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Esercitazione esame EGI, Sintesi del corso di Economia e Gestione Delle Imprese

Riassunto su esercitazione d'esame

Tipologia: Sintesi del corso

2025/2026

Caricato il 16/06/2026

raffaella-calabro
raffaella-calabro 🇮🇹

2 documenti

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1. Il concetto di valore
Il valore rappresenta il beneficio che il cliente percepisce rispetto al sacrificio sostenuto. Si
divide in valore attuale, legato all’utilità immediata del prodotto o servizio, e valore
prospettico, legato ai benefici futuri come fiducia, reputazione e relazione duratura. Un’impresa
di mediazione linguistica crea valore offrendo qualità, specializzazione e continuità nel servizio.
2. Teoria dei Costi di Transazione
Questa teoria spiega se conviene svolgere un’attività all’interno dell’impresa o affidarla
all’esterno. La decisione dipende da fattori come frequenza delle transazioni, specificità degli
asset, incertezza e rischio di opportunismo. Se i costi di coordinamento esterni sono elevati,
l’impresa tende a internalizzare.
3. Resource-Based View
La RBV sostiene che il vantaggio competitivo nasce dalle risorse interne dell’impresa. Queste
possono essere materiali o immateriali (competenze, conoscenze, reputazione). Un’impresa di
mediazione linguistica ottiene vantaggio competitivo se possiede traduttori altamente
specializzati e know-how difficilmente imitabile.
4. Business Model Canvas – Valore
I blocchi legati al valore sono: la Value Proposition (beneficio offerto), i Customer Segments
(clienti target), i Channels (canali di comunicazione e distribuzione) e le Customer
Relationships (tipo di relazione con i clienti). Insieme spiegano come l’impresa crea e consegna
valore.
5. Platform Business Model e Web 3
Il platform business model mette in relazione diversi gruppi di utenti tramite una piattaforma.
Con il Web 3 si basa su tecnologie decentralizzate come blockchain e smart contract, riducendo
intermediari e aumentando trasparenza e fiducia.
6. VRIO Analysis
La VRIO è uno strumento per valutare le risorse strategiche. Una risorsa genera vantaggio
competitivo se è Valuable, Rare, Inimitable e ben Organized. Se manca uno di questi elementi,
il vantaggio è temporaneo o assente.
7. Diffusione delle conoscenze
Il modello descrive quattro processi: socializzazione (condivisione di conoscenze tacite),
esteriorizzazione (trasformazione in conoscenza esplicita), combinazione (integrazione di
conoscenze esplicite) e interiorizzazione (apprendimento individuale).
8. Soft skill e Hard skill
Le hard skill sono competenze tecniche misurabili, come la conoscenza delle lingue o dei
software. Le soft skill riguardano aspetti relazionali e comportamentali, come comunicazione e
problem solving. Entrambe sono fondamentali nel lavoro di mediazione linguistica.
9. Modelli di Strategia Strutturalisti
Secondo l’approccio strutturalista, la struttura del mercato influenza la condotta delle imprese,
che a sua volta determina la performance. Le imprese si adattano alle caratteristiche del
settore in cui operano.
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1. Il concetto di valore Il valore rappresenta il beneficio che il cliente percepisce rispetto al sacrificio sostenuto. Si divide in valore attuale, legato all’utilità immediata del prodotto o servizio, e valore prospettico, legato ai benefici futuri come fiducia, reputazione e relazione duratura. Un’impresa di mediazione linguistica crea valore offrendo qualità, specializzazione e continuità nel servizio. 2. Teoria dei Costi di Transazione Questa teoria spiega se conviene svolgere un’attività all’interno dell’impresa o affidarla all’esterno. La decisione dipende da fattori come frequenza delle transazioni, specificità degli asset, incertezza e rischio di opportunismo. Se i costi di coordinamento esterni sono elevati, l’impresa tende a internalizzare. 3. Resource-Based View La RBV sostiene che il vantaggio competitivo nasce dalle risorse interne dell’impresa. Queste possono essere materiali o immateriali (competenze, conoscenze, reputazione). Un’impresa di mediazione linguistica ottiene vantaggio competitivo se possiede traduttori altamente specializzati e know-how difficilmente imitabile. 4. Business Model Canvas – Valore I blocchi legati al valore sono: la Value Proposition (beneficio offerto), i Customer Segments (clienti target), i Channels (canali di comunicazione e distribuzione) e le Customer Relationships (tipo di relazione con i clienti). Insieme spiegano come l’impresa crea e consegna valore. 5. Platform Business Model e Web 3 Il platform business model mette in relazione diversi gruppi di utenti tramite una piattaforma. Con il Web 3 si basa su tecnologie decentralizzate come blockchain e smart contract, riducendo intermediari e aumentando trasparenza e fiducia. 6. VRIO Analysis La VRIO è uno strumento per valutare le risorse strategiche. Una risorsa genera vantaggio competitivo se è Valuable, Rare, Inimitable e ben Organized. Se manca uno di questi elementi, il vantaggio è temporaneo o assente. 7. Diffusione delle conoscenze Il modello descrive quattro processi: socializzazione (condivisione di conoscenze tacite), esteriorizzazione (trasformazione in conoscenza esplicita), combinazione (integrazione di conoscenze esplicite) e interiorizzazione (apprendimento individuale). 8. Soft skill e Hard skill Le hard skill sono competenze tecniche misurabili, come la conoscenza delle lingue o dei software. Le soft skill riguardano aspetti relazionali e comportamentali, come comunicazione e problem solving. Entrambe sono fondamentali nel lavoro di mediazione linguistica. 9. Modelli di Strategia Strutturalisti Secondo l’approccio strutturalista, la struttura del mercato influenza la condotta delle imprese, che a sua volta determina la performance. Le imprese si adattano alle caratteristiche del settore in cui operano.

