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Una panoramica completa del primo soccorso, coprendo diverse emergenze mediche come epilessia, lipotimia, convulsioni febbrili, traumi cranici, ematomi cerebrali, shock di vario tipo (cardiogeno, ipovolemico, anafilattico, settico), edema polmonare, embolia polmonare e infarto miocardico acuto. Include anche informazioni su esami diagnostici come l'emogasanalisi e la spirometria, offrendo indicazioni pratiche su cosa fare in caso di emergenza e come prevenire alcune condizioni critiche. Utile per studenti di medicina, soccorritori e chiunque voglia acquisire conoscenze di base sul primo soccorso.
Tipologia: Dispense
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Primo soccorso: aiuto fornito da parte di personale non sanitario; Emergenza: è una situazione in cui la vita della persona è in pericolo immediato. Richiede un intervento immediato, anche da parte di soccorritori non professionisti, in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Urgenza: Situazione grave, ma non immediatamente pericolosa per la vita. Tuttavia, se trascurata, può peggiorare rapidamente. Necessita di un intervento rapido, ma non necessariamente immediato da parte dei soccorritori laici. Numero unico di emergenza: 112 (2 passaggi: centralino e servizio mirato). La valutazione dei parametri vitali comprende:
Disturbo delle funzioni cerebrali che si manifesta con crisi ricorrenti; Ogni nostra azione, pensiero o sensazione è controllata da cellule nervose (neuroni) che comunicano tra loro tramite impulsi elettrici ordinati.
Una crisi epilettica si verifica quando, improvvisamente, un gruppo di neuroni genera scariche elettriche anomale, eccessive e disorganizzate, che interrompono il normale flusso di comunicazione nel cervello. Nella maggior parte dei pazienti le crisi epilettiche si interrompono da sole e una volta terminata la crisi, la persona riprende gradualmente il controllo senza alcun effetto negativo. Distinguiamo 2 macrocategorie di crisi epilettiche: crisi parziali o focali e crisi generalizzate. ● CRISI PARZIALI O FOCALI: originano in una zona circoscritta del cervello. I sintomi dipendono dalla funzione della zona colpita. Ad esempio, se la scarica parte dall’area motoria che controlla il braccio sinistro, si potranno avere movimenti involontari del braccio sinistro. Tra le crisi parziali distinguiamo: o Crisi parziali semplici: senza compromissione dello stato di coscienza; La persona è cosciente e consapevole durante tutta la crisi. Sa cosa sta succedendo e può riferire i sintomi. Sintomi tipici: movimenti involontari, irrigidimento arto, nausea, gusto o odore spiacevole…; Di solito di breve durata. o Crisi parziali complesse: con compromissione dello stato di coscienza; C’è una compromissione della coscienza: la persona è confusa, non risponde, o non ricorda cosa è successo. Possono esserci comportamenti automatici (chiamati automatismi), come:
B. Durante crisi tipo assenza: a. Osserva il comportamento, non scuoterla b. Rassicura la persona dopo l’episodio c. Avvisa un medico se gli episodi sono frequenti o se è la prima volta Chiama i soccorsi se la paziente è diabetica o in gravidanza; se la crisi dura più di 5’; se la crisi avviene in acqua o se il paziente si fa male.
Lipotimia: (“pre-sincope”) è una sensazione di malessere improvviso che può precedere uno svenimento, ma senza che avvenga la perdita completa di coscienza. È uno stato in cui la persona si sente debole, confusa, con capogiri e sudorazione fredda. Può avere sensazione di visione offuscata, nausea, pallore e vertigini. Se la persona si sdraia o si siede, di solito il malessere migliora rapidamente. La lipotimia è un pre-svenimento: la persona si sente male ma non perde conoscenza. Tuttavia, se non aiutata, può evolvere in una sincope. Cosa fare in caso di lipotimia?
Cosa fare in caso di sincope?
