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Ecosistemi Acquatici: Ambienti Dolci e Marini, Appunti di Ecologia

I principali ecosistemi acquatici, tra cui fiumi, laghi e stagni, e mari. Vengono esplorate le caratteristiche di ognuno di essi, come la distribuzione degli organismi, le condizioni ambientali e le influenze umane. Il testo illustra inoltre i problemi di inquinamento e la necessità di preservare questi ambienti.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 05/05/2022

Rebeccamassacci
Rebeccamassacci 🇮🇹

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Ecosistemi acquatici
Quasi il 75% della superficie della terra è coperto d'acqua. La maggior parte di questa acqua è
salata e forma gli ecosistemi marini. Altri ecosistemi acquatici presentano invece acqua dolce, per
esempio i laghi, gli stagni ed i fiumi. Il tipo di fondale, e le condizioni ambientali, come
temperature, luce, disponibilità di cibo e concentrazione di sali influenzano la distribuzione degli
organismi.
- Ambienti di acqua dolce: Il 3% dell'acqua totale della terra è costituito da acqua dolce.
Fiumi e torrenti:
sono volumi d'acqua, che scorrono in un'unica direzione e si distinguono solo per le
rispettive dimensioni. L'ecosistema fiume si modifica lungo il percorso che va dalla
sorgente alla foce. In prossimità delle sorgenti, le acque sono limpide con pochi sedimenti;
scendendo verso valle molti torrenti confluiscono nel fiume e le acque diventano più
torbide e ricche di sedimenti. Il flusso turbolento di molti torrenti rifornisce di ossigeno le
acque, mentre le acque torbide e più lente dei grandi fiumi possono esserne carenti. Alla
foce si mescolano le acque dolci con quelle salate del mare. La temperatura dell'acqua
varia con l'altitudine e la latitudine; la portata dei fiumi e la loro velocità di scorrimento con
le stagioni. Naturalmente la corrente varia nei diversi punti del fiume, dove la velocità
dell'acqua è minore, alghe e piante si possono fissare al fondale; nelle acque aperte il
plancton è scarso, perché è trascinato via dalle correnti e anche gli animali, pur dotati di
movimento proprio, hanno problemi. Sono abitati da trote, salmoni, pesci gatto, carpe,
insetti e larve.
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Scarica Ecosistemi Acquatici: Ambienti Dolci e Marini e più Appunti in PDF di Ecologia solo su Docsity!

Ecosistemi acquatici

Quasi il 75% della superficie della terra è coperto d'acqua. La maggior parte di questa acqua è

salata e forma gli ecosistemi marini. Altri ecosistemi acquatici presentano invece acqua dolce, per

esempio i laghi, gli stagni ed i fiumi. Il tipo di fondale, e le condizioni ambientali, come

temperature, luce, disponibilità di cibo e concentrazione di sali influenzano la distribuzione degli

organismi.

  • Ambienti di acqua dolce: Il 3% dell'acqua totale della terra è costituito da acqua dolce.

Fiumi e torrenti:

sono volumi d'acqua, che scorrono in un'unica direzione e si distinguono solo per le

rispettive dimensioni. L'ecosistema fiume si modifica lungo il percorso che va dalla

sorgente alla foce. In prossimità delle sorgenti, le acque sono limpide con pochi sedimenti;

scendendo verso valle molti torrenti confluiscono nel fiume e le acque diventano più

torbide e ricche di sedimenti. Il flusso turbolento di molti torrenti rifornisce di ossigeno le

acque, mentre le acque torbide e più lente dei grandi fiumi possono esserne carenti. Alla

foce si mescolano le acque dolci con quelle salate del mare. La temperatura dell'acqua

varia con l'altitudine e la latitudine; la portata dei fiumi e la loro velocità di scorrimento con

le stagioni. Naturalmente la corrente varia nei diversi punti del fiume, dove la velocità

dell'acqua è minore, alghe e piante si possono fissare al fondale; nelle acque aperte il

plancton è scarso, perché è trascinato via dalle correnti e anche gli animali, pur dotati di

movimento proprio, hanno problemi. Sono abitati da trote, salmoni, pesci gatto, carpe,

insetti e larve.

