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L'Epoca dell'Umanesimo-Rinascimento: Origine, Caratteristiche e Fasi, Appunti di Italiano

Una panoramica della cultura e dell'epoca dell'umanesimo-rinascimento, dalla sua origine in italia fino alle sue fasi distinte. Il testo illustra la laicizzazione della cultura, la distinzione tra mondo umano-naturale e religioso, la riscoperta dei classici e la differenza con la civiltà medievale. Vengono descritte le due fasi principali: l'umanesimo latino e l'umanesimo volgare, e le due sottofasi: il rinascimento maturo e il manierismo.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 15/06/2021

gabriella-indarte
gabriella-indarte 🇮🇹

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EPOCA UMANISTICO-RINASCIMENTALE
L’Umanesimo è la cultura della civiltà rinascimentale. Per Umanesimo ci si riferisce al lato
ideologico- culturale che va dal 1380 al 1545, invece con il termine Rinascimento alle
manifestazioni artistiche e ai fenomeni di costume e alla civiltà in generale durante questo
periodo. Tuttavia entrambi i termini presentano molti aspetti che sovrappongono tra loro.
questa epoca è caratterizzata dalla laicizzazione della cultura e dalla rivalutazione della
centralità dell’uomo.
L’umanesimo implica una conoscenza di una differenza tra mondo umano-naturale e modo
religioso. Tale distinzione mancava nel medioevo dove ancora ogni tipo di scrittura era
considerata sotto la prospettiva religioso anche se già dalla fine del 300 emerge una
tendenza alla rivendicazione dei diritti dell’uomo naturale.
Il termine “Rinascenza” viene utilizzato nel XVI secolo per indicare la rinascita degli studi
classici e l’inizio di un’epoca nuova, dopo i cosiddetti “secoli bui”.
Si affermano elementi di novità che la cultura dell’umanesimo introduce nella civiltà
rinascimentale, in cui giungono maturazione e a completa e consapevole realizzazione tutti e
fermenti emersi nei secoli precedenti: l'individualismo, la laicizzazione della cultura, la
sottolineatura del carattere naturale della vita, la ripresa della lezione dei classici. al contrario
della cultura medievale, la cultura umanistica ha la percezione di un distacco e di una
distanza nei confronti del passato.
La culla dell’Umanesimo è l’Italia, in particolare la città di Firenze. L'umanesimo viene
considerato un fenomeno sovranazionale questo perché mira a costruire una comunità
internazionale di dotti infatti l’ Umanesimo non si sviluppò solo nell’europa occidentale e
centrale ma anche in quella orientale comprendendo paesi come Boemia, Ungheria e
Polonia.
Nell’età umanistico-rinascimentale si possono distinguere due fasi, divise tra loro dalla morte
di Lorenzo de’ Medici e della scoperta dell’ America, a partire dalla quale comincerebbe l’età
moderna. La prima fase a sua volta si distingue in due momenti culturali distinti:
l’Umanesimo latino e l’umanesimo volgare.
Nel periodo che va dal 1492 al Concilio di Trento (1545) il rinascimento raggiunge il suo
culmine per poi esaurirsi pian piano. Anche questa seconda fase della civiltà
umanistico-rinascimentale può essere divisa in due momento:
- il “Rinascimento maturo”, che va dal 1492 al 1527, ed è l'apogeo della civiltà
rinascimentale, caratterizzato dall’egemonia culturale dell’Italia in Europa e da una
straordinaria fioritura delle arti. L’attività letteraria e artistica è posta al centro della
nuova civiltà, ritorna il predominio del volgare come lingua letteraria e si giunge a una
complessiva riformulazione dei caratteri letterari.
- il “Manierismo” che ha inizio nel 1527 e si protrae fino al 1545. Il Manierismo implica
l’idea di un’imitazione artificiosa della maniera e dei modelli elaborati nel
rinascimento. Questo periodo è caratterizzato da una profonda crisi politica e
culturale dell’Italia, che passa sotto il dominio spagnolo e perde il primato delle arti,
ed è quindi contraddistinto dalla conoscenza del tramonto di un mondo splendido, da
un senso di esaurimento e di fine.
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EPOCA UMANISTICO-RINASCIMENTALE

