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Epoche storiche e vasi, Sbobinature di Archeologia

Periodo classico, epoca imperiale, epoca flavia e descrizioni di vasi

Tipologia: Sbobinature

2017/2018

Caricato il 05/08/2023

fabiola-russo
fabiola-russo 🇮🇹

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ARCHEOLOGIA:lezione2
L’archeologia è una disciplina storica piena di anime, nel senso che l’archeologo è un po’ uno
storico, ungrafista, uno storico dell'arte, deve saper fare un po’ di tutto, poiché la disciplina
globale, infatti la materia richiede molte conoscenze. L'archeologia è piena di presenze e in tanti
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sec a.C. e a partire dal PERIODO CLASSICO sono perdute, sono delle chimere perché non le
recupereremo mai, non abbiamo più niente di Fidia ePolicletoeppure riusciamo a farci un'idea
grazie alle copie in marmo delle opere in bronzo. Le assenze non riguardano solo scultura, ma
anche la pittura, non quella vascolare, ma quella della grande pittura dei maestri, che è in gran
parte perduta, perdita grave soprattutto quando le cose cambiano con l’EPOCA IMPERIALE. Ci
sono casi in cui si sono conservate le pitture come la celebre tomba del tuffatore(SLIDE
1)datata intorno al 470 a.C. circa, con lo splendido tuffatore che si lancia dal trampolino ornato
da alberi con rami frondosi, ed è un tuffo che è stato interpretato soprattutto come allusione al tuffo
come momento di passaggio all'aldilà, un'altra spiegazione più pragmatica dice che si tratta di una
delle tante attività in cui fu impegnato uno dei sepolti della tomba, infatti sono raffigurate scene di
un Simposio. Questo ti fa capire che riusciamo a recuperare la qualità della pittura greca grazie
alle testimonianze eccezionali, soprattutto quelle funerarie, perché la tradizione di dipingere tombe
continua, a partire dalla fine del V sec a.C. sino alla fondazione della colonia romana a Paestum
nel 273 a.C., che ha conservato molti esempi di pittura.
Plinio il vecchio, che troveremo lungo il nostro percorso, con la sua storia naturale è un autore di
EPOCA FLAVIA, seconda metà del I sec d.C., scrive un'opera enciclopedica in 37 libri, ma i più
importanti sono il 34, dedicato al bronzo, il 35, dedicato alla pittura, il 36, dedicato al marmo, e il
37, dedicato alle pietre preziose, uno dei tanti esempi di Plinio→importantissimo perché il suo
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scienze, aritmetica e geometria compresa, insegnava a caro prezzo e fu maestro di un altro
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ovunque in Grecia, tutti i liberi imparassero la pittura su legno, lagraphiké.L'arte più nobile virgola
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pittori di vaso, parla dei pittori delle tavole, ossia dei pittori di quadri; lagraphikéera vietato
insegnarla agli schiavi, arte completamente perduta.
Nell'antica tracia, vicino l'odierna Macedonia che ha restituito numerose dediche di pitture sempre
provenienti dalle tombe tra cui la più importante è che ilRatto diPersefone(SLIDE 5-6) da parte
di Ade, tema di una tomba, vicino a quella di Filippo II. Questo è uno dei temi che colma un po’
quelle assenze di cui si parlava all'inizio. Interessante è anche il mosaico che si trova in rete che
ha una tomba a tumulo, che è 10 volte più grande di quella di Filippo II a Verghinaed è stata
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il Ratto diPersefone, tema estremamente funzionale per il mondo funerario, qui è presente anche
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Saranno molto presenti i vasi utilizzati con le pitture di varie produzioni, corinzia e attica, ma non
solo, vasi sempre legati a determinati contesti d'uso, come la stoà (SLIDE 7) con iklinaisu cui si
svolge il simposio, con 7 letti, numero ideale secondo la mentalità greca; altro bel nudo femminile
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bevendo da un vaso tenendone un altro in mano, che è uno dei vasi più utilizzati in assoluto nel
mondo del simposio, kylix okylikes; soltanto le Dee possono partecipare al simposio.
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pittore dell’Atene TARDO ARCAICA,Eufronio. (SLIDE 10)I vasi sono pieni di immagini
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ARCHEOLOGIA: lezione 2

L’archeologia è una disciplina storica piena di anime, nel senso che l’archeologo è un po’ uno storico, un grafista, uno storico dell'arte, deve saper fare un po’ di tutto, poiché la disciplina globale, infatti la materia richiede molte conoscenze. L'archeologia è piena di presenze e in tanti momenti è ricca anche di assenze, infatti scultura molte opere di bronzo soprattutto a partire dal V sec a.C. e a partire dal PERIODO CLASSICO sono perdute, sono delle chimere perché non le recupereremo mai, non abbiamo più niente di Fidia e Policleto eppure riusciamo a farci un'idea grazie alle copie in marmo delle opere in bronzo. Le assenze non riguardano solo scultura, ma anche la pittura, non quella vascolare, ma quella della grande pittura dei maestri, che è in gran parte perduta, perdita grave soprattutto quando le cose cambiano con l’EPOCA IMPERIALE. Ci sono casi in cui si sono conservate le pitture come la celebre tomba del tuffatore (SLIDE

  1. datata intorno al 470 a.C. circa, con lo splendido tuffatore che si lancia dal trampolino ornato da alberi con rami frondosi, ed è un tuffo che è stato interpretato soprattutto come allusione al tuffo come momento di passaggio all'aldilà, un'altra spiegazione più pragmatica dice che si tratta di una delle tante attività in cui fu impegnato uno dei sepolti della tomba, infatti sono raffigurate scene di un Simposio. Questo ti fa capire che riusciamo a recuperare la qualità della pittura greca grazie alle testimonianze eccezionali, soprattutto quelle funerarie, perché la tradizione di dipingere tombe continua, a partire dalla fine del V sec a.C. sino alla fondazione della colonia romana a Paestum nel 273 a.C., che ha conservato molti esempi di pittura. Plinio il vecchio, che troveremo lungo il nostro percorso, con la sua storia naturale è un autore di EPOCA FLAVIA, seconda metà del I sec d.C., scrive un'opera enciclopedica in 37 libri, ma i più importanti sono il 34, dedicato al bronzo, il 35, dedicato alla pittura, il 36, dedicato al marmo, e il 37, dedicato alle pietre preziose, uno dei tanti esempi di Plinio importantissimo perché il suo fraseggio influenzerà Basari(?) e perché ha un testo ricco di aneddoti, come in questo caso che tratta del pittore di Anfipoli (SLIDE 4), città dell'antica Tracia, pittore della prima metà del IV sec a.C., periodo che convenzionalmente chiamiamo TARDO CLASSICO, pittore versato in tutte le scienze, aritmetica e geometria compresa, insegnava a caro prezzo e fu maestro di un altro grande pittore cioè Apelle e la sua fama e autorità fu talmente grande che conseguì a Sicione e poi ovunque in Grecia, tutti i liberi imparassero la pittura su legno, la graphiké. L'arte più nobile virgola e che conosciamo anche meno, è la pittura ma non quella vascolare. Plinio non parla mai dei pittori di vaso, parla dei pittori delle tavole, ossia dei pittori di quadri; la graphiké era vietato insegnarla agli schiavi, arte completamente perduta. Nell'antica tracia, vicino l'odierna Macedonia che ha restituito numerose dediche di pitture sempre provenienti dalle tombe tra cui la più importante è che il Ratto di Persefone (SLIDE 5-6) da parte di Ade, tema di una tomba, vicino a quella di Filippo II. Questo è uno dei temi che colma un po’ quelle assenze di cui si parlava all'inizio. Interessante è anche il mosaico che si trova in rete che ha una tomba a tumulo, che è 10 volte più grande di quella di Filippo II a Verghina ed è stata trovata ad Anfipoli; mosaico sempre della seconda metà del IV secolo a.C. con il medesimo tema, il Ratto di Persefone, tema estremamente funzionale per il mondo funerario, qui è presente anche Ermes. Saranno molto presenti i vasi utilizzati con le pitture di varie produzioni, corinzia e attica, ma non solo, vasi sempre legati a determinati contesti d'uso, come la stoà (SLIDE 7) con i klinai su cui si svolge il simposio, con 7 letti, numero ideale secondo la mentalità greca; altro bel nudo femminile (SLIDE 8) della fine del VI secolo a.C. con una donna che rivolge lo sguardo verso l'esterno e sta bevendo da un vaso tenendone un altro in mano, che è uno dei vasi più utilizzati in assoluto nel mondo del simposio, kylix o kylikes; soltanto le Dee possono partecipare al simposio. (SLIDE 9) scena di simposio su cratere a calice alla fine del VI secolo a.C., dipinto da un grande pittore dell’Atene TARDO ARCAICA, Eufronio. (SLIDE 10) I vasi sono pieni di immagini

