


















































































Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Riassunto del libro di economia per esame economia unibg
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 90
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!



















































































Dal greco che significa chi si occupa della famiglia, in quanto famiglia e sistemi economici hanno molto in comune. La società deve allocare i beni e i servizi prodotti. Gestire le risorse è importante in quanto sono ridotte. Una risorsa si dice scarsa quando è limitata nel senso che la società dispone di risorse limitate e non può produrre tutti i beni e i servizi che la sua comunità desidererebbe. L'economia studia i modi in cui la società gestisce le proprie risorse scarse. Nelle società moderne le risorse non vengono allocate da un'istituzione centralizzata di pianificazione, ma dall'azione combinata di milioni di individui e imprese. Per questa ragione gli economisti studiano l'operato dei singoli e di come interagiscono tra loro. Analizzano il modo in cui viene stabilito il prezzo a cui il bene viene venduto e analizzando poi le forze e le tendenze che influenzano l'economia nel suo complesso. 10 principi dell'economia: 1.1 le decisioni individuali: economia → gruppo di individui che interagiscono reciprocamente nello svolgimento delle proprie attività quotidiane. Il comportamento dell'economia riflette il comportamento degli individui che la compongono. Lo studio dell'economia parte dai 4 principi che regolano le decisioni individuali : 1.1A : gli individui devono scegliere tra più alternative → trade-off. Ad ogni scelta corrisponde una rinuncia. Gli individui sono sottoposti a livello sociale a vari tipi di trade-off (atto di rinuncia al fine di una scelta). Uno dei più classici trade-off è quello riferito al contesto militare di difesa del paese ( burro e cannoni ). Da un lato la società investe denaro per comprare ciò che servirà per difendere il territorio, dall'altro lato più spendo per il paese meno posso spendere per migliorare il tenore di vita individuale. Altro esempio è la salvaguardia dell'ambiente contro il livello di reddito (più un impresa cerca di salvaguardare l'ambiente più investe su se stessa, più dovrà spendere, saranno perciò minori i profitti realizzati e di conseguenza minore il salario dei dipendenti, o aumento del prezzo dei prodotti dell'azienda.). Altro trade-off che la società deve affrontare è quello tra efficienza ed equità: efficienza è ciò che permette alla società di ottenere il massimo risultato possibile date le risorse scarse di cui dispone. Equità è ciò che le permette di ripartire tra i propri membri secondo giustizia i benefici che derivano dall'uso di tali risorse. Efficienza=dimensione della torta dell'economia; equità= come è suddivisa la torta. Efficienza : proprietà grazie alla quale la società attraverso l'allocazione delle proprie risorse scarse ottiene il risultato massimo possibile. Equità: proprietà grazie alla quale la prosperità economica viene distribuita secondo giustizia tra i membri della società. Purtroppo nel formulare provvedimenti di politica economica i due obbiettivi (efficienza ed equità) sono spesso in conflitto. Vi sono provvedimenti che si prendono al fine di avere una più equa distribuzione del benessere economico. Alcuni di questi di questi provvedimenti sono la previdenza sociale o indennità di disoccupazione, che aiutano concretamente i più bisognosi della società. Dall'altra c'è il pagamento delle imposte sul reddito da parte di coloro che hanno un tenore di vita più agiato in modo tale da dare maggiore contributo al finanziamento dello stato. QUESTI PROVVEDIMENTI OFFRONO IL BENEFICIO DI UNA MAGGIORE EQUITA' MA SOLO AL COSTO DI UNA MINORE EFFICIENZA. Riconoscere che gli individui debbano effettuare delle scelte non basta a stabilire quali decisioni essi debbano o vogliano prendere. È importante riconoscere i trade-off della vita perchè così è più facile prendere le decisioni giuste se si conoscono veramente le alternative con cui ci si confronta. 1.1B: il costo di qualcosa è ciò a cui si deve rinunciare per ottenerlo. Dovendo misurarsi con scelte alternative, l'individuo per prendere decisioni corrette è chiamato a
confrontare costi e benefici di comportamenti alternativi. In molti casi il costo di una determinata azione non è così ovvio come potrebbe sembrare a prima vista. Il costo opportunità di un bene è ciò a cui si deve rinunciare per ottenerlo. 