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schemi del libro "elementi di sintassi" con aggiunti gli appunti presi in classe
Tipologia: Sintesi del corso
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La sintassi è per definizione “ciò che mette insieme le parti del linguaggio”
Chomsky formulò una teoria della grammatica generativa (che ha rivoluzionato il modo di concepire la sintassi): esiste tra i vari livelli della linguistica, la sintassi che secondo C. parte tutto da questo livello che funge da livello unificante di tutti gli altri livelli
Esistono proprietà comuni a tutte le lingue,queste proprietà hanno reso possibile la formulazione degli universali linguistici a volte sono in MODO ASSOLUTO(tutte le lingue hanno vocali ma solo alcune hanno vocali nasali,altre volte in modo IMPLICAZIONALE.
Le lingue presentano caratteristiche comuni perché hanno tutte la stessa funzione e perché si sviluppano grazie ad una facoltà cognitiva propria dell’uomoFACOLTA’ DI LINGUAGGIO.
GRAMMATICA UNIVERSALE : si divide in principi e parametri che costituiscono lo spazio entro il quale le lingue possono variare tra loro.
Principi= caratteristiche comuni a tutte le lingue che regolano il funzionamento del linguaggio e che sono ritenuti INNATI l’acquisizione del linguaggio, infatti non dipende soltanto dagli stimoli esterni quindi un bambino non deve imparare la propria lingua ma attivare una capacità che già possiede.
Parametri= lo spazio di variazione tra le lingue , elementi che consentono il movimento in una frase, quindi le frasi possono variare
Esempio di parametroin alcune lingue il soggetto può essere sottinteso. Il fatto che una lingua possa ammettere il soggetto sottointeso costituisce un parametro (parametro del soggetto nullo ) si ammettono due possibilità di lingue. Possibilità di un soggetto post-verbale
Proprietà strutturali: gerarchia e ricorsività
La sintassi può essere gerarchica e ricorsiva
Gerarchica: i costituenti si dispongono in base ad un ordine gerarchico evidente tramite albero gerarchico e non in modo lineare evita forme agrammaticali. Le lingue sono configurazionali (la struttura implica una gerarchia).
Esempio: il ragazzo che ha appena incontrato gli amici ascolta la musica un parlante sa che gli elementi interni alla relativa sono in un certo senso secondari rispetto alla relativa quindi gli amici (elemento nominale contenuto nella relativa) non può essere il soggetto del verbo ascoltare perché non stabilisce la relazione giusta per determinare l’accordo.
Ricorsività: i costituenti possono disporsi gerarchicamente in maniera illimitata.
La competenza linguistica che l’uomo sviluppa nei primi anni di vita coincide con l’insieme di conoscenze che egli ha della propria lingua e tramite le quali è in grado di fornire dei giudizi di grammaticalità
Grammaticalità: livello sintattico/morfosintattico di una lingua costituenti di una frasebuona formazione di una frase a livello grammaticale indipendentemente dal suo significato
Grammaticalità diversa da accettabilità (livello della semantica stabilisce se una frase ha senso o meno)
Appropriatezza: coerenza in un discorso. Se non c’è coerenza c’è la possibilità che si stiano usando atti linguistici indiretti Es: dove va Daniela? Rispi: ci va Daniela (non c’è coerenza)
Queste tre proprietà esprimono i nostri giudizi sulla lingua
LIVELLLO DI ANALISI E INTERFACCE
Il linguaggio umano è scomponibile in più piano che costituiscono i diversi livelli di analisi: fonologia, morfologia, sintassi, semantica, pragmatica. Questi livelli possono entrare in relazione tra loro che viene spiegata attraverso il concetto di interfacciaall’interno del sistema-lingua esistono dei punti di contatto fra i livelli di analisi (interfaccia: ciò che mette in relazione la sintassi con gli altri livelli).
IL MODELLO DELLA GRAMMATICA : LA CENTRALITA’ DELLA SINTASSI: i livelli di analisi non interagiscono tra di loro in modo libero e indifferenziato; in particolare la sintassi riveste un ruolo centrale nell’architettura della grammatica. La sintassi si occupa delle proprietà formali. Gli oggetti più semplici su cui opera la sintassi sono i COSTITUENTI che a loro volta si combinano in unità più complesse fino a costruire frasi sintassi quindi rappresenta il livello generativo della grammatica.
Secondo il modello della grammatica generativa il linguaggio umano è costituito dal lessico (insieme di elementi di base identificabili in prima approssimazione con le parole e dotati di proprietà fonologiche e semantiche) e da un sistema computazionale (che combina insieme le unità lessicali secondo i principi e i parametri della grammatica universale).
(significato che diamo alle frasi)
Dal lessico entrano nel sistema computazionale, dando luogo alla struttura-P (struttura profonda) in cui sono definite le proprietà semantiche dei vari elementi. Da qui una serie di operazioni portano alla struttura-S (superficialeINTERFACCIA SINTASSI- MORFOLOGIA). A questo punto della derivazione la struttura S viene “trasferita” ai due livelli in cui avviene l’interpretazione forma fonetica e forma logica che rappresentano livelli di interfaccia (SINTASSI-FONOLOGIA e SINTASSI-SEMANTICA)
TRASOFRMA SP in SS
SINTASSI (SP)LESSICO: da qui si prendono gli elementi per creare i sintagmi
In altre parole un nome è l’unico elemento che indispensabile per formare un sintagma nominale etc.… questo elemento indispensabile, che costituisce il nucleo e determina la categoria dell’intero sintagma e chiamata TESTAelemento fondamentale sintagma 3 0 0 2
La parola coincide con la testa sintattica: la parola è una testa, tutto ciò che fo0rma la testa di un sintagma è una parola(elemento che si ottiene con fusione di morfemi lessicali e grammaticali)
Categoria= modo con cui classifichiamo le parole. Le categorie non sono universali
Categorie lessicali e funzionali: la categoria di una parola si definisce in base al tipo di elementi che si relazionano alla parola stessa all’interno della frase. C’è un’ulteriore distinzione all’interno delle categorie che fa riferimento al loro significato e alla loro diversa funzione morfosintattica.
Le categorie lessicali (formate da parole che fanno riferimento a entità e concetti descrivibili significato denotativo)comprendono: NOME, VERBO, AGGETTIVO, AVVERBIO e hanno un significato di tipo denotativo e formano le classi produttive e aperte di una lingua cioè sono insieme a cui si possono sempre aggiungere nuovi elementi con meccanismi di derivazione e composizioni o con prestiti da altre lingue.
Gli aggettivi connotano e descrivono gli elementi se messi a destra (dopo il nome). Come i dimostrativi, i possessivi non sono aggettivi ma pronomi al caso genitivo
Categorie funzionali (funzione grammaticale): PREPOSIZIONE, DETERMINANTE (articoli, dimostrativinon aggettivi, non denotativi!!!), COMPLEMENTATORE, FLESSIONE VERBALE. La categoria del determinante determina il nome per i tratti di definitezza (riferimento ad una singola entità) e specificità (entità con determinate caratteristiche nota sia al parlante che all’interlocutore).
COMPLEMENTATORE: parole considerate congiunzioni subordinanti: che, sebbene, se, affinché che introducono frasi di moro finito+di, a, da, per, dopo, senza che introducono frasi infinitive.
FLESSIONE: spesso realizzata con morfemi legati. In italiano esistono anche parole la cui funzione è solo quella di esprimere tratti grammaticali del verbo ausiliari (non ha un significato di per sé)
LE CATEGORIE FUNZIONALI COMPRENDONO TUTTE QUELLE PAROLE CHE SERVONO A COMPLETARE IL SIGNIFICATO DELLE TESTE LESSICALI CON I LORO TRATTI GRAMMATICALI
LE FUNZIONI SINTATTICHE: lavoro che fa una categoria all’interno di una frase
Ex: che Leo abbia picchiato Luigi(soggetto) stupisce tutti.
Nelle lingue non flesse il soggetto è ciò che precede il verbo
Segue sempre la copula
modificatori sono necessari per completare il significato della testa sono detti RESTRITTIVI, se possono essere omessi sono APPOSITIVI. Infine i modificatori di tipo avverbiale sono dei circostanziali (aggiunti al sintagma verbale) e quindi possono essere omessi senza che il significato del verbo risulti alterato o incompleto.