divertenti con satiri e sileni raffigurati in varie attività poiché appartengono al mondo dionisiaco che è quello più legato alla sfera del simposio. (SLIDE 12-13) I vasi sono legati anche a saghe eroiche e mitiche come in questa ancora da Vulci, dipinta da uno dei più grandi pittori vascolari dell'Atene della metà del VI secolo a.C., Exekias , raffigura il momento tragico in cui Achille trafigge la regina delle amazzoni Pentesilea, e nel momento in cui la trafigge scopre di esserne innamorato. In diversi casi conosciamo i nomi degli artigiani, di questi pittori di vasi non troveremo alcuna notizia nei libri, infatti Plinio il vecchio parlerà soltanto dei pittori di tavole, i più stimati e quindi le opere sono più valutate. Anche i ceramografi li chiamiamo artisti, ma in realtà sono artigiani E ogni tanto abbiamo la fortuna di avere i nomi perché gli artigiani firmano le opere, non è una regola sistematica quindi non tutti va si sono fermati o dal vasaio del ceramografo e questo ci porta a creare dei nomi convenzionali che prendono ispirazione dal luogo di conservazione del vaso più importante, dal luogo di riferimento, da uno dei più importanti esempi di produzione ad attribuirli ad una data mano, etc.. (SLIDE 14-15) Exekias firma sul bordo del vaso e dice: ‘Exekias ha dipinto e ha fatto’ questo grande artigiano è sia pittore che vasaio, la firma ha duplice funzione; l'artigiano sceglie di firmare ma non è una regola sistematica, infatti molti vasi sono anonimi. L’ ETÀ GEOMETRICA dà il nome alla produzione di vasi, di varie forme, quali appartenenti alla sfera maschile quali a quella femminile. Vasi della sfera femminile:  Alabastron (26) : (SLIDE 17) conteneva olio di iris, cannella, mirra e alcanna appeso alla parete, associato ad una pittura su un vaso del V secolo a.C. in cui una donna è intenta a formare una coroncina seduta su una sedia e accompagnata da un cesto di vimini per riporre i materiali che usa la donna che è bella, kalé ;  Hydria (17-18): recipiente a corpo ovoidale espanso su basso piede rialzato con collo cilindrico ristretto; urne per votazioni è ballottaggi; idria anche premio delle corse con fiaccola di norma serve a contenere l'acqua e poi può avere anche altre funzioni, non è un vaso da simposio, appartiene al VI sec a.C. nella tecnica a figure nere della produzione Attica è rappresenta delle donne alla fontana, è una delle poche occasioni in cui le donne possono uscire da sole, liberamente, in uno spazio pubblico per andare a prendere l'acqua alla fontana, non è un caso che sia rappresentata su un hydriaLebes Gamikos (11) : vaso per acqua con coperchio sormontato da pomello a forma di melograno; aspersione rituale della sposa prima del matrimonio letteralmente in italiano vaso nuziale, che serve per la spezione rituale della sposa prima del matrimonio, anch'esso conteneva acqua  Loutrophoros (10) : erede delle anfore TARDO GEOMETRICHE per forma e funzione; sono per le donne nei matrimoni, funerali delle giovani morte prima delle nozze anche questo legato particolarmente alla sfera nuziale e questo vaso conoscerà anche noi traduzione mitica, ossia in pietra a partire dai decenni finali del V sec. a.C. e non a caso andrà a contrassegnare le tombe dei giovani morto prima di aver conosciuto l'esperienza del matrimonio  Lekythos (19-21) : vaso a forma cilindrica allungata con un'unica presa; contenitore per olio di oliva e profumi; uso anche in ambito funerario vaso famoso anche in ambito funerario, di varie forme  Pisside (27) : contenitore per unguenti, cosmetici e articoli da trucco

