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economia politica appunti raccolti da dispense, Sbobinature di Economia Politica

economia politica - economia politica appunti raccolti da dispense

Tipologia: Sbobinature

2019/2020

In vendita dal 15/11/2021

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palmerino-grasso 🇮🇹

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Che cosa studia l’economia?
Studia i fenomeni economici, a livello sia dei singoli attori economici sia della società
nel suo complesso
La natura dei mercati
• Il mercato è il luogo fisico dove è probabile trovare acquirenti e venditori di uno
stesso bene e servizi.
• Istituzione che facilita l’incontro tra compratori e venditori
• Per mercati come “istituzioni sociali”, si intende un organismo formalmente costituito
che coordina l’attività di molteplici attori economici
• Il mercato inteso anche come una situazione astratta di puro scambio o un sistema
globale di relazioni di scambio
Le istituzioni per il funzionamento dei mercati
• I mercati si fondano sulle istituzioni della proprietà privata e dell’individualismo
decisionale, sulle istituzioni sociali della fiducia, sulle infrastrutture per il flusso
costante di informazioni e di merci, e sulla moneta come mezzo di scambio
• La proprietà privata è la capacità degli attori economici, non appartenenti alla sfera
pubblica, di detenere risorse a titolo esclusivo
• Infrastruttura fisica: strutture materiali che facilitano l’attività economica, come
macchinari, immobili, reti di comunicazione e strade
I tipi di mercato
• I mercati possono assumere diverse forme e si classificano in base alla natura dei
beni che si scambiano
• Mercati al dettaglio: mercati nei quali i beni e i servizi vengono venduti al
consumatore finale
• Mercati all’ingrosso: mercati intermedi tra i produttori e i dettaglianti
La legge di domanda
• La legge di domanda ci dice che la quantità acquistata di un bene aumenta al
diminuire del suo prezzo e diminuisce all’aumentare dello stesso
• La validità di questa legge ha due limiti
Il primo: riguarda il periodo a cui si riferisce
Il secondo: riguarda la parità di condizione
Prezzo di domanda: La somma di denaro che un individuo sarebbe disposto a
spendere per acquistare un bene o una certa dose di un bene
• Il consumatore decide di acquistare un bene se il suo prezzo di domanda risulta
superiore o, almeno uguale al prezzo di mercato del bene stesso
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Che cosa studia l’economia? Studia i fenomeni economici, a livello sia dei singoli attori economici sia della società nel suo complesso La natura dei mercati

  • Il mercato è il luogo fisico dove è probabile trovare acquirenti e venditori di uno stesso bene e servizi.
  • Istituzione che facilita l’incontro tra compratori e venditori
  • Per mercati come “istituzioni sociali”, si intende un organismo formalmente costituito che coordina l’attività di molteplici attori economici
  • Il mercato inteso anche come una situazione astratta di puro scambio o un sistema globale di relazioni di scambio Le istituzioni per il funzionamento dei mercati
  • I mercati si fondano sulle istituzioni della proprietà privata e dell’individualismo decisionale, sulle istituzioni sociali della fiducia, sulle infrastrutture per il flusso costante di informazioni e di merci, e sulla moneta come mezzo di scambio
  • La proprietà privata è la capacità degli attori economici, non appartenenti alla sfera pubblica, di detenere risorse a titolo esclusivo
  • Infrastruttura fisica: strutture materiali che facilitano l’attività economica, come macchinari, immobili, reti di comunicazione e strade I tipi di mercato
  • I mercati possono assumere diverse forme e si classificano in base alla natura dei beni che si scambiano
  • Mercati al dettaglio: mercati nei quali i beni e i servizi vengono venduti al consumatore finale
  • Mercati all’ingrosso: mercati intermedi tra i produttori e i dettaglianti La legge di domanda
  • La legge di domanda ci dice che la quantità acquistata di un bene aumenta al diminuire del suo prezzo e diminuisce all’aumentare dello stesso
  • La validità di questa legge ha due limiti  Il primo: riguarda il periodo a cui si riferisce  Il secondo: riguarda la parità di condizione Prezzo di domanda : La somma di denaro che un individuo sarebbe disposto a spendere per acquistare un bene o una certa dose di un bene
  • Il consumatore decide di acquistare un bene se il suo prezzo di domanda risulta superiore o, almeno uguale al prezzo di mercato del bene stesso