CAPITOLO 3: LA VALENZA
La valenza (o frase nucleare): concetto semantico che riguarda il numero di argomenti selezionati dal verbo ogni verbo è caratterizzato da una valenza in quanto il verbo deve essere accompagnato da un determinato numero di elementi affinché la frase sia ben formata e il suo significato completo.
Se è vero che in ogni frase c’è una predicazione ci saranno dei partecipanti e alcuni partecipanti saranno importanti per SATURARE il significato mentre altri saranno facoltativi.
I costituenti obbligatori vengono chiamati ARGOMENTI.
I costituenti facoltativi (non necessari per completare il significato) vengono chiamati circostanziali o aggiunti.
I costituenti che compongono la struttura argomentale di un verbo si presentano in un numero limitato determinato dal significato del verbo stesso. Gli argomenti, inoltre, devono rispondere a specifiche proprietà semantiche. La composizione della struttura argomentale di un verbo è universalese in italiano un verbo ha 2 argomenti obbligatori, li ha in tutte le lingue.
I ruoli argomentali sono diversi dalle funzioni sintattiche:
I RUOLI ARGOMENTALI ruoli rivestiti dagli argomenti in base al significato del verbo.
Verbi ergativi: versione intransitiva di verbi a due entrate lessicali dove il soggetto è privo di Agentività. Questi verbi sono diversi dai verbi passivi perché i passivi hanno una costruzione applicabile a tutti i transitivi ed è sempre possibile recuperare l’agente.
Gli ergativi sono realizzati in frasi attive e non si può recuperare l’agente.
CAPITOLO 4
LA STRUTTURA X’rappresentazione delle relazioni tra costituenti. Secondo questa teoria qualsiasi tipo di sintagma può essere rappresentato mediante un indicatore sintagmatico o un diagramma ad albero. Questo tipo di struttura ha un carattere universale
Tra la testa e il complemento c’è una relazione di fratellanza
Tra la testa e lo specificatore c’è una relazione gerarchica
X° + compl= proiezione intermedia
Proiezione intermedia+spec=proiezione massimale
X° può essere sostituita da un VERBO, NOME, AGGETTIVO, PREPOSIZIONE, COMPLEMENTATORE
-VP Lo spec. del VP è occupato da DP mentre il COMPL da DP/PP/UNA FRASE/ADVP
-NPIl COMPL occupato da PP/AP/CP; lo spec è occupato da DP/AP
-DP COMPL occupato da NP,nello SPEC i quantificatori (QP). In D° ci sono gli articoli e i dimostrativi. Qui viene interpretata la referenzialità di un gruppo nominale cioè l’interpretazione di definitezza e specificità. I nomi propri rientrano nel DP.
All’interno della struttura X’ il rapporto di precedenza tra la testa(x°) e il COMPL può variare. Questo dipende dalla lingua prese in considerazione che può essere a testa finale (turco e giapponese) o a testa iniziale secondo il parametro TESTA-COMPLEMENTO.
L’ANALISI IN ZONE:
CAPITOLO 5: LA STRUTTURA DEL VP
V’V’Agente esperiente
Nozione di fratellanza: due nodi si dicono fratelli se si trovano allo stesso livello strutturale, cioè se sono entrambi immediatamente contenuti all’interno dello stesso nodo.
ESCLUSIONI
-se c’è beneficiario non ci sono locativo e strumentale
L’AGGIUNTOnon può essere inserito all’interno del VP. L’aggiunzione consiste in una duplicazione di un nodo sintattico che è ricorsiva senza limiti teorici. Il nodo che si duplica è la proiezione massimale della testa
VP ed NP possono essere clonati al fine di posizionare i costituenti aggiunti con una aggiunzione esterna (dove il numero di VP duplicati è pari al numero di costituenti aggiunti).