1.1C: gli individui razionali pensano al margine. L'economista parte dal presupposto che l'individuo razionale si metta volontariamente e sistematicamente nelle migliori condizioni possibili per raggiungere i propri obiettivi date le opportunità a sua disposizione. Variazione marginale: scelta tra possibilità non assolutamente opposte ( bianco vs nero ) ma tra possibilità vicine ( grigio chiaro vs grigio scuro). Quindi la variazione marginale è la scelta che un individuo fa tra alternative simili tra loro. Margine= limite. La scala sulla quale prende una decisione si basa sul confronto tra benefici marginali e costi marginali. Un individuo che decide al margine intraprende un'azione se e solo se il beneficio marginale dell'azione è superiore al relativo costo marginale. Il costo marginale in economia è il costo di un'unità aggiuntiva prodotta. Esempio: Costo per far volare un aereo pari a 100 mila euro, da ripartire per i passeggeri effettivi che hanno prenotato il volo. Il volo potrebbe ospitare 40 passeggeri, i prenotati sono 30. la cifra totale quindi 100 mila euro andrà ripartita tra i 30 passeggeri effettivamente prenotati. Questo è il costo medio ( costo totale/ passeggeri). Rimangono 10 posti liberi. Il passeggerò last minute pagherà una cifra minore è questo è il costo marginale, ovvero la spesa che la compagnia aerea avrà in più per compensare i bisogni di questo passeggero. ( costo marginale). La disponibilità di un individuo a pagare per un bene si fonda sul beneficio marginale che gli apporterebbe la fruizione di un'unità aggiuntiva del bene. Il processo decisionale al margine può contribuire a chiarire alcuni fenomeni; ad esempio il quesito dell'acqua e del diamante. Pervhè l'acqua è così a buon mercato mentre i diamanti sono costosissimi? L'acqua è un bene fondamentale, mentre i diamanti sono superflui eppure l'uomo paga molto di più per ottenere un diamante piuttosto che una cassa d'acqua. La disponibilità di un individuo a pagare per un bene si fonda sul beneficio marginale che gli apporterebbe la fruizione di un'unità aggiuntiva del bene. BENEFICIO MARGINALE= l'individuo pensa in che quantità sono disponibili i due beni: per quanto l'acqua sia essenziale, l'uomo sa che è disponibile in grandi quantità \quindi il beneficio marginale è modesto. Consideriamo quindi il beneficio marginale come il prezzo da pagare per ottenere un'ulteriore unità e la facilità o difficoltà con cui lo otterremo. Nel caso dell'acqua il beneficio marginale è modesto in quanto un bicchiere d'acqua costa centesimi ed è facile da ottenere, al contrario il diamante non è essenziale nella vita dell'uomo ma è molto raro quindi l'individuo considerano molto grande il beneficio marginale di un diamante in più. 1.1D principio 4: gli individui rispondono agli incentivi Incentivo= un incentivo è qualsiasi cosa, fatto, fenomeno che induca un individuo a compiere un'azione. L'individuo nel momento in cui decide di comprare un qualcosa confrontando benefici e costi sta rispondendo ad un incentivo. Gli incentivi sono fondamentali per l'analisi del funzionamento dei mercati: prezzi più elevati in un determinato mercato danno ai compratori un incentivo a consumare meno e ai venditori un incentivo a produrre di più (es. se il prezzo delle mele aumenta è innanzitutto perchè aumenta la quantità di mele disponibili e gli individui mangeranno meno mele e più pere, nellpo stesso tempo i coltivatori di mele aumentano la mano d'opera per raccoglieri più mele). L'andamento dei prezzi all'interno del mercato spiega il comportamento di compratori e venditori e
1.2C principio 7: a volte l'intervento dello stato può migliorare il risultato prodotto dal mercato che ruolo ha lo stato all'interno dell'economia? a) la mano invisibile ha bisogno di uno stato che definisca le regol e ecrei le istituzioni necessarie per sostenere un economia di mercato. E i mercati funzionano solo se i diritti di proprietà sono rispettati e tutelati in modo tale da permettere agli undividui di possedere e controllare risorse scarse (un agricoltore non coltiva il proprio campo se sa già che gli verrà rubato il raccolto e lo stesso vale per una casa discografica che non produce CD se sa già che tutti scaricheranno musica illegalmente). b) la mano invisibile è potente ma non onnipotente. Due sono le ragioni per cui lo stato può intervenire nell'economia e cambiare l'allocazione delle risorse che gli individui sceglierebberp autonomamente: per promuovere l'efficienza e per promuovere l'equità (ingrandire le torta dell'economia o cambiare il modo in cui viene suddivisa). Si ottiene un fallimento del mercato quando il mercato non riesce ad allocare le risorse in maniera efficiente. Una possibile causa di fallimento del mercato sono le esternalità , cioè gli effetti dell'azione di un'individuo sul benessere di un altro individuo non mdirettamente coinvolto. (es. inquinamento: se la produzione di un bene che inquina l'aria e danneggia la salute degl individui , il mercato lasciato a sé stesso potrebbe prendere in considerazione tali rischi). Altra causa di fallimento del mercato è il potere di mercato: la capacità di un soggetto di influenzare sostanzialmente i prezzi del mercato. Es. in un remoto villaggio della sicilia esista solo un pozzo d'acqua, il proprietario del pozzo non è sottoposto a concorrenza: egli potrebbe avvantaggiarsi dell'opportunità limitando l'erogazione dell'acqua per poter applicare un prezzo più elevato. Ma l'intervento del potere di mercato e provvedimenti legislativ ne miglioreranno l'efficienza economica. Non sempre la mano invisibile garantisce l'equità; anche se si ottengono risultati efficienti la mano invisibile non garantisce che la prosperità economica sia distribuita equamente tra tutti i membri della società. Un'economia di mercato remunera gli individui in base alla loro capacità di produrre qualcosa che altri siano disposti a pagare. Es ; il miglior giocatore di calcio è pagato di più del miglior giocatore di scacchi in quanto gli individui sono disposti a pagare di più per guardare il gioco del calcio. Quindi lo stato PUO' migliorare i risultati del mercato ma non sempre E' IN GRADO di farlo. 