L’elasticità della domanda

  • Rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata del bene e la variazione percentuale del prezzo dello stesso L’elasticità della domanda può assumere tre valori:  E maggiore di 1  E minore di 1  E uguale a 1
  • E=0 la domanda è perfettamente rigida o anelastica
  • E= infinito la domanda è perfettamente elastica o infinitamente elastica La legge dell’offerta
  • L’offerta cresce al crescere del prezzo, e viceversa
  • In base alla legge dell’offerta, la curva presenta un andamento crescente Gli spostamenti delle curve
  • Una variazione del prezzo di un bene provoca uno spostamento lungo la curva di domanda
  • Se varia un fattore (il reddito, i gusti), escluso il prezzo, si ha uno spostamento della curva di domanda
  • Una variazione del prezzo del bene provoca uno spostamento lungo la curva di offerta
  • La variazione di un fattore che influenza l’offerta, provoca uno spostamento della curva di offerta Prezzo di equilibrio
  • Nel punto di intersezione tra domanda e offerta, si realizza l’equilibrio del mercato. In quel punto, si realizza il prezzo di equilibrio o prezzo di mercato, che, una volta raggiunto, rimane costante, fino a quando non si spostano la curva di domanda o la curva di offerta
  • Uno spostamento verso desta della curva di domanda implica un movimento verso destra lungo la curva di offerta; sia il prezzo sia la quantità di equilibrio aumentano
  • Uno spostamento verso sinistra della curva di offerta determinerà un aumento del prezzo di equilibrio e una diminuzione della quantità Prezzo minimo e prezzo massimo
  • Prezzo massimo: si tratta di un tetto al prezzo imposto dallo Stato ed è situato sotto il livello di equilibrio
  • Si tratta di un tetto al prezzo imposto dallo Stato ed è sempre situato sopra il livello di equilibrio
  • Un tetto al prezzo crea scarsità e favorisce il mercato nero
  • La prima caratteristica è suggerita dal suo nome, ovvero, luogo dei punti indicanti combinazioni di quantitativi dei due beni che arrecano al consumatore la medesima soddisfazione.
  1. Presentare un’inclinazione negativa rispetto l’asse delle ascisse;
  2. Essere convessa, ovvero, presentare l’incurvatura verso l’origine del quadrante cartesiano;
  3. Nel quadrante cartesiano si può rappresentare una intera famiglia di curve;
  4. Le curve non si possono intersecare. Curve di indifferenza ed equilibrio del consumatore
  • Il consumatore per realizzare l’equilibrio dovrà risolvere un problema, ovvero, come distribuire la somma di denaro di cui dispone nell’acquisto dei due beni per realizzare la massima soddisfazione.
  • La retta di bilancio rispecchia il bilancio, cioè la somma di cui un consumatore dispone. Questa retta si chiama anche retta di spesa costante
  • L’equilibrio si realizza nel punto in cui la retta di bilancio è tangente alla curva di indifferenza. In quel punto, il saggio marginale di sostituzione trai due beni, è uguale al reciproco del rapporto tra i loro prezzi Presupposti dello scambio
  • Il presupposto dello scambio è che ognuno dei due individui attribuisca, al bene posseduto dall’altro, un’utilità maggiore che non al proprio
  • I fattori che influenzano i gusti del consumatore sono:  La moda, che spinge gli individui a seguire orientamenti simili nel consumo;  L’effetto dimostrativo;  La pubblicità
  • Un cambiamento dei gusti dell’individuo modifica la sua funzione di utilità (o la sua mappa di curve di indifferenza) e quindi muta la combinazione dei beni che rendono massima la sua utilità La teoria della produzione
  • La produzione consiste nelle operazioni che trasformano le materie prime nei prodotti finiti
  • I fattori della produzione sono:  Capitale  Lavoro  Terra La legge della produttività decrescente è stata definita da Stuart Mill “la più importante proposizione dell’economia politica”. Tale legge afferma che, se ad uno o più fattori della produzione costanti combiniamo dosi crescenti di un altro fattore, il prodotto ottenuto da un certo punto in poi, crescerà meno che proporzionalmente all’aumento del fattore variabile

