



Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
RIASSUNTO EMPOWERMENT PER PSICOLOGIA DI COMUNITA'
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
1 / 5
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!




Tatiana Costantini 1655175 Anna Stella Gaburro 1857329 Arianna Pascucci 1466728 Sara Buda 1860795 Paola Papini 1657754 Federica Maiolo 1705458 Nell’elaborazione della sua teoria sull’empowerment, Zimmerman (2000) sottolinea l’importanza di quattro requisiti fondamentali. Quali sono e come potrebbero essere definiti? In cosa consiste l’approccio narrativo proposto da Rappaport (1995)? L’empowerment può essere considerato come un concetto multilivello. Come si potrebbe articolare il concetto di empowerment all’interno di ciascuno dei tre livelli di analisi? All’interno del concetto di empowerment possono essere ricondotti sia i processi empowering che i risultati empowered. In cosa consistono? Come potrebbero essere definite ciascuna delle tre componenti dell’empowerment psicologico (componente intrapersonale; componente interpersonale e componente comportamentale)? Nell’ambito dell’empowerment organizzativo, a cosa fanno riferimento le tre pietre miliari del concetto di empowerment (controllo, consapevolezza critica e partecipazione)? Il fine dell’empowerment sociale o di comunità è quello di favorire lo sviluppo di una comunità competente. Quali sono e in cosa si sostanziano le tre caratteristiche che definiscono una comunità come competente? SVILUPPO Il fine della Psicologia di comunità è la promozione del benessere e della qualità della vita. Uno dei concetti fondamentali è quello di empowerment che potrebbe essere tradotto come assunzione di responsabilità. Rappaport nel 1977 lo definisce come acquisizione di potere,ossia come capacità di aumentare il grado di controllo sulla propria vita sia da parte degli individui che del gruppo che della comunità. Il concetto base è quello di potere, che però deve essere inteso come power to ossia “potere di” e come power with. Non dobbiamo invece far riferimento al concetto di power over (poter su) che indica il predominio gerarchico sugli altri. Nel concetto di empowerment deve quindi entrare quello di communion, solo in questo modo possiamo vederlo non come un concetto individuale ma come un concetto sociale, alla cui base vi è la collaborazione. La collaborazione richiesta è quella della comunità, senza la quale l’individuo invece di essere recuperato e posto nelle condizioni di acquisire il controllo sugli eventi della sua vita, viene abbandonato. Questo è quello che è successo con la legge Basaglia con la quale vennero chiusi i manicomi in Italia. Basaglia propose e ottenne tale chiusura grazie al consenso della comunità che andò in questo frangente storico a costituire un appoggio fondamentale e irrinunciabile. Ad oggi questo approccio è stato preso come spunto e valorizzato a livello europeo. La vittima di violenza si trova quindi in una condizione di
disempowerment nella quale sente di non avere alternative possibili ed è quindi senza speranza, la condizione di arrivo è quella di empowerment. In realtà a livello sociale nell’azione violenta non rientra solo il perpetratore e la vittima ma anche il bystanders, lo spettatore che non fa nulla, è inerte davanti alla violenza, e non agisce. Il compito dello psicologo di comunità è quello di portare la persona ad elaborare la violenza subita e la sua condizione di impotenza come qualcosa di cui non è l’unica colpevole ma la cui colpa ricade anche su un ambiente che non è intervenuto. Lo psicologo allora lotta per rendere chiaro alla persona che lei ha un potere di, un potere di costruire sé stessa (non è quindi in balia di sé stessa). Ad esempio il maltrattamento si può denunciare e in questo modo la vittima può uscire dalla sua condizione di impotenza appresa. Vogliamo ricordare quindi che l’impotenza è appunto appresa, ossia non fa parte degli istinti umani ma è una condizione socialmente costruita. I due concetti su cui di basa l’empowermente sono il potere, che ne costituisce la radice etimologica, e la partecipazione, che ne sottolinea l’aspetto pratico. Il punto di partenza del processo di empowerment è quindi una situazione definibile come learned helplessness, cioè impotenza appresa*, una risposta che il soggetto mette in atto di fronte a situazioni frustranti quando si rende conto di non poter padroneggiare avvenimenti centrali per la propria esistenza; il punto di arrivo è la learned hopefullness, cioè l’acquisizione della fiducia in sé derivante dal controllo degli eventi tramite la partecipazione e l’impegno nella propria comunità. Passiamo ora ad una trattazione più unitaria del costrutto di empowerment. I quattro requisiti dell’empowerment secondo Zimmerman sono:
Il terzo livello è quello sociale o di comunità ossia quando il riferimento è alle strutture sociopolitiche e al cambiamento sociale. Il fine dell’empowerment sociale è quello di favorire lo sviluppo di una comunità competente. Una comunità competente possiede una gamma di possibilità e di alternative (potere), sa come ottenere le proprie risorse (conoscenza) e reclama la sua autonomia (motivazione ed autostima). La promozione dell’empowerment a questo livello consiste nel favorire la partecipazione sociale e l’inclusione delle persone. Le strategie di base a tale scopo sono due: l’azione sociale (una serie di interventi che partono dalla constatazione che le risorse non sono distribuite in modo equo e che punta a ridistribuirle) e lo sviluppo di comunità (qui si parte dall’idea che la comunità è in grado di realizzare un cambiamento costruttivo avendo le risorse e il potenziale organizzativo adeguato). Per quanto riguarda la misurazione, esistono difficoltà a pensare a una misura universale per il costrutto date le caratteristiche peculiari di essere contesto-specifico e popolazione-specifico, in via esemplificativa esistono due scale:
spesso possiamo darci quando subiamo violenza, la vittima smette di essere vittima quando si rende conto del perché è vittima, quando è consapevole di quello che le è successo. Il condizionamento operante potrebbe contribuire all’impotenza appresa come esistenza di un ostacolo dentro o fuori di me. È una condizione infatti appresa dopo un certo numero di volte, dopo una fase dell’acquisizione. Tutto ciò è legato alla percezione di sé e quindi all’autoefficacia di Bandura, anche questa è appresa ma differisce dall’impotenza perché c’è la speranza (ed è per questo che in letteratura parliamo di hopelessness). Una persona che si percepisce impotente crea malessere sicuramente a sé stessa ma anche alla comunità perché può fungere da modello. Esempi – “non ci posso fare niente” (percezione di sé), “non ci si può fare niente” (percezione dell’altro generalizzato). Gli ambienti psicologici favorevoli al suo apprendimento: