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Sofocle e le sue tragedie: Edipo Re, Edipo a Colono, Trachinie, Aiace e Filottete, Schemi e mappe concettuali di Greco

Una dettagliata analisi delle tragedie di sofocle, tra cui edipo re, edipo a colono, trachinie, aiace e filottete. Vengono esaminate le vicende dei personaggi, i luoghi, le tematiche e i rapporti tra le tragedie stesse. Vengono inoltre confrontate le opere di sofocle con quelle di eschilo, analizzando le differenze e le somiglianze tra i due grandi drammaturghi greci.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

In vendita dal 22/05/2024

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magistrati ad un tribunale dove vengono discussi gli omicidi di Sangue. Eschilo era
molto daccordo con questa riforma infatti termina lopera con lareopago che giudica
lomicidio di Oreste e ci fa capire che anche ad Atene dovrebbero fate così.
TEMA DELLA GUERRA: In omero cera il polemos iustus quindi giustifica la guerra perché
Paride viola il vincolo dellospitalità compiendo un empietà contro Zeus. Eschilo dice che il
polemos iniustus perchè anche se è stata compiuta un empietà ha portata tantissimi morti
innocenti (ad esempio Ifigenia)
Tutta questa guerra produce solo πλούτος (ricchezza cattiva) e non ολβος (ricchezza con
la fatica).
SOFOCLE
Sofocle ha vissuto ad Atene il secolo delle guerre persiane, della nascita della Lega di Delo
e lo scoppio della guerra del Peloponneso. Amava molto Atene e il suo affetto era ricambiato
dalla comunità. Conosciamo la produzione della seconda metà della sua vita che riflette le
sue esperienze personali. La sua famiglia apparteneva alla ricca borghesia e gli garantì un
ottima istruzione tipica delle classi agiate (παιδεία). Ebbe anche dei ruoli politici come
presidente del collegio degli Ellenotami
stratego nella guerra contro Samo insieme a Pericle e entrò anche nel suo gruppo di
amici
stratego insieme a Nicia
spedizione in sicilia catastrofica
Di Alcibiade e della democrazia; assistette alla vittoria ateniese alle Arginuse ed ebbe un
ruolo importante nella vita religiosa della città infatti si impegnò l’introduzione del culto di
Asclepio. Essendo un cittadino di una certa rilevanza sociale, si occupò anche di politica che
viene emerge all’interno delle sue opere. Guardò con favore al programma politico di Pericle
ma non ne condivise appieno il tipico ottimismo la totale fiducia nell’uomo e nella sua
condizione esistenziale.
Sofocle e la rappresentazione di ciò che viene definito ‘classico’ per la sua perfezione nella
struttura infatti notiamo il riconoscimento (αναγνώρισις) e rovesciamento (περιπέτεια) cioè gli
elementi che costituti sono la Poetica di Aristotle di cui è esempio Edipo Re
Fu un uomo di teatro infatti componeva per la scena di non per la lettura, proprio per questo
motivo era estremamente attento ai problemi di tecnica. Introduce il terzo attore e aumeto i
coreuti da 12 a 15. Scrive 123 tragedie che ottengono gradi di comprensione molto diversi e
talvolta contrastanti. Alcune date della sua carriera sono certe come;
468 cioè l’anno di esordio
447 e 448 vinse quando Pericle stava affermando il suo progetto imperialista
418 quando vinse le “lenee”
Ci arrivavano numerosi frammenti alcuni tramite papiri, buona parte del dramma satiresco “i
cercatori di tracce” e sette tragedie intere
AIACE tra il 425 e 424 per il nesso tra valenze politiche drlla tragedia e l’impegno
pubblico del poeta.
TRACHINIE composta n l 407 e viene messa a confronto con il “ditorambo 16” di
Bacchilide, ma Sofocle non ne faceva completamente una copia piuche omette molti
particolari del dramma originale
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Scarica Sofocle e le sue tragedie: Edipo Re, Edipo a Colono, Trachinie, Aiace e Filottete e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Greco solo su Docsity!

magistrati ad un tribunale dove vengono discussi gli omicidi di Sangue. Eschilo era molto d’accordo con questa riforma infatti termina l’opera con l’areopago che giudica l’omicidio di Oreste e ci fa capire che anche ad Atene dovrebbero fate così. TEMA DELLA GUERRA : In omero c’era il polemos iustus quindi giustifica la guerra perché Paride viola il vincolo dell’ospitalità compiendo un empietà contro Zeus. Eschilo dice che il polemos iniustus perchè anche se è stata compiuta un empietà ha portata tantissimi morti innocenti (ad esempio Ifigenia) Tutta questa guerra produce solo πλούτος (ricchezza cattiva) e non ολβος (ricchezza con la fatica).

SOFOCLE

Sofocle ha vissuto ad Atene il secolo delle guerre persiane, della nascita della Lega di Delo e lo scoppio della guerra del Peloponneso. Amava molto Atene e il suo affetto era ricambiato dalla comunità. Conosciamo la produzione della seconda metà della sua vita che riflette le sue esperienze personali. La sua famiglia apparteneva alla ricca borghesia e gli garantì un ottima istruzione tipica delle classi agiate (παιδεία). Ebbe anche dei ruoli politici come ● presidente del collegio degli Ellenotami ● stratego nella guerra contro Samo insieme a Pericle e entrò anche nel suo gruppo di amici ● stratego insieme a Nicia ● spedizione in sicilia catastrofica Di Alcibiade e della democrazia; assistette alla vittoria ateniese alle Arginuse ed ebbe un ruolo importante nella vita religiosa della città infatti si impegnò l’introduzione del culto di Asclepio. Essendo un cittadino di una certa rilevanza sociale, si occupò anche di politica che viene emerge all’interno delle sue opere. Guardò con favore al programma politico di Pericle ma non ne condivise appieno né il tipico ottimismo né la totale fiducia nell’uomo e nella sua condizione esistenziale. Sofocle e la rappresentazione di ciò che viene definito ‘classico’ per la sua perfezione nella struttura infatti notiamo il riconoscimento (αναγνώρισις) e rovesciamento (περιπέτεια) cioè gli elementi che costituti sono la Poetica di Aristotle di cui è esempio ‘ Edipo Re ’ Fu un uomo di teatro infatti componeva per la scena di non per la lettura, proprio per questo motivo era estremamente attento ai problemi di tecnica. Introduce il terzo attore e aumeto i coreuti da 12 a 15. Scrive 123 tragedie che ottengono gradi di comprensione molto diversi e talvolta contrastanti. Alcune date della sua carriera sono certe come; ● 468 cioè l’anno di esordio ● 447 e 448 vinse quando Pericle stava affermando il suo progetto imperialista ● 418 quando vinse le “lenee” Ci arrivavano numerosi frammenti alcuni tramite papiri, buona parte del dramma satiresco “i cercatori di tracce” e sette tragedie intere ● AIACE tra il 425 e 424 per il nesso tra valenze politiche drlla tragedia e l’impegno pubblico del poeta. ● TRACHINIE composta n l 407 e viene messa a confronto con il “ditorambo 16 ” di Bacchilide, ma Sofocle non ne faceva completamente una copia piuche omette molti particolari del dramma originale

● ANTIGONE il successo di questa opera consente a Sofocle di diventare stratega inisieme a Pericle quindi fu probabilmente composta nel 442 ● EDIPO RE rievoca la peste drl 430 a.C. ad Atene per questo fu collocata in questo anno ma non è sicuro perchè un evento cosi traumatico resterebbe impresso nella mora per molti anni ● ELETTRA collegata all’ononima tragefia fi Euripide ma non si sa quale viene prima ● FILOTTETE composta nel 409 a.C. ● EDIPO A COLONO composya nel 406 a.C.

AIACE

Personaggi → atena, Odisseo, aiace, tecmessa, messaggero, teucro, Menelao e Agamennone. Coro= marinai di salamina Luogo → accampamento greco di fronte alla tenda di aiace. Trama→ Una notte fu fatta una strage di bestiame e Odisseo cercava aiace perché pensava che fosse lui il colpevole. ● Prologo : Atena conferma che è stato lui, ed è furioso perché le armi di Achille gli sono state negate e date ad Odisseo per decisione dei greci. Così decise di vendicarsi e uscì nella notte, ma la dea gli annebbiò la mente e riversò la sua furia sugli animali. ● Primo episodio : Tecmessa (concubina aiace e madre di suo figlio) racconta dal suo punto di vista la tremenda notte e chiede aiuto al coro. Dopo aiace prende coscienza e prova vergogna per quello che ha fatto e vuole suicidarsi. Il coro e tecmessa provano a consolarlo, ma lui non si consola nemmeno guardando il figlio Eurisace, che affiderá poi a suo fratello teucro. ● Secondo episodio : aiace qui pronuncia un discorso ambiguo, ironico e lirico lasciando capire che non vuole più suicidarsi, il coro ingannato esulta. ● Terzo episodio : un messaggero annuncia l'arrivo di teucro e la raccomandazione di tenere aiace nella tenda perché sennò sarà vittima della dea Atena, il coro cerca l’eroe allontanandosi dalla scena, aiace rimasto solo pronuncia il suo monologo per salutare la vita. Il coro rientra e vede Aiace morto. ● Quarto episodio e esodo parlano della sepoltura, Teucro vuole che il fratello sia onorato, mentre gli storici no, Sarà proprio Odisseo che riuscirá a fare da mediatore e a trovare una soluzione→ aiace ha delle esequie private. L'Aiace come l’iliade racconta l'ira dell'eroe più valoroso dopo Achille, che si è visto negare le Sue armi date ad Ulisse. In entrambi i casi il codice eroico è stato infranto, ma la reazione di Aiace è vista come una ubris dello stesso codice eroico, infatti nella notte da solo con l'inganno si è vendicato dei Greci, protetti però da Atena. Lei trasforma l'ira di Aiace in follia, per questo motivo Aiace massacra il bestiame pensando fossero i greci. Questa vicenda è una sorta di antefatto che emerge dal prologo, poi i personaggi cercano di ricostruire la vicenda. La storia di Aiace diventa una presa di coscienza di tutto ciò che è accaduto. Il personaggio viene dominato sia dall’indignazione per l'offesa ricevuta sia da un dolore a causa della degradazione ricevuta che provoca vergogna, isolamento ed esclusione. Aiace è vittima di un'ingiustizia, ma è anche responsabile della vergogna e ciò lo emargina dalla comunità guerriera. A metà tragedia un messaggero dice che Aiace si è macchiato di

zeus che diceva che lui sarebbe stato ucciso da un morto. Infine viene bruciato il corpo di Ercole (si fa aiutare dal figlio ) e Illo prende infine in moglie iole. Anche le Trachinie sono una tragedia a dittico, infatti la prima scena sembra dominata da Deianira e la seconda da Eracle. Ma la tragedia sembra unita dal destino di Eracle, dominato da una trama di oracoli. Già nel prologo Deianira ci parla di una tavoletta lasciata da Eracle alla partenza e poi di un tempo allo scadere del quale troverà la sua fine o una vita serena → lì finiranno le sue mitiche fatiche. Nel terzo stasimo il coro riferisce l'oracolo della sacra quercia di Dodona, che diceva che le fatiche sarebbero durate 12 anni. Le giovani di Trachis capiscono che era finta l'alternativa tra morte e vita perché per l'uomo la tregua dalle sofferenze arriva solo con la morte, ma Eracle ancora non lo sa. Deianira attente ercole 15 mesi per poi scoprire che sta arrivando con una concubina e con il tentativo di riconquistarlo porta a compimento il suo destino di morte. La donna qui e vicina al mondo della magia e la sua figura all'interno di questa tragedia ha un passato mitologico che noi non conosciamo. Il filtro che nesso le dà e fatto con il veleno dell'idra di erna e il sangue, viene da un tempo di leggenda che trattiene imprese mitiche. avviene poi la catastrofe all'incrocio tra realtà e mito, passato e presente, Ercole viene ucciso da deianira morta che si uccide prima che il figlio venga a scoprire l’innocenza della madre. Su queste parole si conclude la tragedia con Eracle, che chiede al figlio di essere bruciato vivo per non provare più dolore. Solo quando sta per morire Eracle riesce a ricostruire la trama degli oracoli mettendo in ordine le profezie:

  • La prima è antica → Zeus stesso predisse che il figlio sarebbe stato ucciso da un morto.
  • La seconda è nuova e concorda con l'antica → viene da Dodona e diceva che sarebbe stato liberato dalle pene in quello stesso giorno Eracle ha percorso la sua esistenza come disse suo padre Zeus, ma lo ha compreso solo alla fine diventando l'emblema tragico dell'impotenza umana.

TRANCHINA 1 - 4

Ci troviamo a Trachis in Tracia dove vediamo Deianira che aspetta il ritorno di Eracle(=PENELOPE) che era partito per espiare le sue colpe. Deianira con Eracle prima del matrimonio doveva attraversare il fiume dove c’era il traghettatore che gli mise le mani per non farla bagnare e subito Eracle uccide Nesso. ● Nessun mortale può dirsi felice o infelice fino alla morte perché in base al modo in cui si muore si capisce se si è stati felici o infelici. ● Deianira quando pensava agli uomini aveva voglia di stare a casa sua con mamma e papà perchè con Sofocle si apre l’aspetto psicologico anche femminile e ci porta in scena una donna che ha paura di essere data in sposa ad un uomo a caso (addirittura c’era un fiume che desiderava sposarla e si presentò al padre in tre forme diversi prima come toro, poi come un serpente, poi come un uomo con il volto bestiale dalla cui barba scorreva l’acqua). ● Arriva Eracle e sconfigge questa bestia per poi sposare Eracle. Deianira dice di non ricordare il combattimento perché era scossa. Ma alla fine Eracle e stato un pacco con i fiocchi perchè non stava mai a casa (le fatiche di Eracle) e ha portato tantissimi problemi

ERACLE COME IL CONTADINO perché come il contadino possiede la terra e la vede solo per inseminare, Eracle faceva la stessa cosa. ● Dopo che ha ucciso Fido viene posto al servizio della regina Ofale per scontare la sua pena e lascia la moglie e i figli a Trachis. Nessuno sa dove sia andato e non tornava a casa da 15 mesi. ● Prima di andarsene Eracle ha lasciato una tavoletta dove ci sono le disposizioni del testamento in caso di non ritorno ● CONFINE TRA FANCIULLEZZA E ETÀ ADULTA - #> si è fanciullo fino al matrimonio non hai il pensiero di chiavare perchè non l’ha mai fatto ma quando inizia a esserci il pensiero non si è più giovani. ● Vita difficile come madre e moglie perchè è sempre in pensiero per i viaggi di suo marito e per le imprese dei sue figli. Quando Eracle torna si porta una concubina, Deianira ci resta un po’ male perchè lei era meno giovane della ragazza così decide di dare una pozione ad Eracle per farlo innamorare di nuovo di lei. Questa pozione era fatta con il sangue di Nesso ma era stato un inganno infatti Eracle sarà avvelenato. Quando capisce che era stata colpa sua Deianira si suicida. NUOVO TIPO DI EROE ● Eracle aveva interpretato male l’oracolo di Dodona che gli aveva predetto di essere liberato dalla sue fatiche. Lui pensava che poteva semplicemente vivere una vita tranquilla invece intendevano la morte. DIVINITÀ SI MANIFESTA IN MODO OSCURO E NEFASTO. ● L’uomo ha la presunzione di capire ma in realtà non capisce un cazzo ● DEI BASTARDI perchè hanno fatto morire in un modo atroce Eracle che, nonostante fosse figlio di zeus, viene lasciato morire. Che vazzo ci stanno a fare queste divinità se guardano i figli morire senza fare niente (vs Eschilo) ● Il futuro per l’uomo no è organizzabile ● IL FUTURO PER GLI UOMINI È UN PIANTO INVECE PER GLI DEI È VERGOGNA ● Tutto questo avviene per volontà di Zeus perché gli dei sono indifferenti al dolore umano pur avendo la presunzione di essere chiamati “padre” STASIMO: ● Le vicende di Eracle sono come una continua tempesta che però finisce sempre bene e si salva dalla catastrofe ● Il coro tragico dice che Deianira non deve sempre piangere perché zeus fa sì che un momento piangi e quello dopo ridi. Il coro però non ci ha visto bene perchè alla fine muore ● ANTICIPAZIONE DEL FINALE dicendo che tutto passa ● IRONIA TRAGICA = dice che Zeus non ha mai abbandonato nessuno dei suoi figli (abbandona in realtà eracle). L’ironia sta nell’attribuzione a Zeus delle qualità paterne che alla fine Illo dice che il dio non ha assolutamente. EDIPO RE Personaggi : Edipo, Sacerdote, Creonte, Tiresia, Giocasta, Messaggero corinzio, Pastore di Laio, Servo; il Coro è composto da vecchi tebani. Luogo : Tebe, di fronte alla regia

Quando Giocasta comprende che suo marito anche suo figlio vorrebbe mantenere la vicenda sepolta invece Edipo affronta la verità e la accetta. In Sofocle l’ uomo risulta eroico quando si confronta con il suo destino senza compromessi. Nell’ edipo re non c’è una divinità che si palesi (come l’atena dell’Aiace) che si spieghi o consoli i personaggi: alla fine del dramma, infatti, c’è solo Edipo che ha avuto il coraggio di svelare un segreto a se stesso e poi si è strappato gli occhi. “ Edipo re ” è la tragedia che è meglio si presta a illustrare il concetto di ironia tragica. L’ ironia tragica si fonda su un gioco di triangolazione tra autori, personaggio e pubblico. L’autore e il pubblico condividono una conoscenza (cioè il mito che sta alla base della vicenda) che non è posseduto nella sua interezza dal personaggio. Edipo dice, sceglie e agisce con determinate intenzioni e finalità ma le sue parole, le sue scelte e azioni sono spinte dall’ assenza di consapevolezze e producono effetti opposti rispetto a quanto previsto dal protagonista.

ESCHILO VS SOFOCLE

ESCHILO SOFOCLE

Demo di Eleuisi Demo di Colono 525 a.C. (età arcaica) 497 / 498 a.C. (età classica) è un patrida (nobiltà di sangue) pentacosiomedimna (borghese con più di 500 euro) Negotium come guerriero e combattente combatte in guerra Negotium come vita politica stratega con Pericle e con Nicia Abbandona Atene per andare due volte in Sicilia Non abbandona mai Atene e combatte sempre per la patria Il fatto che nasce ad Eleusi sede dei culti è segno della sua religiosità Promuove il culto di Asclepio e trasferisce la statua del dio ospitandola anche a casa sua Combatte nella battaglia di Salamina Guida il coro per il peana per la battaglia di Salamina È amico di Pericle quindi frequenta Erodoto, Fidia e i sofisti. Frequenta gli intellettuali ateniesi dell’età dell’oro che hanno un pensiero rivoluzionario e innovatore democratico radicale democratico moderato ANTIGONE Personaggi : Antigone, Ismene, Creonte, Guardia, Emone, Tiresia, primo Messaggero, Euridice, secondo Messaggero. Il coro è composto da vecchi tebani Luogo : Tebe, di fronte alla regia che era stata di Laio e di suo figlio Edipo

Trama : Eteocle e Polinice, figli di Edipo, si sono uccisi l'un l'altro in duello, dopo che il secondo aveva attaccato la città natale, Tebe, per appropriarsi del potere detenuto dal fratello. La sorella Antigone vuole seppellire Polinice, sebbene sia venuta a sapere che Creonte (zio dei ragazzi e nuovo sovrano della città) ha intenzione di vietarlo, e chiede aiuto alla sorella Ismene che però ha paura. Nel primo episodio, proprio mentre Creonte, nel cosiddetto ' discorso della corona ', emana il suo editto e dà mandato di sorvegliare il cadavere, Antigone cerca di portare a termine il suo piano tentando per due volte di coprire di terra il corpo del fratello, ma viene scoperta da una guardia. Il Coro canta nel primo stasimo i prodigi che l'uomo sa compiere, ma anche i suoi limiti e i rischi a cui è esposto. Nel secondo episodio Antigone si trova faccia a faccia con Creonte e difende con forza il suo atto: ha applicato le leggi non scritte degli dèi; ma il re, furente per la sua ostinazione, tanto più perché donna, la condanna a essere incarcerata in una grotta. Ismene cerca di condividere la sua sorte, ma è respinta dalla sorella: le due giovani vengono condotte via. Nel terzo episodio Emone, figlio di Creonte e promesso sposo di Antigone, cerca di dissuadere il re, pur non venendo mai meno al rispetto e alla devozione filiale, ma Creonte non sente ragioni. Nel breve quarto episodio Antigone si avvia al suo carcere. Nel quinto episodio interviene l'indovino Tiresia e racconta di funesti presagi; ma, quando Creonte lo offende, lancia tremende profezie sulla sua discendenza e se ne va. Egli, allora, riflette sulle parole udite e dietro consiglio del Coro decide di seppellire Polinice e liberare Antigone, ma è troppo tardi: poco dopo un Messaggero riferisce che Emone si è ucciso nella grotta, davanti agli occhi del padre, dopo aver scoperto che Antigone si è impiccata. Anche Euridice, moglie di Creonte e madre di Emone, appresa la notizia, si uccide nelle stanze del palazzo. Creonte, rimasto solo con il Coro, si dispera e riflette sul suo destino sventurato. L’Antigone è la tragedia che esprime meglio il conflitto tragico che porta alla rovina di entrambe le parti. La mancata sepoltura del corpo di Polinice costituisce il fulcro del conflitto che trae forza dal fatto che le due parti opposte hanno le loro ragioni e le loro legittimità: Creonte , in quanto nuovo sovrano di Tebe, emana un editto che vieta la sepoltura facendosi garante del bene dello Stato , mentre Antigone, che trasgredisce l’editto e tenta la sepoltura, è pronta a morire pur di pur di affermare le leggi non scritte sancite dai legami di sangue. Il conflitto tra le due posizioni si sviluppa su vari livelli : ● strutturale : Creonte si confronta prima con la sua rivale Antigone, poi con Emone, poi ancora con Antigone e infine con Tiresia; ● metrico-performativo : I dialoghi tra Antigone e Creonte segnano con grande tensione la solitudine dei due personaggi e la presa di coscienza del proprio destino. ● drammaturgico : la distribuzione delle parti fra i tre attori disponibili creava un’opposizione tra il primo attore (che interpretava Creonte) e il secondo attore (che interpretava i rivali). Il terzo attore invece interpretava le figure di secondo piano. Il tema del conflitto parte dalla mancata sepoltura ma porta ad una molteplicità di opzioni: umano vs divino , πολις vs οικος , maschile vs femminile. L’opposizione più più rilevante riguarda le due diverse concezioni del νομος : quella di Creonte che vede nel νομος il fondamento dello Stato e del vivere civile e subordina a esso anche la giustizia divina e la concezione di Antigone che separa i doveri del mondo della πολις dall’universo religioso, etico e familiare.