o a cambiamenti improvvisi bruschi del clima, 4) cause interne alla civiltà micenea, ovvero gli scontri tra i centri palatini, infatti verso la fine della civiltà micenea si assiste alla costruzione di grandi fortificazioni che fanno pensare la necessità di difendersi dai centri palatini rivali. Una causa certa non c'è, ma la cosa certa è che una cultura politica incentrata sul sistema politico che vede come sovrano assoluto il vanax , che detiene anche le funzioni sacerdotali, tutto fa capo a lui; al vertice abbiamo il vanax, ossia il re, e a seguito tutta l'amministrazione palatina. Col crollo di questa civiltà scompare anche la scrittura, lineare B, decifrata, che noi riusciamo a leggere, poiché scritta su tavolette che portavano il conto economico della struttura del palazzo, gestione delle risorse agricole. La scrittura era caratterizzata da segni fonetici e pittogrammi, dai greci di epoca storica, VIII sec. a.C., non sarà più traducibile, non sapranno più decifrare la lingua della cultura micenea. Tra la fine del sistema palatino e l'epoca protogeometrica c’è un intervallo temporale tra il 1200 circa e l'inizio dell'epoca protogeometrica ci sono diversi decenni... ..Quest'epoca intermedia tra la fine dell'età del bronzo e l'inizio dell'età storica si chiama convenzionalmente ETÀ OSCURA → età in cui lentamente si può assistere alla nascita di quel che verrà, in realtà non è così oscura com'è definita, ma anzi è un'epoca interessante poiché si assiste alla nascita di un'altra civiltà che subentra a quella Palatina. Le divisioni in epoche sono delle etichette convenzionali al pari delle suddivisioni temporali che noi stabiliamo in base all ornato della pittura vascolare.  EPOCA PROTOGEOMETRICA 1050-900 a.C.  EPOCA GEOMETRICA 900-700 a.C.  EPOS: Esiodo, Omero; nascita della polis ; costruzione dei templi; offerte santuari; prime fondazioni coloniali; alba della città e alba delle immagini L'epoca geometrica è un periodo nevralgico per la cultura e storia greca, perché è l'epoca che corrisponde, soprattutto nella tarda fase, VIII secolo, alla prima stesura scritta dell'epica omerica, l’Iliade e l’Odissea, frutto di una lenta sedimentazione attraverso secoli e attraverso una trasmissione orale perché poi riceve una formulazione scritta proprio nella seconda metà o inizio del VII sec. a.C., periodo più tardo dell'epoca geometrica che vede l'inizio della colonizzazione greca in occidente e anche l'alba della polis e delle immagini figurate, non solo tramite motivi geometrici, che cominciano già dalla fine del XI secolo. Esempi di ornati geometrici che provenienti dall'Attica, in particolare da Atene, ma non si limita solo alla capitale, poiché è uno dei tanti centri che viene accomunato dall’ornato geometrico sui vasi che accomuna vari centri, quali: Argolide, Corinto, Laconia, Beozia ed Eubea, luoghi da tenere a mente le produzioni, alcune in particolare e che non riguardano solo vasi. Nella ceramica:  PROTOGEOMETRICO fine XI-X a.C.  STILE GEOMETRICO (900-850 a.C.; 850-760/50 a.C.; 760-700 a.C.)  Non solo in Attiva, ma anche nell’Argolide, a Corinto, nella Lavinia, in Beozia, in Eubea, nelle Cicladi, a Rodi e a Creta (SLIDE 39) vaso del XVI secolo, dell'età del bronzo, proveniente da Creta, con la decorazione con polpo.  STILE GEOMETRICO (900-850 a.C.; 850-760/50 a.C.; 760-700 a.C.)

