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La Costituzione Italiana: Principi Fondamentali - Prof. Botteri, Esercizi di Elementi di Informatica

Esercizi Botteri per ammissione all'esame

Tipologia: Esercizi

2020/2021

Caricato il 21/12/2021

gabriella75sa
gabriella75sa 🇮🇹

4.1

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LA COSTITUZIONE ITALIANA
PRINCIPI FONDAMENTALI
Articolo 1:L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la
esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Articolo 2:La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia
nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri
inderogabili di solidarietà politica,economica e sociale.
Articolo 3:Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge,
senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di
condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli
di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini,
impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.
Articolo 4:La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le
condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il diritto di svolgere,
secondo le proprie possibilità ed a propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al
progresso materiale o spirituale della società.
Articolo 5:la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali:
attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento
amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze
dell’autonomia e del decentramento.
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LA COSTITUZIONE ITALIANA

PRINCIPI FONDAMENTALI

Articolo 1: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Articolo 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Articolo 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limit ando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese. Articolo 4: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il diritto di svolgere, secondo le proprie possibilità ed a propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. Articolo 5: la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali: attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

L’istat fornisce periodicamente informazioni sul processo di transizione dalla laurea all’occupazione, attraverso indagini campionarie che rilevano la situazione dei giovani a circa tre anni dalla fine degli studi, chiedendo loro di descrivere le modalità di ricerca di l avoro, i tempi occorsi per il primo inserimento, il tipo di occupazione trovata, il grado di coerenza fra loro svolto e formazione ricevuta all’università e molte altre informazioni. Il quadro descritto da queste rilevazioni ha finora messo in evidenza la gradualità e, in qualche modo, la lentezza della transizione. In molti casi l’inserimento professionale si realizza soltanto dopo aver attraversato fasi di precario e di lavoro occasionale, ma in ogni caso, entro cinque anni dal conseguimento del titolo oltre il 92 % dei laureati riesce a trovare un lavoro.