Laghi e stagni:

sono corpi idrici stagnanti, che si formano in depressioni della crosta terrestre. Le

dimensioni e la profondità determinano se si tratti di laghi o stagni. Un lago presenta tre

zone: una zona litorale poco profonda lungo le rive, la zona limnetica, che comprende le

acque aperte illuminate ed una zona profonda, nella quale la luce non arriva. Le piante con

radici e le alghe galleggianti sono gli organismi fotosintetici della zona litorale, che

comprende anche molti animali, quali insetti, crostacei, pesci, anfibi, rettili come

tartarughe e serpenti, uccelli acquatici ed alcuni mammiferi. Nella zona limnetica, il

fitoplancton e le piante forniscono alimentazione per lo zooplancton, essenzialmente

formato da rotiferi e piccoli crostacei, a sua volta cibo per piccoli pesci, di cui si nutrono i

pesci più grandi, i serpenti, le tartarughe e gli uccelli. La zona profonda è abitata invece

solo da eterotrofi, che si nutrono dei resti dei piccoli organismi della zona limnetica, che

hanno vita breve e poi precipitano verso il fondo. Siccome l'ossigeno è spesso raro vicino al

fondo, in questa zona sono abbondanti batteri ed altri organismi anaerobi. Le temperature

dei laghi possono variare secondo le stagioni e ciò si riflette sulla crescita degli organismi. In

primavera il sole riscalda le acque di superficie e i venti rimescolano le acque, facendo

scendere calore e ossigeno verso la zona profonda e riportando nutrienti in superficie.

  • Ambienti marini: corrispondono a circa il 75% della superficie terrestre. Dall'evaporazione dell'acqua degli oceani deriva la maggior parte delle piogge, inoltre la temperatura degli oceani svolge un ruolo determinante sull'andamento dei venti e sul clima in generale. si possono distinguere zone diverse, in base alla profondità e alla distanza della costa: . La zona umida costiera: è l'area in cui l'acqua marina penetra nella terraferma ed è costituita dalle barriere coralline (zone ricche di biodiversità) , nelle regioni tropicali e subtropicali e dalle lagune nelle zone temperate. In questa zona sono compresi anche gli estuari, confine tra acque dolci ed acque salate.

Il giardino ecologico

Un aspetto molto importate da insegnare ai bambini è sicuramente il rispetto e la cura del mondo. Inserendo nelle scuole dei giardini ecologici si possono educare i bambini attraverso il gioco. Si potrebbero piantare delle siepi, formate da piante che produco bacche, sono luoghi ricchi di biodiversità, in grado di attirare anche numerose specie di uccelli, ai quali sarebbe divertete costruire piccole casette nidi artificiali. Alla base comunque i cortili scolastici dovrebbero essere dei “cortili verdi” evitando l’asfalto. I bambini potrebbero utilizzare dei giochi, come ad esempio le altalene, costruite con corda e legno, per evitare la plastica. Potrebbero essere inserite delle piccole piscine in legno con all’interno della sabbia per i piu piccoli, cosi da permettergli di poter giocare in sicurezza. I bambini potrebbero piantare all’interno di alcuni vasetti, dei semi di piccole piante, dei quali si prenderanno cura personalmente e sarà una grande soddisfazione vederli crescere e vederli diventare piano piano, una vera e propria piantina. Anche piantare degli alberi da frutto, e coglierne i frutti quando saranno maturi, si potrebbe considerare come uno strumento per meglio affrontare, in modo organico, il tema di un corretto rapporto con l’ambiente, evitando ovviamente lo sfruttamento della terra.

Credo che sia fondamentale aiutare i bambini a scoprire la natura, imparare ad amarla e

rispettarla in ogni sua forma; cresceranno dei ragazzi, e poi degli adulti, più consapevoli.

Educarli ad essere il più possibile ecologici porta giovamenti ad ognuno di noi nel nostro

piccolo e soprattutto al nostro pianeta. Credo che l’ecologia dovrebbe essere un’altra

materia da inserire nel programma scolastico allo stesso livello della matematica,

dell’italiano, ecc.