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I riassunti contengono tematiche relative ai problemi ambientali quali:gas serra, buco dell’ozono, impronta idrica ed ecologica, rifiuti ecc.
Tipologia: Appunti
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LEZIONE 1 Introduzione alle tematiche dell’educazione ambientale L’educazione ambientale è un processo secondo il quale gli individui prendono consapevolezza dell’importanza del loro ambiente e acquisiscono conoscenze per risolvere i problemi attuali e futuri relativi all’ambiente. L’educazione ambientale è uno strumento utile a cambiare i comportamenti dell’uomo che danneggiano l’ecosistema. Nel 1948 l’ IUCN per la prima volta introduce il concetto di educazione ambientale definendola come un approccio educativo tra Scienze Naturali e Scienze Sociali. Nel 1972 ci fu la prima conferenza relativa alle tematiche ambientali (conferenza di Stoccolma), che richiama la necessità di una educazione rivolta ai problemi ambientali al fine di garantire il progresso e lo sviluppo per le generazioni future. Nel 1975 con la “Carta di Belgrado” venne assegnato un carattere sociale all’educazione ambientale che deve trasmettere nuovi valori etici al fine di regolare il rapporto tra uomo e ambiente. Nel 1977 a Tblisi ci fu la prima conferenza mondiale dedicata esclusivamente all’ambiente e durante la quale venne fatta una dichiarazione che definisce alcuni principi teorici dell’educazione ambientale quali. L’educazione ambientale deve essere: -Globale e multidisciplinare -Impartita a tutte le età e rivolta a tutta la comunità -Capace di connettere conoscenza e azione In questa conferenza risulta però ancora forte l’idea dell’ambiente come magazzino a cui attingere per gli scopi e la crescita della società, infatti uno degli obiettivi di questa conferenza è quello di far prendere coscienza ai cittadini delle conseguenze delle loro azioni. Altre conferenze vennero fatte per sensibilizzare il concetto di educazione ambientale, tra le quali ricordiamo quella di Rio de Janeiro nel
1992. Durante questa conferenza l’educazione ambientale venne identificata come la risorsa primaria per promuovere lo sviluppo sostenibile. Un documento importante AGENDA 21 definisce 3 linee guida: -Ri-orientare l’educazione in modo che sia funzionale per promuovere lo sviluppo sostenibile -Promuovere la formazione ambientale -Rafforzare la consapevolezza sui problemi ambientali. Caratteristica importante di questa conferenza è il passaggio dal concetto di educazione ambientale a quello di educazione alla sostenibilità. -EDUCAZIONE AMBIENTALE rivolta alla tutela della natura, del paesaggio e della biodiversità -EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITA’ rivolta a tutti e comprende gli aspetti sociali, ambientali ed economici. Anche in Italia ci furono numerosi provvedimenti a riguardo. -CARTA DI FIUGGI,1997 orientata allo sviluppo sostenibile e che vuole promuovere l’educazione allo sviluppo sostenibile nelle scuole. -LINEE DI INDIRIZZO INFEA,2000 sono linee di indirizzo per una nuova programmazione che prevede la collaborazione tra Stato, Regioni e Province di Trento e Bolzano. INFEA Informazione- formazione- educazione ambientale. -ANPA, anni ’90 nacquero delle agenzie per la protezione ambientale e ha contribuito ad arricchire l’offerta dei servizi e delle strutture territoriali per l’educazione ambientale. -CARTA NAZIONALE,2016 la collaborazione tra i due Ministeri si è rafforzata con la firma di un protocollo d’intesa sull’educazione ambientale e sviluppo sostenibile nelle scuole. Per concretizzare questo accordo si è svolta a Roma una conferenza a conclusione della quale due Ministri hanno redatto la Carta Nazionale, sul tema ambientale, con il contributo di numerosi esperti, università e altre istituzioni. L’educazione ambientale è uno strumento per: -Diffondere la cultura della sostenibilità -Assicurare ai cittadini il diritto alla salute, alla sicurezza -Tutelare l’ambiente grazie alla diffusione di comportamenti corretti -Consentire la partecipazione della comunità alla costruzione di un futuro sostenibile e rispettoso dei diritti delle future generazioni. L’educazione ambientale è una materia multidisciplinare che comprende sia le materie scientifiche che umanistiche. La conoscenza delle tematiche ambientali può aiutare a prevenire o ridurre l’impatto sull’ambiente delle attività umane. Le
conseguenze dell’alterazione degli ecosistemi spesso vengono notati troppo tardi quando ormai il danno è evidente e la sua soluzione è più complessa. La strategia per l’educazione e per lo sviluppo sostenibile, definita dai ministri dell’ambiente e dell’educazione, definisce la necessità da parte degli Stati membri di adottare delle misure che includono lo sviluppo sostenibile all’interno dell’educazione. La consapevolezza dell’importanza dell’educazione ambientale ha spinto l’UNESCO a proclamare il decennio ambientale (DESD). A conclusione del DESD, l’UNESCO ha lanciato il programma globale di azione sull’educazione allo sviluppo sostenibile per contribuire alla nuova AGENDA 2030 varata dai Capi di Stato e di Governo a settembre 2015. Un’altra importante iniziativa è quella portata avanti dalla rete internazionale di discussione e ricerca, WEEK. Questa associazione è un network che ha migliaia di iscritti in tutto il mondo e che organizza periodicamente dei congressi mondiali sull’educazione mondiale ai quali prendono parte docenti universitari, giornalisti, esponenti politici. Nell’UE l’educazione ambientale è diventata parte integrante dell’attività curriculare della scuola primaria e secondaria. Lo studio dell’ambiente è una materia fondamentale per preparare gli alunni a vivere in una società disponibile. -EPALE piattaforma online europea dedicata interamente al settore dell’educazione degli adulti. Le caratteristiche dell’educazione ambientale sono: -Educazione globale che coinvolge la persona in tutte le sue componenti, deve protrarsi per tutta la vita, attraversa diversi ambiti disciplinari, svolta in ambito formale e informale, non è solo una trasmissione di saperi ma implica un processo di esplorazione e una costruzione di competenze. Nel 2015 sono state pubblicate le linee guida relative all’educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile predisposte dal MIUR e dal MINISTERO DELL’AMBIENTE. Queste linee guida prevedono che all’interno dei programmi di