Disturbo neurologico che provoca sonnolenza eccessiva durante il giorno e, nei casi più gravi, episodi improvvisi e incontrollabili di sonno. È una condizione in cui il cervello non riesce a regolare correttamente il ciclo sonno-veglia. Le persone con narcolessia possono addormentarsi improvvisamente in qualsiasi momento, anche mentre parlano, mangiano o guidano. Solitamente, quando ci si addormenta il sonno inizia con fase NREM e ogni 90’ lascia spazio alla fase REM (in cui si sogna intensamente e il corpo è “paralizzato”), nei soggetti narcolettici invece si assiste ad una rapida emergenza del sonno REM a 15/20’ dall’addormentamento. Inoltre, il paziente narcolettico può presentare: ● Cataplessia: perdita improvvisa del tono muscolare a seguito di emozioni intense, talvolta può colpire anche la parola. ● Paralisi del sonno ● Allucinazioni
Si verificano con un aumento rapido della temperatura corporea, in bambini di età compresa tra 6 mesi e 5 anni; l’episodio è solitamente di breve durata (inferiore ai 15’), in cui il bambino manifesta movimenti convulsivi su tutto il corpo. Avviene una perdita di coscienza per tutta la durata della crisi; dopo la crisi, il bambino si riprende senza conseguenze neurologiche. Non sempre i tentativi di tenere bassa la temperatura corporea riescono ad evitare le convulsioni, però l’uso di farmaci antipiretici aiutano il bambino.
Parametro
Punteggio minimo
Punteggio massimo Apertura degli occhi 1 4 Risposta verbale 1 5 Risposta motoria 1 6
Punteggio totale: da 3 (coma profondo) a 15 (coscienza normale)
Il cranio è un compartimento chiuso formato da:
Secondo la dottrina di Monro-Kellie, il volume totale del contenuto endocranico (cervello + sangue + LCR) è costante; un aumento di uno di questi componenti deve essere compensato da una diminuzione degli altri per mantenere la pressione intracranica costante. Per pressione intracranica (PIC) intendiamo la pressione dentro il cranio, che a riposo è normalmente pari a 7-15mmHg (millimetri di mercurio) in un adulto in posizione supina. L’aumento della PIC necessita di trattamento quando raggiunge valori superiori a 20/ mmHg. Il corpo può compensare piccoli aumenti di volume ad es. spostando il liquor verso la colonna vertebrale e il sangue fuori dal cranio; Questi meccanismi di compenso sono in grado di mantenere una PIC entro limiti normali per variazioni di volume fino a 100-120 ml. Oltre tale limite la PIC aumenta e compaiono sintomi di IPERTENSIONE ENDOCRANICA I segni caratteristici principali sono Cefalea e Vomito. L’aumento della Pressione causa compressione dei tessuti vicini, che a sua volta favorisce la formazione dell’edema cerebrale. Ciò rappresenta un ostacolo alla libera circolazione del Liquor e provoca un idrocefalo. Idrocefalo: è una condizione neurologica in cui si verifica un accumulo anomalo di liquor all’interno dei ventricoli cerebrali, cioè le cavità del cervello che normalmente contengono e fanno circolare il liquor. Questo accumulo provoca dilatazione dei ventricoli e può causare un aumento della pressione intracranica, con effetti potenzialmente gravi sul tessuto cerebrale. Segni e sintomi dell’aumento della PIC: ● Cefalea (spesso peggiore al mattino) ● Nausea e vomito (senza nausea precedente) ● Alterazione dello stato di coscienza ● Papilledema (edema della papilla ottica) ● Midriasi unilaterale (segno di compressione del nervo oculomotore) ● Crisi convulsive ● Postura decerebrata o decorticata (segni terminali) Situazioni cliniche che causano aumento della pressione intracranica (PIC):
Questo accumulo di sangue può comprimere il tessuto cerebrale circostante, aumentando la pressione all’interno del cranio (pressione intracranica), e può causare danni al cervello. Gli ematomi cerebrali sono spesso causati da traumi cranici, ma possono anche derivare da altre condizioni come rotture di aneurismi o malformazioni vascolari. Esistono vari tipi di ematomi cerebrali: ● Ematoma Epidurale o Posizione: Tra il cranio e la dura madre (la membrana esterna del cervello). o Cause: Spesso dovuto a trauma con frattura del cranio che lacera un’arteria (es. arteria meningea media). o Caratteristiche: rapido accumulo di sangue. Tipico “intervallo lucido”: breve periodo di coscienza normale seguito da rapido deterioramento. Richiede intervento chirurgico urgente.
● Ematoma Subdurale o Posizione: Tra la dura madre e l’aracnoide (membrana intermedia). o Cause: Rottura di vene bridging, spesso causata da traumi, anche lievi, soprattutto negli anziani. (le vene bridging sono vasi sanguigni che collegano le vene superficiali del cervello alla vena dura madre) o Caratteristiche: Può essere acuto (sintomi rapidi e gravi) o cronico (sintomi insidiosi e progressivi). Può causare aumento della pressione intracranica.
● Ematoma Intracerebrale (o intraparenchimale) o Posizione: All’interno del tessuto cerebrale stesso. o Cause: Trauma, ipertensione, malformazioni vascolari o tumori. o Caratteristiche: Può causare danno diretto al tessuto cerebrale. Può portare a deficit neurologici focali.
● Emorragia Subaracnoidea (post-traumatica)
o Posizione: Spazio subaracnoideo tra aracnoide e pia madre. o Cause: Rottura di vasi in seguito a trauma o aneurismi. o Caratteristiche: Cefalea improvvisa e intensa (“colpo di fulmine”). Rischio di vasospasmo e ischemia cerebrale secondaria.
Art. 1: “La morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo.” Il momento della morte coincide con l’inizio della presenza simultanea di 3 condizioni: a) Stato di incoscienza; b) Assenza di riflessi del tronco e di respiro spontaneo; c) Silenzio elettrico cerebrale
La simultaneità delle condizioni (assenza di coscienza, di respiro, di riflessi e di attività elettrica cerebrale) deve essere rilevata dal collegio medico per almeno 3 volte, all’inizio, a metà e alla fine del periodo di osservazione. Se il paziente non è donatore, al termine dell’osservazione si sospendono i supporti (ventilazione artificiale, eventuali farmaci) Al termine dell’osservazione, accertata la morte da parte del collegio medico, se il cadavere è stato identificato come potenziale donatore d’organo, si potrà procedere alle operazioni di prelievo di organi a scopo terapeutico. L’ora della morte coincide con l’inizio dell’osservazione.
Cos’è: È una condizione molto grave che può iniziare con sincope o lipotimia.
Si manifesta nella maggior parte dei casi con la caduta della pressione arteriosa (ipotensione grave).
Poiché la pressione arteriosa dipende da:
PA = GC × RPT
● GC : gittata cardiaca (quanto sangue il cuore spinge in un minuto) ● RPT : resistenze periferiche totali (quanto i vasi oppongono resistenza al passaggio del sangue)
Quando la pressione scende così tanto che il sangue non riesce più a portare ossigeno agli organi si può avere uno shock. Questo può accadere in 3 casi principali:
1) Calo della gittata cardiaca (GC) - Shock cardiogeno
- Shock da ostruzione circolatoria
Il cuore pompa poco sangue. → Poco sangue circola → bassa pressione → rischio di shock 2) Calo delle resistenze periferiche totali (RPT) - Shock settico
**- Shock anafilattico
I vasi si dilatano troppo. Succede, ad esempio:
● in caso di infezioni gravi (shock settico) ● in alcune reazioni allergiche (shock anafilattico)
→ Il sangue “scorre troppo libero” → pressione scende → rischio di shock
3) Calo della volemia (cioè meno sangue in circolo) - Shock ipovolemico
Succede se si perde tanto sangue o liquidi, ad esempio:
● emorragie ● disidratazione grave ● ustioni estese
→ Meno liquido nel sistema → pressione scende → rischio di shock
Segni principali di uno shock: ● Pallore, pelle fredda ● Stato mentale alterato (confusione, torpore) ● Respiro veloce e superficiale (tachipnea) ● Estremità fredde e con chiazze
Cause: ● Gravi emorragie ● Ustioni estese ● Infarto miocardico ● Reazioni allergiche gravi (anafilassi)
Tipi di shock:
● Ipovolemico : perdita di sangue o liquidi >20% o Cause: emorragie, ustioni, disidratazione ● Cardiogeno : malfunzionamento del cuore che non riesce a pompare abbastanza sangue per soddisfare i bisogni del corpo. o Cause: infarto, aritmie, tamponamento cardiaco ● Ostruttivo : vi è un ostacolo fisico alla circolazione o Es. embolia, pneumotorace ● Anafilattico : reazione allergica grave o Sintomi: orticaria, edema, ipotensione, broncospasmo ● Settico e Neurogeno : infezioni o lesioni neurologiche
Cosa fare:
● Chiamare subito il 118 ● Distendere il paziente con gambe sollevate ● Coprirlo per evitare ipotermia ● Non dargli da bere o da mangiare ● Fermare emorragie visibili
Lo shock ipovolemico è una condizione in cui c'è una forte perdita di sangue o liquidi, e il cuore non riesce a mantenere una pressione sufficiente. Di conseguenza, organi e tessuti non ricevono abbastanza ossigeno.
La respirazione è il risultato di una serie complessa di eventi che origina dall'attività ritmica dei centri respiratori posti a livello del bulbo.
