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Economia internazionale e vari modelli, Appunti di Economia Internazionale

Contabilità nazionale e Bilancia dei pagamenti, modello RICARDIANO (1817), IL MODELLO HECKSCHER-OHLIN, ECONOMIE DI SCALA E COMMERCIO INTERNAZIONALE, IL MOVIMENTO INTERNAZIONALE DEI FATTORI.

Tipologia: Appunti

2016/2017

Caricato il 04/08/2017

Andrea599
Andrea599 🇮🇹

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ECONOMIA INTERNAZIONALE
CAP.12: Contabilità nazionale e Bilancia dei pagamenti
In questo capitolo vengono introdotte le nozioni utilizzate dagli economisti per descrivere il livello
di produzione di un Paese e le sue transazioni internazionali. Ci sono tre concetti importanti da
tenere in considerazione:
1) Conatbilità Nazionale: è il sistema con il quale i Paesi registrano tutte le voci di spesa che
contribuiscono a determinare il reddito e la produzione del Paese. Inoltre registra tutte le attività di
produzione svolte dal Paese stesso.
2) Bilancia dei pagamenti: è il sistema che registra le variazioni nella posizione debitoria del Paese
verso l’estero; permettendo di valutare i successi e gli insuccessi dei settori produttivi domestici che
competono sui mercati internazionali. I pagamenti verso l’estero (deflussi) sono registrati con segno
meno (debito), gli introiti (afflussi) con segno positivo (credito).
3) Tasso di cambio: è il prezzo di una valuta in termini di un’altra valuta.
CONTABILITA’ NAZIONALE
Nella Contabilità Nazionale l’oggetto fondamentale di analisi è il Prodotto Nazionale Lordo.
Prendendo in considerazione l’Italia, Il PNL è il valore complessivo di tutti i beni e servizi finali
prodotti dai fattori della produzione italiani (lavoro italiano, capitale italiano, ecc...) in un
determinato anno e venduti sia sul mercato nazionale che estero. Da questa defizione si capisce
che se il Paese produce qualcosa e la vende; sicuramente c’è qualcuno che la compra e che spende
risorse. Possiamo elencare quattro tipi di spesa che contribuiscono alla creazione del PNL:
1) Consumo: parte di PNL consumata dai privati cittadini per soddisfare i propri bisogni.
2) Investimento: parte di PNL utilizzata dalle imprese per la produzione futura (computers, mattoni
per costruire uno stabile, materiale per costruire un macchinario, scorte, ecc…).
3) Spesa pubblica: parte di PNL impiegata nell’acquisto di beni e servizi da parte del settore
pubblico. Comprende anche, ad esempio, le spese militari, fondi per la ricerca e sviluppo, ecc…
4) Saldo di conto corrente: sono le esportazioni nette (Esportazioni meno le Importazioni) cioè le
vendite nette di beni all’estero. Il saldo di conto corrente è detto in inglese CA (current account).
Quando si vendono beni e servizi, qualcuno li compra e paga. Il venditore, quando riceve i soldi del
pagamento, paga i lavoratori, gli interessi sul capitale investito ed infine tiene per se il profitto. La
somma di tutte le remunerazioni di fattori della produzione (lavoro, capitale, profitto, ecc...)
che hanno contribuito alla produzione di beni e servizi si chiama Reddito Nazionale.
Possiamo aggiungere che il PNL (valore generato in un dato periodo di tempo) deve essere uguale
al RN (reddito guadagnato, in quello stesso periodo di tempo, dai fattori produttivi impiegati).
Tuttavia, per poter parlare effettivamente di uguaglianza tra RN e PNL, sono necessari alcuni
aggiustamenti al PNL. Questo perché nel RN vanno a confluire delle voci che non riguardano il
PNL. Stiamo parlando di:
1) Ammortamenti: perdite di valore delle Immobilizzazioni. Queste perdite vanno a ridurre il
reddito dei proprietari di tali immobilizzazioni. Per questo motivo bisogna sottrare il valore degli
ammortamenti al PNL. Da questa sottrazione si genera il Prodotto Nazionale Netto (PNN = PNL -
Ammort.)
2) Trasferimenti unilaterali: sono donazioni provenienti dall’estero (aiuti umanitari, riparazioni di
guerra, ecc...). Non esiste una contropartita. Queste donazioni aumentano il RN e quindi vanno
aggiunte anche al PNL
3) Imposte indirette: il RN dipende dal prezzo che il produttore “riceve” per i suoi beni; mentre il
PNL dipende dal prezzo che il compratore “paga” per acquistare il bene. Questi due prezzi non sono
necessariamente uguali. Per esempio: l’iva comporta che il compratore paghi più di quanto il
venditore riceva; perciò il PNL sovrastima il RN. Quindi l’ammontare delle imposte indirette va
sottratto il PNL.
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ECONOMIA INTERNAZIONALE

CAP.12: Contabilità nazionale e Bilancia dei pagamenti

In questo capitolo vengono introdotte le nozioni utilizzate dagli economisti per descrivere il livello di produzione di un Paese e le sue transazioni internazionali. Ci sono tre concetti importanti da tenere in considerazione:

