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Entrate pubbliche (tasse, imposte ecc.), Appunti di Economia Politica

Entrate pubbliche (classificazione ecc.)

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 13/09/2024

lello28
lello28 🇮🇹

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ENTRATE PUBBLICHE
Le entrate pubbliche sono lo strumento usato dallo Stato per finanziare la spesa pubblica.
Spesa pubblica + entrate pubbliche = attività finanziaria pubblica
Lo Stato può procurarsi il denaro in tre modi:
con i tributi (entrate derivate)
con i prezzi (entrate originarie): entrate che provengono direttamente dall’attività economica di imprese pubbliche
oppure dall’alienazione o dall’impiego dei beni appartenenti allo stato o enti pubblici.
con prestiti, emettendo titoli del debito pubblico
creando moneta, fonte che è venuta meno a seguito dell’introduzione della moneta unica.
La maggior parte delle entrate proviene dai tributi: TASSE, IMPOSTE, CONTRIBUTI FISCALI
FUNZIONE FISCALE: strumento di finanziamento della spesa pubblica.
FUNZIONE EXTRAFISCALE DELLE ENTRATE
Funzione redistributiva del reddito
Funzione di stabilizzazione del sistema economico
(politica tributaria espansiva o restrittiva)
Funzione di sviluppo del reddito nazionale
ESEMPI EFFETTI MACROECONOMICI DELLE ENTRATE
> prezzi pubblici - > prezzo finale - inflazione
> imposte imprese - > prezzo - inflazione
> imposte per i lavoratori - > stipendio - inflazione
politica restrittiva: > pressione fiscale, < reddito disponibile, < consumi, < domanda - < inflazione
> tasso titoli di stato - effetto spiazzamento per le imprese
Cuneo fiscale: differenza tra lo stipendio lordo versato dal datore di lavoro e la busta paga netta ricevuta dal lavoratore.
Attraverso questo parametro si possono quantificare gli effetti della tassazione del costo del lavoro sul reddito dei lavoratori,
dell'occupazione e del mercato del lavoro.
Si può intervenire sulla parte di competenza dei datori di lavoro o dei lavoratori. es. > IRPEF - < domanda
Accise: imposta indiretta a riscossione mediata, pagata cioè dai produttori o dai commercianti, che colpisce determinati beni (oli
minerali, energia elettrica, alcolici, tabacchi) al momento della produzione o del consumo
CLASSIFICAZIONE DELLE ENTRATE PUBBLICHE
Secondo la fonte:
entrate originarie: dalla gestione diretta delle risorse pubbliche;
entrate derivate: mediante prelievo coattivo dai privati conseguente al potere d’imperio dello stato.
Secondo la loro natura:
entrate tributarie: imposte, tasse, contributi;
entrate extratributarie derivanti da:
gestione di attività economiche;
vendite di immobili dello Stato;
entrate per rimborso di prestiti;
entrate derivanti dall’accensione di prestiti.
Secondo il ripetersi nel tempo:
entrate ordinarie: si ripetono nel tempo;
entrate straordinarie: percepite (e usate) dallo Stato in circostanze eccezionali
In base alle norme che le regolano:
entrate di diritto privato: Stato come soggetto privato; - prezzi, prestiti
entrate di diritto pubblico: Stato in virtù del suo potere di imperio. - tributi, sanzioni
In base al carattere definitivo all'acquisizione:
entrate finali: vengono definitivamente incamerate dal soggetto pubblico.
entrate non finali: devono essere restituite (prestiti).
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ENTRATE PUBBLICHE

Le entrate pubbliche sono lo strumento usato dallo Stato per finanziare la spesa pubblica. Spesa pubblica + entrate pubbliche = attività finanziaria pubblica Lo Stato può procurarsi il denaro in tre modi : ● con i tributi ( entrate derivate ) ● con i prezzi ( entrate originarie ): entrate che provengono direttamente dall’attività economica di imprese pubbliche oppure dall’alienazione o dall’impiego dei beni appartenenti allo stato o enti pubblici. ● con prestiti, emettendo titoli del debito pubblico ● creando moneta, fonte che è venuta meno a seguito dell’introduzione della moneta unica. La maggior parte delle entrate proviene dai tributi: TASSE, IMPOSTE, CONTRIBUTI FISCALI FUNZIONE FISCALE: strumento di finanziamento della spesa pubblica. FUNZIONE EXTRAFISCALE DELLE ENTRATEFunzione redistributiva del reddito ● Funzione di stabilizzazione del sistema economico ● (politica tributaria espansiva o restrittiva) ● Funzione di sviluppo del reddito nazionale ESEMPI EFFETTI MACROECONOMICI DELLE ENTRATE

