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La Demenza: Sintesi e Classificazione, Schemi e mappe concettuali di Psichiatria

Una panoramica della demenza, una sindrome caratterizzata da disturbi cognitivi acquisiti che rappresentano un peggioramento rispetto allo stato precedente e sottesi a danni permanenti del cervello. Vengono discusse le diverse forme di demenza, le loro caratteristiche cliniche e epidemiologiche, i fattori di rischio e la classificazione di questa patologia. Il testo si basa sul DSM-5 e presenta una distinzione tra forme neurodegenerative e reversibili.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2017/2018

Caricato il 29/03/2018

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CAP. 11 LE DEMENZE
Aumento del tasso di anzianità nella ns popolazione. La perdita di funzioni cognitive non si
accompagna inevitabilmente al processo di invecchiamento cerebrale solo 1 su 3 degli oltra 85enni
soffre di demenza ma cmque la demenza sta acquistando crescente rilevanza epidemiologica
Cervello senile: peso inferiore, solchi e ventricolo + ampi riduzione, volumetrica della sostanza
grigia, semplificazione albero dentritico, rarefazione dei contatti sinaptici e riduzione cellulare.
Si impoveriscono tutti i sistemi in particolare sist colinergico
La riserva cognita ovvero la resilienza del sist al danno neuropatologico permette di ritardare la
manifestazione dei sintomi clinici di demenza. La riserva cognitiva è favorita da livello scolarità,
tipo professione svolta, stile vita e attività svolte durante tp libero. Queste attività permettono di
prevenire il deterioramento cognitivo mantenendo attivo cervello fronteggiando processo
neurodegenerazione.
Prima della demenza: le funz cognitive dell’anziano sono molto variabili xchè dipendono
dall’influenza di fattori genetico - ambientali, dal patrimonio culturale e dalla compresenza di
patologie che concorrono all’invecchiamento cerebrale.
Distinzione tra perdita memoria priva di connotato patologico: benigne senile forgetfulness o age -
associated memory impairment
Situazione intermedia non normale ma non patologica: Mild cognitive impairment (MCI) problemi
a uno + domini cognitivi con funz cognitive generali conservate e prive di una marcata
compromissione delle attività quotidiane. Viene identificata con i prodromi dell’alzeheimer.
DSM 5 : molti cambiamenti grazie alle nuove ricerche in campo delle neuroscienze ma anche dalla
necessità di assicurare un allineamento con il nuovo ICD 11 per favorire anche migliorie in campo
clinico – assistenziale e nella sanità pubblica
Nel DSM 5 creazione di un cluster: disordini neurocognitivi.
DEMENZA DEFINIZIONE: sindrome caratterizzata da dist cognitivi acquisiti che rappresentano
un peggioramento rispetto allo stato precedente e che sono sottesi da un danno permanente del
tessuto cerebrale. Le funz cognitive colpite sono: memoria, pensiero astratto, orientam sp-tp,
funzione critica, linguaggio.
La vigilanza normalmnte conservata.
La compromissione è di entità da minare l’autonomia funzionale del soggetto
Sintomi psichici e comportamentali sono parte integrante della sindrome
EPIDEMIOLOGIA: 5 – 10 % dei sogg ultra 65enni è colpito da demenza. Cresce il n. dei casi con
il crescere dell’età fino a 90 – 95 anni. 50% donne ultra 90enni contro 25% degli uomini
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CAP. 11 LE DEMENZE

Aumento del tasso di anzianità nella ns popolazione. La perdita di funzioni cognitive non si accompagna inevitabilmente al processo di invecchiamento cerebrale solo 1 su 3 degli oltra 85enni soffre di demenza ma cmque la demenza sta acquistando crescente rilevanza epidemiologica Cervello senile: peso inferiore, solchi e ventricolo + ampi riduzione, volumetrica della sostanza grigia, semplificazione albero dentritico, rarefazione dei contatti sinaptici e riduzione cellulare. Si impoveriscono tutti i sistemi in particolare sist colinergico La riserva cognita ovvero la resilienza del sist al danno neuropatologico permette di ritardare la manifestazione dei sintomi clinici di demenza. La riserva cognitiva è favorita da livello scolarità, tipo professione svolta, stile vita e attività svolte durante tp libero. Queste attività permettono di prevenire il deterioramento cognitivo mantenendo attivo cervello fronteggiando processo neurodegenerazione. Prima della demenza: le funz cognitive dell’anziano sono molto variabili xchè dipendono dall’influenza di fattori genetico - ambientali, dal patrimonio culturale e dalla compresenza di patologie che concorrono all’invecchiamento cerebrale. Distinzione tra perdita memoria priva di connotato patologico: benigne senile forgetfulness o age - associated memory impairment Situazione intermedia non normale ma non patologica: Mild cognitive impairment (MCI) problemi a uno + domini cognitivi con funz cognitive generali conservate e prive di una marcata compromissione delle attività quotidiane. Viene identificata con i prodromi dell’alzeheimer. DSM 5 : molti cambiamenti grazie alle nuove ricerche in campo delle neuroscienze ma anche dalla necessità di assicurare un allineamento con il nuovo ICD 11 per favorire anche migliorie in campo clinico – assistenziale e nella sanità pubblica Nel DSM 5 creazione di un cluster: disordini neurocognitivi. DEMENZA DEFINIZIONE : sindrome caratterizzata da dist cognitivi acquisiti che rappresentano un peggioramento rispetto allo stato precedente e che sono sottesi da un danno permanente del tessuto cerebrale. Le funz cognitive colpite sono: memoria, pensiero astratto, orientam sp-tp, funzione critica, linguaggio. La vigilanza normalmnte conservata. La compromissione è di entità da minare l’autonomia funzionale del soggetto Sintomi psichici e comportamentali sono parte integrante della sindrome EPIDEMIOLOGIA: 5 – 10 % dei sogg ultra 65enni è colpito da demenza. Cresce il n. dei casi con il crescere dell’età fino a 90 – 95 anni. 50% donne ultra 90enni contro 25% degli uomini