  1. Conatbilità Nazionale : è il sistema con il quale i Paesi registrano tutte le voci di spesa che contribuiscono a determinare il reddito e la produzione del Paese. Inoltre registra tutte le attività di produzione svolte dal Paese stesso.
  2. Bilancia dei pagamenti : è il sistema che registra le variazioni nella posizione debitoria del Paese verso l’estero; permettendo di valutare i successi e gli insuccessi dei settori produttivi domestici che competono sui mercati internazionali. I pagamenti verso l’estero (deflussi) sono registrati con segno meno (debito), gli introiti (afflussi) con segno positivo (credito).
  3. Tasso di cambio : è il prezzo di una valuta in termini di un’altra valuta. CONTABILITA’ NAZIONALE Nella Contabilità Nazionale l’oggetto fondamentale di analisi è il Prodotto Nazionale Lordo. Prendendo in considerazione l’Italia, Il PNL è il valore complessivo di tutti i beni e servizi finali prodotti dai fattori della produzione italiani (lavoro italiano, capitale italiano, ecc...) in un determinato anno e venduti sia sul mercato nazionale che estero. Da questa defizione si capisce che se il Paese produce qualcosa e la vende; sicuramente c’è qualcuno che la compra e che spende risorse. Possiamo elencare quattro tipi di spesa che contribuiscono alla creazione del PNL:
  4. Consumo : parte di PNL consumata dai privati cittadini per soddisfare i propri bisogni.
  5. Investimento : parte di PNL utilizzata dalle imprese per la produzione futura (computers, mattoni per costruire uno stabile, materiale per costruire un macchinario, scorte, ecc…).
  6. Spesa pubblica : parte di PNL impiegata nell’acquisto di beni e servizi da parte del settore pubblico. Comprende anche, ad esempio, le spese militari, fondi per la ricerca e sviluppo, ecc…
  7. Saldo di conto corrente : sono le esportazioni nette (Esportazioni meno le Importazioni) cioè le vendite nette di beni all’estero. Il saldo di conto corrente è detto in inglese CA (current account). Quando si vendono beni e servizi, qualcuno li compra e paga. Il venditore, quando riceve i soldi del pagamento, paga i lavoratori, gli interessi sul capitale investito ed infine tiene per se il profitto. La somma di tutte le remunerazioni di fattori della produzione (lavoro, capitale, profitto, ecc...) che hanno contribuito alla produzione di beni e servizi si chiama Reddito Nazionale. Possiamo aggiungere che il PNL (valore generato in un dato periodo di tempo) deve essere uguale al RN (reddito guadagnato, in quello stesso periodo di tempo, dai fattori produttivi impiegati). Tuttavia, per poter parlare effettivamente di uguaglianza tra RN e PNL, sono necessari alcuni aggiustamenti al PNL. Questo perché nel RN vanno a confluire delle voci che non riguardano il PNL. Stiamo parlando di:
  8. Ammortamenti : perdite di valore delle Immobilizzazioni. Queste perdite vanno a ridurre il reddito dei proprietari di tali immobilizzazioni. Per questo motivo bisogna sottrare il valore degli ammortamenti al PNL. Da questa sottrazione si genera il Prodotto Nazionale Netto (PNN = PNL - Ammort.)
  9. Trasferimenti unilaterali : sono donazioni provenienti dall’estero (aiuti umanitari, riparazioni di guerra, ecc...). Non esiste una contropartita. Queste donazioni aumentano il RN e quindi vanno aggiunte anche al PNL
  10. Imposte indirette : il RN dipende dal prezzo che il produttore “riceve” per i suoi beni; mentre il PNL dipende dal prezzo che il compratore “paga” per acquistare il bene. Questi due prezzi non sono necessariamente uguali. Per esempio: l’iva comporta che il compratore paghi più di quanto il venditore riceva; perciò il PNL sovrastima il RN. Quindi l’ammontare delle imposte indirette va sottratto il PNL.