prezzi pubblici - > prezzo finale - inflazione imposte imprese - > prezzo - inflazione imposte per i lavoratori - > stipendio - inflazione politica restrittiva: > pressione fiscale, < reddito disponibile, < consumi, < domanda - < inflazione tasso titoli di stato - effetto spiazzamento per le imprese Cuneo fiscale: differenza tra lo stipendio lordo versato dal datore di lavoro e la busta paga netta ricevuta dal lavoratore. Attraverso questo parametro si possono quantificare gli effetti della tassazione del costo del lavoro sul reddito dei lavoratori, dell'occupazione e del mercato del lavoro. Si può intervenire sulla parte di competenza dei datori di lavoro o dei lavoratori. es. > IRPEF - < domanda Accise: imposta indiretta a riscossione mediata, pagata cioè dai produttori o dai commercianti, che colpisce determinati beni (oli minerali, energia elettrica, alcolici, tabacchi) al momento della produzione o del consumo CLASSIFICAZIONE DELLE ENTRATE PUBBLICHE Secondo la fonte: ● entrate originarie: dalla gestione diretta delle risorse pubbliche; ● entrate derivate: mediante prelievo coattivo dai privati conseguente al potere d’imperio dello stato. Secondo la loro natura: ● entrate tributarie: imposte, tasse, contributi; entrate extratributarie derivanti da: ● gestione di attività economiche; ● vendite di immobili dello Stato; ● entrate per rimborso di prestiti; ● entrate derivanti dall’accensione di prestiti. Secondo il ripetersi nel tempo : ● entrate ordinarie: si ripetono nel tempo; ● entrate straordinarie: percepite (e usate) dallo Stato in circostanze eccezionali In base alle norme che le regolano: ● entrate di diritto privato: Stato come soggetto privato; - prezzi, prestiti ● entrate di diritto pubblico: Stato in virtù del suo potere di imperio. - tributi, sanzioni In base al carattere definitivo all'acquisizione: ● entrate finali: vengono definitivamente incamerate dal soggetto pubblico. ● entrate non finali: devono essere restituite (prestiti).

