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Una panoramica della demenza, una sindrome caratterizzata da disturbi cognitivi acquisiti che rappresentano un peggioramento rispetto allo stato precedente e sottesi a danni permanenti del cervello. Vengono discusse le diverse forme di demenza, le loro caratteristiche cliniche e epidemiologiche, i fattori di rischio e la classificazione di questa patologia. Il testo si basa sul DSM-5 e presenta una distinzione tra forme neurodegenerative e reversibili.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Aumento del tasso di anzianità nella ns popolazione. La perdita di funzioni cognitive non si accompagna inevitabilmente al processo di invecchiamento cerebrale solo 1 su 3 degli oltra 85enni soffre di demenza ma cmque la demenza sta acquistando crescente rilevanza epidemiologica Cervello senile: peso inferiore, solchi e ventricolo + ampi riduzione, volumetrica della sostanza grigia, semplificazione albero dentritico, rarefazione dei contatti sinaptici e riduzione cellulare. Si impoveriscono tutti i sistemi in particolare sist colinergico La riserva cognita ovvero la resilienza del sist al danno neuropatologico permette di ritardare la manifestazione dei sintomi clinici di demenza. La riserva cognitiva è favorita da livello scolarità, tipo professione svolta, stile vita e attività svolte durante tp libero. Queste attività permettono di prevenire il deterioramento cognitivo mantenendo attivo cervello fronteggiando processo neurodegenerazione. Prima della demenza: le funz cognitive dell’anziano sono molto variabili xchè dipendono dall’influenza di fattori genetico - ambientali, dal patrimonio culturale e dalla compresenza di patologie che concorrono all’invecchiamento cerebrale. Distinzione tra perdita memoria priva di connotato patologico: benigne senile forgetfulness o age - associated memory impairment Situazione intermedia non normale ma non patologica: Mild cognitive impairment (MCI) problemi a uno + domini cognitivi con funz cognitive generali conservate e prive di una marcata compromissione delle attività quotidiane. Viene identificata con i prodromi dell’alzeheimer. DSM 5 : molti cambiamenti grazie alle nuove ricerche in campo delle neuroscienze ma anche dalla necessità di assicurare un allineamento con il nuovo ICD 11 per favorire anche migliorie in campo clinico – assistenziale e nella sanità pubblica Nel DSM 5 creazione di un cluster: disordini neurocognitivi. DEMENZA DEFINIZIONE : sindrome caratterizzata da dist cognitivi acquisiti che rappresentano un peggioramento rispetto allo stato precedente e che sono sottesi da un danno permanente del tessuto cerebrale. Le funz cognitive colpite sono: memoria, pensiero astratto, orientam sp-tp, funzione critica, linguaggio. La vigilanza normalmnte conservata. La compromissione è di entità da minare l’autonomia funzionale del soggetto Sintomi psichici e comportamentali sono parte integrante della sindrome EPIDEMIOLOGIA: 5 – 10 % dei sogg ultra 65enni è colpito da demenza. Cresce il n. dei casi con il crescere dell’età fino a 90 – 95 anni. 50% donne ultra 90enni contro 25% degli uomini
FATTORI RISCHIO : bassa scolarità e uno scadente livello socio – economico tra i maggiori fattori di rischio. Le donne + a rischio nelle fasce d’età avanzate Ridotta attività fisica e scarsa rete sociale aumentano rischio Alcuni studi dimostrano che il fumo può aumentare il rischio di alzeheimer idem per il consumo eccessivo di alcol Fattori di rischio vascolari aumenterebbero rischio di demenze su base degenerativa: ipertensione, obesità, ipercolesterolemia. CLASSIFICAZIONE : tab 11.1 pag 280
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