Quindi il RN = PNL – Ammortamenti + Trasferim. unilaterali – Imp. Indirette. Ora introduciamo nei nostri discorsi anche il PIL (Prodotto Interno Lordo). Il PIL è il valore complessivo di tutti i beni e servizi finali prodotti, in un determinato anno, all’interno dello Stato italiano dai fattori della produzione sia italiani che esteri. Facciamo un esempio per capire la relazione che c’è tra PIL e PNL: La Fiat ha due stabilimenti, uno in Italia e uno in Polonia. Quindi la Fiat contribuirà alla formazione del PIL sia italiano che Polacco (perché lavora in Italia e in Polonia) e alla formazione del PNL solamente italiano (perché la società è italiana). Da questo esempio possiamo desumere che il PNL = PIL + entrate nette di reddito dal resto del mondo. Tali entrate sono rappresentate dai redditi prodotti dalle società italiane su attività detenute all’estero meno i pagamenti che tali società effettuano nei confronti di imprese estere che lavorano in Italia. Cambiamo argomento e parliamo di economia chiusa ed economia aperta. In un’economia chiusa la produzione Y = C + I + G. Non ci sono rapporti con l’estero. Le risorse non consumate dai cittadini vengono risparmiate. In un’economia chiusa, per definizione, il risparmio S = I. Se il Paese vuole investire per aumentare la sua produzione ha bisogno dei risparmi dei cittadini, i quali investiranno i propri risparmi nell’acquisto delle azioni della società. Quindi sono i cittadini che finanziamo l’investimento futuro delle imprese. Il risparmio può essere privato (Sp) o pubblico (Sg). Sp = (Y – T) – C dove: Y è il reddito dei lavoratori e T sono letasse che i lavoratori pagano. Sg = T – G In un’economia aperta introduciamo le esportazioni e le importazioni. Parliamo di saldo di conto di conto corrente CA = EXP – IMP. Quando CA > 0 c’è un avanzo di conto corrente. Vuol dire che il Paese produce più della domanda interna, esporta di più, si lavora di più, c’è più occupazione; quindi è più forte. Quando CA < 0 c’è un disavanzo di conto corrente. Il Paese è dipendente dall’estero perché con la sua produzione non riesce a soddisfare la domanda interna. In un’economia aperta, la produzione Y = C + I + G + EXP – IMP, dove EXP – IMP = CA. Da qui si può anche scrivere che CA = Y – (C + I + G). Inoltre S = I + CA e quindi I = S – CA. Da qui si riesce a capire che nell’economia aperta se il Paese vuole investire per aumentare la produzione può reperire risorse se: a) Aumenta S : aumenta il risparmio delle famiglie e quindi le aziende hanno maggiori possibilità di ottenere risorse dalle famiglie (le quali investono i loro risparmi in acquisto di azioni della società)

b) Diminuisce CA : cioè se si riducono le EXP o si aumentano IMP. In questo caso EXP e IMP riguardano Esportazioni di denaro (crediti) e Importazioni di denaro (debiti). Se aumentano le IMP, il Paese riceve i soldi dall’estero. Dovrà pagare il suo debito, ma non subito, e quindi ha la possibilità di utilizzare le risorse che ha al momento per incrementare la produttività delle imprese.

BILANCIA DEI PAGAMENTI

La Bilancia dei pagamenti (BP) è un metodo di registrazione di tutte le transazioni che avvengono tra un Paese e il resto del mondo. E’ composta da tre conti:

  1. Conto Corrente (CC) : riguarda transazioni associate a importazioni o esportazioni di beni e servizi, che quindi vanno a confluire direttamente nel Conto Corrente. Es: un italiano importa Jeans americani. Questa transazione viene registrata nella BP americana come credito e in quella italiana come debito.

  2. Conto Finanziario (CF) : riguarda transazioni associate all’acquisto o vendita di attività finanziarie (fabbriche, titoli, terreni, ogni altro mezzo con il quale può essere tenuta la

Cap 2°: Commercio internazionale: uno sguardo d’insieme

MODELLO GRAVITAZIONALE (modello di Newton) Perché gli USA commerciano + intensamente con Germania, Regno Unito e Francia? Gli economisti hanno scoperto che la sottostante equazione predice in modo ragionevolmente accurato il commercio tra qualsiasi coppia di paesi:

TIF = A * YF * YI + 1/ DIF

Questa equazione mostra che le tre determinanti del volume del commercio tra due paesi sono la dimensione dei loro PIL e la distanza che intercorre tra loro

Il valore del commercio complessivo tra Italia e Francia ( TIF ) è proporzionale a:

  • dimensione della domanda della Francia (la indico con YF perché il PIL è uguale alla somma della spesa della Famiglia, dello Stato e degli Investimenti) EXIF
  • dimensione della domanda dell’Italia IMIF
  • distanza tra Italia e Francia Maggiore sarà la domanda Francese e maggiore sarà il nostro export e maggiore è la domanda nazionale e maggiore sarà il nostro import.

Tale modello viene chiamato così perché le relazioni di importazione ed esportazione tra 2 paesi sono direttamente proporzionali alla massa e all’inverso della loro distanza.

Questo modello ha alcuni limiti dovuti al fatto che non prende in considerazione tutti i fattori che influenzano gli scambi internazionali:

  • domanda
  • distanza
  • condividono la stessa moneta o meno
  • conformazione del paese
  • sono all’interno della stessa unione doganale o meno
  • profilo istituzionale di ciascun paese

Il commercio internazionale è a livelli record rispetto alla dimensione dell’economia mondiale, grazie alla riduzione dei costi di trasposrto e di telecomunicazioni. Tuttavia il commercio non cresciuto costantemente: il mondo era altamente integrato nel 1914, ma il commercio si è fortemente ridotto a seguito della depression, del protezionismo e della guerra e ha impiegato decenni per recuperare. I manufatti dominano il commercio moderno.

Cap 3: PRODUTTIVITA’ DEL LAVORO E VANTAGGI COMPARATI

IL MODELLO RICARDIANO (1817)

Il modello ricardiano ci vuole spiegare perché i paesi si specializzano nella produzione di un determinato bene. Le cause principali del commercio internazionale sono 2:

  • i paesi sono diversi tra loro per diversi elementi come clima, livello di lavoro, popolazione, tecnologie ecc…
  • conviene specializzarsi in una singola produzione perché cosi il paese produce maggior quantità in modo più efficiente godendo di economie di scala.

La causa specifica identificata da Riccardo è il fatto che i paesi anche se producono lo stesso bene sono dotati di tecnologie diverse che si riflettono in differenze della produttività del lavoro. Queste garantiscono ad un paese un vantaggio comparato. Tale paese quindi si specializzerà nella produzione dove ha un vantaggio comparato, dovuto ad un costo opportunità minore, e si rivolgerà al commercio internazionale per scambiare la propria produzione con altri beni prodotti da altri paesi.

Ogni paese ha a disposizione risorse limitate e quindi non può produrre in modo illimitato sia sotto il punto di vista qualitativo che quantitativo. Le risorse, scarse per definizione, hanno usi alternativi e che si escludono a vicenda. Proprio per questo che si deve decidere verso quale produzione destinare le risorse disponibili. Questa scelta viene effettuata sulla base del Costo Opportunità che è la misura di ciò a cui sono costretto a rinunciare, impiegando un dato ammontare di risorse

Es. 1: Ho a disposizione un ammontare di risorse con cui l’Usa o produce 20 scarpe o 200 pc, mentre il vientam produce con le stesse risorse o 20 scarpe o 100 pc.

SCARPE PC Usa 20 200 Vietnam 20 100

Il costo opportunità delle scarpe in termini di computer è il numero di computer che si sarebbero prodotti con le risorse usate per produrre un certo numero di scarpe. Per gli Usa è di: 20/200 = 1/10 significa che rinuncio ad 1 paio di scarpe produco 10 pc Per il Vietnam è di: 20/100 = 1/5 “ “ “ “ “ 5 pc

Gli Usa si specializzano nella produzione di Pc e il Vietnam nella produzione di Scarpe: Usa -20 + Vietnam +20 - Totale 0 + così facendo si producono tante scarpe quanto prima, ma è aumentata la produzione di 100 di pc. La ragione per la quale il commercio internazionale genera questo aumento della produzione mondiale è proprio la specializzazione di ciascun paese nella produzione del bene nel quale ha un vantaggio comparato. Un paese ha un vantaggio comparato nella produzione di un bene se il costo-opportunità della produzione di quel bene in termini di altri beni è minore in quel paese che in altri, quindi il vantaggio comparato è definito in termini di costo opportunità. Il commercio tra due paesi è vantaggioso per entrambi se ciascun paese esporta i beni nei quali ha vantaggio comparato.

Nel modello riccardiano il vantaggio comparato deriva da differenze nella tecnologia che si manifestano in termino di differenze di produttività Ipotesi relative al paese A:

  • autarchia, mercato chiuso
  • unico fattore di produzione che è il lavoro
  • i prodotti sono vino (w) e tessuto (c)
  • l’offerta di lavoro è fissata
  • tecnologia ben fissata non modificabile
  • c’è mobilità intersettoriale ma non si può andare a lavorare all’estero
  • concorrenza perfetta  il profitto è uguale a 0, i fattori produttivi coprono solo i fattori produttivi?

Poiché ogni economia ha a disposizione una quantità limitate di risorse, sarà limitato anche ciò che è possibile produrre e ci si trova sempre di fronte a un trade-off in quanto per produrre una quantità maggiore di un bene, sarà necessario rinunciare a parte della produzione dell’altro bene, mantenendo però entrambi le produzioni in quanto siamo in un economia chiusa. Per realizzare graficamente tale situazione è necessario rappresentare su un asse cartesiano la FRONTIERA DELLE POSSIBILITÀ PRODUTTIVE (PF) che mostra la quantità massima di un bene (vino) che è possibile produrre una volta deciso il livello di produzione dell’altro bene (stoffa). In un economia con un solo fattore, la frontiera delle possibilità produttive è una linea retta la cui equazione è:

aLW = quantità di lavoro necessaria per produrre 1 unità di vino

aLC = quantità di lavoro necessaria per produrre 1 unità di tessuto

Qw = quantità di vino prodotta Qc = quantità di tessuto prodotta

PF  L (lav/occup) = Qc * aLC + Qw * aLW quantità di tessuto/vino per quantità di ore

per produrre 1 litro vino/metro tessuto Occupazione Occupazione nel tessile nel vino

  • se decidiamo di produrre solo vestiario ho che Qw = 0 quindi:

Qc * aLC + 0 * aLW =L

Qc * aLC =L

Qc = L/aLC = L* 1/ aLC  PLC produttività del lavoro settore tessile (quantità di lavoro

Qc > L/aLC necessario per produrre un'unità di un bene specifico)

  • se decidiamo di produrre solo vino ho che Qc = 0 quindi:

Qw = L/aLW

Nel grafico questi punti li troviamo nei 2 assi cartesiani e unendoli otteniamo la frontiera delle possibilità produttive, dove lungo tale retta vi sono tutte le combinazioni tra le 2 produzioni avendo L lavoro come unico fattore disponibile. Qw

L/ aLW L = aLCQC + aLWQW

Costo opportunità è il coefficiente angolare

L/ aLC Qc

Il costo opportunità di tessuto (c) in termini di vino (w) è: aLC

aLW

  • è il valore assoluto del tessuto rispetto al vino
  • mi indica a quanto devo rinunciare del vino per aumentare la stoffa
  • che corrisponde al coefficiente angolare della retta.