L’Umanesimo è la cultura della civiltà rinascimentale. Per Umanesimo ci si riferisce al lato ideologico- culturale che va dal 1380 al 1545, invece con il termine Rinascimento alle manifestazioni artistiche e ai fenomeni di costume e alla civiltà in generale durante questo periodo. Tuttavia entrambi i termini presentano molti aspetti che sovrappongono tra loro. questa epoca è caratterizzata dalla laicizzazione della cultura e dalla rivalutazione della centralità dell’uomo. L’umanesimo implica una conoscenza di una differenza tra mondo umano-naturale e modo religioso. Tale distinzione mancava nel medioevo dove ancora ogni tipo di scrittura era considerata sotto la prospettiva religioso anche se già dalla fine del 300 emerge una tendenza alla rivendicazione dei diritti dell’uomo naturale. Il termine “Rinascenza” viene utilizzato nel XVI secolo per indicare la rinascita degli studi classici e l’inizio di un’epoca nuova, dopo i cosiddetti “secoli bui”. Si affermano elementi di novità che la cultura dell’umanesimo introduce nella civiltà rinascimentale, in cui giungono maturazione e a completa e consapevole realizzazione tutti e fermenti emersi nei secoli precedenti: l'individualismo, la laicizzazione della cultura, la sottolineatura del carattere naturale della vita, la ripresa della lezione dei classici. al contrario della cultura medievale, la cultura umanistica ha la percezione di un distacco e di una distanza nei confronti del passato. La culla dell’Umanesimo è l’Italia, in particolare la città di Firenze. L'umanesimo viene considerato un fenomeno sovranazionale questo perché mira a costruire una comunità internazionale di dotti infatti l’ Umanesimo non si sviluppò solo nell’europa occidentale e centrale ma anche in quella orientale comprendendo paesi come Boemia, Ungheria e Polonia. Nell’età umanistico-rinascimentale si possono distinguere due fasi, divise tra loro dalla morte di Lorenzo de’ Medici e della scoperta dell’ America, a partire dalla quale comincerebbe l’età moderna. La prima fase a sua volta si distingue in due momenti culturali distinti: l’Umanesimo latino e l’umanesimo volgare. Nel periodo che va dal 1492 al Concilio di Trento (1545) il rinascimento raggiunge il suo culmine per poi esaurirsi pian piano. Anche questa seconda fase della civiltà umanistico-rinascimentale può essere divisa in due momento:

  • il “Rinascimento maturo”, che va dal 1492 al 1527, ed è l'apogeo della civiltà rinascimentale, caratterizzato dall’egemonia culturale dell’Italia in Europa e da una straordinaria fioritura delle arti. L’attività letteraria e artistica è posta al centro della nuova civiltà, ritorna il predominio del volgare come lingua letteraria e si giunge a una complessiva riformulazione dei caratteri letterari.
  • il “Manierismo” che ha inizio nel 1527 e si protrae fino al 1545. Il Manierismo implica l’idea di un’imitazione artificiosa della maniera e dei modelli elaborati nel rinascimento. Questo periodo è caratterizzato da una profonda crisi politica e culturale dell’Italia, che passa sotto il dominio spagnolo e perde il primato delle arti, ed è quindi contraddistinto dalla conoscenza del tramonto di un mondo splendido, da un senso di esaurimento e di fine.

LA LETTERATURA

Gli scrittori umanistici insistono sulla loro differenza del passato, condividendo il senso di svolta radicale e di rinnovamento. La riscoperta e la rilettura attenta dei classici procede di pari passo ad una riflessione teorica centrata sulla rivalutazione dell’esperienza umana. questi aspetti vengono evidenziati in entrambe le due fasi letterarie. Nell’Umanesimo latino, infatti, prevalgono gli interessi umanistici nel senso stretto della parola con lo studio delle letterature antiche e la filologia. Vengono recuperati testi antichi ormai dimenticati e analizzati sotto una visione filologica, sempre con il latino come lingua letteraria dominante. A Firenze, in particolare, prima dell’ascesa al potere di Lorenzo de’ Medici, sopravvive un “Umanesimo civile” caratterizzato da un forte legame fra elaborazione legale ed impegno politico. Gli umanisti “repubblicani” o “civili” sono intellettuali laici, legati a una formazione di tipo giuridico. Anche per questo concepiscono ancora l’attività intellettuali come un impegno al servizio della comunità e si ispirano ai modelli classici per diffondere un ideale di vita attiva, di laboriosità, di moralità pubblica. Nei decenni in cui prevale l’Umanesimo civile la bellezza artistica è considerata inseparabile dalla percezione retorica: lo scrittore è visto come retore e filosofo nello stesso tempo. Questa concezione tenderà a scomparire nella seconda metà del secolo, quando l’elogio della vita contemplativa prevale su quello della vita attiva e si diffonde una filosofia ispirata al platonismo. La seconda fase dell’Umanesimo corrisponde all’età di Lorenzo de’ Medici (1469-1492) ed è caratterizzata dalla rinascita della letteratura in volgare, che però ancora convive con una forte produzione in latino. I generi della letteratura che si distinguono nel Quattrocento sono:

  • l’Epistola in latino
  • il Dialogo
  • il Trattato
  • l’ Orazione