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Elaborato - Fair Play, Guide, Progetti e Ricerche di Educazione fisica

Il testo spiega il concetto di fair play come etica di lealtà e rispetto, nato nello sport ma oggi applicabile anche alla società e alla vita quotidiana. Sottolinea il suo valore educativo, soprattutto per i giovani, e richiama i documenti fondamentali che ne sanciscono i principi, come la Carta del Fair Play (1975) e il Codice Europeo di Etica Sportiva (1992). Infine, porta l’esempio della rivalità tra Coppi e Bartali, simbolo di sportività e rispetto reciproco, per mostrare come il fair play sia un vero stile di vita.

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2021/2022

Caricato il 26/08/2025

_nemo_
_nemo_ 🇮🇹

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Fair Play
Che cos’è?
Definirlo come il semplice rispetto delle regole nel gioco sarebbe riduttivo, si tratta di un concetto
che si collega e ne presuppone altri. Il fair play o fairplay, dall’inglese “gioco leale” o “gioco
corretto”, è un concetto riferito ad un'etica comportamentale, nasce in Inghilterra nell’Ottocento e
viene concepito inizialmente per le competizioni sportive, successivamente subirà un’estensione di
significato riferendosi al campo finanziario. Con il tempo si diffonde anche nei rapporti sociali e
nella politica, perché il fair play non rappresenta solo un modo di comportarsi, ma anche un modo
di pensare.
Il Fair Play nella società di oggi
La lealtà nello sport è benefica per la società nel
suo complesso. Gli atleti, quali personaggi famosi e
influenti, rappresentano dei modelli di riferimento
per molti giovani. Sta a loro fornire dei sani
modelli, mettendoli in pratica. In una società dove il
fine spesso giustifica i mezzi, il fair play risulta
essere un insegnamento alla vita, aiuta a saper
perdere e a considerare anche la sconfitta un
insegnamento prezioso per la crescita personale.
Il decalogo del fair play
Nel 1975 il C.I.F.P. (Comitato Internazionale Fair Play) pubblicò “La Carta del Fair Play”, un
decalogo che racchiudeva i concetti fondamentali del fair play.
Giocare per divertirsi: fare di ogni incontro sportivo, indipendentemente dalla posta e
dalla importanza della competizione, un momento privilegiato, una specie di festa;
Rispettare le regole del gioco: conformarmi alle regole e allo spirito dello sport praticato;
Onorare coloro che difendono lo spirito olimpico dello sport: rispettare i miei avversari
come me stesso;
Rispettare i compagni di squadra, gli avversari, gli arbitri e gli spettatori: accettare le
decisioni degli arbitri o dei giudici sportivi, sapendo che, come me, hanno diritto all'errore,
ma fanno tutto il possibile per non commetterlo;
Rifiutare il doping, il razzismo, la violenza e la corruzione: evitare le cattiverie e le
aggressioni nei miei atti, e mie parole o miei scritti;
Giocare con lealtà: non usare artifici o inganni per ottenere il successo;
Accettare la sconfitta con dignità: rimanere degno della vittoria, così come nella sconfitta;
Essere generosi verso il prossimo e soprattutto verso i più bisognosi: aiutare chiunque
con la mia presenza, la mia esperienza e la mia comprensione;
Aiutare gli altri a resistere nelle difficoltà: portare aiuto a ogni sportivo ferito o la cui vita
sia in pericolo;
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Fair Play

Che cos’è?

Definirlo come il semplice rispetto delle regole nel gioco sarebbe riduttivo, si tratta di un concetto che si collega e ne presuppone altri. Il fair play o fairplay, dall’inglese “gioco leale” o “gioco corretto” , è un concetto riferito ad un'etica comportamentale, nasce in Inghilterra nell’Ottocento e viene concepito inizialmente per le competizioni sportive, successivamente subirà un’estensione di significato riferendosi al campo finanziario. Con il tempo si diffonde anche nei rapporti sociali e nella politica, perché il fair play non rappresenta solo un modo di comportarsi , ma anche un modo di pensare.

Il Fair Play nella società di oggi

La lealtà nello sport è benefica per la società nel suo complesso. Gli atleti, quali personaggi famosi e influenti, rappresentano dei modelli di riferimento per molti giovani. Sta a loro fornire dei sani modelli, mettendoli in pratica. In una società dove il fine spesso giustifica i mezzi, il fair play risulta essere un insegnamento alla vita , aiuta a saper perdere e a considerare anche la sconfitta un insegnamento prezioso per la crescita personale.

Il decalogo del fair play

Nel 1975 il C.I.F.P. ( Comitato Internazionale Fair Play ) pubblicò “La Carta del Fair Play”, un decalogo che racchiudeva i concetti fondamentali del fair play. ● Giocare per divertirsi: fare di ogni incontro sportivo, indipendentemente dalla posta e dalla importanza della competizione, un momento privilegiato, una specie di festa; ● Rispettare le regole del gioco: conformarmi alle regole e allo spirito dello sport praticato; ● Onorare coloro che difendono lo spirito olimpico dello sport: rispettare i miei avversari come me stesso; ● Rispettare i compagni di squadra, gli avversari, gli arbitri e gli spettatori: accettare le decisioni degli arbitri o dei giudici sportivi, sapendo che, come me, hanno diritto all'errore, ma fanno tutto il possibile per non commetterlo; ● Rifiutare il doping, il razzismo, la violenza e la corruzione: evitare le cattiverie e le aggressioni nei miei atti, e mie parole o miei scritti; ● Giocare con lealtà: non usare artifici o inganni per ottenere il successo; ● Accettare la sconfitta con dignità: rimanere degno della vittoria, così come nella sconfitta; ● Essere generosi verso il prossimo e soprattutto verso i più bisognosi: aiutare chiunque con la mia presenza, la mia esperienza e la mia comprensione; ● Aiutare gli altri a resistere nelle difficoltà: portare aiuto a ogni sportivo ferito o la cui vita sia in pericolo;

Denunciare coloro che tentano di screditare lo sport: essere un vero ambasciatore dello sport, aiutando a far rispettare intorno a me i principi suddetti.

Regolamento del Fair Play

“Lo sport è un’attività che mette sempre in competizione con altri. Quando ci si oppone agli altri, tale competizione non può essere separata da una certa attitudine morale. Si deve operare in un clima di lealtà e verità , nel rispetto totale sincero della persona e delle regole scritte, che esprimono l’etica dello sport.” Queste sono le parole con le quali inizia il regolamento del fair play. Regolamento ( Codice Europeo di etica Sportiva ) stilato nel 1992 dal Panathlon International, durante la Conferenza di Rodi e approvato dal Consiglio d’Europa. Queste e altre associazioni fanno i comitati Nazionali e Internazionali per il fair play.

La signorilità del fair play

Fausto Coppi e Gino Bartali non rappresentano soltanto un grande esempio di competizione, nella quale il dualismo che intercorre tra i due li porta a spingersi oltre i loro limiti , ma anche un esempio di signorilità del fair play. La loro rivalità veniva metaforicamente vissuta anche come una sorta di divisione politica e sociale , da una parte i movimenti di ispirazione laica “impersonati” da Coppi, che lo portarono ad essere considerato comunista, dall’altra quelli di influenza cattolica “rappresentati” da Bartali, ritenendolo di Democrazia Cristiana. Nonostante i fenomeni sociali costruiti sulla loro rivalità, la coppia Coppi-Bartali è rappresentata da un episodio storico che riassume al meglio la loro lealtà e sportività (vedi foto). L'espressione fair play finanziario viene ripresa anche in campo economico, al fine di evitare spese e bilanci spropositati ed insostenibili da parte delle società. Il regolamento sul fair play finanziario è stato introdotto nel 2010 , applicato dal 2011. Viene approvato a seguito del profondo stato di deficit che caratterizzava il settore calcistico europeo: nel 2008 venne registrata una perdita dell’ammontare di 1.7 miliardi di euro. Dal 2017 si iniziano a riportare i primi successi, con un miglioramento economico dei club di segno positivo.