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Riassunto dell'autore Elsa Morante tratto dal manuale "Cento anni di letteratura italiana 1910-2010" (Bazzocchi)
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Caratteristiche e componenti narrative: ➢ Passione per la letteratura sentita come unica possibilità per rivelare la bellezza, ➢ Aspirazione al fantastico e al meraviglioso che giunge a esiti surreali, ➢ Ricerca di realismo: o psicologico per quanto riguarda i personaggi, o storico per presentare quadri sociali e momenti particolari delle vicende italiane. Si può dire che la narrativa di Elsa Morante presenta elementi: ➢ ottocenteschi, tipici del romanzo popolare ➢ novecenteschi, vicino alle suggestioni surrealistiche degli anni 30. Mito dell’infanzia : uno degli elementi di continuità più forti che tiene insieme le due stagioni della sua scrittura e che trova nella metà degli anni 6 0 turning point irreversibile.
Menzogna e sortilegio (1944-1948) il valore di quest'opera non viene subito apprezzato perché la posizione è troppo distante rispetto al canone realista dominante > lei sceglie una strada autonoma verso la rappresentazione della realtà:
Ormai adulto decide di lasciare l'isola perché chiamato alle armi per combattere il secondo conflitto mondiale. L'isola nella sua memoria resta come un paradiso terrestre perduto , un luogo mitico simbolo di un'infanzia favolosa che Arturo guarderà con nostalgia. Anche per quest'opera, la lontananza dal mondo neorealista non gli consentirà di avere il favore immediato della critica, tuttavia per gli elementi mitico simbolici surreali è davvero molto notevole. Il libro potrebbe anche essere interpretato come delle memorie autobiografiche, la scrittrice stessa suggerisce di leggerlo come tale rimarcando così la lontananza da ogni interpretazione mitico-favolistica. Non si tratta invece di un romanzo di formazione perché l'avventura del giovane protagonista si ferma proprio alle soglie del mondo adulto > Morante si sottrae a ogni stereotipo e anzi si avvicina al romanzo modernista.
La fine degli anni 60 e l'inizio degli anni 70 sembrano costituire per lei un giro di boa irreversibile. Di fronte alla “nuova gioventù” sessantottina appare pronta a correre dietro ai nuovi ragazzini che hanno il volto degli studenti che protestano per le strade e nelle università. Secondo lei la nostra epoca è segnata da una tendenza autodistruttiva simboleggiata dalle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki alla fine della Seconda guerra mondiale. Dentro queste coordinate si situano Il mondo salvato dai ragazzini (1968) e La Storia (1974) nelle cui pagine è possibile osservare la parabola discendente del mito della gioventù: i ragazzini salvatori del mondo si trasformano nei ragazzi umiliati e offesi dalla Storia, la cui tragica conclusione preannuncia il percorso impossibile dell'infelice Emanuele protagonista dell'ultimo romanzo Aracoeli (1982). La Storia ( 1974 ) > Morante affronta il genere del romanzo storico, ambientato in vari quartieri popolari di una Roma affamata dalla guerra. Qui cerca di sopravvivere Ida Ramundo una maestra elementare, che vittima della violenza operata da un soldato tedesco, dà alla luce Useppe = bambino “magico” che eredita dalla madre l’epilessia e la capacità di sentire il male in tutte le forme. Attorno a loro si muove l'affollato stuolo degli altri coprotagonisti della storia con la S minuscola, e il loro racconto è incorniciato da brevi resoconti degli avvenimenti della storia con la S maiuscola. Nella narrazione trovano posto numerosi episodi storici: Ida e USeppe si trovano infatti a vivere in prima persone bombardamenti, la fuga dalla città, le deportazioni degli ebrei a opera dei nazisti (Ida era ebrea da parte di madre, vive questa appartenenza in senso opaco come una macchia da nascondere e che tenta di dimenticare ma che la spinge come un'oscura forza a cercare altre persone segnate da queste stimmate). Alla fine della guerra tutti i personaggi muoiono tragicamente, mentre Ida in preda alla follia finisce in manicomio. In realtà si tratterebbe di un romanzo neo-storico dove Morante sembra voler mantenere un equilibrio: