se è caratterizzato da rivalità ma non da escludibilità. Possiamo normalizzare i valori dell’escludibilità e della rivalità riportandoli su una scala compresa tra 0 e 1:
  • escludibilità
  • rivalità un valore nullo del parametro indica l’assenza assoluta della specifica caratteristica; quando il valore assume valore unitario, la caratteristica assume il livello massimo. Bene provato puro Bene pubblico puro Bene comune Bene monopolistico All’interno dei valori estremi si collocano i beni club. Questi beni si caratterizzano per un’escludibilità limitata ad alcuni tipi di consumatori Free rider Il free rider è colui che consuma un bene privato o monopolistico senza pagarlo. La presenza di comportamenti da free rider limita la capacità del mercato di produrre alcuni tipi di beni. Il free rider, in quanto opportunista, aspetta che qualcuno produca il bene sapendo che potrà poi consumarlo liberamente, perché non potrà essere escluso. Nasce da qui la necessità di combattere comportamenti da free rider imponendo ai possibili beneficiari il pagamento del servizio in forma indiretta attraverso la tassazione e sanzionando i trasgressori. Esternalità negative e positive Il mercato non è sempre uno strumento efficiente di allocazione delle risorse. Ci sono degli effetti esterni al mercato che non vengono computati dai prezzi e di conseguenza non incidono sul meccanismo automatico di allocazione delle risorse.

Si ha un esternalità quando l’azione di un soggetto provoca effetti positivi o negativi nella sfera di altri soggetti senza che intervenga una compensazione. L’esternalità insorge se l’effetto del comportamento di un soggetto sulla sfera degli altri soggetti non viene compensato dal pagamento di un indennizzo. L’esternalità sono di 2 tipi:

  • negative, se l’azione di un soggetto danneggia, cioè riduce il benessere di altri soggetti senza compensazione del danno;
  • positive, se l’azione del soggetto avvantaggia altri soggetti senza che intervenga alcuna compensazione del vantaggio generato. Le esternalità si verificano:
  • nel consumo;
  • nella produzione;
  • nell’intervento pubblico.

3.3 Basi di estimo

Si ricorre all’estimo per attribuire un valore a un bene o servizio in un preciso istante. L’estimo attribuisce una somma di denaro al bene o servizio seguendo un preciso procedimento di stima. Rientrano nel campo estimativo i beni privati, i beni monopolistici e anche i beni comuni. Avvalendosi del procedimento estimativo si possono stimare la DAP e la DAC nonché i costi e i benefici sociali derivanti dall’attivazione dei progetti d'investimento. Nel procedimento estimativo si devono applicare due principi:

  • la permanenza delle condizioni;
  • l'ordinarietà. Il principio della permanenza delle condizioni impone che la valutazione del bene sia condotta “in base alle condizioni note in quel momento e in base a quanto è prevedibile relativamente al cambiamento della situazione a seguito dell’azione delle forze di tipo permanente note”. Il principio dell’ordinarietà impone di condurre la stima “sulla base delle condizioni di maggior frequenza”. Ci sono 3 fondamentali procedimenti di stima del valore di un bene:
  • sintetico-comparativo;
  • razionale analitico;
  • per valori unitari o tipici. Inoltre, nella stima del valore del bene si può ricorrere a una molteplicità di aspetti economici di seguito elencati. –valore di mercato; –valore di costo; –valore di capitalizzazione; –valore di trasformazione; –valore di surrogazione; –valore complementare; –valore di utilità sociale. La scelta dell’aspetto economico dipende dai fatti e dalle persone implicate nella stima. Il valore di mercato L’aspetto economico del valore di mercato implica la simulazione della compravendita del bene da stimare. Il valore di costo

Valore d’uso reale Il valore d’uso reale si riferisce all’utilizzo concreto del bene e comprende due componenti principali: il valore d’uso diretto e il valore d’uso indiretto. I valori d’uso diretto sono conseguenza di una fruizione della risorsa. I valori d’uso con consumo evidente della risorsa si riferiscono rispettivamente:

  • alle attività “estrattive”, nella quali il prelievo della risorsa costituisce la premessa per un consumo immediato;
  • alle attività che usano la risorsa come fattore di produzione in altri beni. I valori d’uso senza consumo apparente si riferiscono a tutte quelle attività che sfruttano la risorsa a scopo ricreativo, di svago, senza un consumo materiale della stessa. Il valore d’uso vicario si riferisce invece a una fruizione della risorsa senza consumo. I valori d’uso indiretto si riferiscono alle funzioni ecologiche regolatrici che un ecosistema svolge. I valori d’uso indiretto sono riconducibili a tre classi di attività:
  • attività di protezione dell’ambiente;
  • attività compensative di prevenzione dal degrado ambientale;
  • attività di compensazione del danno riferite ai costi sostenuti per compensare i danni. Le tre classi di attività in alcuni casi si sovrappongono. Il valore di opzione o quasi opzione Il valore di opzione specifica la disponibilità a pagare dei non utenti per mantenere nel tempo l’opzione di uso della risorsa. Il valore di quasi-opzione rappresenta il beneficio associato al rinvio di una decisione di consumo irreversibile di una risorsa in presenza d’incertezza riguardo ai benefici derivanti dalla sua preservazione. Il valore di non uso Il valore di non uso è indipendente dall’utilizzo attuale o programmato in futuro del bene. Rientrano nel valore di non uso: il valore altruistico, il valore di lascito e il valore di esistenza. Il valore altruistico si riferisce alla valutazione del flusso dei servizi della risorsa naturale non basata su considerazioni d’uso personale, ma sull’opportunità che altre persone contemporanee al valutatore possano utilizzare questa risorsa. Randall e Stoll elencano tre tipi d’altruismo:
  • altruismo intragenerazionale che si riferisce alla valutazione di una risorsa non basata su considerazioni d’uso personale, ma sull’opportunità che altre persone, contemporanee al valutatore, possano utilizzare il bene in questione.
  • altruismo intergenerazionale;
  • Q-altruismo si basa sulla conoscenza che la risorsa Q beneficia dal rimanere il più a lungo possibile indisturbata, integra nelle sue funzionalità. L’altruismo intergenerazionale è alla base del valore di lascito. Le persone della generazione attuale desiderano trasmettere alle generazioni future una dotazione il più possibile intatta delle risorse attuali.

Il valore di esistenza ha tre diverse accezioni:

  • la prima accezione sostiene che una riserva ha un valore in quanto le persone traggono piacere dal semplice fatto di sapere che la risorsa in questione esiste. In questa accezione ristretta non compaiono motivazioni di altruismo intra/intergenerazionale.
  • la seconda accezione sostiene che lo stesso può essere attribuito anche a una risorsa sconosciuta, in quanto le motivazioni sottostanti il valore d’esistenza possono spiegare anche quello riferito a parti della natura non conosciute.
  • la terza accezione include il comportamento altruistico. Si tratta di un valore assegnato dalle preferenze degli individui all’esistenza continuata e il più possibile indisturbata del bene naturale, senza considerare le motivazioni di altruismo intergenerazionale.

Capitolo 4: I costi

4.1 La tecnologia di produzione

La tecnologia di produzione è qualificata da una serie di parametri: la produttività media e marginale dei prodotti;l’economia/diseconomia di scala e, per l’impresa despecializzata multi- prodotto, l’economia/diseconomia di scopo. Funzione di produzione di tipo Cobb-Douglas==> La produttività La produttività media lorda è data dal rapporto tra la quantità di prodotto Y e L (quantità impiegata del fattore produttivo)==> La produttività marginale lorda del fattore produttivo è la variazione della quantità prodotta che si ottiene dalla variazione marginale della quantità impiegata dal fattore==>

4.2 Costo economico e costo contabile

Il costo economico è quello che l’impresa sostiene per i fattori impiegati nella produzione compresi costi-opportunità dei fattori conferiti dall’imprenditore. Il costo contabile è quello risultante dalla contabilità dell’impresa.

Il costo standard di un’attività di produzione viene calcolato applicando alle quantità standard dei fattori impiegati i costi unitari standard corrispondenti.

