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Elsa Morante - scheda riassuntiva, Schemi e mappe concettuali di Letteratura Contemporanea

Riassunto dell'autore Elsa Morante tratto dal manuale "Cento anni di letteratura italiana 1910-2010" (Bazzocchi)

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 26/06/2023

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Elsa Morante
Caratteristiche e componenti narrative:
Passione per la letteratura sentita come unica possibilità per rivelare la bellezza,
Aspirazione al fantastico e al meraviglioso che giunge a esiti surreali,
Ricerca di realismo:
o psicologico per quanto riguarda i personaggi,
o storico per presentare quadri sociali e momenti particolari delle vicende italiane.
Si può dire che la narrativa di Elsa Morante presenta elementi:
ottocenteschi, tipici del romanzo popolare
novecenteschi, vicino alle suggestioni surrealistiche degli anni 30.
Mito dell’infanzia: uno degli elementi di continuità più forti che tiene insieme le due stagioni della sua scrittura e
che trova nella metà degli anni 60 turning point irreversibile.
Primo periodo
Menzogna e sortilegio (1944-1948) il valore di quest'opera non viene subito apprezzato perché la posizione è
troppo distante rispetto al canone realista dominante > lei sceglie una strada autonoma verso la rappresentazione
della realtà:
- l’opera ha esiti ora di fiaba, ora di tragedia
- inoltre, non le si perdona il fatto di essere allo stesso tempo favoloso e realistico > non ci sono minimi
riferimenti ai recenti sconvolgimenti sociali della Seconda guerra mondiale.
Appare anacronisticamente lontano dalla letteratura post-bellica ma allo stesso tempo estremamente
consapevole dal punto di vista teorico.
L'opera è divisa in 6 parti più una introduttiva. La vicenda raccontata anche una persona da Elisa (=racconta la sua
vita come se fosse una favola) colei che racconta è reclusa volontariamente dentro una stanza della casa di
Rosaria (sua madre adottiva) e rievoca le memorie della propria famiglia dando vita a una saga siciliana attraverso
tre generazioni, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del 900.
I primi episodi riguardano la vita di Cesira (= nonna di Elisa) una maestrina che riesce a farsi sposare da un nobile
anziano in rovina. Da questo matrimonio, che si rivelerà un totale fallimento, nasce Anna, la madre di Elisa che,
sebbene innamorata del cugino Edoardo, è costretta a sposare Francesco a causa delle disastrose condizioni
economiche della famiglia. Anna morirà lasciando Elisa orfana. Elisa viene portata a Roma da Rosaria, una
prostituta che era stata amante di suo padre prima e dopo il matrimonio con Anna. Dopo la morte di Rosaria la
protagonista, ormai solo al mondo, si rinchiude in solitudine nelle sue stanze per raccontare la storia della sua
famiglia. Elisa guarda ai suoi parenti come dei “parenti-eroi” > la ragazza preferisce i fantasmi della vita
immaginata che la vita reale > condizioni favorevoli per la sua vocazione artistica: germe della finzione le offre il
mezzo per la creazione di favole partorite dal gioco segreto della sua immaginazione.
Contrariamente a quanto sostenuto da gran parte della critica, quest'opera si rivela il più grande romanzo italiano
moderno o meglio l'ultimo possibile nel suo genere, a salutare la fine della narrativa romantica e post-romantica,
ossia dell'epopea borghese.
Ambientato nella Sicilia della belle epoque, la vicenda rappresenta in realtà un inferno piccolo borghese nella
quale personaggi covano le proprie follie. Anche il linguaggio suntuoso artefatto con il quale si registrano le
fantastiche dei personaggi, diviene un espediente dell'autrice per smascherare la vacuità e l'assurdità
dell'esistenza.
L’isola di Arturo (1952-1957) protagonista è Arturo Gerace, un ragazzo orfano di madre, morta nel darlo alla luce.
Il giovane racconta in prima persona (in una mistura di memoria e fantasia) i momenti della sua infanzia libera e
felice nell’isola di Procida > l’isola costituisce il cronotopo cui è affidato il catalizzatore della felicità e dello
splendore della fanciullezza. Un giorno il padre conduce nell'isola una ragazza napoletana e da quel momento ha
inizio il processo di crescita di maturazione di Arturo che passa varie fasi:
- l'innamoramento per la giovane matrigna, che seppure attratta lo rifiuta,
- la scoperta dell'omosessualità del padre.
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Elsa Morante

