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Efficienza dei Mercati Finanziari: Teorie, Modelli e Applicazioni, Schemi e mappe concettuali di Economia Manageriale

L'efficienza dei mercati finanziari, analizzando i meccanismi di formazione dei prezzi delle attività finanziarie e la velocità con cui le informazioni influenzano i prezzi. Vengono approfonditi i concetti di arbitraggio, valutazione del rischio e l'effetto gregge, con esempi concreti e riferimenti a modelli economici come basilea i, ii e iii. Anche il problema dell'asimmetria informativa nel mondo assicurativo, illustrando i vincoli di partecipazione e autoselezione, e analizza il modello di spence per la selezione avversa.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 10/03/2025

mattia140901
mattia140901 🇮🇹

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ECONOMIA PER IL MANAGEMENT
06/02 - La razionalità limitata
L’idea della scienza economica “triste” è quella che gli individui si comportano tutti in maniera
uniformata, identica e meccanica perché devono massimizzare utilità (profitti se si tratta di imprese),
il nostro intento è scardinare questa idea perché da ormai 20/30 anni esiste una branca economica (i
cui esponenti hanno recentemente vinto premi Nobel) che è quella della behavioural finance and
economics, che ha introdotto una nuova metodologia di studio.
Facciamo riferimento all’apologo di Buridiano à l’idea mainstream della perfetta razionalità assume
che l’uomo, tendendo all’automatismo, sa sempre ciò che deve fare e cosa scegliere, ma quando
questo si trova davanti a due situazioni identiche ci si chiede da cosa sia mossa la sua scelta.
L’EFFETTO ESCA
È il fenomeno per il quale i consumatori tendono a cambiare le proprie preferenze di acquisto quando
si presenta loro una terza opzione. Il cliente in pratica sa di preferire l'opzione A poiché più
conveniente, rispetto alla B che è più costosa, ma cambia idea se viene introdotta nel mezzo una terza
opzione. Anche se l’effetto esca sembra facile da riconoscere, resta un elemento strategico
imprescindibile.
Esempio PopCorn
Nella scelta tra i popcorn piccoli e quelli grandi, i soggetti tendono a preferire quelli piccoli perché
rappresentano la scelta più conveniente; però nella scelta tra le tre alternative (con l’aggiunta della
porzione media, ovvero il prodotto esca) gli individui attratti dal prodotto centrale effettuano una
valutazione non più oggettiva, ma soggettiva: la confezione grande improvvisamente sembra più
conveniente à comportamento non razionale à gli individui cadono in un bias cognitivo.
L’effetto esca è molto semplice da riconoscere: pensiamo a Netflix, agli abbonamenti televisivi o alle
prenotazioni di voli su Rynair, di solito le opzioni sono 3 ed è sempre presente un’esca che direziona
la scelta verso l’alternativa selezionata dall’impresa perché gli permette di massimizzare il suo
fatturato. Infatti, grazie all’effetto esca prodotto dalla presenza dell’opzione “popcorn medi” sono
aumentate del 53% le vendite dei popcorn grandi, aumenta dunque il fatturato, il numero di acquisti
e il livello di soddisfazione.
Precisiamo che non affermiamo che gli individui non si comportano mai razionalmente, il punto
critico è che se si devono compiere scelte per cui sono presenti informazioni e feedback di altri
individui sulle loro esperienze è più facile che si assuma un comportamento razionale, ma quando
queste informazioni aggiuntive vengono meno gli individui cadono in scelte irrazionali lontane dalla
teoria mainstream.
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Scarica Efficienza dei Mercati Finanziari: Teorie, Modelli e Applicazioni e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Economia Manageriale solo su Docsity!

