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economia politica - economia politica appunti raccolti da dispense
Tipologia: Sbobinature
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Che cosa studia l’economia? Studia i fenomeni economici, a livello sia dei singoli attori economici sia della società nel suo complesso La natura dei mercati
L’elasticità della domanda
La funzione della produzione
L’equilibrio in concorrenza
Surplus del consumatore e produttore
Algebricamente si ha: C/Y
Inflazione: Aumento prolungato e generalizzato del livello dei prezzi
Strumenti per influenzare la domanda aggregata Due sono i meccanismi attraverso cui lo Stato riesce a influenzare la domanda aggregata: politica fiscale e politica monetaria
Tasso di inflazione non superiore dell’1,5% a quello medio dei tre Paesi più virtuosi; Disavanzo pubblico non superiore al 3% del PIL; Debito pubblico non superiore l 60% del PIL; Tasso d’interesse non superiore ai 2 punti percentuali in più dei tre paesi meno inflazionistici; Stabilità del cambio nel biennio precedente all’adesione. Unione Europea Essa è sorta dall’idea di creare gradualmente un corpo unitario partendo da paesi con storie differenti, ma conservando le diversità linguistiche, sociali e culturali più importanti. Nell’unione Europea per alcuni autori (valli) vi è un deficit democratico poiché il parlamento, il solo organo eletto direttamente dai cittadini europei ha poteri limitati. Il potere esecutivo e legislativo è concentrato nel Consiglio europeo, costituito dai presidenti del Consiglio dei paesi membri, assistiti dai ministri degli Esteri e da membri della Commissione. Il quadro economico generale Nel 1870 le potenze industriali dell’Europa occidentale erano La Francia, il Regno Unito e La Germania. Dal 1870 ai primi anni ottanta di quel secolo, i grandi imperi sovranazionali erano: Stati Uniti, Russia, poi Unione Sovietica. Nel Secondo dopoguerra vi è il terzo mutamento economico di fondo, ovvero l’ascesa del Giappone. La globalizzazione Intorno agli anni Settanta e Ottanta, si entra in una nuova fase storica, caratterizzata da sempre più strette interconnessioni economiche fra USA, EUROPA, GIAPPONE. Dal 1978 ad oggi si assiste all’ascesa della Cina. Si ritiene, che una prima ondata di globalizzazione sia avvenuta alla fine del XIX ed all’inizio del XX secolo. La successiva fase di globalizzazione, alla fine degli anni sessanta ha avuto, tuttavia, caratteristiche diverse. La globalizzazione ha favorito l’aumento della concorrenza internazionale e dell’efficienza in molti settori produttivi. La globalizzazione non è un semplice processo di internazionalizzazione, ma si tratta di un grande aumento della interdipendenza delle decisioni economiche a livello mondiale. I problemi della globalizzazione La globalizzazione si è accompagnata a processi di ristrutturazione, e di riconversione, se mal regolamentati possono accrescere le disuguaglianze economiche e sociali. La globalizzazione finanziaria ha contribuito alle crisi finanziarie, che hanno danneggiato l’economia reale.
La globalizzazione, in generale, ha spesso contribuito ad innescare circoli virtuosi tra paesi ricchi e circoli viziosi tra paesi poveri. L’economia della conoscenza La diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione hanno fatto sì che la produzione e la distribuzione della conoscenza vengano considerate un fenomeno economico (Valli, 2010). Il progresso tecnico può essere considerato esogeno, oppure endogeno al sistema. La conoscenza può essere incorporata nello stock di capitale oppure può essere separata dal capitale (Valli, 2010). Innovazione e conoscenza La conoscenza implica l’assimilazione e comprensione degli usi potenziali delle informazioni e quest’ultime sono date dall’organizzazione e contestualizzazione dei dati (Machlup, 1980). Innovazione è lo sviluppo di conoscenza per la realizzazione potenziale di un nuovo bene con un utilizzo ben identificato, solo alcune delle innovazioni riescono ad essere prodotte dando origine a nuovi prodotti (Valli, 2010). Un’innovazione incrementale rappresenta un miglioramento di un prodotto. Un’innovazione radicale consiste nella creazione di un nuovo prodotto (Valli,2010). La capacità di assorbimento è la competenza di un’impresa nel beneficiare della conoscenza generata da organizzazioni esterne. Ricerca e sviluppo Dalla metà degli anni Settanta è stata sviluppata una serie d’indicatori di scienza e tecnologia che cercano di individuare l’uso di conoscenza nelle imprese. Tra il 1991-2007 l’Italia è stato uno dei Paesi dell’Unione che ha realizzato un basso livello di investimenti in R&S.