La funzione della produzione

  • La funzione della produzione esprime la relazione che intercorre tra quantità di prodotto e quantità impiegate dei fattori
  • Y= f (x1,x2,….,xn)
  • Il prodotto totale è il prodotto ottenuto dall’impiego di tutti i fattori produttivi
  • La produttività marginale di un fattore è l’incremento che il prodotto totale subisce quando si impiega una unità in più del fattore considerato, ferme restando le quantità impiegate degli altri fattori
  • La produttività media di un fattore è data dal quoziente tra il prodotto totale e la quantità impiegata del fattore Gli isoquanti e l’equilibrio del produttore
  • Nell’ambito della teoria della produzione, troviamo uno strumento simile alle curve di indifferenza, ovvero, gli isoquanti.
  • L’isoquanto è la curva del prodotto costante, che si traccia ponendo l’assunzione della sostituzione continua dei fattori della produzione. La zona in cui si ha la sostituzione si chiama zona di sostituzione.
  • L’isoquanto presenta caratteristiche analoghe a quelle delle curve di indifferenza nella zona di sostituzione, ovvero:  Inclinazione negativa  Convessità verso l’origine del quadrante cartesiano
  • Per realizzare l’equilibrio, è opportuno introdurre la nozione di isocosto: curva del costo costante la cui inclinazione dipende esclusivamente dal rapporto tra i prezzi dei fattori della produzione
  • La posizione di equilibrio si troverà nel punto in cui si ha l’uguaglianza tra saggio marginale di sostituzione e rapporto tra i prezzi dei fattori della produzione
  • La posizione di equilibrio del produttore si ha quando il rapporto tra la produttività marginale dei fattori è uguale a quello tra i prezzi dei fattori.
  • L’equilibrio del produttore si ha quando si verifica il livellamento delle produttività marginali ponderate La teoria dei costi
  • Per la funzione dei costi si può immaginare una funzione y=f(x) in cui, al crescere di x, y aumenta dapprima in misura via via minore e da un certo punto in poi in misura via via maggiore.
  • Per calcolare i costi dell’impresa bisogna stimare sia i costi fissi sia i costi variabili
  • L’impresa sostiene i costi fissi anche quando non produce nulla. Esempi di tali costi sono i costi legati agli impianti, gli interessi che l’imprenditore paga per le somme ricevute in prestito