Con la frontiera delle possibilità produttive abbiamo individuato le diverse combinazioni di beni che l’economia può produrre.

Per stabilire quale combinazione verrà effettivamente prodotta (individuata dal punto A) dobbiamo considerare la domanda, cioè le preferenze “collettive”, e riportare nell’asse cartesiano le curve di indifferenza collettiva ( vi è maggior benessere nelle curve più in alto, e all’interno della stessa curva vi è lo stesso grado di benessere).

Qw A = identifica la combinazione di QW e QC che massimizza l’utilità della comunità che stiamo considerando e quindi quantità domandate dei due beni del paese A ●A

Qc Inoltre è necessario prendere in considerazione altre alla domanda anche i prezzi dei beni, in particolar modo è importante conoscere il prezzo relativo , cioè il prezzo di un bene in termini di un altro.

Pc = prezzo di vendita della stoffa Wc = salario per i lavoratori nel settore tessile c = RTc - CTc il profitto è uguale ai ricavi totali meno i costi totali

RTc = Pc * Qc fatturato (ricavo totale) CTc = Wc * Lc salario di ogni lavoratore per l’occupazione nel settore CTc = Wc * (aLC *Qc)

Quindi : c = (Pc * Qc) – (Wc * (aLC *Qc)) Se ipotizziamo che Qc = 1 c = (Pc * 1) – (Wc * (aLC *1))  Pc – Wc * aLC = 0  in concorrenza perfetta profitti pari 0 Da tale formula possiamo calcolare il salario:

- Wc=Pc / aLC = Pc * 1/aLC = salario giornaliero di chi produce tessuto Il salario ( Wc) è pari a Pc prezzo di vendita (ricavo per ogni unità produttiva di tessuto) * la produttività del lavoro nel tessile 1/ aLC

stessa cosa vale per il vino

- Ww= Pw/aLW = Pw * 1/aLW = salario giornaliero di chi produce vino

Se Wc > Ww quindi se Pc/Pw > aLC/ aLW

Ipotizziamo:

  • esistono nel mondo due paesi A (Inghilterra) e B (Portogallo)  variabili con * si riferiscono a B
  • ciascuno dei due paesi produce entrambi i beni: vino e stoffa  con quantità di lavoro :aLW/aLC
  • esiste un solo fattore di produzione, il lavoro aLW/aLC
  • vi è mobilità intra-nazionale, ma non vi è mobilità internazionale
  • vi è concorrenza perfetta in tutti i mercati quindi il profitto è pari a zero
  • l’offerta di lavoro è fissata in ogni paese
  • la produttività del lavoro in ogni bene è fissata Ipotizziamo inoltre che:
  • la quantità di lavoro richiesto nella produzione di vino e stoffa è minore in A rispetto che in B;
  • in A la produttività relativa è maggiore nel settore tessile;
  • A ha un vantaggio comparato nella produzione del tessile cioè

aLC < aLC* equivale a scrivere aLC < aLW* aLW aLW* aLC* aLW

A B aLC =1 < aLC* =6 queste differenze sono dovute al fatto che i due paesi hanno diversi aLW =2 < aLW=3 livelli di tecnologie , che portano ad avere diversi costi opportunità, i quali più sono bassi, più il soggetto si specializza in quella produzione. La produttività del lavoro , indicata con PLW, PLC per A e PLW, PLC* per B è data rispettivamente in A dai rapporti: 1/aLC 1/aLW e in B dai rapporti: 1/aLC* 1/aLW

Quindi PLC > PLC* e PLW > PLW * (a conferma dell’potesi che A è più produttivo di B nella produzione di entrambi i beni)

Il vantaggio assoluto si ha quando un paese nella produzione di un bene necessità per produrre un’unità di quel bene di una quantità di lavoro minore rispetto all’altro paese. Cioè se aLC < aLC* significa che il paese A ha un vantaggio assoluto nella produzione di stoffa rispetto a B. In questo specifico caso A ha anche un vantaggio assoluto nella produzione di vino rispetto a B  A è più produttivo di B in entrambe le produzioni di beni. (Inghilterra)

Ma ai fini del commercio internazionale è importante esaminare non il vantaggio assoluto, ma il vantaggio comparato , cioè se il costo opportunità della produzione di quel bene in termini di altri beni è minore in quel paese che in altri. Il vantaggio comparato permette di determinare la suddivisione della produzione tra A e B. Infatti:

aLC = 1/2 =0,5 < aLC* =6/3 = 2 aLW aLW* ma anche (c’è reciprocità):

aLW= 3/6 = 0,5 < aLW = 2/1 = aLC aLC

Tale assunzione implica che il costo-opportunità del tessuto in termini di vino è minore in A che in B quindi: ad A (Ing.), godendo di un vantaggio comparato nella produzione di tessuto conviene specializzarsi in tale produzione, mentre a B (Por.) conviene specializzarsi nella produzione di vino. Per quanto riguarda la rappresentazione della frontiera produttiva (FP) possiamo vedere che il costo opportunità della stoffa in termini di vino di A rispetto a B è minore. Essendo il costo opportunità il coefficiente angolare della frontiera delle possibilità produttive , essa sarà più inclinata in B avendo un costo opportunità maggiore. (FP in B è + inclinata che in A)

