
















Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Esame di pallavolo inerente agli sport individuali, esame da dare al secondo anno di scienze motorie presso università degli studi di urbino
Tipologia: Dispense
1 / 24
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!

















I fondamenti individuali della pallavolo sono costituiti dalle diverse tecniche delle quali i giocatori si servono per raggiungere lo scopo tattico previsto. Ogni fondamentale ha una collocazione tipica nello sviluppo del gioco e per un buona organizzazione didattica è necessario farli conoscere a tutti gli allievi ai quali si voglia dare le basi del gioco. Possiamo rappresentare la pallavolo come un gioco/competizione che si sviluppa tra due squadre che occupano due campi divisi da una rete. Sarà poi preoccupazione dell’insegnante – allenatore ricercare i metodi d’inserimento di tutti i fondamentali nelle esercitazioni per ottenere che gli allievi riescano a capire la disciplina sportiva alla quale si applicano ed interpretarla prima teoricamente e quindi praticamente secondo le loro effettive possibilità.
Il palleggio
Nella tattica di gioco il palleggio è il fondamentale tipico del secondo passaggio, ovvero l’ alzata. L’evoluzione tattica del servizio e dell’attacco, unita ad un arbitraggio sempre più severo, hanno provocato l’abbandono del palleggio come primo tocco. L’utilizzazione del palleggio nella didattica, viene utilizzato per migliorare le abilità di movimento degli arti inferiori. abbiamo inoltre il palleggio nella didattica delle fasi di gioco: sostituendo con il palleggio i fondamentali di attacco si può rallentare la velocità delle azioni conclusive e permettere quindi ai giocatori di capire le diverse posizioni finali per organizzare le reazioni di difesa. Nella posizione di attesa troviamo il giocatore, in stazione eretta, con le gambe normalmente divaricate in fuori e semipiegate; il busto è appena inclinato avanti e il suo peso è distribuito sugli avampiedi. Le braccia sono semiflesse, con le mani all’altezza della fronte e i gomiti appena distanziati dai fianchi. Per mantenere questa posizione del busto e per seguire con lo sguardo il pallone, l’allievo deve flettere il capo dietro.
Per quanto riguarda la posizione delle mani queste devono essere flesse dorsalmente andando a formare una calotta che avvolga il pallone aderendo con precisione alla sua superficie esterna. Il contatto delle dita con la palla deve essere simultaneo, le superfici che principalmente entrano in contatto con il pallone sono i pollici, gli indici e i medi. Il lavoro delle dita è determinante per una buona esecuzione del palleggio. A questo proposito si mettono in evidenza, oltre che gli esercizi di sensibilizzazione, gli esercizi di didattica per la posizione delle mani.
Dalla posizione di attesa il movimento di palleggio è dato dalla spinta coordinata delle braccia e delle gambe verso l’avanti – alto. Nel caso di palleggio dietro si dovrebbe avere il busto in posizione verticale invece che inclinato in avanti – alto. Dal punto di vista tattico il palleggio è il fondamentale per l’alzata, quindi è utile per il palleggiatore, o alzatore, saper sfruttare delle semplici finte: alzata avanti o dietro. Sarebbe bene che il palleggiatore di livello agonistico più elevato assumesse la stessa posizione del busto e delle mani per qualsiasi tipo di alzata. Il contatto delle dita con la palla deve essere prolungato per quanto possibile, quindi potremmo definire il palleggio come un’azione di accompagnamento nella direzione voluta. L’azione dinamica delle braccia deve essere continua, con un’accelerazione che avviene durante il contatto delle dita con il pallone.
La didattica del palleggio la si può dividere in tre fasi:
b. gruppo di 3 – 4: A e B sono di fianco fra loro alla distanza di circa 3 mt, ognuno con un pallone. C di fronte ad A riceve il pallone, lo arresta e lo ripassa con movimento di palleggio, quindi si sposta lateralmente arrivando di fronte a B e ripete lo stesso esercizio.
L’arresto del pallone rende più facile la comprensione degli esercizi, delle posizioni e dei vari momenti del gioco. Questa forma di palleggio è quindi da preferire come iniziale in tutte le esercitazioni. c. Senza palla, dalla posizione base, spingere le braccia avanti – alto coordinandole con la spinta delle gambe.
Un altro esercizio che fa parte della didattica del palleggio è l’alzata e movimento dell’alzatore verso lo schiacciatore dove l’allievo B dopo aver effettuato l’alzata per C si avvicina a questi per preparare un’eventuale copertura d’attacco. Anche l’allievo A si prepara alla copertura di C spostandosi nella sua zona. L’allievo C arresta il pallone, o effettua un doppio palleggio e lo ripassa ad A che ripete. La copertura d’attacco è un’azione di difesa da eventuali ribattute del muro avversario; in caso di ribattute il pallone tende a cedere vicino alla posizione dello schiacciatore, per questo è bene che i giocatori siano abituati a portarsi sulla zona dalla quale partirà la schiacciata. Per quanto riguarda la didattica del palleggio non è vantaggioso continuare oltre senza l’inserimento di altri fondamentali che rendono l’esercitazione più varia ed interessante. Il palleggio sarà quindi inserito nell’esercitazione mista dei fondamentali con applicazione alle situazioni di gioco.
Il bagher
Il bagher è il fondamentale tipicamente usato per effettuare il primo passaggio, quando cioè il pallone arriva dall’altro campo in seguito ad una battuta ( ricezione ) o in seguito ad un attacco ( difesa ). Le problematiche di questo fondamentale sono notevoli, uno dei motivi potrebbe essere il fatto che nelle prime fasi di applicazione alla pallavolo si tende ad usare soprattutto il palleggio (mini – volley). Quando ci si trova a dover affrontare il bagher con il pallone che viaggia ad alta velocità, crea non pochi problemi agli allievi che spesso si trovano in difficoltà per scegliere la giusta posizione rispetto alla traiettoria di arrivo del pallone. Per realizzare la didattica della posizione di attesa per effettuare il bagher si deve richiedere al giocatore di osservare frontalmente il pallone che arriva dal campo avversario, quindi le gambe sono divaricate in fuori, i piedi paralleli fra loro con il peso del corpo sugli avampiedi. L’equilibrio che si ottiene in questa posizione deve permettere di intercettare il pallone con rapidissimi movimenti dei piedi quando sia necessario e possibile effettuare degli spostamenti.
Il busto risulterà appena inclinato avanti per permettere alle braccia di trovare la giusta posizione di attesa per respingere il pallone. Le braccia sono tese, una mano tiene l’altra con i pollici in posizione simmetrica per permettere ai polsi di aderire uno contro l’altro e formare con gli avambracci un superficie regolare senza alcuna flessione dei gomiti. Nel caso di pallone che arrivano lateralmente il giocatore deve cercare di portare il bacino dietro al pallone altrimenti, nel caso di palloni molto veloci, deve riuscire ad anticipare il pallone con movimento di braccia in modo tale da portargli queste sempre dietro. Nell’allenamento della coordinazione principale del bagher l’azione principale del bagher è delle gambe che devono essere in grado di far piazzare il giocatore dietro al pallone che sta arrivando. Si può quindi notare che i movimenti sono soprattutto a carico delle gambe mentre le braccia serviranno solo come mezzo di respinta. Nei principianti è difficile ottenere questa attesa delle braccia perché viene loro spontaneo usarle con movimento oscillatorio per colpirlo, così facendo le gambe non vengono utilizzare; inoltre è fondamentale che il movimento laterale verso destra o sinistra sia iniziato con la gamba corrispondente senza incrociare i passi. Per i primi esercizi della didattica del bagher si utilizzano gli esercizi del palleggio poiché sono gli stessi, in particolare per ricercare la coordinazione braccia – gambe. Un classico esercizio può essere a coppie l’allievo A lancia il pallone all’allievo B a due mani da sotto con lanci il più precisi possibile. L’allievo B dalla posizione di attesa per effettuare il
bagher, ma con le gambe più piegate di quanto dovrebbe, cerca di rimandare il pallone ad A con la sola spinta delle gambe. Il piegamento completo delle gambe elimina notevolmente l’eventuale tentativo di oscillare le braccia per colpire il pallone perché mani toccherebbero il pavimento.
L’utilizzo del bagher nel gioco ( tattica ) prevede che questo fondamentale sia usato in genere per effettuare il primo passaggio, sarà quindi necessario che per inserirlo nel gioco si riesca a far capire il momento applicativo contemporaneamente alla didattica della posizione. Si può iniziare senza attendere che gli allievi ne apprendano bene la coordinazione principale, anzi gli esercizi per la tattica contribuiranno anche a questo apprendimento. Infatti è possibile utilizzare delle esercitazioni nelle quali gli allievi sono impegnati a bloccare il pallone proveniente dal campo avversario invece che a respingerlo, cercando di mantenere la posizione di attesa. Il pallone arriverà loro o con dei lanci simili a palloni schiacciati o con lanci che riproducono delle battute.
Un classico esercizio viene fatto a coppie in cui l’allievo A tiene il pallone a due mani avanti – basso, lo porta in alto sopra la testa e quindi lo lancia all’allievo B cercando di colpire i piedi di B che cerca di fermalo senza farlo cadere a terra. I lanci, naturalmente, non devono essere violenti.
Un secondo esercizio, sempre a coppie, viene eseguito con la rete molto bassa in modo tale che l’allievo A non debba saltare. L’allievo A lancia sempre con lo stesso movimento e B difende un piccolo campo. Il campo serve a dare ad A dei limiti nel lancio, questo migliorerà anche la sua abilità grazie allo stimolo a colpire il campo.
Molto utili sono gli esercizi di applicazione del movimento del bagher alla ricezione di battute. L’allievo A può lanciare il pallone con una mano da sotto a una distanza di 3 – 4 metri dal compagno. Lo stesso lancio si può effettuare, per simulare meglio una situazione di ricezione, ponendo i due allievi sui due campi con la rete. Nel caso gli allievi conoscano la dinamica della battuta di sicurezza potranno esercitarsi nei fondamentali ricercando sempre la giusta posizione di attesa per il bagher e il movimento per assestarsi dietro il pallone.
È importante richiamare la tecnica degli spostamenti per il bagher perché la possibilità di riprendere il pallone con precisione è legata al modo utilizzato per portarsi nella giusta posizione. Nel caso di spostamenti per la ricezione l’allievo dovrà effettuare, nel caso di palloni laterali, degli spostamenti laterali con rapidissimo richiamo della gamba esterna per far sì che l’arrivo dei piedi a terra sia simultaneo. Anche negli spostamenti in avanti o indietro questa dinamica è da ricercare per permettere all’allievo di essere in grado, in un tempo molto corto, di trovarsi sul pallone grazie a più passi corti (invece che un solo passo molto lungo) durante i quali egli potrà controllare, osservando il pallone che sta arrivando, i propri movimenti per trovarsi sul punto preciso sul quale dovrà piazzarsi. A questo proposito è bene fissare la concentrazione visiva sul pallone prima che questa vengo messo in movimento. Nel caso di spostamenti per preparare la difesa questi possono essere fatti mantenendo un atteggiamento “alto” perché il giocatore dovrà effettuare la difesa deve prima trovare il posto sul quale piazzarsi. La sua posizione di bagher per difendere dovrà essere assunta immediatamente prima che l’avversario colpisca il pallone; anticipare questa posizione può portare o ad errori nella valutazione di quello che deve essere il posto migliore per difendere o a difficoltà di mantenimento della posizione bassa di bagher per un tempo piuttosto lungo. L’esercitazione della difesa dovrà creare
o Rullata nelle azioni in difesa : l’applicazione della rullata alle azioni di difesa è più vasta e spontanea; sia nel caso di schiacciata dell’avversario che arrivano molto veloci e contro il giocatore che difende, sia nel caso di pallonetti o di palloni deviati dal muro che cadono più o meno distanti dal giocatore che difende.
Per i palloni che cadono addosso al giocatore che difende la didattica sarà organizzata sempre con l’arresto del pallone lanciato a due mani da sopra da un compagno, seguirà la respinta del pallone con tecnica di bagher nel momento della caduta. Si passa quindi da un’azione di attacco con colpo simile alla schiacciata. Per il recupero di palloni deviati dal muro o di pallonetti il difensore può utilizzare cadute frontali o rullate effettuate lateralmente rispettando sempre la dinamica del contatto con il terreno. Il movimento preliminare per la caduta è un affondo con la gamba corrispondente alla direzione di caduta del pallone. Con questa tecnica è possibile recuperare con azione di rullata anche palloni molto avanti al difensore. Queste tecniche di rullata sono più usate nella pallavolo femminile mentre nella maschile è di largo uso il tuffo ( caduta frontale ).
Con il termine tuffo s’intende una caduta frontale con la quale il giocatore cerca di recuperare il pallone che cade più o meno distante frontalmente. La coordinazione del tuffo prevede uno sbilanciamento in avanti con successiva caduta frontale durante la quale viene effettuato il tentativo di recupero del pallone. In questa caduta, il giocatore deve evitare fasi di volo che ritarderebbero il suo arrivo sul pallone. Il suo movimento sarà quindi quasi parallelo al terreno. Il contatto con il terreno avviene con l’inarcamento del tronco, il capo è flesso dietro. Il recupero del pallone sarà effettuato o con azione di bagher o con salvataggio ad una sola mano; in questo caso, è necessario respingere il pallone con il dorso della mano per evitare traumi o al gomito o alla spalla. Nella didattica della caduta frontale le prime azioni sono indirizzate alla sensibilizzazione degli allievi al terreno. A tale scopo valgono gli esercizi indicati per la rullata, abbiamo inoltre gli esercizi specifici divisi in tre fasi: o Cadute frontali senza movimenti di respinta del pallone : esercizi nei quali si rende gradualmente la caduta più difficile, variando la posizione di partenza. L’allievo cercherà di ammortizzare, con il piegamento delle braccia, il peso del corpo. o Cadute frontali con movimento per il recupero del pallone : in questa seconda fase s’inserisce nel movimento di caduta il movimento necessario per respingere il pallone. A tale scopo è necessario eseguire degli sbilanciamenti in avanti tenendo il pallone a due mani da sotto e lanciarlo avanti.
Per le cadute frontali è molto importante che il capo sia flesso dietro per evitare di arrivare con il mento sul pavimento. Inoltre, tutti gli esercizi debbono essere effettuati su tappeti per evitare traumi. Le esercitazioni debbono essere inoltre brevi e frequenti per facilitare la memorizzazione degli atteggiamenti d’attesa particolarmente bassi. Anche per questi fondamentali si deve cercare di evitare che il pallone venga ripassato, nel caso di esercitazione con il pallone in movimento, all’attaccante. È necessario cercare di alzarlo alto ed in verticale per permettere all’alzatore di effettuare un palleggio.
La schiacciata
La schiacciata è il fondamentale classico per l’attacco ed è anche il più interessante per gli allievi che si avvicinano a questo sport. Nella didattica delle azioni di gioco la schiacciata è il riferimento di molte situazioni: dalla difesa o dalla ricezione si deve arrivare alla schiacciata; dalla schiacciata, la squadra impegnata in difesa, deve ricostruire una nuova azione d’attacco. La coordinazione dell’azione di schiacciata è piuttosto complessa: il giocatore deve effettuare una rincorsa al termine della quale con uno stacco si eleva di fronte alla rete e cerca di colpire con precisione il pallone che gli è stato alzato da un compagno. Si devono quindi considerare diversi aspetti: o Rincorsa : è composta da due passi, gli allievi che colpiscono con la mano destra è bene che effettuino il primo dei due con la gamba sinistra; il secondo nel quale la gamba destra avanza e la sinistra viene rapidamente riunita alla destra in volo per arrivare e quindi staccare ad un solo tempo. La coordinazione degli arti superiori
deve essere naturale, cioè al primo passo sinistro corrisponde l’oscillazione del braccio destro avanti – basso mentre il braccio sinistro si troverà dietro – basso. Quando si arriva con entrambe le gambe in alto per lo stacco, anche le braccia saranno coordinate tra loro con movimento per fuori – basso. A questo punto il loro movimento diventa asimmetrico, il braccio corrispondente alla mano che deve colpire viene flesso con gomito in fuori mentre l’altro resta avanti – alto per fare da perno al movimento delle spalle e sostenere il braccio che deve colpire. Questa coordinazione permette di effettuare il salto mantenendo un buon equilibrio, con la spalla destra naturalmente arretrata rispetto alla sinistra. Il problema dello schiacciatore, infatti, non è solo il salto elevato ma anche l’equilibrio al termine del salto. o Stacco : è l’azione dinamica con cui il giocatore cerca di elevarsi quanto più possibile per schiacciare. È importante lo slancio coordinato delle braccia che aiutano nella spinta i muscoli estensori impegnati nel salto e permettono al giocatore di trovarle al giusto posto nel momento in cui deve colpire il pallone. o Colpo sulla palla : per colpire il pallone le braccia, dopo l’azione di stacco, effettuano due movimenti diversi: il braccio sinistro è portato avanti – alto mentre il destro viene flesso per poi essere esteso verso l’alto a completamento del movimento per colpire il pallone con la mano destra. Il colpo al pallone è dato con un’azione di rapida flessione anteriore della mano sull’avambraccio che anticipa l’azione di abbassamento del braccio stesso per avanti ( colpo di polso molto importante per imprimere al pallone una traiettoria efficace). Molto importante insegnare a colpire con tutta la parte anteriore della mano per poter in seguito inviare con più facilita il pallone nella direzione scelta.
La didattica della schiacciata va divisa in diversi momenti per poter organizzare le coordinazioni che la compongono, si può quindi distinguere in didattica della tecnica : o Dello stacco : richiede un allenamento tecnico corretto perché è il momento fondamentale della schiacciata: lo schiacciatore deve arrivare sul pallone in equilibrio. Nell’azione di stacco la coordinazione delle braccia è decisiva per questo equilibrio, come primo esercizio è necessario far effettuare saltelli sul posto, senza impegno nell’elevazione, nei quali si deve ricercare l’azione coordinata delle braccia. Questa azione di stacco va provata in forma singola, quindi, per osservare se la coordinazione delle braccia con le gambe è sufficientemente organizzata, si possono fare delle piccole serie di saltelli, massimo 8/10, di seguito sul posto. Le braccia che alla fine del primo salto arrivano avanti, devono essere portate subito dietro – basso per essere coordinate al saltello che segue immediatamente il primo. Con questa coordinazione risulterà facile eseguire la serie di saltelli, non è importante curare l’elevazione. Gli esercizi di stacco per la schiacciata possono essere inseriti nel riscaldamento o in forma libera o programmata. o Della rincorsa completa : appreso il movimento di stacco si può inserire la didattica della rincorsa dove risulta più facile inserire il passo che precede lo stacco ed organizzare così la rincorsa completa della schiacciata. Per gli schiacciatori destri è bene effettuare il primo passo con la gamba sinistra. A tal proposito non sono necessari molti esercizi, ma è indispensabile farne un minimo per precisare ed iniziare a rendere automatico l’uso della gamba che deve portare allo stacco. Un primo esercizio è quello in cui gli allievi si preparano con la gamba sinistra già avanti, da questa posizione effettuano un piccolo presalto alla fine del quale arrivano con entrambi i piedi ad un solo tempo per saltare, mentre le braccia coordinano il movimento di semicirconduzione e slancio di cui si è detto. Molto utili sono la ripetizione della rincorsa nel riscaldamento: si possono far eseguire in forma libera, a comando, oppure organizzandole in andature che stimolino l’apprendimento del ritmo della corsa. o Della rincorsa completa con stacco e colpo sul pallone : per realizzare la didattica del colpo sul pallone le dita sono divaricate e in tensione per completare l’azione di “chiusura” dalla mano sopra il pallone, il pallone deve essere colpito con il palmo della mano. È importante far provare come si colpisce il pallone con esercizi specifici perché molti allievi tendono a “spingerlo” dall’alto verso il basso. Per colpirlo è necessario allenare il “ colpo di polso ” che consiste nella rapida flessione anteriore della mano sull’avambraccio che permette di staccare rapidamente il pallone dalla mano. Esercizi appositi possono venire eseguiti a coppie, giocatori distanti 5 mt, che si passano il pallone schiacciandolo a terra. Ogni allievo deve tenere il pallone a due mani da
pallone sia inviato, se possibile, su determinate zone di campo avversario. Allo stesso tempo si può organizzare anche l’allenamento dell’ azione di difesa sul campo opposto a quello dello schiacciatore. Il pallone proveniente dalla rete a velocità ridotta che permette di organizzare la reazioni del o dei giocatori impegnati in difesa.
Il pallonetto
Il pallonetto è un fondamentale di attacco usato in alternativa alla schiacciata. Con il pallonetto l’attaccante cerca di far cadere il pallone in una zona scoperta del campo avversario non raggiungibile con una schiacciata. Questo fondamentale risulta quindi molto utile specie se la sua tattica è curata attentamente. L’azione deve essere effettuata dopo una rincorsa di schiacciata quindi la coordinazione preliminare sarà quella della schiacciata, questa azione costringe i giocatori avversari al salto di muro. Dopo lo stacco l’attaccante, invece di colpire il pallone, effettuerà un palleggio ad una mano mantenendo il gomito alto
L’inserimento del muro a contrasto dell’azione è il completamento della didattica iniziale del pallonetto, e la presenza del muro permette di effettuare il pallonetto in situazioni simili a quelle di gioco. Chi dovrà effettuare il pallonetto imparerà a schivare il muro. Il pallonetto deve essere usato come variante della schiacciata, è fondamentale quindi farlo eseguire dopo la rincorsa di schiacciata o almeno dopo uno stacco da fermo simile allo stacco della schiacciata. Gli allievi devono poter variare la direzione verso la quale si vuole inviare il pallone effettuando anche delle finte per disorientare i giocatori avversari. A tale scopo si possono organizzare delle piccole gare di gioco nel quale si può usare il solo pallonetto come fondamentale di attacco, i campi devono essere ridotto anche con l’uso del muro. L’allenamento del pallonetto in salto deve essere realizzato dopo l’apprendimento della coordinazione corretta dello stacco della schiacciata. L’azione di pallonetto deve essere successiva allo stacco per l’effettuazione di una schiacciata, in caso contrario avverrebbe un salto scoordinato e indicativo delle intenzioni dell’attaccante.
Il muro
Il muro è il fondamentale tipico di difesa a rete. Con il muro i giocatori cercano di fermare le azioni d’attacco avversarie ( schiacciate o pallonetti ) prima ancora che il pallone superi la rete. Se ben fatto, quindi, il muro è anche un fondamentale di attacco perché in qualche situazione le sue respinte possono essere ficcanti e difficilmente recuperabili da parte dei giocatori della squadra che effettua l’attacco. La coordinazione dell’azione di muro è data da movimenti che forse sono i più semplici, tuttavia resta difficile effettuare un buon muro per problemi di scelta della posizione a rete e del tempo che determinano la possibilità di riuscita di questo fondamentale. Il giocatore che si accinge ad effettuare il muro si deve trovare di fronte alla rete, le gambe appena divaricate, le braccia semiflesse con le mani all’altezza del petto leggermente flesse all’indietro, i polsi bloccati e le dita estese e divaricate. Durante il salto le braccia sono estese in avanti – alto per poter oltrepassare la rete con le mani e con gli avambracci e a seconda dell’altezza ed elevazione dei soggetti. Il pallone potrà essere intercettato anche sul campo avversario. Per regolamento il tocco del muro può avvenire solo dopo che l’attaccante abbia giocato il pallone.
Anche per il muro è necessario far eseguire esercizi di didattica senza palla e con palla. Nel caso utilizziamo una didattica senza palla si utilizzano gli esercizi iniziali della schiacciata che si possono abbinare a quelli del muro; in questo caso ci si deve
preoccupare di evitare invasioni della linea centrale da parte degli attaccanti che provocano traumi alle caviglie dei giocatore a muro. Per la coordinazione del muro è necessario effettuare dei salti a rete osservando la posizione di partenza e la coordinazione delle braccia con le gambe. Naturalmente l’altezza della rete deve essere tale da rendere facile il suo superamento con le mani e avambracci, la concentrazione deve essere indirizzata ai movimenti e non all’esecuzione di salti massimali. Per stimolare gli allievi ad oltrepassare la rete si può sistemare un compagno che, stando in piedi su un panca, tiene un pallone alto sopra la rete sul campo avversario: l’allievo che effettua il salto di muro deve cercare di toccare questo pallone a piene mani. Per quanto riguarda le posizioni a rete gli allievi devono essere in grado di spostarsi velocemente per effettuare il muro sul punto di rete dal quale l’avversario porterà l’attacco. La tecnica di spostamento più semplice ed efficace a livello iniziale è quella dei passi laterali; in questo modo il giocatore si trova sempre con la fronte alla rete e può controllare meglio l’avversario che si accinge a schiacciare. Gli esercizi devono essere semplici: o movimenti liberi a destra e sinistra mantenendo la fronte alla rete con salto di muro dopo uno o più passi laterali o movimenti a destra e sinistra in seguito a segnali dell’insegnante, sempre di fronte alla rete, con salto alla fine del movimento o movimento a destra e sinistra in base alla direzione dei palleggi ( alzata ) di un compagno.
Per realizzare la didattica della respinta del pallone è necessario sensibilizzare le mani del giocatore che effettua il muro al contatto con il pallone da respingere perché nelle prime fasi gli allievi potrebbero aver paura. Inoltre, alcuni tendono a colpire il pallone mentre l’azione del muro è di sola opposizione, e solo in fasi più avanzate si potrà parlare di dinamica delle mani. L’esercizio più semplice è organizzato a coppie: da una parte della rete l’allievo A tenendo con entrambe le mani sul pallone, salta senza rincorsa e lancia il pallone oltre la rete frontalmente; dall’altra parte B salta e cerca di respingere il pallone lanciato da A con tecnica di muro. Questo esercizio si può organizzare per facilitare l’azione aerea delle mani a muro, o abbassando la rete per effettuare il muro senza salto, o ponendo gli allievi che effettuano il muro sopra delle panche. È bene però che il movimento delle braccia sia sempre rispettato. Nel caso che sia l’attaccante che il difensore effettuino il salto per tentativi l’allievo che effettua il muro può imparare la scelta del tempo ritardando il suo salto rispetto a quello dell’attaccante.
Per la didattica della tattica del muro è importante far capire la funzione di opposizione difensiva (e spesso offensiva) delle mani alla schiacciata; questa azione è anche di guida ai giocatori che collaborano alla difesa. Di solito questo fondamentale è inserito in periodi più avanzati dell’allenamento dei giovani. È bene invece inserire subito anche il muro nell’allenamento inizia sia per avere la possibilità di variare maggiormente le esercitazioni sia e soprattutto per darne agli allievi le basi coordinative alla pari con gli altri fondamentali. Il ritardo dell’allenamento del muro è senz’altro un danno per gli allievi. Le prime proposte didattiche della tattica del muro devono essere semplici: è sufficiente organizzare dei semplici giochi che mirino soprattutto a far capire che è possibile e divertente cercare il contrasto aereo a rete per impedire al pallone di passare. Gli esercizi sono indirizzati all’organizzazione del muro di un solo allievo che cercherà di difendere una zona o un bersaglio contro il quale l’avversario cerca di inviare il pallone con lancio a due mani. Un altro aspetto importante da allenare per l’esecuzione del muro è la capacità di spostamento veloce e parallelo alla rete per ricercare il punto sul quale effettuare il muro.
La battuta o servizio
La battuta è il fondamentale con cui viene messo in gioco il pallone, consiste in un colpo dato al pallone con una sola mano per inviarlo sul campo avversario. La battuta è un fondamentale d’attacco: il battitore cerca di mettere in difficoltà l’avversario o per evitare che l’avversario riesca a costruire una valida azione di attacco o per guadagnare direttamente il punto. Generalmente l’azione di battuta è basata su queste situazioni ricorrenti posizioni di difesa: o il giocatore si posiziona all’esterno della linea di fondo del proprio campo con il giusto orientamento dei piedi per inviare il pallone nella direzione voluta. o Lancio del pallone : il pallone è tenuto con una sola mano, quella che non sarà impegnata per il colpo, mentre il braccio corrispondente alla mano con cui dovrà colpire il pallone si prepara anticipatamente per tale colpo per evitare che il lancio del pallone debba essere troppo lungo.
ricezione si deve far eseguire la battuta, sarebbe inopportuno ritardare l’allenamento della ricezione rispetto al progredire della battuta. Inoltre nell’azione di tecnica della battuta si trova anche l’applicazione tattica se il battitore deve indirizzare il pallone verso un compagno che deve effettuare la ricezione.
Come già detto, la battuta è un fondamentale di attacco per cui è necessario che ogni giocatore abbia la capacità tecnica di inviare il pallone dove tatticamente può essere utile. Fin dalle prime esercitazioni è quindi importante che gli allievi siano sollecitati ad osservare il campo avversario e ad indirizzare il pallone su zone prescelte. Questo si può allenare sia con gli esercizi descritti prima sia con esercizi successivi nei quali l’osservazione del piazzamento dell’avversario è maggiormente sollecitata. Le applicazioni tattiche più semplici sono quelle nelle quali il giocatore che esegue la battuta deve cercare di inviare il pallone in campi ristretti sui quali c’è un solo giocatore che deve effettuare la ricezione: il battitore osserva la sua posizione rispetto al campo e cerca di inviare il pallone preciso nella zona per la ricezione del compagno che si allena nella ricezione; l’esercizio può essere modificato con due giocatori in ricezione in un campo più grande. In questo modo nelle prime fasi della didattica della battuta, quando l’allievo ha capito la struttura principale di questo fondamentale, si può allenare la ricerca della precisione; nello stesso tempo si può allenare la ricezione che risulterà facilitata trattandosi di palloni che arrivano lentamente data la vicinanza tra battitore e ricevitore.
Didattica dei fondamentali individuali applicati alle azioni di gioco
parallelamente alla didattica analitica dei fondamentali individuali, si deve mirare a far immedesimare il singolo giocatore nell’azione di gioco mediante la didattica dei fondamentali individuali applicati al gioco che sono individuati come fondamentali di campo. Pertanto nella didattica di un solo fondamentale si passa quella di più fondamentali trattati contemporaneamente rispettando le possibili situazioni di gioco partendo da quelle che si riscontrano più frequentemente. Questa didattica presenta diversi vantaggi: Si può continuare ad allenare gli allievi nelle coordinazioni dei fondamentali mantenendo la semplicità dell’organizzazione degli esercizi, si deve favorire quindi la possibilità di ripetere con buona frequenza le coordinazioni dei fondamentali che si vogliono allenare. Viene dato al fondamentale il giusto aspetto tattico iniziale per far comprendere meglio agli allievi il suo uso nel gioco. Le esercitazioni diventano più varie ed interessanti, gli allievi sono stimolati a collaborare tra loro per la buona riuscita dell’esercizio che risulta stimolante anche per l’autocorrezione; alcuni esercizi assomigliano a piccole gare nelle quali tutti si applicano per superarsi.
L’organizzazione di questa didattica è basata sulla conoscenza del livello di gioco degli allievi da allenare: devono essere prese in considerazione le azioni – tipo di gioco evitando inizialmente quella particolarità che risulterebbero di difficile applicazione per allievi che conoscono appena le coordinazioni dei fondamentali individuali. Il primo risultato che si deve ricercare è l’allenamento della capacità di anticipare le situazioni di gioco partendo dalle più probabili: la stabilizzazione delle tecniche relative ai fondamentali individuali avviene unitamente all’allenamento della capacità di anticipazione. È quindi necessario abbinare fra loro i fondamentali individuali secondo la successione che si riscontra nel gioco iniziando dalle situazioni più semplici: in questo modo d’inizia ad allenare la tattica dei fondamentali e la loro applicazione nel gioco. In un primo tempo ogni esercizio deve unire solo due fondamentali per permettere la ripetizione dei movimenti interessati e quindi si potrà unire: Il 1° passaggio con l’alzata : il giocatore che effettua il primo passaggio avrà il pallone fermo tra le mani e dopo averlo lanciato in verticale sulla testa effettua un palleggio o un bagher per passare il pallone all’alzatore che, in posizione a “rete”, proverà ad effettuare un palleggio in alzata. Il 2° passaggio ( alzata ) al 3° ( attacco ) : in questo caso il pallone sarà tenuto dall’alzatore che dopo averlo alzato sul capo con lancio a due mani cercherà di alzarlo alto in verticale per permettere al compagno di effettuare un palleggio in salto a seguito dello stacco della schiacciata Il 3° passaggio ( attacco ) al primo tocco in difesa : effettuato sull’altro campo e conseguente passaggio all’alzatore
La battuta e la ricezione passaggio all’alzatore
In questa azione didattica si passerà ad unire tre fondamentali individuali con il progredire degli allievi. Si deve notare che l’inizio delle azioni di gioco dipende dalla capacità degli stessi di passare con sufficiente precisione il pallone, proveniente dal campo avversario, al proprio alzatore. La progressione didattica di questa “capacità tecnica” di difesa o ricezione è fondamentale per permetterne agli allievi l’apprendimento. L’omissione di questa fase didattica comporta per gli allievi la necessità di applicarsi a palloni più veloci e pesanti quando l’allenamento della capacità di anticipazione è ancora da iniziare. La possibilità di aggiungere altri fondamentali dipende dal grado di apprendimento delle esercitazioni già svolte; è bene non cercare di mettere insieme troppi fondamentali per affrettare l’azione didattica in quanto l’apprendimento delle tecniche di base deve essere corretto, risulterà molto difficile la correzione di eventuali coordinazioni apprese in modo difettoso. Non è conveniente, all’inizio, allenare contemporaneamente la tattica dei fondamentali individuali ed in fondamentali di campo, pertanto negli esercizi si alterneranno questi due aspetti.
La capacità di anticipazione motoria risulta fondamentale nell’allenamento degli sport di situazione. Per l’allenamento di questa capacità può risultare utile l’allenamento alla reattività per il gioco e l’anticipazione nei gruppi sportivi giovanili e nella scuola. Prendendo in esame l’azione di gioco si avrà questa successione didattica:
La situazione di gioco che prevede il primo tocco del pallone è quella successiva o alla battuta effettuata dall’avversario ( ricezione ) o ad un attacco, sempre dell’avversario, tenendo presente che per attacco s’intende qualsiasi azione con la quale l’avversario invia il pallone sul nostro campo, esclusa la battuta, quindi si parla di difesa. Per allenare questo momento si deve organizzare la didattica che preveda l’arrivo del pallone dal campo avversario; a questo pallone l’allievo cercherà di opporsi con la tecnico di palleggio o bagher per inviarlo ad un proprio compagno, situato vicino alla rete. Il passaggio all’alzatore della propria squadra fa parte della tecnica e tattica di questo momento perché l’allievo deve imparare immediatamente ad applicarsi all’azione di gioco e l’eventuale rinvio immediato del pallone sul campo avversario allenerebbe al non – gioco. Per gli esercizi nei quali si prende in considerazione il bagher come fondamentale di campo da applicare in questi momenti, si deve analizzare in quale situazione si trova il giocatore che effettua il bagher. Questi potrebbero essere: Il giocatore che si trova in prima linea, dopo aver effettuato il bagher ( ricezione ) , deve effettuare l’azione di attacco per cui deve sapersi organizzare rapidamente per mettere in atto una rincorsa per schiacciare. Il giocatore che si trova in prima linea deve rapidamente allontanarsi dalla rete per partecipare all’azione di difesa. Il giocatore che si trova in seconda linea, dopo aver effettuato la battuta, deve rapidamente sistemarsi sulla propria zona di difesa per difendere l’eventuale attacco dell’avversario indirizzato su di lui.
Per ognuno di questi momenti si deve organizzare la didattica specifica; per quanto riguarda sia il singolo giocatore sia l’eventuale compagno od avversario che fa parte di queste situazioni tenendo sempre presente che l’organizzazione didattica deve essere semplice per permettere più ripetizioni.
Il secondo passaggio, ossia l’ alzata , deve essere effettuato nei limiti del possibile con il palleggio. L’alzatore generalmente si deve trovare piazzato vicino alla rete tra il posto 2 e il posto 3, la situazione tipica è quella che prevede l’arrivo del pallone all’alzatore in seguito ad un passaggio effettuato da un giocatore posto in posizione più o meno arretrata. La situazione di campo dell’alzatore può essere una di queste: Alzata successiva all’azione di ricezione : è la situazione più semplice, l’alzatore non deve fare altro che sistemarsi rapidamente nella posizione sulla quale i compagni cercheranno di far arrivare il pallone e da qui spostarsi sotto il pallone per eseguite un palleggio di alzata. Alzata dopo un’azione di difesa : l’alzatore potrebbe essere stato impegnato nell’azione di muro pertanto la situazione per la relativa didattica deve prevedere che l’alzatore debba prima effettuare un salto a rete per il muro e successivamente gli venga passato il pallone per l’effettuazione di un’alzata. Quindi l’alzatore deve immediatamente girarsi assumendo il giusto atteggiamento per l’azione di alzata sotto il pallone passatogli dal compagno. Azione di alzata seguita dall’esecuzione del muro : prima l’alzatore deve effettuare l’alzata e poi deve avvicinarsi alla rete per effettuare il muro.
Per quanto riguarda la tattica di difesa l’allenamento deve essere quindi indirizzato all’organizzazione pratica sul campo tra i giocatori che effettuano il muro e gli altri che devono provvedere alla “difesa a terra” delle schiacciate e dei pallonetti che superano il muro. Questa tattica ha due aspetti: quello della tattica di squadra e quello di tattica individuale. L’aspetto individuale è basato sulla capacità del singolo giocatore di difesa a terra di rispettare la tattica prevista con il proprio compagno che effettua il muro e viceversa; pertanto anche per questa tattica sono importanti gli esercizi “sul campo” per piccoli gruppi di giocatori. È utile mettere in evidenza che l’allenamento di un momento tattico prevede quello contrario allenante per cui una corretta impostazione dell’esercitazione ha una doppia utilità.
Tattica di squadra
Anche volendo applicare la tattica di squadra più semplice è necessario che i giocatori si specializzano nei vari ruoli utili per un ottimale funzionamento della squadra. La specializzazione è quindi alla base dello sviluppo tecnico dei giocatori; si può affermare, che le motivazioni dettate dalle tattiche che sono alla base dei vari ruoli sono gli stimoli utili alla loro crescita tecnica. È bene fare una considerazione: se la specializzazione precoce è un problema per i giovani che si dedicano ad una disciplina sportiva che generalmente prevede più ruoli, ancor più deleteria risulterà l’eventuale specializzazione in un unico ruolo per cui il giocatore apprenderà una gamma molto limitata di coordinazioni e tecniche. Quindi se si parla d’allenamento multilaterale per la formazioni di base dei giocatori questo deve prevedere anche che ogni giocatore si applichi a tutte le tecniche ed alle specializzazioni prevista nella disciplina prescelta. Se è vero che l’allenamento deve prevedere l’acquisizione di una notevole ricchezza di capacità di movimento, si può affermare che questa ricchezza di coordinazione deve senz’altro comprendere la conoscenza di tutte le tecniche e le tattiche della specializzazione sportiva. Tale allenamento favorisce inoltre la conoscenza dei problemi che sono insiti nei diversi ruoli per cui sarà più facile che ogni giocatore entri nei meccanismi di gioco dei compagni di squadra. Inoltre si richiama l’attenzione sull’utilizzo del metodo delle ripetizioni messo in atto per l’allenamento tecnico – tattico individuale. Terminata una prima rotazione completa nei ruoli di tutti i giocatori l’allenatore provvederà a riproporli a tutti i giocatori che avranno la possibilità d’applicarsi di nuovo mettendo in campo le nozioni tecniche e tattiche acquisite e migliorate nel frattempo. È compito dell’allenatore saper guidare i giocatori curando la loro più vasta formazione per evitare errori di impostazione iniziali che sono frequenti se non si procede nell’allenamento in più ruoli. L’allenatore quindi deve mettere in atto questo tipo di preparazione che sa da un punto di vista potrebbe sembrare un rallentamento all’arrivo del giovane ad un ruolo ben definito, sicuramente gli permette di esprimersi al meglio nel ruolo che risulterà a lui più congeniale arricchendolo anche di esperienze di campo utili.
Il campo è convenzionalmente diviso in sei zone, tre di prima linea e tre di seconda linea. Ad ogni zona corrisponde la posizione di un giocatore, le posizioni servono sia al rispetto del regolamento sia all’organizzazione tattica della squadra. All’inizio di ogni set i giocatori in campo sono legati alla posizione di partenza per cui nella rotazione della squadra, tutti i giocatori devono scalare una posizione ruotando in senso orario. Le sei posizioni sul campo sono numerate, partendo dalla posizione a destra della seconda linea, in senso antiorario: abbiamo quindi i posti 1, 6, 5 nella seconda linea e i posti 2, 3 e 4 in prima linea. Ogni giocatore dovrebbe giocare nella propria posizione ma la tattica di gioco, che prevede la specializzazione nei ruoli, porta all’effettuazione di scambi di posizione tra giocatori della stessa linea che possono essere fatti solo successivamente all’esecuzione della battuta. Non si effettuano scambi di posizione tra giocatori di prima e di seconda linea. I ruoli previsti nella pallavolo di più alto livello sono: Alzatore ( A ) : è il giocatore che il compito di preparare il pallone per il colpo di attacco ( alzata ) che sarà effettuato da un compagno di squadra. Il fondamentale di cui si serve è il palleggio quindi l’agilità degli arti inferiori è determinante per la sua azione tecnica unitamente all’abilità delle mani per poter “palleggiare” comunque anche nelle situazioni più difficili. Di solito in questo ruolo si trovano i giocatori di statura più bassa, perché risultano veloci ed abili. A livello agonistico più alto sono indispensabili alzatori di statura più elevata per i problemi legati all’efficacia della loro capacità di salto per effettuare il muro. L’alzatore deve quindi avere capacità tecnico – tattiche oltre che un forte carattere per assumere senza timori le responsabilità derivanti dalle scelte che deve necessariamente fare in campo. Nelle squadre di alto livello generalmente è prevista la presenza in campo di un solo alzatore, mentre nelle squadre giovanili sarebbe bene disporre di due alzatori in campo sia per evitare quella specializzazione unica che risulta deleteria, sia per permettere di allenare in un ruolo così importante più giocatori al fine di verificare chi effettivamente è più adatto per questa specializzazione. Con la presenza in campo di due alzatori sarà possibile allenare quello che si trova in prima linea alle azioni di attacco:
generalmente è l’azione di attacco che favorisce lo sviluppo dell’elevazione nel salto unitamente alla capacità di scelto del tempo, oltre che degli attacchi, dell’azione di muro. Centrale ( C ) : è quello che quando si trova in prima linea si colloca al centro, ovvero al posto 3. deve essere particolarmente abile negli spostamenti per inserirsi al meglio nelle azioni di attacco che richiedono soprattutto la sua velocità in attacchi con alzate basse che mirano al disorientamento del muro avversario, deve saper sfruttare queste doti di abilità negli spostamenti per organizzare al meglio l’azione di muro della propria squadra. Schiacciatore ( S ) : è il giocatore che si specializza nell’attacco dal posto 4. La sua azione prevalente è quella di attacco quindi le sue doti tecniche principali devono essere: la padronanza del colpo perché l’esito della competizione dipenderà molto dai suoi attacchi, la capacità tecnica di ricezione poiché generalmente questo compito è affidato agli schiacciatori. Opposto ( O ) : questo ruolo si vede nelle squadre di alto livello agonistico, nel quale, si preferisce organizzare la squadra con un solo alzatore in campo: nella posizione opposta a quella dell’alzatore si disporrà di un giocatore che, dovendo occupare in prima linea il posto 2, abbia particolari attitudini all’attacco da questa posizione unitamente a positive caratteristiche nel salto di muro in quanto un’alta percentuale di attacchi dell’avversario provengono dalla sua posizione a rete. Inoltre la tattica prevede che questo giocatore, giochi nel posto 1 dal quale può effettuare degli attacchi che sono abbastanza simili a quelli fatti dalla prima linea ma di più difficile effettuazione perché la distanza dalla rete richiede precisione e potenza nel colpire il pallone. Libero ( L ) : si tratta di un giocatore particolarmente abile inserito in seconda linea. L’abilità nei fondamentali di difesa e di ricezione è la sua caratteristica unita alla capacità di guidare le azioni di difesa in quanto la sua presenza in campo è pressoché costante: quindi a lui l’allenatore può affidarsi per una collaborazione diretta a mantenere attivi i giocatori e all’organizzazione della squadra nelle azioni di difesa. Il libero può giocare solo in seconda linea dalla quale comunque non può attaccare, non può effettuare alzate in palleggio quando si trova nella zona di attacco e non può sostituire il giocare che deve effettuare la battuta. Pertanto la tattica maggiormente utilizzata è quella che prevede la sostituzione del giocatore centrale che si trova in seconda linea e ha concluso il turno di battuta con il libero. Questo giocatore può anche essere utilizzato per sostituire un altro giocatore che avesse bisogno di un piccolo turno di riposo.
Come i giocatori di prima linea si specializzano a seconda delle zone nelle quali giocano costantemente, così quando si trovano in seconda linea gli stessi giocatori devono specializzarsi nel gioco in una posizione fissa per esprimersi al meglio. Generalmente all’alzatore che si trova in seconda linea spetta il posto 1 perché è da quella posizione che riuscirà con più facilità ad inserirsi nella prima linea per effettuare l’alzata quando la squadra dovesse usare la tattica di un solo alzatore nel posto 1 troveremo il giocatore opposto. Gli altri giocatori saranno utilizzati in seconda linea nelle posizioni 5 e 6 a seconda delle scelte tattiche che l’allenatore effettuerà tenendo sempre presente che è bene comunque abituare alla difesa in posizioni costanti.
Il concetto di tattica è da inserire subito limitando le richieste al livello dei giocatori. Per quanto riguarda i ruoli negli schemi di gioco iniziali si parlerà solo di alzatori e di schiacciatori per introdurre il concetto di specializzazione. L’allenamento nei vari ruoli è utile per il miglioramento tecnico e tattico dei giocatori, quindi l’allenatore si servirà di queste motivazioni per ampliare il baglio tecnico – tattico dei giocatori. In particolare è bene inserire subito il ruolo di centrale mentre quello di opposto se si vuole allenare più giocatori nel ruolo di alzatore potrà essere prospettato più tardi. Il ruolo di libero può risultare negativo per un giovane che se non dovesse essere allenato nelle posizioni di prima linea durante le competizioni, porterebbe risultare negativa per il giovano limitando la sua esperienza di gioco con conseguente limitazione nell’allenamento completo della sua figura di giocatore esperto di tutto campo. Forse sarebbe opportuno che a livelli giovanili l’allenatore utilizzasse nel ruolo di libero i giocatori più deboli in difesa per sollecitarli, con un allenamento mirato, a migliorarsi nei fondamentali richiesti da questa posizione. Le fasi iniziali di gioco della pallavolo si suddividono in base alla prima azione che la squadra deve realizzare. Dopo la prima fase, si succedono momenti di attacco e di difesa fino a quando il pallone non cade a terra o una squadra commette un fallo. Lo sviluppo della prima azione è quindi molto importante per poter subito guadagnare il punto o mettere in difficoltà l’avversario per impedirgli di guadagnare il punto con l’azione immediatamente successiva. La prima azione di gioco di una squadra potrà essere: Ricezione della battuta avversario e attacco oppure Battuta effettuata da un proprio giocatore, difesa dall’attacco portato dalla squadra avversaria e contrattacco
Tattiche di ricezione
Nel momento in cui la squadra avversaria inizia l’azione di gioco con la battuta, i giocatori della squadra di cui prendiamo in considerazione l’azione di gioco devono organizzarsi per la ricezione del pallone e per organizzare l’azione di attacco successiva che possibilmente deve consiste in un’alzata e in un’azione di attacco. Quindi abbiamo questa situazione:
schiacciatore di posto 2 o quello di posto 4. completata l’azione d’attacco i giocatori di prima linea si disporranno a rete, senza altri scambi di posizioni, mentre quelli di seconda linea si prepareranno all’azione di difesa schierandosi sul campo in relazione alla tattica di difesa da mettere in atto contro il contrattacco avversario.