L’equilibrio in concorrenza

  • In concorrenza, l’impresa cercherà di rendere massimo il suo profitto totale. Il livello di produzione che corrisponde alla situazione in cui il profitto è massimo, rappresenta la posizione di equilibrio dell’impresa
  • Il profitto totale è uguale alla differenza tra ricavo totale e costo totale
  • P= R-C dove R indica il ricavo totale e C il costo totale
  • In regime di concorrenza pura le curve dei costi (medio e marginale) hanno il loro andamento tipico ad U.
  • L’equilibrio si stabilisce nel punto in cui il costo marginale è uguale al prezzo di vendita del prodotto L’impresa marginale
  • Tutte le imprese mirano ad ottenere il massimo profitto totale, pertanto espandono la produzione fino al punto in cui il costo marginale eguaglia il prezzo di mercato
  • L’impresa che ha il costo medio minimo eguale al prezzo di vendita è chiamata impresa marginale. Essa ha solo un profitto normale, cioè quel profitto minimo che spinge l’imprenditore a svolgere l’attività
  • Le imprese che hanno il costo medio minimo più alto del prezzo producono in perdita e, pertanto, non possono sopravvivere Monopolio
  • Forma di mercato in cui vi è un’unica impresa che produce un dato bene, per il quale non esistono buoni sostituti
  • Equilibrio: Il punto in cui il monopolista arresterà la produzione della merce per conseguire il massimo profitto, è quello in cui il costo marginale uguaglia il ricavo marginale
  • Rmg= Cmg
  • Ricavo marginale : Variazione che subisce il ricavo totale del monopolista all’aumentare di una piccola quantità della merce venduta
  • La curva di ricavo marginale giace al di sotto della curva di domanda.
  • Il ricavo marginale di un monopolista è minore del prezzo. In che modo il monopolista determina il prezzo e quantità che massimizza il profitto
  • Il monopolista espande la produzione e accresce i ricavi solo se l’elasticità della domanda al prezzo è maggiore di uno
  • L’impresa monopolistica, nel fissare il prezzo del prodotto, può portare avanti una politica di discriminazione dei prezzi, cioè fissare prezzi multipli.
  • Lo Stato cerca di controllare i prezzi delle imprese monopolistiche, impedendo loro di fissare prezzi di vendita troppo elevati.
  • In Italia abbiamo L’autorità garante della concorrenza, che è stata istituita con il compito di verificare che le imprese non sfruttino a danno della collettività il potere monopolistico. La differenza tra monopolio e concorrenza
  • Un monopolista produce una quantità minore: QM< QC
  • Pratica un prezzo maggiore: PM>PC
  • Realizza un profitto positivo
  • Monopolio naturale: si ha quando le economie di scala offrono un vantaggio in termini di costi, pertanto la produzione del settore viene prodotta da un’unica impresa
  • Monopolio legale: si tratta di monopoli creati per legge, che scaturiscono da brevetti e copyright La concorrenza monopolistica
  • È un mercato in cu molti venditori offrono beni differenziati gli uni dagli altri, come nei mercati perfettamente concorrenziali vigono libertà di entrata e di uscita dal mercato e informazione perfetta
  • Le condizioni che presenta sono:  nel mercato operano numerosi piccoli acquirenti e venditori;  Vige la differenziazione del prodotto;  I produttori possono entrare e uscire liberamente dal mercato;  Acquirenti e venditori hanno informazione perfetta
  • In questo mercato le condizioni sono identiche a quelle della concorrenza perfetta, eccetto che i prodotti sono differenziati anziché omogenei. In questo caso, l’acquirente presta attenzione alla scelta del produttore a cui rivolgersi Massimizzazione del profitto
  • Le imprese che operano in concorrenza monopolistica si confrontano con una curva di domanda caratterizzata da pendenza negativa.
  • Fronteggiando una curva con pendenza negativa, il problema di ottimizzazione di queste imprese è simile a quello del monopolista.
  • Le imprese fronteggiano anche curve del ricavo marginale che giacciono al di sotto della curva di domanda. Esse scelgono un livello di produzione ponendo Ricavi marginali = costi marginali Concorrenza monopolistica ed efficienza
  • Rispetto a un’impresa che opera in concorrenza perfetta, l’impresa in concorrenza monopolistica produce una quantità minore che vende a un prezzo più alto
  • Le imprese che operano in questo mercato intraprendono forme di concorrenza su fattori diversi dal prezzo
  • Ragionando in termini si benessere sociale si può dire che le risorse sarebbero spese in modo più proficuo se si producesse una minore gamma di beni e servizi a prezzi più bassi e con meno pubblicità