In altre parole, in assenza di scambi, il prezzo relativo del tessuto in B è maggiore del prezzo relativo del tessuto in A

Se aLC/aLW < aLC/aLW  PC/PW < PC/PW quindi:
  • per A sarebbe conveniente andare a vendere tessuto in B (spunterebbe un prezzo relativo maggiore)
  • per B sarebbe conveniente andare a vendere vino in A (spunterebbe un prezzo relativo maggiore)

Se consideriamo l’opportunità di commerciare, i prezzi non sono più determinati solo da fattori (salari e produttività) interni come visto nel modello precedente.  In A e in B la condizione di equilibrio (prezzo = costo-opportunità) interno è dato dal fatto che in entrambe le produzioni i lavoratori devono avere lo stesso salario, altrimenti si sposterebbero verso l’altra produzione e quindi deve essere soddisfatta tale condizione: Pc = aLC ma anche che Pc* = aLC* Pw aLW Pw* aLW* Il fatto che adesso A esporta tessuto in B e B esporta vino in A, fa convergere i prezzi relativi verso un prezzo unico [prezzo internazionale = (PC/PW)INT].

A che livello si fissa il prezzo internazionale (PC/PW)INT?

Per determinare il prezzo relativo internazionale dobbiamo effettuare un’analisi di equilibrio generale, ossia prendere contemporaneamente in considerazione i due mercati vino e tessuto.

Costruiamo un modello di offerta relativa e domanda relativa di tessuto per il mondo. Il prezzo relativo internazionale che garantisce l’equilibrio è determinato dall’intersezione della curva RS e RD:

  • RS è la curva di offerta relativa è la somma dell’offerta dei 2 paesi Qc/Qw =(Qc+Qc)/(Qw+Qw)
  • RD è la curva di domanda relativa di tessuto ed è un concetto analogo.

Il paese A aveva un prezzo relativo di tessuto = aLC = 1/2 = 0,5 minore rispetto a B= aLC* = 6/3 = 2 aLW aLW*

Il paese B aveva un prezzo relativo del vino = aLW* = 3/6 = 0,5 minore rispetto ad A =aLW = 2/1 = aLC* aLC quindi i due paesi hanno interesse ad aprirsi al mercato internazionale.

Pc/Pw (^) =Prezzo relativo del tessuto

Se RD’ è in 2 solo B si specializza in vino cioè nella produzione in cui gode di vantaggio comparato ( quindi conferma che specializzazione = VC)

VANTAGGI DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE

Se i paesi si specializzano in base ai loro vantaggi comparati, allora beneficiano tutti da tale specializzazione. Ci sono due modi diversi per dimostrare i vantaggi derivanti dal commercio internazionale:

a) Possiamo pensare al commercio internazionale come ad un nuovo modo per produrre beni e servizi (cioè come ad una nuova tecnologia o modo indiretto di produzione ). Il paese A potrebbe produrre vino in modo diretto, ma accedendo al commercio internazionale lo stesso paese potrebbe produrre vino in modo indiretto  A produce prima il tessuto e lo scambia con il vino, riuscendo ad ottenere una quantità di vino maggiore della sua produzione in assenza di scambi. Stessa cosa vale per il paese B che potrebbe produrre tessuto in modo indiretto, cioè producendo prima il vino e poi scambiarlo con il tessuto, nel commercio internazionale.

  1. Quanto tessuto con 1 h di lavoro per A? Il paese A ha a disposizione un’ora di lavoro che può essere impiegata nella produzione di vino o di stoffa, ottenendo una produttività rispettiva di 1/aLC e 1/aLW.
  2. Se vale (Pc/Pw)INT A quanto vino può comprare sul mercato mondiale? Se impiega tale ora nella produzione di tessuto potrà poi scambiarla con il vino, ad un prezzo pari (Pc/Pw)INT  Quindi il valore di quest’ora impiegata è di (1/aLC ) * ( Pc/Pw) (^) INT. 3)Quanto è vantaggioso tale scambio? Il vantaggio nello scambio vi è se: (1/aLC) * ( Pc/Pw)INT è > 1/aLW o se ( Pc/Pw) (^) INT > aLC/aLW Questa è una condizione necessaria e sufficiente per il commercio

b) Un altro modo per mostrare che entrambi i paesi beneficiano del commercio internazionale è esaminare i consumi. In assenza di commercio, le possibilità di consumo coincidono con le possibilità di produzione. Quando però i paesi, si affacciano al commercio internazionale, le due economie possono beneficiare di un consumo di beni maggiore, rispetto ai limiti della frontiera delle possibilità produttive. È vantaggioso per entrambi entrare nel commercio internazionale quando il prezzo si colloca tra i prezzi relativi in termini di autarchia.

Graficamente: Qw Qw T F*

P

F Qc P* T* Qc

1° EQUILIBRIO (autarchia) aLC = Pc

aLW Pw

Frontiera delle possibilità produttive

Possibilità di consumo a seguito dell’apertura al commercio internaz.