10. Strategie Complessive (Corporate) Le strategie corporate riguardano l’impresa nel suo insieme e possono essere di crescita, stabilità o ristrutturazione/disinvestimento, a seconda degli obiettivi e delle condizioni di mercato. 11. Innovazioni radicali e incrementali Le innovazioni radicali introducono cambiamenti profondi e nuovi mercati, mentre quelle incrementali migliorano prodotti o processi esistenti. Entrambe sono importanti per la competitività dell’impresa. 12. Dalla soddisfazione alla lealtà La soddisfazione del cliente è il primo passo verso la lealtà. Se l’esperienza è positiva, si sviluppano fiducia e coinvolgimento, che portano a relazioni durature e fedeltà al brand. 13. Analisi quantitativa della domanda Analizza la domanda attuale e potenziale, la quota di mercato dell’impresa e l’elasticità della domanda, cioè la sensibilità dei consumatori alle variazioni di prezzo. 14. Matrice di Assael Classifica i comportamenti di acquisto in base al livello di coinvolgimento del consumatore e alle differenze percepite tra i brand. Serve a scegliere le strategie di marketing più adatte. 15. Ricerche di Marketing Qualitative Le ricerche qualitative servono a comprendere motivazioni, percezioni e atteggiamenti dei consumatori. Gli strumenti principali sono focus group, interviste in profondità, osservazione e tecniche proiettive. 16. Posizionamento Il posizionamento indica come un prodotto o un brand viene percepito nella mente del consumatore rispetto ai concorrenti. È un elemento centrale della strategia di marketing. 17. Il Brand Il brand è composto da identità (ciò che l’impresa comunica), immagine (come è percepita) e brand equity, ovvero il valore complessivo del marchio. 18. Matrice BCG La matrice BCG classifica i prodotti in Star, Cash Cow, Question Mark e Dog in base a quota di mercato e crescita del settore, aiutando a decidere come allocare le risorse. 19. Business Plan Il business plan è un documento che descrive un progetto imprenditoriale. Ha una funzione interna, di pianificazione e controllo, e una funzione esterna, per comunicare con investitori e finanziatori.