Secondo l’aspetto economico/contabile : ● entrate correnti: finanziano la spesa corrente (tributi, prestiti) ● entrate in conto capitale: finanziano investimenti pubblici (vendita beni pubblici, prestiti pubblici) CARATTERI PREZZI Le entrate originarie derivano dalla gestione diretta delle risorse pubbliche da parte dello Stato o di un ente pubblico. Possono assumere la forma di: ● Ricavato da alienazione di beni pubblici (vendita di immobili pubblici) ● Canoni per l’uso concesso a terzi di beni pubblici (concessioni demaniali) ● Corrispettivi di beni o servizi erogati da imprese pubbliche; ● Dividendi derivanti dalla gestione di imprese pubbliche. A seconda dell’interesse pubblico perseguito, le entrate originarie, dette anche “prezzi” o tariffe , si distinguono in: ● Prezzi di mercato (o privato): il bene/servizio è ceduto a prezzi di mercato; ● Prezzi quasi privati: il bene /servizio è ceduto a prezzi di mercato ma lo scopo di profitto tiene conto anche dell’interesse pubblico generale - foreste demaniali. ● Prezzi pubblici: sono più bassi dei prezzi privati e coprono i costi di produzione di beni/servizi gestiti in regime di monopolio pubblico - trasporti, acqua potabile, servizio postale; ● Prezzi politici: sono inferiori al costo di produzione del servizio (beni/servizi meritori, beni/servizi pubblici puri ecc.) - tasse scolastiche. ENTRATE DERIVATE: TASSE - IMPOSTE - CONTRIBUTI FISCALI - TITOLI DI STATO Le entrate derivate sono dette TRIBUTI. Provengono dal prelievo coattivo dello Stato di una parte della ricchezza prodotta, consumata, detenuta dai soggetti privati, in forza del potere di imperio. Sono entrate coattive, in quanto vengono acquisite in forza del potere autoritativo. I tributi sottostanno al principio di riserva di legge sancito dall’art.23 della costituzione, secondo cui “Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”. Di conseguenza, i tributi possono essere istituiti soltanto da una legge nazionale o regionale o da un atto con forza di legge, cioè con un decreto legislativo o un decreto legge. La norma racchiude il principio di legalità tributaria che trova il suo fondamento nel fatto che sola la legge (e non gli atti emanati dal governo), in quanto proveniente dal parlamento, è espressione della volontà del popolo e quindi offre maggiori garanzie di perseguire gli interessi generali e non quelli della maggioranza al potere. Si tratta tuttavia di una riserva di legge relativa, in quanto richiede che la prestazione sia imposta IN BASE DI LEGGE, e quindi NON ESCLUSIVAMENTE A OPERA DELLA LEGGE. Ciò significa che è sufficiente che la legge istituisca il tributo nei suoi elementi essenziali e nella sua entità, mentre gli aspetti tecnici di attuazione e applicazione a esso connessi potranno essere disciplinati dalle fonti normative secondarie. I tributi comprendono: ● Tassa: versamento volontario di chi richiede un servizio divisibile; ● Contributo fiscale: prelievo coattivo a chi ha ricevuto un particolare vantaggio da un’opera pubblica; ● Imposta: prelievo coattivo senza controprestazione Immediata, relativo a servizi pubblici generali indivisibili, ovvero quelli che avvantaggiano la collettività nel suo insieme. TASSE Le Tasse sono prelevamenti attuati dal soggetto pubblico impositore a fronte della richiesta e della fruizione da parte del cittadino contribuente di un determinato servizio pubblico divisibile. C’è un legame diretto tra tributo e controprestazione. La misura delle tasse varia in relazione all’utilità individuale o collettiva del servizio. Tuttavia, solitamente la tassa non ricopre l’intero costo del servizio. Se il servizio ha più importanza per il privato che lo richiede, la tassa che il privato dovrà pagare sarà più alta (es. tassa per l’occupazione di suolo pubblico o per le affissioni). Se il servizio ha particolare importanza per la collettività, esso verrà finanziato soprattutto mediante le imposte, e quindi la tassa che il privato dovrà pagare sarà bassa. (es. tasse scolastiche). è coattiva in modo ridotto in quanto molti servizi pubblici divisibili sono indispensabili per la vita civile, professionale, lavorativa, per cui il cittadino non può fare a meno di pagare le tasse relative a quei servizi (es rilascio passaporto). Potrebbe somigliare al prezzo politico, ma molto diversa è la natura giuridica e quindi la disciplina normativa. Inoltre, i servizi a cui si riferiscono le tasse sono per così dire istituzionali come giustizia, istruzione e anagrafe, mentre i prezzi si riferiscono a servizi e beni di mercato, spesso offerti in concorrenza con le imprese private. A seconda della natura del servizio le tasse sono: ● Tasse industriali: pagate in cambio di certificazioni legate ai processi produttivi, ovvero certificazioni come il marchio che attesta il contenuto esatto di oro e argento di un oggetto prezioso o che certifica la correttezza degli strumenti di misurazione della merce. OPPURE pagate in cambio di un servizio che la P.A. produce gestendo un’attività economica. Es. TARI (tassa sui rifiuti).

CURVA DI LAFFER

Arthur Laffer utilizzò un grafico dove riportò sulle ordinate il gettito fiscale atteso e sulle ascisse il prelievo fiscale imposto rappresentato dalle aliquote. In sostanza l’aliquota finisce per coincidere con la pressione fiscale. All’aumentare delle aliquote, spostandosi verso destra sull’asse delle ascisse, si assiste inizialmente a una crescita del gettito che raggiunge un punto di apice in corrispondenza di una certa aliquota. Oltrepassato quel punto, se si aumentano ancora i tributi, il gettito progressivamente diminuisce. Il risultato è una curva a campana, nota come curva di Laffer. Secondo Laffer la pressione fiscale deve mantenersi sui livelli ideali favorendo l’armonia fra produzione della ricchezza e giusta contribuzione. Le imposte in generale Presupposti ed elementi essenziali Nello Stato moderno (Stato di diritto, costituzionale e rappresentativo), l’imposta è: ● una prestazione in denaro, istituita e regolata dalla legge, posta a carico dei contribuenti in base alla loro capacità contributiva e non in base al beneficio che riceverà in cambio il contribuente; ● Coattiva: deve essere pagata da tutti (servizi indivisibili) ● Espressione della sovranità statale (legge del Parlamento) ● Strumento di finanziamento dei servizi pubblici ● Strumento di politica economica per conseguire obiettivi economici e sociali Caratteristiche principali ● obbligatorietà del prelievo fiscale: bisogna pagare per il fatto di appartenere alla comunità politicamente organizzata ed essere posti alla sovranità dello stato; ● destinazione al generico finanziamento dei servizi pubblici indivisibili: non è possibile escludere dal fruirne chi non paga il servizio. Il rapporto giuridico d'imposta trova il suo fondamento nella legge, che ne individua il presupposto (la situazione di fatto o l’evento economico che determina in modo diretto o indiretto il sorgere del tributo e l’instaurarsi del rapporto giuridico). è previsto dall’ art.23 della costituzione. Deve necessariamente prevedere la sussistenza della capacità contributiva del contribuente, vale a dire la sua concreta possibilità di poter pagare l’imposta, nel rispetto del principio di equità dell’art. 53 della costituzione. Il rapporto giuridico d'imposta si distingue dai rapporti giuridici comunemente noti nel diritto privato, perché non vi è parità giuridica tra i soggetti, ma supremazia del soggetto pubblico. Le situazioni giuridiche non trovano origine dalla volontà dei privati, ma in un atto legislativo. art. 53. - Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività. PRESUPPOSTO: titolarità di un reddito, possesso di beni immobili, atti di trasferimento di beni, atti di consumo di beni Estensione o assimilazione dell’imposta : quando la legge estende il presupposto a casi simili. Es. una borsa di studio è un reddito assimilato ai redditi da lavoro dipendente; chi la percepisce deve pagare l’imposta prevista per il reddito a cui è assimilata. Esenzione di imposta quando la legge, in deroga al presupposto, esclude alcune situazioni dal pagamento dell’imposta per ragioni economiche o sociali. L’esenzione non fa venire meno gli adempimenti tributari a carico del contribuente (fatturazione, dichiarazione dei redditi ecc.) Esclusione dal pagamento dell’imposta quando la legge delimita l’ambito applicativo del presupposto, escludendo alcune situazioni. L’esclusione fa venire meno gli adempimenti tributari a carico del contribuente. Elementi essenziali: soggetto attivo, passivo, oggetto, base imponibile, aliquota. Soggetto attivo (ente impositore) - ha diritto di pretendere il pagamento dell’imposta in quanto esercita la sovranità (potestà impositiva)