Nell'epilogo de " Edipo re ", Edipo, rivelatosi parricida e incestuoso, chiede di essere esiliato, ma Creonte rifiuta, proponendo di consultare Apollo. Dieci anni dopo, Sofocle porta in scena un Edipo anziano a Colono , un luogo promesso da Apollo. Qui, Edipo, una volta escluso dalla città, diventa uno dei suoi cittadini per volontà di Teseo. Il d estino di Edipo e Atene si intrecciano : la città lo accoglie con ospitalità e amicizia, e lì muore, garantendo protezione. Colono rappresenta un punto di arrivo mitico e geografico che riflette la crisi personale di Sofocle e il contesto storico ateniese del V secolo a.C. A Colono e ad Atene si oppone la città di Tebe nella tragedia, rappresentata prima da Creonte e poi da Polinice, che portano una morale egoistica. L'antitesi tra Edipo da un lato e Creonte e Polinice dall'altro riflette un contrasto tra Atene, città giusta e ospitale, e Tebe, città tirannica e piena di odio. La forte reazione di Edipo chiude il ciclo tragico dei Labdacidi a Tebe e apre all'accoglienza ad Atene, dove troverà una morte pacifica e diventerà dopo la morte un protettore, simboleggiando il passaggio da Tebe ad Atene. " Edipo a Colono " presenta richiami all" Odissea ", come la domanda iniziale di Edipo: "Dove siamo arrivati, in che città?" che ricorda il risveglio di Odisseo nell'isola dei Feaci. Entrambi i protagonisti sbagliano e soffrono, ma mentre Odisseo torna a casa, Edipo no. Anche se diventa un vagabondo per raggiungere la sua tomba ad Atene, il viaggio di Edipo è diverso da quello di Odisseo. La scomparsa di Edipo è un percorso verso la non esistenza , segnato da un prodigio. Edipo appare rinfrancato e dotato di una nuova visione mentre si allontana in solitudine verso la sua fine nel bosco di Colono, dove scompare. La morte di Edipo, accompagnata dall'amico Tesco, sembra portare serenità e consapevolezza, ma la tragedia si conclude con il pianto disperato delle figlie, lasciando un mistero indecifrabile sulla morte di Edipo e se sia veramente un lieto fine. FILOTTETE Scrisse quest’opera (e l'edipo a colono) quando il tracollo di Atene, sia culturale che politico, era vicino. Si ispira ad Euripide che nel teatro aveva portato una sensibilità legata all’integrità dei personaggi e la critica ai valori tradizionali. Il modello di Euripide lascia varie tracce sull’ultima produzione filosofo come l’attenzione per l’intrigo , la denuncia della crisi dei rapporti familiari , il rifiuto degli atteggiamenti progressisti e intellettualistici e la contestazione del logos opportunistico teorizzato da Pitagora e dai sofisti. Sofocle avanza una riflessione sui temi centrali della sua visione tragica della vita : sia Filottete che Edipo sono due eroi soli e malati sia nella psiche che nel fisico che, allontanati dal contesto sociale, vivono nell’attesa della morte percepita come la conclusione felice dell’esistenza umana. La loro integrazione avviene attraverso l’amicizia che emerge in teatro nelle intense scene contatto fisico che sono espressione di una spiritualità umana che prevale sugli interessi politici. Sofocle presenta Filottete ed Edipo che adottano la filosofia del ' vivere giorno per giorno '. Anche se le divinità intervengono alla fine delle tragedie per garantire il compimento degli oracoli e la gloria agli eroi, non rispondono agli interrogativi sulla vita di Edipo e sul male della malattia di Filottete. Personaggi : Odisseo, Neottolemo, Filottete, Mercante, Eracle; il Coro composto da marinai greci Luogo : Isola di Lemno, di fronte all'entrata di una grotta