Caratteristiche e componenti narrative: ➢ Passione per la letteratura sentita come unica possibilità per rivelare la bellezza, ➢ Aspirazione al fantastico e al meraviglioso che giunge a esiti surreali, ➢ Ricerca di realismo: o psicologico per quanto riguarda i personaggi, o storico per presentare quadri sociali e momenti particolari delle vicende italiane. Si può dire che la narrativa di Elsa Morante presenta elementi: ➢ ottocenteschi, tipici del romanzo popolare ➢ novecenteschi, vicino alle suggestioni surrealistiche degli anni 30. Mito dell’infanzia : uno degli elementi di continuità più forti che tiene insieme le due stagioni della sua scrittura e che trova nella metà degli anni 6 0 turning point irreversibile.

Primo periodo

Menzogna e sortilegio (1944-1948) il valore di quest'opera non viene subito apprezzato perché la posizione è troppo distante rispetto al canone realista dominante > lei sceglie una strada autonoma verso la rappresentazione della realtà:

  • l’opera ha esiti ora di fiaba, ora di tragedia
  • inoltre, non le si perdona il fatto di essere allo stesso tempo favoloso e realistico > non ci sono minimi riferimenti ai recenti sconvolgimenti sociali della Seconda guerra mondiale. ➔ Appare anacronisticamente lontano dalla letteratura post-bellica ma allo stesso tempo estremamente consapevole dal punto di vista teorico. L'opera è divisa in 6 parti più una introduttiva. La vicenda raccontata anche una persona da Elisa (=racconta la sua vita come se fosse una favola) → colei che racconta è reclusa volontariamente dentro una stanza della casa di Rosaria (sua madre adottiva) e rievoca le memorie della propria famiglia dando vita a una saga siciliana attraverso tre generazioni, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del 900. I primi episodi riguardano la vita di Cesira (= nonna di Elisa) una maestrina che riesce a farsi sposare da un nobile anziano in rovina. Da questo matrimonio, che si rivelerà un totale fallimento, nasce Anna, la madre di Elisa che, sebbene innamorata del cugino Edoardo, è costretta a sposare Francesco a causa delle disastrose condizioni economiche della famiglia. Anna morirà lasciando Elisa orfana. Elisa viene portata a Roma da Rosaria, una prostituta che era stata amante di suo padre prima e dopo il matrimonio con Anna. Dopo la morte di Rosaria la protagonista, ormai solo al mondo, si rinchiude in solitudine nelle sue stanze per raccontare la storia della sua famiglia. Elisa guarda ai suoi parenti come dei “parenti-eroi” > la ragazza preferisce i fantasmi della vita immaginata che la vita reale > condizioni favorevoli per la sua vocazione artistica: germe della finzione le offre il mezzo per la creazione di favole partorite dal gioco segreto della sua immaginazione. Contrariamente a quanto sostenuto da gran parte della critica, quest'opera si rivela il più grande romanzo italiano moderno o meglio l'ultimo possibile nel suo genere, a salutare la fine della narrativa romantica e post-romantica, ossia dell'epopea borghese. Ambientato nella Sicilia della belle epoque, la vicenda rappresenta in realtà un inferno piccolo borghese nella quale personaggi covano le proprie follie. Anche il linguaggio suntuoso artefatto con il quale si registrano le fantastiche dei personaggi, diviene un espediente dell'autrice per smascherare la vacuità e l'assurdità dell'esistenza. L’isola di Arturo (1952-1957) protagonista è Arturo Gerace, un ragazzo orfano di madre, morta nel darlo alla luce. Il giovane racconta in prima persona (in una mistura di memoria e fantasia) i momenti della sua infanzia libera e felice nell’isola di Procida > l’isola costituisce il cronotopo cui è affidato il catalizzatore della felicità e dello splendore della fanciullezza. Un giorno il padre conduce nell'isola una ragazza napoletana e da quel momento ha inizio il processo di crescita di maturazione di Arturo che passa varie fasi:
  • l'innamoramento per la giovane matrigna, che seppure attratta lo rifiuta,
  • la scoperta dell'omosessualità del padre.