Soggetto passivo - è obbligato al pagamento dell’imposta nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge - solitamente coincide con la figura del contribuente. Situazione costituzionalmente necessaria, perché il pagamento del tributo deve rispettare il principio della capacità contributiva stabilito dall’art. 53 della costituzione. Non coincide quando c’è il sostituto d’imposta. Contribuente: realizza il presupposto d'imposta e sulla cui capacità contributiva deve essere calcolato il tributo Sostituto d’imposta: è tenuto per legge a pagare l’imposta in tutto (Rivalsa con ritenuta alla fonte titolo di imposta definitiva ) - il contribuente è esonerato da ogni obbligo e formalità riguardo il tributo; o in parte (Rivalsa con ritenuta a titolo di acconto) al posto del contribuente - l’obbligazione tributaria dunque non si estingue, ma continua a gravare sul soggetto sostituito; - Rivalsa con ritenuta diretta, quando il datore di lavoro del contribuente è lo Stato. I sostituti hanno diritto di rivalsa nei confronti del sostituito attraverso ritenute su somme di cui gli era debitore. Il sostituto opera la rivalsa tramite ritenuta alla fonte, ossia prelevando direttamente la somma dovutagli. Chi sopporta il sacrificio è sempre il contribuente. Responsabile d’imposta: per legge risponde in solido con il soggetto passivo del pagamento d’imposta. A esso viene riconosciuto il diritto alla rivalsa nei confronti del debitore principale. Oggetto dell’ imposta è l’entità economica alla quale si riferisce il presupposto di imposta (reddito, bene immobile) e rispetto alla quale l’imposta si applica e si commisura. La base imponibile è il valore, espresso in moneta o in valori fisici, a cui viene applicata l’aliquota per determinare l’imposta dovuta (ammontare del reddito, valore del patrimonio, peso o volume del bene) L’aliquota è il tasso che deve essere applicato alla base imponibile ai fini del calcolo dell’imposta. Di solito è predeterminata dal legislatore ed è espressa in percentuale. La fonte dell’imposta è la ricchezza da cui il contribuente attinge per pagare l’imposta: reddito, patrimonio. I DIVERSI TIPI DI IMPOSTA REDDITO = interessi, salari, rendite, profitti; PATRIMONIO = capitali, beni immobili e mobili. L’imposta sul patrimonio può avere come fonte il reddito o il patrimonio stesso (straordinaria). IMPOSTE DIRETTE: colpiscono le manifestazioni immediate della ricchezza e quindi della capacità contributiva (reddito, patrimonio - IRPEF) Imposte dirette sul reddito → IRPEF (persone fisiche) - IRAP (società) Imposte dirette sul patrimonio - IMU (tributo comunale) - possono essere ordinarie o straordinarie PREGI: Sono commisurate al reddito percepito dal contribuente (equità fiscale), Possono essere usate come strumento di politica economica per agire sulla domanda globale. DIFETTI: Estrema rigidità come strumenti di politica economica; Complessità e incertezza delle operazioni di accertamento; Elevata conflittualità tra Fisco e contribuenti. IMPOSTE INDIRETTE: hanno come presupposto l’utilizzazione della ricchezza, vale a dire gli atti di consumo del reddito (IVA) o di disposizione del patrimonio (imposta di registro) che fanno indirettamente desumere la capacità contributiva. Viene pagata soltanto quando il titolare di una certa ricchezza ne dispone in vario modo. Imposte indirette sui consumi colpiscono il reddito nel momento in cui lo utilizza per acquistare beni o servizi di consumo. Imposte indirette sui trasferimenti colpiscono il patrimonio quando questo viene trasferito o impiegato per fare affari. La principale imposta di questo tipo è l’imposta di registro. Imposte indirette - IVA (sul valore aggiunto) - di fabbricazione, sulle successioni e donazioni, di bollo, di registro PREGI: Sono divisibili perché frazionate nel tempo (illusione finanziaria), Elasticità come strumenti di politica economica, Semplicità accertamento e riscossione.