4.9 Quota d’ammortamento

L’ammortamento è una pratica contabile con la quale si computa il svalutazione dei beni d’investimento. La quota d’ammortamento rientra nei costi variabili fissi. Indichiamo con: –V=valore iniziale, ovvero il costo sostenuti per l’acquisto del bene ammortizzabile; –t=anno di vita del bene strumentale espresso in anni; –N=numero di anni di durate del bene previsto dalla normativa fiscale; –MVn=valore residuo del bene alla fine della vita utile; –Qt=quota d’ammortamento alla fine dell’anno t;

  • =coefficiente d’ammortamento all’anno t; –Ft=valore del fonso di ammortamento alla fine dell’anno t; –Vrt=valore residuo del bene alla fine dell’anno t. Conoscendo il valore iniziale V e il suo valore residuo MV all’anno N, la quota d’ammortamento si calcola nel seguente modo==> Pertanto

4.10 Costi generali

–Cg=costi generali dell’impresa; –R1,R2=ricavi conseguiti dai due prodotti; –Cg1,Cg2=costi generali (da identificare) dei due prodotti; Cg1= ;Cg2=

4.11 Costi di transizione

I costi di transizione sono quelli che occorre sostenere per portare a compimento la compravendita

4.12 Costi esterni

I costi esterni sono i costi che non ricadono sul soggetto che li causa ad esempio: le perdite di tempo della congestione del traffico, i danni alla salute dell’inquinamento atmosferico…

4.13 Costo pieno

Il costo pieno di un prodotto corrisponde alla somma dei costi diretti e della quota parte dei costi indiretti ad esso attribuibili

4.14 Sulla forma della funzione del costo medio

4.15 Stima del costo chilometrico di un’automobile

Esercizio su foglio allegato

Capitolo 5: Gestione della produzione

5.1 Gli obiettivi dell’impresa

L’imprenditore è colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi. L’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa. L’azienda è strumentale all’esercizio dell’impresa. Nell’esercizio dell’impresa l’imprenditore persegue simultaneamente una serie di obiettivi:

  • profitto;
  • rischio;
  • crescita;
  • sostenibilità.

5.2 Forme di mercato

Il ricavo di un’impresa mono-prodotto si calcola moltiplicando la quantità prodotta per il suo prezzo di mercato==> Il prezzo rimane costante o diminuisce all’aumentare della quantità prodotta dall’impresa? Dipende dalle caratteristiche del mercato all’interno del quale opera l’impresa. La teoria economica ha identificato le seguenti forme di mercato:

  • Concorrenza perfetta:il mercato è formato da moltissime imprese le quali assumono decisioni in condizioni di conoscenza perfetta; il prodotto è omogeneo; In condizioni di concorrenza perfetta il prezzo diventa una variabile indipendente dal livello di produzione dell’impresa. Il ricavo marginale è pari al prezzo del mercato==>
  • Concorrenza monopolistica:il mercato è formato da molte imprese ma con prodotti differenziati;
  • Oligopolio:il mercato è formato da poche imprese;
  • Monopolio:il mercato è formato da un’unica impresa. Se la forma di mercato è il monopolio, allora impresa e mercato coincidono,il prezzo dipende dalla quantità prodotta e il ricavo marginale dell’impresa diventa==>

5.3 L’ottimo privato (identificato dalla quantità prodotta che massimizza il profitto)

Consideriamo un’impresa attiva in un mercato di concorrenza perfetta che persegue l’obiettivo della massimizzazione del profitto. Il profitto è la differenza tra i ricavi e i costi d’impresa==> L’impresa consegue il massimo profitto,in concorrenza perfetta, fissando la produzione al livello in cui il costo marginale è uguale al prezzo di mercato. In questa condizione,che denominiamo ottimo privato, si ha:

5.4 Break Even Point tra ricavi e costi

Il Break Even Point è il punto di pareggio tra i ricavi e i costi. In questo punto il profitto è chiaramente nullo==> Nel punto di pareggio in condizioni di concorrenza perfetta si ha che==> Le funzioni dei ricavi e dei costi sono rappresentate da due semirette. Se:

5.5 Break Even Point (BEP) tra alternative di costo

Esercizio sul foglio allegato