ECONOMIA PER IL MANAGEMENT

06/02 - La razionalità limitata

L’idea della scienza economica “triste” è quella che gli individui si comportano tutti in maniera uniformata, identica e meccanica perché devono massimizzare utilità (profitti se si tratta di imprese), il nostro intento è scardinare questa idea perché da ormai 20/30 anni esiste una branca economica (i cui esponenti hanno recentemente vinto premi Nobel) che è quella della behavioural finance and economics, che ha introdotto una nuova metodologia di studio. Facciamo riferimento all’ apologo di Buridiano à l’idea mainstream della perfetta razionalità assume che l’uomo, tendendo all’automatismo, sa sempre ciò che deve fare e cosa scegliere, ma quando questo si trova davanti a due situazioni identiche ci si chiede da cosa sia mossa la sua scelta. L’EFFETTO ESCA È il fenomeno per il quale i consumatori tendono a cambiare le proprie preferenze di acquisto quando si presenta loro una terza opzione. Il cliente in pratica sa di preferire l'opzione A poiché più conveniente, rispetto alla B che è più costosa, ma cambia idea se viene introdotta nel mezzo una terza opzione. Anche se l’effetto esca sembra facile da riconoscere, resta un elemento strategico imprescindibile. Esempio PopCorn Nella scelta tra i popcorn piccoli e quelli grandi, i soggetti tendono a preferire quelli piccoli perché rappresentano la scelta più conveniente; però nella scelta tra le tre alternative (con l’aggiunta della porzione media, ovvero il prodotto esca) gli individui attratti dal prodotto centrale effettuano una valutazione non più oggettiva, ma soggettiva: la confezione grande improvvisamente sembra più conveniente à comportamento non razionale à gli individui cadono in un bias cognitivo. L’effetto esca è molto semplice da riconoscere: pensiamo a Netflix, agli abbonamenti televisivi o alle prenotazioni di voli su Rynair, di solito le opzioni sono 3 ed è sempre presente un’esca che direziona la scelta verso l’alternativa selezionata dall’impresa perché gli permette di massimizzare il suo fatturato. Infatti, grazie all’effetto esca prodotto dalla presenza dell’opzione “popcorn medi” sono aumentate del 53% le vendite dei popcorn grandi, aumenta dunque il fatturato, il numero di acquisti e il livello di soddisfazione. Precisiamo che non affermiamo che gli individui non si comportano mai razionalmente, il punto critico è che se si devono compiere scelte per cui sono presenti informazioni e feedback di altri individui sulle loro esperienze è più facile che si assuma un comportamento razionale, ma quando queste informazioni aggiuntive vengono meno gli individui cadono in scelte irrazionali lontane dalla teoria mainstream.

TEORIE DELLA DECISIONE

Abbiamo una dicotomia tra realtà con razionalità limitata e perfetta razionalità:

  • Teoria descrittiva: come le persone prendono una decisione nella realtà;
  • Teoria normativa: come le persone dovrebbero prendere decisioni (perfetta razionalità). La domanda che ci poniamo è: una stessa teoria può essere contemporaneamente adeguata descrittivamente e corretta normativamente? Può non essere così semplice discernere tra un’affermazione descrittiva e una normativa, consideriamo ad esempio questa affermazione: « Le persone risparmiano troppo poco » = Non risparmiano quanto dovrebbero? (Approccio normativo) = Non hanno risparmiato quanto si auguravano di fare? (Approccio descrittivo) La soluzione non è così semplice perché la frase può essere letta in una duplice maniera. Se si gioca a poker e si vuole vincere, si trarrebbe maggior vantaggio da una teoria descrittiva adeguata (seguendo le sensazioni e le emozioni), da una corretta normativamente (seguendo solo le regole del gioco), o da entrambe? Probabilmente la prima risulta più rilevante. L’economia neoclassica si caratterizza per la sua associazione a una teoria della scelta razionale che pretende contemporaneamente di essere descrittivamente adeguata e normativamente corretta.
  • Le persone agiscono per lo più come dovrebbero;
  • Le deviazioni non sono sistematiche. Coase afferma: “La teoria economica è diventata, negli anni, sempre più astratta e separata dagli eventi del mondo reale. Gli economisti, in generale, non studiano il funzionamento del sistema economico reale. Teorizzano. Come disse Ely Devons, se gli economisti vogliono studiare il cavallo non vanno a vedere i cavalli. Stando seduti nei loro studi si domandano: che cosa farei se fossi un cavallo?” Nel tempo quindi, dice Coase, la teoria economica contemporanea è diventata sempre più astratta perché gli economisti teorizzano; dunque, definiscono prima l’obiettivo generale della loro dimostrazione e vanno poi a ritroso costruendo varie ipotesi ad hoc. Nasce in questo contesto una nuova teoria che non vuole sostituire quella neoclassica, ma vuole integrarla e si tratta della behavioural economics, che nasce non da economisti, ma da psicologi come Kahneman e Simon (che introduce concetto di “razionalità limitata”); viene quindi introdotto l’aspetto psicologico nella teoria economica. In realtà, quando l’economia è nata come scienza economica, ossia con la scuola della metà del ‘700, grazie a Smith e Malthus, era già presente l’idea di contemplare il dato psicologico e lo rinveniamo già in uno scritto di Adam Smith del 1759 “la teoria dei sentimenti morali”; da Keynes nel 1938 e Schumpeter nel 1954:

Ci chiediamo, da dove provengono queste probabilità? Rischio o incertezza? In generale si può descrivere il rischio connesso a una attività di questo tipo come quello di una lotteria che può assumere un certo numero di possibili risultati con diverse probabilità associate. Il discrimine tra situazione di rischio e situazione di incertezza è che nel r ischio le probabilità sono di tipo oggettivo (es. lancio della moneta: 50% e 50%) à PROBABILITA’ OGGETTIVE; invece, nella situazione di incertezza subentrano variabili come l’esperienza e considerazioni di tipo soggettivo à PROBABILITA’ SOGGETTIVE. Il risultato di una lotteria di questo tipo può essere considerato una variabile casuale, distribuita lungo una normale. CENNI DI STATISTICA Esistono due tipi di variabili casuali:

  • Una variabile casuale discreta è una variabile che può assumere solo valori distinti come 0,1,2, ecc.
  • Una variabile casuale continua è quella che richiede un infinito numero di valori possibili. La distribuzione di probabilità di una variabile casuale discreta è un elenco di probabilità associate a ciascuno dei suoi possibili valori xi (dove ogni xi è considerato come uno stato di natura). Supponiamo che una variabile casuale X possa assumere n valori diversi {x1 , ..., xn }. La distribuzione di probabilità di X può essere definita come P (X = xi) = P (xi) Tale che P(xi)≥0, ∑ni=1 !(" )= Quanto pensate di guadagnare? Dunque, qual è il valore atteso del vostro investimento? Il valore atteso di una lotteria, secondo la teoria mainstream è la media dei guadagni che la lotteria può generare. Più precisamente è la media ponderata per le rispettive probabilità dei guadagni associati a tutti i possibili esiti. Il valore atteso ( Expected Value ) misura la tendenza centrale della distribuzione, ossia il risultato che ci si attende in media. EV (X) = 0,3120 + 0,4100 + 0,3*80 = 100 Fino al 1728 le lotterie sono state sempre risolte con il concetto del valore atteso, Bernoulli però fa presente l’esistenza di un paradosso, il c.d. Paradosso di San Pietroburgo:

Immaginate che qualcuno vi offra di lanciare ripetutamente una moneta non truccata fino a quando non esca testa e che vi pagherà: 1 euro se accadrà al primo lancio 2 euro se accadrà al secondo lancio 4 euro se accadrà al terzo lancio e così via... Quanto sareste disposti a pagare per partecipare a questo gioco? La platea di San Pietroburgo ha risposto con importi di qualche euro. Calcoliamo il valore atteso:

  • probabilità 1/2 di vincere 1euro;
  • probabilità 1/4 di vincere 2 euro;
  • probabilità 1/8 di vincere 4 euro; ... e così via. Il valore atteso della vincita è dunque: Secondo la teoria tradizionale del valore atteso, si dovrebbe pagare qualunque cifra per partecipare, perché́ anche pagando un miliardo per volta, prima o poi, dovrà capitare una vincita così strepitosa da ripagare abbondantemente tutte le altre quote investite per ottenere vincite insignificanti. In pratica però, nessuna persona ragionevole è disposta a pagare più di qualche unità per partecipare a questo gioco, perché non scelgono in base al valore atteso, ma sono soggetti naturalmente avversi al rischio: ecco appunto il paradosso. Soluzione Bernoulli (1738) ha cercato una funzione che collegasse l’intensità psicologica con la grandezza fisica dello stimolo e ipotizza due lotterie: EV= 0,8100 + 0,210 = 82 € EV= 82€ Ma quasi tutti preferiscono la cosa sicura, quindi la lotteria 2, nonostante l’EV della prima sia maggiore. Bernoulli sottolineò che la gente in realtà non valuta le opzioni di rischio attraverso EV, ma poichè in genere le persone detestano il rischio, un decisore avverso al rischio è disposto a pagare un premio per evitare l’incertezza (nel nostro caso il premio è dato da 82-80=2, ovvero la quota a cui io rinuncio per eliminare il rischio ed avere la certezza). Lotteria 1 a. 80% di probabilità di vincere 100 €; b. 20% di probabilità di vincere 10 €. Lotteria 2 a. Ricevere 80 $ sicuri. (di fatto non è una lotteria, ma una certezza)

Lotteria a. 50% di probabilità di vincere 100 €; b. 50% di probabilità di vincere 0 €. EU (xi) = 0,5U(100) + 0,5U(0) Se consideriamo un soggetto con un’utilità: U(xi) = Ö! i EU (xi) = 0,5* 100 + 0,5* 0 = 0,510 + 0,50 = 5 Teorema della rappresentazione Assioma di ordinamento + Assioma di continuità + Assioma di indipendenza Teorema di rappresentazione dell’utilità attesa:

  1. X > Y allora EU(X) > EU(Y)
  2. EU=∑ni=1 #i$(!i) Il modello di von Neumann e Morgenstern massimizza l’utilità attesa in situazioni di rischio, ossia quando le probabilità abbinate a ogni stato del mondo sono oggettive. Nel 1954 Leonard Savage ha generalizzato questo modello anche alle situazioni in condizioni di incertezza, ossia quando non c’è alcuna motivazione oggettiva di assegnare una probabilità agli stati del mondo. NB. La teoria dell’utilità attesa è il pilastro fondamentale dell’uomo razionale dell’economia neoclassica. L’utilità di un agente in condizioni di incertezza può essere calcolata come una media ponderata delle utilità in ogni stato possibile, utilizzando come pesi le probabilità stimate dall’agente. q Il consumatore è sempre in grado di valutare le probabilità di tutti i possibili stati del mondo. q Gli assiomi garantiscono che un agente razionale scelga una lotteria in grado di massimizzare la sua utilità attesa.

13 - 02 - EFFETTO INCORNICIAMENTO ( framing)

«Problema della malattia asiatica»

L’Italia si sta preparando ad affrontare un’insolita malattia asiatica a causa della quale ci si aspetta debbano morire 600 persone. Per combatterla sono stati proposti due programmi alternativi in due questionari diversi:

I due questionari descrivono una stessa situazione, ma la incorniciano in modo differente:

  • nel primo caso in termini positivi di vite salvate;
  • nel secondo caso in termini negativi di vite perse. Si vuole dare evidenza del fatto che rispetto alla modalità con la quale viene sottoposta una problematica le decisioni cambiano a seconda che si adotti un’ottica positiva o una negativa; infatti, la maggior parte delle persone nel primo questionario hanno scelto il programma X, nel secondo questionario (quello posto in termini negativi) invece la maggior parte dei soggetti ha scelto il programma Z. La coppia di scelte X e Z rappresenta una violazione del principio di invarianza procedurale. Il programma Y rappresenta un’alternativa rischiosa che non viene scelta dai soggetti naturalmente avversi al rischio; quando invece ci si muove in territorio di rischio (questionario 2) i soggetti preferiscono tentare la sorte (programma Z), non scelgono la certezza negativa (programma W) e diventano amanti del rischio. L’inversione delle preferenze è il prodotto del framing effect: a fronte di un identico problema di scelta, le diverse cornici possono influenzare inconsapevolmente le nostre decisioni. I decisori tendono a preferire l’opzione sicura all’azzardo (avversi al rischio) quando entrambi i risultati sono positivi, ma tendono a rifiutare l’opzione sicura e accettare l’azzardo (mostrando propensione al rischio) quando entrambi i risultati sono negativi. La questione del framing assume molto rilievo in situazioni come referendum e nella politica. «Il problema della malattia asiatica» è stata sottoposta ad alti funzionari della sanità pubblica. Anche quei dirigenti risultarono soggetti all’effetto framing à è preoccupante che funzionari incaricati di prendere decisioni che incidono sulla salute di tutti vengano sviati da banali manipolazioni. Programma X: verranno salvate 200 persone Programma Y: 1/3 di probabilità di salvare 600 persone e 2/3 di probabilità che nessuno si salvi Programma W: moriranno 400 persone Programma Z: 1/3 di probabilità che nessuno muoia e 2/3 di probabilità che muoiano 600 persone