VP
Anche NP ha aggiunzione interna ed esterna(quando sono informazioni in più)
Esempio di agginzione esterna I ragazzi,furbi,vincono sempre
Beneficiario locativo strumentale
V°Paziente temaCOMPLtV’SPECAGGIUNTOVPPREDICATO (VP)I°FLESSIONE VERBALE
le tracce si rendono visibili quando sono coinvolte nella realizzazione di altri fenomeni.
I SOGGETTI ESPLETIVI: ci sono alcuni verbi che non realizzano alcun argomento quindi come si fa a scegliere il soggetto? Si ipotizza l’esistenza di un soggetto espletivo=elemento semanticamente nullo inserito in posizione di SPEC dell’IP e non lascia tracce nel VP e fa sì che lo SPEC dell’IP non sia nullo
IL MOVIMENTO TESTA A TESTA (specifico delle categorie di livello 0) si sposta il verbo
Il verbo viene generato come una radice in v° e viene attratto in I° per acquisire la flessione verbale. Per quanto riguarda i tempi composti la flessione viene realizzata dall’ausiliare quindi l’ausiliare si posiziona in I° mentre la forma infinita si posiziona in V°
Il movimento testa a testa è funzionale all’assegnazione del caso e ciò che si sposta occupa sempre una posizione più alta. Avviene solo nel caso di tempi semplici ma non in quello dei composti una forma infinitiva rimane sempre flessiva
LA TEORIA DEL CASO:
Il caso è una funzione sintattica che può essere indicata attraverso delle marche che non sono esplicite in tutte le lingue.
Il caso può essere morfologico(sintetico)caso visibile espresso da un morfema (rosae)
Oppure astratto(analitico)caso non esplicitato espresso in altri modi (preposizione ad esempiodella rosa).
ASSEGNAZIONE:
non tutti i nodi fratelli possono assegnare il caso SOLO:
MOVIMENTO TESTA A TESTA DEI CLITICI (mi, ti, lo, gli, la)
Il pronome viene generato in COMPL di VP dove riceve il ruolo di paziente e assume la funzione di oggetto diretto del verbo vedere. Essendo un clitico esegue un movimento testa a testa in v° dove si incorpora al verbo e poi insieme vanno in I° Le tappe sono due in quanto il movimento è locale e quindi non si saltano tappe intermedie.
Se c’è l’ausiliare si ha una SCORPORAZIONE: il clitico prima incorpora il verbo poi si separa da questo e si muove in I° incorporandosi all’ausiliare.
-la funzione comunicativa associata ad una data frase fa di quest’ultima un enunciato
CP è proiezione massimale del complementatore.
Nel pronunciare una qualsiasi frase,un parlante compie un atto locutivo(espressione linguistica dotata di significatoforma morfosintattica superficiale della frase); compie anche un atto illocutivo(uso dell’atto locutivo per informare,ordinare,avvertire) e un atto perlocutivo(azione di tipo extralinguistica) dove il parlante determina una reazione da parte dell’interlocutore.
MOVIMENTO TESTA A TESTA I a C(tipico della lingua inglese)
■ Un elemento che va nello SPEC del CP C-comanda tutto
■ Un nodo c-comanda il proprio fratello e tutti i nodi in esso contenuti
■ Spec di CP c-comanda tutti
-X° c comanda YP e tutti i nodi dominati da YP
-X’ domina X° e YP,KP,Y’,Y°,WP
-ZP c comanda X’ e X°,YP,KP,Y’;Y°.WP
Cos’è la tipologia linguista: area di studi che si occupa delle proprietà del linguaggio umano che sono condivise da tutte le lingue naturali. La tipologia linguista ha consentito la formulazione di importanti generalizzazioni sul comportamento delle lingue sulla base di numerosi studi di tipo comparativo che hanno portato alla delineazione di costanti, tendenze e limiti della variazione interlinguistica.
La spinta teoria del linguista generativista è il presupposto innatistaricerca di quei principi strutturali che determinano costanti e variazioni e che consentono di rendere conto dell’acquisizione del linguaggio da parte del bambinoADEGUATEZZA ESPLICATIVA (diversa dall’adeguatezza descrittiva: il tipologo porta avanti ricerca di fenomeni all’interno di un campione che sia il più ampio possibile per descriverli in modo adeguato e formulare generalizzazioni).
Individuare i principi e i parametri della grammatica universale consente di capire in che senso le lingue non sono poi così diverse tra loro e di fare predizioni sul loro funzionamento.
Classificazione delle lingue= due criteri tipologici
Secondo la tipologia morfologica le lingue si dividono in:
Isolanti: lingue in cui sia la categoria lessicale che quella funzionale vengono realizzate come elementi indipendenti ovvero come morfemi liberi (ex. Cinese); qui le informazioni relative a categorie funzionali quali l’aspetto o l’azione vengono realizzate con particelle autonomenon ci sono movimenti V-a-I
Agglutinanti: la testa lessicale (verbo o nome) si combina con una o più categorie funzionali. In queste lingue la parola appare come una stringa di elementi di cui solo uno rappresenta la testa lessicale movimento testa a testa della categoria lessicale interessata nell’area funzionale che la domina; le varie informazioni funzionali non si fondono tra di loro: ogni morfema è portatore di una e una sola informazione grammaticale e i confini tra le varie categorie sono identificabili
Flessive: una categoria lessicale si combina con una o più teste funzionali, qui però un singolo morfo funzionale può realizzare più info grammaticali
Polisintetiche: la combinazione tra le categorie raggiunge il massimo grado di produttività più categorie lessicali e funzionali possono combinarsi e formare un’unica parola che risulta complessa. Queste lingue realizzano sotto forma di un’unica parola quello che in lingue isolanti, agglutinanti o flessive viene realizzato mediante sintagmi indipendenti all’interno di una frase è prevista una INCORPORAZIONE tra teste lessicali e funzionali (queste lingue sono anche dette incorporanti).
TIPOLOGIA SINTATTICA(ordine dei costituenti) E CONFIGURAZIONALITA
Un secondo criterio tipologico per suddividere le lingue del mondo riguarda l’ordine non marcato I 3 tipi sintattici più diffusi sono SVO,SOV,VSO perché le lingue tendono a realizzare il soggetto prima dell’oggettoformulazione del PRINCIPIO DI PRECEDENZA:” nell’ordine non marcato il soggetto precede preferibilmente l’oggetto” MA i primi due ordini sono diversi dal terzo perché in quest’ultimo non c’è vicinanza tra il verbo e l’oggettoPRINCIPIO DI ADIACENZA: “nell’ordine non marcato oggetto e verbo sono preferibilmente adiacenti”.(svo e sov hanno entrambi).
La naturalezza tipologica di questi due principi ha una matrice configurazionalela precedenza del soggetto sull’oggetto è una diretta conseguenza del fatto che il soggetto assume la posizione più alta nella gerarchia frasale, la precedenza tipologica non è altro che il riflesso di una superiorità a livello di struttura sintattica EFFETTI DI SUPERIORITA’.
▲ (^) Prep-DP
▲ N-AP
▲ N-CP RELATIVA
▲ N-GENITIVO
▲ ACCUSATIVO DOPO IL VERBO
TESTA FINALE:
▲ DP-PREP
▲ AP-N
▲ CP RELATIVA-N
▲ GENITIVO-N
▲ (^) COMPLETIVA PRECEDE IL VERBO
▲ ACCUSATIVO PRIMA DEL VERBO
LE LINGUE ERGATIVEle lingue del mondo sono soprattutto a caso NOM-ACCUSATIVO ma esistono le cosiddette lingue ergative assolutive come ad esempio il basco. Questo tipo di lingue tengono fede al RUOLO ARGOMENTALE PROFONDO e cioè marcano con caso diverso il soggetto in base a come è generato se è agente, tema, paziente. [Marcazione con caso ergativo un soggetto con il ruolo tematico di agente e con il caso assolutivo un soggetto con il ruolo tematico di paziente o tema]
Caso ergativo=agente
Caso assolutivo=paziente/tema
Ex: marcazione del caso ergativo di un soggetto agente o esperiente “io corro” diventa “me corro” dove “me” è caso assolutivo
Il sogg di verbi come bere è agente
Il sogg di verbi di moto è tema (caso assolutivo)