Surplus del consumatore e produttore

  • Surplus del consumatore è il beneficio netto che il compratore trae dall’acquisto del bene
  • Surplus del produttore è il beneficio netto che il venditore trae dalla vendita del bene
  • Surplus totale misura il beneficio che la società trae dalla produzione e dal consumo di un bene. PIL Valore totale di tutti i beni e servizi finali prodotti da un sistema economico in un dato periodo di tempo, generalmente un anno
  • Spesa aggregata : Somma di spesa per consumi, spesa per investimenti, spesa pubblica per l’acquisto di beni e servizi ed esportazioni (meno importazioni) che corrisponde alla spesa totale per l’acquisto dei beni e servizi finali prodotti dalle imprese nazionali
  • Valore aggiunto : La differenza tra il valore delle vendite di un produttore e il valore dei fattori di produzione che egli acquista da altre imprese
  • PIL reale : Il valore totale dei beni e servizi finali prodotti dal sistema economico in un dato anno, calcolato come se i prezzi fossero rimasti costanti al livello di un anno base
  • PIL nominale : Il valore totale dei beni e servizi finali prodotti dal sistema economico in un dato anno, calcolato ai prezzi correnti dell’anno in cui si effettua la rilevazione. Il valore totale dei beni e servizi finali prodotti dal sistema economico in un dato anno, calcolato ai prezzi correnti dell’anno in cui si effettua la rilevazione
  • PIL pro capite : IL valore del PIL diviso per la popolazione del paese, ovvero, il PIL medio per individuo L’approccio della spesa al PIL PIL = C+I+G+NX Sommiamo il valore dei beni e servizi acquistati da ogni tipo di acquirente finale.
  • C : la parte del PIL acquistata dalle famiglie in qualità di consumatori finali
  • I : formazione di capitale, ossia l’incremento dello stock di capitale di una nazione durante l’anno Funzione del consumo
  • C = a + c (Y) C indica il consumo Y il reddito dell’individuo a e c sono parametri. In particolare C è propensione marginale al consumo
  • Propensione medi al consumo: è il rapporto tra il livello del consumo ed il livello del reddito.

Algebricamente si ha: C/Y

  • Propensione marginale al consumo: è il rapporto tra l’incremento del consumo e l’incremento del reddito che ha provocato. Algebricamente si ha: C= dC/dY 0<c< Funzione del risparmio
  • Finzione del risparmio: Si ricava per differenza tra la funzione del consumo e il livello del reddito. S = Y-C Segue S= a+(1- c ) Y
  • Propensione marginale al risparmio: è indicata algebricamente da (1- c ) che è superiore della propensione media indicata da: -a/Y+(1- c)
  • Propensione media al risparmio: rapporto tra risparmio e reddito;
  • S / Y Funzione globale del consumo – funzione globale del risparmio Nel caso più semplice che il reddito individuale sia una proporzione del reddito nazionale si può costruire una funzione del consumo globale dipendente dal reddito nazionale Nel caso più semplice che il reddito individuale sia una proporzione del reddito nazionale, si può costruire una funzione del risparmio globale dipendente dal reddito nazionale Aggregazione : processo di combinare elementi diversi in una singola categoria Investimenti La spesa per investimenti : La spesa effettuata dalle imprese per acquistare impianti e attrezzature Il moltiplicatore del reddito : Un incremento iniziale di spesa per investimenti genera un incremento del reddito maggiore dell’incremento iniziale di tale spesa Algebricamente il moltiplicatore sarà: Moltiplicatore=1/1-PMC
  • Un’impresa per realizzare un investimento ha bisogno di fondi che ottiene attraverso il credito bancario. Quest’ultimo ha un costo che è indicato dal tasso di interesse (i). Un aumento del tasso (i) determinerà una diminuzione della domanda di prestito e degli investimenti.