La formulazione in miglio al gallone è sbagliata e dovrebbe essere sostituita dalla formulazione in galloni per miglio (o litri per 100 chilometri, usata nella maggior parte degli altri paesi). Le intuizioni fuorvianti incoraggiate dal frame MPG tendono a fuorviare sia i responsabili delle politiche industriali sia gli acquirenti di auto. Cass Sunstein (coautore con Thaler di Nudge ), direttore dell’Office of Information and Regulatory Affairs, ha voluto che l’adesivo per il risparmio energetico e ambiente, che dal 2013 deve essere esibito su ogni nuova auto in circolazione, includa per la prima volta le informazioni sui galloni per miglia. 2° modifica alla teoria mainstream Vediamolo tramite un esempio: SCENARIO 1 à Oggi Jack e Jill hanno ciascuno una ricchezza di 5 milioni. Sono felici uguale? Probabilmente sì, MA se ieri Jack aveva 1 milione e Jill ne aveva 9, capiamo che non sono felici allo stesso modo. Di fatto è un concetto banale ma viene trascurato dalla teoria mainstream che per le sue funzioni di utilità considera solo gli stati di natura (ricchezza) in questo momento trascurando il passato. SCENARIO 2 (in termini di variazione da un punto di riferimento) à L’attuale ricchezza di Anthony è 1 milione e l’attuale ricchezza di Betti è di 4 milioni. Quindi la modifica consiste nel fatto che non dobbiamo più considerare gli stati di natura assoluti, ma gli stati di natura relativi (ovvero le variazioni della ricchezza), ed in particolare l’origine del grafico diventa il nostro punto di riferimento, il punto di Status Quo e non parliamo più di utilità, ma diventa una funzione di valore di tipo soggettivo, non più razionale perché cambia il punto di partenza à PROSPECT THEORY. Questa nuova funzione è di tipo dinamico perché ogni individuo va a posizionarsi in un punto di riferimento diverso, ognuno ha una funzione di valore soggettiva; è dinamica perché in base al Delta mi sposto lungo la funzione nel tempo, oggi ho un punto di partenza, domani potrei averne un altro. Questo concetto trova applicazione nell’ambito del gioco. NB. Con la prospect theory è necessario conoscere anche il punto di riferimento; quindi, è più complessa della th dell’utilità. Per la th di Bernoulli Anthony e Betty si trovano nella stessa scelta. Cosa manca? Il concetto di punto di riferimento à la loro attuale ricchezza conta moltissimo; Anthony e Betty non pensano in termini di stati di ricchezza, MA Anthony pensa in termini di guadagni e Betty pensa in termini di perdite. Quindi i risultati psicologici valutati sono completamente diversi, anche se i possibili stati di ricchezza cui si trovano di fronte sono gli stessi.

L’utilità non dipende solo dalla ricchezza attuale ma anche dalla storia della propria ricchezza. Il modello di Bernoulli spiega l’avversione al rischio di Anthony, ma non può spiegare la preferenza di Betty per l’opzione di rischio. Consideriamo questi due problemi: Se sei come la maggior parte delle persone:

  • avverso al rischio nel problema 1 (il valore soggettivo di un guadagno di 900 dollari è maggiore del 90% del valore di un guadagno di 1000 dollari);
  • preferenza per l’azzardo nel problema 2 (il valore negativo di perdere 900 dollari è maggiore del 90% del valore negativo di perderne 1000 à i soggetti diventano amanti del rischio, sono avversi alla perdita e rifiutano una perdita certa preferendo partecipare alla lotteria). Gli atteggiamenti verso guadagni e perdite non derivano dalla valutazione della ricchezza. Principi della Prospect Theory 1. La valutazione è relativa al punto di riferimento neutro, talvolta è definito “livello di adattamento” (es. ciotole d’acqua: una mano in una ciotola con acqua ghiacciata e l’altra in acqua bollente per 30s, poi entrambe in una ciotola con acqua tiepida à la valutazione della temperatura dell’acqua è diversa tra le due mani). 2. Il principio della diminuzione di sensibilità vale sia per le dimensioni sensoriali sia per la valutazione dei cambiamenti di ricchezza (es. luce: una piccola luce ha un effetto diverso se accesa in una stanza buia o già luminosa). Se passiamo da 0$ a 100$ o da 900$ a 1000$, anche se la variazione è la medesima, l’impatto soggettivo sarà diverso. 3. Avversione alla perdita: le perdite appaiono molto più grandi dei guadagni à simmetria tra il potere delle aspettative positive negative. Funzione di valore della Prospect Theory Problema 1 – che cosa scegli? Ricevere sicuramente 900 dollari oppure 90% di probabilità di ottenerne 1000. (territorio di guadagno) Problema 2 – che cosa scegli? Perdere sicuramente 900 dollari oppure 90% di probabilità di perderne 1000. (territorio di perdita)

