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Ermetismo e Quasimodo, Appunti di Italiano

Appunti di lezione sull'Ermetismo (stile e tratti caratteristici di questa corrente letteraria) e sull'esponente Salvatore Quasimodo, con un breve approfondimento sulla sua raccolta poetica "Giorno dopo giorno".

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 24/06/2026

sofia-mazzocchini
sofia-mazzocchini 🇮🇹

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ERMETISMO
La poesia del 900 è una poesia libera, infatti i poeti italiani solitamente sono voci
isolate fuori dal coro, che non prendono parte ad un movimento letterario
preciso, ad una scuola, per esempio Dino Campana, Ungaretti, Montale, Saba o i
poeti che scrivono intorno a la cerva e la voce → usano la poesia come modo per
esprimere i propri sentimenti, la propria voce interiore.
Possiamo individuare però due scuole letterarie in Italia, che sono accomunate dalla volontà
di una rottura drastica con la tradizione e sono entrambe svincolate dai vincoli letterari
classici:
- l'avanguardia del futurismo, fondato da Marinetti che vuole disintegrare
completamente la struttura poetica tradizionale e i valori tradizionali, portando ad una
vera e propria rivoluzione provocatoria. (paroliberismo)
- l'ermetismo, il movimento letterario di poesia che meglio rappresenta la poesia del
900, trattando temi esistenziali già messi in luce tramite il romanzo del 900.
Questo movimento avrà durata relativamente breve, infatti si diffonderà in Italia tra il
1920 e il 1930, nel decennio in cui il fascismo dominava la nazione. Nasce a Firenze
ed è legato soprattutto al bar delle "Giubbe rosse", un caffè letterario in piazza della
Repubblica, a Firenze, dove gli intellettuali si incontravano per discutere di letteratura
e argomenti di attualità.
Pubblicano le loro opere in versi in riviste letterarie come "Il Frontespizio", "Campo di
Marte" e "Letteratura".
Inoltre nacque una nuova rivista letteraria chiamata la Ronda che raggruppa i letterati della
Ronda, che vogliono far rivivere la grande tradizione lirica italiana di Petrarca e Leopardi, per
esempio.
Gli ermetici vogliono proprio staccarsi invece da questa tradizione lirica, andando piuttosto a
riprendere ed esaltare il simbolismo dei poeti maledetti e del loro maestro Baudelaire, che
con le loro innovazioni stilistiche hanno rivoluzionato completamente il modo di fare poesia a
partire dall'800 in poi.
Viene ripresa l'idea che la poesia sia un mezzo di espressione lontano dalla comunicazione
ordinaria e dal linguaggio comune, bensì sia un qualcosa in più, qualcosa di simbolico in
grado di evocare realtà nascoste, come quella onirica, che solo il poeta, dopo aver fatto
conoscenza del male, è in grado di richiamare. Si ritorna quindi ad una concezione mistica,
irrazionale e onirica della poesia, di difficile comprensione in quanto si tratta di una poesia
introspettiva, che riflette l'animo e i tormenti del poeta.
La poesia ermetica è una poesia aulica, destinata solo a pochi fortunati in grado
di comprenderla, una poesia d'elite → uso di un linguaggio aulico lontano da
quello d'uso comune.
Gli ermetici vogliono evocare la loro realtà soggettiva attraverso il linguaggio.
Non si tratta più quindi di voci solitarie, bensì di una vera e propria scuola, di un gruppo di
poeti fedeli alla tradizione simbolista francese e per questo sono criptici, difficili da
interpretare.
Il termine "ermetici" venne coniato dal critico del 900 Francesco Flora, il quale vuole alludere
ad un gruppo di poeti che si avvalgono del linguaggio evocativo per spiegare la realtà
irrazionale.
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ERMETISMO

La poesia del 900 è una poesia libera, infatti i poeti italiani solitamente sono voci isolate fuori dal coro, che non prendono parte ad un movimento letterario preciso, ad una scuola, per esempio Dino Campana, Ungaretti, Montale, Saba o i poeti che scrivono intorno a la cerva e la voce → usano la poesia come modo per esprimere i propri sentimenti, la propria voce interiore. Possiamo individuare però due scuole letterarie in Italia, che sono accomunate dalla volontà di una rottura drastica con la tradizione e sono entrambe svincolate dai vincoli letterari classici:

  • l'avanguardia del futurismo, fondato da Marinetti che vuole disintegrare completamente la struttura poetica tradizionale e i valori tradizionali, portando ad una vera e propria rivoluzione provocatoria. (paroliberismo)
  • l'ermetismo, il movimento letterario di poesia che meglio rappresenta la poesia del 900, trattando temi esistenziali già messi in luce tramite il romanzo del 900. Questo movimento avrà durata relativamente breve, infatti si diffonderà in Italia tra il 1920 e il 1930, nel decennio in cui il fascismo dominava la nazione. Nasce a Firenze ed è legato soprattutto al bar delle "Giubbe rosse", un caffè letterario in piazza della Repubblica, a Firenze, dove gli intellettuali si incontravano per discutere di letteratura e argomenti di attualità. Pubblicano le loro opere in versi in riviste letterarie come "Il Frontespizio", "Campo di Marte" e "Letteratura". Inoltre nacque una nuova rivista letteraria chiamata la Ronda che raggruppa i letterati della Ronda, che vogliono far rivivere la grande tradizione lirica italiana di Petrarca e Leopardi, per esempio. Gli ermetici vogliono proprio staccarsi invece da questa tradizione lirica, andando piuttosto a riprendere ed esaltare il simbolismo dei poeti maledetti e del loro maestro Baudelaire, che con le loro innovazioni stilistiche hanno rivoluzionato completamente il modo di fare poesia a partire dall'800 in poi. Viene ripresa l'idea che la poesia sia un mezzo di espressione lontano dalla comunicazione ordinaria e dal linguaggio comune, bensì sia un qualcosa in più, qualcosa di simbolico in grado di evocare realtà nascoste, come quella onirica, che solo il poeta, dopo aver fatto conoscenza del male, è in grado di richiamare. Si ritorna quindi ad una concezione mistica, irrazionale e onirica della poesia, di difficile comprensione in quanto si tratta di una poesia introspettiva, che riflette l'animo e i tormenti del poeta. La poesia ermetica è una poesia aulica, destinata solo a pochi fortunati in grado di comprenderla, una poesia d'elite → uso di un linguaggio aulico lontano da quello d'uso comune. Gli ermetici vogliono evocare la loro realtà soggettiva attraverso il linguaggio. Non si tratta più quindi di voci solitarie, bensì di una vera e propria scuola, di un gruppo di poeti fedeli alla tradizione simbolista francese e per questo sono criptici, difficili da interpretare. Il termine "ermetici" venne coniato dal critico del 900 Francesco Flora, il quale vuole alludere ad un gruppo di poeti che si avvalgono del linguaggio evocativo per spiegare la realtà irrazionale.

Caratteristiche e stile:

  • ripresa poesia simbolista di Baudelaire e dei poeti simbolisti, riadattata alla realtà del primo 900 --> il loro principale ispiratore è Mallarmè
  • musicalità del linguaggio che si affida a simbolo e onomatopee --> musicalità simbolisti francesi, ripresa anche dal poeta italiano Pascoli
  • messaggi criptici, espressioni oscure, difficili da interpretare, ma evocative con simboli e allusive (no spiegazione, è lettore che interpreta)
  • utilizzo quindi di un linguaggio OSCURO, evocativo che si avvale di metafore, simboli e analogie, che suggeriscono un'interpretazione al lettore senza però definirla. Il linguaggio non deve spiegare ma evocare.
  • la poesia risulta essere pesante, densa di espressioni analogiche e simboliche non sempre di facile interpretazione, infatti questi componimenti non erano destinati ad un pubblico vasto bensì solo a pochi eletti.
  • versi brevi per esaltare pause e silenzi
  • abolizione punteggiatura, caratteristica comune a tutta la poesia moderna. richiamo al futurismo
  • presenza di riferimenti al mondo greco, in particolar modo ad Ermete, il dio delle scienze occulte e misteriose.
  • CAMBIO NELLA FIGURA DEL POETA --> no poeta vate o che deve trasmettere un messaggiò, bensì il poeta risulta essere un individuo solitario, distaccato dalla realtà. --> il suo unico obiettivo è quello di raccontare la propria interiorità. Esaltazione dei problemi individuali a discapito dei problemi sociali che affliggono il periodo storico (fascismo). Duplice interpretazione:
  1. poesia egocentrica incentrata solo sull'individualità del poeta e destinata solo ad un'elite di persone
  2. modo per riscoprire se stessi in una realtà oppressiva di censura e repressione in cui era impossibile far emergere la propria personalità. Tematiche
  • lo scavo interiore nell'animo più intimo del poeta, che si considera un vagabondo solitario nella civiltà moderna
  • solitudine
  • difficoltà di vivere, il mal di vivere Autori più importanti:
  • Salvatore Quasimodo
  • Alfonso Gatto (salernitano)
  • Mario Luzi
  • Libero de Libero

Ed è subito sera

1930, Acqua e terre Ognuno sta solo sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.