1.3 IL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA ECONOMICO NEL SUO COMPLESSO L'insieme delle decisioni individuali e delle interazioni tra individui formano il ''sistema economico'' nel suo complesso. 3 principi sul sistema economico nel suo complesso: 1.3A Principio 8: il tenore di vita di un paese dipende dalla sua capacità di produrre beni e servizi. Nel mondo le differenze di tenore di vita nei diversi paesi è stupefacente, e tali consistenti differenze di reddito si riflettono nel valore dei parametri della qualità di vita. Divari così ampi del tenore di vita di paesi diversi e di momenti storici differenti sono dovuti a differenze di produttività, cioè della quantità di beni e servizi prodotti da un individuo nell'unità di tempo. Nei paesi dove il singolo lavoratore riesce a produrre grandi quantità di beni e di servizi per unità di tempo, la maggior parte della popolazione gode di un tenore di vita alto e lo stesso vale al contrario. Quindi, analogamente il tesso di crescita della produttività di un paese determina il tasso di crescita del suo reddito medio. La relazione tra produttività di tenore di vita è semplice ma ha implicazioni di ampia portata. La produttività è la principale determinante del tenore di vita ma esistono anche altre variabili, ad esempio l'attività sindacale o l'introduzione della legge sul salario minimo, l'aumento della concorrenza. Per far crescere velocemente il tenore di vita i responsabili delle politiche economiche devono stimolare la produttività, facendo in modo che i lavoratori siano ben istruiti, dispongano delle strutture necessarie per produrre beni e servizi e abbiano quindi accessoa tecnologie avanzate.
1.3B principio 9: i prezzi aumentano quando lo stato stampa troppa moneta. Nel passato abbiamo assistito a moltissimi casi di inflazione nei diversi paesi. L'inflazione è l'aumento deil livello generale dei prezzi in un sistema economico e può essere bassa o elevata. L'inflazione è provocata dalla crescita della quantità di moneta. Se lo stato stampa quantità eccessive di valuta, il valore della moneta è destinato a crollare. 1.3C principio 10: nel breve periodo la società si confronta con un trade-off tra inflazione e disoccupazione. Nel lungo periodo un aumento del livello generale dei prezzi è il risultato principale di un aumento della quantità di moneta. Nel breve periodo la questione è più complicata. Gli effetti di breve periodo di un'iniezione di moneta nell'economia sono:
auto) producendo, per esempio, 600 auto e 2200 pc oppure 700 auto e 2000 pc. Dato che le risorse sono scarse (non illimitate), non tutte le possibili combinazioni di pc e auto sono raggiungibili. Indipendentemente dal modo in cui decide di disporre i beni di produzione nei due settori , questa economia non potrà mai produrre la combinazione di auto e pc che si trova al di fuori della frontiera di produzione. (vedere grafico pag. 20) una combinazione di produzione è detta EFFICIENTE se il sistema sfrutta completamente e nel migliore dei modi le risorse disponibili (punti che si trovano sulla curva della frontiera delle possibilità di produzione del grafico) e quando l'economia si trova in uno di questi punti significa che non poteva produrre una maggiore quantità di un bene se non riducendo la quantità prodotta dell'altro bene. Si dice invece produzione INEFFICIENTE quando non vengono utilizzati al meglio i beni di produzione e le risorse disponiblie; facciamo l'esempio con i pc o le auto, una produzione inefficiente avviene quando anziché 700 auto ne vengono prodotte 300 a causa di inefficienza dei beni di produzione. AGGIUNGIAMO UN PRINCIPIO DELL'ECONOMIA : IL TRADE-OFF Gli individui devono confrontarsi con con una serie di trade-off: la frontiera delle possibilità di produzione (curva del grafico) descrive una scelta tra opzioni alternative che la società deve affrontare. Una volta raggiunti i punti efficienti sulla frontiera, non è possibile variare il numero di beni prodotti da un industria senza variare anche la produzione di beni dell'altra industria; l'unico modo per ottenere una maggiore quantità di un bene è quella di ridurre la quantità prodotta dall'altro
. ES. se voglio fare in modo che vengano prodotte 800 auto e non 700, anziché produrre 2000 pc dovrò produrne 100 in meno, quindi 1900. UN ALTRO PRINCIPIO DELL'ECONOMIA: COSTO-OPPORTUNITA' Il costo di qualcosa rappresenta ciò a cui devo rinunciare per ottenerlo. La frontiera delle possibilità di produzione (curva) mostra quello a cui rinuncio per comprare il bene, ovvero il costo opportunità di un bene misurato in termini dell'altro bene. Facendo riferimento all'esempio delle auto e dei pc il costo-opportunita di ciascuna automobile è due PC ( per produrre un automobile in più devo rinunciare a 2 PC). Il costo-opportunita di un automobile non è una costante ma dipende dalla quantità di ciascun bene prodotta dall'economia. → forma concava della frontiera delle possibilità di produzione: significa che il costo-opportunita di un auto in termini di PC è maggiore quando si producono più automobili che PC. Gli economisti sostenono che, generalmente, la frontiera delle possibilità di produzione assume una forma concava. Se il sistema economico alloca maggiori risorse produttive da una parte o dall'altr aallora la forma cambia. Se pongo maggiori strumenti di produzione in un industria è ovvio che ottengo una quantità maggiore di bene di quell'industria e viceversa ottenendo una curva relativamente piatta o viceversa con una forte pendenza. LA FRONTIERA DELLE POSSIBILITÀ DI PRODUZIONE RAPPRESENTA IL TRADE-OFF TRA LA PRODUZIONE DI BENI DIFFERENTI IN UN MOMENTO DATO; MA QUESTO TRADE-OFF PUO' CAMBIARE NEL TEMPO. (aggiungendo tecnologie nuove ad esempio → produco una maggiore quantità di pc a minor prezzo e quindi mi rimangono più risorse per le auto ecc ecc..) 2.1F MICROECONOMIA E MACROECONOMIA l'economia può essere studiata a diversi livelli: possiamo dedicarci allo studio del comportamento dei singoli soggetti, individui o imorese; possiamo prendere in considerazione l'interazione tra imprese e individui in diversi mercati oppure analizzare il funzionamento dell'economia nel suo complesso. L'economia è suddivisa in due branchie principali: MICROECONOMIA → studio dei processi dei singoli attori economici (individui e imprese) e della loro interazione in mercati particolari (studio effetti tassa ecopass, imposta sulla ZTL..); MACROECONOMIA → Studio dei fenomeni che riguardano il sistema economico nel suo complesso (studio effetti del debito pubblico,
andamento del tasso di disoccupazione..). Le due branchie sono estremamente correlate in quanto i cambiamenti del sistema economico avvengono dalle decisioni di milioni di singoli attori economici; per affrontare una ricerca macroeconomica dobbiamo conoscre tutte le ricerche microeconomiche. 2.2 ECONOMISTA COME CONSIGLIERE POLITICO Quando un economista cerca di spiegare il mondo è una scienziato ma quando cerca di cambiarlo è un consigliere politico. 2.2A Analisi positiva e analisi normativa studio del linguaggio: affermazione positiva: dichiarazione che tenta di spiegare com'è il mondo e può essere confermata o confutata; affermazione normativa: dichiarazione cge tenta di spiegare il mondo come dovrebbe essere, non può essere giudicata in quanto è una valutazione personale a seconda della mia cultura, del mio credo e delle mie regole. GRAFICI: i grafici sono dei modi possibili per descrivere le relazioni tra le variabili in termini numerici (→ prezzo banane aumenta → diminuisce la vendita); quando si analizzano i dati economici, i grafici danno modo di scoprire come le variabili sono di fatto collegate tra di loro. I grafici servono anche a rappresentare praticamente le teorie e renderle più chiare. Le informazioni grafiche possono avere diverse espressioni grafiche, così come l'idea può avere molteplici espressioni verbali; dovrò scegliere quindi il grafico che rappresenta al meglio i miei dati. -I GRAFICI A UNA VARIABILE diagramma a torta; istogramma; serie storica:rappresentano il cambiamento del valore di una variabile nel tempo o fra soggetti diversi, ma forniscono solo info limitate.
quanto la carne gli sarà data dall'allevatore (5kg). L'allevatore a sua volta dedicherà 6 ore alla carne (producendone 18kg) e 2 ore alle patate (producendone 12kg); una volta prodotti darà 5kg di carne all'agricoltore e riceverà 15 kg di patate, ottenendo (senza alcuno sforzo ma solo ocn lo scambio) 1kg in più di carne e 3kg in più di patate. AUMENTO DI POSSIBILITÀ DI CONSUMO RESO POSSIBILE DALLO SCAMBIO. 3.2 IL PRINCIPIO DEL VANTAGGIO COMPARATO. Se l'allevatore è più bravo dell'agricoltore in tutta la produzione, può l'agricoltore migliorare nei vari campi di produzione? → principio del vantaggio comparato. Per risolvere questo enigma, devo rispondere alla domanda: chi dei due produce più patate a minor costo? Due risposte possibili. 3.2A il vantaggio assoluto : un modo per rispondere alla domanda è mettere a confronto la quantità di fattori necessari all'uno e all'altro. Si usa il termine vantaggio assoluto quando si mette a confornto la produttività di una prersona, impresa o nazione, nei confronti di un'altra. Chi impegna quantità inferiore di fattori nella produzione di un bene ha un vantaggio assoluto nella produzione di quel bene. Nel ns caso l'unico fattore di produzione è il tempo, per cui per determinare il vantaggio assoluto devo vedere chi dei due impiega minor tempo nella produzione di patate → allevatore. 3.2B Costo-opportunita e vantaggio comparato il costo-opportunita di un bene è ciò a cui devo rinunciare per ottenerlo. Si può determinare il costo di produzione delle patate comparando il costo-opportunita dei due beni. Nel ns caso i soggetti lavorano 8 h al gg, quindi il tempo dedicato alla produzione di patate è tolto alla produzione di carne. Quindi i due, sacrificano del tempo per produrre uno dei due beni; il costo-opportunita misura il trade-off tra le due produzioni. Es. COSTO-OPPORTUNITA DELL'ALLEVATORE. 1kg di patate= 10 min di lavoro. SE L'ALLEVATORE DEDICA 10 MIN ALLE PATATE, TOGLIE 10 MINUTI ALLA CARNE. 1kg di carne=20 min → CON 10 MINUTI DI LAVORO PRODURREBBE 0.5kg DI CARNE. Perciò il costo-opportunita di 1 kg di patate per l'allevatore è di 0,5kg di carne. ES. COSTO-OPPORTUNITA DELL'AGRICOLTORE 1kg di patate= 15 min di lavoro 1 kg di carne=60 min IN 15 MIN DI LAVORO PRODURREBBE 0,25kg DI CARNE DUNQUE IL COSTO-OPPORTUNITA DI 1kd DI PATATE PER L'AGRICOLTORE E' 0,25kg di carne RELAZIONE TRA I COSTO-OPPORTUNITA DEI DUE CARNE PATATE AGRICOLTORE 4kdìg patate 0,25kg carne ALLEVATORE 2kg di patate 0,50kg di carne costo-opportunita della carne è reciproco del costo-opportunita delle patate. → la relazione tra i costi-opportunità dei due produttori viene definito VANTAGGIO COMPARATO. Il produttore che deve rinunciare a una minore quantità di altri bene per otttìenere una unità aggiuntiva del bene X sostiene un minor costo nel produrre il bene X e quindi gode di un vantaggio comparato nella produzione del bene X. Agricoltore costi-opportunità delle patate più basso del costi-opportunità dell'allevatore: 1 kg di patate gli costa solo 0,25kg di carne, a fronte dei 0,50kg dell'allevatore. Quest'ultimo ha unvece un costi-opportunità della carne più baso di quello dell'agricoltore( 2kg di patate vs 4). ne consegue che l'agricoltore ha un vantaggio comparato nella produzione di patate mentre l'allevatore ha un vantaggio comparato nella produzione di carne.
3.2C Vantaggio comparato e scambio i benefici dello scambio e della specializzazione scaturiscono dal vantaggio comparato e non dal vantaggio assoluto: se ciascun individuo si specializza nella produzione del bene che meglio gli riesce l'economia, grazie allo scambio, cresce.( nel ns esempio l'allevatore dedica + tempo alla carne e l'agricoltore alle patate → aumenta la quantità dei beni e quindi i ricavi) altro modo per analizzare i benefici dello scambio, ovvero in termini del prezzo che le parti corrispondono l'una all'altra. Dato che l'agricoltore e l'allevatore hanno costi-opportunità diversi, ciascuno di loro può trarre benefici dallo scambio ottenendo un bene a un prezzo inferiore al proprio costo-opportunita. Quindi gli scambi apportano benefici a tutte le parti coinvolte , poiché permettono a ciascuno di specializzarsi nelle attività in cui gode di un vantaggio comparato. 3.2D il prezzo dello scambio come si stabilisce il prezzo nello scambio? Affinchè entrambe le parti possano trarre beneficio dallo scambio, il prezzo deve collocarsi tra i loro due costi-opportunità. Es. l'allevatore e agricoltore hanno deciso di scambiare 3 kg di patate con 1kg di carne. Questo prezzo è compreso tra il costo-opportunita dell'allevatore (2kg di patate per 1kg di canre) e il costo- opportunita dell'agricoltore (4kg di patate per 1kg di canre). Non è necessario che il prezzo si collochi esattamente a metà ma deve stare tra 2 e 4 3.3 le applicazioni del vantaggio comparato il principio del vantaggio comparato spiega l'interdipendenza e i benefici dello scambio es. TOM BRADY → QUARTERBACK DI BOSTON. Campione di football, ma sa anche tagliare molto bene l'erba. Ma il fatto chwe sia in grado di farlo implica che realmente egli debba farlo? Pensiamo ai concetti costo-opportunita e vantaggio comparato. Ipotizziamo che Bardy sia in grado di tagliare l'erba del suo giardino in 2 ore e che nelle stesse 2 ore debba girare uno spot pubblic, dalla quale ricaverebbe 200000euro. Invece forrest gump, figlio dei vicini di brady, potrebbe tagliare l'erba del vicino Brady , oppure, nello stesso tempo potrebbe lavorare per 4 ore al mc donalds per 40 euro. In questo esempio Brady ha un vantaggio assoluto nel tagliare l'erba visto che riuscirebbe a tagliare l'erba in 2 ore anziché 4; ma forrest gump ha un vantaggio comparato dal momento che per Brady il costo-opportunita di falciare il prato è 20000euro mentre per forrest gump è di 40 euro. I benefici che si possono trarre da questo scambio sono enormi: e di curare il proprio prato Tom Brady fa lo spot pubblicitario, e forrest gump tagliargli l'erba, guadagnando più di 40euro ma meno di 200000euro. 3.3B è conveniente instaurare relazioni commerciali con gli altri paesi? Anche le popolazioni di nazioni diverse possono trarre beneficio dallo scambio, proprio come accade agli individui. In una nazione i beni possono essere IMPORTATI o ESPORTATI. Es mondo di solo due nazioni: italia – america entrambe producono auto e frumento. Gli Usa avendo più territorio producono una tonnellata in più di frumento, possiedono quindi il vantaggio comparato nella produzione di grano mentre l'italia possiede vantaggio comoarato nella produzione di auto. Quindi sulla base del principio del vantaggio comparato, ciascun bene dovrebbe essere prodotto dal paese che presenta il più basso costo-opportunita: costo-opportunita Usa di un auto = 2 tonnellate di frumento mentre in italia 1 tonnellata → italiani: vantaggio comparato nella produzione di automobili. L'itlia dovrebbe produrre dunque più automobili di quante gliene servono per ESPORTARLE AGLI USA. Stessa cosa per gli Usa: posseggono vantaggio comparato nel frumento, dovrebbero quindi produrne in maggiori quantità per ESPORTARLO IN ITALIA. I cittadini di ogni paese sono portatori di interessi diversi, perciò, il commercio internazionale può danneggiare alcune categorie pur garantendo un beneficio per la società nel suo complesso. Il commercio non è una guerra, bensì, permette di raggiungere una maggiore prosperità.