Avversione alle perdite Problema – Ti viene proposta un’opzione di rischio legata al lancio di una moneta Se viene croce, perdi 100 $. Se viene testa, vinci 150 $. È un’opzione interessante? La accetteresti? Qual è il guadagno minimo che ti occorre per compensare un’uguale probabilità di perdere 100$? («rapporto di avversione alla perdita» per cogliere il livello di avversione degli individui). È stato accertato da degli stui che l’avversione degli individui si aggira intorno all’1,5/2 à il guadagno minimo dovrebbe essere più del doppio. Però in alcuni casi l’avversione alla perdita è infinita: se la possibilità di perdita è talmente alta che il soggetto non può permettersela o risulta devastante per lui. Aggiungiamo un altro elemento alla teoria mainstream: EFFETTO DOTAZIONE ( endowment effect) Sappiamo che la curva di «indifferenza» è il luogo geometrico dei punti che definisce la composizione di un paniere di beni che attribuisce lo stesso grado di utilità; dunque, non importa il punto in cui si è sulla curva. È convessa quindi ingloba l’utilità marginale crescente e presuppone che esista un certo grado di sostituibilità tra beni di un paniere (il c.d. Saggio Marginale di Sostituzione. ES. importanza del tempo libero e per il benessere personale, lungo la curva il soggetto può scambiare q di tempo libero e q di benessere mantenendo la stessa utilità); per spostarsi lungo la stessa curva di indifferenza non sono necessari incentivi, perché si è indifferenti e il grado di utilità è lo stesso, ma c’è una grave carenza à Ciò che manca è il punto di riferimento di ciascun agente, ossia l’attuale reddito e gli attuali giorni liberi del soggetto. Supponiamo di avere due gemelli edonici (hanno le stesse preferenze) A e B: lavorano in un’azienda con una certa carica e dispongono di un certo reddito e x giorni liberi. Vengono formulati due contratti diversi per un avanzamento di carriera, uno con più tempo libero e l’altro con più reddito, scelgono tirando una moneta (si spostano sulla curva più in alto perché aumenta l’utilità). Dopo un anno, gli viene chiesto di scambiarsi, ma la risposta è negativa: un soggetto è poco avvezzo alla sostituzione quando deve dare qualcosa di cui è dotato à effetto dotazione.

L’effetto dotazione trova applicazione nell’attività dei sindacati nelle negoziazioni poiché fanno molta leva sulle concessioni (si parla di “concedere ad arte”). In ambito di pubblicità aggressiva lo ritroviamo nelle politiche di mailing list: il piccolo tasto “annulla iscrizione” sfrutta il bias dello status quo, del “preferisco non agire” perché presuppone un’azione da parte del soggetto. Caso studio sull’effetto dotazione. Una classe di studenti di economia viene divisa a caso in due gruppi;

  • A un gruppo viene regalata una tazza da caffè americana con il logo dell’università stampata sopra dal valore di 6 $;
  • Viene condotta un’asta per verificare quanti $ chiedono i possessori della tazza per separarsi dall’oggetto ricevuto in dote solo qualche minuto prima e quanti ne sono disposti a pagarne gli studenti senza tazza per averne una. Risultati:
  • I possessori della tazza non sono disposti a vendere sotto i 7,12$
  • Gli studenti senza tazza non disposti a comprare sopra i 2,87 $ ≠ Th dell’utilità secondo cui le risposte del primo gruppo identiche a quelle del secondo. Prove raccolte con il neuroimaging confermano la differenza: vendere beni che di norma si usano attive regioni cerebrali associate al disgusto e al dolore. Anche comprarli attiva le stesse aree, ma solo quando i prezzi sono percepiti come troppo alti. Le tecniche di scansione indicano anche che comprare a prezzi particolarmente bassi è un evento piacevole. Gli individui hanno la propensione a privilegiare lo status quo più del dovuto, nel timore che gli svantaggi che si potrebbero avere possano essere superiori ai vantaggi. Esempio. Negli Usa, l’85% favorevole a donare gli organi ma solo il 28% garantisce l’espianto dei propri organi con la «carta del donatore» ; Francia, Belgio, Austria, Ungheria, Portogallo, Polonia e Svezia hanno un tasso di donazione ca. del 95%. Diversamente in Gran Bretagna, Germania, Olanda e Danimarca non supera il 10%. Come spiegare queste differenze? Differenti legislazioni: nei paesi dove il tasso è più alto è perché alla nascita si è già donatori, se non si vuole esserlo si dovrà AGIRE compilando un modulo; negli altri paesi accade il contrario à si accetta lo stato convenzionale à EFFETTO STATUS QUO.