Inflazione: Aumento prolungato e generalizzato del livello dei prezzi

  • Inflazione strisciante : Il tasso d’aumento dei prezzi non supera il 2 o il 3%
  • Inflazione galoppante : Un tasso di aumento dei prezzi oltre il 20% inflazione da domanda e da costi Inflazione da domanda : La domanda globale di beni e servizi eccede la capacità produttiva del sistema economico, l’eccesso di domanda si scarica sui prezzi Inflazione da costi : Un aumento eccessivo del salario nominale. L’effetto di tale aumento sarà una riduzione dell’occupazione e del reddito reale I costi dell’inflazione : Consumo delle suole, Costo della variabilità dei prezzi relativi, Distorsioni del sistema fiscale, Arbitraria ridistribuzione della ricchezza tra debitori e creditori. Effetti dell’inflazione
  • L’inflazione spinge gli individui a non detenere ricchezza sotto forma di moneta o obbligazioni
  • L’inflazione fa salire oltre i prezzi anche i tassi di interesse
  • L’aumento dei prezzi riduce la competitività internazionale delle merci
  • L’inflazione ha effetti redistributivi del reddito degli individui
  • L’inflazione penalizza i creditori e favorisce i debitori Deflatore Deflazione: Livello dei prezzi decrescenti Le misure del livello generale dei prezzi:
  • Deflatore : Rapporto tra il PIL nominale ed il PIL reale di un dato anno
  • Indice dei prezzi al consumo: Misura il costo di un paniere di mercato rappresentativo dei consumi della famiglia media residente in aree urbane AD, AS L’ offerta aggregata è la quantità di beni e servizi che il sistema economico è in grado di produrre, date le risorse e tecnologia che ha a disposizione La domanda aggregata è la quantità complessiva di beni e servizi richiesti per il consumo, per effettuare nuovi investimenti, per la necessità del settore pubblico e per le esportazioni nette Uno shock della domanda , ovvero, uno spostamento della curva AD, provoca variazioni della produzione aggregata e del livello generale dei prezzi dello stesso segno Uno shock dell’offerta , ovvero, uno spostamento della curva AS, provoca variazioni della produzione aggregata e del livello generale dei prezzi di segno opposto

Strumenti per influenzare la domanda aggregata Due sono i meccanismi attraverso cui lo Stato riesce a influenzare la domanda aggregata: politica fiscale e politica monetaria