Nelle azioni di gioco più evolute si cerca di disporre di tre attaccanti in prima linea per poter più facilmente superare il muro e la difesa dell’avversario. È quindi necessario, per realizzare questa tattica, disporre di: 2 alzatori che siano anche capaci di attaccare, oppure di 1 alzatore e nella posizione opposta alla sua di un giocatore che sia particolarmente abile nell’attacco dal posto 2 ( opposto )
Nel caso di squadra organizzata con 2 alzatori – attaccanti i due alzatori risulteranno in posizione opposta. A questo sviluppo tattico deve corrispondere anche l’avvio della specializzazione nei ruoli. La specializzazione, prevede per i giocatori di prima linea il ruolo di: Schiacciatore che si troverà a giocare nel posto 4 Centrale che si troverà a giocare nel posto 3 Alzatore e/o opposto che si troverà a giocare nel posto 2
Disponendo di tre attaccanti in prima linea sarà necessario utilizzare l’alzatore che si trova in seconda linea perciò avremo questa disposizione della prima linea preparatoria alla ricezione:
L’alzatore che si trova in seconda linea, dovrà disporsi dietro al suo “corrispondente” di prima linea per evitare di essere interessato alla ricezione. Appena il battitore avversario avrà messo in gioco il pallone l’alzatore si porterà velocemente vicino alla rete tra il posto 2 e il posto 3 dove effettuerà l’alzata. Da questa posizione è possibile mettere in gioco uno dei tre attaccanti anche con combinazioni d’attacco che favoriscano il superamento della difesa avversaria. Questa disposizione è indicativa poiché una squadra che applica questa tattica di ricezione generalmente si organizza applicando ulteriori accorgimenti per la ricezione per sfruttare al meglio sia le caratteristiche tecniche dei giocatori sia le caratteristiche tecnico – tattiche relative all’attacco sempre dei giocatori di prima linea. Appena gli allievi avranno ben chiara questa tattica di ricezione, sarà necessario tenere conto delle loro specializzazioni per favorire sia l’attacco successivo alla ricezione sia il posizionamento dei giocatori nelle loro rispettive zone perché nel caso che la prima azione di attacco non risultasse conclusiva la squadra deve essere organizzata per continuare il gioco. È necessario quindi trovare i giocatori della prima linea nelle loro posizioni e l’alzatore della seconda linea nel posto 1 (se in difesa si applica la tattica 3 – 2 – 1) dal quale può rapidamente riportarsi a rete per alzare nell’azione successiva alla difesa. La posizione sul campo dei giocatori impegnati in ricezione può variare a seconda del tipo di battuta effettuata dall’avversario. Nel caso di giocatori principianti sono usate battute lente, il pallone viene colpito da sotto con traiettoria alta, lenta e tende a cadere anche all’altezza della linea d’attacco. In questo caso i giocatori in ricezione debbono piazzarsi più “aperti” perché le zone di probabile caduta del pallone aumentano. Nel caso invece di battute dall’alto la zona di caduta tende ad essere più ristretta quindi i giocatori in ricezione tenderanno a compattare la loro posizione piazzandosi sulle zone di possibile arrivo del pallone.
I giocatori di seconda linea , dopo l’azione di attacco, se la tattica di gioco prevede la specializzazione dei ruoli, cambieranno la propria posizione raggiungendo il posto sul quale debbono effettuare la successiva azione di difesa. Tutti i giocatori restano nelle posizioni di gioco fino a quando la palla resta in gioco. Se l’alzatore di seconda linea nelle fasi di gioco si troverà nel posto 1, gli altri due giocatori si sistemeranno nei posti 5 e 6: l’azione didattica più semplice
è quella che prevede la stessa posizione di prima linea, avremo quindi lo schiacciatore sul posto 5 e il centrale sul posto
Tattica di difesa
La squadra che ha il diritto alla battuta deve organizzarsi per difendersi dall’attacco che può portare l’avversario successivamente all’azione di battuta. Per difesa s’intende quindi ogni azione che si organizza per contrastare un attacco avversario e naturalmente quando una squadra mette in gioco il pallone deve aspettarsi un attacco da parte dell’avversario. Questa è la condizione tipica per l’applicazione della difesa: il pallone è sul campo dell’avversario che sta effettuando i passaggi per arrivare ad una conclusione d’attacco, la squadra che si prende in considerazione si trova con i giocatori che hanno preso le posizioni di gioco in base alle loro eventuali specializzazioni ed aspettano di capire da quale zona di rete arriverà l’attacco. Tutto è abbastanza veloce in quanto tra il primo contatto con il pallone ( ricezione ) e il colpo d’attacco passano pochi secondi quindi l’azione di difesa deve rispondere in modo quasi automatico. Quindi ad ogni giocatore spetta il compito di analizzare su quale punto della propria zona di competenza per la difesa deve piazzarsi per recuperare l’eventuale pallone che gli dovesse arrivare. L’azione di difesa a terra è condizionata dall’azione del muro che, oltre che da contrasto immediato all’attacco avversario serve anche da “guida” per la scelta delle posizioni degli altri giocatori. Le tattiche di difesa sono basate sulla presenza del muro che deve essere organizzato come azione di squadra per evitare che i giocatori che difendono siano coperti o sviati da questo. Nelle azioni di gioco agonistico iniziali il muro è spesso fatto da un solo giocatore ma è bene che la squadra si organizzi ad applicare la tattica di muro a due giocatori; sarà più facile effettuare il muro con un solo giocatore secondo le eventuali necessità o possibilità piuttosto che abituare al muro giocatori che sistematicamente si allontanano dalla rete senza pensare di dover fare muro. Le azioni di muro a tre giocatori si osservano nella pallavolo di alto livello. Pertanto nelle azioni di difesa che saranno prese in considerazione il muro è sempre previsto a due giocatori. Per copertura del muro s’intende l’azione difensiva che si mette in atto per proteggere il campo da eventuali pallonetti (casi più probabili) o da palloni deviati dal muro (situazioni meno probabili). Nelle azioni di gioco più semplici è molto frequente che accada che l’avversario effettui un pallonetto tendente a far cadere il pallone alle spalle o lateralmente al muro. Se quest’evento è in percentuale molto probabile l’azione di difesa della squadra deve prevedere che almeno uno dei giocatori che non effettuano il muro provveda alla sua copertura. Gli schemi di difesa si differenziano in base alla tattica di copertura del muro. Nell’azione – tipo di difesa saranno quindi distribuiti questi compiti tattici: Numero d giocatori che devono effettuare il muro (generalmente due) Tattica di copertura del muro (generalmente un solo giocatore) Organizzazione della difesa delle schiacciate, affidata agli altri tre giocatori
La velocità di organizzazione dell’azione di difesa è fondamentale per sperare nel successo. Il segnale dal quale prende il via quest’azione è l’alzata dell’avversario: appena s’intuisce quale sarà il giocatore che attaccherà tutti devono mettersi in movimento per la copertura delle zone di competenza difensiva affidate ad ognuno. Naturalmente non tutto è così semplice perché le situazioni di attacco possono cambiare continuamente per svariati motivi: Altezza dell’alzata Distanza del pallone dalla rete Capacità tecnico – tattica dell’attaccante avversario del momento Successo o insuccesso dell’attacco avversario nell’azione precedente Situazione di punteggio Altre motivazioni derivanti dal momento