FATTORI RISCHIO : bassa scolarità e uno scadente livello socio – economico tra i maggiori fattori di rischio. Le donne + a rischio nelle fasce d’età avanzate Ridotta attività fisica e scarsa rete sociale aumentano rischio Alcuni studi dimostrano che il fumo può aumentare il rischio di alzeheimer idem per il consumo eccessivo di alcol Fattori di rischio vascolari aumenterebbero rischio di demenze su base degenerativa: ipertensione, obesità, ipercolesterolemia. CLASSIFICAZIONE : tab 11.1 pag 280

  • In base età: pre – senili o senili
  • In base alla prognosi. Forme neurodegenerative (primarie) e forme reversibili secondarie (idrocefalo normoteso, cause infettive o metaboliche)
  • In base alle lesioni: 1.interessamento corticale (Alzeheimer, malattia a corpi di lewy, demenza fronto – temporale o di Pick) mostrano deficit mnesico e dele funz cognitive strumentali mentre i deficit motori compaiono in modo + tardivo. 2. interessamento sottocorticale (demenze vascolari, corea di Huntington, paralisi sovranucleare progressiva, degeneraz cortico - basale) mostrano turbe del cammino, parkinsonismo precoce, umore depresso ed apatia compromissione prevalente delle funz esecutive
  • Distinzione tra malattia vascolare e malattia degenerativa è stata messa in discussione in quanto l’eterogeneità clinica, neuroradiologica e patologica delle 2 condizioni che spesso coesistono a definire la demenza mista
  • Alcuni autori preferiscono una classificazione su base eziologica altri di natura neuropatologica tab 11.2 pag 281
  • La malattia degenerativa + frequente è l’alzeheimer 50/60% dei casi seguita dalla demenza vascolare ALZEHEIMER:
  • 1907 primo caso descritto
  • Esordio precoce (intorno 50 anni) 5% dei casi a carattere familiare. Mutazioni genetiche localizzate nei cromosoma 1,14,21 coinvolgono geni coinvolti nella codifica della proteina precursore dell’amiloide
  • Forme a carattere “sporadico” ed esordio oltre 60 anni = da poliformismo dell’apolipoproteina E il cui gene è nel cromosoma 19.
  • Caratterizzata da una precoce e selettiva perdita di neuroni del sist colinergico in particolare nelle strutture coinvolte nei processi memoria

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  • Mini Mental State Examination x valutare funz cognitive e le loro modificazioni nel tp
  • Indice di Barthel x la valutaz funzionale ( capac di lavarsi, vestirsi, gestire igiene personale, deambulare….alta affidabilità, semplicità)
  • Punteggi dicotomici katz x valutare l’autonomia nelle attività di base vita quotidiana
  • Instrumental Activity of Daily Living x valutare capacità svolgere attività normalmente svolte dagli anziani necessarie x mantenere indipendenza
  • Batterie neuropsicologiche
  • Analisi di alboratorio APPROCCIO TERAPEUTICO: COMPLETA VALUTAZIONE CLINICA MULTIDISCIPLINARE, APPROCCIO COMBINATO FARMAOLOGICO, AMBIENTALE E RIABILITATIVO. Farmaci usati: memantina, donepezil, galantamina, rivastigimina Monitorare la risposta a intervalli regolari dall’inizio terapia, a 3 mesi x valutare effetti collaterali e tollerabilità e risposta paziente, informare dei possibili effetti collaterali, eseguire un esami ematochimici prima di iniziare terapia. Gli antipsicotici si usano nei casi di deficit cognitivo severo con uso limitato nel tp e posologia ridotta alla minima dose efficace. Via di somministrazione da preferire orale se non possibile allora intramuscolo. Importante che il caregiver coinvolga sempre il sogg in ciò che gli sta accadendo intorno perché l’assenza di stimoli ambientali favorisce l’insorgenza di dist comportamentali

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