2° EQUILIBRIO (apertura) (Pc/Pw) < ( Pc/Pw) INT  il consumo è maggiore perché i miei ricavi sono più alti e

quindi si può spendere di più sia in vino che in tessuto

TEORIA DEL VALORE LAVORO(W = prezzo * produttività del lavoro) Ossia valuto il valore del prodotto in base al valore del lavoro impiegato per produrre il bene. Salario W = Pc/aLC => Pc* 1/aLC Il valore del salario è uguale alla quantità di lavoro necessario per produrre una quantità di lavoro Pc= W* aLC

SALARI RELATIVI

Supponiamo che:

  1. PC = PW ;

  2. A è specializzato nel tessuto C e B nel vino W 1 m di tessuto = 12€ = PC 1 l di vino = 12 € = PW per produrre 1 m di tessuto ci vuole 1 ora di lavoro per produrre 1 l di vino ci vuole 3 ore di lavoro in un ora i lavoratori del formaggio guadagnano 12 € in un ora i lavoratori del vino guadagnano 12/3 cioè 4 €

3) Salario in A  W = Pc = 12/1=12 Salario in B  W*= Pw = 12/ 3= 4

aLC aLW*

4)Il salario relativo dei lavoratori di un paese è l’ammontare che ricevono in un paese per ora lavorata, rispetto all’ammontare ricevuto dai lavoratori dell’altro paese per ora lavorata.

Salario relativo = W => Pc * aLW* => Pc * aLW*  il salario relativo è il prodotto tra W* aLC Pw Pw aLC prezzi relativi (prezzo relativo del tessuto = prezzo di un m di tessuto diviso il prezzo di un litro di vino) e produttività relative.[= rapporto tra la produttività del formaggio diviso la produttività del vino cioè: (1/aLC)/(1/aLW)= aLW/ aLC]

Allora il salario relativo dei lavoratori del paese A è pari a: W = (PC/PW)INT * ( aLW/ aLC)= (12/12) * (3/1)= 13 = 3 ciò significa che il salario dei lavoratori W* del paese A sarà 3 volte il salario dei lavoratori del paese B.

Il salario di un paese dipende dalla produttività relativa del lavoro. Essendo B un paese in cui vi è bassa produttività anche i suoi salari dovranno essere minori rispetto ad A. Abbiamo detto che B si occupa del vino e i salari dovranno essere tanto più bassi da rendere il costo di produzione del vino più basso in B che in A.

I salari relativi rispecchiano i prezzi relativi

Ipotizziamo che:

  • vi sono due paesi A e B
  • entrambi i paesi producono e consumano un numero N di beni
  • con i indichiamo il generico bene il quale viene prodotto dove è più conveniente
  • per produrre il generico prodotto i il paese A impiega aLi unità di lavoro e B ne impiega aLi*

Il vantaggio comparato (costo opportunità)in tal caso è: aL1 < aL1* aL2 aL2*

La produttività relativa del lavoro è: aL1 < aL aL1* aL2*

Ora vogliamo determinare quali beni vengono prodotti da ciascun paese. Supponiamo che W è il salario in A e W* il salario in B. Il generico bene i verrà prodotto in A se:

W * aLi < W * aLi** possiamo anche scriverlo cosi aLi* > W  PLi > W aLi W* PLi* W*

Al contrario il bene i verrà prodotto in B se: W * aLi > W * aLi**

Dovendo produrre più beni ho le seguenti produttività relative: aL1 < aL2 < aL3 < …………< aLi <……..< aLn-1 < aLn aL1* aL2* aL3* aLi* aLn-1* aLn*

ma devo anche vedere la produttività relativa del lavoro PL 1 > PL 2 > PL 3 >……………..> PLi > ……..> PLn-1 < PLn PL1* PL2* PL3* PLi* PLn-1* PLn*

Per decidere quali beni devono essere prodotti da A e quali da B, dobbiamo vedere dove cade il salario relativo W/W* all’interno della catena delle produttività relative del lavoro. Tutti i beni che si trovano a sinistra saranno prodotti in A, mentre tutti quelli che si trovano alla destra dell’interruzione saranno prodotti da B. Questo perché il paese A ha un vantaggio in termini di costo nella produzione di tutti quei beni in cui la produttività relativa + più alta del suo salario (ricavi>costi) e B avrà un vantaggio negli altri ben.

Esempio:

Cioè il salario moltiplicato per le unità di lavoro necessarie per dar vita al bene i in A, deve essere minore al salario moltiplicato per le unità di lavoro necessarie per dar vita al bene i in B.

A produce il bene i se il rapporto tra i due salari è minore alla produttività relativa

beni A aLi B aLi* produtt. relativa aLi/ aLi*

mele 1 10 10 banane 5 40 8 caviale 3 12 4 datteri 6 12 2 W/W* = 3 il paese A produce quindi i focacce 12 9 0,75 primi tre beni cioè mele, banane e caviale; il paese B produrrà datteri e focacce supponiamo che W/W* cioè i salari relativi = 3 cioè il salario in A è 3 volte maggiore di B

il valore nel mercato internazionale dipende se esporto o importo importo = aLi / prezzo relativo esporto = aLi * prezzo relativo

