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testo di simulazione e di prova finale dell'esame del prof
Tipologia: Prove d'esame
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28. Le esternalità: origine, natura ed analisi grafica Parliamo di esternalità quando l’attività di un soggetto economico influisce sul benessere di un altro direttamente, ossia non mediante variazioni di prezzi. L'esternalità indica dunque l'effetto di un'attività che ricade verso soggetti che non hanno avuto alcun ruolo decisionale nell'attività stessa. 29. La correzione delle esternalità: il teorema di Coase Il teorema di Coase è un tentativo di dimostrare come, attraverso il mercato, si possa giungere a un'efficienza, intesa come somma netta del benessere sociale superiore rispetto a quella che si può ottenere con l'intervento dello Stato o di altre regolamentazioni. In modo più preciso, l'enunciato di Coase afferma che se i costi di negoziazione e transazione sono nulli, la contrattazione tra agenti economici porterà a soluzioni efficienti da un punto di vista sociale (dette Pareto-efficienti) anche in presenza di esternalità e a prescindere da chi detenga inizialmente i diritti legali. Una formulazione equivalente afferma che, in assenza di costi di transazione, tutti i modi in cui un governo può allocare inizialmente delle proprietà sono ugualmente efficienti, perché le parti interessate contratteranno privatamente per correggere ogni esternalità. Come corollario, l'enunciato implica che, in presenza di costi di transazione, un governo può minimizzare le inefficienze allocando inizialmente le proprietà alla parte a cui assegna maggiore utilità. Si noti che, quando si parla di proprietà, si intende la proprietà privata, composta cioè di beni appropriabili: tale teorema non è perciò applicabile alla proprietà pubblica. 30. Soluzioni private e pubbliche alle esternalità Soluzioni Private:
31. Esternalità positive e negative: una determinazione grafica delle quantità effettive e socialmente ottimali. Le esternalità (prodotte sia dai consumatori che dai produttori) possono essere positive e negative. Esempi di esternalità positive sono per esempio i vaccini, l’istruzione ecc… mentre esempio classico di esternalità negativa è l’inquinamento. **_32. Esternalità e quantità efficienti: un commento
meccanismi automatici di reazione del prelievo a fenomeni economici capaci di costituire un appropriato incentivo/disincentivo per gli operatori, e, dall’altro, la possibilità di influire sulle variabili economiche agendo con misure discrezionali, modificando cioè i parametri delle imposte (aliquote, detrazioni, ecc.). Sotto il primo profilo rilevano, ad esempio, un prelievo sulle imprese che sia funzione inversa degli investimenti produttivi e la flessibilità automatica del gettito delle imposte al variare delle condizioni dell’economia in funzione anticiclica (e pertanto una crescita del gettito nelle fasi espansive e una sua riduzione nelle fasi recessive del ciclo economico, che siano proporzionali – o, ancor meglio, più che proporzionali – rispetto alle variazioni del reddito nazionale) 10. Al fine dell’impiego discrezionale i parametri delle imposte devono essere sufficientemente numerosi (data la pluralità degli obiettivi, così da poter essere impiegati per obiettivi diversi ed eventualmente non previsti), graduabili (così da permettere di agire sulle variabili economiche nella misura appropriata) ed efficaci (in grado cioè di determinare la desiderata modificazione delle variabili economiche con ridotte variazioni degli strumenti).
d’imposta ad un’altra (con effetti positivi sui costi di adempimento e amministrativi di cui al precedente punto 3). Malgrado si possa riscontrare una certa concordanza di vedute tra gli economisti sulle caratteristiche generali che qualificano un “buon” sistema tributario, divergenze emergono, com’è naturale, nel momento in cui si cerca di dare un contenuto concreto a quelle caratteristiche. L’approfondimento delle tematiche relative ai requisiti sopra indicati viene sviluppato nei capitoli che seguono. Delle questioni relative al punto 1, quelle che concernono i principi di equità sono affrontate nel Cap. 2, mentre quelle riguardanti traslazione e incidenza delle imposte sono affrontate nel Cap. 4. Nel Cap. 2 sono anche trattate le questioni di cui al punto 2. Sono invece oggetto del Cap. 3 gli aspetti considerati nei punti 3 e 8. Infine, le questioni riguardanti il punto 5 vengono affrontate nel Cap. 11, mentre cenni sugli aspetti relativi al punto 7 sono contenuti nei Capp. 7 e 10.
36. L’incidenza delle imposte: osservazioni generali Insieme degli effetti prodotti dall'introduzione di un'imposta sul comportamento degli operatori economici. Ogni variazione nel sistema tributario, decisa dalla pubblica amministrazione, genera, infatti, dei mutamenti nelle variabili del sistema economico ed in particolare nei prezzi delle merci e nelle remunerazioni dei fattori della produzione. L'analisi dell'incidenza delle imposte varia a seconda del periodo di tempo preso in considerazione, dell'uso che l'operatore pubblico fa del gettito raccolto con l'imposta, e infine dal tipo di strumenti utilizzati per studiare gli effetti prodotti dall'introduzione della nuova imposta. Nel primo caso, il periodo di tempo considerato, si distingue fra analisi di breve periodo, in cui si studiano i mutamenti immediati seguiti all'introduzione dell'imposta, e analisi di lungo periodo, la quale analizza tutti gli effetti prodotti dall'imposta. Nel secondo caso, l'uso del gettito raccolto, si distingue tra: — incidenza totale, che tiene conto degli effetti delle imposte fermo restando la spesa pubblica e le altre imposte; — incidenza relativa, alla cui analisi si ricorre qualora si vogliano analizzare gli effetti della sostituzione di un'imposta con un'altra che produce un pari gettito; — incidenza con bilancio in pareggio, con la quale si tiene conto non solo dei mutamenti prodotti dall'imposta ma anche di quelli derivanti dalla spesa del suo gettito. Infine, a seconda della metodologia di analisi utilizzata si distingue in: — incidenza dell'imposta in un contesto di equilibrio economico parziale (v.), in cui il prezzo, la quantità del bene considerato e l'ammontare dei profitti dipende dalle funzioni di domanda e di offerta considerate; — incidenza dell'imposta in un contesto di equilibrio economico generale (v.), in cui la determinazione dei prezzi e dei redditi comprende tutti i beni e tutti i fattori della produzione ed in cui i valori di ciascuna variabile dipendono da quelli di tutte le altre.