LA CURVA DI DOMANDA: LA RELAZIONE TRA PREZZO E QUANTITà DOMANDATA La quantità domandata di un bene è la quantità di quel bene che i compratori vogliono e possono acquistare. Sono molti gli elementi che determinano la quantità domandata di un bene ma l'elemento che gioca un ruolo fondamentale è il prezzo del bene.(prezzo del gelato 20euro → compro meno gelati e + ghiaccioli, se il prezzo del gelato torna a 1euro compro più gelati) La relazione tra quantità domandata e prezzo ha queste caratteristiche e ha una validità talmente universale che si definisce la LEGGE DELLA DOMANDA: a parità di altre condizioni, la quantità domandata di un bene diminuisce all'aumentare del prezzo del bene, e aumenta al diminuire del suo prezzo. La scheda di domanda è una tabella nella quale si illustra in forma numerica la relazione tra prezzo di un bene e la quantità domandata, tenendo costanti tutti gli altri elementi che possono influenzarela quantità di bene che un individuo desidera acquistare. DOMANDA DI MERCATO E DOMANDA INDIVIDUALE. La domanda individuali riguarda una sola richiesta, effettuata da parte di un singolo consumatore/compratore; per analizzare l'andamento del mercato è necessario conoscere la domanda di mercato, che corrisponde alla somma di tutte le domande individuali di un dato bene/servizio. Guardare grafico pag. la curva di domanda di mercato esprime la variazione della quantità domandata totale di un bene al variare del prezzo stesso, a parità di tutti gli altri elementi che possano influenzare la quantità del bene che i consumatori desiderano acquistare. GLI SPOSTAMENTI DELLA CURVA DI DOMANDA la curva di domanda non rimane stabile nel tempo, può cambiare, trasformarsi. Se accade qualcosa che modifica la quantità domandata totale a ogni dato prezzo, la curva di domanda si sposta. (il gelato fa bene → automaticamenbte la gente mangia più gelato → cresce la domanda → la curva di domanda si sposta.) qualsiasi cambiamento che faccia aumentare la quantità domandata totale di un bene a un dato prezzo provoca uno spostamento verso destra della curva detto ESPANSIONE o AUMENTO DELLA DOMANDA. Viceversa qualsiasi cambiamento che riduca la quantità domandata totale di un bene a un dato prezzo provoca uno spostamento verso sinistra detto CONTRAZIONE o RIDUZIONE DELLA DOMANDA. Sono molte le variabili che possono far spostare la curva della domanda:
la curva di domanda mostra quindi cosa accade alla quantità domandata di un bene a fronte della variazione del suo prezzo, tenendo costanti tutte le altre variabili che influenzano i compratori; se il valore di una di queste variabili cambia, la curva di domanda si sposta. Il prezzo del bebe viene indicato sull'asse verticale e quindi una variazione del prezzo comporta un movimento lungo la curva di domanda. 4.3 L'OFFERTA L'offerta è l'altra componente più importante del mercato e riguarda i venditori. 4.3A La curva di offerta: la relazione tra prezzo e quantità offerta la quantità offerta di un bene o di un servizio è la quantità che i venditori vogliono e possono vendere. Molte sono le determinanti della quantità d'offerta, ma anche in questo caso il ruolo principale è svolto dal prezzo. → prezzo del gelato alto → più redditizio per i venditori che potranno acquistare + macchinari e assumere + personale per aumentare quantità e qualità → aumenta l'offerta sul mercato; → prezzo del gelato basso → meno redditizio e i venditori sono disposti a produrne meno. La relazione tra prezzo e quantità offerta è detta legge dell'offerta: a parità di altre condizioni, se il prezzo di un bene aumenta, aumenta anche la quantità offerta e se il prezzo diminuisce, diminuisce anche la quantità offerta. La scheda di offerta è la tabella che descrive la relazione tra il prezzo di un bene e la quantità offerta, a parità di tutti gli altri elementi che influenzano la quantità che i produttori desiderano offrire. La curva che esprime la relazione tra prezzo e quantità offerta è detta curva di offerta : tale curva ha pendenza positiva poiché, a parità di altre condizioni, a prezzi più elevati corrisponde una quantità offerta maggiore. 4.3B Offerta di mercato e offerta individuale come la domanda di mercato è data dalla somma delle domande individuali di tutti i compratori, così l'offerta di mercato è data dalla somma delle offerte individuali di tutti i venditori. es. offerta di gelato di Pino + offerta di gelato di Gianni = offerta di mercato. Analogamente a ciò che facciamo per la domanda, lo si fa per l'offerta: per ottenere l'offerta di mercato sommo orizzontalmemte le curve di offerta individuali; si devono quindi sommare, ad ogni dato prezzo, le quantità di prodotto offferte. 4.3C gli spostamenti della curva di offerta Nel derivare la curva di offerta di mercato si ipotizza che, tutti i fattori diversi da prezzo e quantità rimangano costanti. Di conseguenza al variare di una di questi fattori la curva di offerta si sposta. → prezzo dell zucchero → diminuisce → con lo zucchero produco gelato, quindi al diminuire del prezzo dello zucchero, ne acquisto di più e di conseguenza produco più gelato. → offerta del gelato aumenta → a ogni dato prezzo i produttori sono disposti a vendere una maggiore quantità di gelato. → curva si sposta verso DX → ESPANSIONE O AUMENTO dell'offerta. Se la curva si sposta verso SX abbiamo al contrario una CONTRAZIONE O RIDUZIONE dell'offerta. Variabili che possono provocare spostamenti della curva di offerta:
equilibrio. es. estate caldissima, aumentano le temperature (evento) → l'evento dell'innalzamento delle temperature porta all'aumento del consumo di gelato da parte dei compratori → p.to 1) cambia la domanda e non l'offerta → la curva di domanda (aumentando il consumo) aumentando si sposta verso DX. quantità di domanda + elevata a ogni dato di prezzo → l'aumento della domanda fa aumentare la quantità e il prezzo di equilibrio. ATTENZIONE! IL CALDO FA AUMENTARE LA QUANTITà OFFERTA MA NON L'OFFERTA IN DI PER SE'. OFFERTA → POSIZIONE DELLA CURVA QUANTITà OFFERTA → QUANTITà CHE I VENDITORI DESIDERANO OFFRIRE. AUMENTA LA DOMANDA → AUMENTA IL PREZZO D'EQUILIBRIO → AUMENTA LA QUANTITà OFFERTA. SPOSTAMENTO DELLA CURVA (DOM O OFF) → CAMBIAMENTO DELLA DOM O OFF MOVIMENTO NELLA CURVA → VARIAZIONE DELLA QUANTITà OFFERTA O DOMANDATA. Es 2. a seguito di un tornado vengono distrutte le piantagioni di zucchero in america meridionale. → aumento dei prezzi dello zucchero. QUAL'E' LA CONESGUENZA NEL MERCATO DEL GELATO? → Aumento del prezzo dello zucchero porta alla riduzione della quantità di gelato offerto, le imprese ne producono meno e di conseguenza ne vendono meno. → cambia la curva d'offerta. → la curva di offerta (diminuendo la quantità di prodotto) si sposta verso SX. quantità offerta minore in quanto costa di più il fattore per produrlo. → lo spostamento della curva d'offerta fa aumentare il prezzo di equilibrio e fa diminuire laquantità di equilibro. AUMENTA IL PREZZO DELLO ZUCCHERO → DIMINUISCE LA PRODUZIONE DI GELATO (QUANTITà OFFERTA) → IL PREZZO DEL GELATO AUMENTA. Es 3. cambiano domanda e offerta → innalzamento temperature + aumento prezzo dello zucchero. → cambiano curva di domanda e curva di offerta. → caldo agisce sulla curva di domanda (cambia la qtità di gelato che gli individui vogliono acquistare ad un dato prezzo); aumento dello zucchero → agisce sulla curva d'offerta (varia la quantità di gelato prodotta ad ogni dato prezzo) → le curve si spostano una a DX (domanda) e l'altra a SX(offerta) → ci sono due possibili esiti: in entrambi i casi il PREZZO D'EQUILIBRIO AUMENTA Nel caso A → la domanda aumenta moltissimo mentre l'offerta si riduce lefggermente così che la quantità d'equilibrio aumenta. Nel caso B → la domanda aumenta moderatamente mentre l'offerta si riduce moltissimo così che la quantità d'equilibrio diminuisce. 4.5 PREZZI E ALLOCAZIONE DELLE RISORSE In tutti i sistemi economici le risorse scarse devono essere allocate tra utilizzi alternativi; a tale fine, le economie di mercato, fanno riferimento alle forze della domanda e dell'offerta. Insieme offerta e domanda determinano i prezzi dei molti beni e servizi disponibili nell'economia; a loro volta questi prezzi sono segnali che che indirizzano l'allocazione delle risorse. Es → terreni fronte mare → ne esistono in quantità limitata, chi può aggiudicarseli? Chi è disposto ad offrire una certa quantità di soldi. Quantità di terreni offerta pari alla qtità domandata. → in un economia di mercato i prezzi sono il meccanismo che permette di allocare le risorse scarse. Analogamente i prezzi stabiliscono chi produce un bene e la qtità prodotta. I Sistemi economici sono grandi gruppi di individui coinvolti in una moltitudine di attività tra loro
indipendenti. Ciò che impedisce al sistema di scivolare nel caos e ciò che coordina tutto sono i prezzi. 5 L'ELASTICITA' E LE SUE APPLICAZIONI L'elasticità misura la reattività di venditori e compratori alle variazioni delle condizioni di mercato. Analizzando come un evento cambia i mercati, possiamo discutere non solo la direzione dei cambiamenti, ma anche la loro dimensione. es. caso aumento prezzi benzina in Italia : può essere per varie ragioni: guerra in medio oriente, aumento della domanda di petrolio in giappone, nuova accisa del parlamento sulla benzina... all'aumentare del prezzo, diminuirà la domanda e aumenterà l'offerta. → se il prezzo della benzina aumento del 10% l'uso scende del 2,5% → diminuzione dell'utilizzo dovuto a: spostamento con i mezzi o acquisto di macchine a basso consumo. → entrambe influiscono sulla curva di domanda e sulla sua elasticità. 5.1 ELASTICITÀ DELLA DOMANDA Consumatori → acquistano + bene se il prezzo è basso, se il reddito è alto, se aumenta il prezzo dei beni sostituti o diminuisce il prezzo dei beni complementari. → percezioni qualitative Per capire di quanto la domanda reagisce a variazioni delle sue determinanti, si ricorre al concetto di elasticità. 5.1A L'ELASTICITA DELLA DOMANDA AL PREZZO E LE SUE DETERMINANTI L'elasticità della domanda al prezzo misura la variazione della quantità domandata al variare del prezzo. La domanda di un bene è elastica se la quantità domandata reagisce notevolmente a variazioni del prezzo;è anelastica se la reazione è modesta. L'elasticità della domanda al prezzo di un bene misura la disponibilità dei consumatori a rinunciare al consumo del bene all'aumentare del suo prezzo. Cosa determina l'elasticita di un bene?