LA DERMINAZIONE DEL SALARIO RELATIVO

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Se il salario relativo aumenta la domanda relativa di lavoro in A diminuirebbe gradualmente fino a che, si avrebbe una nuova brusca caduta a cui corrisponderebbe il passaggio dalla produzione di banane dal paese A a B. Come possiamo vedere la domanda relativa di lavoro RD ha una forma a gradini, questo perché ogni volta che il salario in A aumenta rispetto a quello in B la domanda relativa per beni prodotti in A diminuisce e lo stesso andamento segue la domanda relativa di lavoro. La domanda relativa di lavoro diminuisce bruscamente quando un aumento del salario relativo w/w* rende la produzione di un bene più economica all’estero. Tale curva alterna tratti in cui è inclinata, dove la struttura della specializzazione non cambia, e tratti in cui è piatta cioè dove la domanda relativa cambia bruscamente a causa dei mutamenti della struttura della specializzazione. L’offerta relativa di lavoro è determinata dalla quantità relativa di lavoro di A rispetto a B. assumendo che il numero di ore di lavoro disponibili non vari con il salario, il salario relativo non influenzerà l’offerta relativa ed è proprio per questo che RS viene rappresentata con una linea retta verticale. Se l’intersezione avviene su un tratto in cui la RD è piatta, questo significa che entrambi i paesi produrranno il bene a cui si riferiscono.

LIMITI AL MODELLO RICARDIANO

COMMERCIO INTERNAZIONALE E DOTAZIONE DELLE RISORSE:

IL MODELLO HECKSCHER-OHLIN

o

TEORIA DELLA PROPORZIONE DEI FATTORI

Finora abbiamo visto che le differenze di produttività relativa (una delle cause di vantaggio comparato) rendono vantaggioso il commercio( modello ricardiano). Ora esaminiamo il ruolo della diversità nella dotazione di risorse disponibili in ogni paese e le sue conseguenze in termini di distribuzione dei redditi. La teoria H-O: -mostra che il vantaggio comparato dipende da: -abbondanza relativa dei fattori (riferita ai paesi) -intensità fattoriale relativa ( riferita ai beni) (tecnologia). È nota anche come teoria della proporzione dei fattori  in quanto è importante la proporzione in cui i fattori sono disponibili nei 2 paesi e la proporzione in cui i fattori vengono impiegati nella produzione dei beni. Quindi ogni paese esporterà il bene che usa intensivamente il fattore abbondante è importerà il bene che usa intensivamente il fattore scarso. Il commercio internazione pur essendo vantaggioso nel suo complesso, avvantaggia alcuni gruppi e ne danneggia altri.

MODELLO 2x2x2 (SETTORI FATTORI PAESI) MODELLO H-O Ipotizziamo:

  • un’economia può produrre 2 beni, manufatti di stoffa(M) e cibo (F) -la produzione di entrambi i beni richiede impiego di 2 fattori che sono disponibili in quantità limitate: lavoro(L) e terra(T) -salario w e la remunerazione di L -rendita r è la remunerazione di T -stiamo in concorrenza perfetta : profitto pari a zero -la produzione di cibo è intensiva di terra e la produzione di manufatti è intensiva di lavoro dati il costo relativo del lavoro w/r ovvero per ogni rapporto salario, rendita, il rapporto tra impiego di terra e lavoro è maggiore nella produzione di cibo che in quella di stoffa, cioè:

TF > TM LF LM

Se il rapporto è maggiore nella produzione di cibo, allora vuol dire che il numeratore è maggiore o il denominatore è minore rispetto a quelli della produzione di stoffa, quindi la produzione di cibo è intensiva di terra.

Economia chiusa

  • sostituibilità tecnica con 2 fattori (PF)
A
  • scelta dei beni (PF eEF)
  • scelta dei fattori (isoquanti)
  • prezzo dei fattori e prezzo dei beni
  • dotazione di risorse e produzione
  1. sostituibilità tecnica con 2 fattori aLM ore di lavoro per 1 m di stoffa aLF ore di lavoro per 1 kg di cibo aTM ettari di terra per 1 m di stoffa aTF ettari di terra per 1 kg di cibo

offerta di lavoro offerta di terra

aLM / aTM  intensità fattoriale della stoffa, cioè quantità relativa di lavoro rispetto alla terra necessaria per produrre 1m di stoffa. aLF / aTF intensità fattoriale del cibo aLM / aTM > aLF /aTF significa che la stoffa è intensivo di lavoro rispetto al cibo e quest’ ultimo è intensivo di terra.

PFL= frontiera delle possibilità produttive usando solo il lavoro per produrre Manufatti e Cibo PFL= QF * aLF + QM * aLM  QF= L/ aLF - aLM/ aLF *QM Coefficiente angolare: ci indica l’inclinazione LF LM = L PFT= frontiera delle possibilità produttive usando solo il lavoro per produrre Manufatti e Cibo PFT= QF * aTF + QM * aTM

TF TM = T

Graficamente PFT e PFL sono:

QF

L/ aLF

T/ aTF

QM

L/ aLM T/ aTM

Se voglio produrre i 2 beni utilizzando entrambe le risorse, mi devo posizionare in A, cioè nel punto di incontro tra le due rette dove vi è sostituibilità.

in questo punto produco entrambi i beni ma utilizzando solo la terra

In questo punto produco entrambi i beni utilizzando solo il lavoro