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Epidemiologia generale, Appunti di Epidemiologia

Epidemiologia, metodo epidemiologico. Esame di epidemiologia del blocco di infermieristica basata sulle prove di efficacia del corso di laurea infermieristica B, Università "La Sapienza".

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 21/11/2020

valeeriadambrosio
valeeriadambrosio 🇮🇹

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EPIDEMIOLOGIA:
Il termine Epidemiologia letteralmente significa “studio del popolo; è lo studio delle
malattie e dei fenomeni ad esse correlate tramite l’osservazione della distribuzione e
dell’andamento di essa nella popolazione per individuare le cause che portano
all’insorgenza e alla diffusione di una data malattia.
Questo studio ha delle radici molto pregresse:
1. Ippocrate (V secolo a.C.): correlazione tra patologia e condizioni ambientali e
personali.
2. Graunt : (Inghilterra, 1662): analisi della natalità e mortalità a Londra prendendo in
considerazione le variabili sesso, età e stagionalità; fu uno dei primi ad utilizzare il
metodo statistico corrente.
3. Farr : (Inghilterra, 1800): elaborò un sistema di raccolta dei certificati di morte,
facendo in modo che nella sezione anagrafica ci fosse scritta la causa della morte.
4. Snow : (Inghilterra, 1854): viene riconosciuto come il primo “epidemiologo
moderno”; svolse nella città di Londra degli studi epidemiologici sul colera quando
ancora la causa eziologica era sconosciuta.
A cosa mira lo studio epidemiologico? Esegue studi sullo stato di salute della
popolazione, mirando ad interventi atti a migliorare le condizioni di vita e al
conseguimento della “salute ideale”.
Il concetto di “salute ideale” può essere considerato sia da un punto di vista
oggettivo che da un punto di vista soggettivo. Ci sono stati, infatti, degli stadi
evolutivi sul concetto di salute:
1. Fino al IXI secolo la salute veniva intesa semplicemente come assenza di malattia;
2. Dal 1900 al 1947 il concetto cominciò a cambiare in quanto veniva intesa come
benessere fisico;
3. Dal 1948 in poi la salute era intesa come completo benessere fisico, mentale
e sociale e non più come semplice assenza di malattia”.
Fattori che contribuiscono a determinare il livello di salute:
1. Personali :
Aspetti fisici (buono stato nutrizionale, protezione immunitaria sufficiente,
benessere fisico soggettivo);
Aspetti psichici (stabilità);
Aspetti culturali (adeguata educazione sanitaria).
2. Comportamentali :
Adeguate abitudini di vita personali
Buone condizioni lavorative.
3. Ambientali :
Ambiente fisico (buona qualità di aria, acqua, suolo e adeguato smaltimento dei
rifiuti).
Ambiente biologico (protezione microbiologica e buona qualità/disponibilità di
alimenti).
Ambiente sociale (buoni condizioni igieniche-ambientali della città, lavoro non
nocivo, integrazione e relazioni sociali stabili, servizi sanitari/sociali/ scolastici
buoni).
Malattie: Acute e Croniche.
Periodo di latenza: acute= breve (gg/sett), croniche= lungo (anni/decenni).
Esordio: acute= clamoroso, croniche= subdolo.
Decorso: acute= rapido, croniche=lento.
Esito: acute= per lo più guarigione, croniche= stabilizzazione/ progressivo
peggioramento fino a morte.
Metodo epidemiologico:
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EPIDEMIOLOGIA:

Il termine Epidemiologia letteralmente significa “studio del popolo; è lo studio delle malattie e dei fenomeni ad esse correlate tramite l’osservazione della distribuzione e dell’andamento di essa nella popolazione per individuare le cause che portano all’insorgenza e alla diffusione di una data malattia. Questo studio ha delle radici molto pregresse:

  1. Ippocrate (V secolo a.C.): correlazione tra patologia e condizioni ambientali e personali.
  2. Graunt: (Inghilterra, 1662): analisi della natalità e mortalità a Londra prendendo in considerazione le variabili sesso, età e stagionalità; fu uno dei primi ad utilizzare il metodo statistico corrente.
  3. Farr: (Inghilterra, 1800): elaborò un sistema di raccolta dei certificati di morte, facendo in modo che nella sezione anagrafica ci fosse scritta la causa della morte.
  4. Snow: (Inghilterra, 1854): viene riconosciuto come il primo “epidemiologo moderno”; svolse nella città di Londra degli studi epidemiologici sul colera quando ancora la causa eziologica era sconosciuta. A cosa mira lo studio epidemiologico? Esegue studi sullo stato di salute della popolazione, mirando ad interventi atti a migliorare le condizioni di vita e al conseguimento della “salute ideale”. Il concetto di “salute ideale” può essere considerato sia da un punto di vista oggettivo che da un punto di vista soggettivo. Ci sono stati, infatti, degli stadi evolutivi sul concetto di salute:
  5. Fino al IXI secolo la salute veniva intesa semplicemente come assenza di malattia;
  6. Dal 1900 al 1947 il concetto cominciò a cambiare in quanto veniva intesa come benessere fisico;
  7. Dal 1948 in poi la salute era intesa come completo benessere fisico, mentale e sociale e non più come semplice assenza di malattia”. Fattori che contribuiscono a determinare il livello di salute:
  8. Personali:  Aspetti fisici (buono stato nutrizionale, protezione immunitaria sufficiente, benessere fisico soggettivo);  Aspetti psichici (stabilità);  Aspetti culturali (adeguata educazione sanitaria).
  9. Comportamentali:  Adeguate abitudini di vita personali  Buone condizioni lavorative.
  10. Ambientali:  Ambiente fisico (buona qualità di aria, acqua, suolo e adeguato smaltimento dei rifiuti).  Ambiente biologico (protezione microbiologica e buona qualità/disponibilità di alimenti).  Ambiente sociale (buoni condizioni igieniche-ambientali della città, lavoro non nocivo, integrazione e relazioni sociali stabili, servizi sanitari/sociali/ scolastici buoni). Malattie: Acute e Croniche.  Periodo di latenza: acute= breve (gg/sett), croniche= lungo (anni/decenni).  Esordio: acute= clamoroso, croniche= subdolo.  Decorso: acute= rapido, croniche=lento.  Esito: acute= per lo più guarigione, croniche= stabilizzazione/ progressivo peggioramento fino a morte. Metodo epidemiologico:

Metodo utile per valutare : Efficienza, Efficacia e Economicità degli interventi sanitari sia preventivi che diagnostico-terapeutici. Studiare la distribuzione e i determinanti di una malattia in una popolazione è importante perché aiuta a :