Cambiano tante cose in epoca geometrica come la gestione del potere, gli insegnamenti e nella cottura materiale dei vasi. Perché le superfici del corpo del vaso sono ricoperte di tanti motivi geometrici sul collo e lungo le anse. (SLIDE 41) anfora protogeometrica del X secolo a.C. dal Ceramico, che è la necropoli subito fuori le mura di Atene, anfora con le anse impostate verticale e decorata con questa fascia bianca sul cui sono tracciati dei cerchi concentrici e dei semicerchi nei fregi minori che si impostano sulla spalla nel basso. Questi cerchi tenderanno a farsi sempre più articolati e a coprire tutta la superficie dei vasi nel corso del tempo che ci permetteranno di scendere nel tempo La necropoli si trova subito dopo le mura della città. (SLIDE 43) anfora protogeometrica della fine dell’XI secolo con una linea ondulata, assenza di figure, ma abbiamo solo motivi geometrici. Il capo sulla spalla del vaso è fatto da semicerchi concentrici sono poi dipinti a zig zag a comporre una sorta di metopa all’interno del campo figurato della spalla. (SLIDE 44) anfora della prima metà del IX secolo, 850 a.C. circa, rispetto al vaso precedente, facciamo un salto temporale di più di 100 anni. I motivi geometrici hanno occupato più parti del vaso e sono sempre più elaborati, all'interno dei cerchi concentrici abbiamo delle croci, presenza di decorazioni a denti di lupo e fascia a meandro. L’ornato geometrico sta invadendo la superficie dei vasi che provengono da contesti funerari, la necropoli del Ceramico di Atene. (SLIDE 45) cratere dal Dipylon sul quale non c’è ancora la presenza di fugure umane, anche se il periodo è l'alba delle immagini, poiché si assiste alla nascita delle immagini figurate, non soltanto di motivi geometrici, ma all’inizio con l’inserimento di motivi che appaiono marginali nella trama dei motivi geometrici. Cratere con imboccatura a brocca e accanto alle attaccature delle anse verticale, decorate con motivi a meandro, compaiono due figure animali, due cavallini, ma ancora non ci sono uomini, solo animali. Dipylon è una porta che conduce dalla città di Atene che portava all’accademia nel sobborgo di Atene, cioè il quartiere dei vasai. (SLIDE 46) anfora dell’Attica dell’inizio del VIII sec. a.C., ora a Monaco di Baviera, con 3 fregi che spiccano in un repertorio geometrico sempre più elaborato con motivi a scacchiera e a meandri di vario genere, più o meno grandi, estesi su corpo, spalla e collo del vaso, e poi i denti di lupo. Sono una serie di fregi sovrapposti, più o meno grandi,e ben 3 fregi sono occupati da cortei di animali con raffigurazioni dello stesso animale colto nella medesima posizione, le antilopi pascenti in alto, mentre nel mezzo abbiamo animali accovacciati con la testa rivolta verso il fregio, uso formulare delle immagini, sempre uguali, in basso ci sono di volatili col becco rivolto verso terra. sono tre animali di specie diverse raffigurati in tre cortei. Nessuna presenza dell’essere umano (SLIDE 38) EPOCA GEOMETRICA 900-700 a.C.  Epos: Esiodo, Omero

L'attenzione per le cerimonie funebri da parte dei greci è molto forte, tanto da essere stilata come legge che dice come vanno eseguiti i funerali: il morto va vestito con 3 vesti bianche, uno sotto, uno sopra e l’altro da indossare, viene inoltre indicato il valore delle vesti per non far eccedere nel lusso le cerimonie funebri; l’Ekphorà va fatta con un kline con i piedi a cuneo; sulla tomba vanno portate non più di tre choes e una di olio; il morto va trasportato il silenzio; il giorno successivo alla funzione la casa viene spruzzata la casa di acqua marina e poi lavata con acqua dolce....