Storia, Geografia, Arte, Scienze, Tecnologia vengano affrontati temi quali: tutela delle acque, tutela della biodiversità, gestione dei rifiuti, inquinamento, consumo del suolo. AMBIENTE deriva dal termine latino ambiens-ambientis e significa ciò che circonda e indica il contesto nel quale ci troviamo. ECOSOSISTEMA insieme degli organismi viventi (fattori biotici) e della materia non vivente (fattori abiotici) che interagiscono tra loro e con l’ambiente che li circonda. IMPATTO AMBIENTALE L’uomo con le sue azioni genera forme di impatto. L’impatto ambientale è quell’insieme di effetti prodotti sugli ecosistemi derivati dalle opere costruite dall’uomo, dalle attività, dai prodotti e dai servizi. INQUINAMENTO gli esseri umani hanno sempre prodotto forme di impatto. Quando queste forme di impatto non sono in grado di essere smaltite dall’ambiente generano un danno permanente ovvero l’inquinamento. Per inquinamento dunque si intendono tutte quelle forme di alterazione dell’ambiente causate dall’incapacità dell’ambiente stesso di eliminarle. È il superamento della capacità portante dell’ambiente. CAPACITA’ PORTANTE la quantità di biomassa che può essere sostenuta in determinate condizioni in un ecosistema. Questo dipende sia dalla disponibilità di risorse presenti in un territorio ma anche dalla capacità del sistema di smaltire le scorie prodotte dagli esseri viventi. RISORSE NATURALI tutti i materiali presenti in natura e utilizzati dall’uomo per soddisfare i propri bisogni. RISORSE RINNOVABILI sono quelle che non diminuiscono con l’utilizzo da parte dell’uomo. RISORSE NON RINNOVABILI sono quelle presenti sulla Terra in quantità fisse pertanto il loro prelievo da parte dell’uomo causa una diminuzione della sua disponibilità. BIODIVERSITA’ varietà degli organismi viventi che popolano il pianeta Terra. Alcuni ambienti sono particolarmente ricchi di biodiversità come la barriera corallina, le foreste tropicali che ospitano circa la metà degli esseri viventi del Pianeta. La biodiversità si misura a livello di geni, di specie e di ecosistemi. SVILUPPO SOSTENIBILE sviluppo che risponde alle necessità delle generazioni attuali senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze.
diminuzione della popolazione. Il libro alla fine dice che per evitare catastrofi, guerre, epidemie ecc. occorreva porre dei limiti e rallentare la crescita della popolazione e di conseguenza diminuire l’estrazione di risorse naturali e ridurre anche la produzione agricola e industriale. Cosa significano i termini crescita e sviluppo in economia? CRESCITA incremento del prodotto interno lordo ovvero l’aumento delle merci prodotte in una nazione. Dunque il PIL misura il valore dei beni e servizi prodotti in una nazione. SVILUPPO processo di miglioramento delle condizioni della qualità della vita e comprende diversi aspetti quali quello sociale, sanitario ecc. I tassi di alfabetizzazione, mortalità infantile sono gli indici per misurare questo sviluppo. Il libro “Limiti dello sviluppo” affermava che in un mondo dove le risorse sono finite e la popolazione è in continua crescita era inevitabile il collasso se non venivano riviste le teorie economiche. Questo libro provocò numerosi dibattitti sia dalla sinistra che dalla destra. Nel 1973 ci fu la crisi petrolifera che attirò l’opinione pubblica sul problema della scarsità delle risorse. KENNET BOULDING fu un economista “eretico” rispetto al pensiero dominante nel tempo. Fu il primo a considerare la terra come un sistema chiuso. Solo dalla Terra l’uomo può trarre le risorse necessarie e solo nella Terra si possono lasciare i rifiuti. Secondo l’economista qualsiasi tentativo di espansionismo dei consumi e del PIL può portare ad una grande crisi. Fino al 1970 gli accordi internazionali sulle tematiche ambientali riguardavano prevalentemente la pesca, la protezione dell’Oceano Pacifico. Ma a partire dal 1972 sono state promosse dalle Nazioni Unite una serie di conferenze sul tema dell’ambiente. 1972, L’ambiente umano organizzata a Stoccolma dall’ONU. Il documento stilato alla fine di essa sottolineava il fatto che l’ambiente debba servire agli esseri umani, ma questi ultimi devono regolare azioni e comportamenti in base alle leggi dei limiti dell’ambiente. La difesa e il miglioramento dell’ambiente sono un obiettivo per l’intera umanità. Questa conferenza fu una delle più importanti in quanto per la prima volta scienziati, politici e diplomatici si sono seduti allo stesso tavolo per affrontare i problemi relativi allo sviluppo umano e ambientale. I risultati raggiunti da questa conferenza sono stati: -Istituzione dell’UNEP -Problema ecologico è globale -Dichiarazione di Stoccolma e del Piano d’Azione con degli obiettivi quali: 1- libertà, uguaglianza e diritto per tutti i cittadini ad adeguate condizioni di vita 2- protezione e preservazione delle risorse naturali a beneficio delle generazioni future 3- ruolo centrale della conservazione della natura regolata da leggi politiche ed economiche 1983, Commissione per lo sviluppo e l’ambiente il suo obiettivo era quello di interessarsi al trasferimento delle tecnologie dal Nord al Sud del mondo. Questa commissione fu importante perché pubblicò il RAPPORTO BRUNTLAND, 1987 contiene la definizione di sviluppo sostenibile, ovvero che risponde alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze. Questa definizione venne poi cambiata in quanto al centro di essa c’era la generazione umana. Una nuova definizione venne data nel 1991 la stessa di prima con l’aggiunta del fatto che non bisogna eccedere la capacità di carico di supporto che gli ecosistemi hanno. 1992, Ambiente e sviluppo organizzata a Rio de Janeiro. Questa conferenza è ritenuta la data di inizio della politica ambientale globale. La mancanza degli Stati Uniti a questa conferenza condizionò i contenuti dei documenti adottati privandoli di obiettivi chiari, scadenze e impegni. POLITICA AMBIENTALE l’insieme di interventi attuati da autorità pubbliche o da soggetti privati al fine di regolare le attività umane che riducono la disponibilità di risorse naturali o ne peggiorano la qualità. Dunque l’oggetto di questa politica sono i comportamenti sbagliati che producono il degrado degli ecosistemi. Dopo il summit di Rio vennero stilati i seguenti documenti: -Convenzione quadro sulla biodiversità l’obiettivo era quello di tutelare le specie nei loro habitat naturali e ripristinare le specie in via di estinzione.