  • Una politica fiscale espansiva può eliminare un differenziale recessivo
  • Una politica fiscale restrittiva può eliminare un differenziale inflazionistico
  • Una politica monetaria espansiva è la reazione a un differenziale recessivo
  • Una politica monetaria restrittiva è la reazione a un differenziale inflazionistico Mercato del lavoro Nel mercato del lavoro i ruoli delle imprese e famiglie sono scambiati rispetto ai mercati dei beni e servizi. Nel mercato del lavoro il lavoro è domandato dalle imprese e offerto dalle famiglie Domanda di lavoro : è la serie di quantità max di lavoro che le imprese sono disposte ad assumere La domanda di lavoro dipende da:  Tecnica  Rapporto tra le produttività marginali  il prezzo dell’altro fattore (remunerazione del capitale)  Remunerazione del lavoro
  • Per tracciare la curva di domanda bisogna tenere fermi i parametri e far variare il prezzo, ovvero, il salario nominale W Si ha: Dn=l(W) L’< Offerta di lavoro: è la serie di quantità di lavoro massime che i lavoratori sono disposti ad offrire
  • La curva di offerta, fermi restando i diversi parametri, è funzione diretta del salario W Si ha: Sn=f(W) f> 0 L’equilibrio dei singoli micromercati del lavoro è dato dall’uguaglianza: DL= SL Effetto di sostituzione / Effetto di reddito
  • Se aumenta il salario, l’effetto di sostituzione fa aumentare la quantità di ore lavorate.
  • Se prevale l’effetto reddito, un aumento del salario determina una riduzione delle ore di lavoro
  • Un differenziale salariale compensativo è la differenza di salario che rende due lavori ugualmente attraenti per un lavoratore
  • Le caratteristiche non monetarie dei diversi lavori danno origine a differenziali salariali compensativi.
  • In equilibrio vi è l’uguaglianza fra investimenti e risparmio La curva LM
  • La LM indica l’equilibrio del settore monetario
  • Essa indica tutte le combinazioni possibili dei livelli di reddito reale e di tasso d’interesse per le quali vi è l’equilibrio sul mercato della moneta
  • La LM esprime l’uguaglianza fra domanda ed offerta di moneta entrambe intese in termini reali Equilibrio macroeconomico
  • Una volta riunite le equazioni della IS e della LM, creano un modello integrato IS-LM che si può risolvere simultaneamente per i valori di entrambe le incognite Y e i
  • Per valutare l’efficacia della politica monetarie e della politica di bilancio bisogna considerare i casi limiti, ovvero trappola della liquidità e il caso neoclassico estremo Trappola della liquidità : La LM è data da una retta parallela all’asse delle ascisse; Caso neoclassico estremo: la LM è una retta parallela all’asse delle ordinate. Equilibrio esterno
  • Negli ultimi anni l’economia mondiale si caratterizza per un forte sviluppo dei movimenti internazionali di merci e di capitali
  • Un’economia aperta agli scambi è influenzata dall’andamento delle economie scambiste
  • Gli squilibri che si generano nell’economie aperte hanno ripercussioni nei rapporti commerciali e finanziari con l’estero. Bilancia dei pagamenti Rilevazione sistematica delle transazioni di natura economica e finanziaria di una nazione con il resto del mondo La bilancia dei Pagamenti si compone di tre conti:  Conto corrente : contabilizza, ad esempio, le esportazioni e le importazioni (si parla di bilancia commerciale);  Conto capitale : contabilizza, ad esempio trasferimenti di proprietà di attività reali;  Conto finanziario : contabilizza, ad esempio, gli investimenti diretti. Il Problema dell’aggiustamento della BP
  • I processi di riequilibrio della BP possono essere automatici e deliberati.
  • Sono automatici i processi promossi dai meccanismi di funzionamento del sistema monetario internazionale storicamente vigente.
  • Meccanismi deliberati sono promossi dalla Banca Centrale o dal governo.
  • La politica monetaria, la politica fiscale, la politica dei redditi possono essere deliberatamente indirizzate allo scopo di conseguire il riequilibrio della BP.
  • Il riequilibrio tra le esportazioni e le importazioni dei singoli paesi può dunque avvenire attraverso diversi processi. Significato di surplus e deficit, equilibrio della BP La Bilancia dei Pagamenti è sempre per definizione in pareggio contabile. Pertanto, lo squilibrio della BP si contrappone al concetto di equilibrio economico della stessa
  • Lo squilibrio attivo si chiama avanzo o surplus
  • Lo squilibrio passivo si chiama disavanzo o deficit
  • La presenza di un disavanzo o di un avanzo costituisce un campanello d’allarme per i responsabili della politica economica Meccanismi di aggiustamento automatici
  • I meccanismi automatici operano tramite i prezzi, reddito e cambi
  • Il meccanismo di aggiustamento tramite il reddito prevede che l’aggiustamento della BP sia l’effetto delle variazioni del reddito indotte nei paesi in avanzo o in disavanzo. Si assume che il paese aderisca a un sistema di tassi di cambio fissi e che i prezzi, salari e i tassi di interesse siano costanti
  • L’aggiustamento con tassi di cambio flessibili opera tramite un deprezzamento o una svalutazione della valuta nazionale. La possibilità che si verifichi un deprezzamento presuppone che il paese si trovi all’interno di un sistema nel quale i cambi sono flessibili e si aggiustano liberamente Meccanismi di aggiustamento deliberati
  • Per riequilibrare la BP paesi hanno a disposizione: le politiche di variazione della spesa; le politiche di orientamento della spesa, controlli diretti.
  • Le politiche di variazione della spesa includono tanto la politica fiscale quanto la politica monetaria.
  • Le politiche di orientamento consistono in una variazione del tasso di cambio
  • I controlli diretti sono rappresentati dai dazi, le quote e le altre restrizioni sui flussi internazionali di beni o capitali Il gold standard
  • Il gold standard fu operante a partire dal 1880 fino all’inizio della Prima guerra mondiale. Venne fatto in seguito un tentativo di ripristinare il gold standard dopo la guerra, ma esso fallì nel 1931
  • Nel gold standard ogni paese definisce il contenuto aureo della propria valuta e si dispone ad acquistare o vendere qualunque ammontare di oro sia richiesto a quel prezzo
  • Il contenuto in oro di una unità monetaria di ciascuna valuta è fissato, così come i tassi di cambio