Lo scopo della respirazione è quello di fornire un adeguato apporto di ossigeno garantendo un’efficace eliminazione dell’anidride carbonica.
Problemi respiratori seri portano a insufficienza respiratoria.
Frequenza normale: 12-20 atti/min. Nei pazienti in coma con lesioni cerebrali o intossicazioni possono comparire problemi respiratori, ad esempio respiro rapido e superficiale (tachipnea), pause respiratorie (apnee) o respiro rallentato (bradipnea).
La respirazione difficoltosa (dispnea) è uno sforzo nel respirare e può essere causata da problemi ai polmoni, al cuore o da ostruzioni delle vie aeree. Può comparire in molte condizioni come asma, edema polmonare, infarto, embolia, crisi epilettica o coma diabetico.
Cause:
Ortopnea: difficoltà a respirare che compare quando si è in posizione supina e ciò obbliga il paziente a dormire seduto o semi-seduto con più cuscini. La posizione da seduto con le gambe penzoloni dà sollievo subito. Si manifesta soprattutto di notte e a riposo, non durante l’esercizio. L’ortopnea è tipica dell’insufficienza del ventricolo sinistro; sdraiarsi fa arrivare più sangue al cuore, che deve lavorare di più per pomparlo, causando difficoltà a respirare.
L'insufficienza cardiaca sinistra si associa tipicamente ad EDEMA POLMONARE , cioè all'accumulo di liquido nei polmoni. Sempre per questioni gravitazionali, quando il soggetto con insufficienza cardiaca sinistra è sdraiato su una superficie piana, gli alveloli polmonari vengono invasi dal plasma (parte liquida del sangue) e questo causa difficoltà respiratoria
Consiste nell’accumulo di liquido negli alveoli polmonari, che rende difficile lo scambio di ossigeno e anidride carbonica.
Tipologie principali:
● Edema polmonare cardiogeno: causato da problemi al cuore, in particolare dal cuore sinistro che non riesce a pompare bene il sangue. Questo fa aumentare la pressione nei vasi polmonari, causando la fuoriuscita di liquido negli alveoli. ● Edema polmonare non cardiogeno: causato da danni ai polmoni o ad altre condizioni come infezioni, traumi, inalazione di sostanze tossiche, o insufficienza respiratoria acuta.
Cause cardiogene: insufficienza cardiaca, infarto, malattie delle valvole cardiache. Cause non cardiogene: polmonite, lesioni polmonari, inalazione di fumo o sostanze chimiche, traumi, sepsi.
L’edema polmonare provoca difficoltà respiratorie, respiro affannoso e può essere pericoloso se non trattato rapidamente.
Definizione: Condizione patologica in cui l'apparato respiratorio non è più in grado di assolvere alla funzione di trasporto dell'ossigeno in quantità adeguate nel sangue arterioso, e di rimozione di una corrispondente quota di anidride carbonica dal sangue venoso.
Tipi:
Cause:
● Asma, polmoniti ● Trauma cranico, coma ● Intossicazioni
Cosa fare:
● Se cosciente: posizione semiseduta, ossigeno ● Se incosciente: BLS, controllo vie aeree, chiamare 118
Emogasanalisi: esame di laboratorio che consente di misurare la quantità di ossigeno e di anidrite carbonica presenti nel sangue; Si effettua prelevando un campione di sangue arterioso. pH: 7.35 – 7.45 (pH riflette equilibrio tra acidi e basi nel sangue.)
● Trombi da vene delle gambe (TVP) ● Dopo interventi chirurgici, immobilizzazione, gravidanza ● Tumori, contraccettivi, fumo
Sintomi:
● Respiro corto improvviso ● Dolore toracico ● Tosse con sangue ● Tachicardia, cianosi, sincope
Cosa fare:
● Andare subito al pronto soccorso ● Prevenzione in pazienti a rischio: eparina, calze elastiche
Cos’è: Necrosi miocardica dovuta a un'ostruzione acuta di un'arteria coronaria
Fattori di rischio:
● Fumo, obesità, ipertensione ● Diabete, colesterolo alto ● Età avanzata, familiarità
Sintomi:
● Dolore forte al petto, a tipo morsa ● Irradiazione a braccio sinistro, mandibola ● Sudorazione, nausea, svenimento
Cosa fare:
● Chiamare subito il 118 ● Far sedere il paziente, rassicurarlo ● Allentare vestiti stretti, aprire finestre ● In caso di arresto → iniziare BLS
In ospedale:
● ECG, esami del sangue ● Angioplastica o bypass coronarico