-Convenzione quadro sui cambiamenti climatici l’obiettivo era quello di mettere in atto misure a breve, medio e lungo periodo per prevenire e ridurre le cause e gli effetto dei cambiamenti climatici.
-Dichiarazione dei principi per la gestione sostenibile delle foreste questo documento definiva diverse azioni per la salvaguardia del patrimonio forestale, attraverso lo sfruttamento sostenibile delle risorse forestali. -Agenda 21 rappresenta un programma di azione per avviare i principi dello sviluppo sostenibile del pianeta dal 1992 al XXI secolo. -Dichiarazione di Rio su ambiente e sviluppo in questo documento vennero definiti 27 principi, diritti e responsabilità che le nazioni hanno nei confronti dello sviluppo sostenibile. 2012, Earth summitt Rio+20 vennero affrontate 10 priorità. -Deforestazione -Sovrappopolazione -Biodiversità -Cambiamenti climatici -Fame nel mondo -Scarsità di acqua -Povertà globale -Energie rinnovabili -Oceani -Inquinamento dell’aria Il documento finale firmato da 191 paesi e chiamato “Il futuro che noi vogliamo”, non contiene né proposte concrete e né obiettivi ben definiti. Nel settembre del 2015 i governi dei 193 paesi membri dell’ONU firmano l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un programma di azione per le persone, il pianeta che ingloba 17 obiettivi. Questi erano contenuti in un grande programma di azione che contiene 169 obiettivi. Questi obiettivi seguono quelli degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Rappresentano obiettivi comuni che riguardano tutti i paesi e tutti gli individui. I principi dello sviluppo sostenibile sono: Integrità degli ecosistemi salvaguardia degli ecosistemi e biodiversità, corretto utilizzo di risorse rinnovabili e non, capacità di carico. Efficienza dell’economia Equità sociale uguale diritto di tutti i popoli di partecipare allo sviluppo, il benessere del presente non deve danneggiare quello delle future generazioni. Lo sviluppo sostenibile è l’intersezione di 3 insiemi che rappresentano gli obiettivi di sviluppo economico, sociale ed ambientale. Se le scelte di pianificazione privilegiano solo uno o due dei seguenti obiettivi non si verifica uno sviluppo sostenibile ma uno sviluppo conservazionista, ecologista o socio- economico. Dunque promuovere lo sviluppo sostenibile significa ricercare l’equilibrio tra queste dimensioni. L’equilibrio è di tipo dinamico in quanto è soggetto a diversi cambiamenti. LEZIONE 3 Impronta ecologica e idrica Una volta stabilito che occorre perseguire l’obiettivo dello sviluppo sostenibile ci si domanda come misurarlo, ovvero creare degli indici mediante i quali possiamo valutare la valenza ecologica di un comportamento, un consumo ecc. Indicatore di sostenibilità al termine indicatore sono associati diversi significati. Un indicatore è stato definito come una variabile, parametro, valore, modello empirico della realtà. Un indicatore è generalmente considerato come un segno o una variabile che riassume o semplifica delle importanti informazioni. Un qualcosa che ci fornisce una traccia su un tema più ampio che non possiamo considerare direttamente. Un indicatore aiuta a quantificare, misurare e comunicare quanto studiato. Indice biotico esteso si basa sulla raccolta di differenti specie di macro invertebrati, più sono le specie trovate e migliore è la qualità ecologica del corso d’acqua. -IMPRONTA ECOLOGICA questo concetto è stato introdotto nel 1990 da REES e WACKERNAGEL e ha trasformato in un valore comprensibile l’impatto che l’attività umana ha sull’ambiente. Esso è la
farsi un bagno in vasca consuma circa 150 lt di acqua, la stessa quantità di acqua impiegata da 12/ abitanti del Madagascar. Esistono 3 tipi di impronta idrica: -Impronta idrica verde è il volume di acqua piovana che viene conservata nel suolo e poi evapora oppure che viene incorporato dalle piante. -Impronta idrica blu il volume di acqua che proviene da risorse superficiali o sotterranee che può evaporare oppure essere incorporato da un prodotto. Impronta idrica grigia volume di acqua necessario a smaltire gli agenti inquinanti che vengono rilasciati durante i processi di produzione agricola. Stress idrico rapporto tra la somma delle impronte idriche blu e grigie e le risorse idriche rinnovabili disponibili. LEZIONE 4 Effetti delle attività umane sull’ambiente: effetto serra e cambiamenti climatici In ecologia il ciclo biogeochimico (ciclo vitale) è il percorso seguito da un determinato elemento chimico all’interno della ecosfera o biosfera (Terra). Il ciclo dell’acqua è un esempio di ciclo biogeochimico. La ecosfera è divisa in diverse aree: -Atmosfera – Idrosfera – Biosfera – Pedosfera – Litosfera BIOSFERA insieme delle zone della Terra in cui le condizioni ambientali permettono lo sviluppo della vita. ECOSFERA insieme delle zone della Terra in cui le condizioni ambientali permettono la formazione e lo sviluppo degli ecosistemi. -Forcing radiativo è il bilancio che viene misurato alla sommità della tropopausa (strato di atmosfera che separa la troposfera dalla stratosfera) tra energia solare in entrata sulla Terra e quella in uscita. In poche parole è la quantità di energia solare che resta sulla Terra. Questa quantità dipende da una serie di sostanze chiamate GAS SERRA. EFFETTO SERRA La Terra assorbe la radiazione solare e la re-irradia sotto forma di radiazione infrarossa (calore). GAS SERRA -Anidride carbonica, CO -Metano, CH -Protossido di azoto, N2O -Esafloruro di zolfo, SF -Clorofluorocarburi, CFC gas artificiali creati dall’uomo -Ozono troposferico, O3 si forma in prossimità della superficie terrestre a causa dell’inquinamento dovute