pendena = rapporto tra le variazioni di due variabili elasticità= rapporto tra le variazioni percentuali NEI TRATTI DELLA CURVA IN CUI IL PREZZO è BASSO E LA QUANTITà DOMANDATA ELEVATA , LA CURVA DI DOMANDA è ANAELASTICA; DOVE INVECE IL PREZZO è ELEVATO E LA QUANTITà DOMANDATA è ALTA , LA CURVA è ELASTICA COME CALCOLARE VARIAZIONE PERCENTUALE V. PERCENTUALE = (VALORE 2 – VALORE 1) x 100
P.TO MEDIO TRA I DUE VALORI 5.1G ALTRI TIPI DI ELASTICITÀ L'elasticita della domanda AL REDDITO → misura la variazione della quantità di domanda al variare del reddito del consumatore. Il valore viene calcolato come il rapporto tra variazione percentuale della domanda e variazione percentuale del reddito: E-Reddito=VARIAZ PERCENT. Q.TITà DOMANDATA/ VARIAZ. PERCENT. REDDITO Beni normali → all'aumentare del reddito aumenta la quantità domandata, quindi domanda e reddito si muovono nella stessa direzione → elasticità della domanda al reddito positiva. → i beni normali sono anche NECESSARI (vestiti, cibo..) quindi hanno una bassa elasticità al reddito : indipendentemente dall'aumentare del mio reddito devo cmq acquistarli. Diverso è per i beni di lusso, li compro solo all'aumentare del mio reddito. Beni inferiori → all'umentare del reddito diminuisce la quantità domandata, quindi domanda e reddito non vanno nella stessa direzione → elasticità della domanda al reddito negativa. L'elasticità incrociata della domanda al prezzo → variazione della quantità domandata di un bene al variare del prezzo di un altro bene; è calcolato come rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata del bene 1 e la variazione percentuale del bene 2: Eincrociata: VARIAZ. PERCENT. QTITà DOM. BENE1/VARIAZ. PERCENT. PREZZO BENE → può assumere segno negativo o positivo, a seconda che i due beni siano SOSTITUTI O COMPLEMENTARI. ES → Aumento del prezzo hot dog → compro più hamburger → prezzo hot dog e qtità domandata di hamburger si muovono nella stessa direzione → elasticità incrociata posititva HOT DOG-HAMBURGER → BENI SOSTITUTI Es → PC E SOFTWARE → Complementari, vanno usati insieme. Elasticità incrociata negativa → un'aumento del prezzo di PC provoca una diminuzione della qtità domandata di software. → elasticità incrociata negativa 5.2 ELASTICITÀ DELL'OFFERTA → I produttori di un bene aumentano la quantità offerta all'aumentare del prezzo di quel bene. ElastiCITÀ dell'offera al prezzo: reazione della quantità offerta alle variazioni del prezzo: → offerta elastica → quantità offerta del bene varia notevolmente a fronte di variazioni contenute del prezzo. Es libri, auotmobili, tv hanno un offerta elastica → all'aumentare o diminuire del prezzo le industrie possono produrne più o meno pezzi a loro scelta. → anelastica → quantità offerta del bene varia poco a fronte di variazioni notevoli del prezzo. Es terreni fronte mare → è impossibile aumentare la quantità di questi terreni indipendentemente dal prezzo. Elasticità dell'offerta al prezzo : calcolata come il rapporto tra variazione percentuale della quantità offerta e variazione percentuale del prezzo
Eofferta = VARIAZ. PERC. QTITà OFFERTA/ VARIAZ PERCENT PREZZO Es: latte → aumento del prezzo da 2,85 a 3,15 → quantità che gli allevatori producono cambia da 9000 a 11000 litri al mese. metodo p.to medio → (3,15-2,85) x 100 = 10% → variazione percentuale prezzo
(11000-9000) x 100 = 20% → variazione percentuale dell'offerta
10000 Eofferta= 20/10 = 2 → offerta elastica TIPOLOGIE DI CURVE DI OFFERTA