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Le misure quantitative dell'intensità sismica correlate all'energia liberata da un terremoto. Vengono presentate le scale di magnitudo di richter e mercalli, che misurano l'intensità di un terremoto in base a criteri empirici e quantitativi rispettivamente. La prima, la mercalli, valuta i danni prodotti dal terremoto, mentre la seconda, la richter, misura le oscillazioni del suolo registrate dai sismografi. Vengono inoltre descritte le differenze tra le due scale e come possono essere utilizzate insieme per avere un quadro più completo di danni e forza del terremoto.
Tipologia: Esercizi
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Le misure quantitative delle intensità sismica, correlate più o meno direttamente all'energia liberata dal terremoto, sono: la magnitudo locale ML (Richter, 1935) in cui: A= ampiezza massima dello spostamento prodotto dal sisma, misurata con uno strumento standard (sismografo Wood-Anderson); A0= ampiezza massima registrabile alla medesima distanza dall' epicentro (r=P) con un sismografo Wood Anderson, per il sisma di riferimento. Per il sisma di riferimento si intende un terremoto che dà luogo ad un'ampiezza massima A0=1 mm su un sismografo Wood Anderson (periodo proprio 0,7s) posto ad una distanza di 100 km dall' epicentro. La magnitudo delle onde di superficie (Gutenberg e Richter, 1936) in cui: A= massimo spostamento del terreno in millimetri; Δ= distanza epicentrale del sismografo. La magnitudo di momento Mw (chiama Mori, 1977) in cui: M0= momento sismico, definito come: M0= Tau(f)SD. con: tau(f)= resistenza rottura media del materiale lungo la faglia che ha generato il sisma; S= ampiezza della superficie di rottura; D= spostamento medio lungo la faglia. Nota: M0 ha le dimensioni di un momento ma rappresenta piuttosto il lavoro totale compiuto dalle sollecitazioni agenti lungo la faglia durante il terremoto; come tale risulta ben correlato con l'energia libera del sistema. L'energia del terremoto (Gutenberg e Richter) in cui: Ms= magnitudo delle onde di superficie.
La Mercalli modificata e la Richter sono due scale di intensità sismica, basate su criteri di classificazione diversi: la prima, nata prima dell'introduzione della moderna strumentazione per la registrazione dei movimenti del terreno i sismografi, è infatti, di tipo empirico e fondata sulla valutazione visiva dei danni prodotti dal terremoto; la seconda invece, è di tipo quantitativo, in cui le misure dell'intensità sismica sono tutte correlati più o meno direttamente all'energia liberata dal terremoto. La scala che prende il nome dal sismologo Giuseppe Mercalli misura l'intensità di un terremoto in base agli effetti distruttivi visibili su edifici e persone: maggiori sono i danni e le vittime, maggiore sarà il valore nella scala, scandita in numeri romani. Scossa di grado 1: impercettibile, solo gli strumenti riescono ad avvertirla. Scossa di grado 2: molto leggera virgola in pochi percepiscono la scossa. Scossa di grado 3: scossa leggera, si avvertono leggere vibrazioni. Scossa di grado 4: scossa moderata, molti la sentono e gli oggetti in alto oscillano. Scossa di grado 5: scossa piuttosto forte, avvertita da persone e caduta di oggetti. Scossa di grado 6: forte, qualche crepa e tutti avvertono il sisma. Scossa di grado 7: molto forte, anche le persone addormentate riescono a sentirla. Scossa di grado 8: rovinosa, parziale distruzione di paesi ed edifici.
Scossa di grado 9: distruttiva, distruzione di edifici e case in gran numero. Scossa di grado 10: completamente distruttiva, rovina totale di paesi e grossi edifici. La scala Richter invece è un sistema di misurazione più oggettivo, basato sul calcolo dell'ampiezza delle oscillazioni del suolo rilevate dai sismografi; ciò mostra quanta forza e è stata sprigionata dal terremoto. L'intensità di un sisma, nella scala Richter si misura la magnitudo: 0- 1,9: può essere registrato solo mediante adeguati apparecchi. 2- 2,9: è sdraiato avverte la scossa i pendoli oscillano. 3- 3,9: vibrazioni piuttosto forti. 4- 4,9: viene avvertito da molti, un pendolo si muove notevolmente, bicchieri e piatti tintinnano, piccoli danni. 5- 5,9: tutti lo sentono, i muri si crepano e gli edifici più pericolanti subiscono crolli. 6- 6,9: crollo delle case, rischio maremoto, popolazione in pericolo. 7- 7,9: panico, pericolo di morte negli edifici, i quali crollano nella maggior parte dei casi. 8- 8,9: ovunque pericolo di morte, edifici inagibili, in mare le onde sono alte fino a 40 m. 9- 9,9: totale allargamento dei territori in questione o spostamento delle terre e numerosissimi morti. Popolazioni fortemente colpita. 10 o più: apocalisse, spaccature della terra, totale distruzione di strutture artificiali e formazioni di maremoti. Questa categoria però è soltanto teorica virgola non esistono faglia abbastanza lunghe da provocare un sisma così energetico. In sostanza, le combinazioni tra le due scale possono darci un quadro più completo di danni e forza del terremoto, anche se per una misurazione scientifica sarebbe meglio affidarsi alla Scala Richter: se un forte sisma si verificasse infatti nel deserto i valori Mercalli sarebbero bassi ma la magnitudo sarebbe molto elevata.