alle autovetture. -Ruolo dell’effetto serra sul clima l’effetto serra modifica la quantità di energia termica presente nell’atmosfera alterando sia la distribuzione delle masse di aria, ma anche i fenomeni di evaporazione/ condensazione dell’acqua. Maggiore è la temperatura terrestre e maggiore sarà l’acqua che evapora. Dunque le attività dell’uomo che causano l’aumento dei gas serra possono influenzare le condizioni climatiche. -ACIDIFICAZIONE DEGLI OCEANI corrisponde alla decrescita del valore del PH oceanico causato dall’assunzione di anidride carbonica, di origine antropica, dall’atmosfera. Una parte di anidride carbonica presente nell’atmosfera va a finire negli Oceani dove si trasforma in acido carbonico. Questo fenomeno avrà un effetto negativo sull’ecosistema, poiché le sostanze con cui sono formati gli organismi marini tendono a dissolversi in soluzioni acide. CICLI DI MILANKOVIC sono gli effetti delle variazioni dei movimenti della Terra sul clima. -Inclinazione assiale è l’inclinazione dell’asse terrestre rispetto all’orbita ed è soggetta a delle oscillazioni di 2,4° di ampiezza. Queste variazioni sono periodiche. Più aumenta l’obliquità e più l’ampiezza del ciclo stagionale aumenta. Di conseguenza le estati diventano più calde e gli inverni più freddi. -Eccentricità orbitale
-Precessione degli equinozi è la variazione della direzione dell’asse terrestre rispetto al Sole e che la Terra compie in circa 20.000 anni. All’aumentare della distanza dal Sole la quantità di radiazione solare diminuisce portando a inverni più freddi, viceversa alla diminuzione della distanza dal Sole le estati saranno più calde. Carota di Vostok è una sezione semicircolare di ghiaccio che offre informazioni utili sul clima, radiazione solare ecc. Un altro esempio è la Carota di DOME C in Antartide. La prima persona a prevedere che l’emissione di carbonio dalle combustioni avrebbe causato il surriscaldamento del pianeta fu ARRHENIUS. Nel 1856 pubblicò un articolo “L’influenza dell’anidride carbonica dell’aria sulla temperatura del suolo”. Inizialmente questi problemi vennero ignorati, solo negli anni 80 iniziarono a riunirsi conferenze per risolvere questi problemi. 1979, prima conferenza mondiale sul clima si riconosce come urgente il problema dei mutamenti climatici. Il mondo scientifico denuncia come le alterazioni in atto possono avere dei riscontri negativi sull’uomo e sull’ambiente. Al termine di questa conferenza venne fatta una dichiarazione con la quale si invitano tutti i capi di Stato a mettere in atto delle politiche per garantire il benessere dell’umanità. Si stabilisce di dare vita al WCP WORLD CLIMATE PROGRAMME. Da questo momento vennero fatte numerose conferenze e nel 1990 una seconda conferenza mondiale. 1988, IPCC INTERGOVERNAL PANEL ON CLIMATE CHENGE, pubblica il suo primo rapporto sul clima. L’IPCC è un organo scientifico per lo studio delle alterazioni del clima terrestre. È stato fondato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, WMO e UNEP. Il compito di questo organo è quello di valutare le informazioni necessarie per la comprensione del rischio di alterazioni del clima, indotte dall’uomo e dei potenziali impatti sul pianeta di queste alterazioni. L’IPCC ha sede a Ginevra e la sua attività principale è la pubblicazione di rapporti periodici sullo stato delle alterazioni climatiche. Nel 2007 l’organizzazione ha vinto un Premio Nobel per la pace, per l’impegno nel diffondere la conoscenza sui cambiamenti climatici dovuti al riscaldamento globale. Il riscaldamento globale è inevitabile visto l’aumento delle temperature medie, scioglimento dei ghiacciai e crescita del livello dei mari. La maggior parte degli aumenti della temperatura sono causati dall’incremento dei gas serra emessi dalle attività umane. Nonostante siano stati attuati numerosi interventi per promuovere lo sviluppo sostenibile l’emissione di gas serra continuerà ad aumentare. Con il costante aumento di emissione di gas serra ci troveremo di fronte a seri problemi quali: acidificazione degli oceani, innalzamento del livello del mare. Nelle zone tropicali secche le riserve di acqua potabile saranno in forte calo, le inondazioni e la siccità ridurranno la produttività agricola in molte regioni. Possibili conseguenze dei cambiamenti climatici: -Diminuzione delle rese agricole, aumento dei prezzi, -Aumento degli eventi metereologici estremi quali uragani, inondazioni -Diminuzione della biodiversità, dunque l’estinzione di numerose specie di animali e vegetali -Innalzamento del livello del mare -Effetti sulla salute umana, possibile diffusione di malattie tropicali. PROTOCOLLO DI KYOTO Il trattato prevede l’obbligo di ridurre le emissioni di elementi inquinanti in una misura non inferiore al 5,2% rispetto alle emissioni registrate nel 1990. Secondo uno studio dell’IPCC se le emissioni di gas serra continueranno ad aumentare con il ritmo attuale in breve si raggiungerà il raddoppio delle concentrazioni di anidride carbonica, causando l’aumento della temperatura globale. Secondo questo ente l’uomo ha influito in gran parte alla diffusione dei gas serra. Per cambiare la situazione occorre tagliare almeno il 60% delle emissioni di gas a effetto serra, ma l’obiettivo del protocollo di Kyoto è dieci volte inferiore. STRATEGIA 20-20-20 ha stabilito 3 obiettivi da raggiungere entro il 2020: -Ridurre i gas a effetto serra del 20% -Ridurre i consumi energetici del 20% -Soddisfare il 20% del fabbisogno energetico europeo con le energie rinnovabili Nel gennaio del 2014 è uscito il “Pacchetto energia” per il 2030 che alza la riduzione dei gas a effetto serra al 40%.