Art. 53 Cost .: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario e' informato a criteri di progressività. principio di generalità o universalità, uniformità, progressività. Art. 2 Cost. Principio di solidarietà: «La Repubblica........ richiede l’adempimento dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale» Art. 3 Cost. Principio di uguaglianza formale -- «Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge....» Art. 23 Cost. Principio di legalità (riserva di legge relativa) Artt. 5 e 119 Cost. Principio di autonomia degli enti territoriali I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, PRINCIPIO DI GENERALITà O UNIVERSALITà Chiunque beneficia dei servizi resi dal soggetto pubblico è obbligato al pagamento delle imposte quando si verificano le condizioni richieste dalla legge: cittadini, stranieri e apolidi → PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA FORMALE Sono ammesse esenzioni o agevolazioni tributarie per ragioni di giustizia sociale e di politica economica → PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA SOSTANZIALE PRINCIPIO DI UNIFORMITà L’equa ripartizione del carico tributario tra i contribuenti, in modo da assicurare l’uniformità di trattamento, è attuata attraverso il principio della capacità contributiva contenuto nell’art. 53 Cost. Il carico tributario deve essere ripartito tra i contribuenti in relazione alla loro effettiva e attuale capacità di pagare i tributi, desunta da: ● Elementi oggettivi (disponibilità di un reddito o di un patrimonio), tenendo conto della loro quantità e qualità:

  • cd. discriminazione quantitativa dei redditi (progressività dell’imposta per i redditi più elevati);
  • c.d. discriminazione qualitativa dei redditi (fonte da cui deriva la ricchezza; strumenti: sgravi fiscali, imposte specifiche sul valore del patrimonio, imposte speciali sui redditi patrimoniali). Si fa riferimento ai redditi intesi come entrate percepite in un certo periodo di tempo. ● Elementi soggettivi (condizione personale, familiare, sociale del contribuente), prevedendo detrazioni e deduzioni d'imposta per ridurre il carico fiscale. Principi amministrativi dell’imposta Sono principi, elaborati da Adam Smith, a cui deve attenersi l’Amministrazione finanziaria nel momento dell’accertamento dei tributi e nel momento della riscossione dei tributi. ● PRINCIPIO DI CERTEZZA: somma da pagare, termine e modo del pagamento del tributo devono essere stabiliti dalla legge in modo certo. ● PRINCIPIO DI COMODITÀ: La riscossione delle imposte deve essere effettuata in tempi e in modi che arrechino al contribuente il minor disagio possibile. ● PRINCIPIO DI ECONOMICITÀ : Le spese di accertamento e riscossione devono essere le più basse possibili (ciò avvantaggia sia lo Stato che il contribuente). Momenti e fasi dell’imposta ACCERTAMENTO
  1. Determinazione soggetto passivo e base imponibile → Autoaccertamento; Accertamento d’ufficio; Denuncia verificata; Indici Sintetici di Affidabilità (ISA).
  2. Tassazione o liquidazione dell’imposta → Amministrazione finanziaria, Contribuente, Sostituto d’imposta.
  3. Notificazione dell’imposta accertata (quando la fase 2 è effettuata dall’amministrazione finanziaria) → Avvisi individuali, Notifica collettiva mediante ruolo. RISCOSSIONE ● Ritenuta alla fonte ● Autoliquidazione e versamento in conto fiscale o alla Tesoreria ● Bollo.