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educazione e intercultura, Schemi e mappe concettuali di Pedagogia

riassunto educazione e intercultura

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2021/2022

Caricato il 05/07/2022

valentina.bartezaghi
valentina.bartezaghi 🇮🇹

4.7

(52)

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L’EDUCAZIONE
INTERCULTURALE
NELLA SCUOLA
L’educazione interculturale serve a creare ponti di conoscenza reciproca, a
far sì che le classi
non si configurino come sommatorie di tanti piccoli ghetti. Serve a far sì
che l’apprendimento
sia un’esperienza significativa per tutti e non frustrante.
</b></p><p>1. <b>VERSO UNA COMPRENSIONE DIALOGICA
Flussi di uomini e di idee
</b>“Amo la Francia, perché al momento ho trovato una gente che ha una
patria e io non
l’ho” (Ungaretti). Il mito della patria ideale si è trasformato per un ragazzo
di 24 anni che lascia
l’Egitto e raggiunge Parigi.
Un giovane maschio adulto che parte dalle coste africane e raggiunge
luoghi sempre più a nord.
È emblematica questa vicenda di vita perché ci parla di flussi continui di
uomini e idee.
La mobilità etnico – sociale degli ultimi decenni è fondata su bisogni
primari di sussistenza, di
sopravvivenza alla fame, di tutela dei diritti umani, di sussistenza per i
figli; parte dai luoghi dell
miseria per arrivare a quelli del benessere.
I nuovi immigrati arrivano da stranieri e tali rimangono per settimane in
una convivenza forzata con
coloro che vivono nei paesi di arrivo e non riescono a vedere di buon
occhio i nuovi arrivati.
Sergio Moravia afferma che la cultura è fatta di un’identità in cammino,
propone di sostituire al
concetto di monoidentità quello di poliidentità e riporta la sofisticata
metafora dell’identità vista come
una danza. La danza settecentesca è una figura che conserva una sua
visibile e invisibile sostanza, ma
sempre modificandosi nelle parti che la costituiscono. L’io è sempre uno,
ma aperto all’assunzione di
maschere diverse.
È un suggerimento prezioso, ma difficile da far passare (monoidentità
poliidentità). A chi svolge
professioni educative compete il compito di chiedersi attraverso quali
veicoli potrebbero avvenire
cambiamento di questa portata.
Secondo Richard Rorty questi veicoli sono rappresentati da alcuni generi
letterari che l’autore
definisce come “descrittivi”, come l’etnografia, il teatro verità, il film e il
romanzo. Accade quindi
che l’etnografo utilizza un certo linguaggio mediante il quale descrive il
mondo.
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