 Tasso di inflazione non superiore dell’1,5% a quello medio dei tre Paesi più virtuosi;  Disavanzo pubblico non superiore al 3% del PIL;  Debito pubblico non superiore l 60% del PIL;  Tasso d’interesse non superiore ai 2 punti percentuali in più dei tre paesi meno inflazionistici;  Stabilità del cambio nel biennio precedente all’adesione. Unione Europea Essa è sorta dall’idea di creare gradualmente un corpo unitario partendo da paesi con storie differenti, ma conservando le diversità linguistiche, sociali e culturali più importanti. Nell’unione Europea per alcuni autori (valli) vi è un deficit democratico poiché il parlamento, il solo organo eletto direttamente dai cittadini europei ha poteri limitati. Il potere esecutivo e legislativo è concentrato nel Consiglio europeo, costituito dai presidenti del Consiglio dei paesi membri, assistiti dai ministri degli Esteri e da membri della Commissione. Il quadro economico generale Nel 1870 le potenze industriali dell’Europa occidentale erano La Francia, il Regno Unito e La Germania. Dal 1870 ai primi anni ottanta di quel secolo, i grandi imperi sovranazionali erano: Stati Uniti, Russia, poi Unione Sovietica. Nel Secondo dopoguerra vi è il terzo mutamento economico di fondo, ovvero l’ascesa del Giappone. La globalizzazione Intorno agli anni Settanta e Ottanta, si entra in una nuova fase storica, caratterizzata da sempre più strette interconnessioni economiche fra USA, EUROPA, GIAPPONE. Dal 1978 ad oggi si assiste all’ascesa della Cina. Si ritiene, che una prima ondata di globalizzazione sia avvenuta alla fine del XIX ed all’inizio del XX secolo. La successiva fase di globalizzazione, alla fine degli anni sessanta ha avuto, tuttavia, caratteristiche diverse. La globalizzazione ha favorito l’aumento della concorrenza internazionale e dell’efficienza in molti settori produttivi. La globalizzazione non è un semplice processo di internazionalizzazione, ma si tratta di un grande aumento della interdipendenza delle decisioni economiche a livello mondiale. I problemi della globalizzazione La globalizzazione si è accompagnata a processi di ristrutturazione, e di riconversione, se mal regolamentati possono accrescere le disuguaglianze economiche e sociali. La globalizzazione finanziaria ha contribuito alle crisi finanziarie, che hanno danneggiato l’economia reale.

La globalizzazione, in generale, ha spesso contribuito ad innescare circoli virtuosi tra paesi ricchi e circoli viziosi tra paesi poveri. L’economia della conoscenza La diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione hanno fatto sì che la produzione e la distribuzione della conoscenza vengano considerate un fenomeno economico (Valli, 2010). Il progresso tecnico può essere considerato esogeno, oppure endogeno al sistema. La conoscenza può essere incorporata nello stock di capitale oppure può essere separata dal capitale (Valli, 2010). Innovazione e conoscenza La conoscenza implica l’assimilazione e comprensione degli usi potenziali delle informazioni e quest’ultime sono date dall’organizzazione e contestualizzazione dei dati (Machlup, 1980). Innovazione è lo sviluppo di conoscenza per la realizzazione potenziale di un nuovo bene con un utilizzo ben identificato, solo alcune delle innovazioni riescono ad essere prodotte dando origine a nuovi prodotti (Valli, 2010). Un’innovazione incrementale rappresenta un miglioramento di un prodotto. Un’innovazione radicale consiste nella creazione di un nuovo prodotto (Valli,2010). La capacità di assorbimento è la competenza di un’impresa nel beneficiare della conoscenza generata da organizzazioni esterne. Ricerca e sviluppo Dalla metà degli anni Settanta è stata sviluppata una serie d’indicatori di scienza e tecnologia che cercano di individuare l’uso di conoscenza nelle imprese. Tra il 1991-2007 l’Italia è stato uno dei Paesi dell’Unione che ha realizzato un basso livello di investimenti in R&S.