Trama : Accompagnato dal giovane Neottolemo (il figlio di Achille), Odisseo giunge sull'isola di Lemno alla ricerca di Filottete: dieci anni prima i Greci diretti a Troia lo hanno abbandonato a causa di una ferita maleodorante, ma ora un oracolo ha rivelato che la città cadrà solo grazie all'eroe e al suo arco, che fu dono di Eracle. Neottolemo dovrà acquistarsi la sua fiducia con l'inganno, fingendosi adirato contro l'esercito acheo per l'attribuzione delle armi di suo padre a Odisseo anziché a lui. Il Coro e Neottolemo si chiedono che cosa fare e lamentano la sorte di Filottete. Nel primo episodio i due si incontrano, si presentano e si raccontano l'un l'altro quanto accaduto: Filottete si fida del giovane e gli chiede di riportarlo a casa. Un falso mercante inviato alla grotta da Odisseo annuncia che Neottolemo deve tornare a Troia e che Odisseo, insieme a Diomede, arriverà sull'isola per recuperare Filottete e il suo arco. Nel secondo episodio egli decide di partire in fretta con Neottolemo, ma le acutissime fitte che la ferita provoca gli impediscono di muoversi così Filottete consegna arco e frecce a quello che crede un amico e si addormenta. Il Coro nello stasimo insiste perché l'eroe sia abbandonato lì e si parta con le armi, ma il giovane prova pietà e rimorso e, al suo risveglio, gli rivela che lo sta conducendo a Troia. Filottete si dispera e chiede che gli vengano restituite le armi e sia lasciato sull'isola; interviene Odisseo che si appropria dell'arco e si avvia alle navi. Segue un lungo kommós, in cui Filottete lamenta la sua sorte. Nell'esodo Neottolemo pentito ritorna indietro con le armi e cerca di convincere Filottete a partire con loro: Troia per merito suo sarà conquistata ed egli sarà curato; l'eroe però vuole tornare in Grecia. Alla fine interviene Eracle e ordina a Filottete di recarsi a Troia per dare compimento all'oracolo. Confrontando le versioni del mito di Filottete di Eschilo, Sofocle ed Euripide emerge come Sofocle innovò la tragedia con un'ambientazione desolata a Lemno, l'introduzione di Neottolemo, un coro ambiguo di marinai, e l'apparizione di Eracle alla fine. Sofocle affronta temi come l'isolamento , la sofferenza umana e la distanza degli dèi. Nel " Filottete " di Sofocle, tre personaggi rappresentano diversi valori e principi etici: Filottete incarna l'eroe sofocleo aristocratico, Odisco rappresenta il pragmatismo cinico dei Sofisti, mentre Nettuno esprime valori come lealtà, solidarietà e amicizia sincera. Il confronto tra questi tre personaggi riflette un dibattito intellettuale e pedagogico sulla politica e sull'umanità. Nell'opera, l'inganno di Odissco non ha successo, così come la mediazione di Neottolemo fallisce. Neottolemo cerca di riconquistare la fiducia di Filottete, ma non riesce a convincerlo a seguirlo a Troia. Nonostante il desiderio di Filottete di tornare a casa, la Storia impone che i Greci trionfino e che Troia cada grazie a lui e al suo arco, che è quello di Eracle. Nella conclusione, Eracle interviene in modo divino, promettendo a Filottete guarigione, reintegrazione sociale e vittoria a Troia, ma le sofferenze dell'eroe rimangono senza consolazione. Infine, l'eroe, anziano e zoppicante, lascia la scena del teatro con l'aiuto di Neottolemo. I TEMI Nelle tragedie di Sofocle, al centro non ci sono le idee, ma le azioni e le sofferenze degli uomini che incarnano tali idee. I personaggi sono delineati dalla loro determinazione e forza morale nel fronteggiare eventi avversi, senza compromessi. ‘ Aiace ’ e ‘ Filottete ’ rappresentano valori aristocratici assoluti : Aiace si suicida per riscattarsi dal disonore ( ατιμία ) e dalla vergogna ( αιδώς ), mentre Filottete, ingannato e disonorato, rifiuta ogni accordo per tornare dignitosamente a casa. Antigone difende le leggi

sue tragedie questo equilibrio è precario, e l'uomo rischia costantemente di superare i limiti della sua natura. Sebbene Sofocle sia un uomo politico, i riferimenti espliciti al contesto storico-politico nei suoi drammi sono rari. Le sue posizioni ideologiche riflettono un moderatismo aristocratico preoccupato dai radicalismi democratici. Sofocle mette in guardia contro ogni forma di assolutismo. Creonte, ad esempio, sostiene l'importanza del λόγος (ragione) e delle leggi cittadine, ma quando la sua volontà entra in conflitto con la comunità, la sua rigidità porta a conseguenze devastanti per lui, la sua famiglia e la comunità. Sofocle mostra che l'incapacità di mediazione, necessaria in una democrazia, è pericolosa. Il conflitto tra etica, religione e politica, se non risolto tramite compromessi, può portare alla rovina, come dimostrano i casi di Antigone, Creonte, Filottete, Neottolemo e Odisseo, salvati appena in tempo dall'intervento divino di Eracle.