Il problema della scarsità idrica si potrebbe risolvere attraverso la costruzione delle dighe. Questi interventi portano da un lato dei vantaggi ma anche degli svantaggi. VANTAGGI consente la difesa del territorio, bassi costi di manutenzione, fonte rinnovabile di energia, fonte di energia non inquinante. SVANTAGGI perdita di terreno fertile, spostamento di migliaia di persone, condizioni di vita pessime per i lavoratori, quantità di energia e acqua fornita è inferiore a quella prevista. Cosa si intende per guerre dell’acqua? Sono quei conflitti nei quali l’appropriazione delle risorse idriche sono alla base del conflitto. Non sono considerate guerre quelle in cui l’acqua viene utilizzata come arma per indurre alla resa di una popolazione come avvenne a Sarajevo nel 1999. Guerra tra Israele e Palestina dopo la proclamazione di indipendenza, l’Israele cercava di accaparrarsi le risorse idriche della regione. L’Israele mirava ad utilizzare le acque del fiume Giordano per irrigare il deserto del Negev. Anche altri paesi come il Libano e la Siria avevano gli stessi obiettivi. L’Israele prima che l’acqua potesse essere prelevata dagli arabi dichiara guerra a Egitto, Siria e Giordania. Con le guerre successive del 1967 del Golan. Il Golan e successivamente il Libano vennero annessi all’Israele che ha ottenuto il controllo sulla maggior parte delle risorse idriche della regione. L’Israele ha però firmato degli accordi di pace con la Giordania e con la Palestina nel 1994. In questi accordi sono stati stabiliti i criteri di prelievo di acqua dal fiume Giordano e dai suoi affluenti. BACINO IDROGRAFICO DEL NILO nel 1929 venne firmato un trattato tra Egitto e Sudan, che imponeva alla seconda nazione di non costruire nessuna opera idraulica che modificasse la portata idrica del fiume Nilo. Successivamente vennero divisi gli 84 miliardi m3 di acqua tra le 2 regioni. 55 all’Egitto e 19 al Sudan. Con una nuova clausola chiamata “ENTEBBE 2010” si prevedeva lo svolgimento di tutte le attività sul Nilo purchè queste non mettano a rischio la sicurezza idrica degli stati del bacino. NILE BASIN INIZIATIVE, 1999 hanno partecipato alcune nazioni attraversate dal Nilo. L’obiettivo è quello di sviluppare la regione attraverso un approccio di cooperazione tra tutti gli aderenti e promuovere la pace e la sicurezza nel bacino idrico. PAESI ADERENTI Canada, Danimarca, Germania, Italia, Francia, Norvegia PROGETTO GERD è progetto per la costruzione della più grande diga in Africa. Questa diga che verrà situata in Etiopia ha lo scopo di produrre energia elettrica. Il progetto è stato avviato nel 2011 e sarà concluso a breve. Questo progetto rischia però di trasformarsi in un disastro ambientale poiché è stato avviato senza aver fatto una valutazione sociale e ambientale, senza il coinvolgimento dei Paesi vicini che condividono il fiume. Le autorità etiopi sostengono che il GERD avrà uno scarso effetto sulla quantità di acqua che raggiunge l’Egitto e il Sudan. Alcuni studi indicano invece che se la diga viene utilizzata in modo corretto potrebbe aumentare la quota di acqua in Egitto. GUERRA DEL DARFUR il Darfur è una regione situata nella parte nord-occidentale del Sudan. Il territorio è diviso in 3 province: SCHIERAMENTO NON BAGGARA: -Popolazione non baggara non islamici, Movimento di giustizia e uguaglianza e il movimento per la liberazione del Sudan. Principalmente composta da tribù dedite all’agricoltura. -Ciad ed Eritrea azione di supporto SCHIERAMENTO BAGGARA -Janjaweed gruppo di miliziani islamici reclutati tra i membri delle tribù nomadi dei Baggara. -Governo sudanese nega di supportare i Janjaweed -Cina azione di supporto CAUSE DEL CONFLITTO secondo l’UNEP vi sono problemi relativi alla scarsità di acqua, cambiamenti climatici e perdita del suolo fertile. L’eccessiva pressione antropica sulle risorse naturali, insieme ai cambiamenti climatici hanno causato l’impoverimento della popolazione locale innalzando una guerra tra le popolazioni nomadi (allevatori di bestiame) e gli agricoltori (stanziali). A questa situazione ha contribuito il governo che non si è preoccupato di avviare programmi di sviluppo agricolo ed economico per ridurre il degrado ambientale della popolazione.
ORIGINI DEL CONFLITTO questa guerra ha origini nel passato. La regione del Darfur è stata sempre emarginata sia a livello economico ma anche a livello politico, poiché il Governo aveva riservato maggiore attenzione alle regioni orientali poste nel bacino del fiume Nilo. Dopo numerosi trattati di pace violati e soluzioni dell’ONU non applicate, sono morte 300,000 persone a causa di questa guerra. Nel 2009 il generale AGWAI dichiara finita la guerra. Questa però esplose nuovamente qualche anno dopo, la scelta del Governo di intervenire militarmente peggiorò la situazione causando guerra e scompigli. Oggi il Darfur vive ancora in un profondo stato di crisi. TURCHIA-SIRIA-IRAQ è una delle più antiche guerre dell’acqua. Dopo aver rischiato una guerra a causa della costruzione delle dighe nel 1975, Iraq e Siria hanno raggiunto un compromesso. La Turchia però non essendo disposta a firmare accordi, approva un progetto dagli effetti devastanti, il GAP che consiste nella costruzione di 22 dighe in Anatolia. Le aree in cui sorgono le dighe sono abitate per lo più dai Curdi. Questo progetto rappresenta per il governo turco il miglior modo per assumere il potere rispetto ai suoi 2 antagonisti: Siria e Iraq. Tutti e 3 i paesi vogliono estendere le superfici irrigue. La Turchia comincia a gestire le acque in Iraq e Siria. La portata di acqua dei fiumi Tigri ed Eufrate è già diminuita a causa delle dighe realizzate ma anche a causa della siccità che ha colpito la regione. Quando il progetto GAP sarà concluso la percentuale di acqua prelevata salirà notevolmente, causando la diminuzione delle terre irrigate per l’Iraq. Si attiva l’equivalenza: meno acqua= meno raccolti= meno cibo= miseria. Nel 2002 gli autori Barlow e Clarke, scrivono un libro “ORO BLU”. In questo libro gli autori documentano la rapida espansione degli interessi delle multinazionali sulle risorse idriche. Se le guerre del XX secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del XXI secolo avranno come oggetto quello di contendersi l’acqua. Più si andrà avanti e più le condizioni peggioreranno: le forniture idriche pro- capite diminuiranno in molte aree del pianeta. Paesi come l’Arabia Saudita e la Libia dovranno ricorrere all’estrazione dalle falde acquifere fossili e dunque a risorse idriche non rinnovabili che si esauriranno nel giro di 15-60 anni. Durante il secondo forum mondiale dell’acqua all’Aia il termine “diritto” dell’umanità all’accesso all’acqua è stato sostituito con il termine “bisogno.” Mentre il diritto obbliga tutte le istituzioni ad assicurare a tutti l’erogazione di acqua, il bisogno trasforma la risorsa idrica in un bene economico che può essere sottoposto alle stesse regole del mercato libero. Privatizzazione dell’acqua Spesso la privatizzazione dell’acqua viene giustificata con la necessità di gestire in maniera efficace la risorsa di acqua, assicurando la qualità e la quantità del servizio evitando perdite e sprechi. Non tutti però sono d’accordo. Alcuni ritengono che la privatizzazione dei servizi idrici non garantisce né migliori servizi né rispetto dell’ambiente. La privatizzazione è a favore degli azionisti che hanno come scopo la massimizzazione dei profitti. La privatizzazione porta a numerosi svantaggi quali: -si trascurano le esigenze sociali ma anche quelle ambientali aumento delle tariffe, costruzione di dighe, deviazione dei fiumi. Multinazionali dell’acqua LA SUEZ oggi si chiama ONDEO e ha sede in Francia. La Suez è presente in 130 paesi e fornisce l’acqua a 70 milioni di persone. Questa multinazionale possiede meno contratti in Francia, ma vanta il maggior numero di paesi e persone servite in tutto il mondo. LA VEOLIA ha sede in Francia ed è la prima compagnia idrica mondiale. Questa multinazionale è più attiva in Francia e ha un fatturato superiore dovuto alla più ampia offerta di servizi nell’ambito della gestione dell’acqua, ma anche dovuto al fatto che essa opera in altri settori come quello dei trasporti pubblici e smaltimento dei rifiuti.
- Il 10 aprile del 2000 in Bolivia, il movimento popolare riuscì a sconfiggere un consorzio di multinazionali chiamato “AGUA DI TARI” che aveva privatizzato l’acqua nella città di Cochabamba, triplicando le tariffe ed escludendo il 50% della popolazione all’accesso ai servizi idrici. Dunque il movimento popolare riuscì a sconfiggere la multinazionale, riappropriandosi dell’azienda idrica municipale. Il consorzio chiede il risarcimento di 25 milioni di dollari per il mancato guadagno presso il tribunale interno della Banca Mondiale. Dopo qualche anno il consorzio si arrende e ritira la sua richiesta di risarcimento e di vendere le azioni dell’azienda.
negativi sulle colture di soia ma anche effetti negativi su numerose specie di vegetali e anche sull’ambiente acquatico. AZIONI POLITICHE PER RIDURRE LA PRODUZIONE DI CFC -Protocollo di Montreal è un trattato internazionale volto a ridurre la produzione e l’uso delle sostanze che minacciano lo strato di ozono. Questo protocollo è stato firmato nel 1987 ed entrato in vigore due anni dopo. -Conferenza delle parti si riunisce ogni anno in uno dei paesi aderenti per valutare l’efficacia del protocollo sopra citato. Ad oggi 192 nazioni fanno parte del protocollo. Per ciascuna categoria di CFC è previsto un piano di smaltimento o di eliminazione con precise scadenze temporali. L’unione europea ha reso operativo il protocollo nel 1994. Con un regolamento è stato anticipato al 2015 la messa al bando totale di produzione e uso dei CFC. Con l’entrata in vigore del protocollo le concentrazioni atmosferiche di CFC sono diminuite o si sono stabilizzate in gran parte del mondo, ma in Cina e India sono aumentate. PIOGGE ACIDE La causa delle piogge acide sono principalmente due sostanze: azoto e zolfo. Le emissioni di zolfo in Europa sono aumentate dal 1880 fino a raggiungere 60 milioni di emissioni nel 1980, per poi decrescere notevolmente. Il settore produttivo che immette più anidride solforosa è quello della produzione energetica. Le azioni di riduzione degli ossidi di azoto (NOx) sono molto più difficili di quelle attuate per la SO2 (anidride solforica), anche perché i primi sono più stabili. INQUINAMENTO NO x è accentuato in diverse aree europee ed è dovuto soprattutto alla combustione dei gas ad uso casalingo e automobilistico. SCALA DELL’ACIDITA’ è un indice che misura l’acidità dell’acqua a 3 livelli: acido, neutro e basico. EFFETTI DELLE PIOGGE ACIDE SULLE ACQUE l’acqua con un PH inferiore alla neutralità provoca gravi danni agli ecosistemi acquatici. Questa perturbazione modifica l’habitat a diverse piante e animali, dando vita a biocenosi anomale. L’acidificazione dell’acqua provoca anche la riduzione della diversificazione di flora e fauna acquatica. Ph scala che misura l’acidità dell’acqua. PIOGGE ACIDE consiste nella ricaduta sul suolo di molecole acide diffuse nell’atmosfera che vengono catturate e deposte al suolo da precipitazioni come: neve, acqua, pioggia, grandine. Per promuovere l’abbattimento delle emissioni di azoto si dovrebbero: -incentivare le energie rinnovabili e attuare una mobilità sostenibile. -consumare meno energia -sostituire il combustibile -purificazione del combustibile -eliminazione dell’anidride solforosa dei gas combusti Le piogge sono acide a causa dell’anidride carbonica e degli ossidi di azoto che si dissolvono nelle gocce di pioggia sotto forma di acido carbonico e acido nitrico. Ci sono 2 tipi di deposizioni acide: DEPOSIZIONE UMIDA quando la deposizione al suolo di inquinanti acidi avviene attraverso soluzioni acquose atmosferiche come pioggia, neve e nebbia. DEPOSIZIONE SECCA quando gli ossidi di zolfo e azoto non entrano in contatto con le gocce di acqua ma raggiungono direttamente il suolo. EFFETTI DELLE PIOGGE ACIDE: -Strutture architettoniche l’anidride solforica reagisce con il carbonato di calcio dei monumenti trasformandolo in gesso. -Vegetazione Diretti riduzione della fotosintesi e necrosi fogliari Indiretti acidificazione del suolo AZIONI POLITICHE PER RIDURRE LE PIOGGE ACIDE -Protocollo di Helsinki e Oslo, 1985 e 1994 per ridurre le emissioni antropogeniche di zolfo al fine di limitare i danni sugli ecosistemi
