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elettromagnetismo + formule, Dispense di Fisica

campi elettrici e magnetici, variazione dei campi nel tempo, teorema di Ampere generalizzato, equazioni di Maxwell, onde e spettro elettromagnetico, energia e quantità di moto delle onde, densità di quantità di moto, irradiamento, pressione delle onde, polarizzazione e la legge di Malus. con formule

Tipologia: Dispense

2022/2023

In vendita dal 28/11/2023

simo.olivari
simo.olivari 🇮🇹

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Elettromagnetismo
1. Le equazioni dei campi elettrostatici e magnetostatico
Campo elettrico E (sorgente cariche elettriche)
Teorema di Gauss
Φ(E)=Q/ε0
Conservatività del campo (sorgente correnti elettriche)
Γ(E)=0
Campo magnetostatico B
Teorema di Gauss
Φ(B)=0
Teorema di Ampere
Γ(B)=μ0
k
I
Sono campi distinti.
2. Campi che variano nel tempo
Quando il campo magnetico varia nel tempo varia anche il suo flusso attraverso una
superficie S e nel bordo
γ
di S si origina una fem indotta data dalla legge di Faraday-
Neumann-Lenz
(
ξ=−Φ(B)/t
);
ma la fem è anche il lavoro per unità di carica necessario per spostare una carica q lungo la
curva
γ
(
).
Dividiamo la curva
γ
in modo tale da avere segmenti considerabili rettilinei e in modo tale da
considerare la forza F costante su di essi. Il lavoro su ogni segmento è
L=Fl
quindi il lavoro totale lungo la curva è
L=
k
Fl
.
Quindi la fem
ξ=L
q
diventa
ξ=
k
Fl=
k
F
ql
.
Il rapporto tra forza e carica è il campo elettrico indotto E indotto nel tratto l della curva,
quindi
ξ=
k
El
.
Il membro di destra è la
Γ(E)
, quindi la legge di FNL può essere posta nella forma
Γ(E)=ϕ(B)
t
.
Il campo elettrico può essere generato sia da cariche elettriche sia da variazioni del campo
magnetico.
Il teorema di Ampere generalizzato
Intorno al 1860, James Clerk Maxwell suggerì che anche una variazione di flusso del campo
elettrico genera un campo magnetico. Quindi le sorgenti del campo non sono solo le correnti
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Scarica elettromagnetismo + formule e più Dispense in PDF di Fisica solo su Docsity!

Elettromagnetismo

  1. Le equazioni dei campi elettrostatici e magnetostatico

Campo elettrico E (sorgente cariche elettriche)

● Teorema di Gauss Φ ( E )= Q / ε 0

● Conservatività del campo (sorgente correnti elettriche) Γ ( E )= 0

Campo magnetostatico B

● Teorema di Gauss

Φ ( B )= 0

● Teorema di Ampere

Γ ( B )= μ 0

k

I

Sono campi distinti.

  1. Campi che variano nel tempo

Quando il campo magnetico varia nel tempo varia anche il suo flusso attraverso una

superficie S e nel bordo γ di S si origina una fem indotta data dalla legge di Faraday-

Neumann-Lenz

ξ =− Φ ( B )/ t

);

ma la fem è anche il lavoro per unità di carica necessario per spostare una carica q lungo la

curva

γ

(

ξ = L / q ).

Dividiamo la curva γ in modo tale da avere segmenti considerabili rettilinei e in modo tale da

considerare la forza F costante su di essi. Il lavoro su ogni segmento è

L = Fl

quindi il lavoro totale lungo la curva è

L =

k

Fl

Quindi la fem

ξ =

L

q

diventa

ξ =

k

Fl =

k

F

q

l

.

Il rapporto tra forza e carica è il campo elettrico indotto E indotto nel tratto l della curva,

quindi

ξ =

k

El

Il membro di destra è la Γ ( E ), quindi la legge di FNL può essere posta nella forma

Γ ( E )=

ϕ ( B )

t

.

Il campo elettrico può essere generato sia da cariche elettriche sia da variazioni del campo

magnetico.

Il teorema di Ampere generalizzato

Intorno al 1860, James Clerk Maxwell suggerì che anche una variazione di flusso del campo

elettrico genera un campo magnetico. Quindi le sorgenti del campo non sono solo le correnti

elettriche, ma anche le variazioni del flusso del campo elettrico. Aggiunge così un nuova

parte al teorema di Ampere, la cosiddetta corrente di spostamento, dove il flusso di E è

calcolato attraverso una superficie avente come bordo la curva y.

Maxwell considerò un circuito RC nella fase di carica del condensatore e considerò una

circonferenza γ con centro sul filo e piano perpendicolare al filo. Secondo il teorema di

Ampere, il filo genera un campo magnetico tale che

Γ ( B )= μ 0 ∗ I

Consideriamo una superficie cilindrica che racchiude una parte di un condensatore:

all’esterno il campo elettrico è nullo mentre all’interno è uniforme e perpendicolare alle basi

del cilindro. Il flusso di E è

1

( E )=

Q

ε 0

, con

Q = IΔ t

In un secondo momento, la carica passa da

Q

a

Q + IΔ t

, quindi

2

Q + IΔ t

ε 0

.

La variazione totale del flusso è pari a

Δ Φ ( E )= Φ

1

( E )− Φ

2

( E )=

Q + It

ε 0

Q

ε 0

It

ε 0

da cui segue I = ε 0

ΔΦ ( E )

Δ t

.

  1. Le equazioni di Maxwell

Maxwell pubblicò nel 1873 un’opera dove parlava delle regole che regolavano il

comportamento dei campi elettrico e magnetico.

● Legge di FNL

Γ ( E )=

− Δ Φ ( B )

Δt

● Teorema di Ampere generalizzato Γ ( B )= μ 0 ¿

In queste formule troviamo un legame tra B e E, che nel caso di staticità sono campi distinti.

E e B formano il campo elettromagnetico che si manifesta nei fenomeni elettromagnetici.

  1. Le onde elettromagnetiche

Intorno al 1870 Maxwell (poi Heinrich Hertz) iniziò a studiare le onde elettromagnetiche: un

campo elettrico variabile genera un campo magnetico variabile che a sua volta genera un

campo elettrico variabile e così via. L'oscillazione di uno comporta l’oscillazione dell’altro: le

oscillazioni si propagano nello spazio sotto forma di onda elettromagnetica. Le onde

elettromagnetiche si propagano alla velocità della luce e anche nel vuoto; sono onde

trasversali (perpendicolari rispetto alla direzione di propagazione dell’onda) e in fase con la

stessa frequenza. Maxwell dimostrò che

v =

; se sostituiamo i valori nell’equazione, troveremo che

v =3,0 10

8

m

s

, quindi

c =

Da ciò capiamo che la luce è un’onda elettromagnetica.

Sostituendo U con le equazioni contenenti campo elettrico e campo magnetico, troviamo che

l’irradiamento dipende anche dai due campi. L’irradiamento medio si ottiene con i valori

efficaci dei due campi. Unità di misura:

J

m

2

s

W

m

2

La densità di quantità di moto di un’onda elettromagnetica

La quantità di moto è una grandezza vettoriale, ma parlando di onde elettromagnetiche si dà

più importanza alla densità di quantità di moto. In un’onda elettromagnetica, il vettore E e B

sono entrambi perpendicolari alla direzione dell’onda, per cui il prodotto tra i due ha stessa

direzione e stesso verso dell’onda. Il modulo è pari a

P = ε 0 ∗ EBsen α

il seno viene 1 perché l’angolo tra i due vettori vale 90 gradi

⇒ P = ε 0 ∗ EB

Se consideriamo

B =

E

c

, P diventa

P = ε 0

E

2

c

u

c

. Unità di misura:

kg

m

2

s

.

La pressione di radiazione

Se le onde elettromagnetiche trasportano quantità di moto, allora danno origine ad una

pressione quando vengono assorbite o riflesse da una superficie. Consideriamo un’onda che

incide perpendicolarmente su una parete assorbente: nel tempo t, l’onda incide sulla parete

con Δ q = PAct ; la quantità di moto è contenuta nel volume di base A e altezza c*t.

p =

F

A

q

tA

PcAt

At

= Pc ;P =

u

c

⇒ p = u .

Se la superficie è completamente riflettente, l’onda riflessa ha una quantità di moto uguale e

opposta a quella incidente, quindi

q = PcAt −(− PcAt )= 2 PcAt ⇒ p = 2 u

Nel caso di non perpendicolarità, bisogna tener conto dell’angolo di incidenza:

parete assorbente p = u cos θ ; parete riflettente p = 2 u cos θ.

Se la radiazione è diffusa:

parete assorbente

p =

u

; parete riflettente

p =

u .

La polarizzazione delle onde elettromagnetiche

Essendo trasversali, le onde possono essere polarizzate. Le onde si dicono polarizzate

linearmente quando vibrano lungo un’unica direzione, detta di polarizzazione. La luce

polarizzata può essere prodotta a partire da luce non polarizzata utilizzando particolari

materiali, che possono essere attraversati solo dalla componente del campo elettrico in una

particolare direzione, mentre assorbono le componenti del campo perpendicolari a questa

direzione. La direzione di polarizzazione che riesce ad attraversare il materiale si dice asse

di trasmissione. Indipendentemente dall'orientamento dell’asse, l’irradiamento della luce

polarizzata trasmessa è la metà di quello della luce incidente non polarizzata: questo perché

la luce non polarizzata contiene tutte le direzioni di polarizzazione.

La legge di Malus

Dopo aver prodotto luce polarizzata, si può utilizzare un altro materiale polarizzato, detto

analizzatore, per cambiare direzione di polarizzazione e intensità della luce. L’asse di

trasmissione dell’analizzatore è orientato secondo un angolo θ rispetto all’asse di

trasmissione del polarizzatore. Se il modulo del campo elettrico che attraversa il

polarizzatore è E, allora il modulo del campo che attraversa l’analizzatore sarà la

componente parallela E cos θ. Quindi, l’irradiamento medio della luce polarizzata che

attraversa l’analizzatore è proporzionale a cos

2

θ

.

S = S

0

cos

2

θ

con

S

0

= irradiamento entrante nell’analizzatore. Tale relazione è detta legge di (Étienne-

Louis) Malus. Se la luce entrante nell’analizzatore non è polarizzata, allora

S =

S

0

, dove ½

è la media di cos

2

.