  1. Identificare i fattori che causano la malattia;
  2. Identificare i fattori e/o le condizioni che possono essere modificate per prevenire l’insorgenza o la diffusione di una malattia;
  3. Spiegare del come e del perché si verificano le malattie e le epidemie.
  4. Identificare i bisogni sanitari della popolazione;
  5. Valutare il sistema sanitario.
  6. Valutare l’efficacia di differenti tipologie di terapie o prevenzione. Il metodo si avvale di diverse caratteristiche :
  7. Demografiche: età, sesso, razza, etnia.
  8. Biologiche: anticorpi.
  9. Fattori socio-economici: livello di istruzione, livello sociale, professione e luogo di nascita.
  10. Abitudini di vita: fumo, uso di medicinali, dieta, esercizio fisico, rapporti sessuali. Fattori di rischio:
  11. Componenti genetiche/ ereditarie: appartenenti all’individuo.
  12. Componenti ambientali: tipiche del luogo in cui vive, modificabili cambiando l’ambiente di vita o tramite interventi di sanità pubblica.
  13. Fattori nocivi presenti negli ambienti lavorativi: modificabili cambiando l’ambiente di lavoro, utilizzando misure di protezione collettiva o individuale.
  14. Abitudini individuali: di facile rimozione a discrezione dell’individuo (es. fumo). Che cos’è un fattore di rischio? è un fattore che, associato ad una malattia, aumenta la probabilità che essa si verifichi. Per essere ritenuto tale è necessario che vi siano due condizioni: la frequente associazione del fattore stesso con la malattia, e la sequenza temporale positiva (la presenza del fattore nel soggetto prima che la malattia con la quale si ritiene associato si manifesti). Fattore causale: la casualità di un fattore dipende da due requisiti ovvero la plausibilità biologica (gli effetti attribuiti al fattore devono si devono verificare a livello biologico), e la corrispondenza dose/risposta (all’aumentare della dose di esposizione al fattore deve corrispondere un aumento degli effetti attesi). Principali fattori di rischio in ambiente ospedaliero: 1. Agenti biologici (virus, batteri, parassiti, miceti, etc.) 2. Agenti chimici (tossici, irritanti, etc.) 3. Agenti fisici (radiazioni ionizzanti, rumori, vibrazioni, etc.) 4. Infortunistica (cadute, ferite, ustioni, etc.) 5. Organizzazioni del lavoro (stress, turni, movimentazione carico, postura). Prevenire il rischio in ambiente ospedaliero:
  15. Eliminare/ ridurre le fonti di inquinamento: rendere l’ambiente salubre.
  16. Ridurre/diluire i contaminanti: rendere un microclima adeguato.
  17. Modificare le fonti di inquinamento: igiene, manutenzione di impianti e arredi.
  18. Modificare i comportamenti a rischio: informazione e formazione del personale, linee guida.

Informazioni che derivano da uno studio epidemiologico :  Descrizione: “quantità della malattia”, distribuzione della malattia in tempo e spazio, tipo di “soggetto” ammalato a rischio.  Analisi: individuazione dei fattori predittivi e correlati alla malattia a livello individuale e della popolazione.  Sperimentazione/ verifica: di ipotesi e delle tipologie di intervento.  Politica sanitaria: misura l’efficienza e efficacia del sistema sanitario, fornire supporti tecnici ed informativi a coloro che devono prendere decisioni. Tipologia di studi epidemiologici:

  1. Osservazionali:  Di tipo descrittivo: valutano l’andamento dei fenomeni; sono studi condotti utilizzando i dati raccolti attraverso le statistiche correnti. Servono principalmente per avere un’idea della distribuzione dei fenomeni morbosi.  Di tipo analitico: servono a valutare il ruolo dei fattori di rischio;  Trasversali/ di prevalenza servono a quantificare alcuni fenomeni in campioni di popolazione e sono utili per la programmazione sanitaria.  Caso-controllo sono indagini eziologica in cui l’esposizione ad eventuali fattori di rischio viene valutata in un gruppo di malati (caso) e in un gruppo di non malati (controlli).  Longitudinali /a coorte: si distinguono in prospettivi e retrospettivi e valutano nel tempo l’incidenza delle malattie negli esposti e non esposti (follow up).
  2. Sperimentali: sono interventi diretti e sono limitati per motivi etici.  Sperimentazioni cliniche: sono indagini che studiano l’effetto di uno specifico trattamento terapeutico in uno o più gruppi di pz malati e distribuiti tra i gruppo in modo random.  Interventi preventivi: distinti in interventi sul campo (FIELD TRIAL) e interventi su comunità (COMMUNITY TRIAL), consistono nella rimozione di fattori di rischio in gruppi di persone sane. Tipi di Epidemiologia in campo ospedaliero :  Ambientale: monitorare l’ambiente. Obiettivo prevenzione, formazione, linee guida, etc.  Clinica: governo clinico. Obiettivo tenere sotto controllo la situazione, migliorare l’offerta dei servizi sanitari, corretta gestione del pz, produttività ed economicità di gestione.