-Protocollo di Sofia, 1988 per ridurre le emissioni degli ossidi di azoto -Protocollo di Goteborg, 1999 per abbattere l’acidificazione. Importante è la direttiva comunemente conosciuta come NEC del Parlamento europeo e del Consiglio adottata nel 2001. Questa direttiva stabilisce dei limiti nazionali di emissione per 4 inquinanti: -biossido di zolfo, ossidi di azoto, ammoniaca e composti organici volatili. La maggiore acidità dell’acqua facilita la solubilizzazione di metalli che sono tossici per le piante. EFFETTI DELLE PIOGGE ACIDE SUI MONUMENTI gli inquinanti presenti in atmosfera possono depositarsi tramite processi secchi o umidi. Il freddo fa condensare il vapore acqueo che discioglie gli inquinanti e li fa penetrare nel monumento. In genere le piogge acide scoloriscono i monumenti a causa della trasformazione del marmo (non solubile in acqua) in gesso (solubile in acqua). Possono inoltre formarsi delle croste bianche o nere. Nel primo caso si verifica la dissoluzione e la successiva erosione delle rocce calcaree formando aree bianche. Nel secondo caso quando la pietra è bagnata si originano croste di gesso nere che includono delle particelle carboniose che giocano un ruolo importante nel processo di annerimento. Le precipitazioni intense erodono le parti esposte dei monumenti dando vita alle croste bianche. Le parti protette dalle piogge ma interessate dall’inquinamento urbano assumono una colorazione nera. LEZIONE 7 I rifiuti I rifiuti sono i materiali di scarto che derivano dall’attività umana. Sono un documento diretto, minuzioso delle abitudini e dei comportamenti di chi li ha prodotti e sono un immenso giacimento di informazioni di grande valore. Attualmente la gestione dei rifiuti in Italia è regolamentata dal decreto legislativo del 3 aprile 2006 (n.152) e da quello del 3 dicembre 2010 (n. 205). Rispetto al primo, il secondo decreto precisa i concetti quali la definizione di rifiuto, recupero e smaltimento. Interviene per rafforzare le misure da adottare per la prevenzione dei rifiuti ma anche studiare l’intero ciclo di vita dei prodotti e dei materiali. Attenzione non solo nella fase in cui diventano rifiuti ma anche alla fase della produzione e gestione dei rifiuti. Secondo l’articolo del decreto del 2006 per rifiuto si intende: “qualsiasi sostanza o oggetto che rientra nelle categorie dell’allegato A del decreto e di cui il detentore si disfi, abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”. Nell’allegato sono presenti 16 categorie tra le quali ricordiamo: prodotti fuori norma, prodotti scaduti, sostanze contaminate. Secondo il decreto legislativo del 2010 i rifiuti urbani si dividono in: -Rifiuti domestici -Rifiuti simili rifiuti che sono comparabili per tipo e composizione a quelli domestici, esclusi i rifiuti provenienti dall’agricoltura e dalla silvicoltura. I RIFIUTI URBANI sono: -rifiuti domestici, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione -rifiuti non pericolosi provenienti da luoghi non adibiti ad abitazione -rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade -rifiuti vegetali provenienti dalle aree verdi come giardini, parchi -rifiuti che giacciono sulle strade o sulle aree pubbliche I RIFIUTI SPECIALI sono: -rifiuti di attività commerciali -rifiuti da attività agricole e agro-industriali -rifiuti da lavorazioni artigianali -rifiuti da attività sanitarie -macchinari e apparecchiature obsolete -combustibile derivato da rifiuti Ci sono anche altre categorie di rifiuti: -Rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE) grandi e piccoli elettrodomestici, apparecchiature di illuminazione, informatiche o per telecomunicazione, distributori automatici.
-terreno di fondazione, barriera di impermeabilizzazione sul fondo e sui fianchi, sistema di drenaggio del percolato, ammasso dei rifiuti in strati compattati, coperture tra i vari strati e la copertura finale provvista di piante. La discarica una volta riempita viene chiusa. 2-IL COMPOSTAGGIO è un insieme di processi naturali di decomposizione dei materiali organici. Questo processo porta alla trasformazione in fertilizzanti di rifiuti solidi urbani di tipo organico, opportunamente macinati e fatti fermentare aerobicamente. 3-INCENERIMENTO rappresenta una tecnica per lo smaltimento dei rifiuti che consiste nella combustione completa dei rifiuti. Il calore prodotto da questa reazione può essere recuperato per produrre energia elettrica e termica. Questo processo viene realizzato in appositi impianti chiamati termovalorizzatori. C’è una differenza tra il processo di incenerimento e di termovalorizzazione: nel primo caso i rifiuti vengono bruciati e il calore prodotto si disperde nell’atmosfera; nel secondo caso si utilizza lo stesso processo di incenerimento con la differenza che con il calore viene prodotta l’energia termica ed elettrica. Questo processo ha vantaggi e svantaggi: -VANTAGGI riduce il volume dei rifiuti, recupera energia, bassi costi di gestione -SVANTAGGI alti costi di realizzazione, perdita di materie prime, necessità di gestire i fumi tossici. L’inceneritore non distrugge i rifiuti, ma ne cambia la composizione chimica e lo stato fisico. Molti scienziati sostengono che questi inceneritori, nonostante vengano descritti come impianti perfetti, comportano la fuoriuscita di fumi contenenti sostanze chimiche pericolose per la salute. Un dato molto importante è quello che la CO2 prodotta dagli inceneritori unita al monossido di carbonio, causerebbe l’aumento dell’effetto serra. Questi fumi sono altamente nocivi per l’ambiente ma anche per la salute dell’uomo poiché queste sostanze nocive grazie alle loro dimensioni finissime, riescono ad entrare facilmente nel nostro organismo causando tumori, problemi respiratori. ECONOMIA CIRCOLARE è un modello economico che produce rifiuti, i cui materiali di scarto possano essere riusati e riciclati continuamente all’interno di un ciclo chiuso. ECONOMIA LINEARE una volta terminato il consumo finisce