Ormai adulto decide di lasciare l'isola perché chiamato alle armi per combattere il secondo conflitto mondiale. L'isola nella sua memoria resta come un paradiso terrestre perduto , un luogo mitico simbolo di un'infanzia favolosa che Arturo guarderà con nostalgia. Anche per quest'opera, la lontananza dal mondo neorealista non gli consentirà di avere il favore immediato della critica, tuttavia per gli elementi mitico simbolici surreali è davvero molto notevole. Il libro potrebbe anche essere interpretato come delle memorie autobiografiche, la scrittrice stessa suggerisce di leggerlo come tale rimarcando così la lontananza da ogni interpretazione mitico-favolistica. Non si tratta invece di un romanzo di formazione perché l'avventura del giovane protagonista si ferma proprio alle soglie del mondo adulto > Morante si sottrae a ogni stereotipo e anzi si avvicina al romanzo modernista.

Secondo periodo

La fine degli anni 60 e l'inizio degli anni 70 sembrano costituire per lei un giro di boa irreversibile. Di fronte alla “nuova gioventù” sessantottina appare pronta a correre dietro ai nuovi ragazzini che hanno il volto degli studenti che protestano per le strade e nelle università. Secondo lei la nostra epoca è segnata da una tendenza autodistruttiva simboleggiata dalle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki alla fine della Seconda guerra mondiale. Dentro queste coordinate si situano Il mondo salvato dai ragazzini (1968) e La Storia (1974) nelle cui pagine è possibile osservare la parabola discendente del mito della gioventù: i ragazzini salvatori del mondo si trasformano nei ragazzi umiliati e offesi dalla Storia, la cui tragica conclusione preannuncia il percorso impossibile dell'infelice Emanuele protagonista dell'ultimo romanzo Aracoeli (1982). La Storia ( 1974 ) > Morante affronta il genere del romanzo storico, ambientato in vari quartieri popolari di una Roma affamata dalla guerra. Qui cerca di sopravvivere Ida Ramundo una maestra elementare, che vittima della violenza operata da un soldato tedesco, dà alla luce Useppe = bambino “magico” che eredita dalla madre l’epilessia e la capacità di sentire il male in tutte le forme. Attorno a loro si muove l'affollato stuolo degli altri coprotagonisti della storia con la S minuscola, e il loro racconto è incorniciato da brevi resoconti degli avvenimenti della storia con la S maiuscola. Nella narrazione trovano posto numerosi episodi storici: Ida e USeppe si trovano infatti a vivere in prima persone bombardamenti, la fuga dalla città, le deportazioni degli ebrei a opera dei nazisti (Ida era ebrea da parte di madre, vive questa appartenenza in senso opaco come una macchia da nascondere e che tenta di dimenticare ma che la spinge come un'oscura forza a cercare altre persone segnate da queste stimmate). Alla fine della guerra tutti i personaggi muoiono tragicamente, mentre Ida in preda alla follia finisce in manicomio. In realtà si tratterebbe di un romanzo neo-storico dove Morante sembra voler mantenere un equilibrio:

  • tra l'ottica realistica e quotidiana
  • la dimensione irreale o meglio surreale connessa a Useppe, bambino capace di comunicare con gli animali e di scoprire ogni aspetto del creato la bellezza e la sacralità. L'opera ebbe un grandissimo successo di pubblico è un frastuono di consensi e polemiche > al centro della narrazione c'è la Storia, in quanto perpetua espressione della prevaricazione dei potenti sugli umili e sugli indifesi Aracoeli (1982) è un romanzo che accentua la visione pessimistica e tragica della vita. Morante cerca di svolgere un'analisi del mondo moderno attraverso un destino individuale, quello di Emanuele, uno omosessuale frustrato ed escluso che abbandona l'Italia per intraprendere un viaggio verso la Spagna la ricerca del paese dove è nata la madre Aracoeli, da tempo è scomparsa. Se il tema centrale la ricerca della madre, in realtà il viaggio è una discesa dentro la propria memoria, uno scavo impietoso del passato in cui l'infanzia e al tempo stesso il momento più felice e più drammatico dell'esistenza. Emanuele sembra compiere all'indietro il viaggio di Arturo o almeno tenta l'impossibile ritorno al grembo materno. Il finale tragico, al primo piano appare la progressiva degradazione del corpo materno deturpato dalla malattia > discostamento dalla tendenza al magico e al fiabesco.