Processi automatici Sistemi sottocorticali + aree corticali posteriori Processi controllati Regioni anteriori e dorsolaterali della corteccia frontale + alcune aree della corteccia parietale posteriore L’avversione alla perdita attiva l’organo dell’amidgala. La nostra mente funziona secondo la teoria del doppio processo: abbiamo un pensiero lento (2) e uno veloce (1). SISTEMA 1 SISTEMA 2 Attività automatiche attribuibili al sistema 1:

  • Notare che un oggetto è più lontano di un altro;
  • Orientarsi verso la sorgente di un suono improvviso;
  • Fare la «faccia disgustata» davanti a un’immagine orribile;
  • Detestare il tono ostile di una voce;
  • Rispondere a 2+2=;
  • Leggere parole grandi su cartelloni;
  • Guidare la macchina su una strada deserta;
  • Capire frasi semplici Attività automatiche attribuibili al sistema 2:
    • Prepararsi al colpo di pistola dello starter in una corsa;
    • Concentrarsi sulla voce di una persona in una stanza affollata e rumorosa;
    • Cercare una donna con i capelli bianchi;
    • Mantenere un passo più veloce rispetto a quello che ci riesce naturale;
    • Controllare l’adeguatezza del nostro comportamento in una situazione sociale;
    • Controllare quante volte compare la lettera «A» in una parola di testo.

15 /02 – NUDGE: LA SPINTA GENTILE

La teoria dei nudge è una delle più utilizzate negli ultimi anni, complice anche la pandemia da Covid19. Ogni giorno gli individui effettuano scelte apparentemente semplici: quale mezzo pubblico scegliere o dove sedersi, si parte dal presupposto empirico che sistematicamente questi sbagliano perché non considerano tutte le variabili di queste scelte in maniera perfettamente razionale à il nudge nasce in ambito di politica pubblica perché i governi avevano la necessità di indurre i propri cittadini ad effettuare delle scelte piuttosto che altre al fine di preservare la propria salute, quella della comunità e le risorse disponibili. Sustain e Thaler trattano della tematica partendo dallo studio di più mense scolastiche: la domanda è se la disposizione del cibo possa influenzare le scelte dei bambini nella mensa; con la riorganizzazione delle mense (verdure poste all’altezza occhi ad esempio) risulta un aumento anche del 25% per alcuni cibi à conferma ulteriore che il FRAME riesce a influenzare, sia in modo positivo che in modo negativo. Contributi in economia e finanza comportamentale

  • Paternalismo libertario à concetto attribuibile a Thaler che implica i successivi concetti;
  • Architettura delle scelte à l’architetto delle scelte è colui che deve impostare il frame entro il quale gli individui devono effettuare le loro scelte (nell’esempio di prima lo era il soggetto che ha riorganizzato il cibo a mensa);
  • Contabilità mentale;
  • Spinta gentile. Thaler tenta di sviluppare «un’economia umana che parta dalla consapevolezza che le persone spesso fanno scelte irrazionali e che identifichi politiche non coercitive per orientarle (le persone) verso decisioni desiderabili sul piano individuale e collettivo». Paternalismo libertario Apparentemente è un ossimoro perchè: Con la spinta gentile, andando a riorganizzare le opzioni di scelta si può far sì che gli individui vengano indirizzati verso una certa scelta con un paternalismo poco invadente à non deve esserci coercizione o sanzione, tutto deve dipendere dal modo in cui vengono presentate le alternative. Questo perché come ci dice Thaler, gli individui si trovano a scegliere tra:
    • beni di investimento : come l’attività sportiva à azioni che richiedono un costo oggi a fronte di un beneficio futuro; Paternalismo: politica sociale ispirata al principio autoritario, ma promotrice di attività assistenziali (di welfare) nell’interesse della popolazione. à la libertà individuale viene arginata Libertario: principio secondo il quale gli individui devono essere lasciati liberi di scegliere e agire come meglio credono, quindi senza interferenze dello Stato nelle scelte dei singoli. àla libertà individuale è enfatizzata

TIPOLOGIE DI NUDGING a livello pubblico

  • Nudging forte e aggressivo: innescare shock e stupore per scoraggiare ad esempio l’azione del fumo (attraverso immagini e frasi molto forti e scioccanti riportate anche sui pacchetti), questa tipologia non risponde alle caratteristiche della spinta gentile di cui sopra e potrebbero addirittura allontanare i soggetti dalla tematica;
  • Nudging semi-forte: è quella più utilizzata perché prevede un’azione e un piccolo impegno da parte del ricevente (ad esempio, si vuole inibire il fumo perché si invitano i soggetti a fumare solo in determinate aree, poste di solito lontane dai luoghi di lavoro/studio con dei cartelli nei luoghi pubblici come le università, i soggetti così per poter fumare dovrebbero spostarsi);
  • Nudging semplice, informativo e informale. Negli USA il nudging è stato utilizzato da Obama e dalla Casa Bianca anche per ridurre la problematica dell’obesità à gli apporti nutrizionali erano rappresentati tramite la piramide alimentare, si è optato per una rappresentazione visiva maggiormente d’impatto. CRITICHE AL NUDGING Ci sono state critiche al nudging, perché può essere usato per fini opportunistici, quindi non per fini migliorativi per se stessi e la comunitàà in questi casi prende nome di “snudging”.
  • il cittadino, consumatore o elettore non è consapevole della leggera manipolazione a cui è sottoposto;
  • queste tecniche potrebbero diventare molto pericolose se messe al servizio di ambizioni discutibili;
  • è in dubbio che i comportamenti indotti dalla spinta gentile si radichino, poi, nella nostra natura sociale, cioè diventino davvero scelte consapevoli, piuttosto restano delle influenze temporanee.

20/02 – BIASES COGNITIVI

Spesso gli individui in situazioni di incertezza scelgono incorrendo in “scorciatoie” ovvero processi decisionali in cui il sistema 1 prende il sopravvento, si attiva e non richiama l’attenzione del sistema 2 e si innescano degli errori di tipo sistematico e ricorrenti; il sistema 1, infatti, tende a evitare questioni matematiche e statistiche.

EURISTICHE

1) Effetto priming Esperimento: in una stanza di ristoro di un’università in cui era presente la scatola dell’onestà in cui i soggetti riponevano la somma che ritenevano più adeguata per quello che avevano consumato. Vengono poste, a giorni alterni, delle foto di occhi di persone sulla scatola e si osserva che l’importo versato aumenta, ma in particolare: nei giorni in cui l’immagine raffigurava uno sguardo da “controllore” l’importo era maggiore rispetto ai giorni era raffigurato viene raffigurato uno sguardo femminile più dolce. To prime = imprimere à l’effetto priming attiene ai meccanismi di associazione del nostro cervello per cui quando si è esposti a un’immagine, parola o sensazione il comportamento degli individui va verso una certa direzione e si modifica. È potente al punto da avere un impatto motorio, ad esempio sulla velocità di camminata.

2) Bias di conferma Il nostro cervello attua un processo contrario al test statistico che si usa nelle scienze economiche. Questo bias è stato ampiamente sfruttato dai NoVax durante la campagna di vaccinazione da Covid- 19 perché la loro propaganda sfruttava il meccanismo di conferma cercando di spingere i soggetti a cercare su internet “danni da vaccino” piuttosto che “benefici del vaccino”. Siamo portati a cerare informazioni che avallino il nostro pensiero anziché contrastarlo. 3)Effetto alone Attiene al fatto che quotidianamente ci creiamo dei pregiudizi sulle valutazioni oggettive delle situazioni o delle persone che conosciamo, la prima impressione ci influenza sulle considerazioni successive. Se di un individuo ci viene detto che è “invidioso, ostinato e intelligente” e di un altro che è “intelligente, ostinato e invidioso”, la valutazione dei due sarà diversa à nel secondo caso il primo attributo positivo ci porta quasi a giustificare il successivo attributo negativo, al contrario il primo ci sembrerà ancora più pericoloso. L’ordine con il quale vengono proposte le caratteristiche di un soggetto influenza la percezione che abbiamo di questo. 4) Legge dei piccoli numeri Da uno studio sull’incidenza del cancro ai reni nelle 3.141 contee degli Stati Uniti emerge un dato straordinario. Le contee in cui l’incidenza del cancro ai reni è più bassa sono perlopiù rurali, poco popolate e situate in Stati tradizionalmente repubblicani del Midwest, del Sud e dell’Ovest. Che conseguenze si traggono? L’elemento discriminante è il fatto che sono poco popolati à la legge dei grandi campioni in statistica richiede che il campione sia grande per essere rappresentativo. Con questo bias gli individui tendono a dimenticare che il campione deve essere statisticamente rilevante e quando questo non lo è, è più probabile che ci sia una concentrazione di risultati agli estremi à i risultati peggiori e migliori si collocano nei campioni più piccoli Molto spesso gli eventi si considerano causali quando invece sono casuali e si trascura che il campione a cui si guarda sia troppo piccolo à FALLACIA DEL GIOCATORE (si tende a pensare che se per 4 volte è uscito