anche il ciclo del prodotto che diventa rifiuto, costringendo la catena economica a consumare continuamente risorse. Nell’economia circolare i flussi di materiale sono di 2 tipi: -BIOLOGICI in grado di essere reintegrati nella biosfera -TECNICI destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera. L’economia circolare è un sistema in cui tutte le attività sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun altro. Questo tipo di economia prevede: -utilizzo di fonti di energia rinnovabile, passaggio di informazioni tra i soggetti economici e capacità di innovazione e prodotti destinati a durare nel tempo o che possano essere recuperati una volta non più utili. Tutti i prodotti possono essere riutilizzati o riciclati nella loro interezza o nelle loro singole parti. LEZIONE 8 Lo spreco alimentare Nel corso degli ultimi anni 70 i progressi dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’industria alimentare hanno consentito ai Paesi industrializzati di superare la condizione della scarsa disponibilità di alimenti. Inoltre l’aumento del reddito medio ha permesso a fasce sempre più ampie della popolazione di accedere a quantità e qualità migliori di cibo. Dunque si è passati dalla centralità del cibo indispensabile per il sostentamento di ognuno alla mercificazione del cibo con la conseguente perdita del suo valore. Non esiste una definizione unica di spreco alimentare adottata a livello internazionale. Una definizione semplice di spreco alimentare è quella che afferma che: è il cibo acquistato e non consumato che finisce nella spazzatura. Questa definizione però non spiega bene le dimensioni del problema, infatti molti prodotti alimentari vengono scartati quando sono commestibili. FILIERA AGROALIMENTARE consiste nell’insieme di tutte le attività produttive che concorrono alla produzione di un alimento. Si parte dalle materie prime come frutta, semi, verdura e si arriva fino alla consegna del prodotto al consumatore finale. La FAO per risolvere questo problema ha proposto la distinzione tra:
-PERDITE (LOSSES) parte del cibo commestibile perso in tutta la catena del cibo, dalla produzione al consumo e include l’agricoltura e i prodotti della pesca. Esclude però i mangimi e i prodotti non commestibili. -RIFIUTI (WASTE) cibo che viene perso solo durante la fase finale della catena alimentare che va dalla vendita al dettaglio e consumo domestico. Il cibo si spreca in ogni anello della catena agroalimentare: -Produzione e raccolto fenomeni climatici estremi, malattie, problemi di coltivazione -Prima trasformazione e trasformazione industriale produzione in eccesso, conservazione impropria, inefficienze nella produzione -Distribuzione strategie di marketing, deterioramento dei prodotti, errori nella gestione delle scorte -Consumo domestico e ristorazione porzioni eccessive, cibo cucinato in grande quantità e non consumato, acquisto impulsivo, cibo scaduto. Gli impatti ambientali dello spreco alimentare rappresentano una delle maggiori fonti di emissioni di gas serra e consumo di suolo. Secondo uno studio finanziato dalla commissione europea fino al 10% degli 88 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari prodotti ogni anno, sono legati alle indicazioni della data di scadenza. Infatti i consumatori spesso si confondono tra l’indicazione del termine minimo di scadenza (da consumarsi preferibilmente entro il) e la data di scadenza vera e propria (da consumarsi entro). Inoltre quasi 50 milioni di questi rifiuti sono evitabili poiché sono dovuti a sprechi o perdite durante le fasi di trasformazione e trasporto. Negli ospedali italiani il 40% del cibo preparato per degenti e dipendenti finisce tra i rifiuti. Ogni pasto costa alle ASL dai 12 ai 18 euro e il valore dei pasti è superiore a 400 milioni di euro. Due sono gli interventi per contrastare lo spreco alimentare nel settore ospedaliero: -la qualità del cibo, spesso scadente e senza particolare varietà -gli orari di distribuzione dei vassoi: oggi i pasti vengono serviti troppo presto. AZIONI PER EVITARE LO SPRECO ALIMENTARE IN ITALIA un’azione del Banco Alimentare è STICIBO nata dall’applicazione della legge 155/2003 che ha lo scopo il recupero di alimenti freschi e cucinati eccedenti nel canale della ristorazione (hotel, ristoranti, società di catering) e della distribuzione moderna organizzata (supermercati). FONDAZIONE BANCO ALIMENTARE ONLUS promuove il recupero delle eccedenze alimentari e la redistribuzione alle strutture caritative. Organizza la giornata nazionale della colletta alimentare. LAST MINUTE MARKET è una società dell’Università di Bologna che nasce nel 1998 come attività di ricerca. Dal 2003 è diventata una realtà imprenditoriale e opera sul territorio nazionale sviluppando dei progetti volti al recupero dei beni invenduti a favore degli enti caritativi. La maggior parte di questi beni è di tipo alimentare. Legge anti spreco, 2016 ha i seguenti obiettivi:
- favorire il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari ai fini di solidarietà sociale - favorire il recupero e la donazione di prodotti farmaceutici ai fini di solidarietà sociale - contribuire alla limitazione degli impatti negativi sull’ambiente e sulle risorse naturali mediante azioni volte a ridurre la produzione di rifiuti e a promuovere il riciclo - contribuire ad attività di ricerca, informazione e sensibilizzazione delle istituzioni e dei consumatori, in modo particolare alle giovani generazioni. CARTA DI MILANO documento firmato durante l’EXPO del 2016 nel quale i firmatari si impegnano sul tema del diritto al cibo. Rappresenta il contributo dell’Italia per eliminare la fame nel mondo entro il 2030 (obiettivi del millennio delle nazioni unite). questo documento è stato scritto in 19 lingue e sottoscritta da oltre 1 milione di persone. È stata creata anche la “carta di Milano per i bambini” che contiene gli stessi temi e obiettivi della carta di Milano. TEMI E OBIETTIVI DELLA CARTA DI MILANO: -diritto al cibo come diritto umano fondamentale -lotta allo spreco alimentare e di acqua+ -salvaguardia della biodiversità -sostegno al reddito degli agricoltori